Giù le mani dai bambini

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Questo argomento contiene 133 risposte, ha 20 partecipanti, ed è stato aggiornato da Quantico Quantico 8 anni, 6 mesi fa.

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    Articoli
  • #59600
    elerko
    elerko
    Partecipante

    #59601
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    :cor:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #59602
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Come sempre… Grazie Quantico :salu: :fri:

    Una delle più imperdonabili rivelazioni sui vaccini…

    L’ex direttore di una compagnia farmaceutica, Helen Ratajczak recentemente ha creato una tempesta sul problema vaccino-autismo quando ha pubblicato la sua revisione globale della ricerca sull’autismo. Si tratta di un importante e massiccio studio, per più di un motivo. Un elemento messo in luce, che era riuscito a rimanere nascosto, è l’uso di cellule embrionali da aborti nella produzione dei vaccini.

    CBS News ha recentemente riportato:

    ” Ratajczak afferma che nello stesso tempo in cui i produttori di vaccini hanno ridotto l’uso di thimerosal nella maggioranza dei vaccini (con l’eccezione dei vaccini contro l’influenza usati in USA che ancora ampiamente contengono thimerosal), hanno cominciato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani.

    La Ratajczak dice che attualmente i tessuti umani sono utilizzati in 23 vaccini. Si discute l’aumento di incidenza dell’autismo in corrispondenza dell’introduzione di DNA umano nel vaccino MMR, e suggerisce che le due cose potrebbero essere collegate “.

    Curriculum
    Dott. Massimo Pandiani

    Ha conseguito la Laurea in medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1977. Si è specializzato in Urologia (MCL) nel 1980. Ha conseguito i seguenti attestati negli Stati Uniti:
    Fellow of the International College of Nutrition (La Habra- California) 1982
    Diplomate in Applied Kinesiology by IKAK on 1983 Milano, Dr. D. Leaf
    Master in N.O.T. (Neuro organizational Tecnique) on 1984 Bern, Dr. K. Ferreri
    Master in S.O.T. (Sacro-Occipital-Tecnique) 1985 Omaha, Dr. De Jarnette
    Master in N.E.T. (Neuro Emotional Tecnique) 1986 Chicago, Dr. S. Walker
    Course on Trace Minerals 1989 Boston, Dr. D. Watts
    Course on Trace Minerals 1990 San Diego, Dr. D. Watts
    Diplomate by ACAM for Chelation Therapy 1995, Los Angeles
    Diplomate by IFM in Functional Medicine, Seattle, 1995-1996, Dr. J. Bland
    E’ speaker internazionale di Medicina Biomolecolare e Funzionale, ha pubblicato 7 libri sulla nutrizione e Medicina Funzionale.


    #59603
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    A te grazie mille 🙂


    #59604
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1315239858=Quantico]
    A te grazie mille 🙂
    [/quote1315239858]
    !amazed Grazie, bisogna essere beninformati….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59605
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    Grazie a tutti voi che i vostri figli li ascoltate.


    #59606
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    COMUNICATO STAMPA 16/09/2011

    DENUNCIATO UNO DEI MASSIMI SPONSOR SCIENTIFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI: ERA A LIBRO PAGA DELLE FARMACEUTICHE

    Il New York Times denuncia un clamoroso conflitto di interessi: il Dott Biederman – il più famoso esperto mondiale di psicofarmaci antipsicotici, sul cui lavoro si basano anche le linee guida utilizzate in Europa – costruiva sperimentazioni favorevoli agli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche che lo pagavano. Poma (Giù le Mani dai Bambini): aziende e medici senza scrupoli per aumentare il numero di prescrizioni di psicofarmaci, utilizzati poi anche per l’ADHD (bambini agitati e distratti)”. Roberti di Sarsina (psichiatra, AUSL di Bologna): “questi eventi non sono affatto rari, e influiscono sulle prescrizioni anche in Italia”

    L'autorevole quotidiano americano New York Times ha diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull'efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell'antipsicotico Risperdal, prima ancora di iniziarli. L'esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata – la circostanza che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo. Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso “Concerta”, psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti. Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera mediatica e giudiziaria, anche per non aver saputo spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha tardivamente redatto una lettera di scuse e di assunzione di responsabilità, firmata con altri due colleghi coinvolti nell’inchiesta, che sta circolando in ambiente medico.

    “Siamo di fronte all'ennesimo caso di corruzione e di grave conflitto di interessi – ha commentato Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini®, la più visibile campagna di farmacovigilanza per l'età pediatrica in Italia ( HYPERLINK “http://www.giulemanidaibambini.org” http://www.giulemanidaibambini.org) – con ricerche apparentemente indipendenti sull'efficacia e sicurezza di psicofarmaci per i bambini che erano in realtà studiate a tavolino in collaborazione con i produttori della molecola stessa, cui veniva garantito un risultato positivo, a beneficio delle vendite dello psicofarmaco. Questa vicenda fa riflettere anche e soprattutto se pensiamo a quanti medici quotidianamente – spesso in buona fede – si affidano a studi scientifici come quelli di Biederman per sostenere l'opportunità di terapie a base di psicofarmaci sui minori. La ricerca scientifica non è affatto indipendente – conclude – dobbiamo arrenderci a questa evidenza”.

    Paolo Roberti di Sarsina (Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna) commenta: “Il venir meno della sorveglianza etica da parte di tutti noi ha queste esatte conseguenze: serve più attenzione e vigilanza preventiva da parte degli enti regolatori e dei comitati di bioetica rispetto a questi eventi, che nonostante quello che si possa pensare non sono affatto rari. Biederman ha fatto scuola per noi psichiatri: è desolante scoprire a posteriori su quali elementi non genuini erano costruite queste false certezze – conclude Roberti di Sarsina – sulle quali peraltro si sono basate molte prescrizioni di antipsicotici ai bambini, anche in Italia

    Media relation: +39 337 415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

    Come sempre ringrazio
    Luca Yuri Toselli

    Coordinatore operativo

    Campagna Nazionale “GIU' LE MANI DAI BAMBINI”
    Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
    http://www.giulemanidaibambini.orghttp://www.donttouchthechildren.org


    #59607
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Sempre più indignato! Per fortuna presto finirà questo materialismo farlocco.
    Grazie quantico


    #59608

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/inquinamento_brindisi_neonati_malformati.html

    Inquinamento killer: a Brindisi record di neonati malformati
    Un recente studio condotto dal Cnr di Lecce e Pisa rivela un triste record di malformazioni tra i neonati brindisini. Lo studio non riporta le cause di tali malformazioni ma è forte il sospetto tra la popolazione che il principale responsabile sia l'inquinamento. Sotto accusa il polo industriale.

    di Valentina Valente – 16 Settembre 2011

    Il sospetto è che il responsabile delle malformazioni tra i neonati di Brindisi sia l'inquinamento
    Il primo record la piccola cittadina pugliese se l'era aggiudicato per le emissioni di gas serra: la centrale a carbone dell'Enel “Federico II”, il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con i suoi 15 milioni di tonnellate di Co2 l'anno. Oggi uno studio condotto dall'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e Pisa presso il reparto di Neonatologia dell'Ospedale “A. Perrino” e della ASL di Brindisi, rivela un altro triste record: quello dei neonati affetti da gravi anomalie congenite.

    Tra il 2001 e il 2009, su 7664 neonati, 176 erano affetti da gravi malformazioni. Un dato che supera del 18% quello registrato nel resto d'Europa. Del 67% quello per le anomalie cardiovascolari. Un dato solo parziale, poiché riguardante i neonati, coloro cioè che ce l'hanno fatta a venire alla luce e che non include quindi quelle gravidanze interrotte proprio a causa delle anomalie cardiache complesse che colpiscono i feti prima della nascita. Che sono ben il 50%, secondo il dirigente di neonatologia di Brindisi Enrico Rosati, responsabile dell’Unità semplice di cardiologia fetale e neonatale.

    Lo studio inoltre non riporta le cause di tali malformazioni ma è forte il sospetto tra la popolazione che il principale responsabile sia l'inquinamento, ossia quel mix micidiale di sostanze immesse in aria, acqua e sottosuolo dalle numerose industrie chimiche ed elettriche che affollano l'area produttiva della città.

    A Brindisi infatti si concentra uno degli agglomerati industriali più invasivi ed inquinanti d'Europa: chimica, energia, carbone, petrolio, gas. Non ci si fa mancare proprio nulla. E poi c'è 'lei', la centrale di Brindisi Sud “Federico II”, con il suo triste primato di centrale a carbone più inquinante d'Italia per emissioni di Co2 e non solo. Ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato. E poi cloro, arsenico, mercurio, piombo, nichel e cromo: sono solo alcune delle sostanze normalmente vomitate da una centrale a carbone.

    La centrale di Brindisi Sud “Federico II” ha il primato di centrale a carbone più inquinante d'Italia per emissioni di Co2 e non solo
    Per questo motivo nel 2007 il sindaco Domenico Mennitti aveva dapprima vietato, con un'ordinanza, la coltivazione agricola dei campi limitrofi alla centrale, per poi interdire totalmente la zona a causa dell'elevato tasso di inquinamento dei terreni. Associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini si sono mossi per richiedere alle principali autorità politiche e sanitarie l'avvio di un'indagine epidemiologica per stabilire un'eventuale correlazione tra i veleni emessi dal gigantesco polo chimico-energetico e gli inquietanti dati sanitari emersi.

    “Molti di noi hanno visto parenti e amici ammalarsi e morire. Viviamo nella preoccupazione che ciò possa continuare e colpire i nostri figli” – si legge nelle lettera inviata dalla rete Brindisi Bene Comune alle autorità – “Chiediamo quindi che sia rapidamente effettuata una indagine epidemiologica che dovrebbe essere condotta su popolazioni a rischio per la prossimità a fonti di emissione comparandole con popolazioni a minor rischio perché a maggior distanza dalle stesse fonti.

    Chiediamo che siano ricercate le principali sostanze tossiche e cancerogene, emesse dai processi produttivi delle diverse attività industriali pericolose, nell'aria, nel suolo, nell'acqua, negli alimenti provenienti dalle vicinanze delle predette attività e nel sangue e nelle urine di lavoratori e di cittadini esposti”.

    Già tra 1990 e il 1994 l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva rilevato nel brindisino un'altissima incidenza di mortalità dovuta a tumore polmonare, patologie del sistema linfoematopoietico e linfomi non Hodgkin. Soprattutto nella popolazione maschile, ossia quella maggiormente impiegata nelle lavorazioni industriali.

    Un altro dubbio da sciogliere è infatti quello legato alle numerose morti di lavoratori del petrolchimico: “Chiediamo in relazione alle morti di lavoratori del petrolchimico una rianalisi della coorte lavorativa del petrolchimico di Brindisi, la cui mortalità è stata erroneamente comparata con quella della popolazione generale. La mortalità dei lavoratori del CVM doveva essere comparata con quella dei lavoratori non impegnati sugli impianti. In questo modo si potrà conoscere, come a Venezia, il numero di decessi in più attribuibili a quella lavorazione”.


    #59609
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    E nessuno denuncia niente?
    Incredibile

    grazie pier


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