CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Questo argomento contiene 3,275 risposte, ha 80 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 3 anni, 4 mesi fa.

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  • #118019
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Euro “valuta zombie” :yesss:

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1423944/crisi/euro-valuta-zombie.aspx

    “L’euro è già morto. Non riesce più a soddisfare i criteri generali per funzionare come moneta”, scrive Lynn nell’ultima ricerca pubblicata. Nonostante i vari incontri tra le autorità politiche europee in settimana, ogni sviluppo sarebbe comunque irrilevante, con la moneta unica ormai una “valuta zombie”.

    [color=#0033ff]Appello agli Italiani di Paola Musu, l'avvocato che ha denunciato i vertici delle istituzioni [/color]
    http://www.youtube.com/watch?v=V3btjhzZqAc&feature=em-subs_digest
    [size=7]… e sebbene tutti io no.
    :salu:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #118020
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    😕

    #fisc


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #118021

    Anonimo

    NON E’ IL DEBITO PUBBLICO
    Postato il Giovedì, 23 agosto @ 17:10:00 CDT di davide

    La Spagna viene ora costretta all'austerità, tagli di pensioni, stipendi, aumenti di tasse, disoccupazione giovanile al 50%, decine di migliaia di persone che emigrano in Sudamerica ecc… e tutti parlano della “spread” dei tuoi titoli di stato. Ma non c'entrano niente. La Spagna ha tuttora un debito pubblico inferiore a Francia e Germania. Le tabelle che ho mostrato sono impressionanti riguardo alla Spagna perchè invece mostrano che le costruzioni di case sono crollate del -90% dal 2007 ad oggi e gli investimenti fissi (costruzioni in gran parte) sono crollati di 8% punti di PIL di conseguenza.

    Non c'entra quanto spende lo stato, c'entra quanto prestano le banche!

    continua…..
    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10715


    #118022
    maraxma
    maraxma
    Partecipante

    Quello di oggi è un venerdì molto caldo. Non tanto e non solo per la temperatura, ma perché vi è una convergenza di accadimenti sensibili per la vicenda globale.

    Alla convention Repubblicana di Tampa, in cui Mitt Romney presenterà ufficialmente la candidatura sua e del suo vice, è previsto un uragano con momento culminante proprio a Tampa, all’ora del discorso principale.

    Drake ha avvertito che questo fine settimana potrebbe esserci un forte momento di crisi e ha consigliato di lasciare le grandi città perché potrebbero esserci scontri armati.

    Infine nel corso della giornata di oggi Neil Keenan, il legale che da tempo manda avanti la vertenza contro l’elite globalista che coverna occultamente il mondo, depositerà nuovamente – confortandoli con massicce evidenze probatorie – i Liens, documenti che equivalgono a mandati d’arresto, nei confronti della Fed, della BCE e di numerose banche centrali.

    A tale proposito, in risposta a questo articolo di Lloyd Blankfein, CEO di Goldman Sachs, recentemente apparso sui media, che titolava: “è il momento di scommettere su un grande ritorno dell’Europa”, ecco il messaggio che Neil lancia in risposta, come avvertimento a quelle persone che con Blankfein stanno orchestrando la rovina dei paesi sotto controllo occidentale.

    Jervé

    http://www.iconicon.it/blog/2012/08/keenan-risponde-blankfein/


    #118023

    Xeno
    Partecipante

    [quote1345827628=maraxma]
    Quello di oggi è un venerdì molto caldo. Non tanto e non solo per la temperatura, ma perché vi è una convergenza di accadimenti sensibili per la vicenda globale.

    Alla convention Repubblicana di Tampa, in cui Mitt Romney presenterà ufficialmente la candidatura sua e del suo vice, è previsto un uragano con momento culminante proprio a Tampa, all’ora del discorso principale.

    Drake ha avvertito che questo fine settimana potrebbe esserci un forte momento di crisi e ha consigliato di lasciare le grandi città perché potrebbero esserci scontri armati.

    Infine nel corso della giornata di oggi Neil Keenan, il legale che da tempo manda avanti la vertenza contro l’elite globalista che coverna occultamente il mondo, depositerà nuovamente – confortandoli con massicce evidenze probatorie – i Liens, documenti che equivalgono a mandati d’arresto, nei confronti della Fed, della BCE e di numerose banche centrali.

    A tale proposito, in risposta a questo articolo di Lloyd Blankfein, CEO di Goldman Sachs, recentemente apparso sui media, che titolava: “è il momento di scommettere su un grande ritorno dell’Europa”, ecco il messaggio che Neil lancia in risposta, come avvertimento a quelle persone che con Blankfein stanno orchestrando la rovina dei paesi sotto controllo occidentale.

    Jervé

    http://www.iconicon.it/blog/2012/08/keenan-risponde-blankfein/
    [/quote1345827628]
    Questo tipo di notizie non mi entusiasmano per il semplice fatto che è tutto un teatrino fatto per loro.
    Tutti i candidati -poi eletti-si rivelano sempre pupazzi e Mitt Romney non è da meno difatti Goldman Sachs di cui si cita nell'articolo è uno dei primi “sponsor” del candidato
    Senza parlare poi dell'inciucio cattolico…che sarebbe una storia a se.(cioè si turano il naso per appoggiare un mormone mah)
    Gli altri che potrebbero piacere, o si sono ritirati o ricevono misery money (vedi R.Paul)

    Riguardo a Drake mi sembra allarmismo (tentato allarmismo?)
    (c'è qualche link in merito?)


    #118024
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Si sono arricchiti con l'Eurozona, con i crediti verso i paesi periferici e ora la disconoscono… #fisc

    La Bce? Arrogante. Mario Draghi? Uno che pensa da politico e che guida come un pazzo in autostrada rendendosene conto solo quando arriva a casa. E intanto porterà l’inflazione ai livelli di Weimar. Sono accuse pesantissime quelle arrivate questa mattina a mezzo stampa al presidente della Bce. Dopo gli attacchi della Bundesbank dei giorni scorsi, infatti, la palla l’hanno presa due importanti quotidiani tedeschi di bandiere opposte (il conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung e del progressista Sueddeutsche Zeitung) che hanno alzato il tiro e sparato in prima pagina una vera e propria aggressione al governatore dell’Eurotower
    fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/24/eurocrisi-giornali-tedeschi-allattacco-di-draghi-cosi-ci-riportera-a-weimar/333123/


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #118025
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    E' un grande :hehe:
    p.s. Alamanni = tedeschi 😀

    [size=24]I salari reali alamanni sono scesi del 6%
    (su cortese richiesta di Ecodellarete, che dopo aver rettificato il titolo del post precedente merita vieppiù la nostra imperitura gratitudine)

    Alcuni espertoni stanno contestando i grafici che ho utilizzato nel famoso post di “mi’ cuggino”, quello nel quale, per stigmatizzare l’insulsa e infondata teoria secondo la quale la competitività tedesca si basa sull’essere i tedeschi belli biondi e produttivi, facevo invece vedere come una buona parte del recupero di competitività della Germania derivava da un più banale taglio dei salari reali.

    La bellezza, insomma, pare che sia una volta di più negli occhi di chi guarda. Molti commentatori più o meno professionisti in giro per il web provano una forte attrazione per il tipo dolicocefalo biondo. Io, che sono di aperte vedute, non li giudico per questo, anzi! Auguro loro che vada al governo la sinistra, così i loro salari saranno tagliati di un bel 10%, ma loro si potranno sposare (in chiesa) con il biondo del loro cuore (purché quest’ultimo sia d’accordo), e potranno adottare tanti frugoletti, anch’essi biondi.

    Detto questo, l’idea che la competitività tedesca dipenda da tagli ai salari reali non è il delirio allucinato di una persona accecata dall’odio antigermanico. Prima di essere riflessa nelle statistiche (cosa della quale parliamo subito dopo), è una cosa ampiamente nota e riconosciuta da tutti, a partire proprio da consulenti del governo tedesco, come Roland Berger, passando per organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite. Non si può dire altro che questo, perché nei dati c’è questo. E cosa c’è nei dati? C’è che i redditi da lavoro dipendente medi unitari della Germania sono diminuiti del 5.7% dal 2003 al 2009. Vi spiego a cosa si riferisce questo dato e come è costruito.

    Preciso, intanto, che io lavoro coi dati da trent’anni, quindi so che gli errori esistono, e sono sempre grato a chi mi chiede di verificare i miei risultati. Fa parte del normale lavoro scientifico: quando invii un articolo a una rivista, due o tre colleghi (che tu non conosci e che non ti conoscono) riguardano i tuoi conti e se non vanno ti chiedono (anonimamente) spiegazioni o correzioni. Certo in un blog le cose sono diverse: i correttori sono parecchie centinaia. Il tempo però è molto meno, quindi, come dire, scuserete se non ho dato immediato seguito a richieste di chiarimento.

    Altro “dettaglio”. Siccome lavoro sull’economia europea da una ventina d’anni, ho diverse versioni “professionali” (nel senso che si pagano) dei database che mi servono, e spesso per comodità uso quelle. Esempio di “comodità”? Se sono in un posto nel quale non ho banda, ovviamente preferisco usare una base dati su CD. Altro esempio di “comodità”. Se voglio risalire con una analisi fino agli anni ’60, il database online non mi basta (perché non riporta tutti i dati) e quindi devo servirmi dei database professionali off-line (su CD).

    I grafici “de mi’ cuggino” erano costruiti partendo dalla versione 2008#2 del CD dell’“OECD Statistical Compendium” (lo indico come OSC08#2), nel quadro di una mia ricerca su come si fosse sviluppato il CLUP italiano e tedesco negli ultimi 30 anni. Il CLUP, ve lo ricordo, è il costo del lavoro per unità di prodotto, ed è dato dal rapporto di due rapporti: (redditi da lavoro dipendente/occupati dipendenti)/(valore aggiunto totale/occupati totali). Si tratta, cioè, del rapporto fra redditi unitari da lavoro dipendente (il costo del lavoro per addetto), e produttività media del lavoro (il prodotto per addetto).

    Dunque. Il dato della discordia è quello dei redditi da lavoro dipendente per addetto, espressi in termini reali. Si ottengono dividendo i redditi nominali prima per il numero di dipendenti (ottenendo i redditi medi unitari) e poi per un indice dei prezzi (ottenendo i valori reali). Notate che redditi diviso dipendenti fornisce il numeratore del CLUP.

    Dunque:

    1) I redditi da lavoro dipendente a prezzi correnti (in inglese, Compensation of employees, Current prices) sono la serie DEU03001, tratta dal database GROSS DOMESTIC PRODUCT: INCOME APPROACH di OSC08#2. Ovviamente la serie del database 2008 non solo finisce nel 2008, ma fornisce comunque dati provvisori per gli anni immediatamente precedenti. Quindi ho completato le serie, per arrivare al 2010, estraendo i dati dalla versione on-line. Per la precisione, ho usato i dati “nuovi” a partire dal 2005, primo anno in cui erano diversi dai dati “vecchi” (ovvero: il database del 2008 riportava, evidentemente, nei tre anni precedenti dati ancora provvisori).
    2) Gli occupati dipendenti (in inglese, Total employees) sono la serie DEU06014 di OSC08#2. Anche in questo caso, siccome la serie finiva nel 2008, l’ho aggiornata utilizzando a partire dal 2006 (primo anno con visibili discrepanze) i dati più recenti, quelli del database on-line.
    3) Come indice di prezzo, visto che mi tornava più comodo da scaricare, ho utilizzato l’indice medio dei prezzi al consumo (Inflation, average consumer prices) del solito database del World Economic Outlook. Non mi sono segnato la versione, ma siccome ho fatto questi calcoli a ottobre scorso, penso fosse quella di settembre 2011. Per comodità di confronto con altre variabili, ho ribasato l’indice con base 2000=1.

    I calcoli sono in questa tabella, a beneficio dei troll e di quelli che vogliono perder tempo a rispondergli:

    Dato che i redditi sono in milioni (cioè nel 1999 erano 1060 miliardi) e gli occupati sono in migliaia (cioè nel 1999 erano 34 milioni), nel calcolare i salari unitari (colonna (d)) ho diviso i redditi per gli occupati divisi a loro volta per mille, in modo da dividere milioni con milioni (se vi sembra difficile, la soluzione è a portata di mano: non fate domande delle quali non potete capire la risposta). Il risultato a questo punto è in unità, cioè il salario medio annuo di un tedesco nel 1999 era di 30690 euro (colonna (d)).

    Per ribasare l’indice l’ho diviso per il valore del 2000. La divisione per una costante, ovviamente, non altera la dinamica del fenomeno. Ripeto: avendo altre variabili a prezzi 2000, mi interessava esprimere anche quelle tedesche a prezzi 2000. BAU. No, non è un cane, è Business As Usual (come sapete voi che, come me, avete costruito modelli econometrici pubblicati su riviste impattate). L’indice ribasato è in colonna (e).
    La variabile della discordia (ma perché, poi?) si ottiene dividendo i salari unitari nominali (colonna (d)) per l’indice ribasato (colonna (e)).

    Qualche scemo in giro per il web mi ha accusato di aver detto una menzogna: i salari unitari tedeschi, secondo lui, non sarebbero diminuiti del 6%, e quindi io sono un cialtrone truffatore. E sapete che c’è? Ha ragione lui. Proprio vero che dal letame può nascere un fiore. Infatti dal 2003 al 2009 i salari unitari tedeschi sono diminuiti solo dello 5.7467549468%. Sì, gli imbecilli tengono alla precisione, ma visto che il lavoro lo fa Excel perché non accontentarli? Io avevo arrotondato all’intero più vicino perché sono un cialtrone, che ci volete fare, e un truffatore, un vile che dubita della fedeltà alamanna. In realtà sono solo un poveraccio che si massacra gli occhi sui dati da 30 anni. Carlucci mi ha attaccato questa malattia, e ormai non guarirò più. E ho capito che siccome i dati sono una creazione umana, non ha troppo senso andare oltre il primo decimale.

    Ma basta così poco a far felice un troll…

    Comunque, facciamo così, arrotondiamo, cialtronescamente.

    Le cose stanno così: siccome dal 2003 al 2009 i salari crescono in media all’1%, e i prezzi crescono in media al 2%, ogni anno i lavoratori tedeschi hanno perso in media un punto di potere d’acquisto (salario reale), e ogni anno per sei anni fa il 6%. Capito mi avete? Bene.

    Preciso che questo -6% sembrava enorme anche a me (perché se da un lato i tedeschi si sa, sono profondi, ma non sempre brillanti… dall’altro prendersi una legnata simile senza dir nulla mi pareva troppo anche per loro!).

    Ho quindi fatto una verifica incrociata molto semplice: partendo da questi dati di base, ho ricostruito l’indice del CLUP (in inglese ULC, Unit Labour Cost) e l’ho confrontato con quello fornito dal database online dell’OCSE. Questa verifica mi forniva un riscontro di coerenza sia sezionale che temporale (cioè: mi serviva a vedere se i dati di uno stesso anno “si parlavano”, e se non c’erano “fratture” nelle serie di dati).

    Ricordate?

    Per costruire il CLUP cosa mi mancava?

    Ma è chiaro! La produttività media del lavoro. E come l’ho costruita? Con due variabili:

    1) il valore aggiunto totale (Total Gross Value Added at Basic Prices, serie DEU02013 del database OSC08#2);
    2) gli occupati totali (Total Employment, serie DEU06007 del database OSC08#2).

    In entrambi i casi, a partire dal 2005 ho usato i dati della versione on-line (scaricati il 24 gennaio 2012, quindi non so se sono più gli stessi, ma penso di sì).

    Con queste due serie posso calcolare la produttività media del lavoro alamanna, e dividendo i salari unitari sopra calcolati per la produttività media ottengo un indice del CLUP, che posso confrontare con quello fornito caldo caldo direttamente dal database online. Se sono uguali, allora posso avere una certa fiducia nei miei calcoli. Se son diversi, allora si ricomincia. La vita dell’economista è fatta così.
    I calcoli sono in quest’altra tabella:

    Partendo dalla fine, l’indice del CLUP che mi sono calcolato partendo dai dati di base coincide di fatto con l’indice ULC scaricato dal database online (ribasato al 1991): la correlazione fra le due serie è di 0.975, e chi si intende un po’ di questa roba capirà che per essere una cosa fatta con la mano sinistra è venuta piuttosto bene: d’altra parte, se gli ingredienti sono quelli, perché il risultato non dovrebbe essere quello?

    Ecco: con un grafico si vede meglio. Sono praticamente la stessa serie. Del resto, anche se CLUP è ricostruito coi dati offline, e ULC con quelli online, la fonte è sempre OCSE, e poi le fonti OCSE a loro volta si basano sulle stesse fonti nazionali.

    Tornando indietro, quindi, i salari unitari reali che ho usato credo siano proprio affidabili, e se qualcuno ha qualcosa da dire sono lieto di avere critiche dettagliate. Se poi qualcuno non riesce a rifare i conti, bene: imparerà a considerare con più rispetto la mia professione, e gli auguro di fare altrettanto bene la sua. Se è quella del rompicoglioni non deve migliorare nulla, va già benissimo così.

    Intanto, vedete come scende il CLUP fra 2003 e 2007? Certo, e voi a pensare: produttività alamanna! Ecco, sì, bravi coglioni. Fatevi due conti, cari. Il tasso medio di crescita della produttività fra 1995 e 2002 è dell’1.3%, e fra 2003 e 2007 dell’1.6%. “Ecco, te l’avevo detto Bagnai che la produttività alamanna era aumentata con le riforme strutturali!”

    Ah sì, trolluccio mio, Barondelluccio dei miei coglioni, ConteZeroneuroni, Grazianoridisustafava? Siete proprio sicuri, voi oscuri personaggi in cerca di un autore al quale fate schifo, che le cose stiano così?
    Allora guardatevi il tasso di crescita delle retribuzioni nominali. La media fra 1995 e 2002 è 1.6%, e fra 2003 e 2007 0.8%. Vedi, caro, la crescita dei salari nominali si è dimezzata. Capito come si guadagna competitività?

    E allora, caro, se tu ami l’Italia (ma tu non la ami, perché tu non ami il tuo paese, si vede, tu pensi di essere migliore, di essere alamanno), diciamo: se tu amassi l’Italia, ecco, avresti due possibilità: o andartene in Germania a farti pagare un po' di meno (non sentiremmo la tua mancanza), o, in alternativa, farti pagare un po’ di meno qui (cosa che noi preferiremmo evitare: non che tu fossi pagato di meno, lo sei già troppo: che tu restassi qui). Certo, commentare a tempo pieno è un lavoro pesante. Ma se sei un vero alamanno, accetterai di farlo per molti meno soldi.

    Sai che c’è caro? Te lo dico in alamanno: Du gleichst dem Geist den Du begreifst, nicht mir. Che poi vuol dire: inutile che insisti: fra te e l’economia si stenderà sempre l’opaco, impenetrabile diaframma della tua pelle d’asino. Torna pure di fronte al televisore, magari, se sei fortunato, trovi Giannino…

    (Oscare, naturalmente…)


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #118026
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Appello ai Governi e ai Parlamenti: Glass-Steagall subito!

    19 giugno 2012 (MoviSol) -[color=#ff0000] Presentiamo la traduzione italiana dell'appello ad attuare la separazione bancaria secondo i criterii della Legge Glass-Steagall del 1933, posto in circolazione ad opera del movimento internazionale di Lyndon LaRouche il giorno 17 giugno 2012.[/color]

    L'appello è sottoscrivibile, in fondo alla pagina.



    Appello ai Governi e ai Parlamenti:
    http://www.movisol.org/12petizione02.htm
    Glass-Steagall subito!

    1. Tutte le nazioni della regione transatlantica dovranno adottare una legge per la separazione bancaria, che si ispiri alla legge Glass-Steagall firmata da Roosevelt il 16 giugno 1933. Fino all'inizio degli anni Ottanta, i principii della riforma di Roosevelt esistevano nelle nazioni europee, in forma di strette regolamentazioni, e garantivano che il settore bancario assumesse il carattere delle banche commerciali rendendo impossibile l'accesso a conti privati per operazioni speculative rischiose.
    Come accadeva prima che venisse abrogata la legge Glass-Steagall nel 1999, con la legge Gramm-Leach-Bliley, le banche commerciali dovranno essere nuovamente separate dalle banche d'affari e dal settore assicurativo.

    2. Le banche commerciali saranno tutelate dal governo, mentre le banche d'affari dovranno mettere a posto i propri libri contabili senza l'aiuto dei contribuenti, il che significa cancellare migliaia di miliardi di titoli tossici, anche se questo conduce all'insolvenza delle banche stesse.

    3. Un sistema bancario nazionale nella tradizione di Alexander Hamilton, nell'ambito di un nuovo sistema creditizio, elargirà crediti a lungo termine ed a bassi tassi di interesse per investimenti produttivi che aumenteranno la produttività dell'economia promuovendo l'aumento della densità del flusso energetico e il progresso scientifico e tecnologico.

    4. La ricostruzione dell'economia reale verrà facilitata da trattati di cooperazione a lungo termine tra gli stati nazionali sovrani, che vareranno progetti infrastrutturali e di sviluppo ben definito nel contesto del piano per un Miracolo Economico nel Mediterraneo, visto come la necessaria estensione del ponte di sviluppo eurasiatico. Tali trattati rappresentano un nuovo sistema creditizio, una Nuova Bretton Woods nella tradizione di Franklin D. Roosevelt.

    Il ripristino della legge Glass-Steagall e la creazione di un sistema creditizio non sono una questione di tecnica bancaria, ma il mezzo per rilanciare l'economia reale garantendo la sopravvivenza del genere umano e delle future generazioni, e per trasmettere ed espandere il valore creato dall'attuale generazione alle generazioni successive. L'uomo deve tornare ad essere il centro e il fine dell'economia.

    I sottoscritti rivolgono un urgente appello ai Governi e ai Parlamenti affinchè compiano il proprio dovere costituzionale e garantiscano il bene comune delle popolazioni che rappresentano, adottando immediatamente una legge sulla separazione bancaria.

    17 giugno 2012

    Firmatari

    Helga Zepp-LaRouche,
    presidente del Bürgerrechtsbewegung Solidarität.

    Jacques Cheminade,
    ex candidato alla presidenza francese per Solidarité et Progrès.

    Liliana Gorini,
    presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #118027
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum
    #118028
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Le banche cinesi sono certo cresciute in dimensioni fino ad arrivare al vertice globale sia per asset (le 4 principali sono tra le prime 7 al mondo) sia per la generazione di profitti. Ma i compensi dei loro top manager restano un esempio di sobrietà francescana rispetto a quanto si mettono in tasca i loro omologhi occidentali, che pure guidano istituti meno brillanti per redditività e sono pure incappati in un assortimento di scandali tra manipolazioni di tassi, perdite su derivati o persino riciclaggio di danaro in favore di narcos e forse anche di terroristi.
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-08-23/jiang-banchieri-strapagati-064218.shtml?uuid=AbgboMSG


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