FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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Questo argomento contiene 1,071 risposte, ha 53 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 3 anni, 8 mesi fa.

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  • #124414

    Anonimo

    25 GENNAIO 2012
    D'Ercole Giovanardi, l'intercettazione
    Secondo la Procura dell'Aquila, dietro una onlus sponsorizzata dalla Curia dell'Aquila e dal vescovo ausiliare Giovanni D'Ercole (indagato per favoreggiamento) c'era una truffa. Una truffa per mettere le mani su una parte dei 12 milioni di euro di fondi pubblici destinati ai danni del sisma. Si tratta di fondi gestiti dall'allora sottosegretario Carlo Giovanardi (Pdl) che al momento non risulta indagato. In questa intercettazione del luglio 2010, il vescovo D'Ercole chiama Giovanardi per “raccomandare” i progetti della Onlus

    http://video.repubblica.it/politica/d-ercole-giovanardi-l-intercettazione/86544/84933


    #124415

    Anonimo

    PresaDiretta: “Terra violata” dall’Aquila alla Liguria

    Se non puoi fidarti della protezione civile, della commissione grandi rischi, del sindaco che concede i permessi per costruire, dell'assessore, del presidente del Consiglio che aveva promesso la ricostruzione della città crollata per il sisma… Di chi ti puoi fidare?

    Presadiretta non si è dimenticata della città de l'Aquila. Delle cinque Terre e di Genova: sciagure che hanno causato morte e distruzione. Un città, l'Aquila che ora che le luci della ribalta si sono spente, è stata abbandonata al suo destino. E lo stesso è successo in Liguria.

    Se sarà il processo contro la commissione grandi rischi stabilire le eventuali responsabilità, l'intercettazione tra Bertolaso e Daniela Stasi (quella dove parla di “operazione mediatica” per la riunione che minimizzò i rischi) non ha bisogno di altri commenti sulla reale funzione della protezione civile durante la gestione Bertolaso.

    CONTINUA…

    http://unoenessuno.blogspot.com/2012/01/presadiretta-terra-violata.html


    #124416

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/news/2012/02/20/pubblicita-di-azienda-edile-con-le-vittime-del-sisma-i-parenti-boicottiamo-la-sismo.html

    PUBBLICITA’ DI AZIENDA EDILE CON LE VITTIME DEL SISMA. I PARENTI: “BOICOTTIAMO LA SISMO”
    Inserito da admin – 20 febbraio 2012 – Commenti disabilitati per questo articolo
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    “L’orrore ci ha colpito quando, all’ingresso del Centro Commerciale L’Aquilone abbiamo visto le foto delle giovani vittime della Casa dello Studente, nostre creature perse per sempre, messe lì a dirci che, senza le costruzioni Sismo, si può continuare a morire”. Lo dice Antonietta Centofanti, del Comitato familiari delle vittime della Casa dello studente dopo la denuncia di Abruzzo24ore.tv.
    “L’orrore ci ha colpito scorrendo, con occhi increduli, l’incipit dei maxi manifesti che rivestono il punto ‘informativo’. Per noi, che seguiamo il processo udienza per udienza, che ci pieghiamo di dolore sotto il peso delle parole dei periti quel dialogo immaginario, agghiacciante e immorale, ha il sapore amaro e indecente della beffa. E ci lascia senza parole. Come si può arrivare a tanto, quante ingiurie dovrà ancora subire la nostra città, quanto oltraggio, ancora, i nostri morti?
    Abbiamo dato mandato ai nostri legali perché pongano in essere tutte le azioni necessarie a difesa della memoria dei ragazzi, trasformati, da morti, in spot pubblicitario.
    Quanto alla Sismo – spiega la Centofanti – abbiamo scoperto che ha una sede madre in Belgio, una sede in Italia al Nord e che il responsabile per l’Abruzzo è tale ing. Romeo Eramo (come si evince dal materiale in distribuzione presso L’Aquilone) , con sede a Pescina (Nucleo Industriale). Invitiamo le aquilane e gli aquilani a boicottare la Sismo e invitiamo il ‘responsabile’ per l’Abruzzo a smantellate l’indecente stand e a non fare più ritorno nella nostra città. L’Aquila ne ha abbastanza di operazioni di sciacallaggio e di insulti.


    #124417

    Anonimo

    http://www.laquilablog.it/regione-abruzzo-la-lista-dei-desideri-ovvero-i-fondi-porfesr/1810-0219/

    L’Aquila: corruzione, arresti e quei fondi UE distribuiti arbitrariamente

    Mentre i cittadini aquilani aspettano ancora di poter rientrare nel centro storico, il vero cuore della città dell’Aquila, proprio in queste ore, altre ombre si addensano sulla gestione della ricostruzione.

    Solo quattro settimane fa, infatti, a seguito di due inchieste giudiziarie, sono scattati nuovi, clamorosi arresti a carico di personaggi che ricoprivano ruoli importanti nell’ambito della gestione dei fondi comunitari e della ricostruzione post terremoto: la prima inchiesta, denominata ‘Caligola‘ ha portato all’arresto di sette persone, tra le quali la dirigente regionale del Servizio Attività Internazionali, Vanna Andreola, indagata per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici, occultamento di atto pubblico; Lamberto Quarta, consulente della società Ecosfera Gruppo spa, lo stesso Quarta arrestato anche nel 2008 insieme all’allora Governatore Ottaviano Del Turco; il titolare della società Ecosfera, Duilio Gruttadauria, e sua moglie, Anna Teodoro. Sempre nell’Operazione Caligola, oltre ai sette arrestati, risulta indagato anche Alfredo Castiglione, attuale vice Presidente della Giunta regionale guidata da Gianni Chiodi e Camillo Cesarone, ex capogruppo Pd in Regione.

    La seconda operazione ha coinvolto, invece, Giancarlo Santariga, alto dirigente del provveditorato alle Opere Pubbliche- un ruolo molto delicato per la ricostruzione- con l’accusa di concussione nell’ambito dell’appalto per la nuova caserma della Finanza di Pescara.

    Anche se l’operazione Caligola riguarda principalmente la gestione dei fondi europei IPA Adriatico, il clamore degli arresti eccellenti ha acceso l’attenzione dei cittadini aquilani anche sulla ripartizione dei fondi strutturali europei POR/FESR, affidati sempre agli Uffici diretti dall’Andreola e che riguardano più direttamente i fondi per la ricostruzione.

    Nel luglio del 2009, proprio in virtù del catastrofico terremoto, l’Unione europea acconsentì, eccezionalmente, all’utilizzo di 83 milioni di euro, dei 345 stanziati dei fondi POR/FESR, per interventi nell’area del cratere. Leggere oggi la lista dei beneficiari di quei fondi, alla luce delle intercettazioni relative all’inchiesta e delle accuse dei PM, crea più di qualche imbarazzo e perplessità. Scorrendo i nomi in elenco, infatti, si riconoscono molti affermati professionisti aquilani e tanti cognomi di famiglie note che ricorrono spesso, personaggi legati a vario titolo alla Regione e alla politica locale, ma ne mancano tanti altri di comuni cittadini.

    Non possiamo sapere se questo dipende dall’esiguo stanziamento per il piano di comunicazione del Bando europeo, come fu fatto notare, all’epoca, anche da alcuni siti web: solo 3.600 euro, come si evince anche dall’elenco dei finanziamenti, praticamente una cifra irrisoria per promuovere e pubblicizzare il bando che prevedeva ben 83 milioni di euro a disposizione dei cittadini e delle imprese residenti nell’intera area del cratere.

    Ed infatti, oggi, molti in città dicono di non essere mai stati a conoscenza di tale importante opportunità. Dall’elenco pubblicato il 31.12.2011 in modo bizzarro sul sito internet della Regione dove, se difficilmente si possono ricostruire gli anni e le cifre di erogazione, rimane impossibile evincere la ratio con la quale sono stati concessi questi fondi, che vanno, ad esempio, dai 4 milioni di euro per la società Bahia; ai soli 99 euro assegnati alla Società Vittorini.

    A vario titolo, nell’elenco, compaiono finanziamenti per società di pompe funebri, autosaloni, associazioni “culturali” che si occupano di Burlesque, sale scommesse, fino ad arrivare a più di un milione di euro assegnati – tra il 2010 e il 2011- proprio ad Ecosfera, la società dove, nelle intercettazioni apparse sulle stampa, i responsabili parlavano tranquillamente al telefono di “mazzette” e di assunzioni clientelari.

    Sarà una coincidenza. ma tra le gravissime accuse all’Andreola nell’inchiesta “Caligola” ci sono proprio la sua “ottica esclusiva del favore per l’interesse privato e senza alcun riguardo per l’interesse collettivo” e l’aver “reiteratamente violato le regole di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione”, come riportato dal gip Marco Billi.

    Sempre scorrendo l’elenco dei fondi POR/ FESR gestiti dall’Andreola, si evince che i fondi strutturali europei che dovevano servire principalmente all’innovazione, alla competività, all’energia, alle società dell’informazione, allo sviluppo territoriale, all’assistenza tecnica e, solo infine, per il “recupero e rivitalizzazione economica e sociale del territorio colpito dal sisma”; siano stati utilizzati, un po’ ‘furbescamente’, come fondo di riserva per finanziare, per gli anni 2010 e 2011, le associazioni, gli enti e le istituzioni culturali risiedenti nel cratere al posto del Fondo Unico per lo Spettacolo che, come è noto, ha visto, negli ultimi due anni, tagli pesantissimi da parte del Governo.

    Ma va anche ricordato come molte di queste associazioni culturali, sempre all’indomani del terremoto, abbiano anche goduto di importanti raccolte di fondi nazionali, promosse da iniziative pubbliche e private, proprio per preservare la loro esistenza e garantire il proseguo delle loro attività.

    A leggere fino in fondo questa lista, vengono in mente le vecchie pratiche di uno sterile clientelismo. Un assistenzialismo ‘peloso’ tipico delle regioni del sud, che storicamente non è mai riuscito a produrre vera ricchezza e sviluppo.

    Il recentissimo allarme occupazione della CGIL dell’Aquila conferma appunto che “la politica delle mance” difficilmente potrà creare un solido futuro per la città. Si ha quindi l’impressione che, mentre la gran parte dei cittadini aquilani continuano a subire tutto il peso dei danni e delle frustrazioni del dopo terremoto e di una ricostruzione che stenta a partire, un’altra piccola parte, quella che, vantando le giuste conoscenze, ha veramente accesso alla gestione o all’erogazione dei fondi per l’emergenza, stia vivendo la mancata ricostruzione come un vero e proprio business.

    Le indagini tuttora in corso della magistratura serviranno sicuramente a dirimere ogni sospetto e a fare chiarezza sulla gestione di una ricostruzione che, forse solo per il vantaggio di pochi, rischia di diventare infinita.


    #124418
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    TERREMOTO L'AQUILA PICCOLO SCIAME IN CORSO
    Mercoledì 29 Febbraio 2012 19:35 | | |
    http://www.fondazionegiuliani.it/news-dalla-fondazionepgg/terremoti/1302-terremoto-laquila-piccolo-sciame-in-corso

    Ore 19:25

    Dalle prime ore di questa mattina è in corso un piccolo sciame sismico localizzato nella frazione aquilana di Coppito, paese diventato famoso per aver ospitato il G8 nel luglio del 2009 presso la sede della Scuola della Guardia di Finanza.
    Le scosse registrate sono fino ad ora complessivamente otto e tutte di piccola intensità.
    La prima scossa è stata registrata alle ore 01:20 e l'ultima alle ore 18:56 con le seguenti magnitudo: 1.3 – 1.1 – 1.9 – 0.7 – 1.8 – 0.9 – 1.1 – 1.5
    Nell'immagine che segue la localizzazione degli eventi odierni (Cliccare sulla foto per ingrandire)


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124419

    Anonimo

    Non se n'è sentita una, lascia perdere Giuliani che è un mezzo terrorista dell'informazione


    #124420
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1330611091=Pier72Mars]
    http://www.laquilablog.it/regione-abruzzo-la-lista-dei-desideri-ovvero-i-fondi-porfesr/1810-0219/

    L’Aquila: corruzione, arresti e quei fondi UE distribuiti arbitrariamente

    Mentre i cittadini aquilani aspettano ancora di poter rientrare nel centro storico, il vero cuore della città dell’Aquila, proprio in queste ore, altre ombre si addensano sulla gestione della ricostruzione.

    Solo quattro settimane fa, infatti, a seguito di due inchieste giudiziarie, sono scattati nuovi, clamorosi arresti a carico di personaggi che ricoprivano ruoli importanti nell’ambito della gestione dei fondi comunitari e della ricostruzione post terremoto: la prima inchiesta, denominata ‘Caligola‘ ha portato all’arresto di sette persone, tra le quali la dirigente regionale del Servizio Attività Internazionali, Vanna Andreola, indagata per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici, occultamento di atto pubblico; Lamberto Quarta, consulente della società Ecosfera Gruppo spa, lo stesso Quarta arrestato anche nel 2008 insieme all’allora Governatore Ottaviano Del Turco; il titolare della società Ecosfera, Duilio Gruttadauria, e sua moglie, Anna Teodoro. Sempre nell’Operazione Caligola, oltre ai sette arrestati, risulta indagato anche Alfredo Castiglione, attuale vice Presidente della Giunta regionale guidata da Gianni Chiodi e Camillo Cesarone, ex capogruppo Pd in Regione.

    La seconda operazione ha coinvolto, invece, Giancarlo Santariga, alto dirigente del provveditorato alle Opere Pubbliche- un ruolo molto delicato per la ricostruzione- con l’accusa di concussione nell’ambito dell’appalto per la nuova caserma della Finanza di Pescara.

    Anche se l’operazione Caligola riguarda principalmente la gestione dei fondi europei IPA Adriatico, il clamore degli arresti eccellenti ha acceso l’attenzione dei cittadini aquilani anche sulla ripartizione dei fondi strutturali europei POR/FESR, affidati sempre agli Uffici diretti dall’Andreola e che riguardano più direttamente i fondi per la ricostruzione…
    [/quote1330611091]

    ehhh questi cospirazionisti della rete ehhh sì..


    #124421

    Anonimo

    tanto per cambiare……

    http://www.6aprile.it/featured/2012/03/01/terremoto-smaltimento-macerie-4-arresti-sequestri-per-10-milioni.htm

    TERREMOTO, SMALTIMENTO MACERIE: 4 ARRESTI, SEQUESTRI PER 10 MILIONI
    Inserito da Patrizio Trapasso – 1 marzo 2012 – 0 Commenti
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    L’Aquila, 1 marzo 2012 – Da questa mattina i carabinieri del Noe di Pescara, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila, stanno eseguendo 4 ordini di custodia cautelare e 3 sequestri preventivi a L’Aquila e provincia. Destinatari delle misure cautelari, tutte agli arresti domiciliari, sono amministratori pubblici ed imprenditori del settore del cemento.
    L’operazione avviene al termine di un’indagine avviata nel gennaio 2010, e tuttora in corso, sul recupero e smaltimento delle macerie generate dal sisma dell’aprile 2009 che vede finora indagate 11 persone. Le misure sono state disposte dal gip del Tribunale dell’ L’Aquila Giuseppe Romano Gargarella.
    Gli arrestati sono il sindaco di Magliano de’ Marsi, Gianfranco Iacoboni, Angelo Iacomini, assessore e gia’ vice sindaco dello stesso ente, i fratelli Franco e Sergio Celi. Questi ultimi due sono i titolari dell’impresa Celi Calcestruzzi Spa di Massa D’Albe (L’Aquila). L’accusa e’ di concorso in corruzione e traffico illecito di rifiuti. Contemporaneamente alle custodie cautelari e’ stato eseguito il sequestro di una cava di circa 14 ettari gestita dai due fratelli nei comuni di Massa D’Albe e Magliano, di parte dell’impianto di produzione di calcestruzzo che la stesssa societa’ ha installato nel nucleo industriale di Bazzano (L’Aquila) e sei ville a schiera situate a Carsoli (L’Aquila). Nel complesso il valore dei sequestri effettuati ammonta a circa 10 miloni di euro.
    Le indagini sono state dirette dal procuratore Alfredo Rossini e dal sostituto Antonietta Picardi. L’attivita’ investigativa – e’ stato spiegato – ha accertato che gli imprenditori “abbiano inteso rapporti corruttivi con amministratori del comune di Magliano” i quali “hanno ricevuto regalie e promesse di voti per l’emanazione di una delibera di favore durante la campagna elettorale del marzo 2010″. Altre condotte illecite vengono contestate a carico dei fratelli Celi e ad altri indagati. Tra queste la realizzazione di sei ville a schiera a Carsoli con l’utilizzo di cemento armato, fornito dai Celi, di cui non si conosce la qualita’ dal momento che le prove di schiacciamento previste per legge sono state falsificate per ottenere le certificazioni necessarie.
    Le indagini dei carabinieri del Noe hanno accertato, inoltre, che i due imprenditori hanno rotto l’argine del fiume Vera a ridosso del loro impianto di produzione di calcestruzzo installato a Bazzano per frodare la normativa in materia di captazione delle acque per uso industriale “generando cosi’ il concreto pericolo di esondazione per le zone immediatamente limitrofe”. Il procuratore ha quindi spiegato che “le indagini nascono dall’attivita’ info-investigativa che il Noe ha costantemente effettuato sulle operazioni i rimozione, recupero e smaltimento delle macerie che, a L’Aquila e nel ‘cratere’, sono state prodotte dal sisma del sei aprile 2009″. Ed e’ stato proprio grazie all’attivita’ investigativa dei carabinieri che e’ stata scoperto un traffico illecito di rifiuti inerti perpetrato dai fratelli Celi che vedeva come terminale parte ormai esaurita della loro cava.
    Nella stessa cava, grazie alla collaborazione dell’Arta dell’Aquila e di Pescara, e’ stato scoperto che i fratelli Celi hanno sottratto ingentissimi quantitativi di inerti in modo del tutto abusivo, “generando un ingiusto vantaggio economico agli imprenditori e, grazie anche a false certificazioni prodotte da tecnici compiacenti, frodando tributi nei confronti dello Stato per centinaia di migliaia di euro”. L’indagine ha preso la denominazione convenzionale di “Penelope” “per l’attitudine di indagati ed amministrazione comunale di fare e disfare corrispondenza ufficiale tra enti e impresa concordandone i contenuti tra mittente e destinatario”. (AGI)


    #124422

    Anonimo

    http://greenme.it/informarsi/eventi-e-iniziative/7238-guerrilla-knitting-l-aquila

    Guerrilla Knitting: a 3 anni dal terremoto riportare colore a L'Aquila a colpi di ferri

    Creato Mercoledì, 21 Marzo 2012 16:37 Scritto da Marta Albè

    Guerrilla Knitting tutta italiana per tornare a far sorridere L'Aquila. Sono passati quasi tre anni dal terribile terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009. Il centro storico della città appare tuttora immerso nel grigiore, nel vuoto e nella desolazione. Tolte le persone, i negozi e gli uffici, non è rimasto nulla, se non un enorme senso di vuoto che sembra sempre più difficile da colmare. Un tentativo encomiabile di riportare colore ed allegria in città sta nascendo dall'impegno di quanti hanno deciso di prendere parte al progetto “Mettiamoci una pezza!”: se la città è ai ferri corti, è ora di cominciare a regalarle colore a colpi di ferri…da maglia!

    La proposta è stata lanciata dal gruppo Animammersa, nato con l'intenzione di riunire voci, suoni e parole in onore del ricordo di ciò che la città era stata. Rimpiangere il passato però non è apparso sufficiente per riportare in vita la città. In essa può essere iniettata nuova linfa soltanto tramite il coinvolgimento e la partecipazione degli stessi abitanti e di tutti coloro che, avendo amato la città, vorrebbero contribuire alla sua rinascita.

    Come ottenere tutto ciò? Animammersa ha deciso di provarci a partire da un'azione di Urban Knitting, che si svolgerà nel centro storico del capoluogo abruzzese a partire da venerdì 6 aprile 2012, data in cui cade il terzo anniversario dal sisma e dalla paura che ha colto tutti coloro che sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazione, insieme al dolore per i famigliari e gli amici scomparsi. Cento metri quadri di superficie verranno ricoperti con pezze lavorate all'uncinetto o a maglia, lasciando a chi vorrà aderire all'iniziativa piena libertà nell'attingere alle risorse provenienti dalla propria creatività.

    La proposta viene definita dagli stesi organizzatori come un atto d'amore e di provocazione, volto a mantenere viva la memoria del terribile accaduto e di ciò che la città era stata e si spera possa ritornare ad essere, almeno in parte, con il trascorrere del tempo e grazie all'energia delle nuove generazioni. I tasselli colorati contribuiranno a cancellare almeno per un po' il grigiore di ciò che è rimasto e che appare ormai morto ed inanimato. La speranza è che un gran numero di persone possano armarsi di ferri da maglia per realizzare il loro prezioso contributo, sulla scia di una partecipazione contagiosa, proprio perché solo grazie alla volontà dei singoli individui di riunirsi in gruppo e ridare vita alla città, essa potrà rinascere.

    Per ricevere maggiori informazioni sull'iniziativa, è possibile consultare il blog ad essa dedicato e che da essa prende il nome: “Mettiamoci una pezza”, dove si troveranno tutte le indicazioni e gli indirizzi da conoscere per poter prendere parte attiva all'azione di urban knitting, che prevede inoltre di disseminare fiori nel centro storico. Ogni pezza dovrà avere una grandezza prestabilita e dovrà essere accompagnata da un etichetta con il proprio nome. Per ulteriori informazioni visitate l'apposita pagina Facebook o scrivete all'indirizzo mettiamociunapezza@gmail.com.


    #124423

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/news/2012/04/02/terremoto-piccone-rivela-i-soldi-dei-map-me-li-ha-dati-bertolaso.html

    TERREMOTO: PICCONE RIVELA “I SOLDI DEI MAP? ME LI HA DATI BERTOLASO”
    Inserito da admin – 2 aprile 2012 – 0 Commenti
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    Clamoroso colpo di scena a Celano. Il senatore ed ex-sindaco Filippo Piccone in un colpo solo inguaia, oltre a se stesso, anche Guido Bertolaso e il commissario Passerotti. E apre uno squarcio inquietante sulle modalità di gestione dell’emergenza terremoto.
    La sconvolgente rivelazione di Piccone è di sabato 31 marzo, nel corso di una conferenza stampa “chiarificatrice” piena di tante lacune e troppe omissioni, oltre alle solite minacce a “certa stampa” non allineata sulle sue posizioni.
    Nel tentativo di difendersi dalle accuse mossegli in questi giorni dall’opposizione in consiglio comunale, Piccone ha messo in scena uno show che non esitiamo a definire “senza rete”. Nel tentativo di convincere i presenti alla conferenza stampa della sua correttezza amministrativa, preso dalla foga finisce per fornire l’anello mancante alla vicenda dei Map fantasma di Celano. Dichiarazioni che faranno certamente discutere.
    Piccone dice testualmente:
    «Per quanto riguarda i Map, la vicenda nasce nel 2009, con la lungimiranza di Bertolaso che mi chiamò e mi disse: “Guarda che io credo che tu debba fare dei Moduli abitativi provvisori. Ti destinerò una cifra che si avvicina ai 10 milioni di euro. Ti anticipo 2,5 milioni per fare le opere di urbanizzazione e poi faremo le delibere successive“. Bertolaso è uno che a molti non piacerà, ma certamente ci vedeva lungo… »
    Il problema è che questa telefonata Bertolaso l’avrebbe fatta nel 2009, quando Filippo Piccone non era sindaco ma un normale cittadino celanese. E per quale motivo il potentissimo Capo del Dipartimento di Protezione civile si rivolge a un privato cittadino e non a chi amministrava il Comune di Celano?
    Piccone si era infatti dimesso nel 2008 per candidarsi alla presidenza della regione (candidatura poi sfumata) ed è tornato ad essere sindaco nella primavera 2010.
    Nel periodo in cui partì l’oscura vicenda dei Map il comune di Celano non era quindi amministrato da Piccone ma da Passerotti, Commissario di nomina ministeriale piombato in paese dopo le improvvise dimissioni del primo commissario Gabriella Patrizi.
    Ad avviare la pratica dei Map fu il tecnico comunale Valter Specchio (ingegnere poi finito in Provincia con Del Corvo, dove ha gestito moltissimi appalti, tra cui tutto l’affare della messa in sicurezza delle scuole superiori della Provincia…).
    Ma torniamo ai Map. Risulta che la gara per le opere di urbanizzazione, indetta per settembre 2009, non si tenne proprio per l’improvviso e duro stop imposto dal Commissario. Passerotti il giorno prima della gara bloccò tutto in seguito all’intervento censorio del prefetto Gabrielli: per Passerotti (e Gabrielli) Celano non aveva titoli per la realizzazione dei Map.
    Ma il Commissario Passerotti dice anche di più: “Non ero informato della realizzazione dei Map“.
    Ma allora, chi ha dato ordine al tecnico comunale, nonostante l’assenza dei requisiti minimi, di avviare la procedura per la realizzazione di ben 147 Map, per una spesa di oltre 10 milioni di euro?
    Altra stranezza è la modalità e i tempi di erogazione dei fondi. Il 6 agosto 2009 la Protezione civile avvisa il comune di Celano dell’assegnazione di 2,4 milioni di euro per le opere di urbanizzazione. Il decreto, però, viene emanato solo il 28 agosto. Insomma anche i soldi arrivano in anticipo e, a detta di Passerotti, a sua insaputa.
    Sfumati i Map celanesi, nel novembre successivo la Protezione civile comunica al comune che viene autorizzato a utilizzare circa 700mila euro per interventi su case popolari e chiede la restituzione della somma rimanente, quasi un milione e mezzo di euro. Soldi che – inutile dirlo – ancora non vengono restituiti. A confermarlo è lo stesso Piccone, che nella conferenza stampa di sabato accenna anche a non meglio specificati progetti del comune. Non per restituire i soldi, ma per spenderli.
    Il Presidio aquilano di Libera associazione nomi e numeri contro le mafie, comunica che a breve fornirà tutti i dettagli sulla esplosiva vicenda.
    Angelo Venti
    da site.it


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