CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #118376

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11855

    IL TRAMBUSTO POLITICO ED ECONOMICO PER IL FUTURO

    DI STUART JEANNE BRAMHALL
    dissidentvoice.org

    Un nuovo studio dell’Università Farleigh Dickinson rivela che il 29 % dei cittadini degli USA crede che nei prossimi anni potrebbe essere necessaria una rivoluzione armata per “proteggere le libertà”. Condividevano questa visione il 18% dei democratici che hanno risposto, il 27% degli indipendenti e il 44% dei repubblicani.

    Un decennio fa, era impensabile l'idea che qualcun altro al di fuori di pochi migliaia di estremisti avrebbe contemplato una rivoluzione violenta. Perlomeno questi risultati suggeriscono che una minoranza significativa degli americani è profondamente disillusa riguardo l'apparente indifferenza del governo per i loro bisogni e le loro aspettative.

    LA FINE DELLA CRESCITA: UNA REALTÀ SCOMODA

    Anche se il governo sostiene il contrario, la ripresa dalla spirale di deflazione che è iniziata nel 2008 (conosciuta anche come La Recessione) è stata elusiva. Nonostante le quotazioni continuino ad aumentare, la produttività, l'occupazione e le spese dei consumatori hanno ostinatamente rifiutato di tornare ai livelli precedenti al 2008. Alcuni economisti odierni (non di Wall street) credono che l'era della crescita economica sia finita – per sempre- a causa della crescita dei costi dei combustibili fossili. Secondo loro, il mondo è tornato a un regime stazionario di economia. Quasi tutte le culture umane hanno agito come regimi di economia stazionari prima dell'esplosione dell'uso di combustibili fossili nel tardo XIX secolo. Considerando il collegamento storico fra la crescita e l'occupazione “piena” (livelli di disoccupazione sotto al 10%), essi prevedono che il mondo industrializzato stia andando verso uno scenario nel quale circa la metà della popolazione adulta è disoccupata. Il lavoro pagato che rimane sarà sottopagato, part time, con contratti a termine, non protetti dai sindacati, da diritti dei lavoratori o da regolamenti per la salute e la sicurezza.

    Per comprendere che la crescita economica americana è a un blocco, è essenziale guardare dati economici veri. Per esempio, quando Obama e la corporazione dei media hanno divulgato un tasso di disoccupazione al 7.5% per il mese di Aprile, hanno evitato di menzionare che questo valore riflette soltanto il numero di lavoratori recentemente rimasti disoccupati negli ultimi sei mesi (cioè il numero che sta ancora ricevendo i sussidi di disoccupazione basilari). Al contrario di altre nazioni, il dato ufficiale dei disoccupati americani non include i lavoratori i cui benefici sono esauriti. Uno sguardo da vicino ai dati del Ministero del Lavoro rivela che l' U-6, che include i lavoratori che sono usciti dalla forza lavoro e i lavoratori part time che cercano un lavoro a tempo pieno, indica che la vera disoccupazione in verità è cresciuta dell'1% in Aprile, arrivando al 13.9%. L'amministrazione Obama ha anche omesso di riportare che su 296.000 nuovi posti di lavoro creati il mese scorso, 278.000 erano part time.
    Secondo John Williams, fondatore di shadowstats.com, il governo ha anche manipolato le cifre della crescita economica per far sembrare che l'economia americana stia continuando a crescere, quando l'aumento annuale della crescita economica negli ultimi 5 anni è virtualmente nullo.

    IL CROLLO ECONOMICO DEL 2008 ERA PREVEDIBILE

    Membri prominenti del movimento Peak Oil, i più noti Michael Ruppert e Richard Heinberg, avevano previsto la crisi del 2008. Hanno basato le loro previsioni sulle riserve di petrolio in esaurimento, l’insufficiente produzione di petrolio per stare dietro alla crescente domanda dalle nazioni in via di sviluppo e la ripida crescita dei prezzi del petrolio che iniziò nel 2005*. Basandosi sui loro calcoli, a novembre 2005 l'umanità aveva estratto metà delle riserve di petrolio disponibili nel mondo. Ciò era ufficialmente conosciuto come Peak Oil. Abbiamo raggiunto il Peak Natural Gas (Picco del gas naturale, ndt) diversi anni prima di ciò, anche se non raggiungeremo il Peak Coal (Picco del carbone, ndt) per circa un altro decennio.
    Anche se rimangono ancora tonnellate di petrolio, gas e carbone rimasti nel suolo affinché noi li estraiamo e bruciamo, ora sono in discesa. Non solo la produzione continua a eccedere la domanda, ma la maggior parte del rimanente petrolio, gas naturale e carbone, è difficile da raggiungere, costosa da estrarre e fa affidamento su tecnologie pericolose, costose, distruttive per l'ambiente e controverse, come il trivellamento del mare, l'estrazione tramite la fratturazione di sabbie catramate e la rimozione di cime di montagne.

    CAPITALISMO E PRODUTTIVITÀ

    L'espansione dell'economia statica che chiamiamo crescita è un fenomeno relativamente nuovo nella storia dell'uomo. Prima del XIX secolo, le maggiori nazioni del mondo operavano un regime stazionario di economia. Di fatto l'ipotesi che fanno Heinberg e gli altri è che l'esplosione della produttività che la maggior parte del mondo attribuisce al capitalismo non avesse niente a che vedere con il modello economico capitalista in sé. Era invece basata sull'ampia abbondanza di combustibili fossili economici. Gli economisti britannici al Fiesta Institute forniscono abbondanti dati che giustificano questa ipotesi in Fleeing Vesuvius: Overcoming the Risks of Economic and Environmental Collapse (“Fuggendo dal Vesuvio: come superare i rischi di collasso economico e ambientale”). Essi sottolineano che anche ai prezzi attuali del petrolio, costa molto meno usare una macchina per svolgere un lavoro che impiegare un essere umano o addirittura un abbozzo di animale.

    La nascita del capitalismo non riguardava solo l'esplosione dei combustibili fossili. Essa riguardava lo sfruttamento di tutte le risorse naturali –abbattimento di foreste, miniere dalle gallerie aperte ampiamente per estrarre acciaio, rame, oro, bauxite (per l'alluminio), diamanti d'oro e minerali rari della terra, bonificare paludi e sradicare acquitrini. Quando il petrolio è iniziato a diventare più costoso (negli anni '70), (il capitalismo) era anche riguardo il muovere le industrie occidentali verso nazioni del terzo mondo per consentire lo sfruttamento per intero del lavoro umano. Il governo ha incoraggiato questa estrazione e sfruttamento su vasta scala perché per molti decenni ha prodotto un'enorme prosperità per la maggior parte della società occidentale.

    Allo stesso tempo c'erano immensi costi umani e ambientali. Il capitalismo occidentale ha prodotto una sofferenza incalcolabile nel terzo mondo, dal momento che le popolazioni indigene venivano mandate via dalla terra che dava loro i beni per la sussistenza, con i fortunati che ottenevano lavori in brutali fabbriche sfruttatrici che pagavano stipendi da fame. La sofferenza nel primo mondo era meno visibile fino all'ultimo decennio, quando i residenti del mondo industrializzato hanno iniziato a capire che erano sistematicamente avvelenati da sostanze chimiche industriali tossiche, livelli in aumento sia delle radiazioni nucleari sia delle radiazioni delle microonde e organismi nocivi che hanno contaminato la nostra aria, acqua e catena alimentare.

    LA PROBABILITÀ DI UNA RIVOLUZIONE

    Da questo punto di vantaggio, è impossibile prevedere se l'austerità e la repressione condurranno alla rivoluzione armata. Con molta Europa meridionale che protesta nelle strade, tutti gli occhi sono sugli USA, l'economia maggiore del mondo e la cosiddetta culla della democrazia. Gli Americani accetteranno passivamente e si adatteranno all'essere sistematicamente privati dei loro mezzi di sostentamento, dignità, salute e guadagni. O resisteranno. Se così sarà, come sarà questa resistenza? Le risposte a queste domande dipenderanno da quattro grandi incognite:

    1. Se i miliardari e milionari che controllano le leve del governo rappresentativo possono essere spinti a condividere una parte della loro immensa ricchezza. O se l'avarizia che li guida così perniciosamente e il loro controllo sul governo così assoluto può essere conquistato solo con la forza?
    2. Se l'attuale guerra fredda con Iran e Cina compie un' escalation in un conflitto militare di vasta scala. Una guerra nucleare con la Cina può provocare il collasso totale dell’esistente infrastruttura corporativa americana.
    3. L'immensa portata del movimento di resistenza che ultimamente cerca di mettere fine alle regole corporative. La storia insegna che le rivoluzioni “pacifiche” sono possibili quando almeno il 10% della popolazione si mobilita attivamente per un cambiamento e che le insurrezioni più piccole è più probabile che vengano accompagnate da violenza.
    4. Se i governi controllati dalle corporazioni continueranno a permettere la proliferazione di alternative non corporative a livello locale e regionale- o se cercheranno di bandire e smantellarle con la forza

    Mentre i governi di tutto il mondo lottano con il debito, la produttività ridotta e la disoccupazione immensa, stanno avvenendo cambiamenti drammatici a livello locale e regionale nel mondo in cui le persone si relazionano al lavoro pagato, al denaro, e incontrano i loro bisogni basilari di sopravvivenza. “Localizzazione” e “design” sono temi comuni in questo movimento. Il primo si riferisce a persone che optano per merci prodotte da piccoli affari locali – come opposti a prodotti manifatturati migliaia di miglia lontani dalle corporazioni che non hanno conoscenza né interesse dei bisogni locali o sopravvivenza a lungo termine della propria comunità. L'ultimo si riferisce all'applicazione coscienziosa di design principles (principi di progettazione, presumibilmente da intendere come strategie di progetto orientate al riuso, ndt) alle decisioni di produzione, invece di permettere loro di venire guidati da considerazioni sul profitto a breve termine.

    Questo nuovo cambiamento nella presa di coscienza è visto in diversi settori. Sotto ci sono solo alcuni esempi:

    – Lavoro: nei suoi ultimi due libri, America Beyond Capitalism e What Then Must We Do, Guy Alperowitz scrive di milioni di lavoratori americani che hanno optato per uscire dalla vita del lavoro aziendale per formare delle cooperative gestite e di proprietà dei lavoratori.
    -Gestione delle banche e del denaro: decine di migliaia di Americani continuano a trasferire i loro soldi fuori dalle grandi banche aziendali verso le banche locali, cooperative di credito e banche cooperative. C'è anche un'esplosione di movimenti in valute locali e sistemi di baratto come Freecycle e finanze alternative locali non-bancarie, inclusi gruppi di salvataggio, finanziamenti di gruppo, affitti “alla pari”, contatti pre-vendita, cooperative di consumatori e reti di opportunità di investimenti comuni.
    -Energia: le comunità e le piccole imprese, spesso con il supporto dello stato e del governo locale, stanno lavorando collettivamente per progettare e implementare la profusione di alternative di energia rinnovabile “distribuita” (cioè locale).
    -Architettura e produzione: nel suo terzo libro, The Upcycle: Beyond Sustainability — Designing for Abundance (Il ciclo superiore, oltre la sostenibilità – progettare per l'abbondanza), l'architetto biologico Bill McDonough incapsula diversi decenni di esperienze di architetti, fabbricanti e progettisti urbani tentando di incorporare i principi progettuali della natura nei progetti di architettura, produttivi e urbani.
    -Cibo: secondo Michael Ableman, autore di Fields of Plenty: A Farmer’s Journey in Search of Real Food and the People Who Grow It (I campi dell'abbondanza: viaggio di un agricoltore alla ricerca del vero cibo e di chi l'ha prodottto), il 25% degli Americani al momento (fra breve) mangiano cibo biologico prodotto localmente. Questo grande cambio nella domanda del consumatore è stato accompagnato da una grande presa della permacultura e della agricoltura biointensiva, che utilizza i principi di “design” per triplicare i raccolti agricoli prodotti dall'agricoltura industriale.

    Ciò che è al momento sconosciuto è se le elites corporative che controllano i nostri governi apparentemente rappresentativi permetteranno che questi movimenti locali e regionali crescano e si espandano senza ostacoli. O se decideranno che costituiscono una minaccia troppo grande per gli interessi di profitto e faranno pressione sul governo per bandirli e smantellarli con la forza. In altre parole potremmo stare assistendo a un nuovo tipo di rivoluzione che avviene in buona parte attraverso l'evoluzione, con la violenza riservata per le minacce che lo stato corporativo pone alle nuove strutture che le persone hanno già creato.

    Stuart Jeanne Bramhall
    Fonte: http://dissidentvoice.org
    Link: http://dissidentvoice.org/2013/05/the-economic-and-political-turmoil-ahead/
    7.05.2013

    Traduzione per http://www.comedoncisciotte.org a cura di ILARIA GROPPI


    #118377

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/madrid_no_privatizzazione_sanita.html

    Madrid: in 900mila dicono no alla privatizzazione della sanità
    Non si fermano a Madrid le mobilitazioni in difesa della sanità pubblica: oltre agli scioperi e ai cortei organizzati contro i tagli e la privatizzazione di sei ospedali e 27 centri sanitari della regione, i madrileñi hanno messo in campo un referendum autogestito, che ha raccolto l'adesione di oltre 900mila persone.

    “È a favore di una sanità a gestione pubblica, di qualità e universale, e contro la sua privatizzazione e le leggi che la consentono?”. Questa la domanda al centro del referendum autogestito organizzato nei giorni scorsi nella Comunità autonoma di Madrid da una coalizione di sindacati, professionisti del settore e movimenti sociali. 103 i municipi coinvolti, 935.794 i partecipanti, di cui 929.903 contrari alla privatizzazione della sanità.

    Un'iniziativa coincisa con il secondo anniversario del movimento 15M, ma nata nel quadro delle mobilitazioni che da associazioni del personale sanitario, sindacati, collettivi e singoli cittadini portano avanti per reagire al disegno di privatizzazione della sanità locale.

    Come accaduto in Italia durante il dibattito sulla privatizzazione dell'acqua, l'amministrazione regionale, guidata dal Partito popolare, ritiene che i problemi della sanità pubblica e la necessità di tagliare i costi, in linea con le politiche di austerity, si possano superare con il ricorso al mercato. Da una parte c'è quindi l'associazione – fin troppo automatica – tra privato ed efficienza, dall'altra la tendenza a giustificare politiche impopolari con il richiamo allo stato d'eccezione dettato dalla crisi.

    In realtà, secondo il Coordinamento cittadino contro la privatizzazione della sanità pubblica di Madrid, da oltre dieci anni sarebbe in atto una precisa volontà politica di delegittimare la gestione pubblica della sanità, e giustificare così il ricorso alle esternalizzazioni.

    La base giuridica per trasformare in business la sanità l'ha fornita, infatti, una legge nazionale del 1997, ripresa dalla Comunità di Madrid nel dicembre 2001. Negli anni successivi, il governo di Madrid ha agito lungo un doppio binario: da una parte, una politica di tagli alle risorse e al personale – circa 700 pre-pensionamenti fozati, oltre 1.300 contratti a tempo determinato non rinnovati, circa 300 operai che saranno licenziati con la privatizzazione dei servizi di pulizia dei centri sanitari – che, deteriorando la qualità del sistema pubblico, ha preparato la strada al rinvio alla sanità privata di una serie di servizi; dall'altra, leggi che hanno disposto l'affidamento, con concessioni decennali, di una serie di ospedali a imprese private a scopo di lucro e la conversione di alcune strutture sanitarie pubbliche in società di diritto privato.

    Le associazioni hanno chiesto al Governo di bloccare il processo di privatizzazione della sanità
    Infine, nel 2012, la legge di bilancio regionale per il 2013 ha impresso un'ulteriore spinta all'esternalizzazione del servizio sanitario, prevedendo la privatizzazione di sei grandi ospedali della regione e di 27 centri sanitari, insieme a pesanti tagli e all'imposizione di un ticket di un euro per ogni ricetta.

    A pagare le spese di queste scelte saranno, secondo l'Associazione dei medici e degli specialisti di Madrid, tanto i pazienti e il personale sanitario, quanto le casse dello Stato. Oltre a mettere a rischio la salute di coloro che non possono permettersi le cure, il modello delle concessioni aprirebbe a una gestione tutta orientata sul costo delle prestazioni, con priorità per gli interventi da cui si ricava maggior profitto. Inoltre, l'affidamento al mercato aumenterebbe la precarietà del lavoro e ridurrebbe la trasparenza, dato che non sono previsti organismi di controllo indipendenti che certifichino l'operato dei privati in una materia così delicata.

    Il tutto senza alcuna prova che la privatizzazione conduca a una maggiore efficienza in ambito sanitario e, denunciano sindacati e professionisti del settore, con un aggravio dei costi a carico del governo locale “di oltre 136 milioni di euro”.

    Le associazioni hanno chiesto al Governo di bloccare il processo di privatizzazione e si sono offerte di collaborare alla formulazione di un nuovo modello di gestione che sia più efficiente, senza rinunciare alla natura pubblica del servizio.

    Parallelamente le piazze si sono riempite di iniziative, dai cortei dei cittadini – al grido di “Non siamo clienti, siamo pazienti” – agli scioperi dei medici, dalla veglia davanti al museo Reina Sofía al referendum autogestito contro la privatizzazione. Altri scioperi sono in programma per il 22 e il 29 maggio e il 4 giugno.

    Nonostante la grande partecipazione, il ministro della Sanità della comunità Javier Fernández-Lasquetty, ha liquidato le proteste come opera di una minoranza radicale dei medici e il referendum autogestito come una parodia della democrazia, oltre a definire assurdo il ricorso presentato da 50 senatori socialisti contro il progetto di privatizzazione. Ricorso che, invece, è stato accolto dalla Corte Costituzionale: per i giudici l'assistenza sanitaria in outsourcing viola diversi principi costituzionali, esponendo i madrileñi che risiedono nei territori con ospedali privatizzati al rischio di essere accuditi a seconda del costo dei loro trattamenti.


    #118378

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11861

    LA CONFISCA DEI RISPARMI DEI CITTADINI “PER SALVARE LE BANCHE”: IL PROGETTO DIABOLICO DI “RICAPITALIZZAZIONE” BANCARIA

    DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
    GlobalResearch

    La ricapitalizzazione delle banche cipriote è un prova generale di quello che ci attende?

    E’ possibile prevedere un “furto dei risparmi” in seno alla Comunità Europea e in Nord America in grado di portare alla confisca completa dei depositi bancari?

    A Cipro il sistema dei pagamenti è stato completamente perturbato, provocando così l’affondamento dell’economia reale.

    Pensioni e salari non vengono più erogati. Il potere di acquisto si è inabissato.
    La popolazione di Cipro è stata impoverita.

    Le piccole e medie imprese rischiano il fallimento.

    La popolazione di Cipro è di un milione di persone.

    Che cosa succederà se si “rasa” in questo modo il sistema bancario dagli Stati Uniti, dal Canada, e nell’Unione Europea?

    Secondo l’Institute of International Finance (IIF) con sede a Washington che rappresenta la posizione del sistema finanziario “ l’approccio cipriota che consiste nello sfruttare i depositi e i crediti quando le banche sono in situazione critica diventerà probabilmente un modello per fare fronte ai crolli in Europa (Economic Times, 27 marzo 2013)”.

    Bisogna comprendere che, prima dell’assalto di Cipro, la confisca dei depositi bancari era stata prevista in più paesi. Inoltre, i potenti attori finanziari che hanno innescato la crisi bancaria a Cipro sono anche gli architetti delle misure di austerità socialmente devastanti imposte in seno alla Unione Europea e in America del Nord.

    Cipro è un modello o uno scenario?

    Questi importanti attori della finanza hanno delle “lezioni da impartire” che possono essere dunque applicate a uno stadio ulteriore della situazione bancaria dell’eurozona?
    Secondo l’Institute of International Finance (IIF), “attaccarsi ai depositi” potrebbe diventare la “nuova norma” di questo progetto diabolico, utile agli interessi dei gruppi finanziari mondiali. Il FMI e la banca Centrale Europea approvano questa nuova norma. Secondo l’IIF, portavoce dell’elite bancaria, “sarà opportuno per gli investitori considerare le conseguenze a Cipro […] come un riflesso del modo in cui le future tensioni saranno trattate” (cit. in Economic Times, 27 marzo 2013.)

    “Pulizia finanziaria”. La ricapitalizzazione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna

    Si tratta di un processo di “pulizia finanziaria” attraverso cui le banche europee e nordamericane “troppo grosse per fallire” ( Citi, JPMorgan Chase e Goldman Sachs, per esempio) contribuiscono a destabilizzare le istituzioni finanziarie di dimensioni inferiori con l’obiettivo di prendere presto o tardi il controllo di tutto il “sistema bancario”.

    La tendenza soggiacente a livello nazionale e internazionale è la centralizzazione e la concentrazione del potere bancario, che portano simultaneamente a un declino eclatante dell’economia reale. Le ricapitalizzazioni sono state previste in numerosi paesi. In Nuova Zelanda un “piano di attacco” è stato progettato nel 1997, in parallelo alla crisi finanziaria asiatica.
    Esistono delle clausole sulla confisca dei depositi bancari nel regno Unito e negli Stati Uniti . In un documento congiunto della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) e della Banca d’Inghilterra intitolato “Resolving Globally Active, Systemically Important, Financial Institutions” (Soluzione delle difficoltà delle istituzioni finanziarie attive a livello mondiale e di importanza sistemica) sono messe in evidenza delle procedure esplicite attraverso cui “i fondi dei creditori originari delle compagnie in difficoltà”, vale a dire i fondi dei depositi della banca in difficoltà, sarebbero trasformate in “capital action”, ( vedi, Ellen Brown, It Can Happen Here: The Bank Confiscation Scheme for US and UK Depositors, Global Research, marzo 2013.
    Questo significa che il denaro confiscato dai conti bancari sarà utilizzato per rispondere agli obblighi finanziari della banca in difficoltà. In compenso, i detentori dei depositi bancari confiscati diventerebbero azionisti di una istituzione finanziaria in crisi al limite del fallimento.

    Dall’oggi al domani, i risparmi saranno trasformati in un concetto illusorio di proprietà di capitale. La confisca dei risparmi sarà adottata sotto la forma di “compensazione” fittizia in azioni. Si prevede l’applicazione di un processo selettivo di confisca dei depositi bancari con il fine di coprire i debiti provocando la scomparsa delle istituzioni finanziarie “più deboli”. Negli Stati Uniti, la procedura eluderà le clausole della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), che assicura i titolari di depositi contro i fallimenti bancari:
    Nessuna eccezione è prevista per i “depositi assicurati” degli Stati Uniti, vale a dire quelli inferiori a 250 mila dollari che crediamo protetti dell’assicurazione della FDIC. Difficilmente può trattarsi di una omissione dal momento che è la stessa FDIC ad emettere questa direttiva. La FDIC è una compagnia di assicurazioni sostenuta dai premi pagati dalle banche private. La direttiva si chiama “processo di risoluzione” definita come un piano “da applicarsi in caso di fallimento di un assicuratore”. La sola menzione dei “depositi assicurati” è legata alla legislazione vigente nel Regno Unito e che la direttiva FDIC-BOE qualifica inadeguata intendendo che deve essere modificata se non superata (ibid).
    I titolari del deposito non sono eleggibili alla copertura dell’assicurazione depositi della FDIC perché viene data loro una falsa compensazione.

    Il progetto canadese della confisca dei depositi

    La dichiarazione più candida della confisca dei depositi bancari come mezzo di “salvataggio delle banche” è formulata in un documento pubblicato recentemente dal governo canadese, il “Piano d’azione economica 2013. Occupazione, crescita e prosperità a lungo termine”.

    Quest’ultimo è stato presentato alla Camera dei Comuni dal ministro delle Finanze Jim Flaherty il 21 marzo nel quadro di un cosiddetto progetto “pre-budget”.
    Una sezione corta del rapporto di 400 pagine intitolata “instaurare un panorama di gestione dei rischi per le banche nazionali importanti a livello di sistema” identifica la procedura di ricapitalizzazione per le banche commerciali canadesi. Il termine “confisca” non è menzionato. Il gergo finanziario serve a oscurare le vere intenzioni, che consistono essenzialmente nell’impossessarsi dei risparmi dei cittadini. In virtù del progetto canadese di “gestione dei rischi”:
    Il governo propone di stabilire un regime di ricapitalizzazione interna per le banche di importanza a livello di sistema.
    Questo regime sarà concepito in maniera che, nel caso poco probabile in cui una banca di importanza rilevante a livello di sistema sia in fase di esaurimento dei propri fondi, potrà essere ricapitalizzata e ridiventare redditizia grazie alla conversione molto rapida di diverse passività in fondi propri regolamentari. Questo intervento ridurrà i rischi per i contribuenti. Il governo consulterà gli attori principali in merito al miglior modo di instaurare un regime di ricapitalizzazione interna al Canada.
    Questo significa che se una o più banche (o cassa di risparmio) fossero obbligate a “impiegare i propri fondi” per rispondere alla domanda dei propri creditori, le banche sarebbero ricapitalizzate tramite la conversione decisamente rapida di alcuni [loro] passivi in fondi propri regolamentari”. Per “diverse passività” si intende (in gergo) i soldi che la banca deve ai propri clienti, vale dire i propri clienti depositari, i cui conti bancari sarebbero confiscati in cambio di azioni (capital action) di una istituzione bancaria “ in crisi”.

    È insensato dire che “questa misura ridurrà i rischi per i contribuenti”. Questo significa in realtà che il governo non darà alcun finanziamento per compensare i clienti depositari vittime di una istituzione in fallimento, né verrà in aiuto alla medesima.

    I depositari saranno invece obbligati ad abbandonare i propri risparmi. Le risorse confiscate saranno in seguito utilizzate dalla banca per onorare i propri impegni con le grandi istituzioni finanziarie creditizie. In altre parole, questo piano è una “rete di sicurezza” di sicurezza per le banche troppo grosse per poter fallire, un meccanismo che permetterebbe loro, in quanto istituti di credito, di eclissare le istituzioni bancarie di dimensioni minori, casse di risparmio incluse, contribuendo al loro declino e assumendone il controllo.

    Il panorama finanziario canadese

    Il programma di gestione di rischio e di ricapitalizzazione è cruciale per tutti i canadesi: una volta adottato dalla Camera dei Comuni nel quadro della finanziaria, le procedure di ricapitalizzazione potranno essere applicate.

    Il governo conservatore ha la maggioranza parlamentare ed è molto probabile che il Piano di Azione Economica, che contempla la procedura di ricapitalizzazione potrà essere applicato.

    L’applicazione generalizzata della “ricapitalizzazione” non è probabile, nel momento in cui il quadro gestione dei rischi del Canada lascia intendere che le banche canadesi “sono a rischio”, soprattutto quelle che hanno accumulato debiti importanti (a causa delle perdite sui prodotti derivati).

    Lo scenario seguente potrebbe concretizzarsi nel prossimo avvenire: “le cinque grandi banche” del Canada, la Banque Royale du Canada, la TD Canada Trust, la Banque Scotial Banque de Montreal, e la CIBC ( che hanno potenti associate che operano nella finanza statunitense) consolideranno la loro posizione a discapito delle banche e delle istituzioni finanziarie di minor calibro (a livello regionale).
    Il documento governativo suggerisce che la ricapitalizzazione potrà essere utilizzata in maniera selettiva nel “caso poco probabile in cui una (delle banche) non fosse più affidabile”. Questo sottintende che almeno una banca canadese “di importanza minore” o più potrebbe essere oggetto di una ricapitalizzazione. Una tale procedura porterebbe inevitabilmente a una concentrazione crescente del capitale bancario del paese, a vantaggio dei più grandi gruppi finanziari.

    Rimpiazzo delle casse di risparmio e di credito e delle banche cooperative a livello provinciale

    C’è un importante circuito di oltre 300 casse di risparmio e di credito e di banche di credito cooperativo a livello provinciale, che potrebbero essere il bersaglio delle operazioni selettive di “ricapitalizzazione”. Questo circuito comprende, tra tanti altri, il potente circuito Desjardins au Québec, la Vancouver City Savings Credit Union (Vancity) e la Coastal Capital Savings en Colombie-Britannique, Servus en Alberta, Meridian e le casse popolari dell’Ontario (affiliate a Desjardins).

    In questo contesto, sarà probabile assistere ad un indebolimento significativo delle istituzioni finanziarie cooperative provinciali. Queste hanno una relazione di governance con i loro membri (il consiglio amministrativo) e offrono attualmente una alternativa ai cinque grandi istituti bancari. Secondo dati recenti, ci sono più di 300 casse di risparmio e di credito e casse popolari in Canada, membri della “Credit Union Central of Canada”.

    Nuove norme: gli standard internazionali che regolano la confisca dei depositi bancari

    Il Piano di Azione Economica del Canada riconosce che il quadro di ricapitalizzazione proposto “sarà allineato sulle riforme apportate in altri paesi e sulle principali norme internazionali”. Il modello suggerito di confisca dei depositi come descritto nel documento del governo canadese è dunque conforme al modello delineato negli Stati Uniti e nell’unione Europea. Ad oggi, questa formula è un “punto di discussione” (a porte chiuse) nei diversi summit internazionali che riuniscono i governatori delle banche centrali e i ministri delle Finanze.

    L’ente con funzioni di regolamentazione coinvolto in queste consultazioni multilaterali è il Consiglio di Stabilità Finanziaria (CSF), situato a Bâle in Svizzera (immagine a destra). Il CSF è peraltro presieduto dal governatore della Banca del Canada, Mark Carney, che il governo britannico ha recentemente nominato capo della Banca d’ Inghilterra a giugno 2013.

    Con il titolo di governatore della Banca del Canada, Mark Carney ha giocato un ruolo chiave nell’elaborazione delle clausole di ricapitalizzazione per le banche di statuto canadese. Prima di avviare la sua carriera nel mondo delle banche centrali, era membro direttivo da Goldman Sachs, che ha svolto un ruolo nei retroscena per la creazione dei piani di salvataggio e delle misure di austerità nell’Unione Europea.

    Il mandato del CSF sarà di coordinare le procedure di ricapitalizzazione, coordinandosi con le “autorità finanziarie nazionali” e gli “organismi internazionali di normalizzazione”, fra cui il FMI e la BRI. Questo non dovrebbe sorprendere nessuno: le procedure di confisca dei depositi nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nel Canada esaminati qui sopra sono evidentemente simili.

    La “ricapitalizzazione” bancaria in confronto al “salvataggio” bancario

    Nei piani di salvataggio, il governo alloca una porzione significativa dei proventi dello Stato alle istituzioni bancarie in crisi. Il denaro delle casse dello Stato viene convogliato ai gruppi bancari.
    Negli Stati Uniti, nel 2008-2009, un totale di 1450 miliardi di dollari è stato convogliato alle istituzioni finanziarie di Wall Street nel quadro dei piani di salvataggio di Bush e Obama.

    Questi piani erano considerati de facto come delle spese governative. Necessitano della istituzione di misure di austerità. I piani di salvataggio come il drammatico incremento delle spese militari sono finanziati dalla riduzione draconiana dei programmi sociali, come Medicare, Medicaid e della sicurezza sociale.

    Contrariamente al piano di salvataggio, finanziato dal Tesoro pubblico, la “ricapitalizzazione” implica la confisca (interna) dei depositi bancari ed è instaurato senza l’utilizzo di fondi pubblici. Il meccanismo regolatore è stabilito dalla banca centrale.

    All’inizio del primo mandato di Obama nel gennaio del 2009, è stato annunciato da Obama un piano di salvataggio bancario da 750 miliardi di dollari. Si aggiungeva a quello di 700 miliardi di dollari creato dall’ amministrazione Bush nel quadro del Troubled Assets Relief Program (TARP).

    In tutto, i due programmi raggiungono la somma astronomica di 1450 miliardi di dollari finanziati dal Tesoro degli Stati Uniti (bisogna comprendere che il peso reale dell’”aiuto” finanziario alle banche era significativamente oltre la cifra di 1450 miliardi di dollari). A questa somma si aggiungeva il peso stupefacente allocato per il finanziamento dell’economia di guerra di Obama (2010), 729 miliardi di dollari. I piani di salvataggio, insieme alle spese della Difesa (2189 miliardi di dollari) inghiottirono dunque la quasi totalità degli introiti federali, che si dimensionarono sui 2381 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2010.

    Conclusione

    Quello che sta succedendo è che i salvataggi bancari non funzionano più. All’inizio del secondo mandato di Obama le casse dello stato erano vuote. Le misure di austerità sono in panne.

    Oggi abbiamo di fronte i piani di ricapitalizzazione in luogo dei “piani di salvataggio”.

    Gli strati sociali a basso e medio reddito, invariabilmente indebitati, non saranno le vittime principali. L’appropriazione dei depositi bancari colpirà essenzialmente dalle classi medio alte in su, che possiedono depositi bancari significativi. I conti bancari dei piccoli e medi imprenditori saranno colpiti in seguito. Questa transizione fa parte della crisi economica e della criticità soggiacente alla applicazione delle misure di austerità.

    L’obiettivo degli attori finanziari internazionali è quello di annientare i concorrenti, di consolidare e centralizzare il potere bancario, di esercitare un controllo preponderante sull’economia reale, le istituzioni governative e l’esercito.

    Anche se i piani di ricapitalizzazione fossero regolamentati e applicati in maniera selettiva a un numero limitato di istituzioni finanziarie in difficoltà, le casse di risparmio e il credito, etc., l’annuncio di un programma di confisca dei depositi potrebbe portare a una “rovina generale delle banche”. In questo contesto, nessuna istituzione bancaria è al sicuro.

    L’applicazione (anche locale e selettiva) delle procedure di ricapitalizzazione che comportano la confisca dei depositi creerebbe un caos finanziario. Interromperebbe i processi di pagamento, i salari non sarebbero più versati, né sarebbero disponibili risorse per gli investimenti per le fabbriche e per le infrastrutture, il potere di acquisto crollerebbe, le piccole e medie imprese sarebbero costrette al fallimento.

    Se la ricapitalizzazione fosse messa in opera in seno all’Unione Europea e nell’America del Nord , darebbe inizio a una nuova fase di crisi finanziaria mondiale; intensificherebbe la depressione economica, intensificherebbe la centralizzazione bancaria e finanziaria come quella del potere imprenditoriale nell’economia reale a scapito delle imprese locali e regionali.

    In seguito tutto il circuito bancario mondiale, caratterizzato dalla transazioni elettroniche (che reggono i depositi e i prelievi , etc.), senza contare le transazioni monetarie sui mercati di borsa e la borse delle merci, potrebbe essere oggetto di perturbazioni sistemiche significative.

    Le conseguenze sociali sarebbero devastanti. L’Economia reale cadrebbe in seguito al crollo del sistema dei pagamenti.

    Le perturbazioni potenziali del funzionamento del sistema monetario mondiale integrato potrebbero dare luogo a un nuovo tracollo economico e di conseguenza un ribasso del commercio internazionale delle merci.

    E’ importante che i cittadini europei e nordamericani agiscano fermamente a livello nazionale e internazionale contro questi intrallazzi diabolici dei loro governanti che operano per conto degli interessi finanziari dominanti con il fine di creare un processo selettivo di confisca dei depositi bancari.

    Michel Chossudovsky è il direttore del Centro di ricerca sulla mondializzazione e professore emerito di scienze economiche all’Università di Ottawa. È L’autore di Guerra e mondializzazione, La verità sull’11 settembre, e Mondializzazione della povertà e nuovo ordine mondiale ( best –seller internazionale pubblicato in più di 20 lingue).


    #118379

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11864

    UN NUOVO RINASCIMENTO

    DI ANTHONY WILE
    informationclearinghouse.info

    Intervista a Gerald Celente(*) sul Nuovo Rinascimento e sulle nuove grandi tendenze non-statali che stanno cambiando il volto del mondo

    Daily Bell: Ben ritrovato. Cosa c’è di nuovo? Ci parli un po’ dei suoi nuovi progetti e delle sue ultime pubblicazioni.

    Gerald Celente: Che c’è di nuovo… dunque: sto restaurando a New York, e precisamente nella Kingston coloniale, tre edifici dell’epoca antecedente la Guerra di Rivoluzione. Nel corso di quest’ultimo anno ho acquistato la Franz Roggen house degli anni 1750, la Academy e la Dr. Jansen House. La Academy fu costruita nel 1774 e la Jansen House nel 1763; si trovano nel luogo più storico degli Stati Uniti, l’unico posto dove da ogni lato c’è un palazzo in pietra dell’epoca pre-Rivoluzione. Sul quarto lato c’è un museo, la Matthew Parson House degli anni 1660.

    Lo faccio per due ragioni. Una è che, ovviamente, voglio che si conservino – e uno di essi è in condizioni davvero disastrose – l’altra ragione è che in questo luogo preciso ha messo le radici la Rivoluzione Americana. Kingston è stata la prima capitale dello Stato di New York, rasa al suolo dai Britannici nel 1777 e poi completamente ricostruita.
    E’ arrivato il tempo di una nuova rivoluzione, questa, ovviamente, non fatta di bombe o proiettili o eserciti, ma della mente, dello spirito e del cuore. E’ il momento di una rivoluzione, per questo lo sto facendo: ecco cosa c’è di nuovo.

    Daily Bell: al termine di questa intervista le chiederemo cinque grandi tendenze, essendo lei un famoso ‘anticipatore di tendenze’. Ma ora vogliamo farle delle domande di tipo personale. Primo: quando guarda il mondo di oggi, vede qualcosa di “illuminato”?

    Gerald Celente: di luoghi “illuminati” ce ne sono sempre. Alcuni lo sono più di altri ma nel complesso il mondo attuale è in una fase decadente. Guardiamo i dati economici. In Cina si registra un rallentamento. Curioso il loro linguaggio. Lo fanno sempre. E’ tipico di Bloomberg: “L’Europa riduce le sue aspettative mentre l’euro si prepara a un biennio di caduta” . Sempre a “ridurre le aspettative”. Prima inducono la gente a credere che c’è una ripresa e poi “si riducono le aspettative”.

    Ma allora dov’è questa ripresa? I posti di lavoro che si sono creati sono a basso reddito. E’ un dato di fatto negli Stati Uniti. Eppure stanno lì a vantarsi. “A Dominos sta andando alla grande… Dicono che stanno per assumere 10,000 persone. Che persone? Quelli che vanno in giro con le loro macchine scassate a consegnare le pizze in franchising? E hanno una bella faccia tosta a dirlo. Non c’è una vera ripresa, nonostante i trilioni di dollari spesi in incentivi.

    Quindi, cosa hanno fatto ieri? Due cose hanno fatto. La FED ha annunciato che intende continuare ad acquistare ogni mese 85 miliardi di $ in obbligazioni e crediti ipotecari. E’ assurdo. Come possono continuare a farlo? Stanno distruggendo il mercato e te lo fanno in faccia. E’ come se dicessero: “Stiamo per distruggere il mercato ed ecco come lo faremo”. E poi vedi la BCE che investe in titoli e riduce i tassi d’interesse. Anche il Giappone ha annunciato il suo piano di sostegno economico per 1.4 trilioni di $, e nazioni come l’ Australia, la Corea del Sud, l’India e altre che riducono i tassi d’interesse per sostenere le proprie economie.

    Daily Bell: Sembra che tutte le economie stiano crollando tranne quelle del BRICS. Che ne pensa di questa cosa?

    Gerald Celente: dobbiamo essere realistici anche sui BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Se l’Europa e gli Stati Uniti non sono in grado di acquistare i loro prodotti, i Cinesi smetteranno di produrre. E se i Cinesi non producono, i Brasiliani, i Russi e, ovviamente, gli Indiani, non faranno poi così tanti affari. Il Brasile, la Russia e il Sudafrica e paesi come questi sono esportatori di risorse naturali. Quindi, se la Cina ed altri paesi industrializzati non costruiscono e non producono, anche loro non vendono. E’ una situazione che riguarda tutti. E lo vedi anche in Canada. C’è qui una forte contrazione, soprattutto nel mercato immobiliare. Impossibile pensare ai vecchi livelli di crescita a cui eravamo abituati…

    Ciò detto, il punto forte della Cina è che essa si è impegnata a rafforzare la propria economia interna. Ha una popolazione di 1.2 miliardi di persone. Gli basterà fare affari al suo interno. Ed è quello che sta facendo: mentre in occidente tutti gli sforzi vengono riversati nelle banche, in Cina gli incentivi vanno alle infrastrutture e alla costruzione dell’economia interna. Tutta un’altra storia, quindi, e nel lungo termine loro faranno molto meglio di noi.

    Daily Bell: Perchè il mondo occidentale si trova in questa situazione disastrata?

    Gerald Celente: perchè viene gestito da un sacco di gente idiota, perché la corruzione è dilagante e sotto gli occhi di tutti. Quante altre volte dobbiamo sentire le parole “Insider Trading, High-frequency Trading' e a quanti altri scandali dobbiamo assistere prima che la gente si svegli? C’è corruzione ovunque, sia che sia il Re di Spagna o il Re di Francia… chi vuoi tu. Un altro esempio: quel pupazzo di ministro francese di non so che, nominato proprio per vigilare sull’evasione fiscale e sulle fughe di capitali all’estero. Ebbene, hanno appena scoperto che lui stesso ha circa due milioni di euro depositati in Banche Svizzere. E’ corruzione, è immoralità, è stupidità. Ci sono dei veri e propri psicopatici che stanno conducendo lo show e noi abbiamo ancora paura di chiamare le cose con il loro nome?

    Vogliono dare il via ad una nuova guerra. Ehi, che ne pensate se ce l’andiamo a fare in Siria? Cosa? Ma come? Non vi è bastato l’Iraq? E comunque avete fatto un ottimo lavoro in Libia. E allora dai, Afganistan! Aspetta, ce l’ho! La facciamo in Mali. Questa è gente malata. Come può un normale adulto con un minimo di autostima considerare degni questi leader politici? E mi chiedete perchè il mondo occidentale si trova in questo stato? E’ la gente che non va, non solo i politici. Dopo i fatti di Boston, guardate le proiezioni elettorali. Più gente chiede sorveglianza. Applaudivano alla polizia che entrava nelle case senza mandato di perquisizione!

    Daily Bell: Data l’estensione del fenomeno corruzione, è quindi una questione legata alla natura umana?

    Gerald Celente: Sì. Ma il pesce comincia a puzzare dalla testa. Ecco perché la leadership è importante. Sei un leader se dai l’esempio. Guardate: hanno appena dedicato una Biblioteca a George Bush. E tutti lì intorno, i soliti adulatori di presidenti, a dire che grand’uomo che è stato quell’autentico criminale di guerra. Sono tutti criminali di guerra, tutti quelli che sono stati Presidenti. Ma la gente dimentica.

    Jimmy Carter – parliamo dei Talebani? Ecco chi è stato a crearli quando mise su quella guerra finta contro la Russia in Afganistan. E’ lui quello che finanziava Bin Laden E’ lui quello che ha creato i mujahideen. Clinton? Quante persone sono state uccise dai SOB? Fece un lavoro egregio in Jugoslavia, non credete? Bombardava Bagdad ogni santo giorno. E poi, quel capolavoro della no-fly zone, 500,000 donne, bambini e anziani morti a causa delle sanzioni, ed il suo Segretario di Stato Madeleine Albright ha detto che “ne è valsa la pensa”. E poi c’è Bush, ovviamente. E ora abbiamo Obama “Via le bombe”. Sì ma, che dire di un bell’attacco droni qui, un’intensificazione di truppe lì e di un’invasione della Libia là e di un attacco alla Siria qua? Quindi, come ho detto, è una questione di esempio. Sei un leader se dai un esempio e la gente ti seguirà ciecamente, senza fare domande ai suoi leader o ai suoi comandanti generali.

    Guardi, metta il caso che oggi io fossi ancora quel babbeo alla “Bronx and Yonkers” che ero quando ero bambino e crescevo lì, e qualcuno dei miei compagni dicesse “Ehi, dai, facciamo un furto o una rapina?” e se uno del gruppo dicesse “Ma che sei matto?” lui gli direbbe “No, sei tu il matto!”. Se è giusto che Goldman Sachs possa fare delle carognate, perchè non dovrebbe esserlo per me? E’ questa la mentalità.

    Niente cambierà finchè non sarà la gente a cambiare. Ecco perché assistiamo a una nuova fioritura religiosa di vario tipo, l’effetto inginocchiatoio in risposta all’attuale decadimento politico ed economico. Quando le cose iniziano ad andare davvero male, spuntano fuori dei leader religiosi e parlano a gran voce di moralità. Non sto parlando di “La mia religone è la migliore di tutte”, no. Dico solo che quando si crea un vuoto così vasto, c’è sempre qualche finta religione tele-evangelica pronta a riempire quel vuoto.

    Daily Bell: Quindi, è cambiando le persone al comando che il sistema potrà cambiare, o è il sistema in se stesso che deve cambiare?

    Gerald Celente: Sì. E’ il sistema che deve cambiare. L’intero sistema cosiddetto “democratico” attuale è marcio. Non puoi riformare dei Bonanno o dei Gambino. Io credo nella democrazia diretta. Lasciate che sia la gente a votare. La gente dice: “Ma allora si finirà con un governo mafioso!” Ma perché, cosa abbiamo ora? O qualcun altro che dice: “La gente è troppo stupida per prendere decisioni per se stessa”. Beh, sono le persone ora al comando che sono troppo stupide per prendere decisioni per noi.” E’ una casta. E’ una gang di 535 persone negli Stati Uniti, 535 uomini del Congresso e del Senato che dicono a 315 milioni di persone come devono lucidarsi le scarpe. Chi ha creato questa schifezza? Non è per niente una forma rappresentativa di governo. Solo i bambini delle elementari ci possono credere ancora. I politici rappresentano solo i ricchi e i potenti e quelli che gli danno più denaro. Li chiamano “contributi elettorali”. Io la chiamo corruzione o regolamento di conti.

    Daily Bell: Fino a che punto sono spirituali le sfide che dobbiamo affrontare in questo nostro tempo?

    Gerald Celente: In un certo senso sono tutte di natura spirituale. Sono tutte fondate sulla spiritualità – non nella comune accezione religiosa, ma nel senso che hanno a che fare con il cuore, la mente e lo spirito di ogni individuo. Guardi, un esempio: pensiamo alle scisti bituminose. Le vogliono promuovere e sviluppare perchè dicono che “creeranno posti di lavoro”. Dov’è qui l’elemento spirituale? Il loro utilizzo potrebbe danneggiare il pianeta, o parte di esso. Oppure, Fukushima. Oppure, le guerre in corso. Sono tutte questioni di tipo morale e spirituale. Se c’è una frase capace di racchiudere l’intera situazione è proprio: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Tu vuoi bombardare un altro paese. Ok. Ma quando loro in risposta bombarderanno te, non ti sorprendere più di tanto. E’ un contrattacco. Tu vuoi distruggere il pianeta per creare posti di lavoro? Ok. Era il prezzo da pagare. E’ la legge del Contrappasso.

    Daily Bell: Tornando a quelli di Boston che reclamano maggiore protezione, mi pare che non stanno per fare quel gran salto spirituale lì…

    Gerald Celente: non deve essere per forza un grande salto. Non puoi aspettarti tanto da tutti. Pensiamo un momento alla Rivoluzione Americana. Iniziò con un semplice 2% della popolazione a favore di essa, e poi, al suo apice, solo il 25% della gente ne era coinvolta. Questo 25%, a sua volta, godeva dell’appoggio di un altro 20%. Perchè ci saranno sempre delle masse irriducibili di “legalisti”.

    Daily Bell: Lei pensa che il cambiamento debba avvenire all’interno degli Stati Uniti o deve essere globale?

    Gerald Celente: sta già avvenendo. Guardi cosa è accaduto in Italia con il Movimento Cinque Stelle. E, a proposito, e questo è il punto: si tratta di un “movimento”, non di una protesta.
    Sì, per un po' verrà arginato e contenuto, ma si tratta di un grande movimento; ed è così che può avvenire un cambiamento – dai giovani. Un movimento non allineato può avere successo solo se resta libero dai lacci dei grandi gruppi d’informazione. Guardate il Movimento di Beppe Grillo: non vanno a nessun programma televisivo. Hanno fatto tutto sulla Rete e facendo decine e decine di tappe di campagna elettorale in giro per tutto il paese. Non hanno fatto assolutamente niente attraverso i classici canali d’informazione pubblica. Se ne sono ben guardati. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo è un modello da seguire per tutti i movimenti del mondo.
    In tutta l’Italia, in tutto il mondo, ci sono tantissimi giovani preparati senza lavoro e senza una speranza di un futuro. Sono arrabbiati e hanno l’energia giusta. Sono questi gli ingredienti essenziali per il successo di un movimento riformatore.

    Daily Bell: tornando a una prospettiva strettamente finanziaria, serve a qualcosa l’emissione di nuovo denaro?

    Gerald Celente: Credo che lei già abbia la risposta a questa domanda.

    Daily Bell: perchè le banche centrali continuano a essere così aggressive quando è ormai chiaro che questo atteggiamento non funziona?

    Gerald Celente: perchè non sanno cos’altro fare. Non hanno altro modo di affrontare la situazione e credo che loro sappiano bene che è un rimedio a breve termine. E, probabilmente, è la sola cosa che sanno fare bene. Non vogliono affrontare i macro-problemi ed il problema macro per eccellenza è la globalizzazione, e non sta funzionando.

    Come Trends Journal faccio previsioni ogni giorno per vari mezzi d’informazione. Stavo seguendo le tragiche vicende in Bangladesh. COACH ed altri importanti gruppi manifatturieri stanno lasciando la Cina per andare a stabilirsi in paesi ancora più economici come il Vietnam. E mi sono chiesto: perché invece non si inventano un nuovo paese? Sì, potrebbero costruirsi un nuovo paese tutto per loro e chiamarlo Schiavilandia. Ci sono nel mondo 7 miliardi di persone. Potrebbero prendersi tutti quelli senza istruzione e senza futuro e farli lavorare lì. Non devi neanche nutrirli. Ce ne sono talmente tanti, basta farli lavorare finchè non muoiono e poi li butti giù nel trituratore per fare fertilizzanti. I profitti sarebbero davvero alti.

    Ecco la morale: non comprate COACH. Non comprate niente che non venga prodotto nel proprio paese, nei limiti del possibile. La maggior parte dei paesi hanno abbastanza persone da poter far affari tra loro stessi. Se seguissimo questo modello, staremmo tutti bene. Dopo tutto, prima della globalizzazione, era questo il modo in cui il mercato funzionava, e funzionava piuttosto bene.

    Daily Bell: Che pensa invece della questione sollevata recentemente dalle organizzazioni dei lavoratori che se le società manifatturiere abbandoneranno il Bangladesh danneggeranno solo i lavoratori che vivono in quel paese? Sembra un boicottaggio, dicono.

    Gerald Celente: Devono rivedere questo modo “piccolo” di pensare. Che vogliono fare? Lottare per mantenere aperta la piantagione? Che idea! Nutrire gli schiavi quel tanto che basta perché possano continuare a lavorare? A meno che non ci sia qualcuno che voglia chiamarle “piantagioni”, noi le chiameremo “multinazionali”! Saranno soddisfatte poi le organizzazioni dei lavoratori? Qual è la loro logica? Credono forse che i lavoratori-schiavi non siano in grado di badare a se stessi e troppo ignoranti da sopravvivere da soli nel mondo? In sostanza, la loro convinzione che il lavoro da schiavi sia meglio che il non-lavoro è allo stesso tempo offensivo e idiota.

    Daily Bell: dalle sue parole quindi per combattere la globalizzazione (e il Bangladesh è un esempio) bisogna tornare alle piccole comunità, all’auto-sufficienza?

    Gerald Celente: Certo. Perchè, non siamo forse in grado di badare a noi stessi? Non possiamo comprare i prodotti che abbiamo qui da noi? Siamo forse troppo stupidi da saperli costruire o produrre? Siamo forse così ignoranti da non saper fare magliette o scarpe?

    E’ una questione fondamentale. Guardate: quando furono all’apice del successo gli Stati Uniti? Quando c’erano restrizioni commerciali, quando avevamo leggi come la Glass-Steagall per il settore bancario, o le anti-trust Robinson-Patman e Sherman e Clayton, che impedivano ai pesci grossi di accaparrarsi tutto. Ora quelle leggi che assicuravano un gioco “equo” non sono più in vigore. Che futuro puoi aspettarti se lavori da Macy’s o da Walmart o a Target o Staples o da Home Depot o da Rite Aid o CVS? E’ vita questa?

    Daily Bell: secondo lei parte del problema è che la gente non riesce a vedere un’alternativa, gli manca cioè una visione?

    Gerald Celente: Sicuramente. La visione è una grande cosa. Non molte persone riescono ad averla. E ne abbiamo molte prove. Ad esempio, in pratica non esistono facoltà universitarie dedicate all’elaborazione e individuazione di tendenze e andamenti futuri. I corsi universitari sono molto concentrati sulla storia ma quasi per niente sulla visione del futuro.

    Daily Bell: la gente non si rende conto di questo.

    Gerald Celente: Esattamente, è quello che dicevo. Il pesce puzza a cominciare dalla testa. Non esiste una visione ai massimi livelli governativi. Quindi, se non ci sono leader capaci di mostrare il cammino, come può la gente essere condotta verso un futuro più civile e avanzato? E va detto di nuovo: nel quadro di un sistema corrotto, i leader non sono in grado di mostrare alla gente una visione del futuro.

    Ma penso anche, come ho detto, che ci sono due modelli da seguire. Ovviamente, la Svizzera, con la sua democrazia diretta, anche se nessuno ne parla molto. Sono ricchi, il cibo è buono, tutti posseggono armi ma nessuno spara contro gli altri, e hanno il più alto livello di vita del mondo intero. Votano tutti su tutto. Parliamo della guerra? Quando è stata l’ultima volta che la Svizzera è stata in guerra? Diciamo 150 anni fa?

    Daily Bell: questa mancanza di consapevolezza è forse legata alla tendenza della maggior parte della gente a fare affidamento solo sui principali canali d’informazione? Cioè, poichè questi non parlano di queste cose, la gente non le sente da nessun’altra parte?

    Gerald Celente: quello che lei dice è importante, quando dice “la maggior parte della gente”. La “maggior parte della gente” non significa niente. Non è un gioco di numeri qui. C’è bisogno di un nocciolo duro. E io credo che esiste; solo che non si è aggregato. Se tutti gli elementi del nucleo si fossero aggregati sarebbero una forza. Vede: una volta che si forma un movimento e si costituisce un nucleo forte, quelle stesse persone che seguivano i principali canali d’informazione, inizieranno a seguire anche il nuovo movimento. Arriverebbero a bere delle bevande fosforescenti se solo li si convincesse a pensare: “Ehi, sono proprio buone queste bevande!” Quindi, se iniziassero a pensare che è davvero forte far parte di un nuovo movimento popolare, semplicemente ne entrerebbero a far parte.

    Seguiamo l’esempio di Giuseppe Verdi. E’ un modello da seguire. Si sa che quello che ha ispirato Verdi nella composizione della sua musica più importante era il pensiero di poter unire il popolo Italiano e cacciare i dominatori stranieri. Se pensiamo all’ ‘800, l’Ungheria possedeva una parte dell’Italia, l’Austria un altro pezzo, la Germania, la Francia e la Spagna ne possedevano altri pezzi. I napoletani parlavano una lingua diversa dai calabresi… non esisteva un’unica lingua italiana.

    Verdi usò la sua musica per unire la gente d’Italia e funzionò. Il modello quindi esiste. E quando morì, si dice che il suo funerale fu il più famoso e partecipato di tutta la storia conosciuta.

    Daily Bell: Quindi, lei vede un possibile sviluppo del genere in questo momento?

    Gerald Celente: Non lo vedo ora, dico solo che potrebbe benissimo accadere. Di certo non avverrà nell’attuale ambito politico o attraverso l’industria dell’intrattenimento televisivo. Deve colpire il cuore e l’anima della gente, non solo la mente. Deve risuonare a più livelli. La mente deve arrivare a comprendere quello che il cuore percepisce. Ma per prima cosa, deve colpire il cuore e l’anima, questo è il modello. E’ lì. La rivoluzione che unificò l’Italia, rispetto ad altre, non fu la più sanguinosa.

    Daily Bell: E’ per questo che la propaganda “Guerra al Terrore” risulta così efficace? Perché arriva al cuore e scavalca la mente della gente?

    Gerald Celente: Non solo. E’ per lo più un gioco mentale, che solleva emozioni primordiali, e nel corso dei secoli è stata più volte utilizzata con successo. I Regimi ( democratici, fascisti, autoritari, monarchici ecc.) hanno sempre usato la paura e l’isteria per incitare e controllare la popolazione.

    Se vai a toccare le emozioni per sollevare paura e isteria, puoi usare le emozioni anche per ispirare il coraggio e l’indipendenza. Se puoi usarle in un verso, puoi anche farlo per un altro… ed è questo quello che la gente con comprende. Non deve per forza essere negativo per essere efficace. Ma tra le persone oggi al potere ci sono sociopatici e psicopatici. Tutto quello che sono è negazione, e la usano per manipolare la gente.

    Daily Bell: perchè c’e’ così tanta disinformazione sull’economia soprattutto da parte dei principali canali d’informazione?

    Gerald Celente: a causa di chi possiede la stampa. E’ per il loro interesse. Pensate che arriverebbero mai a dire che l’economia fa schifo, che peggiorerà, che è meglio che non vai a fare la spesa in quei supermercati da quattro soldi a comprare cibo scadente o a mangiare nei fast food? Guardate le loro pubblicità. Con dei messaggi simili, non avrebbero più pubblicità.

    Daily Bell: e allora i media alternativi? (http://www.thedailybell.com/floatWindow.cfm?id=723)

    Gerald Celente: I canali d’informazione alternativi sono una tendenza in forte crescita. Guardiamo di nuovo al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo in Italia. Tutto è stato fatto con i mezzi d’informazione alternativi, evitando totalmente i media tradizionali. Infatti, Beppe Grillo e tutti quelli che costituiscono la piattaforma del movimento si sono rifiutati totalmente di apparire sui maggiori canali d’informazione.

    E’ apparsa recentemente una storia su The Independent secondo cui “Il famoso economista Jeffrey Sachs dice che Wall Street è piena di truffatori e non è cambiata di molto dal giorno del grande crollo finanziario. Il consulente dell’IMF dà anche la responsabilità ad un presidente inefficace, ad una Casa Bianca inefficace e a un inefficace sistema di regolamentazione”. Oh, cavolo, ma scherzi? Dai, non ci posso credere! Ehi, ma… se lo dice Jeffrey Sachs, uno del Club delle Scarpe Bianche, allora deve proprio essere vero!

    Se lo dice Gerald Celente, e lo dice da anni, allora questo Celente è solo un menagramo infelice. Ma se lo dice un membro del “club”, allora i media lo ascoltano.

    Daily Bell: Cosa ne pensa dell’attuale mercato aurifero?

    Gerald Celente: viene manipolato. Perchè dico questo? Perché se consideriamo la domanda effettiva, capiamo cosa sta succedendo. C’erano delle file lunghe quasi un chilometro in Australia per acquistare oro; in Cina e in India si registra una scarsità di gioielleria in oro; le quotazioni continuano ad essere alle stelle per tutti i prodotti solidi. Nel frattempo gli speculatori fanno la loro parte, nel tentativo di fronteggiare le banche e gli altri interessi governativi.

    Stanno svalutando le valute davanti ai nostri occhi – la Banca del Giappone con i suoi incentivi e acquisti obbligazionari, l’Europa e i suoi eterni acquisti di obbligazioni e i suoi tassi d’interesse ai minimi storici, e lo stesso vale per gli U.S.A. Quindi siamo di fronte ad una svalutazione transnazionale. Se la gente si rendesse conto di quanto poco vale quel denaro che continuano ad emettere, che tra poco non vale neanche la carta su cui viene stampato, e iniziasse a comprare oro, sarebbe il panico totale.

    Non è nell’interesse delle banche centrali, di Wall Street o della City di Londra, quindi faranno tutto il possibile per evitare che questo accada – e tenteranno di tenere il prezzo dell’oro il più basso possibile.

    Continuo ad essere un grande sostenitore dell’oro. Costa circa 1200$ l’oncia tirarlo fuori dalla terra, quindi il suo valore non potrà mai essere più basso di questo. E c’e’ gente che va ancora in giro a decantare il mercato dei titoli. Ma guardatelo, il mercato dei titoli! Dico io, quant’è ora? 15.000? Ok, e quant’era nel 2007? 14.000? Sei anni dopo, e considerando l’inflazione, sì, il valore è diminuito. Ma l’oro quanto valeva? Circa 740$ l’oncia. E anche ora, a questo prezzo, chi ha fatto l’affare migliore? Non c’e’ paragone, in assoluto.

    Stanno manipolando il mercato dei titoli di fronte ai nostri occhi. Ora sappiamo bene che hanno manipolato i tassi LIBOR. Dio Santo! Ma che altro serve alla gente per aprire gli occhi? Un furto da 500 a 700 trilioni di $, quello dei LIBOR… la gente dovrebbe urlare e chiedere giustizia, perché giustizia ancora non è stata fatta.

    Daily Bell: Beh, il Pentagono ha annunciato che avevano perso 2,7 trilioni di $ il giorno prima del 9/11 e nessuno disse niente. Quindi perché ora?

    Gerald Celente: Esattamente, Conosce il nostro detto. La parola “Giustizia” viene mal interpretata. Dovrebbe essere “Giusta-per-noi”: uno schiaffetto sulle mani dei grandi criminali e punizioni esemplari per il resto del mondo.

    Daily Bell: Perchè c’e’ questa differenziazione tra l’oro materiale e l’oro cartaceo? E’ anche questa una manipolazione?

    Gerald Celente: Beh, è chiaro che si tratta di una manipolazione. Come ho detto, i mercati “cartacei” sono più facilmente manipolabili, come stiamo scoprendo ogni giorno di più. Anche i mercati dell’argento sono manipolabili. Recentemente in Canada è venuta fuori una storia proprio sulla manipolazione del mercato dell’argento. C’era questo canadese che andava ad incontrare il capo della SEC (la Security and Exchange Commission – la commissione di vigilanza di Borsa). Immaginatevi questa persona della SEC con i suoi lunghi capelli bianchi nel suo piccolo ufficio, che parla con questo canadese che gli forniva le prove della manipolazione del mercato dell’argento, e dicendo anche che le risorse della SEC erano insufficienti per indagare tutti i sospettati.

    Come dico da un po', l’intero gioco viene manipolato. E’ come se si istituisse un Ministero dell’Etica per rendere onesta la mafia. Ecco cos’è la SEC: una commissione etica che predica l’onestà e l’integrità alla Gang di Wall Street.

    Avete per caso visto saltare delle teste a Wall Street? No. Neanche una. Quindi, è così: tutto lì è manipolato. E’ la mia convinzione. E non sono un teorico di cospirazioni perché il LIBOR non è una cospirazione e non lo è neanche la manipolazione del mercato dei titoli. E’ chiaro a tutti e sono disponibili a tutti abbastanza informazioni che dimostrano la manipolazione del mercato dell’argento e dei titoli. Dio santo, le contrattazioni ad alta frequenza, le contrattazioni al millisecondo… è tutto un gioco d’azzardo. Ma per le ragioni che ho detto, sono ancora più convinto che il valore dell’oro è destinato a crescere.

    Daily Bell: finiremo quindi con uno standard-aureo?

    Gerald Celente: Possibile. Nel futuro vedo bene l’oro come parte di una nuova valuta delle riserve – non proprio uno standard-aureo, ma parte di una nuova valuta delle riserve. Guardate cosa sta succedendo all’euro: ha solo 12 anni e i problemi che ha sembrano quasi irrisolvibili. Presto o tardi, quando l’acquisto di titoli, i bassi tassi d’interesse, le misure d’austerità e i programmi d’incentivazione non saranno più considerati opzioni percorribili, io vedo una nuova valuta delle riserve basata anche sull’oro.

    Daily Bell: poichè questo sta già accadendo con la carta, è possibile che le banche centrali vengano totalmente screditate?

    Gerald Celente: Sì, ma, screditate da chi? Quando non ci sono alternative, la maggior parte delle persone non riesce a guardare oltre. Perlomeno non ancora. Inoltre, la gente non scende in piazza a meno che non gli si dà un pugno nello stomaco. E persino nei paesi più depressi d’Europa (Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia), la volontà di combattere le misure di austerità che continuano a derubare la popolazione per poter pagare gli interessi alle banche, ancora non ha raggiunto il livello rivoluzionario.

    Ad esempio, le principali notizie del May Day sono state che i sindacati ed altri gruppi di protestanti in Grecia avevano incrociato le braccia. Bell’affare. Il giorno dopo erano tutti tornati al lavoro. Eppure esiste un modello di successo per la rivoluzione pacifica.

    Lo chiamo “Il modello Muro di Berlino”. Dopo decenni di repressione, alla fine la popolazione si è lanciata contro il Muro e riversata per le strade e per giorni e settimane non è tornata a casa finché tutto il Muro non fosse stato abbattuto.

    Ma ancora una volta, anche quella era solo una protesta. Un governo ha sostituito un altro. Certamente molto migliore di quello che aveva sostituito, ma pur sempre lontano dagli ideali e dalle idee dei protestanti del Muro di Berlino.

    Ci vuole più di una protesta. Ci vuole un “movimento” con degli obbiettivi ben precisi.

    Daily Bell: E l’austerità, funziona?

    Gerald Celente: Sì, sì, funziona, funziona alla grande… E’ un successo assicurato. Conduce la popolazione verso la miseria e arricchisce le banche. Funziona alla perfezione, proprio secondo i piani. Le banche hanno fatto delle scommesse sbagliate e la gente deve pagarne i danni…

    In sostanza, i governi hanno rubato il denaro alla popolazione, il livello di vita di questa è crollato, hanno perso casa e lavoro. E questa la chiamiamo “democrazia”.

    Trovandosi senza un tetto sulla testa, molti sono stati costretti a vivere per strada. Senza più un futuro. I governi hanno tagliato ai lavoratori pensioni e sovvenzioni, innalzato l’età pensionabile praticamente fino alla morte, ma alle banche è andata benissimo. Prosperano alla grande e l’1% di esse si è persino arricchito. Quindi, diciamolo: ha funzionato proprio come volevano che funzionasse.

    C’era un articolo giorni fa sul Financial Times, un fatto che riguardava l’Irlanda, di questa donna Irlandese al Parlamento Europeo che, grazie alle norme sulla libertà d’informazione, è riuscita ad entrare in possesso di documenti che rivelavano che titolari di fondi speculativi e banchieri si erano incontrati con dei politici irlandesi proprio mentre esplodeva la crisi bancaria nel paese.

    Le carte dimostravano chiaramente che i finanzieri avevano ottenuto tutto quello che avevano chiesto. E i politici non hanno fatto altro che la parte dei bravi cambiavalute. E’ una mafia.

    Ci sono due tipi di mafia. C’e’ quella militare e quella valutaria. Tutti i politici non sono che i bravi ragazzi di facciata, e fanno quello che gli viene ordinato di fare.

    A proposito, a 23 anni ero Vice Segretario del Senato di New York. Negli anni ’70 sono stato specialista in affari governativi per l’industria chimica nel District of Columbia. Uno dei miei redattori capo del Trends Journal è il Dr. Paul Craig Roberts, ex Vice Segretario del Tesoro dell’amministrazione Reagan.

    Lo dico perchè non è che noi non sappiamo come funziona, ci siamo stati lì dentro. Quando ero ad Albany, quello è stato il peggior lavoro che io abbia mai fatto, in assoluto. Per tutto il giorno, tutti i giorni, non ho fatto altro che vedere uomini e donne adulti fare di tutto per fare carriera: uno spettacolo disgustoso. Non sono durato tanto lì dentro. Odiavo quel posto. Ecco, le persone lì dentro sono così. Sono come bambini e bambine che fanno quello che gli viene detto di fare. Come detto prima, noi non abbiamo un governo di rappresentanza. I politici rappresentano solo i ricchi e i potenti.

    Daily Bell: Hanno ragione i libertari quando dicono che ciò di cui hanno bisogno le economie del mondo è più libertà e meno gestione?

    Gerald Celente: Intendono più libertà per costruire in Bangladesh fabbriche a rischio che poi crollano e uccidono migliaia di operai, o fabbriche di fertilizzanti in Texas che esplodono e fanno saltare in aria la città?

    No, abbiamo tutti bisogno di semafori e segnali stradali. Credo nella regolamentazione poiché l’assenza di questa conduce a disastri incontrollati. Non sono però a favore delle legislazioni che consentono agli stati di mettere il naso nelle case della gente.

    Ad esempio, la Glass-Steagall funzionò alla perfezione. Quando fu abrogata, guardate cosa è successo: esplosione della corruzione, della speculazione e dei monopoli.

    Con le leggi anti-trust Robinson-Patman, Sherman e Clayton, Walmart non sarebbe esistito. Proprio non avrebbe neanche potuto nascere con quel tipo di legislazione in corso. Furono introdotte per uno scopo preciso: impedire ai grandi ladroni di rubare tutto.

    Ora che quelle leggi anti-trust non sono più in vigore, guardate cosa è successo. Siamo diventati tutti schiavi di una nuova classe di baroni del furto.

    Daily Bell: Crede che la globalizzazione andrà avanti o vede qualcosa che possa rallentarla o fermarla del tutto?

    Gerald Celente: Non vedo niente a breve termine.

    Daily Bell: Cosa farebbe da investitore?

    Gerald Celente: Proprio quello che sto facendo ora. Acquisto pensando al futuro. Compro oro ed edifici storici. Lo faccio per me. Non faccio consulenze finanziarie a nessuno e non sono uno speculatore. Non faccio giochetti di borsa e cose del genere. Compro oro dal 1978. Il mio primo acquisto di oro fu a $187.50 l’oncia. Lo comprai anche quando era al massimo del prezzo ($875), il giorno prima che poi crollasse! (era il 20 gennaio del 1980).

    Ma quello che sta accadendo ora è ben diverso da allora. Allora non c’era la Russia, c’era l’Unione Sovietica. C’era la Cina Comunista e non il gigante industriale di oggi.

    Tutto quello che esisteva ad est di Berlino era dietro la Cortina di Ferro. Cina, India, queste allora non compravano oro come pazzi: non avevano denaro. Erano tempi molto diversi. La corsa all’oro era vera, allora. Quella che viviamo ora è una condizione diversa. E inoltre la gente del mondo non comprava oro come bene rifugio come fa ora. Era tutto molto diverso…

    Oro e palazzo storici, questo mi piace. Uno va su, l’altro va giù. Se l’oro scende, sale il valore immobiliare. E guardi che non mi considero uno speculatore immobiliare: compro palazzi antichi. E’ la Mostra di Strada dell’Antico, e sto acquistando dei bellissimi palazzi di pietra del 18° secolo nella Kingston coloniale dello Stato di New York.

    Daily Bell: Vuole aggiungere qualcosa sui problemi degli Stati Uniti, per favore? In particolare, l’ Obamacare rischia di trascinare l’economia USA ancora più giù?

    Gerald Celente: Sì. Obamacare sta trascinando l’economia statunitense ancora più giù. Fa molto male all’economia. E’ un programma mal concepito e non si tratta affatto di “care”. E’ piuttosto un Fascist-care. E’ la fusione tra poteri pubblici e privati. La gente comune è costretta ad assicurarsi con società private che a loro volta ricompensano i politici con i contributi elettorali.

    Daily Bell: E l’Europa, secondo lei finirà? E l’euro, che fine farà?

    Gerald Celente: prevedo la fine dell’eurozona e tra qualche anno la fine dell’euro. Ed è già lì, ogni giorno sull’orlo del precipizio. Cosa può ridurre la disoccupazione in Francia e in Italia? Come poter invertire la rotta? Che potranno fare? Vi dico io cosa faranno: diranno che è tutta colpa dei lavoratori. Hanno troppi soldi e troppi benefici. Diranno che dobbiamo assolutamente competere con i cinesi, bengalesi e i vietnamiti, ecc. E’ quella la loro unica soluzione. No, non credo che riusciranno a fare molto di più.

    Daily Bell: Che cosa riserveranno agli Stati Uniti i prossimi dieci anni, considerando che, secondo noi, stanno diventando sempre più bellicosi e autoritari? Potrà fermarsi questa tendenza?

    Gerald Celente: certo che si potrà fermare. Dipende dalla gente. Ma non certo in questo momento, con la paura e l’isteria instillata dal governo nella popolazione – esempio, Boston – Se va sul mio Gerald Celente YouTube Channel, ho messo un video dal titolo: “Stato di assedio” del 22 Aprile scorso. Lì vedrà verso cosa ci stiamo dirigendo…

    Ho scritto un pezzo per Trends sui quotidiani su quello che è accaduto a Boston e su che affronto questo avvenimento è stato ai nostri Diritti Costituzionali. E dovrebbe leggere le mail odiose che ho avuto in risposta…non c’e’ cura per l’idiozia. Molta gente è disposta a sottomettersi al potere del governo e altri lodano la polizia di Boston e i militari per averli protetti. Ma detto questo, le repliche positive che ho avuto al video postato sono state 100 a 1 a favore del video stesso.

    Daily Bell: e torniamo alla propaganda di cui parlavamo prima, la gente agisce per pura emozione, scavalcando completamente il cervello, poiché la propaganda dei maggiori canali d’informazione ormai ha preso il sopravvento.

    Gerald Celente: Esattamente. Chiedete a Goebbels. Funziona perfettamente. Quando le persone mi dicono: “Se non ti piace qui, vattene” gli rispondo a bomba: “No! No! Avete capito male! Siete voi che ve ne dovete andare! Siete voi che state calpestando i principi sui cui questo paese è stato fondato! Non vi piace forse come hanno fondato questo paese i Padri Fondatori? Andatevene via voi, trasferitevi in Corea del Nord!”

    Daily Bell: Quali sono le prossime tendenze dominanti che vede, da una a cinque?

    Gerald Celente: C’è un Rinascimento. E’ già nato. C’e’ un innegabile rinascimento nella scelta del cibo. C’e’ già a livello nazionale un movimento “compra locale”, anti-OGM, anti-allevamenti industriali, anti-pesticidi e anti-additivi. Le nuove tendenze alimentari sono già piuttosto chiare. Il cambiamento è già in corso. Basta accendere la TV. Guardiamo tutti i programmi popolari dedicati alla cucina e al buon cibo. Comprate prodotti locali… coltivate vostri prodotti, mangiate sano, mantenetevi sani, se ti puoi permettere una cena fuori casa scegli il cibo organico, carne di animali alimentati con erba, fieno e granaglie, e non con mangimi industriali e ormoni.

    All’estremo opposto, sfortunatamente, la guerra è un’altra delle tendenze. A mano a mano che le cose peggiorano, più forte sale il rullo dei tamburi di guerra…

    Ma ci sono anche altri sviluppi positivi. Ad esempio l’intero Modello Educativo Nuovo Millennio di cui ho parlato nel 1996 nel mio libro Trends 2000. Quello che oggi chiamiamo il Massive Online Open Course (MOOC) e che allora io chiamavo Interactive-U. E ne abbiamo seguito l’andamento passo dopo passo nel Trends Journals.

    Vedremo presto nascere un modello educativo completamente nuovo. Quello che ancora oggi usiamo risale al tempo della Rivoluzione Industriale ed è chiaramente obsoleto e inadeguato. Il Modello Educativo Nuovo Millennio sarà un elemento centrale nella promozione di una nuova Era Illuminata. Avremo insegnanti “superstar”, i migliori sul campo, in grado di insegnare nello stesso momento a milioni di persone. Dall’asilo alle specializzazioni universitarie, un sistema totalmente nuovo di insegnamento e apprendimento è certamente una tendenza molto positiva. Credo anche che un cambiamento radicale lo avremo grazie alle energie alternative. Qualcosa di molto di più che il semplice eolico, solare, geotermico e biocarburanti. Una volta che conquisterà il mercato, avrà un effetto radicale sulla società, ancora più radicale di quanto lo sia stata la rivoluzione digitale dot-com.

    L’energia alternativa non solo sarà un grande cambiamento di vita. Sarà anche ciò che salverà l’uomo. E’ la cosa più grande che possa accadere nel mondo e cambierà totalmente le politiche del Medio Oriente. Perché, c’è ancora qualcuno che crede che la presenza dei paesi occidentali in questi paesi sia per promuovere la democrazia e la libertà? Una volta che il mondo non sarà più dipendente dal petrolio del Medio Oriente, cesserà improvvisamente qualsiasi intervento militare nell’area.

    Inoltre, una nuova, inesauribile energia pulita porterà la crescita in ogni parte del globo. Ne abbiamo parlato diffusamente nelle ultime edizioni di Trends Journals.
    Credo anche nella necessità del Fattore Verdi. E’ impossibile che fiorisca un vero Rinascimento senza il riconoscimento e l’apprezzamento del ruolo dell’arte e della bellezza.
    Credo fermamente che l’arte sia lo strumento per arrivare a comprendere la vera essenza dello spirito dell’uomo. Se non mi crede allora non crede al Rinascimento europeo dal 15° al 18° secolo o alle grandi civiltà che lo hanno preceduto. E la bellezza, secondo me, è l’antidoto per la paura. Ecco perché mi circondo di cose belle.

    Quello che potrebbe generare il Nuovo Rinascimento di questo millennio è anche il ritorno a un profondo apprezzamento delle arti manuali. L’arte e l’architettura rivelano l’anima delle civiltà. I libri di storia quasi diventano inutili. Walmart, Home Depot, Staples, McDonalds, Trump Tower, i grandi centri commerciali, gli ipermercati e tutta l’edilizia popolare sono luoghi senza volto, testimoni di quello che siamo diventati noi uomini del 21° secolo… ed è per questo che dobbiamo attuare un grande cambiamento prima di essere sotterrati sotto una valanga di orrori.

    Daily Bell: Ancora grazie per il tempo che mi ha dedicato.

    Gerald Celente: Grazie a lei.

    Anthony Wile
    Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
    Link: http://www.informationclearinghouse.info/article34917.htm
    13.05.2012


    #118380

    Anonimo

    http://www.senzasoste.it/internazionale/istat-prevede-80-anni-di-austerita-verso-un-governo-organico-pd-pdl

    ISTAT PREVEDE 80 ANNI DI AUSTERITA'.VERSO UN GOVERNO ORGANICO PD-PDL?

    Non è uno scherzo o un tentativo maldestro di mettere in piedi una trama di fantapolitica. Sapevamo che la tragica approvazione, tramite Pd-Pdl, del fiscal compact e del pareggio di bilancio in costituzione avrebbe provocato danni permanenti a questo paese. Danni dei quali non si ha ancora chiara l'effettiva portata. Pensando magari che “la crescita” arriva davvero “risanando” parte dello stato del paese. L'Istat, che non è una casa editrice di fantascienza ma l'istituto nazionale di statistica, mette invece in guardia su quanto sta realmente accadendo in questo paese. Ha infatti pubblicato una simulazione su quanti anni occorrono a due paesi dell'eurozona, praticando l'austerità, per raggiungere i parametri fissati dal fiscal compact, e dal pareggio di bilancio in costituzione, grazie alla guida del Six e del Two Pack (gli accordi tra stati dell'eurozona che prevedono rigidità di bilancio e sorveglianza ferrea di Bruxelles).

    Per quanto riguarda un paese della taglia della Germania gli anni di austerità da percorrere, per arrivare alla situazione di bilancio definita ottimale dai vari accordi nell'eurozona, sono sette. Non è comunque poco per un paese che deve far fronte a una situazione interna dove sono emerse nuove povertà. Il problema è che, secondo le simulazioni Istat, l'Italia per rispettare il fiscal compact, secondo le regole che si è data l'eurozona, dovrebbe impiegare almeno 80 (!) dei propri anni in politiche di austerità. In una sorta di liturgia perpetua dei sacrifici da tramandarsi di generazione in generazione. E' però impensabile che un quadro così fallimentare, non di una congiuntura economica ma di un modello di sviluppo, non abbia effetti sulla politica istituzionale.

    Si guardi al dibattito sulla riforma elettorale. Dopo la sentenza della corte di cassazione, che contesta la costituzionalità del premio di maggioranza nell'attuale legge elettorale, si discute su “poche modifiche” delle legge in vigore. L'effetto però sarebbe di ottenere una legge quasi proporzionale. In sè non sarebbe un problema ma guardiamo all'effetto politico: renderebbe obbligatoria, alle élite di questo paese, una alleanza organica Pd-Pdl. O, se si preferisce, la stabilizzazione di quella attualmente al governo che altro non è che la prosecuzione dell'alleanza Monti. Tutto per salvare le esigenze dell'oligarchia al potere in Italia, che vampirizza le risorse del paese garantendo l'austerità per l'”Europa”, e non dover rimettere in discussione un assetto politico-economico che fa bene solo alla finanza globale.

    Poi, per far sembrare che tutto, più o meno, sia come sempre ci sono le solite strategie di banalizzazione. Repubblica, Corriere e telegiornali lavorano in questo senso. Resta solo da capire però a chi scoppierà in faccia, e quando, questa situazione.


    #118381

    Anonimo

    http://pericolodifuga.blogspot.it/2013/06/leggo-barnard-e-scopro-che-arriva-un.html

    LEGGO BARNARD E SCOPRO CHE ARRIVA UN NUOVO FISCAL COMPACT ??

    Ieri sera, nel mio tedioso girovagare su internet, in un tedioso lunedì sera, dopo una massacrante e deprimente giornata lavorativa, mi è caduto l'occhio sulla barra dei Preferiti, icona Paolo Barnard.
    Constatata la mia assenza dai suoi lidi da qualche tempo (ben 2 giorni, ma si sa, il week-end si sta un po' in giro…), ho trovato cosa buona e giusta tornare a “fargli visita”.
    Chi frequenta il suo sito sa che mai, e sottolineo mai, dalle sue righe esce qualcosa di scontato. Mai!!
    Chi non frequenta il suo sito, beh, meglio per lui che ponga rimedio a questa mancanza.

    Dicevo, torno a fargli visita, leggo, e scopro che la Corporate Europe Observatory ha trovato dei documenti relativi ad un incontro fra la Merkel, Hollande, Barroso e la ERT (Europoean Roundtable of Industrialists, la lobby più potente del mondo), svoltosi il 18 marzo, nel quale si sarebbe discusso di un nuovo Fiscal Compact (Compact) da approvare in giugno dal Consiglio Europeo.
    I temi di questo incontro e i contenuti del prossimo Compact (riguardanti Competitività e Produttività) sono drammatici per quello che potrebbe essere il futuro del mondo del lavoro, nel caso in cui gli stati dell'Eurozona, privatisi di fatto della democrazia, lo adottassero come successo con il primo famigerato Fiscal Compact.
    Di seguito un estratto dell'articolo, veloce e di facile comprensione, che potrete leggere qui, completo.

    “…Si noti. I tre maggiori politici europei, su idea della Merkel, incontrano a porte chiuse Big Business. Perché? Quale elettorato gli ha permesso di fare questo senza che le parti sociali fossero presenti? E perché dovrebbero essere presenti le parti sociali? Perché ogni singolo devastante pezzo del fascismo finanziario dell’Eurozona che oggi devasta umani in carne ed ossa a decine di milioni fu deciso a porte chiuse fra lobby e i leader europei, fra cui anche i nostri infami Amato, Ciampi, Padoa Schioppa, Prodi, Draghi, D’Alema e soci.
    Il nuovo Compact è sulla competitività-produttività. Cioè farti lavorare come un animale in ambienti di nazismo psicologico, per meno reddito, per il profitto di 2 o 3 mila persone in tutta la UE; distruggere la contrattazione sindacale; disintegrare la coesione di classe. Quello che è accaduto con le riforme Hartz 4 in Germania, nonostante i buffoni italici vi raccontino che in Germania i lavoratori stanno da Dio. Cazzate, stanno nella merda con redditi in calo da 10 anni, e sono inviperiti. I consumi sono ai minimi storici, e l’unico motivo per cui i tedeschi non si ribellano è che la stampa leccaculo gli racconta da anni che la colpa è dei greci o degli italiani (i PIIGS).
    La ERT mira a mettere il turbo nucleare al mercato singolo, dove ovviamente solo i colossi possono competere, e dove milioni di piccole-medie aziende (e i loro lavoratori) andranno invece disintegrate (e già ci vanno). Ma il nuovo Compact sulla competitività-produttività spiattella 3 nuovi parametri agghiaccianti: il tuo livello salariale sarà in futuro legato a
    1) la tua maggiore produttività sul lavoro
    2) la competizione internazionale
    3) e la tua performance individuale
    Cioè
    1) vivere per lavorare e non il contrario
    2) subire ancor più sul tuo reddito il costo del lavoro in Cina o Vietnam
    3) farti vivere l’angoscia della prestazione sotto caporali spietati ogni giorno della tua vita
    Poi: le raccomandazioni mettono in primo piano la riduzione drastica degli ostacoli al licenziamento e la riduzione delle liquidazioni. E chiedono la solita spesa pubblica solo per aiutare il business, ma non il sociale. Mai!…”

    Io, come spesso capita, mi trovo piuttosto d'accordo con Barnard.
    Mi trovo d'accordo ed allo stesso tempo mi sembra di affogare. Affogare nell'indifferenza dei tanti, affogare nell'indifferenza dei nostri politici, affogare nella mancanza di alternative, affogare nell'impotenza, nella preoccupazione e nello sconcerto. Com'è possibile che accada tutto questo nel silenzio generale?? Com'è possibile??
    In Italia si discute di Presidenzialismo si, o Presidenzialismo no, si parla di diarie, si contano gli spiccioli, si parla di IMU, e nel frattempo i tre politici più influenti d'Europa si incontrano a porte chiuse con la European Roundtable of Industrialists per pianificare il Nostro futuro. Prima che accada la catastrofe occorre porre un rimedio a questa situazione. Occorre tornare padroni del Nostro Paese e di una Nostra Moneta (oppure occorre che le politiche economiche europeo vengano modificate drasticamente). Il prima possibile, prima che sia troppo tardi!! L'Eurozona sta scrollando nel silenzio generale, e con lei le nostre aziende!!
    Già, ma Letta sta discutendo su Presidenzialismo si o Presidenzialismo no… Buona anestesia Italia!!

    P.S. Per chi mastica un po' di inglese, e per gli accaniti che “si ma la fonte??”, qui trovate l'articolo apparso sul sito http://corporateeurope.org/


    #118382
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-06-05/la-speculazione-come-2007-175637.shtml?uuid=Ab9QMS2H
    Il problema è che le leggi hanno imbrigliato le banche (e in Europa questo significa una contrazione del credito), ma non hanno scalfito tutto il mondo finanziario esterno alle banche. Insomma: la regolamentazione ha centrato un solo bersaglio, ma ha mancato tutti gli altri. Così, più gli istituti di credito si avvizziscono (soprattutto in Europa), più cresce un mondo non-bancario che quasi indisturbato fomenta la speculazione.


    #118383
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [size=18] [color=#0000ff]Mandato in onda dopo la mezzanotte. Non tutti devono sapere!!! [/color]


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #118384

    Xeno
    Partecipante

    [quote1370624287=Richard]
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-06-05/la-speculazione-come-2007-175637.shtml?uuid=Ab9QMS2H
    Il problema è che le leggi hanno imbrigliato le banche (e in Europa questo significa una contrazione del credito), ma non hanno scalfito tutto il mondo finanziario esterno alle banche. Insomma: la regolamentazione ha centrato un solo bersaglio, ma ha mancato tutti gli altri. Così, più gli istituti di credito si avvizziscono (soprattutto in Europa), più cresce un mondo non-bancario che quasi indisturbato fomenta la speculazione.
    [/quote1370624287]
    Dall'articolo vien fuori che le banche ne escono vittime del………ma in verità le banche commerciali hanno convissuto per anni con lo shadow banking

    La distinzione quando entrate in banca è semplicemente a quale sportello vi sedete in base a quanti soldi avete (della serie:”parliamone”)e tutt'ora è così ma in modo più accorto

    Le autorità se ne sono accorte……

    E quà facciamoci una sana e bella risata

    😀

    [/quote1370624287]


    #118385
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

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