FISICA QUANTISTICA – Coscienza, Spirito, Materia

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Questo argomento contiene 118 risposte, ha 30 partecipanti, ed è stato aggiornato da  xxo 11 anni, 1 mese fa.

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  • #39371
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.neuroscienze.net/public/pdfart/1517.pdf
    Secondo alcuni, l’attività intrinseca cerebrale ha un ruolo determinante. M – CFS sarebbe un campo fisico speciale con caratteristiche similari a quello elettromagnetico di un tubo catodico. Questo campo non è rilevabile con le normali metodiche d’indagine cerebrale come la MRI, MRIf, la PET ecc. M – CFS si formerebbe verso gli ultimi periodi di vita intrauterina e persisterebbe per l’intera esistenza individuale. M – CFS avrebbe attività pulsatoria e condizionerebbe la volontà e l’io individuale, guidandolo nelle sue azioni, scelte ed attività cognitive. M – CFS guiderebbe la mente tramite un processo d’inferenza inconscia (Lin, Z., 2008 e Lin Z. ed He S., 2009).

    M – CFS ha attività di regia sulla mente e ne comprenderebbe diverse altre, descritte da alcuni autori come l’ente critico funzionante nei processi di apprendimento e di previsione, e l’ente politico, discrezionale, sovrastato da una regia di apprendimento (Joel et all., 2002). Kosslyn S.M. et all., (1982) hanno sostenuto che le immagini virtuali sia esterne (riferite al mondo esterno) sia quelle provenienti dall’interno del proprio corpo, oppure le rappresentazioni di dati matematici e fisici avverrebbero in forma di disegni, di figure, d’immagini strettamente personalizzate che
    servirebbero come base per successive analisi, manipolazioni ed elaborazioni mentali. Tutto ciò avverrebbe con precise strategie immaginative, elaborate nei diversi livelli cerebrali, per lo più nella
    neocortex. Potremmo immaginare il rapporto mente/cervello analogo a quello esistente nei computer tra software/hardware. I due sistemi sarebbero però diretti da CFS, entità scalare ed aperiodica, sussistente a se stessa, extracorticale e collegata tramite il cervello col mondo esterno. Collegandosi con il campo quantico CFS formerebbe M – CFS.

    Sistemi neuronali del dove e del che cosa.
    Esistono due vie principali in grado di elaborare l’informazione visiva. La prima è dorsale: dalla corteccia primaria va alla corteccia parietale posteriore, formando un sistema specializzato per la percezione spaziale degli oggetti. Questo sistema neuronale è detto sistema-where, o sistema del dove. La seconda via è ventrale: parte dalla corteccia primaria e si porta alla corteccia temporale inferiore, formando un sistema finalizzato alla percezione della presenza fisica degli oggetti osservati. E’ il sistema what, il sistema del che cosa c’è. E’ stato dimostrato che una rete neuronale apprende un compito in modo rapido se è formata da due distinti insiemi di unità nascoste. Un
    insieme è connesso alle unità OUTPUT, relative al dove (lo spazio in cui un oggetto osservato è) e l’altro risulta collegato alle unità di OUTPUT relative a che cosa è (identificazione dell’oggetto osservato). L’apprendimento è più rapido se due parti del compito sono distribuite tra due sottoreti che hanno in comune solo unità d’input.

    Nel Ccaso specifico, l’area (mentale) di M – CFS è tanto più vasta quanto più distanti sono le due aree, del what e del where. L’area mentale è il prodotto degl’impulsi nervosi (output) elaborati nelle zone corticali, parietale inferiore e temporale inferiore. Essa è connessa ad un campo quantistico speciale dove lo spazio fisico e probabilmente il tempo fisico hanno altre valenze. Molti scienziati affermano che in alcuni campi quantici lo spazio ed il tempo siano scollegati. Alcuni
    pensano che la dimensione temporale non esista in realtà, oppure sia discontinua. La simulazione di una macchina virtuale a dieci canali necessita di una durata temporale almeno dieci volte di quanto
    occorra per la simulazione di una macchina di un milione di canali come il cervello umano. In questo caso, occorrerà un tempo almeno un milione di volte più lungo. La dimostrazione di Turing non dice nulla circa la velocità con la quale sarà realizzata l’imitazione. Ritornando allo schema sulle due vie visive, di what e di where, in rare malattie cerebrali, in cui le vie di OUTPUT verso la corteccia temporale inferiore sono lesionate, l’individuo può identificare subito l’oggetto che vede,
    ma non è in grado di localizzarlo nello spazio. Ci sono patologie complementari con danni alle vie che arrivano dalla corteccia striata alla corteccia parietale inferiore in cui il soggetto può localizzare un oggetto, ma ha difficoltà ad identificare ciò che vede, malgrado dichiari di vederlo bene. In queste patologie, è probabile che l’interruzione di una delle due vie corticali in questione causi lassità di connessione tra aree cerebrali visive ed M – CFS. Comunque, le funzioni di M – CFS
    sono collegate alle unità cerebrali d’input e di output da cui si origina il processo mentale. Questo tipo di ancoraggio può essere lasso, alterato o non esistere e la mente può agire in modo ottimale, o
    limitato.

    Nell’Uomo, Raichle ME. (2007) ha visto che durante l’esecuzione di un compito, l’energia cerebrale aumenta di norma del 5% rispetto all’attività basale dell’organo. Viceversa, il 60 – 80% dell’energia cerebrale è in circuiti scollegati da eventi esterni. L’Autore definisce “energia oscura” questo tipo di attività intrinseca del cervello. La questione dell’energia oscura neuronale appare evidente nella constatazione di quanto scarsa sia l’informazione che dagli organi di senso arriva alle aree percettive del cervello. Per esempio, l’informazione visiva ha una elevata degradazione nel transitare dall’occhio alla corteccia visiva. Circa dieci milioni di bit al secondo raggiungono la retina come informazione visiva del mondo esterno. Il nervo ottico ha solo un milione di connessioni in uscita e trasmette al nucleo genicolato laterale circa sei milioni di bit al secondo, ma
    solo una quota limitata – circa diecimila – perviene alle aree cerebrali della corteccia visiva. Raichle M.E. (2007) dice che un flusso così esiguo non comporterebbe alcuna percezione. L’attività intrinseca cerebrale deve avere un ruolo determinante. Una ulteriore indicazione della capacità di elaborazione intrinseca del cervello deriva dal numero delle sinapsi. Nella corteccia visiva, appena il 10% del totale delle sinapsi è collegato all’informazione visiva. Da qui la deduzione secondo la quale la gran parte delle sinapsi si trova nelle connessioni interne della corteccia visiva. Questi straordinari pattern di attività cerebrale, veri flussi di energia, sarebbero presenti anche sotto anestesia generale e durante il sonno leggero. Ciò che Raichle ME. (2007) definisce “energia oscura” potrebbe essere il campo quantico collegato con le prestazioni mentali superiori e facente parte di M-CFS.

    http://www.neuroscienze.net/public/pdfart/1517.pdf

    http://xa.yimg.com/kq/groups/14661755/1754844124/name/Raichle_Brain's%2Bdark%2Benergy.pdf
    The Brain’s Dark Energy
    Marcus E. Raichle


    #39372
    Genio
    Genio
    Partecipante

    Molto interessante questo studio che hai segnalato Richard

    Nell’Uomo, Raichle ME. (2007) ha visto che durante l’esecuzione di un compito, l’energia cerebrale aumenta di norma del 5% rispetto all’attività basale dell’organo. Viceversa, il 60 – 80% dell’energia cerebrale è in circuiti scollegati da eventi esterni. L’Autore definisce “ energia oscura” questo tipo di attività intrinseca del cervello. La questione dell’ energia oscura neuronale appare evidente nella constatazione di quanto scarsa sia l’informazione che dagli organi di senso arriva alle aree percettive del cervello. Per esempio, l’informazione visiva ha una elevata degradazione nel transitare dall’occhio alla corteccia visiva. Circa dieci milioni di bit al secondo raggiungono la retina come informazione visiva del mondo esterno. Il nervo ottico ha solo un milione di connessioni in uscita e trasmette al nucleo genicolato laterale circa sei milioni di bit al secondo, ma
    solo una quota limitata – circa diecimila – perviene alle aree cerebrali della corteccia visiva. Raichle M.E. (2007) dice che un flusso così esiguo non comporterebbe alcuna percezione. L’attività intrinseca cerebrale deve avere un ruolo determinante. Una ulteriore indicazione della capacità di elaborazione intrinseca del cervello deriva dal numero delle sinapsi. Nella corteccia visiva, appena il 10% del totale delle sinapsi è collegato all’informazione visiva. Da qui la deduzione secondo la quale la gran parte delle sinapsi si trova nelle connessioni interne della corteccia visiva. Questi straordinari pattern di attività cerebrale, veri flussi di energia, sarebbero presenti anche sotto anestesia generale e durante il sonno leggero. Ciò che Raichle ME. (2007) definisce “ energia oscura” potrebbe essere il campo quantico collegato con le prestazioni mentali superiori e facente parte di M-CFS.

    Questo studio potrebbe dimostrare che la mia intuizione è giusta, riguardo all'energia oscura presente nel sangue e nell'intero Universo.
    Quando Raichle afferma che l'Energia Cerebrale aumenta del 5% durante l'esecuzione di un compito delle Aree Cerebrali, è dimostrabile che, tramite le Vasodilatazioni che si verificano nel Cervello attuate dai Neurotrasmettitori e gli Astrociti, affluisce un maggiore apporto di Ossigeno Disciolto Paramagnetico aumentando in questo modo l'Attività Bioelettrica Neurale.
    Sappiamo già che il Paramagnetismo è una forza la quale GENERA ENERGIA a seguito di uno Stimolo Elettromagnetico determinato dai Potenziali di Membrana nel sangue, e dai Dispositivi Elettromagnetici nell'aria.
    In questa direzione dobbiamo far riflettere i Medici Neuroscienziati e i Fisici Richard, è indiscutibile che è proprio l'Ossigeno Paramagnetico l'Energia Oscura di cui si parla.
    L'Ossigeno Disciolto Paramagnetico pur essendo presente nel sangue in minima quantità, circa il 2-3% è sufficiente per generare Energia in tutte le Cellule del Cervello e del Corpo.
    Si può così capire che quando si riduce l'apporto di Ossigeno Disciolto nel sangue, si riduce progressivamente anche l'Energia per le cellule, causando le malattie neurodegenerative e altre malattie.


    #39373
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fsustainedaction.org%2FExplorations%2Fprofessor_jacobo_grinberg.htm

    La relazione tra Grinberg e Castaneda è stato complicato, una miscela turbolenta di menti irrequiete ed ego potenti. Grinberg ha scritto una volta della sua ammirazione per l'autore solitario , dicendo che Castaneda aveva influenzato il suo pensiero in materia di sciamanesimo…
    Al suo laboratorio nel dipartimento di psicologia della Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) a Città del Messico, ha registrato le onde cerebrali di uno sciamano, don Rodolfo da Veracruz, in uno stato di trance…
    tutto il genere umano è interconnesso. Grinberg trascorso la maggior parte della sua vita adulta cercando di dimostrare questa idea…
    Le sue esperienze con Pachita anche influenzato il suo pensiero scientifico. Grinberg è venuto a credere che il campo neuronale che aveva postulato interagito con quello che ha definito un 'matrice di informazione,' un concetto complicato che i suoi studenti hanno ancora difficoltà a spiegare. Egli credeva che l'esperienza e la percezione sono stati creati come risultato di questa interazione, e che i poteri curativi degli sciamani e * come * curanderas Pachita veniva dalla loro capacità di accedere alla matrice informativo e cambiarla, interessando così la realtà..


    #39374
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Il futuro “si può sentire”
    Uno studio divide gli psicologi
    Una delle più importanti riviste americane di psicologia pubblicherà il lavoro di un professore che sostiene di aver dimostrato che gli eventi non ancora accaduti possono influenzare quelli presenti. La comunità scientifica è scettica di GIULIA BELARDELLI

    La grande maggioranza del mondo accademico, soprattutto in psicologia, non crede in questi fenomeni, eppure il rigore scientifico degli esperimenti presentati da questo professore della Cornell University – che per inciso è sì un appassionato di fenomeni paranormali, ma anche uno psicologo stimato a livello internazionale per i suoi lavori sulla percezione del sé – ha lasciato attoniti anche i più ferventi oppositori dell'esistenza di psi.
    http://www.repubblica.it/scienze/2010/11/12/news/veggenti-9050929/


    #39376

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1361101898=Richard]
    Il futuro “si può sentire”
    Uno studio divide gli psicologi
    Una delle più importanti riviste americane di psicologia pubblicherà il lavoro di un professore che sostiene di aver dimostrato che gli eventi non ancora accaduti possono influenzare quelli presenti. La comunità scientifica è scettica di GIULIA BELARDELLI

    [/quote1361101898]

    Ma dai, che strano, avrei pensato il contrario…


    #39375
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Roger Penrose, fisico e matematico di Oxford, è perentorio: i progressi della fisica ci riserveranno in futuro gradite sorprese. L’essenza della nostra mente, e quindi di noi stessi, può essere spiegata da una teoria scientifica che comprenda sia la teoria quantistica sia quella della relatività. Nelle cellule cerebrali possono verificarsi fenomeni quantistici, in particolare in quei tubicini detti microtubuli, che nel loro insieme costituiscono lo scheletro della cellula del neurone. Costituito da una miriade di canali che trasportano materiale dall'interno all'esterno delle cellule. Portano i neurotrasmettitori fino alle sinapsi, il luogo dove due neuroni sono quasi a contatto, e si scambiano sostanze chimiche per trasmettere informazione. La qualità e la forza di una sinapsi può essere cambiata dall'azione dei microtubuli. Dobbiamo riuscire ad immaginare la coscienza come un fenomeno massiccio di coerenza quantistica. Il cervello non funziona come un computer calcolando i dati in arrivo e dando risposte in uscita (come presume la teoria computazionale della mente), per la semplice ragione che vi sono molti aspetti della mente che non computabili.
    I computer possono simulare efficacemente certe funzioni di calcolo dell’uomo ma non avranno mai comprensioni umane. Ci vuole un’ampliazione delle frontiere della fisica e delle leggi fondamentali. Quando facciamo della matematica nel nostro cervello accade qualcosa che va oltre la pura e semplice computazione, come quella che avviene all’interno del computer. Il computer, che si basa sulla fisica che conosciamo ora, può venire a capo di ciò che accade in una situazione fisica. Ma se le nostre menti lavorano in un modo che non è computazionale occorre convenire che ci troviamo di fronte a qualcosa di non riducibile alla fisica odierna.
    Pertanto “ ci dobbiamo attendere un mutamento profondo, che alteri le fondamenta stesse delle nostre opinioni filosofiche sulla natura della realtà”
    http://www.riflessioni.it/enciclopedia/coscienza-2.htm#20

    Penrose R. (1994) Shadows of the Mind. A Search for the Missing Science of Consciousness, Oxford University Press, Oxford-New York, tr. it. 1996, Ombre della mente, Rizzoli, Milano, p. 493

    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fwww.scientificamerican.com%2Farticle.cfm%3Fid%3Dthe-root-of-thought-what
    Originally, scientists didn't think they did anything. Until the last 20 years, brain scientists believed neurons communicated to each other, represented our thoughts, and that glia were kind of like stucco and mortar holding the house together. They were considered simple insulators for neuron communication. There are a few types of glial cells, but recently scientists have begun to focus on a particular type of glial cell called the 'astrocyte,' as they are abundant in the cortex.

    http://www.lescienze.it/news/2012/04/03/news/astrociti_ruolo_cervello_funzionamento_neuroni_assorbimento_potassio-941737/ Secondo lo studio, queste cellule estremamente diffuse nel cervello avrebbero un ruolo ben più vasto e importante rispetto alla mera funzione di sostegno e di nutrimento nota già da alcuni decenni:


    #39377
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    #39378
    camillo
    camillo
    Partecipante

    [quote1362213448=Richard]
    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fsustainedaction.org%2FExplorations%2Fprofessor_jacobo_grinberg.htm

    La relazione tra Grinberg e Castaneda è stato complicato, una miscela turbolenta di menti irrequiete ed ego potenti. Grinberg ha scritto una volta della sua ammirazione per l'autore solitario , dicendo che Castaneda aveva influenzato il suo pensiero in materia di sciamanesimo…
    [/quote1362213448]

    Interessante l'approccio che stai proponendo, io lo condivido almeno in parte. L'Era in arrivo (io la chiamo l'apertura del grande portale) molto probabilmente si incanala proprio lungo questa strada.
    Il percorso parte dalla fisica oggettiva reale, ma non quella classica, bensì quella ai confini la fisica quantistica, dove di stranezze incomprensibili ne abbiamo tante.
    Su questo concordo con te, il passaggio successivo dell'analisi profonda del cervello e dei suoi meccanismi, mi lascia dubbioso.
    Per quello che sono state le mie esperienze c'è qualcosa che va ben oltre il cervello, e se ci concentriamo lì è come studiare un apparecchio radio per capire ciò che viene trasmesso da una stazione emittente.
    Certo se NON esistesse l'apparecchio radio l'emittente neppure si sa che esista, inoltre va da se che più sarà sofisticato e sensibile l'apparecchio radio ricevente , meglio sarà.
    Per me l'attenzione va posta su chi o da dove trasmette. Su questo punto condivido al 100% la tua citazione dello sciamanesimo spiegato da Castaneda.

    I concetti base che sono lì descritti, in pratica sono gli stessi raccontati da sempre dalle scuole esoteriche e in particolare dall'alchimia.

    “La realtà che sembra essere (esistere, essere concreta, reale), sotto un altro punto di vista NON è”
    Tra noi e l'universo si frappone l'atto percettivo. La percezione si basa su tre aspetti:
    1° esiste qualcosa di apparentemente “esterno a noi” un qualcosa che dobbiamo percepire,
    2° I meccanismi “materiali” per percepire passano attraverso un qualche cosa che noi chiamiamo corpo fisico esso sviluppa i sensi per comunicare
    3° esiste un qualcosa di interno a noi che “giudica” “filtra” e ricava le informazioni. In questo processo di acquisizione dei dati intervengono molti fattori tra cui… Le convinzioni personali date per scontate.

    L'uomo “adulto”, “maturo” allineato con il resto dell'umanità ad un cero punto si “irrigidisce” in un certo modo di percepire. Cessa di vedere le nuove sfumature, varianti che l'esperienza di vita nel presente continuamente introduce; egli vive nel passato. L'uomo che si ferma evolutivamente, diventa fisso nella sua visione cristallizzata su posizioni, pur faticosamente raggiunte dall'esperienza, ma… sono il passato, il passato, il passato.

    Richard l'uomo moderno è molto di più di ciò che crede di essere, c'è un altro “corpo” entro il suo essere o aspetto. Io paragono l'uomo ad un'automobile che ha a rimorchio un carrettino che neppure sa di avere. Il guidatore crede di essere l'auto, invece è un guidatore. Egli può uscire dall'auto e salire sul carrettino che ha di dietro. Può anche sviluppare questo carrettino e farlo diventare una roulotte o meglio ancora un Camper. Se riesce a farlo diventare un camper può trasferire a volte la guida dall'auto al camper o addirittura staccare le due parti.
    Gli sciamani riescono a vivere in due parti separatamente, tu lo chiameresti bilocazione, in realtà non lo è in quanto da una parte si trova il corpo fisico che tu conosci, dall'altra si trova uno “strano corpo” corpo astrale indurito fino a farlo diventare visibile, ma NON è la stessa cosa del corpo fisico.

    Vedi se non andiamo a considerare questa parte dell'essere umano e ci concentriamo solo sulle sinapsi del cervello difficilmente arriveremo a capire cos'è l'uomo, cos'è la realtà e in che rapporto sta con la consapevolezza.

    Qui racconto unpo' delle mie esperienze con il corpo astrale, e l'annesso tentativo di trovare le conferme di ciò che altrimenti può essere considerato solo un sogno.
    http://didatticacomputer.it/index.php?option=com_remository&Itemid=0&func=fileinfo&id=55


    #39379

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Non so se questo è il treid giusto,ma la notizia è oltremodo interessante

    “L’esperimento dei topi “telepatici”Al via l’era del computer biologico

    L’esperimento-choc dell’equipe di scienziati brasiliani-americani “Così li abbiamo fatto comunicare direttamente da cervello a cervello”
    CLAUDIO GALLO
    CORRISPONDENTE DA LONDRA

    Affascina e spaventa, facendoci intravedere un futuro da Guerre Stellari, un mondo alla Matrix pieno di possibilità e di incubi. E’ l’esperimento fatto da una equipe brasiliano-americana che nessun giornale inglese ha trascurato e il tediosamente serio Financial Times ha messo in prima pagina. Miguel Nicolelis, pioniere degli studi sull’interfaccia cervello-computer alla Duke Univesrsity, North Carolina, ha fatto comunicare dei topi direttamente da cervello a cervello, preconizzando l’inizio dell’era del computer biologico, numerosi cervelli collegati in un’unica rete.

    Siccome i giornali non si negano gli effetti speciali, molti titoli parlano di telepatia, ma la telepatia, posto che esista, sarebbe la trasmissione del pensiero apparentemente senza un media. Nel nostro caso invece i roditori erano collegati fisicamente con elettrodi impiantati nel cervello.
    Il risultato è lo stesso sconcertante. Un primo topo, chiamato codificatore adotta un comportamento rafforzato da una ricompensa: se tocca una certa leva avrà dell’acqua. Lo stesso topo “passa” attraverso il collegamento cerebrale l’abilità al secondo topo in un’altra gabbia, chiamato decodificatore, che impara ha ottenere l’acqua senza altri aiuti, con una percentuale di successo del 70 per cento. L’esperimento è stato ripetuto usando internet, un topo in North Carolina, l’altro al Safra International Institute for Neurosciences a Natal, in Brasile, a oltre 7 mila chilometri. Ha funzionato lo stesso.

    «Questi esperimenti dimostrano – ha detto il professor Nicolelis all’Independent – che abbiamo stabilito una sofisticata comunicazione diretta tra cervelli. Abbiamo di fatto creato quello che chiamo computer organico. Non possiamo nemmeno prevedere quali proprietà potrebbero emergere quando gli animali cominciano a interagire come una rete cerebrale. In teoria si può immaginare che una combinazione di cervelli possa trovare soluzione precluse ai singoli individui».
    Gli scienziati hanno scoperto livelli di interazione impensabili. E’ successo che se il secondo topo, il decodificatore, non riesce a individuare il comportamento che lo porterà a ricevere il premio, il primo topo modifica i suoi segnali cerebrali per venirgli in aiuto.

    Lo scorso mese il professor Nicolalis aveva dotato un topo di un sesto senso facendogli percepire attraverso un sensore collegato al cervello la luce infrarossa che normalmente è invisibile sia ai topi sia alle persone.
    Andato sulla luna, salito sull’Everest, sceso nella fossa delle Marianne, all’uomo resta ancora da esplorare la giungla di 10 miliardi di neuroni di cui è fatto il nostro cervello. Il guaio è che più la conoscenza procede, più il nostro piccolo mondo umano scricchiola e il futuro ci appare sotto una luce inquietante.

    da http://www.lastampa.it/2013/03/01/scienza/…QgL/pagina.html

    Ora credere alla telepatia non è cosi difficile.

    orso in piedi


    #39380
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1362233625=camillo]
    [quote1362213448=Richard]
    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fsustainedaction.org%2FExplorations%2Fprofessor_jacobo_grinberg.htm

    La relazione tra Grinberg e Castaneda è stato complicato, una miscela turbolenta di menti irrequiete ed ego potenti. Grinberg ha scritto una volta della sua ammirazione per l'autore solitario , dicendo che Castaneda aveva influenzato il suo pensiero in materia di sciamanesimo…
    [/quote1362213448]

    Interessante l'approccio che stai proponendo, io lo condivido almeno in parte. L'Era in arrivo (io la chiamo l'apertura del grande portale) molto probabilmente si incanala proprio lungo questa strada.
    Il percorso parte dalla fisica oggettiva reale, ma non quella classica, bensì quella ai confini la fisica quantistica, dove di stranezze incomprensibili ne abbiamo tante.
    Su questo concordo con te, il passaggio successivo dell'analisi profonda del cervello e dei suoi meccanismi, mi lascia dubbioso.
    Per quello che sono state le mie esperienze c'è qualcosa che va ben oltre il cervello, e se ci concentriamo lì è come studiare un apparecchio radio per capire ciò che viene trasmesso da una stazione emittente.
    Certo se NON esistesse l'apparecchio radio l'emittente neppure si sa che esista, inoltre va da se che più sarà sofisticato e sensibile l'apparecchio radio ricevente , meglio sarà.
    Per me l'attenzione va posta su chi o da dove trasmette. Su questo punto condivido al 100% la tua citazione dello sciamanesimo spiegato da Castaneda.

    I concetti base che sono lì descritti, in pratica sono gli stessi raccontati da sempre dalle scuole esoteriche e in particolare dall'alchimia.

    “La realtà che sembra essere (esistere, essere concreta, reale), sotto un altro punto di vista NON è”
    Tra noi e l'universo si frappone l'atto percettivo. La percezione si basa su tre aspetti:
    1° esiste qualcosa di apparentemente “esterno a noi” un qualcosa che dobbiamo percepire,
    2° I meccanismi “materiali” per percepire passano attraverso un qualche cosa che noi chiamiamo corpo fisico esso sviluppa i sensi per comunicare
    3° esiste un qualcosa di interno a noi che “giudica” “filtra” e ricava le informazioni. In questo processo di acquisizione dei dati intervengono molti fattori tra cui… Le convinzioni personali date per scontate.

    L'uomo “adulto”, “maturo” allineato con il resto dell'umanità ad un cero punto si “irrigidisce” in un certo modo di percepire. Cessa di vedere le nuove sfumature, varianti che l'esperienza di vita nel presente continuamente introduce; egli vive nel passato. L'uomo che si ferma evolutivamente, diventa fisso nella sua visione cristallizzata su posizioni, pur faticosamente raggiunte dall'esperienza, ma… sono il passato, il passato, il passato.

    Richard l'uomo moderno è molto di più di ciò che crede di essere, c'è un altro “corpo” entro il suo essere o aspetto. Io paragono l'uomo ad un'automobile che ha a rimorchio un carrettino che neppure sa di avere. Il guidatore crede di essere l'auto, invece è un guidatore. Egli può uscire dall'auto e salire sul carrettino che ha di dietro. Può anche sviluppare questo carrettino e farlo diventare una roulotte o meglio ancora un Camper. Se riesce a farlo diventare un camper può trasferire a volte la guida dall'auto al camper o addirittura staccare le due parti.
    Gli sciamani riescono a vivere in due parti separatamente, tu lo chiameresti bilocazione, in realtà non lo è in quanto da una parte si trova il corpo fisico che tu conosci, dall'altra si trova uno “strano corpo” corpo astrale indurito fino a farlo diventare visibile, ma NON è la stessa cosa del corpo fisico.

    Vedi se non andiamo a considerare questa parte dell'essere umano e ci concentriamo solo sulle sinapsi del cervello difficilmente arriveremo a capire cos'è l'uomo, cos'è la realtà e in che rapporto sta con la consapevolezza.

    Qui racconto unpo' delle mie esperienze con il corpo astrale, e l'annesso tentativo di trovare le conferme di ciò che altrimenti può essere considerato solo un sogno.
    http://didatticacomputer.it/index.php?option=com_remository&Itemid=0&func=fileinfo&id=55

    [/quote1362233625]

    Perfettamente d'accordo…


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