Giù le mani dai bambini

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Questo argomento contiene 133 risposte, ha 20 partecipanti, ed è stato aggiornato da Quantico Quantico 8 anni fa.

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  • #59660
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    🙁


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #59661
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Padova, bimbo trascinato dalla polizia. Manganelli: “Profondo rammarico”
    Schifani chiama il capo della polizia: “Chiarimenti urgenti. Quelle immagini hanno provocato indignazione e sgomento”. Fini: “Accaduto inquietante”. Il questore: “Spettacolarizzazione dei familiari della mamma”. Tutti i partiti insorgono e chiedono che il governo riferisca
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/11/bambino-padova-schifani-manganelli-chiarimenti-urgent/379510/


    #59662
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    (ASI) I carabinieri del Nas hanno interrotto un giro d'affari, che coinvolgeva medici e informatori scientifici di tutta Italia, basato sulla somministrazione illegale di farmaci. I medici iscritti nel registro degli indagati sono attualmente 67, tra i farmaci prescritti illegalmente ci sarebbero anche ormoni della crescita destinati a pazienti pediatrici.

    “Bene le operazioni che hanno permesso di eliminare un giro d’affari enorme a scapito della salute dei bambini. Comportamenti di questo tipo vanno condannati e meritano il massimo grado di pena, questi presunti medici infatti andrebbero radiati dall’Ordine professionale e, in attesa della sentenza definitiva, almeno sospesi dall’esercizio della professione”. Così Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

    “Somministrare ormoni ai bambini in cambio di denaro è la negazione assoluta del compito che un medico dovrebbe svolgere – prosegue Longo -, i danni per la salute sono incalcolabili, per questo riteniamo che atteggiamenti di questo tipo non siano giustificabili e anzi vadano segnalati e puniti”.

    Anche Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del malato è intervenuta nella questione. In un comunicato l'associazione annuncia che si costituirà parte civile nel processo: “La corruzione più odiosa è proprio quella che si annida nella sanità”, si legge nel documento. Il quale prosegue: “La vicenda di oggi è doppiamente deplorevole: in un momento di così scarse risorse e di tagli alla sanità, siamo indignati che medici ed aziende farmaceutiche possano agire per il tornaconto personale a discapito della salute dei cittadini inoltre si lucra sulla pelle e sulla salute di bambini che potrebbero aver assunto tali farmaci in misura sconsiderata o non necessaria”.
    http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10844:italia-smascherati-medici-che-somministravano-farmaci-illegali-a-bimbi&catid=16:italia&Itemid=39


    #59663

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/psichiatria_e_bambini.htm

    I lupi circondano la preda: psichiatri prendono sempre più di mira i bambini per “trattarli”
    Tratto da NaturalNews.com di Jon Rappaport – 29 gennaio 2013 A cura del CCDU

    Allen Frances, ai tempi il più famoso e onorato psichiatra in America (2000), disse a Gary Greenberg del Wired Magazine, che “non c'è nessuna definizione di disturbo mentale. Si tratta di stronzate. Voglio dire, semplicemente non lo puoi definire.” Frances, che era stato a capo del comitato psichiatrico che aveva pubblicato il DSM – la bibbia psichiatrica che descrive centinaia di cosiddetti disturbi mentali – ha precisato a Greenberg, che “questi concetti [dei disturbi mentali distinti] sono praticamente impossibili da definire precisamente con netti confini”. In altre parole, secondo il suo autore, il DSM è una finzione.

    In un'intervista a PBS Frontline, dal titolo “L'ADHD esiste?”, il Dr. Russell Barkley, eminente professore di psichiatria e neurologia presso l'Università del Massachusetts Medical Center, ha delineato ancora più chiaramente la frode. L'intervistatore citava alcuni critici secondo i quali non c'è nessun marcatore biologico che stabilisca con un esame del sangue o esami simili che l'ADHD esista, e che nessuno ne conosce la causa.

    BARKLEY ha risposto: “Questo è terribilmente ingenuo, e mostra una gran dose di analfabetismo sulla scienza e sulle professioni di salute mentale. Un disturbo non deve avere un esame del sangue per essere valido. Se così non fosse, dal momento che nessun disturbo mentale può essere rivelato tramite un esame del sangue, tutti i disturbi mentali sarebbero inesistenti” Ebbene si: tutti i 297 disturbi mentali sono delle bufale perché non esiste test di alcun tipo per farne la diagnosi. Stiamo osservando una scienza che non è una scienza. Questa si chiama frode. Una frode a tutti gli effetti.

    I bambini sono un target primario per la diagnosi precoce di disturbi mentali inesistenti. Quest'accanimento sui ragazzini è stato avviato dai recenti episodi di sparatoria scolastica le quali, ironia della sorte, sono principalmente causate dalla sovraprescrizione di psicofarmaci. Questo è un crimine: gli psichiatri hanno fortemente contribuito a creare omicidi.

    Così ora, ogni bambino a scuola che si agiti nel modo sbagliato o che faccia con la cicca un giocattolo con la forma di una pistola, o punti il dito a un amico e dica “Bang”, che se ne stia triste e solo per dieci minuti nel retro della classe in un piovoso martedì o che faccia disegnini quando dovrebbe fare addizioni sul suo quaderno, o indossi abiti strani, o che si arrabbi senza ragione alcuna, o si lamenti perché deve fare un vaccino, o che non giochi bene con gli altri, o commenti ad alta voce sulla Costituzione, o ricordi a un insegnante un piccolo criminale in un film, o abbia un apribottiglie in tasca, o sogni in classe la progettazione di un razzo che porterà gente su marte… può essere inviato da un consulente, che a sua volta farà riferimento a uno psichiatra, il quale farà una sorta di diagnosi preconfezionata (etichettando il bambino per il resto della sua vita e facendogli credere di avere un problema di cervello) e gli prescriverà farmaci come il Ritalin, Adderall, Zoloft, Paxil o Prozac: tutti farmaci che scombussolano il suo sistema di neurotrasmettitori e che – è documentato – possono causare rabbia e comportamenti violenti. Questa è la realtà.

    Così, quando Obama, in risposta al massacro alla scuola elementare Sandy Hook, ha annunciato la sua intenzione di espandere i servizi di salute mentale in tutto il paese, il Presidente dell'Associazione psichiatrica americana, il Dr. Dilip Jeste, ha elogiato questo programma che prevede l'addestramento di altri 5.000 professionisti della salute mentale per servire gli studenti e i giovani adulti: i lupi circondano la preda.

    Ecco alcuni fatti sul Ritalin, che è normalmente considerato un farmaco molto più leggero rispetto a uno qualsiasi degli antidepressivi SSRI (Prozac, Zoloft, Paxil) o dei farmaci somministrati per il cosiddetto disturbo bipolare (valproato, litio).

    Secondo il famosissimo “The Pharmacological Basis of Therapeutics” di Goodman e Gilman, il Ritalin, prodotto dalla Novartis, è un tipo di anfetamina e viene dato a circa 4 milioni di scolari americani per una condizione chiamata disturbo da Deficit di attenzione (ADD), o ADHD (disordine d'iperattività e Deficit di attenzione). L'unica differenza con le comuni anfetamine è legalità. E gli effetti, in parole povere, sono evidenti. Prendi l'anfetamina e dopo un po', prima o poi, inizi a schiantarti. Diventi agitato, irritabile, paranoico, delirante, aggressivo. ADD e ADHD, per i quali non sono mai state trovate diagnosi organiche, sono spacciate come malattie o condizioni che affliggono i giovani, provocando iperattività, rendendoli ingestibili e causandogli problemi di apprendimento. Naturalmente, quando assegni un nome a un disturbo o una sindrome e ancora non hai trovato nessuna singola causa organica dimostrabile per esso, non hai niente di più che un insieme vago di comportamenti con un titolo arbitrario. Ma hai anche una miniera d'oro farmaceutica.

    Il dr. Peter Breggin ha fatto notare come l'interrompere l'assunzione di anfetamine, come il Ritalin, possa causare “depressione, ansia e irritabilità, nonché problemi di sonno, stanchezza e agitazione.” Di conseguenza Breggin avverte che, “l'individuo può diventare suicida come risposta alla depressione”. Nel suo libro “Toxic Psychiatry” Breggin discute la combinazione di farmaci: “La combinazione di antidepressivi [ad es., Prozac o Luvox] e psicostimolanti [ad es., Ritalin] aumenta il rischio di catastrofe cardiovascolare, convulsioni, sedazione, euforia e psicosi. L'astinenza dalla combinazione può provocare una grave reazione che include confusione, instabilità emotiva, agitazione e aggressività”.

    I bambini vengono trattati con questo mix più spesso di quanto si creda, e quando si evidenziano tali effetti come aggressione, psicosi e instabilità emotiva, è ovvio che ne risulti una possibilità molto reale di violenza. Una revisione medica ferma e oggettiva deve dunque essere fatta in tutti i casi di sparatorie nelle scuole, per determinare quanti dei tiratori erano, o erano stati in precedenza, trattati con Ritalin e/o antidepressivi SSRI.

    Nel 1986, The International Journal of the Addictions ha pubblicato una revisione, a opera di Richard Scarnati, dei più importanti studi sul Ritalin. Si chiamava “Un sommario dei pericolosi effetti collaterali del Ritalin (metilfenidato”) [v.21 (7), pp. 837-841], e ne elencava gli effetti collaterali, citando le fonti certe tratte dalla letteratura medica. Eccone alcuni: deliri paranoici, psicosi paranoide, sintomi ipomaniacali e maniacali, psicosi da anfetamina, psicosi tossica, allucinazioni visive e uditive, può superare LSD nel produrre esperienze bizzarre, effetti patologici sui processi di pensiero, effetto terrore, aggressività e insonnia.

    Inoltre,poiché il Ritalin è un farmaco di tipo anfetaminico, occorre aggiungere gli effetti delle amfetamine: dipendenza psichica, rischio di abuso, diminuzione del sonno REM, danno cerebrale, convulsioni e, se usate in congiunzione con antidepressivi, reazioni pericolose, tra cui l'ipertensione, convulsioni, ipotermia.


    #59664

    Anonimo

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/15/crisi-caritas-austerita-non-sta-funzionando-giovani-e-bambini-a-rischio-poverta/500259/

    Crisi, Caritas: “Austerità non funziona” Giovani e bambini a rischio povertà
    In Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna “crescono i rischi sociali, i sistemi sociali vengono messi a dura prova e individui e famiglie vivono in situazione di stress”. Tra le altre misure suggerite ci sono un impiego più “sociale” dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020 politiche ad hoc per la riduzione della povertà infantile e della disoccupazione

    di Lettera22 per il Fatto | 15 febbraio 2013

    La priorità data dalla Ue e dagli Stati membri alle politiche economiche a scapito di quelle sociali durante la crisi in corso, sta avendo un impatto devastante sulle persone, specialmente nei cinque paesi più colpiti dalle politiche di austerità. E’ la conclusione di un rapporto diffuso dalla Caritas europea, intitolato appunto “Impatto della crisi europea”. I paesi presi in esame da quello che si presenta come il primo studio complessivo sul costo sociale delle misure di austerità decise dai governi dei paesi membri dell’Ue, sono Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna.

    “Le misure stanno avendo un impatto forte sulle fasce più deboli”. L’immagine che se ne ricava – dice il comunicato di presentazione – è quella di una Europa “in cui crescono i rischi sociali, i sistemi sociali vengono messi a dura prova e individui e famiglie vivono in situazione di stress”. Il rapporto, inoltre, “contesta fortemente l’attuale discorso ufficiale secondo cui il peggio della crisi è passato”. Dai dati raccolti grazie alla capillare rete della Caritas sul territorio, emerge infatti che non solo le misure di austerità stanno avendo un impatto forte soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione (anziani, giovani, famiglie monoreddito, donne sole) ma anche che settori più ampi della società rischiano di scivolare sotto la soglia di povertà, di fatto aggravando la depressione che le politiche di austerità vorrebbero combattere.

    “La principale conclusione del rapporto – si legge ancora – E’ che le politiche di austerità non stanno funzionando e che dovrebbe essere adottato un approccio differente”, per cercare “una equa via d’uscita dalla crisi”. Per arrivare a questa netta conclusione il rapporto parte dai numeri: la disoccupazione giovanile, che pure la Commissione Europea ha definito “la più urgente emergenza sociale dei nostri tempi” è arrivata al 22,5 per cento, con punte drammatiche oltre il 50 per cento in Grecia (55 per cento al giugno 2012) e Spagna. A peggiorare il quadro, c’è l’ulteriore elemento, messo in evidenza dalla Caritas, che quasi metà della disoccupazione è di “lungo termine” ovvero persone che non trovano un lavoro da più di un anno.

    “Il tasso di rischio di povertà per i bambini arrivato al 26,9 per cento nell’Ue a 27″. In molti paesi dell’Ue, inoltre, la povertà infantile è ormai uno dei campanelli d’allarme più significativi, con il tasso di rischio di povertà per i bambini arrivato al 26,9 per cento nell’Ue a 27. Nei cinque paesi considerati nel rapporto, inoltre, è cresciuto il fenomeno dei working poor, ovvero individui che pur lavorando, non riescono ad arrivare a un reddito sufficiente: la media Ue di questo fenomeno è del 8,7 per cento, mentre nei cinque paesi esaminati dalla Caritas si arriva a un tasso del 18,1 per cento nel 2011, con un aumento di quasi il 2 per cento rispetto al 2010, quando era al 16,3.

    “Spero che questo rapporto non serva solo a fornire informazioni tempestive su una situazione che si sta deteriorando – ha detto Jorge Nuño-Mayer, segretario generale della Caritas Europa – ma che sia anche uno strumento per i decisori europei e nazionali per identificare risposte più appropriate ad affrontare la crisi in corso”. Sean Healy, direttore di Social Justice Ireland, l’organizzazione partner della Caritas che ha condotto lo studio, aggiunge: “Questa ricerca dimostra che le politiche di austerità nei paesi in crisi nella Ue ha avuto un impatto sproporzionatamente alto sui poveri e sulle fasce sociali vulnerabili e nello stesso tempo ha fallito nell’affrontare i drammatici livelli di disoccupazione di cui questi paesi stanno facendo esperienza”.

    Le raccomandazioni: impiego più “sociale” dei fondi strutturali europei. La Caritas, organo pastorale della Cei, non si limita a fare una fotografia dell’esistente. Nella parte finale del rapporto, dedicata alle Raccomandazioni, insiste anche sulla previsione di alcune misure da inserire nelle politiche europee e dei singoli stati membri. Per esempio, tra le politiche suggerite a livello Ue, c’è una Valutazione di Impatto Sociale “che dovrebbe essere parte regolare e stabile delle valutazioni sull’attuazione delle misure di consolidamento fiscale e/o sugli accordi per i prestiti”. Questa Valutazione dovrebbe avere tre caratteristiche: considerare gli effetti cumulativi delle politiche; concentrarsi sulle fase sociali più esposte e indicare politiche per ridurre la diseguaglianza.

    Tra le altre misure suggerite dalla Caritas, ci sono un impiego più “sociale” dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020 (nonostante i tagli al bilancio comunitario decisi dagli Stati); politiche ad hoc e mirate per la riduzione della povertà infantile; politiche ad hoc per la disoccupazione giovanile e di lungo periodo e infine coinvolgere le organizzazioni della società civile europea nel processo e nelle strutture di governance comunitaria, sulla base della Carta della Responsabilità sociale condivisa a cui sta attualmente lavorando il Consiglio d’Europa.

    di Joseph Zarlingo


    #59665

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/additivi_iperattivita.htm

    Additivi alimentari ed iperattività nei bambini
    Marianna Gentile, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina

    … L’iperattività, sia a livello motorio che verbale, oltre alla disattenzione e all’impulsività, rappresenta il terzo sintomo costitutivo della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, ADHD, (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), per la cui diagnosi è necessario che tali segni siano presenti almeno per 6 mesi ed aver fatto la loro comparsa prima dei 7 anni di età.
    In base ai criteri diagnostici sistematizzati nel Diagnostic and Statistical Manual Of Mental Disorders (DSM-III; DSM-IIIR; DSM-IV) e nel Diagnostic and Statistical Manual for Primary Care, Child and Adolescent Version (DSM-PC), la diagnosi di ADHD si basa sulla presenza di ≥ 6 dei 9 sintomi di disattenzione oppure ≥ 6 dei 9 sintomi di iperattività\impulsività.
    Sono inoltre a disposizione varie scale di valutazione dei sintomi dell’ADHD e dei disturbi del comportamento.
    E’ difficile dare una definizione univoca di “iperattività” nei bambini, perché è facile riscontrarne i sintomi in ogni bambino, infatti, ancora oggi non esiste una classificazione specifica e certa del fenomeno come parametri diagnostici esatti ed univoci.

    Per la salvaguardia della salute dei bambini, quindi, risulta di notevole importanza valutare adeguatamente il fenomeno dell’iperattività e/o della disattenzione ai fini di una eventuale diagnosi di ADHD, dal momento che tali segni possono essere spiegati anche con cause non legate alla malattia e che alle cure farmacologiche, previste nel trattamento, è associata una serie di gravissimi effetti avversi.
    E’ noto che l’iperattività può essere conseguenza di carenze nutrizionali, squilibri degli acidi grassi, accumulo di metalli tossici nei tessuti , disfunzioni dei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale legate a carenze amminoacidiche (in paragone ad altri bambini, quelli con deficit d’attenzione possono evidenziare carenza di fenilalanina, tirosina, triptofano, istidina e isoleucina) e ad allergeni o additivi alimentari.

    In particolare, che l’iperattività nei bambini possa essere un’alterazione comportamentale consequenziale ad una reazione ai coloranti ed ai conservanti contenuti in numerosi cibi, di cui i bambini fanno largo uso, è un ipotesi avanzata già a partire dal 1975, dall’allergologo americano Benjamin Feingold, che, conducendo alcune ricerche sull’argomento, dimostrò che i bambini iperattivi, se sottoposti ad una dieta priva di additivi e coloranti alimentari miglioravano sensibilmente il loro comportamento.

    Tale osservazione era stata alla base della restrittiva “dieta Feingold”, divulgata come trattamento per l’ADHD, che prevedeva l’esclusione dalla dieta non solo dei cibi contenenti tali additivi ma anche di aspirina e salicilati naturali.
    Lo studioso aveva infatti rilevato che i salicilati, in alcuni individui, possono causare reazioni allergiche, quali asma ed eczema, e che, eliminando i salicilati dalla loro dieta, si otteneva un cambiamento di comportamento come anche la scomparsa dei sintomi di asma.
    Inoltre, dal momento che molti pazienti allergici ai salicilati reagiscono ad additivi correttivi organolettici (colore, sapore), Feingold postulò che tali sostanze potessero avere un effetto sul comportamento simile a quello dei salicilati nei soggetti sensibili ad essi.

    Dagli anni ’70 ad oggi, sono stati condotti vari studi sui possibili eventi avversi da additivi alimentari , in particolare uno di questi, realizzato nel 2004, nell’Isola di Wight, ha ipotizzato eventi avversi sull’iperattività, per una particolare associazione di additivi valutati attraverso il giudizio dei genitori, in bambini di 3 anni affetti dalla sindrome ADHD.
    Lo studio, commissionato dalla Food Standards Agency (FSA, Agenzia britannica di vigilanza sui cibi) alla Università di Southampton e recentemente pubblicato sulla rivista Lancet, appositamente disegnato al fine di approfondire ed ampliare i dati della metanalisi, stabilisce chiaramente un legame tra alcuni additivi alimentari largamente diffusi in commercio ed iperattività (disattenzione, impulsività, attività superiore alla norma) e deficit dell’attenzione, nei bambini di 3 e 8-9 anni di età, e non solo in quelli affetti dalla sindrome ADHD. Si tratta di alcuni coloranti come il giallo arancio E110 e E104, l’azorubina E122, la artrazina E102, il rosso cocciniglia E124 e il rosso allura E129 ed un conservante, il benzoato di sodio E211 presenti in merendine, bibite, gelati, caramelle, succhi di frutta, chewing-gum, di larga diffusione.

    Ai colori alimentari artificiali ed altri additivi alimentari (AFCA) sono principalmente imputati segni di alterazioni comportamentali quali: attività eccessiva, impulsività, disattenzione ed iperattività, che definisce un quadro comportamentale con sostanziali differenze individuali. I bambini che presentano tali segni, in un ampio range, hanno una buona probabilità di avere diagnosticata una sindrome da deficit dell’attenzione e disturbi da iperattività (ADHD).
    A dispetto dell’insuccesso degli iniziali studi , nell’identificare la serie di eventi avversi proposti, una recente meta-analisi di trial in doppio cieco, placebo controllati, rileva un effetto significativo degli AFCA sul comportamento di bambini con ADHD.

    La questione di cui ci occupiamo, però, non riguarda gli effetti dei singoli additivi sulla salute umana ma l’interazione fra gli stessi ed alcune categorie di soggetti più deboli, in particolare i bambini, anche perché nella genericità dei casi il loro utilizzo viene giustificato da finalità tecniche o strettamente commerciali.
    Infatti, secondo alcuni recenti studi, taluni additivi incrementerebbero i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività in bambini già affetti da ADHD e in generale a tutti quelli nella fascia d’età studiata (metà infanzia).
    Una ricerca in particolare, si è concentrata, sull’associazione tra tartrazina (colorante giallo, E102, aggiunta nelle bevande gassate, nelle caramelle alla frutta, nei budini, nelle minestre confezionate, nel gelati, nei chewing gum, nel marzapane, nelle marmellate, nelle gelatine, nella mostarda, nello yogurt) e i coloranti blu ed ha puntato il dito sulla famosa sindrome ADHD che tanti bambini moderni sembra colpire: gli studiosi hanno messo in stretta relazione l’iperattività con il consumo contemporaneo di questi due coloranti.

    In conclusione i più colpiti sono i bambini, perchè attirati da alimenti colorati con colori sgargianti e dalle consistenze più allettanti. Le lobby alimentari lo sanno bene, infatti sono proprio i bambini sui quali mirano, fregandosene altamente della loro salute. E dietro ad esse , come un'unico meccanismo la big-pharma si sfrega le mani.Boicottate qualsisai cibo industriale, boicottate qualsiasi alimento che contenga qualsiasi additivo, o almeno quelli più pericolosi!!

    Qui una lista dei vari additivi alimentari https://www.facebook.com/note.php?note_id=105536982888168


    #59666

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/case_farmaceutiche_salute_mentale.htm

    Case farmaceutiche dietro gruppi e campagne di sostegno sulla salute mentale
    di Martha Rosenberg ed Evelyn Pringle – fonte CCDU

    Nessuna pubblicità di farmaci o sponsor farmaceutico sul sito Web della Fondazione bipolare per bambini e adolescenti che si è rinominata alla maniera Zen la “Fondazione dell'equilibrio mentale.” (meditation e medication sono la stessa cosa, no?)
    Invece, i visitatori del sito troveranno infidi racconti di bambini salvati dai farmaci bipolari e un elenco delle famiglie dei donatori. Ma secondo il Journal of American Academy of Child e Adolescent Psychiatry gli orientamenti attuali che la Fondazione utilizza per discernere il disturbo bipolare nei bambini e negli adolescenti sono stati finanziati da Abbott, AstraZeneca, Eli Lilly, Foresta, Janssen, Novartis e Pfizer. Oops.

    L'American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, il gruppo che produce il Journal, è anche vista come una possibile organizzazione di facciata per Pharma. La rivista è la stessa in cui è comparso lo “Studio 329” sul Paxil che ha sepolto i rischi di suicidio dell'antidepressivo negli adolescenti. Il procedimento giudiziario proposto dal procuratore generale di New York nel 2004 ha rivelato che la ricerca non era neanche stata scritta dai ventidue medici e ricercatori che elencava, ma (udite udite) dalla ditta di marketing della GlaxoSmithKline. Tutto, incluso informazioni scientifiche e terapeutiche.

    Gli autori delle influenti linee guida del 2007 per l'infanzia del Journal of American Academy of Child & Adolescent Psychiatry secondo il quale “a volte occorre l'uso di farmaci”, pure avevano legami finanziari con Abbott, AstraZeneca, Boehringer-Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Cephalon, Eli Lilly, foresta Labs, GlaxoSmithKline (GSK), diverse divisioni di Johnson & Johnson e dieci altre aziende di farmaci. Nel solo 2012 l'Accademia ha ricevuto 221.000 dollari da Eli Lilly per ricerche e conferenze.
    Nientedimeno.

    “I bambini sono costretti dal personale scolastico a prendere i loro farmaci, ” dice Gwen Olsen, autore di “Confessioni di un Pusher di farmaci”. “Sono costretti dai genitori e dai loro medici a prendere questi farmaci. Così, i bambini sono il tipo di paziente ideale: per 'longevità' e perché l'assunzione del farmaco viene loro imposta”.
    Un altro gruppo ampiamente visualizzato come facciata di Pharma è la Fondazione americana per la prevenzione del suicidio, dedicato a combattere il suicidio causato da carenza dei farmaci che promuove. La prevenzione del suicidio è uno strumento di base del marketing per Pharma. Quello che non dicono è che, nonostante le vendite di antidepressivi siano aumentate del 400% sull'onda delle loro campagne terroriste, i suicidi non solo non accennano a diminuire, ma piuttosto aumentano in proporzione preoccupante: 36.000 morti l'anno.
    Nientedimeno.

    La Fondazione americana per la prevenzione del suicidio ha ricevuto 100.000 dollari da Eli Lilly nel 2011 e 50.000 dollari nel 2012 ed è stata guidata per lungo tempo dallo psichiatra Charles Nemeroff, buttato fuori dalla Emory University dopo che il Congresso ha scoperto versamenti segreti da Pharma alla Emory per almeno 1,2 milioni di dollari. Nientedimeno.

    Secondo la rivista di medicina UIC, nella primavera 2008 Pharma ha dato tra i 10.000 e 24.000 dollari alla Facoltà di Medicina della University of Illinois di Chicago, insieme a GSK, produttrice del Paxil.
    Un altro gruppo incerto è il Consiglio nazionale per l'assistenza sanitaria comportamentale alla comunità, descritto sul suo sito web come “un'associazione senza scopo di lucro che rappresenta 1.300 organizzazioni di salute mentale e trattamento e riabilitazione della dipendenza”. Tuttavia riceve donazioni di almeno mezzo milione di dollari da Pharma. Nel 2010, il Consiglio ha ricevuto 190.000 dollari da Eli Lilly e 500.000 dollari da AstraZeneca. Bel lavoro senza scopo di lucro, se si può dire. Secondo la sua stessa rivista l'anno precedente il gruppo ha ricevuto finanziamenti da AstaZeneca e Bristol-Myers Squibb.

    Nessuna meraviglia che il Consiglio spinga nella sua rivista National Council la “settimana della consapevolezza della malattia mentale, della prevenzione del suicidio” e l'idea redditizia che la dipendenza è “una condizione medica cronica trattabile, simile a diabete o malattie cardiache”. Già.
    Infine, c'è l'American Professional Society of ADHD and Related Disorders (APSARD), la prima organizzazione internazionale con sede negli Stati Uniti a concentrarsi esclusivamente sull'ADHD. “L'APSARD offrirà una gamma di servizi tra cui un sito Web completo, una riunione scientifica annuale, una rivista trimestrale e lo sviluppo di linee guida per affrontare la diagnosi, valutazione e trattamento dell'ADHD per tutta la durata della vita”, questo promette il suo primo comunicato stampa senza menzionare che Eli Lilly finanzierà la newsletter e le conferenze del 2010. Oops.

    Oltre ai fondi da Pharma, molti psichiatri riescono ad arrotondare le proprie entrate prescrivendo farmaci di cui i loro pazienti – adulti e i bambini – potrebbero perfino non avere bisogno. Uno psichiatra che lavori otto ore al giorno facendo terapia della comunicazione “guadagna circa 940 dollari al giorno, 4.700 dollari la settimana e 225.000 dollari all'anno, “osserva un articolo intitolato, “The Industrialized, New-Deal Age of Psychiatry” dello psichiatra Ronald Ricker. Tanta fatica per così poco? “Molto meglio fare ai propri pazienti visite mensili di controllo della durata di 15 minuti – ciascuna pagata circa 90 dollari” dice Ricker. “Moltiplica per una quarantina di pazienti al giorno e aggiungi qualche extra et…voilà l'incasso supera di slancio un milione di dollari all'anno”. Nientedimeno. La pillola dalle uova d'oro è spalleggiata dalla finta malattia e da gruppi di sostegno di pazienti finanziata da Pharma.

    Evelyn Pringle è un giornalista investigativo e un ricercatore farmaceutico.

    Martha Rosenberg è un reporter investigativo che si occupa di salute, e autrice del libro “Born With a Junk Food Deficiency: How Flaks, Quacks and Hacks Pimp The Public Health” (Prometheus Books)


    #59668

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Yemen-pena-di-morte-anche-per-i.html

    Yemen: pena di morte anche per i bambini

    Il 3 dicembre 2012 la diciannovenne Hind Ali Abdu al-Barti venne prelevata dalla sua cella del carcere di Sana'a e freddata da un plotone d'esecuzione. Accusata di omicidio, la ragazza aveva passato quattro anni in prigione. Solo la mattina stessa la famiglia venne informata della fucilazione imminente. Inutilmente, tentò di far pervenire alle autorità un certificato che mostrasse la sua età al momento del crimine: 15 anni.

    Hind, prima della morte, confessò di aver mentito sulla deposizione rilasciata al momento dell'arresto, di fronte alle violenze e alle minacce di stupro dei poliziotti.

    Priyanka Motaparthy, ricercatrice dei diritti del bambino per Human Rights Watch, dichiara al Guardian: “È così evidente che Hind al-Barti era solo una ragazzina quando fu accusata di omicidio, e anche quando fu per lei emendata – e eseguita – la pena capitale”.

    Sempre Human Rights Watch lunedì 4 marzo ha diffuso un rapporto di 30 pagine nel quale descrive la prassi negli interrogatori eseguiti dalle autorità yemenite, che a suon di percosse, minacce e torture estorcono informazioni manipolate ai minori accusati di crimini.

    Dopo Cina, Iran, Arabia Saudita e Iraq, lo Yemen è il quinto paese al mondo per numero di condanne a morte. Solo nel 2011, il governo approvò 47 esecuzioni.

    Negli ultimi 5 anni, sono state emesse quindici condanne per persone sotto i 18 anni. Eppure lo stato mediorientale è tra firmatari della Convenzione dei Diritti del Bambino, che si impegna a salvaguardare i minori rispetto all'applicazione della pena di morte.

    Il ministro dei diritti umani yemenita Hooria Mashhour afferma che tecnicamente lo stato proibisce le esecuzioni capitali verso i minorenni, ma spesso gli accusati non sono in grado di procurare un certificato di nascita che ne garantisca l'immunità: nello stato, solo il 16% delle nascite viene regolarmente registrato.

    “I problemi avvengono durante le procedure, i processi, nei quali il giovane accusato viene trattato come un adulto pienamente responsabile. Quando le decisioni sono state prese e noi, in qualità di Ministero dei Diritti Umani, interveniamo, la magistratura considera le nostre azioni un'interferenza rispetto all'esecuzione del proprio lavoro”.

    Ala Rumaneh, vent'anni, è attualmente rinchiuso nel carcere maschile di al-Hudaydah. Galleggia nell'attesa snervante del braccio della morte per l'accusa di aver ucciso un poliziotto, il quale, secondo quanto racconta, aveva tentato di stuprarlo. Fu costretto a confessare a diciassette anni, e la condanna a morte fu subito emanata. L'evidenza del suo certificato di nascita, che ne attestava l'immunità, venne spudoratamente ignorata.

    Il fratello Mohammed, diciottenne, gli fa visita quotidianamente. E confessa ad al Jazeera: “Sono molto spaventato per Ala. Si sa che la maggior parte delle condanne a morte vengono eseguite”.


    #59669

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/proteggiamo_figli_da_psicofarmaci.htm?bcsi-ac-95bb4efa6a1646c8=204565B800000503OPf05M1rzLq/f2UXz198xjo5wxxTAQAAAwUAAC/1FAAIBwAAYAAAAFAWAwA=

    Proteggiamo i nostri figli dai farmaci psichiatrici!
    Political Outcast di Stephen F. Hotze, M.D. – 22 Febbraio 2013
    Tratto da CCDU

    Le aziende farmaceutiche hanno allargato i loro orizzonti. Non basta che il 30% del reddito complessivo venga dalla dipendenza da antidepressivi delle donne bianche e che il 20% degli adulti assuma un qualche tipo di farmaco psichiatrico. Adesso vogliono allargare trattamenti e farmaci psichiatrici a quanti più bambini possibile.

    Big Pharma ha un unico obiettivo: fare profitti – non importa come. Questo può essere realizzato solo convincendo la gente comune e i medici che la soluzione ai problemi di salute siano i farmaci. Il buon senso ti dice che questo non può essere vero. Nessuno si ammala a causa di una carenza di farmaci nel corpo. In realtà le persone che assumono più farmaci da prescrizione contemporaneamente soffrono di una serie di effetti collaterali che nel migliore dei casi sono semplicemente fastidiosi, ma talvolta debilitanti e addirittura fatali. Purtroppo la stragrande maggioranza degli americani e dei medici se la sono bevuta.

    Gli americani costituiscono appena il 5% della popolazione mondiale, ma assumono oltre il 40% dei farmaci prodotti a livello mondiale. Pensi che i miliardi e miliardi di dollari che le case farmaceutiche spendono in televisione e altre pubblicità abbiano influenzato questo risultato? Quando i vostri bambini tornavano da scuola, voi probabilmente gli avete raccomandato: “Di' “no”alle droghe!” Eppure quando si guarda la televisione, le aziende di farmaci vendono sullo slogan di “Semplice, basta dire 'Sì' ai farmaci.”

    Solo due paesi, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti consentono pubblicità di farmaci alla televisione. La FDA l'ha approvato negli Stati Uniti nel 1999. Da allora le aziende farmaceutiche ci spendono ogni anno quasi 5 miliardi di dollari e l'americano medio vede quasi 16 ore di pubblicità di farmaci all'anno (circa 1920 spot). Un vero e proprio lavaggio del cervello per fargli credere che i farmaci siano la panacea per tutti i problemi, fisici ed emotivi.

    Eri consapevole del fatto che i governi statali e federali stanno lavorando in concerto con le aziende farmaceutiche per promuovere l'uso di psicofarmaci sui bambini? Le aziende farmaceutiche hanno sviluppato i cosiddetti screening (test) di sanità mentale per i bambini. Così se a scuola un bambino viene valutato attraverso di essi e gli viene diagnosticato un disturbo mentale, viene indirizzato da uno psichiatra e introdotto ai farmaci psichiatrici. Questi farmaci sono in realtà anfetamine per il trattamento del cosiddetto disturbo da Deficit di attenzione (ADD) o antidepressivi e farmaci antipsicotici per altri sintomi.

    Indovinate chi escogita questi test di salute mentale e ne promuove l'uso? E sì! Le aziende farmaceutiche e i loro partner psichiatri. Indovinate chi finanzia questi programmi di test nelle scuole? Ovvio! Ancora loro: le aziende farmaceutiche.
    Quasi 9 milioni di bambini in America stanno prendendo psicofarmaci da prescrizione e le compagnie farmaceutiche se la spassano. In realtà gli antidepressivi non sono più efficaci del placebo. L'unica differenza è che il placebo non causerà a te o ai bambini di avere idee o comportamenti suicidi o omicidi come invece hanno dimostrato fare gli antidepressivi. A proposito, gli antidepressivi sono proibiti in Inghilterra e nel Regno Unito per bambini sotto i 18 anni…

    Gli antidepressivi possono creare tutta una serie di sintomi documentati nei bambini e negli adulti: depressione, scoppi di pianto, affaticamento, insonnia, idee suicide, pensieri omicidi, ansia, attacchi di panico, nervosismo e tremore, irritabilità, azioni impulsive, agitazione, confusione, comportamento maniacale, allucinazioni, incubi, distacco emozionale e perdita dei sentimenti. Questi sintomi si sviluppano dopo che è iniziato il trattamento con antidepressivi.
    Naturalmente questo porta lo psichiatra o il medico locale ad aggiungere altri farmaci psichiatrici a regime. Questo manda spesso il paziente fuori di testa, rendendolo incapace di funzionare. Gli antidepressivi creano dipendenza, imitano l'azione della cocaina. I sintomi di cui sopra sono amplificati quando gli antidepressivi vengono interrotti bruscamente. Nessuno dovrebbe smettere antidepressivi o qualsiasi farmaco psichiatrico senza la guida di un medico. Un paziente deve esserne portato fuori molto lentamente, per diversi mesi.

    Leggi l'articolo completo qui: http://politicaloutcast.com/2013/02/protect-your-children-from-psychiatric-medication

    Big Pharma è, però, solo un lato della medaglia. Gli psichiatri, con le loro diagnosi farlocche basate su un libro che classifica i comportamenti umani come malattie, prima conducono gli studi farsacon cui (spesso dietro lauto compenso) dimostrano l'utilità di questi psicofarmaci, poi li reclamizzano nei congressi medici e infine ne sponsorizzano la prescrizione. Gli psichiatri sono la categoria di medici che sono incorsi nel maggior numero di procedimenti disciplinari per conflitti d'interesse – in altre parole, prendevano soldi dall'azienda farmaceutica produttrice per promuovere un dato farmaco in uno studio scientifico o un congresso. D'altra parte, data la soggettività e arbitrarietà delle loro diagnosi, il settore psichiatrico è quello che più di tutti si presta al rischio di sovraprescrizione.


    #59670

    Anonimo

    Ed i radicali italiani hanno una posizione simile…

    Di Maria Chiara Prete

    Proprio l’altro giorno, il 2 Aprile 2013, si è verificato qualcosa di assurdo quanto di inaspettato che è passato troppo presto in secondo, se non in terzo, piano. “I club pedofili hanno il diritto di esistere”, frase che riassume la sentenza shock della Corte d’Appello olandese. Ebbene si, avete letto bene, in Olanda si è dato il via libera alle fondazioni che promuovono la pedofilia nonostante, oltre a foto e testi presenti sul sito web, ci siano alcuni membri che sono stati condannati per reati sessuali. Questo (mis)fatto andrebbe contro i valori del più libertario d’Occidente (l’Olanda) ma, nonostante ciò, i giudici hanno sentenziato che la società olandese è abbastanza “resistente” per affrontare “le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante” della fondazione pro-pedofilia in questione (lo “Stitching Martij”). Sarà la società olandese a dover sottostare a una simile nefandezza e non il club pedofilo ad essere, una volta per tutte, abolito.ali.

    continua…. http://www.nocensura.com/2013/04/olanda-sentenza-shock-i-club-pedofili.html?spref=fb


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