FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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Questo argomento contiene 1,071 risposte, ha 53 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni, 5 mesi fa.

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  • #124224

    sephir
    Partecipante

    Non so se sia già stata postata, ma mi pare una notiia bellissima…
    come un sorso d'aria limpida e pulita in mezzo ai miasmi che tutti conosciamo…
    grazie a tutti quelli che si impegnano per difendere l'uomo.

    No Bertolaso, casa fai-da-te
    di Anna Volpicelli

    Un gruppo di cittadini di Pescomaggiore si è stufato di aspettare le abitazioni promesse e ha dato il via alla costruzione di un ecovillaggio autogestito. Con un prezzo al metro quadro molto più basso
    (06 luglio 2010)
    No, in quella lista Pescomaggiore non compare. Non c'è traccia del nome di questo piccolo borgo a 10 chilometri da L'Aquila nei 4 decreti legge redatti dalla Protezione civile d'intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e il sindaco del comune dell'Aquila, per l'identificazione delle 19 aree dove collocare il piano C.A.S.E.

    Così contro l'indifferenza, un gruppo di residenti si è organizzato autonomamente: Dario D'Alessandro, Filippo Tronca, Piero Lopez e Antonio Cascio, stanchi di aspettare gli aiuti governativi che non arrivano, e contrari all'idea di lasciare il paese per un albergo, hanno accolto il progetto di Paolo Robazza e Fabrizio Savini della Bag studio mobile di architettura a Roma (www.bagstudiomobile.com) e di Caleb Murray Bureau, specializzato in bioarchitettura, di realizzare a Pescomaggiore il primo villaggio ecologico autogestito.

    Il progetto si chiama Eva (eva.pescomaggiore.org), acronimo di Eco Villaggio Autogestito, e prevede la costruzione di 6 bilocali o trilocali posti su due livelli, realizzati in paglia, legno, materiali ecologici, pannelli fotovoltaici in rispetto delle vigenti norme anti-sismiche e a prezzi ridotti: ogni abitazione, infatti, costa 500 euro al metro quadro. Cifra irrisoria se paragonata ai 2700 euro al metro quadro chiesti per ogni appartamento del Piano C.A.S.E.

    «Da tempo», racconta Dario D'Alessandro, avvocato «avevamo istituito il Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore che aveva come obiettivo la creazione di un network di attività culturali, agricole e artistiche per rilanciare l'immagine del paese. L'emergenza del 6 aprile, invece, ci ha obbligato ad accelerare i tempi e a impegnare le nostre energie nella sua totale ricostruzione».

    Questa, infatti, è una delle frazioni dell'Aquila più colpite dal terremoto. Oggi sono 10 le famiglie che possono ancora vivere nel borgo, gli altri hanno chiesto ospitalità a parenti o si sono trasferiti altrove. «L'esigenza dei ragazzi di non abbandonare la loro terra», spiega Paolo Robazza, architetto «era talmente forte che quando abbiamo proposto loro la nostra idea l'hanno accettata immediatamente. E così Pescomaggiore diventerà il primo esempio italiano a rispondere a tutti i requisiti dell'eco-compatibilità. Dall'emergenza sono scaturite la sostenibilità, la progettazione partecipata e quella di autocostruzione».

    I cantieri sono stati aperti il 17 agosto del 2009 e oggi Piero Lopez, 52 anni, dopo aver trascorso l'inverno in roulotte con la moglie e i genitori ottantenni, ha un luogo sicuro dove vivere. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla solidarietà di tre famiglie aquilane che hanno ceduto in comodato d'uso i terreni, a 100 metri circa dal centro del paese, dove collocare il villaggio. In cambio ai ragazzi è stato chiesto di istituire una realtà “verde” che coinvolgesse l'intera comunità.

    «Il nostro impegno», racconta Filippo Tronca, «è quello di trasformare questa crisi che stiamo attraversando in un'esperienza di condivisione. Dedicheremo uno spazio a un laboratorio che potrà essere utilizzato gratuitamente da tutti gli agricoltori per la loro attività: lavorazione di formaggio, miele e farro. Inoltre, i 4 Gas, gruppi di acquisto solidale, di Bologna, Firenze, Teramo e Roma che collaborano con noi, hanno già prefinanziato l'acquisto di zafferano. La spezia verrà coltivata nei nostri campi e poi venduta».

    Ogni iniziativa qui si basa sull'aiuto di volontari sia italiani sia stranieri. Molti sono architetti, altri invece sono persone “inesperte” che cedono il loro tempo per partecipare a questo esperimento. Come Fernando Iraci, insegnante abruzzese di grafica e comunicazione visiva e falegname o Massimiliano Apostoli, di Trieste, che ha esportato nel territorio aquilano la sua Banca del Tempo: per reclutare disoccupati, studenti, pensionati e chiunque abbia voglia di donare alcune ore della sua giornata per lavorare al progetto Eva.

    Insomma altruismo, solidarietà e spirito comunitario, oltre a una buona dose di ribellione, hanno permesso la realizzazione del primo eco-villaggio italiano etico e low cost. «L'intero progetto», continua Tronca, «è costato 160 mila euro. Una parte, 100 mila euro, l'abbiamo raccolta grazie alle donazioni ricevute, il resto lo abbiamo messo noi. Pescomaggiore è un luogo aperto a tutti, e coloro che contribuiscono economicamente entrano a far parte della Tavola Pesconala: un comitato dove vengono coinvolti nelle decisioni che riguardano la gestione e l'utilizzo di Eva».

    Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/no-bertolaso-casa-fai-da-te/2130327


    #124225
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1279313378=sephir]

    Insomma altruismo, solidarietà e spirito comunitario, oltre a una buona dose di ribellione, hanno permesso la realizzazione del primo eco-villaggio italiano etico e low cost. «L'intero progetto», continua Tronca, «è costato 160 mila euro. Una parte, 100 mila euro, l'abbiamo raccolta grazie alle donazioni ricevute, il resto lo abbiamo messo noi. Pescomaggiore è un luogo aperto a tutti, e coloro che contribuiscono economicamente entrano a far parte della Tavola Pesconala: un comitato dove vengono coinvolti nelle decisioni che riguardano la gestione e l'utilizzo di Eva».

    che notizia stupenda !lol °lov

    Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/no-bertolaso-casa-fai-da-te/2130327
    [/quote1279313378]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124226
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Jovanotti scrive a Bondi: «Dove sono finiti i soldi per L'Aquila?

    ROMA (20 luglio) – Il ministero dei beni culturali trovi il modo di investire subito all'Aquila i soldi raccolti con la vendita del brano Domani, 21/04/2009. Lo chiede dalle pagine del quotidiano La Stampa, Jovanotti, che nei giorni scorsi ha inviato al ministro Bondi una lettera appello – di cui il quotidiano pubblica l'intero testo – firmata da tutti gli artisti del progetto Domani, tra gli altri da Sangiorgi a Baglioni, da Venditti a Zucchero, Morgan, Morandi, Elisa, Giorgia, Pausini.

    «Nessuna volontà polemica», sottolineano i musicisti al ministro, e «nessun tono inquisitorio» ma «la decisa intenzione di ottenere una risposta chiara». Perché in tutto questo tempo, sottolineano, «alle nostre ripetute domande sui tempi e i modi relativi all'utilizzo dei soldi raccolti il suo ministero non ha mai risposto in modo chiaro». Gli artisti ricordano che il ricavato del disco inciso con questo scopo all'indomani del terremoto che sconvolse l'Aquila e l'Abruzzo (fu il più venduto del 2009 e fruttò 1.183.377,35 euro) era stato all'inizio destinato ai lavori di ristrutturazione del conservatorio e del teatro stabile d'Abruzzo. Poi il ministero ha precisato che l'unica destinazione è il Conservatorio, «che però è nella zona rossa», sottolineano Jovanotti e gli altri, «e dunque a tutti è chiaro che chissà quando e se cominceranno i lavori».

    Da qui l'appello: vista la situazione «drammatica in cui versa la popolazione abruzzese, continuano, «crediamo che sarebbe più sensato individuare insieme una destinazione più prossima e tangibile che consenta ai cittadini d'Abruzzo di utilizzare subito queste risorse che, seppur poche e di certo inadeguate alle dimensioni delle loro grandi difficoltà potrebbero almeno contribuire a risolvere qualcosa e soprattutto nell'immediato».

    Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi risponderà in giornata alla lettera appello dei big della canzone. «Jovanotti ha ragione – ha detto il ministro – stiamo già rispondendo alla lettera, che ha contenuti e toni gentili e garbati». Agli artisti, precisa Bondi verrà chiesto di esprimere la loro preferenza su come investire la cifra.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=31121&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124227
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    è un tutto un magna magna e lo è sempre stato


    #124228

    CANERO
    Partecipante

    …articolo pubblicato dal messaggero nel settembre del 1997.


    #124229
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1279966528=CANERO]
    …articolo pubblicato dal messaggero nel settembre del 1997.

    [/quote1279966528]

    ok, mettiamo che la gente non lo sapesse, ma potevano dare retta a Giuliani, bastava questo…
    bastava fare le case a modo…
    bastava….. 🙁 :ummmmm:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124230

    FREESPIRIT
    Partecipante

    Ragazzi, è qualche giorno che cè uno sciame sismico mica da ridere in zona L'AQUILA E SONO SCOSSETTE SEMPRE O QUASI SEMPRE TRA 1,5 E 2,5 GRADI
    quello che mi preoccupa è che ce ne sono moltissime tutto il giorno da alcuni giorni.
    ecco link per chi non lo avesse
    http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremoti_elenco.asp -|-


    #124231
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1280095043=FREESPIRIT]
    Ragazzi, è qualche giorno che cè uno sciame sismico mica da ridere in zona L'AQUILA E SONO SCOSSETTE SEMPRE O QUASI SEMPRE TRA 1,5 E 2,5 GRADI
    quello che mi preoccupa è che ce ne sono moltissime tutto il giorno da alcuni giorni.
    ecco link per chi non lo avesse
    http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremoti_elenco.asp -|-
    [/quote1280095043]
    ma notizie di Giuliani????


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124232

    FREESPIRIT
    Partecipante

    per avere notiziedi Giuliani, bisognerebbe andare sul blog di Claudio Messora ecco link
    http://www.byoblu.com/?tag=/giampaolo+giuliani&lang=it-IT


    #124233
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Berlusconi, ormai in pieno delirio, dà i numeri su L’Aquila
    13 Miliardi disponibili per la Ricostruzione? Lo dimostri nei fatti se ne è capace.

    A L’Aquila non serve né Protezione Civile, né leggi speciali, né alcuna cricca se veramente questi finanziamenti fossero disponibili. E se così non fosse, se in queste parole menzognere ci fosse soltanto una stragegia ben precisa di guidare la Ricostruzione di un’intera città a discapito di ogni legge, gli aquilani e le forze di opposizione (compreso il PD venuto in massa a L’Aquila proprio un giorno prima) resteranno a guardare ancora una volta o avranno la capacità di opporsi a tanta arroganza governativa? E poi, in base o in barba a quale legge si pensa di affidare alla Protezione Civile la Ricostruzione di un’intera città. Ma, statene certi, la cricca attende, e nel frattempo ringrazia…
    Nei fatti, c’è un Presidente del Consiglio che si vanta, beato lui, di essere fra i più inquisiti in Italia, se non nel mondo. Ma è lì tranquillo in Parlamento a farsi le leggi con il contributo di altre decine come lui. Un Parlamento pieno di inquisiti, scandali giornalieri, l’ombra della P3 in ogni angolo. Una legge sulle intercettazioni, che nessuno vuole tranne coloro cui conviene: mafiosi, corruttori, corrotti, criccaioli e simili, la lista è lunga.

    E c’è la Protezione Civile (il Dipartimento, non i volontari), che con la logica dell’emergenza a L’Aquila ha sperperato alla grande il denaro pubblico, lasciando una pesante eredità infrastrutturale e debiti insoluti. Solo ieri il Governo ha promesso a breve i 220 milioni per coprire un buco relativo alla fase di emergenza: per gli albergatori, imprese e le autonome sistemazioni dovute ai terremotati che si sono arrangiati.

    E intanto a L’Aquila ci sono migliaia di sfollati ancora alloggiati alla meglio, vari contributi non pagati perché i Comuni non hanno soldi in cassa, imprese che rischiano il fallimento perché non c’è liquidità per i pagamenti. Una Ricostruzione agli inizi, a causa proprio dei finanziamenti, di mancanza di una legge ad hoc che ne definisca tra l’altro un flusso costante e certo in tempi adeguati, di ordinanze spesso contraddittorie che hanno messo lacci e lacciuoli con il probabile intendo di ritardare la rinascita della città. Non c’è ancora la tanto promessa Zona Franca Urbana, i terremotati hanno già riniziato a ripagare le tasse. E dal 2011 pagheranno anche quelle sospese, senza alcuno sconto come fatto negli altri terremoti. E per risolvere tutto ciò, mentre il Commissario Delegato alla Ricostruzione si chiama Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo, PDL, completamente in sintonia con Berlusconi, quest’ultimo che intende fare?

    Mettere di nuovo L’Aquila, e la Ricostruzione della città, nelle mani del Dipartimento della Protezione Civile, non si capisce in base o in barba a quale legge. E in pieno delirio, e come suo solito, fornisce numeri, assolutamente falsi.

    15 miliardi disponibili per L’Aquila, 13 ancora da spendere per la Ricostruzione!

    Oltre 30.000 persone in case antisismiche (in realtà al 27 luglio 2010 sono 14.376 nelle C.A.S.E. e 6.120 nei M.A.P. di tutti i comuni del cratere)

    Adesso è troppo. E’ ora che L’Aquila, e tutta L’Italia onesta, si ribellino, e che dicano all’unisono: Non se ne può più. Di corrotti, di corruttori, di criccaioli, di menzogne, dell’uso del Parlamento e dell’informazione pubblica per fini personali.

    Con 13 miliardi disponibili, L’Aquila la ricostruiamo in massimo 2 anni. Non è necessario nessun Silvio Berlusconi, nessun Guido Bertolaso, nessun Anemone e Piscicelli. Ci pensiamo noi aquilani, con il contributo di tanti italiani, e con il pieno rispetto delle Leggi e della Costituzione Italiana, per quanto ad alcuni vadano così strette da volerle modificare ad ogni costo.

    La notizia e le dichiarazioni del 28 luglio 2010 di Silvio Berlusconi. «Abbiamo deciso oggi con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come Dipartimento della Protezione Civile la ricostruzione de L’Aquila». Ad annunciarlo è il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Farnesina per la settima conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. Presentando una guida uscita questa mattina che ripercorre i risultati di due anni di governo, il presidente del Consiglio, tra i successi dell’esecutivo cita la tempestività degli interventi dopo il sisma in Abruzzo. «Abbiamo saputo reagire al terremoto -spiega- costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Non è mai stato fatto al mondo a seguito di nessuna catastrofe». «Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo -ricorda il premier- per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo -sottolinea Berlusconi- le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione».

    Fonte: http://www.6aprile.it


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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