Grecia aiutiamoli smascherando i nostri media omertosi

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Questo argomento contiene 23 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  pancia37 6 anni, 8 mesi fa.

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  • #95688

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Era l'inizio del 2012

    Riceviamo e Pubblichiamo – Lettera di Nikos dalla Grecia agli Italiani
    Nota di Informare Per Resistere

    Nikos è un cittadino greco che per vari anni ha vissuto e studiato in Italia. Ho letto alcuni suoi commenti su Informare Per Resistere riguardo la questione greca e non ho esitato a mettermi in contatto con lui. Gli ho chiesto di descrivere dal suo punto di vista, il punto di vista di un cittadino greco, cos’è accaduto durante la giornata del 12 febbraio 2012. Quanto segue è ciò che Nikos ha scritto, senza alterazioni se non la correzione di qualche errore di ortografia. Lo stile è il suo, la passione anche, la verità è di tutti. Leggete tutto fino in fondo, perché Nikos parla direttamente al vostro cuore.

    F.A.

    – di Nikos –

    Febbraio è venuto… lasciando un Gennaio di silenzio, tristezza e disperazione per la maggior parte dei Greci. Cosi è ormai dal 2010 ma più che passa il tempo il “tumore” peggiora, più che passa il tempo il buio diventa anche più scuro nella vita di ogni cittadino che vive in questo paese… I problemi in ogni casa sono infiniti. Sogni? Non esistono, solo la domanda “come possiamo sopravvivere?” La risposta? Tutti sotto shock, quindi non esiste! Nei caffè-bar tutti parlano dei politici nostri e FMI, le banche e i loro protettori. Molti ricordano gli eroi dell’epoca del 1821 e del 1940, altri parlano di una nuova resistenza di armi, altri solo ringhiano… Il fattore comune di tutti è che non possono godere la loro vita, nel senso che mangiano solo per avere qualcosa nello stomaco, nessun gusto. Ogni cosa che fai ha metà del gusto che ha. Cerchiamo di trovare situazioni che ci possono fare sorridere… Ma queste più che passa il tempo finiscono. E’ tragedia… quando tutti hanno ragione c’è tragedia dicevano gli antichi greci. E’ così!

    Mese di febbraio, la gente è chiusa a casa cercando di non pensare ai problemi infiniti provocati dalla crisi. Tasse infinite l’una dopo l’altra arrivano nella nostra casa – “se non paghi la tassa ti togliamo la luce”, “lavorare senza essere pagato da 8 mesi o di più”, “dobbiamo firmare la nostra fine lenta per non morire adesso”, sono alcune cose di quelle infinite che girano nella mente di ogni cittadino greco facendolo rimanere a casa e prendere psicofarmaci, farmaci per il suo cuore che ormai fa male ogni giorno… La gente non sa che fare, parlano di resistenza ma sono chiusi a casa, i partiti di oggi non danno fiducia a nessun cittadino (li sappiamo bene ormai, da 30 anni che pensano solo alle loro tasche), corruzione infinita ed asilo per loro da legge. Nessuno li può toccare. I giudici? Parte della loro mafia… mettono gente povera in prigione e quelli grandi pesci sono intoccabili e liberi. Polizia? Cerca di essere più ben armata e non di proteggere i civili. I ricchi? I loro soldi stanno fuori dal paese ormai da tempo. Le multinazionali? Lo stesso i soldi che prendono dai greci vanno all’estero. Ieri sono stato da mia zia. Il 2002 ha presso un mutuo per comprare una casa, il suo stipendio era di circa 1800 euro, lavora al ministero dell’ economia da 25 anni circa, adesso prende 900 e con la nuova legge il suo stipendio andrà più giù e non sa se sarà tra quelli che saranno licenziati, deve essere intervistata da un gruppo di tedeschi specializzati… Ha paura, non può già più pagare la tassa della banca, cerca di spendere poco perché ormai i soldi non bastano. L’ho vista al primo piano del ministero dell’ economia questi giorni con una nera bandiera al balcone, fiera e libera. Le immagini qui nella nostra vita sono dure. Ovunque vivi e quardi trovi persone con tanti problemi e disperazione ma che vogliono combattere per la loro dignità. E’ vero il greco dal 2000 in poi viveva una vita di lusso, erano i giorni del banchiere Papademos che dava i prestiti come le caramelle che dava Harry Truman alla gente in Grecia dopo la 2a guerra mondiale. Speranze di vita false con un’ economia di paese bugiarda del governo “socialista” di Simitis (1996-2004) ed dei suoi amici di Goldman Sacks.

    il resto lo leggete qui

    http://www.informarexresistere.fr/2012/02/16/riceviamo-e-pubblichiamo-lettera-di-nikos-dalla-grecia-agli-italiani/#ixzz1n3WtNJdm

    Ora le cose sono molto peggiori


    #95689
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    quindi vi chiedo:che fare domenica?io non ho seguito e mai seguirò nulla ciò che riguarda politica e similari,ma volevo sapere da voi qualcosa che mi è ovviamente sfuggita eventualmente.Votare per cambiare qualcosa o quello che propongono è la stessa minestra da sempre?in quest'ultimo caso ovviamente non andrei a votare nemmeno sotto tortura…


    #95690

    Xeno
    Partecipante

    [quote1361372136=kingofpop]
    quindi vi chiedo:che fare domenica?io non ho seguito e mai seguirò nulla ciò che riguarda politica e similari,ma volevo sapere da voi qualcosa che mi è ovviamente sfuggita eventualmente.Votare per cambiare qualcosa o quello che propongono è la stessa minestra da sempre?in quest'ultimo caso ovviamente non andrei a votare nemmeno sotto tortura…
    [/quote1361372136]
    Bah, che dire king…il movimento 5s è in un certo senso la presa della bastiglia dei nostri giorni almeno così dovrebbe essere.
    Se non altro qualcosa cambierà.


    #95691
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1361373010=kingofpop]
    quindi vi chiedo:che fare domenica?io non ho seguito e mai seguirò nulla ciò che riguarda politica e similari,ma volevo sapere da voi qualcosa che mi è ovviamente sfuggita eventualmente.Votare per cambiare qualcosa o quello che propongono è la stessa minestra da sempre?in quest'ultimo caso ovviamente non andrei a votare nemmeno sotto tortura…
    [/quote1361373010]
    il punto è che per quanto ne so, meglio decidere di persona a chi dare un voto in più, piuttosto che non votare.


    #95692

    orsoinpiedi
    Partecipante

    [quote1361373374=Xeno]
    Bah, che dire king…il movimento 5s è in un certo senso la presa della bastiglia dei nostri giorni almeno così dovrebbe essere.
    Se non altro qualcosa cambierà.


    [/quote1361373374]

    Concordo in pieno,Xeno.
    Ho 62 anni, ed ora dico BASTA!
    Oramai l'Italia,politica e non, è talmente incancrenita nello status quo,senza morale,senza etica,che è impossibile rimetterla sulla strada giusta senza dover sfasciare tutto.
    Siamo come una casa pericolante dopo un terremoto.Troppo pericoloso cercare di ristrutturare solamente.Va buttata giu!
    La fenice risorgera dalle sue ceneri!Abbiamo le forze,l'inventiva,le capacita per riprenderci,ma prima bisogna preparare il terreno e rirenderlo fecondo.

    https://www.altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?124619.336#post_143928

    http://terraindigena.forumfree.it/?t=65049315#entry527417419

    ciao


    #95693
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    tribunale di Salonicco ha decretato l’ergastolo per l’ex sindaco Vassilis Papageorgopoulos (senza alcuna attenuante) per aver rubato quasi diciotto milioni di euro di fondi comunali. Per la prima volta nella storia della repubblica ellenica un uomo politico è condannato al carcere a vita per un reato simile ed è un verdetto dal valore altamente significativo, perché pronunciata in un momento di crisi. Al popolo sono imposti sacrifici epici, mentre la casta non mostra di aver ben compreso la gravità della situazione, con sacche di privilegi ancora intoccati (come la fondazione della Camera dei Deputati con un costo di 2,5 milioni annui). Tutti concordano nel definire la pronuncia dei giudici come un segnale preciso alla classe politica greca, colpevole negli ultimi tre decenni di non aver vigilato a sufficienza sulla voragine economica che si è aperta nel Paese e che, complice gli sprechi e l’elevatissimo tasso di reati contro la pubblica amministrazione, hanno reso i conti ellenici disastrati.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/01/grecia-ergastolo-per-ex-sindaco-di-salonicco-rubati-18-milioni-da-casse-comunali/517189/


    #95694

    Anonimo

    L’ECONOMIA GRECA È KAPUT (UNO SGUARDO NELL’ABISSO)

    “L’economia greca è finita. L’economia greca è in una grande, grande depressione … Non c’è nessun potere, nessuna forza all’interno dell’economia greca, all’interno della società greca che possa evitarla …. Immaginiamo di essere nell’ Ohio del 1931 e di chiederci: Che possono fare i politici dell’ Ohio, per tirare fuori l’Ohio dalla Grande Depressione? La risposta è niente. ”
    – Yanis Varoufakis – economista greco
    Dopo 5 anni di crescita negativa, una disoccupazione arrivata a livelli da record e tagli selvaggi ai servizi essenziali dei programmi alla base dall’assistenza, la società greca sta cominciando a cedere.
    I diabetici non possono permettersi l’insulina, il numero dei suicidi e l’uso di anti-depressivi ormai è fuori controllo, il tasso di tubercolosi e di HIV è alle stelle, e i pensionati disperati, sono ridotti a cercare un tozzo di cibo frugando nei cestoni della mondezza fuori dai negozi di alimentari, per sfamare se stessi e le loro famiglie. La trasformazione scioccante da nazione moderna a stato in bancarotta non è avvenuta in una notte sola e nemmeno senza una spinta dei burocrati dell’UE e dei potentati finanziari che dettano la politica economica da Bruxelles, Francoforte e Berlino.

    – See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/03/01/leconomia-greca-kaput-uno-sguardo-nellabisso/#sthash.NrUxy2fC.dpuf


    #95695

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/crisi/grecia_ecuador_crisi_soluzioni.html

    Grecia ed Ecuador: due crisi, due soluzioni
    Alcuni anni fa l’Ecuador ha attraversato un crisi del debito analoga a quella in cui si trova oggi la Grecia. Le contromisure adottate all’epoca dal paese sudamericano rappresentano uno spunto determinante per trovare una soluzione anche in Europa.

    di Francesco Bevilacqua – 1 Marzo 2013

    Alcuni anni fa l’Ecuador ha attraversato un crisi del debito analoga a quella in cui si trova oggi la Grecia
    La Grecia e l’Ecuador condividono un’esperienza assai tormentata nell’ostico campo della finanza globale e, soprattutto, delle conseguenze che l’operato delle banche e degli speculatori comporta sulla popolazione. Ciò che differenzia i due paesi è il modo in cui hanno affrontato, o stanno affrontando, questa difficile sfida.

    Grecia ed Ecuador hanno anche un altro elemento in comune. Anzi, una persona. Si tratta dell’economista e politologo belga Eric Toussaint. In che modo Toussaint unisce i destini di questi due paesi? Nel 2007 ha partecipato, in qualità di membro straniero, alla Commissione Presidenziale di Audizione Integrale sul Debito istituita dal Presidente ecuadoriano Rafael Correa appena dopo aver vinto le elezioni di fine 2006. E oggi, come fondatore e presidente del Comitato per l’Abolizione del Debito del Terzo Mondo (CADTM), è impegnato in una volenterosa campagna volta a promuovere un analogo percorso in anche nel paese ellenico.

    L’accademico, membro del consiglio scientifico di Attac France, ha partecipato alla Commissione che fra il 2007 e il 2008 ha analizzato la posizione finanziaria dell’Ecuador e ha fornito al Governo di Correa gli strumenti per rinegoziare il proprio debito, che alla fine del 2006 superava i 10 miliardi di dollari. L’obiettivo fondamentale che ha ispirato il lavoro della Commissione, formata da dodici membri interni, sei esterni e da delegazioni delle istituzioni ecuadoriane, era dimostrare che il debito contratto era illegittimo e, in quanto tale, poteva non essere rimborsato. Tale illegittimità è sancita da tre caratteristiche fondamentali: il debito è stato contratto senza il consenso della nazione, il suo ammontare è stato speso contro gli interessi della nazione, colui che l’ha creato è a conoscenza dei primi due punti.

    Nonostante l’ostracismo di alcuni settori della finanza internazionale e delle lobby nazionali, dopo quattordici mesi di lavoro, seguiti da un processo decisionale governativo durato due mesi, l’Ecuador ha scelto di cancellare il 65% del proprio debito, dichiarandolo illegittimo e sospendendo i pagamenti dei bond. Successivamente, nel giugno del 2011, il paese ha ricomprato la quasi totalità dei propri titoli pagandoli il 35% del loro valore.

    L’Ecuador ha scelto di cancellare il 65% del proprio debito, dichiarandolo illegittimo e sospendendo i pagamenti dei bond
    Questa decisione naturalmente ha comportato una netta rottura con il Fondo Monetario Internazionale, con il sistema bancario privato e, in generale, con i mercati finanziari globali. Al tempo stesso, ha permesso al Governo di Correa di consolidare la situazione socio-economica dell’Ecuador: la spesa sociale è cresciuta fino a raggiungere il 10% del PIL, la percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà è passata dal 37,6% del 2006 al 28,6% del 2011, sempre nel 2011 la sua economia è cresciuta del 7,8% e il debito estero si è ridotto di 4 miliardi di dollari. Oggi il partner finanziario privilegiato del paese sudamericano è la Cina, dalla quale – va detto – Correa ha ricevuto finanziamenti per più di 7 miliardi di euro a un tasso di interesse molto elevato (7,5%).

    Veniamo ora alla Grecia. Come in quasi tutto l’Occidente, anche nel paese ellenico l’indebitamento privato è riconducibile alla disinvoltura con cui le banche hanno concesso prestiti ai cittadini nel corso degli ultimi anni. Contraendo debiti, i greci – come del resto anche noi – hanno vissuto al di sopra della soglia che le loro risorse economiche consentivano e questa pratica distruttiva è stata addirittura incrementata negli anni della crisi dei mutui americana: l’indebitamento privato è passato dagli 80 miliardi di euro del dicembre 2005 ai 160 del luglio 2008. Più di un quarto di esso è in mano a banche private francesi e un’altra buona fetta (circa il 50%) è detenuta da istituti di credito di Germania, Italia e Benelux.

    Anche una parte consistente del debito pubblico – a proposito dell’illegittimità di cui si parlava prima – è stato contratto in maniera discutibile. Una percentuale di esso è un’eredità del regime dei colonnelli, che ha inaugurato una pratica costosa e riprovevole che fa della Grecia il detentore di un triste primato: quello delle spese militari, che nel paese ellenico ammontano al 4% del PIL, il dato più elevato d’Europa. A cavallo fra gli anni novanta e i duemila, un’altra bella botta l’hanno data le Olimpiadi: il loro costo è stato quantificato il 14 miliardi di euro, ma stime ufficiose parlano di cifre anche più elevate. Inoltre, scandali ed episodi di corruzione hanno contribuito in maniera decisiva ad aggravare la situazione.

    Il più clamoroso è il caso Siemens: il colosso tedesco dell’elettronica ha infilato cospicue mazzette nelle tasche di politici e dirigenti statali greci per agevolare l’acquisto di costosi sistemi e attrezzature da impiegare nei settori della sanità, delle telecomunicazioni, della difesa e dei trasporti. Questa situazione ha portato la Grecia al collasso e l’ha resa vulnerabile all’attacco della Troika – Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Banca Mondiale – che, attraverso l’ormai famoso Memorandum, giunto alla terza edizione, sta imponendo durissime misure di austerity al popolo greco. Aumento dell’IVA (passata dal 19 al 21 e quindi al 23%), licenziamento di migliaia di dipendenti pubblici con contratti a termine, riduzione dei sussidi di disoccupazione, abbattimento dei salari del 30% e così via. Si potrebbe proseguire per pagine e pagine.

    L'economista e politologo belga Eric Toussaint
    I due casi sono paragonabili? Come sottolinea anche Touissant, le differenze in realtà sono numerose. La struttura del debito ecuadoriano era non solo più complessa e composta da molti contratti diversi, ma anche più ostica da analizzare, a partire dalla logistica – c’è stato addirittura un caso di trafugamento di importanti documenti del Ministero delle Finanze dalle stanze dei membri della Commissione. Inoltre, le economie dei due paesi sono profondamente diverse.

    L’Ecuador può contare sugli enormi introiti garantiti dall’esportazione del petrolio, settore in cui infatti sono stati posti paletti molto restrittivi per le compagnie private. Naturalmente conta molto anche il contesto geopolitico: se in America Latina i partner con cui percorrere la strada dell’illegittimità del debito sono diversi – non solo Argentina, Venezuela, Bolivia, ma anche soggetti esterni come la Cina –, nel nostro continente l’Unione Europea ha puntato il piede un po’ in tutti i paesi per tenere le porte aperte ai mercati della finanza internazionale e divincolarsi non è facile.

    Tuttavia, al di là delle diversità oggettive, esiste qualcosa di meno tangibile ma altrettanto importante di cui tenere conto. Si tratta, molto semplicemente, dell’atteggiamento culturale nei confronti del sistema economico globale, fondato sull’ultraliberismo, sulla crescita infinita come necessità vitale, sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e umane, sul consumo sfrenato, sul denaro virtuale e sul sistema del debito. Rifiutare questi meccanismi e contrapporre loro un’economia reale che tenga conto prima di tutto del benessere dei cittadini e dell’ambiente è già un passo avanti notevole a cui possono seguire misure concrete capaci di intervenire con efficacia sulla realtà.

    Lo stesso Eric Touissant racconta di un colloquio intercorso fra George Papandreou e Rafael Correa, in cui l’ex Primo Ministro greco ha chiesto al Presidente ecuadoriano un consiglio su come risolvere la crisi, all’epoca ancora in fase di incubazione. Correa gli avrebbe detto che esistevano due misure, una da adottare e una da evitare assolutamente. La prima era l’istituzione di una commissione che analizzasse il debito pubblico e ne decretasse l’eventuale illegittimità. La seconda era la richiesta d’aiuto al Fondo Monetario Internazionale. Purtroppo per i greci, il Governo ellenico ha fatto l’esatto contrario di ciò che consigliava Correa.


    #95696

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Tanto per chiarire il concetto di “Europa”.La Grecia che versa in condizioni estremamente gravi,dove la gente si suicida come mosche,dove per ripararsi dai rigori dell'inverno,per scaldarsi ricorre a tutto il legno che trova,mobili in primis,dove la maggior parte della gente non sa se potra mangiare,ne quando,i maggiori paesi europei,quelli che per posizione economica dovrebbero mostrare solidarieta,pensano invece a far guadagnare la loro industria affamando un paese amico ed alleato.

    Armi alla Grecia da Germania e Francia in cambio degli aiuti

    11 milioni di persone ridotte in schiavitù dall'asse franco-tedesco, i cui sistemi bancari detengono rispettivamente 47,9 e 18,6 miliardi di dollari di debito greco. Le pretese che la troika Bce-Fmi-Ue, per mano del suo fantoccio Papademos, ha fatto approvare sono da bollettino di guerra. Drastica deregulation del mercato del lavoro. Una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito. 150mila lavoratori licenziati, di cui 15mila subito. Taglio netto delle pensioni. Drastica economia di spesa, soprattutto sui farmaci, sugli ospedali e sulle autonomie locali. Vendita delle quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria.

    Fame nera. In cambio di cosa? Di 130 milardi di aiuti e di una rinegoziazione del debito con le banche estere del 70% in meno. Siamo sicuri che siano aiuti? Il debito pubblico greco ammonta a 365,6 miliardi di euro. Con l'abbattimento dei crediti bancari potrebbe scendere a 265. Con i 130 miliardi di prestiti (+ 15 salva banche) correrebbe nuovamente verso i 400. Nuovo debito per dare l'illusione di liberarsi di quello vecchio.

    E intanto i creditori continuano a fare affari. Nel 2012 la spesa militare ellenica ammonterà a 7 miliardi di euro. La gente è disperata ma si dilapideranno 7mila mlioni di euro. A vantaggio di chi? Ma della Merkel e di Sarkozy, naturalmente. Armi vecchie, di seconda mano, in cambio di nuovo debito.

    La Grecia è ormai ridotta ad area periferica di sfruttamento, estrazione e colonizzazione. E indovinate chi si era opposto? Papandreou. Quello che aveva anche osato parlare di referendum. Quello subito rimosso e sostituito dal banchiere della Commissione Trilaterale, amico di Monti, che a sua volta sta facendo più o meno le stesse cose qui da noi.

    Italiani: che aria tira, lì, sul pero? Fa un bel fresco?

    Non vi ricorda niente?I caccia che DEVE comprare l'Italia?Che voi sappiate,abbiamo soldi da buttare?

    FREGATE, SOTTOMARINI E CACCIA
    Quelle pressioni di Merkel e Sarkò per ottenere commesse militari

    CORRIERE DELLA SERA – 13/02/2012 – p.5. I greci sono alla fame, ma hanno gli arsenali bellici pieni. E continuano a comprare armi. Quest'anno bruceranno il tre per cento del Pil (prodotto interno lordo) in spese militari. Solo gli Stati Uniti, in proporzione, si possono permettere tanto. Ma cosa spinge Atene a sperperare montagne di soldi? La paura dei turchi? No, è l'ingordigia della Merkel e di Sarkozy. I due leader europei mettono da mesi il governo greco con le spalle al muro: se volete gli aiuti, se volete rimanere nell'euro, dovete comprare i nostri carri armati e le nostre belle navi da guerra.

    Le pressioni di Berlino sul governo di Atene per vendere armi sono state denunciate nei giorni scorsi da una stampa tedesca allibita per il cinismo della Merkel, che impone tagli e sacrifici ai cittadini ellenici e poi pretende di favorire l'industria bellica della Germania.
    Fino al 2009 i rapporti fra Atene e Berlino andavano a gonfie vele, il governo greco era presieduto da Kostas Karamanlis (centrodestra), grande amico della Merkel. Gli anni di Karamanlis sono stati una vera manna per la Germania. «In quel periodo – ha calcolato una rivista specializzata – i produttori di armi tedeschi hanno guadagnato una fortuna». Una delle commesse di Atene riguardò 170 panzer Leopard, costati 1,7 miliardi di euro, e 223 cannoni dismessi dalla Bundeswehr, la Difesa tedesca.

    Nel 2008 i capi della Nato osservavano meravigliati le pazze spese in armamenti che facevano balzare la Grecia al quinto posto nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Prima di concludere il suo mandato di premier, Karamanlis fece un ultimo regalo ai tedeschi, ordinò 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp. Il successore, George Papandreou, socialista, si è sempre rifiutato di farseli consegnare. Voleva risparmiare una spesa mostruosa. Ma Berlino insisteva. Allora il leader greco ha trovato una scusa per dire no. Ha fatto svolgere una perizia tecnica dai suoi ufficiali della Marina, i quali hanno sentenziato che quei sottomarini non reggono il mare. Ma la verità, ha tuonato il vice di Papandreou, Teodor Pangalos, è che «ci vogliono imporre altre armi, ma noi non ne abbiamo bisogno». Gli ha dato ragione il ministro turco Egemen Bagis che, in un'intervista allo Herald Tribune, ha detto chiaro e tondo: «I sottomarini della Germania e della Francia non servono né ad Atene né ad Ankara».

    Tuttavia, Papandreou, alla disperata ricerca di fondi internazionali, non ha potuto dire di no a tutto. L'estate scorsa il Wall Street Journal rivelava che Berlino e Parigi avevano preteso l'acquisto di armamenti come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia. E così il leader di Atene si è dovuto piegare. A marzo scorso dalla Germania ha ottenuto uno sconto, invece dei 4 sottomarini ne ha acquistati 2 al prezzo di 1,3 miliardi di euro. Ha dovuto prendere anche 223 carri armati Leopard II per 403 milioni di euro, arricchendo l'industria tedesca a spese dei poveri greci. Un guadagno immorale, secondo il leader dei Verdi tedeschi Daniel Cohn-Bendit. Papandreou ha dovuto pagare pegno anche a Sarkozy. Durante una visita a Parigi nel maggio scorso ha firmato un accordo per la fornitura di 6 fregate e 15 elicotteri. Costo: 4 miliardi di euro. Più motovedette per 400 milioni di euro.

    Alla fine la Merkel è riuscita a liberarsi di Papandreou, sostituito dal più docile Papademos. E i programmi militari ripartono: si progetta di acquisire 60 caccia intercettori. I budget sono subito lievitati. Per il 2012 la Grecia prevede una spesa militare superiore ai 7 miliardi di euro, il 18,2 per cento in più rispetto al 2011, il tre per cento del Pil. L'Italia è ferma a meno dello 0,9 per cento del Pil.

    Siccome i pagamenti sono diluiti negli anni, se la Grecia fallisce, addio soldi. Ma un portavoce della Merkel è sicuro che «il governo Papademos rispetterà gli impegni». Chissà se li rispetterà anche il Portogallo, altro Paese con l'acqua alla gola e al quale Germania e Francia stanno imponendo la stessa ricetta: acquisto di armi in cambio di aiuti.

    I produttori di armamenti hanno bisogno del forte sostegno dei governi dei propri Paesi per vendere la loro merce. E i governi fanno pressione sui possibili acquirenti. Così nel mondo le spese militari crescono paurosamente: nel 2011 hanno raggiunto i 1800 miliardi di dollari, il 50 per cento in più rispetto al 2001.
    Marco Nese

    fonte http://www.byoblu.com/post/2012/02/13/Armi…egli-aiuti.aspx

    orso in piedi

    P.s continuiamo a volere questa Europa?


    #95697

    Spiderman
    Partecipante

    Grecia in svendita, l’emiro del Qatar ha comprato nove isole nello Jonio

    I venti di crisi impongono ad Atene di cedere “i gioielli di famiglia”, su cui verranno costruite ville extra lusso destinate ai miliardari del pianeta, tra cui la cantante Madonna e il magnate russo Abramovich

    Potrebbe essere solo l’inizio. Dal Parco dei Principi, dove sgambettano i calciatori del Paris Saint Germain, al tepore delle nove isole Echinadi il passo è breve, soprattutto se si dispone di molto denaro. L’emiro del Qatar, già proprietario del club francese e di alcune altre cose (tra cui gli Harrods di Londra) si aggiudica per poco più di otto milioni di euro l’incantevole arcipelago greco nello jonio, a due passi dalle più note Itaca e Skorpios. I venti di crisi impongono ad Atene di cedere “i gioielli di famiglia”. Una mossa nota già da settembre, quando la notizia era stata confermata dal direttore dell’Ente ellenico per la privatizzazione (Taiped), Andreas Taprantzis, secondo cui per fare cassa il governo di Samaras aveva approntato una lista di 40 tra isole e isolotti disabitati da concedere in affitto a privati o imprese. E per un periodo tra i trenta e i cinquant’anni.

    Dopo qualche mese di serrate trattative e di plastici hollywoodiani già pronti e fatti vedere via mail ad acquirenti vip, ecco la notizia ufficiale con un business che si apre per l’emiro super miliardario. Pare infatti che in quell’arcipelago composto da nove isolette a breve potrebbero partire lavori per costruire esclusive ville per acquirenti di fama mondiale, tra cui si sussurra anche Madonna. Allettata da un paradiso naturale super protetto dove gli ospiti saranno solo rock star e miliardari, gli unici in grado di permettersi un pied a terre dorato nella Grecia stremata dal memorandum. L’emiro in verità aveva tentato in passato il colpo grosso, ovvero aggiudicarsi l’isola di Aristotele Onassis, Skorpios, su cui però pesa il veto economico della nipote Athina, che non intende scendere al di sotto dei 200 milioni di euro nonostante non ami troppo le sue origini (non ha mai imparato il greco) e nonostante sia stata una delle poche greche famose nel mondo a non aver speso nemmeno una parola di solidarietà per la crisi ellenica.

    Il complesso delle Echinades si trova nel tratto di mare di fronte al famoso porto Platygiali ed era balzato agli onori della cronaca qualche giorno fa sulla prestigiosa rivista Business Insider in cui si presentavano le nove isole sotto il titolo: “Possono essere vostre con pochi milioni”. E aggiungendo altri siti per così dire pregiati che potrebbero presto rientrare in questa sorta di campagna mondiale per aiutare l’economia greca, o come la definiscono alcuni, svendita immorale di pezzi del proprio paese. Il riferimento è ad Agios Athanasios a Itea, con prezzi che partono da 1,9 milioni di dollari. O a Modi dopo lo stretto di Corinto, o a Tokmakia al largo di Lesbo, passando per gli otto milioni necessari per aggiudicarsi Sikinos Kardiotissa. Ma l’interesse globale per questi terreni è aumentato dopo l’acquisto della piccola isola di faggio, da parte dell’Emiro del Qatar Khalifa Al Thani.

    Invece a Meganissi (vicino Lefkada) Lord Rothschild ha appena acquistato 2.662 ettari di terreno nella penisola sud-ovest dell’isola, dove costruirà 14 ville extra lusso, che saranno vendute ad alcune delle persone più ricche e famose del pianeta. Interessati ai ‘prodotti’ il principe Carlo, l’attrice Nicole Kidman e il magnate russo Roman Abramovich. Quest’ultimo ha già acquistato alcuni terreni a Corfù. Si stima che in cinque anni il progetto sarà ultimato. Ogni villa sarà pari a mille metri quadrati, costruita su 200 ettari con piscina eliporto e piscina, e sarà venduta per 27 milioni di euro. “Non siamo in vendita e mi dispiace per coloro che alimentano questa vera e propria guerra – commenta amareggiata Katerina Giannaki, membro del Consiglio dei Greci nel mondo – i greci nei momenti più difficili non hanno mai umiliato nessuno, ci servirebbe un reciproco aiuto non una svendita. Anzi, siamo noi che a questo punto chiediamo di essere risarciti per i danni della seconda guerra mondiale, in quanto siamo l’unico paese che non ha ricevuto nulla proprio dalla Germania”.

    [link=http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/05/grecia-in-svendita-lemiro-del-qatar-ha-comprato-nove-isole-nello-jonio/521070/]Link[/link]

    Questa è la loro strategia. Fanno indebitare una nazione fino al collasso, poi arrivano i ricconi (parassiti) e la comprano pezzo pezzo. Questi vogliono mettere le mani sul pianeta!


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