CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #115543

    Ken
    Bloccato

    [quote1240502662=Richard]
    chi mette la testa sotto terra?
    per me è semplicemente esagerato pensare che siamo impotenti e finiremo nelle fiamme infernali e bla bla bla
    [/quote1240502662]

    Concordo con te Richard…ma Io non ho mai detto questo…NON SIAMO IMPOTENTI, ANZI…


    #115547
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    si ken ma non ci sono problemi però quando leggo queste frasi catastrofiche tendo a toccarmi :denten: 😉 😀


    #115548

    Ken
    Bloccato

    [quote1240503009=Richard]
    si ken ma non ci sono problemi però quando leggo queste frasi catastrofiche tendo a toccarmi :denten: 😉 😀
    [/quote1240503009]

    E fai bene… 😀


    #115549

    Ken
    Bloccato

    FIAT: IN PRIMO TRIM 2009 RIDUZIONE DI 8. 500 DIPENDENTI

    (AGI) – Milano, 23 apr. – Nel primo trimestre del 2009 il gruppo Fiat ha ridotto di 8.500 unita' il suo personale rispetto alla fine del 2008; lo si legge nelle slides di presentazione dei dati trimestrali. Per il resto del 2009, Fiat prevede di continuare le misure di riduzione temporanea della produzione “secondo lo schema corrente”; in caso di “impreviste e sistematiche riduzioni della domanda” e' possibile che si richiedano “riallineamenti addizionali della struttura dei costi”. Quanto alle azioni di ristrutturazione della controllata Cnh – si legge ancora nelle slides – si prevede una riduzione della forza lavoro del 10-15%.


    #115550

    Ken
    Bloccato

    Fmi: Strauss-Kahn, crisi ancora lontana dall'essere finita
    (ANSA) – WASHINGTON, 23 APR – ''La crisi e' ancora lontana dall'essere finita''. Lo ha detto il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn. ''Abbiamo davanti ancora alcuni mesi difficili'' spiega e, riferendosi al World Economic Outlook (in cui si prevede una contrazione del pil dell'1,3%), precisa: ''Le previsioni sono peggiori delle precedenti. Le stime cambiano di mese in mese e questo non vuol dire che non sono accurate, ma i dati cambiano e l'economia si muove rapidamente''. Una ripresa economica potra' concretizzarsi dalla prima meta' del 2010: ''e questa e' una buona notizia: Ma ci sono diverse condizioni affinche' cio' avvenga: fra queste le politiche che saranno adottate dalle economie avanzate e quelli emergenti''. ''Senza una pulizia dei bilanci non ci sara' una ripresa – spiega Strauss-Kahn -. La ripresa nel 2010 e' legata a questo: chiedo ancora ai governi maggiori sforzi in questa direzione. Non sottovaluto la difficolta' di assumere decisioni in questo senso. Ma il fatto che sia difficile non significa che sia meno necessario''.(ANSA).


    #115551

    Ken
    Bloccato

    CRISI: TREMONTI,SCAMPATA APOCALISSE MA NON E'ANCORA PASQUA

    (AGI) – Washington, 24 apr. – L'economia mondiale ha scampato il pericolo del collasso, anche se per uscire definitivamente dalla crisi ci vorra' ancora tempo. “Finita la fase dell'apocalisse, dell'incubo, non e' subito Pasqua, c'e' di mezzo la quaresima”, afferma il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, giunto a Washington per partecipare alle riunioni del G7 e del G20. Quanto lunga e in che termini”, aggiunge il titolare di via XX Settembre, “dipende da tanti fattori che ormai agiscono sul piano globale: dai governi del mondo, dai sentimenti dei popoli del mondo, dalle loro paure e dalle loro speranze. Non dipendono da un popolo, da un governo, da un collegio. Cio' che ho cercato di dire in questi mesi, usando sempre immagini sacre, non e' che, finita l'apocalisse, arriva subito” la ripresa. “La crisi”, osserva Tremonti, “c'e' ancora, prende forme diverse: in alcuni giorni ha i segni aspettatamente negativi, in altri giorni cominciano segni inaspettatamente positivi”.

    Possono ancha andare a + 10 le borse ,ma il Crollo è totale e gli USA sono al collasso totale…


    #115552

    deg
    Partecipante

    I poveri diavoli.

    Pare che il corso della storia abbia deciso di accelerare il suo moto in questi tempi, e gli eventi si susseguono a ritmi sempre più sostenuti.
    Potrebbe anche trattarsi di una semplice sensazione, o forse no.
    Comunque stiano le cose, si stanno verificando fatti intravisti negli anni passati da coloro che ipotizzavano l’esistenza di manovre e manovratori poco propensi a mostrarsi sotto la luce dei riflettori, e di decisioni prese all’infuori di ogni apparato governativo consolidato noto.

    Ecco quindi che concetti quali il Nuovo Ordine Mondiale, fino a poco tempo fa esclusivo appannaggio dei teorici della cospirazione, sono improvvisamente diventati di dominio pubblico, sdoganati dai grandi della terra e presentati quale soluzione ai problemi che il pianeta attualmente attraversa.

    Pare quasi che questi grandi si divertano a dare vita alle preoccupazioni ed ai timori di coloro che vengono catalogati quali “complottisti”, attuando diligentemente, passo dopo passo, il piano che avrebbe condotto verso la creazione di quel nuovo ordine.

    Ancora in tempi non sospetti, ad esempio, si attendeva l’arrivo di una grande crisi finanziaria, che si sarebbe presto tramutata in crisi sociale e sarebbe servita da pretesto per una riorganizzazione globale, e così è stato.

    Sembra quindi che il paradigma “complottista” abbia saputo dare una giusta chiave di lettura degli eventi, l’evolversi dei quali ricalca con una certa accuratezza le intuizioni che quel modello di analisi aveva suggerito.

    Si può giudicare questo paradigma stravagante, e guardare le cosiddette teorie della cospirazione con sufficienza e scetticismo.

    Chi è di questo parere solitamente trova assai improbabile l’esistenza di centri decisionali dagli ampi poteri al di fuori degli organi democratici, e tende altresì ad escludere la possibilità che i vari governi possano operare a danno dei cittadini.

    Si potranno criticare i singoli politici, ed individuare tra di loro persone poco oneste, ma nel complesso l’idea delle strutture democratiche che agiscono contro il cittadino non verrà presa in considerazione.

    Vi sono poi coloro che di tali questioni si disinteressano, coloro i quali ritengono la vita quotidiana in sé una preoccupazione sufficientemente grande di cui occuparsi, con i suoi mutui, la famiglia da mantenere, la difficoltà del lavoro.

    Per queste persone semplicemente non c’è tempo, e soprattutto interesse, nell’occuparsi di temi talmente lontani dalla quotidianità, temi dei quali non se ne verrebbe comunque mai a capo.

    La stragrande maggioranza delle popolazione fa parte ovviamente di questa ultima categoria.
    E sia chiaro che non si dà qui alcun giudizio di merito sulle scelte del singolo individuo; ogni uomo ha le sue priorità e compie le proprie scelte.

    Quanto segue quindi non interessa particolarmente questi gruppi di persone, ma è rivolto principalmente a coloro che negli avvenimenti che osservano scorgono ombre poco definite, ombre di decisioni prese in luoghi inaccessibili all’opinione pubblica, e ipotizzano l’esistenza di persone influenti che dietro le quinte siano in grado di dare una determinata direzione al susseguirsi degli eventi stessi.

    E’ necessario quindi fare anche i conti con questa convinzione, in un secondo momento.
    Perché si corre il rischio di divenire particolarmente vulnerabili quando il velo diviene trasparente, quando nei governanti si scorgono gli oppressori e le sbarre della recinzione che ci circonda divengono visibili.

    Ci si può lasciare andare allo sconforto, covare un senso di rabbia persistente che logora l’anima come fosse acido, oppure farsi travolgere dalla paura.
    Tutti sentimenti che, per quanto umani e comprensibili, vanno abbandonati in fretta.
    In primo luogo perché deleteri a noi stessi.

    In secondo luogo perché risulta molto più produttivo concentrarsi sulle opere utili che ancora si possono attuare.
    Senza pretendere miracoli od eroismi: il lavoro più importante ognuno è chiamato a farlo dentro se stesso.
    Per quanto sia un concetto spesso banalizzato, e questo è un chiaro segno dei tempi, resta pur sempre una nozione fondamentale da tenere a mente.

    Vi sono piani più grandi di noi che devono compiersi, e uomini piccoli che fungono da esecutori.
    Noi vediamo questi esecutori e li crediamo potenti, ma sono in verità dei poveri diavoli.
    Appaiono potenti ed importanti perché tendiamo a giudicarli con il metro di misura che loro stessi ci hanno imposto: il denaro, il possesso, il potere.

    Ma queste non sono scale di valore per giudicare un uomo, e rendersene conto significa fare un grande passo per sfuggire al loro stesso “dominio”.
    Una volta compreso che questi non sono i valori con cui confrontarci, ci renderemmo conto che le persone che ci incutono a volte timore ed a volte rabbia per mezzo dei loro piani, sono in realtà dei poveracci, schiavi di una visione distruttiva, seminatori di dolore ed ingiustizia.

    Anime perse in corpi corrotti.
    Sanno fare del male, ma sono da compatire.
    Occorre quindi non lasciarsi imprigionare una seconda volta nella loro visione, e rifiutare in toto la loro scala di valori.

    Non serviranno più né la paura né la rabbia, e si scoprirà un piano superiore dove quegli stessi individui non potranno avere alcuna influenza: si tratta del piano della realizzazione personale, dell’incontro intimo con quello che veramente conta, della ricerca a cui ognuno è chiamato, una ricerca che conduce al centro per poi risalire, una ricerca che porta ad avere un nuova visuale del mondo. http://santaruina.splinder.com/post/20290562/I+poveri+diavoli


    #115553

    marì
    Bloccato

    Una volta i Dik Dik cantavano: Sognando California …

    Oggi: California, dal sogno all'incubo

    http://tv.repubblica.it/copertina/california-dal-sogno-all-incubo/32071?video


    #115521

    marì
    Bloccato

    Botta e risposta tra l'ad Marchionne e il responsabile Ue all'Industria

    Fiat diventa un caso a Bruxelles

    Anche Frattini contro il commissario
    Verheugen: «Dove sono i soldi per comprare Opel?». Duri il ministro e Confindustria: «Interferenza grave»

    TORINO – L'interesse di Fiat per la casa tedesca Opel diventa un caso politico. Prima lo scambio di battute tra il commissario Ue all'industria, il tedesco Guenter Verheugen, e l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne. Poi le accuse di «grave interferenza» da parte del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e del leader degli industriali italiani, Emma Marcegaglia, che hanno fatto salire ulteriormente la tensione tra Bruxelles e Roma.

    TENSIONE BRUXELLES-TORINO – ha espresso forte scetticismo rispetto alle indiscrezioni sul possibile interesse di Fiat per la tedesca Opel: «Dove trovano i soldi?», si è chiesto il commissario europeo. Stizzita la replica di Sergio Marchionne, ad della Fiat: «Dal commissario responsabile per l'impresa e l'industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria invece di sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere».

    «TROPPI DEBITI» – Il Commissario Verheugen, parlando a una radio tedesca, ha definito Fiat un gruppo «fortemente indebitato». E si è chiesto «dove questa società trovi i mezzi per portare avanti allo stesso tempo due operazioni di questo genere», riferendosi al progetto di ingresso nel capitale dell'americana Chrysler e del pacchetto di maggioranza della tedesca Opel. In ogni caso, ha concluso Verheugen, anzitutto «provo un senso di sorpresa»: la Fiat è un concorrente diretto della Opel ed «è un costruttore d'auto europeo che non gode della salute migliore».

    VERHEUGEN: QUESTIONI APERTE – Dopo la secca risposta dell'ad del Lingotto, il commissario Ue ha voluto controreplicare, smentendo di essere contrario a un possibile interesse della Fiat per la tedesca Opel. Ma – ha aggiunto – «esistono ancora troppe questioni aperte». Verheugen ha precisato di non avere avuto intenzione di «essere scortese», ma che sulla potenziale operazione vorrebbero «saperne di più». Per poi concludere: «È ancora troppo presto per giudicare», ha concluso.

    CHRYSLER VERSO BANCAROTTA PILOTATA – Intanto, Chrysler si starebbe preparando a chiedere la protezione dai creditori già la prossima settimana, che venga raggiunta o meno un'alleanza con Fiat. Secondo il Wall Street Journal il ricorso al «Chapter 11», cioè a una procedura di bancarotta pilotata, permetterà a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo, permettendo così a Fiat di scegliersi le parti più appetitose e redditizie della casa automobilistica.

    fonte http://www.corriere.it/economia/09_aprile_24/marchionne_ue_adb0f754-30c7-11de-ac52-00144f02aabc.shtm

    l


    #115554

    Pyriel
    Bloccato

    [quote1240586033=Richard]
    si ken ma non ci sono problemi però quando leggo queste frasi catastrofiche tendo a toccarmi :denten: 😉 😀
    [/quote1240586033]

    Allora temi…


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