FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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  • #124234
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

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    https://www.facebook.com/brig.zero

    #124235
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Il 21 giugno 2010, più di 4000 geofisici hanno firmato una petizione http://www.mi.ingv.it/open_letter/index.php in difesa della Commissione Grandi Rischi che, il 30 marzo 2009, sei giorni prima del terremoto che ha distrutto l'Abruzzo, aveva rassicurato gli aquilani di dormire tranquilli.

    “Anni di ricerche hanno dimostrato che una previsione a breve termine non è possibile” è scritto nella petizione che cita i meriti dei geofisici italiani, le loro accurate mappe del rischio sismico e la necessità di costruzioni antisismiche…
    I delfini si erano allontananti dalla zona dello tsunami nell'Oceano Indiano (27 dicembre 2004) vari giorni prima; i rospi, che s'incontravano tutti i giorni in un laghetto vicino all'epicentro in Abruzzo, lo avevano disertato dieci prima del 6 aprile 2009 e sono poi nello stesso laghetto ricomparsi circa dieci giorni dopo.
    http://www.giulianaconforto.it/Italiano/articoli/Petizione_geofisici.htm


    #124236
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    TERREMOTO/L'AQUILA: FAMILIARI VITTIME CHIEDONO STATO RISARCIMENTO 22 MLN

    (ASCA) – L'Aquila, 19 ago – Gli avvocati aquilani Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci hanno presentato stamane, al Tribunale del capoluogo, un atto di citazione di responsabilita' civile per una somma di 22 milioni e 500 mila euro a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il tutto a seguito delle richieste avanzate da una trentina di famiglie che nel terremoto di un anno fa hanno perso i propri cari e che in qualche modo si ritengono danneggiati dalle dichiarazioni rassicuranti rese in quei giorni da alcuni rappresentanti della Commissione Grandi rischi. In proposito, si terra' il prossimo 10 dicembre l'udienza preliminare per i sette componenti dell'organismo indagati per omicidio colposo: Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce. Secondo le accuse, in occasione della riunione della Commissione, sei giorni prima del terremoto che distrusse L'Aquila, sarebbero state fornite informazioni incomplete, imprecise e contradditorie su natura, cause e pericolosita' dello sciame sismico allora in atto.
    http://www.asca.it/news-TERREMOTO_L_AQUILA__FAMILIARI_VITTIME_CHIEDONO_STATO_RISARCIMENTO_22_MLN-942928-ATT-.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124237
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum
    #124238
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

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    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124239
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/22/news/rifiuti_serie_di_arresti_in_abruzzo_in_manette_l_assessore_alla_sanit-7302745/
    Rifiuti, arrestato assessore Sanità
    Tra gli indagati due senatori Pdl
    Provvedimenti della procura di Pescara nei confronti di Venturoni (Pdl) e dell'imprenditore Di Zio. Avviso di garanzia per i parlamentari Tancredi e Di Stefano, il sindaco di Teramo Brucchi e l'ex assessore Daniela Stati


    #124240
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Non è di terremoto si parla, ma:
    [size=18]Maltempo, a rischio frane il 100% dei Comuni in Calabria
    [code][/code]
    Una radiografia del territorio decisamente sconfortante quella immortalata da Ecosistema Rischio 2010, il rapporto sul rischio idrogeologico dei comuni calabresi realizzato da Legambiente nell’ambito di Operazione Fiumi, campagna di sensibilizzazione e prevenzione organizzata dall’associazione ambientalista in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.
    La Calabria ospita infatti 409 comuni a rischio frane ed alluvioni ovvero il 100% del totale. L’aspetto più preoccupante è la presenza, nel 26% dei casi, di scuole ed ospedali nelle zone rosse del dissesto idrogeologico. Una gestione dello sviluppo urbano scriteriata, quella della gran parte delle amministrazioni comunali, alla luce di un 83% dei comuni con abitazioni edificate in aree golenali, negli alvei dei fiumi piuttosto che in aree a rischio frana.
    Ben il 42% dei comuni ha interi quartieri costruiti in zone a rischio, mentre il 55% presenta, sempre in aree fragili dal punto di vista dell’equilibrio idrogeologico, fabbricati industriali, con tutti i rischi che ne conseguono, in caso di frane ed alluvioni, sia per l’incolumità dei dipendenti che per l’alto potenziale di sversamenti industriali inquinanti, tossici per l’ambiente.
    Ogni giorno, si stima che 185mila persone rischino la vita a causa dei disastri legati alla pericolosità del territorio calabrese. E il quadro appare ancora più sconfortante se si pensa che appena il 58% dei comuni ha predisposto un piano d’emergenza per fronteggiare frane ed alluvioni, il 32% dei quali non lo ha nemmeno aggiornato negli ultimi due anni. Per non parlare dei sistemi di monitoraggio che allertano tempestivamente in caso di rischio frane ed alluvioni, attivati da appena il 22% dei comuni.
    I dati sull’(in)stabilità dei comuni della regione meridionale sono stati presentati questa mattina a Reggio Calabria, nell’ambito di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico Legambiente, di Nuccio Barillà, direttivo nazionale Legambiente, e di Maria Caterina Gattuso, presidente Legambiente Reggio Calabria.
    La Gattuso ha sottolineato l’urgenza per
    Tutti i comuni di dotarsi di piani di protezione civile funzionali, informando ed addestrando i cittadini sui comportamenti da tenere in caso di emergenza, in quanto è l’unico modo per fronteggiare nell’immediato la estrema diffusione della problematica del rischio idrogeologico e quindi per salvaguardare le vite umane esposte. I Comuni devono essere protagonisti di una vera e propria ‘rivoluzione’ sul fronte della prevenzione, le tragedie passate devono rappresentare un monito affinché non se ne possano più consumare.

    Cifre, quelle presentate oggi, talmente allarmanti da giustificare il dirottamento di ogni risorsa in iniziative volte alla messa in sicurezza di case, scuole, ospedali, con opere di riqualificazione del suolo pubblico. E invece? Accade che solo l’11% dei Comuni ha intrapreso una strada virtuosa in questa direzione, appena il 13% le delocalizzazioni volte al trasferimento degli edifici ad uso abitativo che sorgono nelle aree più rischiose, mentre, per le strutture industriali, la delocalizzazione ha interessato un evidentemente insufficiente target del 13% dei Comuni. La maglia nera quest’anno va ai comuni di Fiumara (RC) e San Roberto (RC). I più meritevoli, con otto in pagella, sono invece i comuni di Catanzaro, Melito di Porto Salvo (RC) e Castrolibero (CS).
    Nuccio Barillà attribuisce il maggior rischio di alluvioni alla rottura dell’equilibrio idrogeologico calabrese:
    Se l’acqua esonda a ogni pioggia nel Reggino, come nel Vibonese, la causa non va ricercata nell’abbondanza delle precipitazioni, bensì nella rottura dell’equilibrio idrogeologico del territorio. In Calabria la natura è stata troppo spesso piegata e degradata in favore di operazioni speculative. Con il risultato che quando piove l’acqua non trova più i suoi canali naturali, ma scivola sul cemento e asfalto, o sotto di essi, prendendo velocità e trascinando via ogni cosa incontri.

    Giorgio Zampetti, nel suo intervento, ha spiegato che
    come hanno dimostrato la tragica frana dello scorso febbraio a Maierato (Vv), lo straripamento del torrente San Biagio a Reggio in settembre e ottobre, la drammatica alluvione che ha colpito Tropea nella notte tra lunedì e martedì scorsi e i forti disagi che si ripetono puntuali ad ogni pioggia la Calabria è una regione divenuta estremamente fragile. Bastano ormai semplici temporali a provocare non solo allagamenti ma vere e proprie calamità. Per questo è necessario iniziare ad agire concretamente e utilizzare i fondi a disposizione per interventi efficaci, a partire dalle situazioni di rischio maggiore.

    [Fonte: ASCA]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124241
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    curiosità:

    Il sisma può essere previsto e localizzato

    Hoara spiega:
    Il sisma, come voi lo chiamate, può essere previsto e localizzato prima ancora che si scateni il potenziale Geo-Dinamico anomalo.
    La vostra scienza dovrebbe considerare, seriamente e con strumentalizzazioni idonee, le notevoli variazioni del magnetismo terrestre che si verificano ogni qualvolta si manifestano sollecitazioni scaturenti da scomponimenti della crosta terrestre.
    Tali strumenti installati nelle zone precarie possono percepire, tempo prima che avvenga il sisma, le Direttrici iniziali del potenziale in stato di movimento, sia longitudinale che vorticoso.
    Esiste una correlazione tra flussi centripeti e riflussi centrifughi e sono appunto questi flussi e riflussi che vengono inizialmente destabilizzati con un progressivo Processo Convulsionario.
    Gli animali percepiscono queste anomalie magnetiche che mettono in agitazione le Strutture Psichiche.
    Vi è anche un'accentuata turbolenza atmosferica con una carica elettrostatica particolarmente eccitata, recepibile da chi si trova verso l'epicentro della zona interessata.

    Hoara
    Nicolosi, 20 Dicembre 1980
    http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/800120_1.htm


    #124242
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    ma noi gli animali o torturiamo o gli mangiamo….invece di osservare la loro straordinaria capacità di sopravvivere…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124243
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    RADON CONTENT OF GROUNDWATER AS AN EARTHQUAKE PRECURSOR: EVALUATION OF WORLDWIDE DATA AND PHYSICAL BASIS

    JOURNAL OF GEOPHYSICAL RESEARCH, VOL. 86, NO. B10, PP. 9397-9410, 1981
    doi:10.1029/JB086iB10p09397
    Egill Hauksson

    Department of Geological Sciences and Lamont-Doherty Geological Observatory, Columbia University, Palisades, New York 10964

    The properties of a worldwide data set of 91 radon (222Rn) anomalies (the frequency of occurrence, the precursor time interval, and the distribution of peak amplitudes) are correlated with earthquake data such as the respective magnitude and epicentral distance. These anomalies were reported as precursors to earthquakes in the United States, USSR, China, Japan, and Iceland. Although the data set is incomplete and limited by experimental deficiencies, several consistent patterns emerge. Radon anomalies from different tectonic regions show similar patterns. The radon anomalies occur at greater epicentral distances for earthquakes of the larger magnitude. Anomalies preceding large earthquakes (M ≥ 6) are frequently observed at a distance of 100 to 500 km. These distances are larger than several times the rupture dimensions of the future earthquakes. The time from the onset of an anomaly to the time of the earthquake (the precursor time) increases with magnitude but decreases with distancebetween epicenter and radon station. In addition, radon anomalies are observed more frequently prior to large earthquakes than prior to small ones, indicating that the preparation zone increases in size as magnitude increases. The peak amplitude does not scale with magnitude but forms a consistent pattern with epicentral distance in that the larger the earthquake magnitude, the farther away the largest amplitudes tend to occur.

    Le proprieta di un set di dati su 91 anomalie del radon (frequenza,tempo di precursione e distribuzione delle ampiezze del picco) sono correlate con i dati del terremoto come la magnitudine e la distanza dall'epicentro. Queste anomalie sono riportate come precursori di terremoto negli USA, USSR, Cina, Giappone e Islanda. Benche i dati siano incompleti e limitati da carenze sperimentali, emergono schemi costanti. Le anomalie del radon da diverse regioni mostrano schemi simili. Le anomalie del radon avvengono a grandi distanze dall'epicentro per terremoti di maggior magnitudine. Le anomalie che precedono grandi terremoti (M ≥ 6) sono frequentemente osservate ad una distanza di 100-500km. Queste distanze sono piu grandi di molte volte delle dimensioni di rottura dei futuri terremoti. Il tempo dall'inizio dell'anomalia e quello del terremoto (tempo del precursore) aumenta con la magnitudine ma diminuisce con la distanza tra l'epicentro e la stazione radon. Inoltre le anomalie del radon sono osservate piu frequentemente prima di grandi terremoti rispetto ai piccoli, indicando che la zona di preparazione aumenta di dimensione con l'aumento di magnitudine. L'ampiezza del picco non scala con la magnitudine ma forma uno schema consistente con la distanza dell'epicentro cosi piu grande è la magnitudine del terremoto e piu lontano tende a trovarsi la maggior ampiezza.


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