FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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  • #124384

    sephir
    Partecipante

    e ora che dò un'occhiata vedo che è abbastanza diffuso…
    mah speriamo bene.

    Wednesday, July 13th, 2011 | Redatto da BN
    Terremoto Rimini: un boato di magnitudo 4.0 scuote la Romagna
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    RIMINI, 13 LUGLIO – Un evento sismico di magnitudo 4.0 Richter è stato registrato stamane alle ore 8.53 dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’epicentro del terremoto è stato localizzato ad una profondità di 9 km nel distretto sismico di Montefeltro (Rimini). Pochi minuti dopo la seconda scossa. Alle 9.15 i sismografi segnale un evento di magnitudo 3.9 con medesimo epicentro, sempre Montefeltro.

    Le scosse sono state avvertite distintamente in molti Comuni della Provincia di Firenze, disposti lungo la fascia dell’Appennino Tosco-Romagnalo. Lo ha resto noto stamani la Sala operativa provinciale della Protezione Civile. Deboli repliche di magnitudo 2.5, 2.3, 2.2 e 2.7 si sono verificate fino ad ora, segno che l’acme dello sciame sismico è ormai passato.


    #124385
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

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    #124386

    deg
    Partecipante

    L'Aquila chiama Italia

    Pochi secondi. Un tempo brevissimo per capire che il ventre della terra trema, sobbalza e scaraventa tutto ciùò che vi sta sopra in ogni direzione. Pochi secondi, durante i quali la propria casa viene danneggiata, distrutta; pochi secondi che decidono se i nostri occhi si riapriranno sulla luce o se resteranno per sempre avvolti nel buio, nella polvere, fra le macerie, mentre si spegne il respiro della vita.

    Gli effetti di un terremoto come quello avvenuto a L'Aquila due anni fa non sono molto diversi da quelli di un bombardamento massiccio e diffuso: 309 vittime e oltre 1600 feriti, tantissimi sfollati, oltre 10 miliardi di euro di danni stimati, più di 23000 abitazioni inagibili e circa 12000 altri edifici temporaneamente non agibili secondo i dati della Protezione Civile.

    Dopo il teremoto, L'Aquila e i paesi circostanti sono apparsi come una zona bombardata e la militarizzazione del territorio con le zone rosse invalicabili (le no fly zone dei terremotati) li hanno resi ancor più simili ad un teatro di guerra. Rinchiusi in accampamenti – le tendopoli – subito dopo il sisma, i cittadini vivevano come prigionieri: badge per entrare nel campo, controlli all'uscita, riunioni e incontri sorvegliati; persino i giornalisti per poter documentare quanto accadeva dovevano chiedere un'autorizzazione spesso impossibile da ottenere dal “capo campo”. Per non parlare delle aree proibite: quelle che ricadono appunto nella zona rossa, la parte più devastata, ancora a rischio di crolli, con truppe di alpini che bloccano l'accesso a tutti, anche a quei cittadini che abitavano in quelle aree e che non hanno nemmeno potuto recuperare le loro cose, i loro effetti personali.

    L'Aquila è una città senza cittadini a oltre due anni dal sisma: la maggior parte degli abitanti è stata costretta a trasferirsi; su oltre 1000 attività commerciali, soltanto 30 hanno riaperto; diversi reparti dell'ospedale sono ancora all'interno di container; in centro storico c'è solo una via aperta, che si anima per lo più di turisti in questo periodo estivo, mentre il resto è un insediamento fantasma, anche dal punto di vista della ricostruzione sociale.

    Continua: http://www.perilbenecomune.org/index.php?p=24:6:2:119:461


    #124387

    sephir
    Partecipante

    [quote1312334231=deg]
    L'Aquila chiama Italia

    Pochi secondi. Un tempo brevissimo per capire che il ventre della terra trema, sobbalza e scaraventa tutto ciùò che vi sta sopra in ogni direzione. Pochi secondi, durante i quali la propria casa viene danneggiata, distrutta; pochi secondi che decidono se i nostri occhi si riapriranno sulla luce o se resteranno per sempre avvolti nel buio, nella polvere, fra le macerie, mentre si spegne il respiro della vita.

    Gli effetti di un terremoto come quello avvenuto a L'Aquila due anni fa non sono molto diversi da quelli di un bombardamento massiccio e diffuso: 309 vittime e oltre 1600 feriti, tantissimi sfollati, oltre 10 miliardi di euro di danni stimati, più di 23000 abitazioni inagibili e circa 12000 altri edifici temporaneamente non agibili secondo i dati della Protezione Civile.

    Dopo il teremoto, L'Aquila e i paesi circostanti sono apparsi come una zona bombardata e la militarizzazione del territorio con le zone rosse invalicabili (le no fly zone dei terremotati) li hanno resi ancor più simili ad un teatro di guerra. Rinchiusi in accampamenti – le tendopoli – subito dopo il sisma, i cittadini vivevano come prigionieri: badge per entrare nel campo, controlli all'uscita, riunioni e incontri sorvegliati; persino i giornalisti per poter documentare quanto accadeva dovevano chiedere un'autorizzazione spesso impossibile da ottenere dal “capo campo”. Per non parlare delle aree proibite: quelle che ricadono appunto nella zona rossa, la parte più devastata, ancora a rischio di crolli, con truppe di alpini che bloccano l'accesso a tutti, anche a quei cittadini che abitavano in quelle aree e che non hanno nemmeno potuto recuperare le loro cose, i loro effetti personali.

    L'Aquila è una città senza cittadini a oltre due anni dal sisma: la maggior parte degli abitanti è stata costretta a trasferirsi; su oltre 1000 attività commerciali, soltanto 30 hanno riaperto; diversi reparti dell'ospedale sono ancora all'interno di container; in centro storico c'è solo una via aperta, che si anima per lo più di turisti in questo periodo estivo, mentre il resto è un insediamento fantasma, anche dal punto di vista della ricostruzione sociale.

    Continua: http://www.perilbenecomune.org/index.php?p=24:6:2:119:461
    [/quote1312334231]

    non stavo più seguendo questo scempio, è terribile…come tante altre ingiustizie in italia, tutto insabbiato… oggi ho letto il fumetto dedicato a carlo giuliani, e mi ha lasciato impietrito e devo dire che se non ti informi capillarmente rischi di non capire e di cadere nelle trappole mediatiche colme di finzioni, non per altro la tv è saltata da un pezzo… grazie per gli aggiornamenti deg.


    #124388

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/featured/2011/08/13/terremoto-allingv-finisce-il-regno-di-boschi.html

    Terremoto all’Ingv: finisce il regno di Boschi
    Inserito da Patrizio Trapasso – 13 agosto 2011 – 1 Commento

    ShareDopo quasi 30 anni finisce all’Ingv il regno di Enzo Boschi, rinviato a giudizio insieme agli altri componenti della commissione grandi rischi che si riunì pochi giorni prima del sisma del 6 aprile 2009 a L’Aquila. Lo sostituisce Domenico Giardini, che diventa il nuovo presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
    Giardini ha iniziato la sua carriera proprio all’Ingv, dove fu assunto nel 1987. Allievo di Enzo Boschi, scelse di trasferirsi in Svizzera, presso l’Eth di Zurigo, dove dal 1997 è professore di sismologia e geodinamica. È inoltre direttore del Centro di ricerca svizzero sui Terremoti.
    Nato il 19 marzo 1958 a Bologna, dove ha conseguito la laurea in Fisica e ha svolto il dottorato, Giardini dal 1982 all’86 è stato membro del gruppo scientifico al Dipartimento di Scienze Geologiche dell’Universita’ di Harvard; dal 1987 al 1992 ricercatore senior all’Istituto Nazionale di Geofisica a Roma e professore associato di Sismologia all’Universita’ Roma Tre. Giardini ha inoltre coordinato ricerche per Intas, l’Unione Europea, Unesco/Iugs e la Nato.


    #124389

    Anonimo

    http://www.ilcapoluogo.it/News/Attualita/Terra-pianeta-in-continua-attivita-sismica-60432

    Terra, pianeta in continua attività sismica
    13 scosse superiori a 4.0 nelle ultime 24 ore, 191 in 2 settimane

    Roma, 19 ago 2011 – La Terra sembra sempre più un pianeta in movimento. L’ennesima forte scossa verificatasi questa mattina a largo della costa est di Honshu, in Giappone, (lo stesso distretto di uno dei terremoti più violenti della storia, 9.0 Richter l’11 marzo scorso) è stata solo una delle 13 scosse superiori a magnitudo 4 che si sono verificate nel mondo.

    Come si evince dall’immagine in alto nel riquadro (ingrandibile con un clic), la localizzazione riguarda un po’ tutto il pianeta, con due scosse in Europa (entrambe in Georgia), otto in Asia (sei in Giappone, una in Cina, una in Indonesia), una in Oceania (isole Fiji) e due in America del Nord (le canadesi Isole Regina Carlotta). Numero che sale a 20 se si considerano le ultime 48 ore, 94 nell’ultima settimana e addirittura 191 nelle ultime due settimane (immagine in basso).

    Le zone maggiormente attive, sotto il profilo dei terremoti, hanno riguardato quelle di confine tra la Placca pacifica, la Placca delle Filippine, la Placca euroasiatica e quella nordamericana. Ma anche la Placca di Nazca e quella sudamericana hanno avuto diversi fenomeni sismici. Anche la placca Euroasiatica,tuttavia si è dimostrata relativamente attiva. L’immagine relativa ai terremoti significativi delle ultime due settimane, evidenzia molto bene i fenomeni.

    di Paolo Della Ventura

    (Dati e immagini: Centro sismologico euro mediterraneo)

    Il dettaglio delle ultime 24 ore.

    EUROPA:

    – magnitudo 4.0 – Georgia, 18 ago 2011 (18.55 locali, 15.55 italiane); Distretto Sak’Art'Velo, Epicentro 9 km NW Ambrolauri , Profondità 4 km

    – magnitudo 5.0 – Georgia, 18 ago 2011 (16.57 locali, 13.57 italiane,); Distretto Sak’Art'Velo, Epicentro 13 km E Tsageri , Profondità 10 km

    ASIA:

    – magnitudo 6.3 – Giappone, 19 ago 2011 (14.36 locali, 8.36 italiane); Distretto costa est Honshu, Epicentro 62 km E Haramachi, Profondità 48 km

    – magnitudo 4.6 – Giappone, 19 ago 2011 (13.51 locali, 6.51 italiane); Distretto costa est Honshu, Epicentro 19 km SE Kamaishi, Profondità 40 km

    – magnitudo 4.3 – Cina, 19 ago 2011 (10.49 locali, 4.49 italiane); Distretto Xinjiang Meridionale, Epicentro 64 km E Kashi, Profondità 1 km

    – magnitudo 4.6 – Giappone, 19 ago 2011 (9.42 locali, 2.42 italiane); Distretto costa est Honshu, Epicentro 269 km SE Kamaishi, Profondità 21 km

    – magnitudo 4.9 – Giappone/Russia, 19 ago 2011 (11.28 locali, 4.48 italiane); Distretto Isole Curili, Epicentro 37 km E Nemuro, Profondità 100 km

    – magnitudo 4.6 – Giappone, 18 ago 2011 (1.45 locali, 18.45 italiane); Distretto costa est Honshu, Epicentro 341 km SE Kamaishi, Profondità 16 km

    – magnitudo 4.7 – Giappone/Russia, 18 ago 2011 (1.39 locali, 18.39 italiane); Distretto Isole Curili, Epicentro 20 km NE Otradnoye, Profondità 124 km

    – magnitudo 5.3 – Indonesia, 18 ago 2011 (15.48 locali, 9.48 italiane); Distretto Mare di Banda, Epicentro 147 km NE Maumere, Profondità 234 km

    OCEANIA

    – magnitudo 5.6 – Isole Fiji, 19 ago 2011 (15.54 locali, 5.54 italiane); Distretto Isole Fiji, Epicentro 371 km S Mata'utu, Profondità 412 km

    NORDAMERICA:

    – magnitudo 4.6 – Canada, 18 ago 2011 (8.37 locali, 17.37 italiane); Distretto Isole Regina Carlotta, Epicentro 256 km NW Port Hardy, Profondità 10 km

    – magnitudo 4.6 – Canada, 18 ago 2011 (8.35 locali, 17.35 italiane); Distretto Isole Regina Carlotta, Epicentro 251 km NW Port Hardy, Profondità 10 km


    #124390

    Anonimo

    Perdonanza 2011: va in onda la sfilata dei pagliacci
    Inserito da Patrizio Trapasso – 29 agosto 2011 – 0 Commenti

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    Per molti è stata la perdonanza della riconciliazione, dei buoni propositi, della pace e bontà scesi in terra. E forse per tanti che hanno partecipato e sfilato può anche essere così. Ma non certo per molti rappresentanti istituzionali, prime donne della mancata ricostruzione della città.
    Quelli che…“Volemose tanto bene, ma ti darei volentieri una martellata sulla dentiera se potessi”. Quelli che…“Niente polemiche oggi, ma aspetta domani che io sò bravo e tu sei un cretino”. Quelli che…”Va tutto bene, e se non è così chiedilo a quell’altro, è tutta colpa sua”.
    Pagliacci. Incapaci di ascoltare, guidare, rendere partecipe, informata, e degna di speranza una cittadinanza quasi rassegnata alle sorti della loro città. E che in silenzio, e con gli applausi rivolti per lo più a chi nel silenzio ha sempre operato correttamente, li ha visti sfilare, chiedendo anche loro gli applausi ai presenti, come un atleta che incita il pubblico per superare un’asticella alla sua portata.
    Ma ieri non c’era nessun atleta fra i rappresentanti delle istituzioni, solo pagliacci travestiti a festa. Qualcuno, forse anche la maggioranza, li perdonerà, perché non capiscono ciò che fanno. C’è chi non riesce, non dimentica, e vede solo in un prossimo ricambio istituzionale una speranza per il futuro.
    Pagliacci, che sfilano mano nella mano, mentre con l’altra ti mettono la miccetta dentro i pantaloni. Come quelli del circo, ma con una piccola differenza: non fanno per niente ridere.

    http://www.6aprile.it/featured/2011/08/29/perdonanza-2011-va-in-onda-la-sfilata-dei-pagliacci.html


    #124391
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.articolotre.com/2011/08/dritti-al-cuore-dei-terremoti/
    La consistenza morbida del sottosuolo permette un contatto più leggero che causa diverse scosse in profondità che vengono avvertite debolmente in superficie. In luoghi dove si trovano rocce più dure, come il granito, le placche si scontrano violentemente, causando scosse più forti e devastazioni in superficie. Il prossimo passo dello studio in corso in California sarà quello di riutilizzare le conoscenze acquisite a Parkfield, aggiornandole per analizzare anche la sismicità di zone caratterizzate da conformazioni diverse del terreno. «Sarebbe bello capire quando si forma un terremoto – dice – Zurnick – Basta vedere quello che è successo in Giappone: non posso credere che sia morta così tanta gente. Sapere in anticipo quando ci sarà un terremoto può salvare molte vite. Ho dei figli e voglio avere la certezza che siano al sicuro».


    #124392
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/09/15/annuncio-nasa-con-lucasfilm/
    POLITICA – Comincia il 20 settembre il processo, che si protarrà sicuramente per mesi o forse anni, per il terremoto dell’Aquila. Gli accusati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, vicecapo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, allora presidente dell’INGV, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto CASE, Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova, Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile e Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti dell’INGV e dovranno rispondere di omicidio colposo e lesioni colpose.

    Nature scrive un ampio articolo che riassume la faccenda e analizza la situazione: ne consigliamo la lettura. Altri approfondimenti sono a disposizione su OggiScienza compresa la nota del giudice per l’udienza preliminare Fabio Picuti con le motivazioni del rinvio a giudizio.

    Il giudice dichiara a Nature di sapere che non è possibile prevedere i terremoti, e che l’accusa non riguarda la mancata previsione quanto piuttosto la mancata valutazione dei rischi. Nella nota si legge però che “Le concause, anche quelle costituenti fatto illecito altrui, rientravano tutte nella sfera di prevedibilità degli imputati”, e in particolare “vi rientrava il giudizio di prevedibilità nel breve termine di un terremoto con i medesimi caratteri di quello verificatosi il 6 aprile alle ore 3,32″.

    È un processo che per le implicazioni umane, sociali e scientifiche ci riguarda tutti, soprattutto vivendo noi in un paese che per la maggior parte è a rischio sismico.


    #124393

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/news/2011/09/19/tarantini-%C2%ABche-culo-il-terremoto-dellaquila%C2%BB.html

    Tarantini: «Che culo il terremoto dell’Aquila!»
    Inserito da Corrado Mastropietro – 19 settembre 2011 – 0 Commenti

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    [Da La Stampa, del 19 settembre 2011 – di Francesco Grignetti]
    Nella sua corsa sfrenata agli appalti, forte del sostegno di un premier che gli vuole bene (e ora sappiamo il perché), Gianpi Tarantini a un certo punto s’imbatte nel terremoto dell’Aquila. Ecco la sua reazione al telefono: «Una fortuna».
    La dice talmente grossa che persino il suo interlocutore, Domenico Lunanuova, un dirigente di Finmeccanica che s’è messo a tappetino da quando ha capito quale Grande Protettore il Gianpi ha alle spalle, reagisce: «È una conquista che sono riuscito a fare io senza l’aiuto di nessuno, no? Ma per culo, per culo tra virgolette, perché là è successo il terremoto e hanno bisogno di questa cosa».
    Accadeva il 6 maggio 2009. La terra ancora tremava in Abruzzo e l’emergenza stava facendo sbloccare un progetto di Finmeccanica, tra gli altri, a cui il Comitato d’affari pugliese teneva moltissimo: la modernizzazione di Isoradio.
    Peccato che le cose fossero un po’ più complicate di quanto pensassero Tarantini e i suoi. Ma poi, di colpo, è arrivato il sisma. E si sono allentati i cordoni della borsa. Per qualche settimana le notizie sugli appalti si accavallano tumultuose come le colonne dei soccorsi. Il gruppo dei pugliesi viene informato da Rino Metrangolo: l’intero progetto Isoradio è sbloccato. A quel punto il gruppo si fa sotto freneticamente. Tarantini si fa aiutare dal Cavaliere perché l’amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, incontri l’imprenditore suo socio Enrico Intini.
    Ma è un errore, appunto, perché la Protezione Civile intende dare il suo placet solo per l’Abruzzo. Questo è il colloquio di quel giorno tra Tarantini e l’ingegner Lunanuova.
    Tarantini: «Abbiamo fatto una figura di merda».
    Lunanuova: «La cosa più importante era che in questo momento non facevano la gara. Quindi noi andavamo ad assegnazione diretta».
    Tarantini: «Sì, ma al di là di questo… sulle modalità delle attività, a me non me ne frega niente, riguarda Guarguaglini… Però oggi abbiamo fatto una figura di merda perché siamo andati (riferendosi all’incontro dello stesso giorno tra Intini e Guarguaglini, ndr) convinti a dire: “Vedi che le attività sono pronte”. E quello ha detto: “Ragazzi, se sono pronte, così come io ho detto una cosa… sono a voi”».
    Lunanuova: «Io conto domani sera alle cinque… ascolta… di farmi firmare solo Isoradio, perché io sto facendo il diavolo a quattro e forse riesco… non so se ci riesco eh, ma forse sì: solo Isoradio, primo; e secondo, me lo faccio firmare secondo un criterio di non gara europea… vediamoci martedì sera».
    Lunanuova è però preoccupatissimo di una lavata di capo da parte di Guarguaglini. «A quel livello… andare a raccontare cose che non sono vere… mo’ che cazzo succede? Io, mo’, a questo (all’amministratore delegato, ndr), se mi chiama, perché mo’ mi ha già chiamato e mi ha fatto mandare una relazione, che cosa gli dico? Mica posso pigliare per il culo…. quello è l’amministratore delegato di Finmeccanica, mica è una persona qualsiasi».
    Ma a Tarantini dei patemi di Lunanuova non interessa granché. E nemmeno dei terremotati. Quello che gli preme è capire quali mosse deve fare per accaparrarsi l’affare. Tarantini: «Mannaggia la miseria… Diciamo una cosa… Diciamo che siamo pure fortunati sui tempi perché in linea di massima quello (il coordinatore della Protezione Civile, ndr) domani dovrebbe firmare, no?». E Lunanuova: «Per culo, tra virgolette, perché là è successo il terremoto e hanno bisogno di questa cosa».
    Quale sia la «cosa», Tarantini non lo sa nemmeno. L’ingegner Lunanuova glielo deve spiegare per l’ennesima volta: «A ‘sto punto abbiamo la necessità immediata di iniziare i lavori a valle dell’ok di domani, perché a luglio… anzi, a giugno questi impianti devono essere già installati. A giugno, eh!». Tarantini: «Una ventina?». Lunanuova: «Sono una quarantina… Domani, tra l’altro, approfittando della mia attivazione, Leonetti, che è amministratore delegato di Sel Proc (altra società Finmeccanica a cui il gruppo Tarantini faceva la corte, ndr) sta andando lì e dice: “Oh signori, ma volete sbrigarvi a firmare tutto il resto? Vedete qua come sono stati bravi questi di Isoradio?”. Qui ognuno ovviamente si è mosso per cercare di portare a casa il proprio pane».
    Per la cronaca, il contratto tra Finmeccanica e la Protezione Civile valeva cento milioni di euro, cinquanta «secretati» e cinquanta no, appunto per Isoradio. Ma l’affare non andò mai in porto.


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