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Questo argomento contiene 110 risposte, ha 15 partecipanti, ed è stato aggiornato da franco franco 3 anni, 9 mesi fa.

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  • #59410
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [quote1339672183=pasgal]
    Grazie cara
    [/quote1339672183]

    :bay:


    #59416

    Anonimo

    http://www.tuttogreen.it/sane-decisioni-niente-bibite-e-merendine-nelle-scuole-emiliane/

    ane decisioni: niente bibite e merendine nelle scuole emiliane
    di ERIKA FACCIOLLA il 27 GIUGNO 2012 ·

    Niente più merendine e bibite gasate poco salutari e ipercaloriche nei distributori delle scuole dell’Emilia-Romagna. A sancire il netto ‘stop’ al cosiddetto ‘junk food’ è stata la Regione che qualche settimana fa ha varato le nuove linee guida dell’ alimentazione presso gli istituti scolastici del territorio.

    Le direttive in vigore dal prossimo anno scolastico sono state accompagnate da una vera e propria lista corredata da una simbologia a semafori rossi/verdi che aiuterà a individuare le bevande e i cibi consentiti e sconsigliati.

    Nella fattispecie, la regione ha acceso semaforo verde per i seguenti alimenti:

    prodotti a contenuto energetico inferiore/uguale alle 150 kcal per porzione;
    Alimenti privi di glutine e per diabetici
    Frutta e verdura
    Alimenti contenenti cereali integrali in percentuale superiore al 50%
    Acqua e succhi di frutta 100% senza zucchero
    Cibi a ridotto contenuto di sodioprodotti freschi e locali, DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), biologici, da produzione integrata ed equo solidali, a km 0.
    Semaforo Rosso, invece, per questi prodotti:

    cibi contenenti grassi transgenici
    alimenti con un apporto di lipidi superiore a 9g per porzione
    preparazioni contenenti oli vegetali (palma e cocco)
    prodotti ricchi di zuccheri semplici o dolcificanti
    cibi con nitriti e/o nitrati come additivi bevande ad alto contenuto di teina, caffeina, taurina e similari
    Un’iniziativa accompagnata da una quantità di consigli e suggerimenti su come orientare in modo sano e responsabile le scelte alimentari dei più giovani, educandoli ad un tipo di alimentazione più equilibrata e genuina.

    Un buon esempio che ci auguriamo possa essere seguito e replicato in molte altre regioni italiane.


    #59417

    Anonimo

    Tiroide? Patologie autoimmuni? Abbasso il glutine!

    http://www.disinformazione.it/glutine.htm


    #59418
    maraxma
    maraxma
    Partecipante

    Farina bianca o integrale? La domanda non sarebbe nemmeno da porre, ma siccome la farina bianca è ovunque, e per tutti è la “farina normale” allora c’è bisogno di porsi la domanda e riflettere un momento!

    Se introduciamo nei nostri piatti pasta realizzata con farina integrale, subito verrà accolta come qualcosa di diverso, di non normale, e spesso ci verrà chiesto di tornare a cucinare la pasta “normale” come fanno tutti…

    Fermiamoci allora un attimo e cerchiamo di capire cosa è la farina bianca, per quale motivo è stata inserita nella nostra alimentazione.

    La farina che riteniamo essere normale in realtà non ha più di 60 anni, prima la farina normale era quella integrale!
    La farina bianca è privata della crusca e del germe di grano e inoltre per renderla bianca in modo omogeneo, (sempre per ingannare il nostro occhio…), viene trattata con sbiancanti chimici come l’ossido di azoto, di cloro e il perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari, addirittura l’ossido di cloro combinandosi con le proteine,( qualunque esse siano), ancora presenti nel chicco può dare origine alla allossana, sostanza utilizzata per provocare il diabete in animali da laboratorio!

    La farina bianca poi forma la famosa “colla” utilizzata anche per preparare alcuni piatti, (la si ottiene miscelando un poco di farina bianca con l’acqua), questa colla una volta arrivata nel nostro intestino tende ad attaccarsi alle pareti incrostandole, rendendo così il lavoro dell’intestino più difficile e creando un aumento delle tossine nel corpo che provoca stanchezza, aumento di peso, nervosismo, mal di testa, predisposizione alle malattie e nel lungo tempo può essere causa di problemi davvero seri.

    Quindi per quale motivo la farina bianca è stata introdotta? Se ne sentiva il bisogno?

    La farina bianca non è un qualcosa di cui le persone sentivano il bisogno per risolvere chissà quale problema…
    Ci avete mai pensato? Perchè è stato deciso di introdurre la farina bianca?

    La risposta risulta lampante dal momento che si ritorna a cucinare con la farina integrale, a fare il pane e i dolci: ci si accorge immediatamente che la farina integrale ha dei tempi diversi, più lunghi, è più delicata nella lievitazione, non consente di produrre determinati alimenti come li conosciamo oggi nei tempi in cui vengono realizzati oggi…

    Ed ecco perchè la farina bianca è stata introdotta: per un mero bisogno delle aziende alimentari di produrre in modo più veloce, con i loro tempi e non con quelli naturali ( in modo guadagno-logico anzichè bio-logico…)!

    L’industria alimentare ha deciso l’introduzione della farina bianca e nel giro di alcuni anni ha sostituito nelle menti dei consumatori il concetto di farina normale, prima legato alla farina integrale, con il nuovo concetto di farina normale legato alla farina bianca: un processo pulito, semplice, ed ora per tutti la farina normale è quella bianca, poco importa se è dannosa per la salute, meno nutriente e in effetti anche meno buona, le persone sono oramai convinte che la farina bianca sia farina, e quella integrale invece una specie di alieno e non vogliono vedere l’evidenza…

    Questo è il potere che possono avere le multinazionali su di noi: trasformare ciò che noi riteniamo normale in ciò che loro vogliono che noi riteniamo normale, e questo possono farlo in pochi anni… C’è di cui pensare!

    Ma ritorniamo sulla farina integrale e farina bianca, con la nascita della farina bianca sono nate anche tante ricette che se realizzate con la farina integrale non rispondono alle aspettative: sono tutte quelle ricette che richiedono sottilissimi strati di pasta (come la pastasfoglia, i borlenghi, i bignè) oppure che richiedono lievitazioni esagerate ( come certi tipi di pane, che sembrano schiuma tanto sono lievitati, quelle pagnottine che pesano pochi grammi e in effetti hanno la capacità nutritiva di una boccata d’aria )per questo consiglio a chi volesse sperimentare con la farina integrale, ( sperimentare… E pensare che solo 60 anni fà era la normalità… Ora per utilizzarla dobbiamo sperimentare, tutta una cultura andata perduta…) , di cambiare mentalità, di non voler a tutti i costi riprodurre le cose a cui è abituato: molte di esse sono figlie della farina bianca e della sua “colla”, non sono riproducibili con la farina integrale.
    Utilizzare la farina integrale significa scoprire un mondo nuovo, antico ma nuovo per noi, e come tutte le cose nuove bisogna imparare a conoscerlo.

    Quindi farina bianca o farina integrale? La risposta è ovvia, e chi si ostina a difendere la farina bianca in quanto “farina normale” forse è tempo che si inizi a porre qualche domanda: può un gruppo di aziende decidere per te?

    Read more http://www.miglioriamoci.net/farina-bianca-integrale/


    #59419
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1342729343=maraxma]
    Farina bianca o integrale? La domanda non sarebbe nemmeno da porre, ma siccome la farina bianca è ovunque, e per tutti è la “farina normale” allora c’è bisogno di porsi la domanda e riflettere un momento!

    La farina che riteniamo essere normale in realtà non ha più di 60 anni, prima la farina normale era quella integrale!
    [color=#ff0000]La farina bianca è privata della crusca e del germe di grano e inoltre per renderla bianca in modo omogeneo, (sempre per ingannare il nostro occhio…), viene trattata con sbiancanti chimici come l’ossido di azoto, di cloro e il perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari, addirittura l’ossido di cloro combinandosi con le proteine,( qualunque esse siano), ancora presenti nel chicco può dare origine alla allossana, sostanza utilizzata per provocare il diabete in animali da laboratorio!
    [/color]

    [u]Quindi per quale motivo la farina bianca è stata introdotta? Se ne sentiva il bisogno? [/u]

    La risposta risulta lampante dal momento che si ritorna a cucinare con la farina integrale, a fare il pane e i dolci: ci si accorge immediatamente che la farina integrale ha dei tempi diversi, più lunghi, è più delicata nella lievitazione, non consente di produrre determinati alimenti come li conosciamo oggi nei tempi in cui vengono realizzati oggi…


    [color=#ff0000]Ed ecco perchè la farina bianca è stata introdotta: per un mero bisogno delle aziende alimentari di produrre in modo più veloce, con i loro tempi e non con quelli naturali ( in modo guadagno-logico anzichè bio-logico…)![/color]

    [/quote1342729343]
    Eh si cara Mara, io ne so qualcosa. Da quando faccio il pane e dolci vedo quanto tempo e dedizione ci vuole. Si impara la pazienza…ti giuro tutte le volte che volevo affrettare i tempi mi sono venuti SASSI 😀


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59420

    Anonimo

    Come utilizzare e conservare al meglio la frutta e la verdura matura

    http://www.greenme.it/mangiare/di-stagione/8312-come-utilizzare-e-conservare-al-meglio-la-frutta-e-la-verdura-matura

    Gettare il cibo nella spazzatura in tempi di crisi rappresenta un vero e proprio spreco. Ma come comportarsi se per una ragione o per l'altra ci si ritrova ad avere a disposizione un quantitativo inaspettato di frutta o di verdura che sta per superare il punto ideale di maturazione?

    Può darsi che possediate un orto molto produttivo, che dei vostri vicini o amici vi abbiano donato della frutta di loro produzione o che abbiate approfittato degli sconti sulla frutta e sulla verdura già molto matura al mercato o al supermercato. Oltre alla possibilità piuttosto ovvia di congelare ciò che si può (sempre a patto di avere spazio sufficiente a disposizione nel freezer), ecco alcune alternative possibili…….continua


    #59421

    Anonimo

    5 “falsi cibi” da evitare

    Non è necessario giungere a prendere in considerazione la carne creata in laboratorio per rendersi conto di come l'industria degli alimenti monopolizzi da decenni un settore che in un mondo ideale dovrebbe salvaguardare la salute della popolazione mondiale, producendo esclusivamente alimenti benefici.

    I “falsi cibi” purtroppo esistono già e molti di noi probabilmente li consumano tuttora, inconsapevoli della loro composizione e dei metodi di produzione impiegati per la loro realizzazione. Vi siete mai chiesti che cosa sia davvero il surimi? O quali ingredienti contengano alimenti come le sottilette? Ecco cinque “falsi cibi” da evitare o almeno limitare.

    continua
    http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/8337-5-falsi-cibi-da-evitare


    #59422
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1345326811=Pier72Mars]
    5 “falsi cibi” da evitare

    Non è necessario giungere a prendere in considerazione la carne creata in laboratorio per rendersi conto di come l'industria degli alimenti monopolizzi da decenni un settore che in un mondo ideale dovrebbe salvaguardare la salute della popolazione mondiale, producendo esclusivamente alimenti benefici.

    I “falsi cibi” purtroppo esistono già e molti di noi probabilmente li consumano tuttora, inconsapevoli della loro composizione e dei metodi di produzione impiegati per la loro realizzazione. Vi siete mai chiesti che cosa sia davvero il surimi? O quali ingredienti contengano alimenti come le sottilette? Ecco cinque “falsi cibi” da evitare o almeno limitare.

    continua
    http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/8337-5-falsi-cibi-da-evitare
    [/quote1345326811]
    Interessante e utile.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59423
    maraxma
    maraxma
    Partecipante


    #59424

    Spiderman
    Partecipante

    Gli Huntza, la popolazione più longeva al mondo

    Con questo articolo completo la tematica iniziata tramite l’articolo “Digiuno terapeutico, nutrimento per l’anima”
    Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.
    E’ il popolo degli Huntza: questa popalazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
    Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
    La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
    Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

    Digiuno e prodotti vegetali
    Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.
    Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
    Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
    Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
    Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

    Il digiuno nel mondo animale
    Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.

    http://www.magozine.it/gli-huntza-la-popolazione-piu-longeva-al-mondo#ixzz24ei0JSLA Continua


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