FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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Questo argomento contiene 1,071 risposte, ha 53 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 3 anni, 9 mesi fa.

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  • #123624
    elerko
    elerko
    Partecipante

    [youtube=560,340]zz8GuoCjIKo


    #123625
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Esatto elerko 🙂
    Ma mi avevi letto su FB o, come credo, lo stavi già facendo?
    Sincronicità o senso di appartenenza ad AG?
    Ciao 🙂


    #123626

    cenereo
    Bloccato

    patrizia mi ha segnalato che la basilica crollata all'Aquila,custodive la spoglie di celestino V,quello della profezia…qualcuno sa qualcosa,può farne un nesso?inoltre Celestino pare che abbia dimoraro come eremita in quelle zone…
    http://www.xbacco.net/docs/celestinov.pdf
    curioso nò?

    ho trovato quest'articolo:
    lunedì 29 ottobre 2007
    Celestino V, un papa scomodo – 1° parte

    Pietro Angeleri, eremita del monte Morrone, venne eletto papa nel conclave di Perugia del 1294, dopo due anni di contese tra i cardinali legati alle potenti famiglie romane. Nello stesso anno, dopo appena cinque mesi di pontificato, Pietro Angeleri, risultò indisponente e indisponibile verso ogni forma di corruzione, (troppo presente in Vaticano), lasciò quindi il Pontificato per tornare alla vita eremitica sul monte Morrone. Fu una scelta dettata dall'incompatibilità tra Celestino V e il Vaticano, la riprova di questo stà anche nello spostamento della sede papale dal Vaticano in Roma, a L'Aquila, nella Basilica di Collemaggio (foto a destra), fatta costruire da papa Celestino V, l'opera probabilmente fu finanziata dall'Ordine dei cavalieri templari. La vera missione, di cui si sentiva investito Celestino V, era fornire ai fedeli, il supporto della fede, in Dio e nell'uomo, per ridare loro la speranza di una vita migliore senza violenze e ingiustizie. Pietro Angeleri credeva nell'amore verso il prossimo e verso il creato, per questo mise in pratica il messaggio di povertà e di rinuncia predicato da Gesù Cristo. Celestino V, visse realmente la vita di Cristo, perseguiva la stessa rivoluzione spirituale, bramava la stessa voglia di giustizia sociale, rincorreva le stesse utopie, per una vita più spirituale e meno materiale, quindi si aspettava il suo stesso martirio. In quel periodo, il divario tra la ricca nobiltà e il popolo di poveri era sempre più ampio e i contrasti ed il malcontento nascevano e morivano nel silenzio delle campagne o tra le montagne, quelle montagne da cui l’eremita Pietro dal Morrone trasse la forza ed il coraggio per contrastare il Vaticano. Celestino V adoperò l’arma migliore, il “perdono”. Nel suo breve ma intenso pontificato Celestino V fece l’atto più giusto e più amorevole che un papa potesse produrre in quegli anni cosi duri e difficili, la “Bolla Celestiniana”. La bolla consentiva il perdono di tutti i peccati, rendendo il perdono accessibile a tutti, ricchi o poveri senza condizioni, tranne quella della confessione. Tutto questo, papa Celestino V, lo concesse sette secoli fa. In quell'epoca il perdono dei peccati non era gratuito, il Vaticano lo concedeva in cambio di certi servizi, come le crociate in Terra Santa e la crociata contro i Catari, altre volte l'indulgenza veniva data per denaro, che poi il Vaticano utilizzava per costruire le chiese o finanziare le molte esigenze del Clero. La grande preoccupazione di Bonifacio VIII, era che Celestino V, veniva considerato dal popolo un uomo Santo, e che avrebbe ridato alla Chiesa una veste spirituale. Celestino V, contrapponendosi al Vaticano, avrebbe potuto produrre uno scisma, con serie ripercussioni sul sistema Vaticano-potere assoluto. L'epilogo della vita di Celestino V, si consumò in una piccola cella, della Rocca di Fumone, dove era tenuto prigioniero da papa Bonifacio VIII, morì nella fede in Dio e nell'uomo.


    #123627
    elerko
    elerko
    Partecipante

    [quote1239396631=giusparsifal]
    Esatto elerko 🙂
    Ma mi avevi letto su FB o, come credo, lo stavi già facendo?
    Sincronicità o senso di appartenenza ad AG?
    Ciao 🙂
    [/quote1239396631]

    l'ho fatto in sincrono!! :hehe:

    Sicuramente senso di appartenenza!!! :fri:


    #123628

    cenereo
    Bloccato

    [quote1239398718=cenereo]
    patrizia mi ha segnalato che la basilica crollata all'Aquila,custodive la spoglie di celestino V,quello della profezia…qualcuno sa qualcosa,può farne un nesso?inoltre Celestino pare che abbia dimoraro come eremita in quelle zone…
    http://www.xbacco.net/docs/celestinov.pdf
    curioso nò?

    ho trovato quest'articolo:
    lunedì 29 ottobre 2007
    Celestino V, un papa scomodo – 1° parte

    Pietro Angeleri, eremita del monte Morrone, venne eletto papa nel conclave di Perugia del 1294, dopo due anni di contese tra i cardinali legati alle potenti famiglie romane. Nello stesso anno, dopo appena cinque mesi di pontificato, Pietro Angeleri, risultò indisponente e indisponibile verso ogni forma di corruzione, (troppo presente in Vaticano), lasciò quindi il Pontificato per tornare alla vita eremitica sul monte Morrone. Fu una scelta dettata dall'incompatibilità tra Celestino V e il Vaticano, la riprova di questo stà anche nello spostamento della sede papale dal Vaticano in Roma, a L'Aquila, nella Basilica di Collemaggio (foto a destra), fatta costruire da papa Celestino V, l'opera probabilmente fu finanziata dall'Ordine dei cavalieri templari. La vera missione, di cui si sentiva investito Celestino V, era fornire ai fedeli, il supporto della fede, in Dio e nell'uomo, per ridare loro la speranza di una vita migliore senza violenze e ingiustizie. Pietro Angeleri credeva nell'amore verso il prossimo e verso il creato, per questo mise in pratica il messaggio di povertà e di rinuncia predicato da Gesù Cristo. Celestino V, visse realmente la vita di Cristo, perseguiva la stessa rivoluzione spirituale, bramava la stessa voglia di giustizia sociale, rincorreva le stesse utopie, per una vita più spirituale e meno materiale, quindi si aspettava il suo stesso martirio. In quel periodo, il divario tra la ricca nobiltà e il popolo di poveri era sempre più ampio e i contrasti ed il malcontento nascevano e morivano nel silenzio delle campagne o tra le montagne, quelle montagne da cui l’eremita Pietro dal Morrone trasse la forza ed il coraggio per contrastare il Vaticano. Celestino V adoperò l’arma migliore, il “perdono”. Nel suo breve ma intenso pontificato Celestino V fece l’atto più giusto e più amorevole che un papa potesse produrre in quegli anni cosi duri e difficili, la “Bolla Celestiniana”. La bolla consentiva il perdono di tutti i peccati, rendendo il perdono accessibile a tutti, ricchi o poveri senza condizioni, tranne quella della confessione. Tutto questo, papa Celestino V, lo concesse sette secoli fa. In quell'epoca il perdono dei peccati non era gratuito, il Vaticano lo concedeva in cambio di certi servizi, come le crociate in Terra Santa e la crociata contro i Catari, altre volte l'indulgenza veniva data per denaro, che poi il Vaticano utilizzava per costruire le chiese o finanziare le molte esigenze del Clero. La grande preoccupazione di Bonifacio VIII, era che Celestino V, veniva considerato dal popolo un uomo Santo, e che avrebbe ridato alla Chiesa una veste spirituale. Celestino V, contrapponendosi al Vaticano, avrebbe potuto produrre uno scisma, con serie ripercussioni sul sistema Vaticano-potere assoluto. L'epilogo della vita di Celestino V, si consumò in una piccola cella, della Rocca di Fumone, dove era tenuto prigioniero da papa Bonifacio VIII, morì nella fede in Dio e nell'uomo.
    [/quote1239398718]
    ci può essereun nesso con la sua profezia ?


    #123629
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Dove c'è Impregilo, c'è casa… :yesss:

    [youtube=425,344]HeYwr2w5j0Y
    🙁

    In caso di terremoto l'ospedale è l'ultimo edificio a dover crollare. All'Aquila è stato il primo. L'ospedale San Salvatore è inagibile al 90%. Per curare i feriti gravi non si può aspettare. Non sempre si ha il tempo per trasferirli altrove.
    Luca Antonini, cardiologo dell'ospedale dell'Aquila, ha perso la moglie e il figlio sotto le macerie: “L'ospedale è inagibile perchè qualcuno lo ha costruito male, perché qualcuno ci ha lucrato sopra”.
    Gian Michele Calvi, membro Commissione Nazionale Grandi Rischi:”Nell'ospedale ci sono stati danni importanti che… sono inaccettabili soprattutto perchè si ritiene che un ospedale debba non solo non crollare, ma anche garantire la funzionalità nei momenti di emergenza”.
    Chi si attribuisce il merito di aver costruito l'ospedale San Salvatore come è possibile leggere dal suo sito? Impregilo!
    Impregilo è il braccio di cemento armato di ogni governo. E' il monopolista delle Grandi Opere, degli inceneritori, delle autostrade. Gli ex amministratori delegati dell’Impregilo e della Fibe (gruppo Impregilo) sono stati rinviati a giudizio a Napoli per lo scandalo dei rifiuti. Impregilo è ovunque: nella Salerno-Reggio Calabria per la quale ha chiesto un prolungamento di tre anni per la consegna dei lavori. Ha costruito l'inceneritore di Acerra, è nell'alta velocità. E' la società a cui il Governo vuole affidare il Ponte sullo Stretto, le nuove centrali nucleari, la TAV.
    L'Impregilo è specializzata in ospedali. Oltre a quello dell''Aquila ha costruito gli ospedali di Lecco, Modena, Careggi, Poggibonsi, della Versilia, Destra Secchia, Cerignola e Menaggio. Tutti, di sicuro, antisismici. Dove c'è Impregilo c'è casa.

    “Si tratti di costruire un rilevato stradale sui terreni paludosi dell'entroterra africano o una tratta ferroviaria ad alta velocità sull'Appennino italiano, di realizzare un ponte sospeso su un fiume amazzonico o un aeroporto nelle pampas argentine, a qualsiasi altitudine e qualunque sia la conformazione geografica del territorio”. Dal sito di Impregilo.

    “L'applicazione dei più elevati standard, la fornitura delle attrezzature più complete e sofisticate per la cura delle diverse patologie, la realizzazione di strutture secondo i più esigenti parametri di confort ed igiene, fanno di IMPREGILO EDILIZIA e SERVIZI un punto di riferimento nell'ambito dell'edilizia sanitaria. In questo settore la società ha realizzato sia in Italia che all'estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
    In Italia
    Ospedale di Lecco: 137.000 m², 500.000 m³, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
    Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all'avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m², 90.000 m³, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
    Ospedale di Modena: 230.000 m², 445.000 m³, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
    Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
    Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m², 175.000 m³, 200 posti letto.
    Ospedale della Versilia: 80.000 m², 600 posti letto.
    Ospedale Destra Secchia: 28.000 m², 450 posti letto.
    Inoltre, ospedali a L'Aquila, Cerignola e Menaggio.” Dal sito di Impregilo.

    ………………………………………………………………………………………………………..
    http://www.beppegrillo.it/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #123630
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1239445533=cenereo]
    La grande preoccupazione di Bonifacio VIII, era che Celestino V, veniva considerato dal popolo un uomo Santo, e che avrebbe ridato alla Chiesa una veste spirituale. Celestino V, contrapponendosi al Vaticano, avrebbe potuto produrre uno scisma, con serie ripercussioni sul sistema Vaticano-potere assoluto. L'epilogo della vita di Celestino V, si consumò in una piccola cella, della Rocca di Fumone, dove era tenuto prigioniero da papa Bonifacio VIII, morì nella fede in Dio e nell'uomo.
    [/quote1239445533]

    Celestino…S.Francesco…terremoti…

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=342478

    Ed è colpita la basilica di Colle Maggio, la gloria di Celestino V, colui che pensò che essere monaco era più importante che essere Papa.
    L’Aquila mostra i suoi campanili dimezzati, anche quello di San Bernardino, sembra che il terremoto si sia scagliato contro i simboli cattolici con una energia e una potenza di distruzione ancora maggiore di quella che devastò l’Umbria nel 1997 e colpì ad Assisi il San Francesco di Giotto.
    Non è stata notata la coincidenza del terremoto abruzzese con la liturgia della settimana santa, il suo sovrapporsi nella realtà della morte e della distruzione ai simboli liturgici della passione di Cristo.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #123631
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1239446388=brig.zero]

    Dove c'è Impregilo, c'è casa… :yesss:

    [/quote1239446388]

    ma perchè un paese come l'Italia….il paese più amato nel mondo non si fa niente per continuare ad essere amato…

    perchè nessuno si incaxxa… ??????
    ci saranno delle persone pulite e oneste…?????
    ci saranno gli italiani nche amano la loro Patria…?????


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #123632

    lila
    Partecipante

    [quote1239449552=cenereo]
    patrizia mi ha segnalato che la basilica crollata all'Aquila,custodive la spoglie di celestino V,quello della profezia…qualcuno sa qualcosa,può farne un nesso?inoltre Celestino pare che abbia dimoraro come eremita in quelle zone…
    http://www.xbacco.net/docs/celestinov.pdf
    curioso nò?

    ho trovato quest'articolo:
    lunedì 29 ottobre 2007
    Celestino V, un papa scomodo – 1° parte

    Pietro Angeleri, eremita del monte Morrone, venne eletto papa nel conclave di Perugia del 1294, dopo due anni di contese tra i cardinali legati alle potenti famiglie romane. Nello stesso anno, dopo appena cinque mesi di pontificato, Pietro Angeleri, risultò indisponente e indisponibile verso ogni forma di corruzione, (troppo presente in Vaticano), lasciò quindi il Pontificato per tornare alla vita eremitica sul monte Morrone. Fu una scelta dettata dall'incompatibilità tra Celestino V e il Vaticano, la riprova di questo stà anche nello spostamento della sede papale dal Vaticano in Roma, a L'Aquila, nella Basilica di Collemaggio (foto a destra), fatta costruire da papa Celestino V, l'opera probabilmente fu finanziata dall'Ordine dei cavalieri templari. La vera missione, di cui si sentiva investito Celestino V, era fornire ai fedeli, il supporto della fede, in Dio e nell'uomo, per ridare loro la speranza di una vita migliore senza violenze e ingiustizie. Pietro Angeleri credeva nell'amore verso il prossimo e verso il creato, per questo mise in pratica il messaggio di povertà e di rinuncia predicato da Gesù Cristo. Celestino V, visse realmente la vita di Cristo, perseguiva la stessa rivoluzione spirituale, bramava la stessa voglia di giustizia sociale, rincorreva le stesse utopie, per una vita più spirituale e meno materiale, quindi si aspettava il suo stesso martirio. In quel periodo, il divario tra la ricca nobiltà e il popolo di poveri era sempre più ampio e i contrasti ed il malcontento nascevano e morivano nel silenzio delle campagne o tra le montagne, quelle montagne da cui l’eremita Pietro dal Morrone trasse la forza ed il coraggio per contrastare il Vaticano. Celestino V adoperò l’arma migliore, il “perdono”. Nel suo breve ma intenso pontificato Celestino V fece l’atto più giusto e più amorevole che un papa potesse produrre in quegli anni cosi duri e difficili, la “Bolla Celestiniana”. La bolla consentiva il perdono di tutti i peccati, rendendo il perdono accessibile a tutti, ricchi o poveri senza condizioni, tranne quella della confessione. Tutto questo, papa Celestino V, lo concesse sette secoli fa. In quell'epoca il perdono dei peccati non era gratuito, il Vaticano lo concedeva in cambio di certi servizi, come le crociate in Terra Santa e la crociata contro i Catari, altre volte l'indulgenza veniva data per denaro, che poi il Vaticano utilizzava per costruire le chiese o finanziare le molte esigenze del Clero. La grande preoccupazione di Bonifacio VIII, era che Celestino V, veniva considerato dal popolo un uomo Santo, e che avrebbe ridato alla Chiesa una veste spirituale. Celestino V, contrapponendosi al Vaticano, avrebbe potuto produrre uno scisma, con serie ripercussioni sul sistema Vaticano-potere assoluto. L'epilogo della vita di Celestino V, si consumò in una piccola cella, della Rocca di Fumone, dove era tenuto prigioniero da papa Bonifacio VIII, morì nella fede in Dio e nell'uomo.
    [/quote1239449552]

    le spoglie di celestino V sono state trovate intatte e trasferite

    http://www.diggita.it/story.php?title=Ritrovate_intatte_le_spoglie_di_Celestino_V


    #123633

    sev7n
    Partecipante

    I morti che non vi dicono – Telecamera nascosta alla protezione civile

    [youtube=560,340]zz8GuoCjIKo

    http://www.byoblu.com
    Telecamera nascosta alla base operativa della protezione civile a L'Aquila.
    Il vero numero dei morti non si può sapere. Il 90% delle abitazioni del centro storico erano affittate abusivamente. I clandestini rimasti imprigionati sotto le macerie nessuno ha convenienza a denunciarli, quindi nessuno li cerca, nessuno li piange.


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