FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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  • #124294
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1298996701=Richard]
    L’inchiesta nascerebbe da un fascicolo della procura antimafia diNapoli, chemai hanno allentato la presa sui clan dei Casalesi, e riguarda la ricostruzione post-terremoto: agli atti, una serie di telefonate e incontri dimostrerebbero che il clan sarebbe entrato nella ricostruzione dell’Aquila grazie all’aiuto del senatore.
    http://www.giornalettismo.com/archives/115854/terremoto-a-laquila-e-camorra-indagato-un-senatore-del-pdl/
    [/quote1298996701]
    Povera Italia, povere le vittime del terremoto….e stronzi e schifosi quegli altri che ci marciano sopra.…scusate, ma quando ci vuole, ci vuole.!!!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124295

    Anonimo

    L’Aquila, l’evoluzione mensile del terremoto. Febbraio 2011
    Inserito da Patrizio Trapasso – 4 marzo 2011 – 0 Commenti

    ShareNon siamo ancora in grado di prevedere i terremoti, come stima della magnitudo, dell’epicentro e data/orario. Ma a volte ci inviano dei “segnali”, e spesso ci fanno sentire la loro presenza costante. Quindi, monitoriamoli.

    Nel mese di febbraio si registra un aumento del numero di eventi, in confronto ai due mesi precedenti.
    L’elaborazione dei dati è relativa al database Iside dell’INGV, in cui sono presenti tutte le scosse registrate. I valori sono come sempre relativi alla città dell’Aquila, per un raggio di 50 Km.

    Il numero di eventi nel mese di febbraio è pari a 348, (243 e 211 a gennaio e dicembre). Per lo più di bassa intensità, sono stati 21 quelli di magnitudo >= 2.0 (15 e 27 nei mesi precedenti), con un valore massimo rilevato il giorno 2o febbraio, di magnitudo 2.9.

    Quattro gli eventi che nel complesso hanno registrato una magnituto >= 2.5

    Si precisa che dati, immagini e commento sono forniti solo a titolo “informativo” sull’evoluzione in atto. Cliccare sulle immagini per la mappa a più elevata risoluzione.

    In questo articolo è possibile visualizzare tutte le mappe mensili fino a Dicembre 2010.

    http://www.6aprile.it/featured/2011/03/04/l%e2%80%99aquila-l%e2%80%99evoluzione-mensile-del-terremoto-febbraio-2011.html


    #124296
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1299225892=Pier72Mars]
    L’Aquila, l’evoluzione mensile del terremoto.


    Non siamo ancora in grado di prevedere i terremoti
    , come stima della magnitudo, dell’epicentro e data/orario. Ma a volte ci inviano dei “segnali”, e spesso ci fanno sentire la loro presenza costante. Quindi, monitoriamoli.

    [/quote1299225892]
    Ma possibile oggigiorno non ci sia il modo per monitorare i terremoti o altre attività geologiche…
    Non ci credo!!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124297

    Anonimo

    Pdl: interrogazione sui fondi per L'Aquila. Zingaretti chiarisca ai terremotati
    L'Aquila, 4 mar 2011 – “”Inutilizzati i fondi per L'Aquila. I soldi per il sisma restano a Roma” questo il titolo dell'articolo di oggi pubblicato su Libero a firma di Vito Kahlun e che ha scatenato le reazioni di Alfonso Magliocco, dirigente provinciale Pdl e Roberto Santangelo, vice coordinatore comunale Pdl de L’Aquila. “Altro che province sorelle! Al di là della retorica, strombazzata in ogni occasione dal presidente della Provincia di Roma e dall’ormai, per nostra fortuna, ex presidente Pezzopane, i dati che emergono da un interrogazione del consigliere provinciale Marco Scotto Lavina (Pdl) e riportati nel servizio di Vito Kahlun sulle pagine odierne di Libero, sono imbarazzanti”, questa la denuncia in una nota a firma congiunta dei due esponenti del Pdl aquilano.

    “Se quanto affermato dovesse risultare vero ci troveremmo davanti ad un fatto di una gravità inaudita. Dei fondi stanziati dalla Provincia di Roma (500.000 euro) circa la metà (215.000) non sono stati spesi; gran parte dell’altra metà sarebbe stata utilizzata per la ristrutturazione di palazzo Pecci (Carpineto Romano-Rm) e per finanziare un centro di formazione per operatori di Protezione Civile a Vallinfreda (248.000). La macchina della solidarietà nazionale a cui ogni cittadino aquilano è riconoscente ha dimostrato delle zone d’ombra che se non illuminate rischiano di far degenerare ulteriormente la fiducia nelle istituzioni”.

    “Vorremmo ricordare al presidente Zingaretti che L’Aquila non è il set di una fiction! Qui sono morte persone e cadute realmente case e palazzi e il fatto, confermato, che il 50% delle risorse stanziate non sono state, a distanza di due anni, ancora utilizzate dimostra la poca attenzione del Presidente verso chi, ancora oggi, vive una precarietà esistenziale e le mille difficoltà della ricostruzione. Qualora, la metà delle risorse fossero state realmente distratte a favore di altri la vittima di tale comportamento non sarebbe soltanto il popolo aquilano, ma anche tutti i cittadini della provincia di Roma che si sono adoperati in mille modi per darci il proprio sostegno”. E concludono “chiediamo chiarezza sulla destinazione dei fondi e l’immediato utilizzo delle somme inutilizzate per consentirci di proseguire la lunga e difficoltosa strada del ritorno alla normalità”.

    http://www.ilcapoluogo.com/site/News/Politica/Pdl-interrogazione-sui-fondi-per-L-Aquila.-Zingaretti-chiarisca-ai-terremotati-44344


    #124298

    Anonimo

    A questo punto mi domando se sia meglio un sindaco incapace e senza attributi o un commissariamento per un anno.

    L’Aquila, dietro la resa del sindaco il dramma di una città che non riparte
    Massimo Cialente si è dimesso dalla carica di primo cittadino: “Io ho fato un'azione di cuscinetto con tutti”, ha detto nel suo intervento al Consiglio comunale. Ovvero, con il governo, con Berlusconi, Bertolaso, con i cittadini che contestavano, con quelli che credevano alle promesse. Ma la situazione rimane bloccata ancora oggi
    Il sindaco dimissionario dell'Aquila Massimo Cialente
    “Non ho più una maggioranza e neppure un partito su cui poter contare. Né un Consiglio comunale con la voglia di andare avanti”. Parole dure, quelle che accompagnano le dimissioni ufficiali di Massimo Cialente, ormai ex sindaco dell’Aquila. Parole che raccontano come, dietro alla resa del sindaco, si nasconda un dramma nazionale e locale insieme.

    Emergenza abitativa e sociale
    “Io ho fato un’azione di cuscinetto drammatica. Con tutti”, ha detto Cialente nel corso del suo intervento al Consiglio comunale. Ovvero, con il governo, con Silvio Berlusconi, con Guido Bertolaso, con i cittadini che contestavano, con quelli che credevano alle promesse. Ma la situazione rimane drammatica ancora oggi.

    L’emergenza abitativa è irrisolta. Dopo due anni dal terremoto, sono ancora in fase di riparazione le case classificate A, quelle con pochi danni: da dicembre a marzo sono arrivate altre 800 domande per i contributi di riparazione. Sono arrivate solo 2.576 domande per le case E, quelle danneggiate più gravemente, a fronte di circa 15mila edifici che rientrano nella classificazione. E ne sono state approvate solamente 654. Risulta ancora irrisolto persino il nodo cruciale delle macerie: l’ordinanza per chiarire definitivamente le procedure di rimozione è del 18 febbraio 2011, quasi due anni dopo il sisma.

    Oltre 1.200 persone vivono ancora negli alberghi e 269 in caserma (dati del report del Commissario per la ricostruzione, 8 marzo 2011). E i militari controllano ancora la zona rossa, almeno fino al 31 marzo.

    Uno studio dell’Unione europea, condotto fra i terremotati da David Alexander – uno dei massimi esperti in materia di grandi disastri – rileva che, su un campione di 15mila intervistati solo il 65% ha un lavoro. Il 73% lamenta la “totale mancanza di posti di ritrovo per la comunità”, il 43% soffre di disagi psicologici. I casi di depressione sono in aumento e cresce il senso di isolamento ed emarginazione.

    Una città abbandonata
    Come se non bastasse, dopo l’intervento muscolare nei giorni immediatamente successivi al sisma e la magniloquenza del Progetto C.A.S.E. (intervento criticato nello studio di Alexander perché non ha avuto attenzione per gli aspetti sociali del terremoto), lo Stato sembra aver chiuso i rubinetti. Nel documento che la maggioranza del Consiglio comunale ha redatto in segno di solidarietà a Cialente si legge, fra l’altro: “I mancati trasferimenti dal governo e dal ministero delle Finanze per circa 50 milioni di euro e il conseguente ‘buco’ nel bilancio di 32 milioni di euro costituiscono una voragine che rischia di ingoiare il futuro della città e di far precipitare la sua ricostruzione, anche economica e sociale, in un impasse dalle dimensioni drammatiche e fatali”.

    Il commissariamento in vista
    E’ probabile che la richiesta al ministro degli Interni Roberto Maroni di votare il 15 maggio in concomitanza con le altre amministrative non verrà accolta. Così, se Cialente non cambierà idea nei venti giorni che devono trascorrere perché le dimissioni diventino effettive, si profilerebbe un commissariamento del Comune per un anno, ovvero la governance da parte di una struttura non eletta, in un momento decisamente critico.

    D’altra parte, nei due anni che sono trascorsi a partire dal sisma, più che le istituzioni locali ha comandato con potere quasi assoluto la Protezione civile. Come disse l’avvocato Antonio Valentini – la cui denuncia ha portato all’inchiesta sulla Commissione Grandi Rischi – in una delle tante assemblee cittadine che si sono svolte all’Aquila, “un potere assoluto si può esercitare solo a fronte di un vuoto assoluto”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/09/laquila-dietro-la-resa-del-sindaco-il-dramma-di-una-citta-che-non-riparte/96110/


    #124299
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    Paura a Sulmona per una scossa abastanza forte nella notte.
    http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/10/news/terremoto_sulmona-13409748/?ref=HREC1-8

    Io “quel giorno” del forte terremoto ero li a Sulmona, e di li, poco dopo il sisma misi lquesta discussione qui sul forum.
    Credo chegrazie a qesta cosa altrogiornale sia stato il primo sito in Italia a parlarne, escludendo quelli dei quotidiani.


    #124300

    Anonimo

    Ho parlato con diversi colleghi che abitano a sulmona, quasi nessuna l'ha avvertita, forse perchè distante, però dalle parti vicino l'epicentro crfedo che l'abbiano sentita molto bene, vista la bassa profondità.

    Se andiamo a controllare INGV o, ancora meglio ISIDE, si può notare come l'attività intorno all'aquilano sia incrementata nel mese di febbraio e stia confermandosi anche a marzo, non è un segno buono.


    #124301

    deg
    Partecipante

    [color=#0033cc]Paolo Barnard si è svegliato? … Buongiorno[/color] :bay:

    Se lo Stato avesse ancora la propria moneta sovrana ci sarebbero i soldi per ricostruire L’Aquila’ . Stampando semplicemente i miliardi di euro che occorrono e utilizzandoli per pagare cantieri, tecnici e materiali. Come è stato fatto negli Stati Uniti per salvare le banche – ma solo perchè erano le banche – inventando miliardi di dollari dal nulla, premendo un bottone. Cosa che non viene fatto per aiutare i 40 milioni di americani che mangiano una volta al giorno per mancanza di soldi.

    Ma per far questo l'Italia dovrebbe essere davvero un paese sovrano, non come ora uno stato senza moneta, essendo l'euro una moneta senza stato. Un paese asservito dal vero Potere invisibile e discreto, che si arricchisce avendo espropriato la moneta ai popoli per poterli prestare ad usura agli Stati, costringendoli ad indebitarsi e a svendere i beni comuni.

    E si dovrebbe dunque smascherare il grande micidiale inganno che una cricca planetaria di speculatori e finanzieri sta perpetrando da decenni nei confronti degli stati e dell'umanità. Confutare la fandonia secondo cui stampare moneta crea inflazione, e che questo è il male assoluto. Creare moneta significa creare ricchezza, lavoro, benessere, crea cicli virtuosi che conterrebbe l'inflazione.

    E quanto afferma il giornalista Paolo Barnard che ieri (4 marzo) a L'Aquila ha illustrato il suo pensiero economico e politico argomentato, con la consulenza di grandi economisti dissidenti dal pensiero unico, nel suo saggio‘‘Il più grande crimine’’.

    Articolo completo: http://www.abruzzo24ore.tv/news/Barnard-uno-Stato-sovrano-ricostruirebbe-L-Aquila-creando-moneta/22685.htm


    #124302
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Sono d'accordo solo sulla prima parte… ma per gioco forza, una maggiore ricchezza distribuita, crea maggiore disponibilità economica che incentiva l'aumento dei prezzi (basta fare un esperimento con poche persone per capirlo, è un meccanismo umano). I prezzi andrebbero controllati come gli stipendi, ma è ovvio che le elitè perderebbero tanti soldini e questo non va bene (per loro)!!!
    Poi per le banche, la politica, e le grandissime aziende chiudono sempre un occhio… anche perché camminano tutti a braccetto per semplicemente “fregarci” anche le mutande se possono…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #124304

    Anonimo

    Ricostruzione: gonfiavano costi, 7 arresti
    Inserito da Patrizio Trapasso – 14 marzo 2011 – 0 Commenti

    ShareLe Fiamme Gialle di Pescara hanno arrestato il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Torre de’ Passeri, nonche’ due tecnici professionisti che, attraverso la propria attivita’ professionale, hanno attestato false ristrutturazioni ovvero permesso di gonfiare i costi, sottraendo cosi’ risorse pubbliche, destinate proprio alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009, per circa 450 mila euro. Lo riferiscono in una nota le stesse Fiamme Gialle.
    Coinvolti, anche quattro titolari di ditte che avevano operato gli interventi di ricostruzione.
    Le indagini, condotte dai finanzieri di Popoli sotto la direzione del Sostituto Procuratore di Pescara, Gennaro Varone, hanno cosi’ permesso di scoprire macroscopiche irregolarita’ finalizzate ad una spregiudicata distribuzione a pioggia dei fondi stanziati per la ricostruzione.
    Le pratiche per la concessione dei contributi sono state istruite fraudolentemente dai tecnici con la collaborazione delle imprese appaltatrici, mediante, la redazione di documentazione falsa, atta a ”gonfiare” enormemente gli importi dei lavori; il tutto con la connivenza del responsabile dell’Ufficio Tecnico, competente per i controlli e le verifiche sulla ammissibilita’ dei contributi.
    Le Fiamme Gialle hanno scoperto che erano stati preventivati interventi che non sarebbero stati mai eseguiti, ovvero impossibili, in un caso era prevista la demolizione di un massetto in realta’ inesistente od ancora a fronte della pitturazione di una camera era stata montata una impalcatura esterna all’abitazione, od ancora venivano attestati come eseguiti lavori non realizzati.
    Agli arresti domiciliari, disposti con ordinanza del GIP del Tribunale di Pescara, Guido Campli, oltre ai tre professionisti anche quattro imprenditori delle ditte appaltatrici che non hanno esitato a ”gonfiare” le proprie fatture ovvero a dichiarare eseguiti lavori mai realizzati, se non addirittura non previsti. (ASCA)

    http://www.6aprile.it/featured/2011/03/14/ricostruzione-gonfiavano-costi-7-arresti.html


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