FORTE TERREMOTO IN ABRUZZO

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  • #124328
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1301398215=Pier72Mars]
    Rita è una falsa, e quanto successo, con le successive finte spiegazioni, lo dimostra.
    Se gli pseuattori sono pagati profumatamente(300 euro non mi pare poi tanto), figurarsi lei.

    Mi fanno vomitare, hanno lo dignità sotto i tacchi, li metto allo stesso livello di quei bavosi che ridevano delle ns disgrazie
    [/quote1301398215]
    Forse finalmente dopo una figuraccia così palese qualcosa cambierà….
    forse qualcuno avrà un briciolo di coscienza di cominciare a cambiare questo tipo di spazzatura mediatica. Forse :ummmmm:
    Purtroppo questo programma guarda un sacco di persone….naturalmente di un certo livello culturale.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124335

    Anonimo

    Non cambierà nulla, sono 2 anni che hanno cercato di far apparire la falsa ricostruzione come un miracolo.
    Quanti italiani sanno come siamo messi?
    QUanti sanno che il centro è ancora ZONA ROSSA e i militari ci impediscono di entrare nelle NOSTRE CASE?
    Molto è stato fatto, è vero, abbiamo ricevuto la solidarietà di tutti, ma moltissimo c'è ancora da fare, peccato che, come sempre, si evidenzia solo la prima parte e poi passiamo per i piagnucoloni.

    Queste trasmissioni sono spazzatura, come tutto il resto in TV e i loro conduttori.


    #124336
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1301402652=Pier72Mars]
    Non cambierà nulla, sono 2 anni che hanno cercato di far apparire la falsa ricostruzione come un miracolo.
    Quanti italiani sanno come siamo messi?
    QUanti sanno che il centro è ancora ZONA ROSSA e i militari ci impediscono di entrare nelle NOSTRE CASE?
    Molto è stato fatto, è vero, abbiamo ricevuto la solidarietà di tutti, ma moltissimo c'è ancora da fare, peccato che, come sempre, si evidenzia solo la prima parte e poi passiamo per i piagnucoloni.

    Queste trasmissioni sono spazzatura, come tutto il resto in TV e i loro conduttori.

    [/quote1301402652]
    Una volta a qualche trasmissione tv ho visto che la gente si era stufata da questa indifferenza delle autorità ed era andata in centro a fare la pulizia da soli…
    è vero questo?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124337

    Anonimo
    #124338
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    L'Aquila, tenta il suicidio Piscicelli l'imprenditore che rideva dopo il sisma

    Era libero ed è fuori pericolo. In una telefonata con il cognato nella stessa notte del terremoto si scambiano battute pensando agli appalti per la ricostruzione. Alla base del gesto probabilmente le attuali difficoltà economiche
    di GIUSEPPE CAPORALE
    L'AQUILA – Ha tentato il suicidio, due giorni fa, Francesco Maria De Vito Piscicelli. L'imprenditore arrestato lo scorso anno per lo scandalo degli appalti “facili” legati alla Protezione Civile e noto alle cronache per l'intercettazione nella quale rivelava di aver riso al telefono di fronte alla notizia del sisma immaginando nuovi affari sulla ricostruzione (“io ridevo stammatina alle tre e mezza”), ha cercato la morte ingerendo un intero flacone di Tavor. La moglie lo ha ritrovato riverso sulla scrivania del suo ufficio, in via Margutta a Roma. A quel punto la donna ha dato l'allarme. I medici gli hanno salvato la vita con una lavanda gastrica e dopo una notte in osservazione Piscicelli è stato dimesso. Ora è a casa.

    Ma non sarebbero stati tanto i guai giudiziari la causa scatenante del gesto. Il tutto sarebbe legato alle difficoltà economiche che l'azienda di Piscicelli sta attraversando dopo lo scandalo. Lavori al palo e pagamenti bloccati dopo lo scandalo. “Sono molto preoccupato – ammette il suo legale Marcello Melandri – e non tanto per l'aspetto penale in quanto ritengo che le nostre ragioni prevarranno in tribunale. Il processo procede spedito e sono davvero fiducioso”. “Il mio cliente però ha subito un'esposizione mediatica eccessiva, specie con la vicenda della telefonata sul terremoto dove è stato evidentemente frainteso… e vive un grande disagio”.
    continua….
    http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/01/news/piscicelli_suicidio-14348080/


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #124339

    Anonimo

    Se era un poveraccio a provare a suicidarsi, ci sarebbe riuscito a primo colpo!
    Questo bastardo merita di peggio, perchè non viene da noi a darci una mano?
    Perchè, invece di piangere e tentare il suicidio, non ha provato a recuperare un pò di dignità contribuendo alla ricostruzione?

    Ma vada affanculo insieme al caimano e a quel viscido di Bertoladro!


    #124340

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/featured/2011/04/04/6-aprile-2011-napolitano-ce.html

    6 aprile 2011: “Napolitano c’è!”
    Inserito da Patrizio Trapasso – 4 aprile 2011 – 1 Commento

    al Castello ci sarà la bandiera nero-verde

    Il sindaco Massimo Cialente, al termine dei lavori del Consiglio Comunale di oggi, ha annunciato:

    “Ho ricevuto poco fa una telefonata dal Quirinale, che mi ha confermato la presenza a L’Aquila del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che parteciparà alla cerimonia del 6 Aprile 2011 alle ore 12,00 per commemorare insieme a noi le vittime del terremoto del 6 Aprile 2009. Il Capo dello Stato presenzierà alla messa solenne celebrata alle 12 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio dall’arcivescovo metropolita Giuseppe Molinari.

    Bandiera nero verde al Castello per la fiaccolata
    La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo nella serata di domani partecipera’ alla commemorazione delle vittime del sisma.

    Per l’occasione sara’ issata la bandiera nero-verde sul bastione Ovest del Castello cinquecentesco (il bastione detto “dello stendardo” che si affaccia su Viale delle Medaglie d’oro – Fontana Luminosa).

    Il vessillo sara’ illuminato per tutta la notte e rimarra’ issato a ricordo, speranza e stimolo per i cittadini aquilani.


    #124341

    Anonimo

    Mia figlia, che all'epoca del terremoto aveva 5 anni e mezzo, è stata traumatizzata per diversi mesi, si svegliava nel mezzo della notte e urlava che si muoveva il letto!
    leggete l'articolo qui sotto

    http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Terremoto-L-Aquila-a-due-anni-dal-sisma-i-bambini-hanno-ancora-paura

    Terremoto L'Aquila, a due anni dal sisma i bambini hanno ancora paura
    Un bambino su quindici rivive gli attimi drammatici della scossa
    Roma, 4 apr 2011- «A distanza di ben 24 mesi dal terribile sisma che ha distrutto L'Aquila e i paesi limitrofi, un bambino su quindici rivive ancora lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore: tutti disturbi che vanno sotto il nome di Sindrome Postraumatica da Stress». Il dato emerge da uno studio per analizzare con evidenza scientifica quali cicatrici portino dentro di sé i piccoli esposti a catastrofi naturali, a due anni dal terremoto che il 6 aprile 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.

    La ricerca, promossa dall'Ordine dei ministri degli Infermi Camilliani con il coordinamento scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas Italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi, ha interessato 2.000 bambini abruzzesi, 500 di età compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.500 i tra i 6 e i 14 anni.

    E' proprio nella fascia d'età 6-14 anni che si differenzia la risposta al trauma a seconda della maggiore o minore prossimità del bambino all'epicentro del sisma e che si fa consistente il dato legato alla Sindrome Postraumatica da Stress: ad esserne colpito e' ben il 7,1% dei ragazzi, ovvero piu' di 100 su 1.500.

    Ancora più alto il dato relativo all'ansia legata all'evento traumatico, riscontrata nell'11% dei giovani sottoposti allo screening: 165 su 1.500. Seguono i disturbi dell'affettività (7,7%), vale a dire quella serie di problemi legati all'attività emotiva: fragilità d'umore, ipervigilanza, esagerate o alterate risposte al contesto ambientale. Nella fascia 3 -5 anni non sono invece stati rilevati problemi neuropsichiatrici gravi se non – nel 6% dei casi – un disturbo d'ansia di probabile origine non post traumatica. Lo studio rivela quindi che più il bambino è piccolo, minori sono gli esiti del trauma.


    #124342

    Anonimo

    Leggetelo, è interessante, vi farà capire molte cose su come funziona (o meglio n on funziona) la prevenzione in Italia.

    http://www.inabruzzo.com/?p=71673

    Uscimmo fuggendo tra terrore e polvere, e L’Aquila non c’era più

    L’Aquila, o quel che ne rimane – (di Gianfranco Colacito) – PENSIERI SU 729 GIORNI – Fuggire respirando polvere, puzza di gas, sangue, e non trovare più la città. Solo una folla brancolante nel buio di gente terrificata, lamenti, pianti, richiami a voce roca. Auto bloccate, luci a singhiozzo, condutture d’acqua spezzate, soffi grevi di metano, ovunque macerie, volti intirizziti di persone chiuse nelle auto, guaiti di cani, urla di gente straziata sotto le macerie di un vicino palazzo imploso in un secondo. E scosse continue, anche forti, incessanti. Non si cancella una cosa così. Quel pensiero ci inseguirà per sempre, ma almeno noi ci siamo. La maggior parte degli abitanti di quel quartiere sono altrove, persi di vista, emigrati, morti.

    LE SCOSSE – Le scosse del ricorrente terremoto che, storicamente, nel tempo devasta la terra aquilana, erano cominciate nel dicembre 2008. Trascurate, come da chi nasconde la testa nella sabbia. Sempre più frequenti fino al marzo 2009. Qualcuno avrebbe dovuto fare qualcosa. Nessuno fece assolutamente nulla. La protezione civile non esisteva. Non c’erano aree di fuga, zone attrezzate di raccolta. Come non ci sono ora. Non c’erano mai state, nonostante studi e ricerche che dicevano: attenti, c’è aria e rischio di terremoto. Lo dice la storia. Lo dicono gli studi, che le istituzioni avevano sottovalutato e insabbiato. Mezza città era a rischio crollo. Su questo, è pronta una denuncia penale che chiamerà a rispondere molti. E’ in arrivo. Sarà un altro capitolo doloroso, forse straziante.

    MORTI – I morti sono 309, ma chi sa quanti altri se ne sono andati a causa del trauma profondo, delle malattie sopravvenute. Ci inchiniamo di fronte alle bare di tutti. Di fronte ad una città che la politica dichiara viva, sciorinando i costi (14 miliardi, 1,4 già erogati, 11.000 cantieri, e così via), ma che ha qualcosa di irrimediabilmente perduto: se stessa. Uscimmo e non trovammo più L’Aquila. Eravamo centomila orfani del proprio passato, vite spezzate alle 3 e 32.

    OSCURI SEGNI IGNORATI – Marzo 2009, scosse forti. Nessun allarme. Luci sismiche, rombi nel sottosuolo, odori di zolfo e altri misteriosi segni premonitori, che la scienza guarda con sospetto ma comincia a soppesare. Ci furono, giurano in tanti. Li ignorammo. Forse volevamo esorcizzare la paura, e fummo ciechi? O forse si fantasticò. O forse, ancora, di terremoti non ne sappiamo a sufficienza. Neppure in Giappone.

    COMUNITA’ FRANTUMATA – Una comunità cancellata, asportata dal contesto sociale italiano, che a livello di governo reagisce presto e coraggiosamente. Migliaia di fuga, migliaia nelle tendopoli, migliaia sulla costa. Oggi, dopo due anni, ancora 37.000 assistiti. Migliaia in map e case provvisorie, che spesso non funzionano. Autonome sistemazioni per milioni di euro. Miliardi, si dice, pronti per la ricostruzione pesante, che non esiste, al momento. Assolutamente non esiste. Nessun monumento rimesso in piedi, tranne le 99 Cannelle. Nessuna vera progettazione urbana.

    NEPPURE UN’IDEA – Forse neppure un’idea complessiva valida del come e dove riedificare una città che era preziosa, che forse gli aquilani non hanno amato abbastanza. E’ tardi per i rimorsi. Riedificare un pezzo di centro, il corso, cardo e documano. Funzionerà davvero? Un cataclisma l’economia, commercio allo sbando, cassa integrazione. Molti, tanti, che vanno via. Bambini che hanno dimenticato il loro breve passato aquilano e non lo riavranno più, anzi neppure lo vogliono più rammentare. La comunità si sfilaccia, si estingue, bazzica psichiatri e ingoia pillole, ansiolitici, sonniferi. Il tessuto sociale si guasta e peggiora. In tutti, in fondo al cuore, c’è un trauma profondo come le faglie sismiche, e altrettanto inquieto. Dove sarà il barbiere, il sarto, l’idraulico?

    SISMOLOGI PER FORZA – Faglie: tutti hanno imparato a parlarne. Terremoto, scale sismiche, magnitudini, sciami che continuano e sembrano inesauribili. Faglia Paganica-Onna, ipocentro sotto l’area di Roio. La scossa devastante ebbe magnitudine locale 5,8, magnitudine momento 6,3: due misure per dire la stessa cosa, un inferno di energia sprigionato da una terra che lo ha fatto sempre, senza insegnare nulla agli sventurati che brulicano nei palazzi del potere, senza averne padronanza. Solo tornaconto, i più. L’Aquila ha sempre vissuto come una città non sismica,. Danzando sul Titanic battezzato orco. Velandosi il capo per il 1703, con la sola piccola rinuncia al carnevale. Pochi sapevano che le Anime Sante dell’omonima chiesa sono quelle dei morti del 1703, o che Campo di Fossa fu una discarica di cadaveri straziati, un macabro ossario di morti del sisma settecentesco.

    COSTRUIRE BENE – Oggi si ripete fino all’ossessione: costruire bene è l’unica difesa. Per ora, tanto per non sbagliare, non si ri-costruisce nulla. Questo è il secondo anniversario di quel momento in cui perdemmo tutti un pezzo di vita, o tutta la vita. Tante bare di fronte alle quali chinarsi. 100.000 aquilani del centro e dei dintorni lo fanno, sentendo dentro di loro lo strazio di un irrevocabile commiato da ciò che sono stati, da chi sono stati, dal dove sono vissuti. Unica speranza, amara come succo di mandorle, è riflettere. Altre volte la città è risorta. Due, tre volte. Cento volte ha ricevuto la mazzata del terremoto (uno forte almeno ogni 40-50 anni, l’ultimo nel 1959, 5 Richter). Oggi proverà ad esserci di nuovo, frammentata in cento new town e desolanti prospettive periferiche. Ma nessuno dica che il peggio è passato. Il peggio è qui, ci abita dentro.

    CHIESE E MISTERI – Tra le tante chiese, è rovinata al suolo anche quella più misteriosa: Collemaggio. Ha perso il cuore, nel centro del transetto. Dove un raggio di Sole trafiggeva il pavimento il 21 giugno, attraversando il rosone,. Dove gli esoteristi localizzavano il nucleo di energia vitale e rigeneratrice. Dove forse i Templari nascosero qualcosa. Il terremoto ha colpito lì, ferocemente, ha aperto il soffitto e fatto piovere – dopo secoli – la luce tra polvere, macerie, rovine e antiche pietre rotolate scheggiandosi. Un’ascesi, dicono alcuni, verso un nuovo futuro. Per ora, strazianti prospettive di distruzione impacchettata tra acciaio e legno.

    IL GATTO – Ripensiamo al gatto seduto tra le patetiche macerie di quella che fu la casa di tolleranza, in via della Mezzaluna. Elegante, immobile, i grandi occhi fissati su un punto tra gli abiti rimasti appesi, comparsi tra finestre squarciate. Gli egizi dicevano che il gatto vede nel tempo, in misteriosi entanglement senza localismo. Chi sa cosa vedeva quel gatto solitario: un passato di altri terremoti, un futuro enigmatico. O forse solo un topino tra le rovine: saggezza al di là delle ansie umane?

    TERRA AMARA – E’ crudele la terra aquilana, che non dà lavoro e sopravvivenza a tutti i suoi figli, che rifiuta innovazioni e svolte. Si chiude in se stessa, si lascia governare da una cattiva politica litigiosa e alimentata dal fiele. E’ aspra, scabra, sassosa e ricca di acque limpide. Ospita un leviatano che periodicamente si desta e squassa tutto. Qualcuno vi scorse il profilo di Gerusalemme, e, come Gerusalemme, soffre nei secoli, cade e risorge, custodisce tesori, non ama la loquacità e si beffa delle troppe parole dei potenti. Ora stringe i denti, la città, e non sa riposare dopo aver tanto sofferto. Come un malato febbrile e sudato, tormentato da ansie, allucinazioni, inquietudini tenaci come la gramigna. La strappi, tirando le adunche radici, ma è sempre lì, vitalità quasi aliena, tenacia cieca per esserci comunque.

    05 Aprile 2011


    #124343

    perdi
    Partecipante

    [quote1302038324=Pier72Mars]
    Non cambierà nulla, sono 2 anni che hanno cercato di far apparire la falsa ricostruzione come un miracolo.
    Quanti italiani sanno come siamo messi?
    QUanti sanno che il centro è ancora ZONA ROSSA e i militari ci impediscono di entrare nelle NOSTRE CASE?
    Molto è stato fatto, è vero, abbiamo ricevuto la solidarietà di tutti, ma moltissimo c'è ancora da fare, peccato che, come sempre, si evidenzia solo la prima parte e poi passiamo per i piagnucoloni.

    Queste trasmissioni sono spazzatura, come tutto il resto in TV e i loro conduttori.

    [/quote1302038324]

    proprio ieri ne parlavo al telefono , con una ragazzo dell'Aquila …
    stanotte c'è la fiaccolata in memoria di tutte le persone che hanno perso la vita due anni fa …
    E' tutto molto triste … nel mio piccolo , vi sono vicina …


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