IL DIAVOLO E’ CON NOI

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Questo argomento contiene 106 risposte, ha 17 partecipanti, ed è stato aggiornato da  deg 8 anni, 10 mesi fa.

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  • #46845

    tavani
    Partecipante

    Certo, la lotta è tale quando si crede che essa ci sia.

    Se credi e senti di dover lottare contro qualcuno o qualcosa, dai per certo che quella certa battaglia sia in vigore.

    Questo è un primo tassello da “rivedere”, perchè non si può fornire energia a tutto ciò che ci viene detto e/o imposto in maniera più o meno diretta, ad esempio attraverso la televisione.

    La televisione e i suoi contenuti che possiamo considerare subliminali, lavorano sulla paura individuale in modo da poter controllarne la reazione.

    E lavorano anche sulle certezze individuali, in modo da propinarti il giusto prodotto.

    Ora combattere la televisione sembrerebbe la via giusta da seguire, invece da un piano più alto è conveniente non fornire energie a queste verità, dato che si tratta di verità relative, legate alla realtà “temporanea” o temporale che più non sarà o potrebbe non essere tra 5-10 15 anni ad esempio.

    Se una civiltà è legata ad alcuni parametri, la tecnologia, il sapere, le relazioni, esprimono e sono espressione di quei parametri considerati verità.

    Bisogna anche considerare che la civiltà, atta alla propria sopravvivenza, modifica di continuo questi parametri, che possono risultare caotici ed invisibili.

    Lo scopo delle nostre vite, per chi ne è consapevole, è unire gli opposti dentro di noi, per trasformarli da caos, da contrasti, in armonia.

    “Ama il tuo nemico”, vuol dire questo. Ama il nemico che è dentro di te, perchè ciò che è dentro di te, è anche fuori di te.

    Se dentro di te combatti, fuori c'è combattimento.

    Se dentro di te integri, fuori c'è integrazione.

    Alcuni fenomeni possono perfino verificarsi rapidamente.

    Le dinamiche di massa poi si complicano, ma “aggiustando” un essere umano, poi si “aggiustano” tutti.

    Perchè se non parti da te, chi partirà per Te al posto tuo?

    Nessuno. E le cose non cambieranno mai.


    #46846
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1302183986=deg]
    [color=#990033]Come immaginate voi l' Inferno ?[/color]

    Perchè non riuscite a ribellarvi più a nulla: la “Sindrome di Stanford”

    [/quote1302183986]

    Non so perché ma subito ho pensato a Grillo… Alcuni di voi pensano sia dentro al sistema, ma secondo me è da tenere d'occhio. Non fa altro che lanciare lo stesso messaggio del tuo post: mettetevi l'elmetto e combattete le vostre battaglie reali! Non affidatevi a nessuno, ma combattetele in prima persona. E anche negli spettacoli, c'erano tanti riferimenti all'illusione globale…

    Ho visto buona parte dello “sfidante”, devo finirlo… e non ho ancora visto i video che parlano dell'ego che avete postato… ma mi viene da pensare subito una cosa: ma non è che distruggendo l'ego, otterremo proprio quello schiavismo di chi non fa domande perfetto per il potere centrale!?


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #46847

    deg
    Partecipante

    [quote1302184017=tavani]
    Certo, la lotta è tale quando si crede che essa ci sia.

    Se credi e senti di dover lottare contro qualcuno o qualcosa, dai per certo che quella certa battaglia sia in vigore.

    Questo è un primo tassello da “rivedere”, perchè non si può fornire energia a tutto ciò che ci viene detto e/o imposto in maniera più o meno diretta, ad esempio attraverso la televisione.

    La televisione e i suoi contenuti che possiamo considerare subliminali, lavorano sulla paura individuale in modo da poter controllarne la reazione.

    E lavorano anche sulle certezze individuali, in modo da propinarti il giusto prodotto.

    Ora combattere la televisione sembrerebbe la via giusta da seguire, invece da un piano più alto è conveniente non fornire energie a queste verità, dato che si tratta di verità relative, legate alla realtà “temporanea” o temporale che più non sarà o potrebbe non essere tra 5-10 15 anni ad esempio.

    Se una civiltà è legata ad alcuni parametri, la tecnologia, il sapere, le relazioni, esprimono e sono espressione di quei parametri considerati verità.

    Bisogna anche considerare che la civiltà, atta alla propria sopravvivenza, modifica di continuo questi parametri, che possono risultare caotici ed invisibili.

    Lo scopo delle nostre vite, per chi ne è consapevole, è unire gli opposti dentro di noi, per trasformarli da caos, da contrasti, in armonia.

    “Ama il tuo nemico”, vuol dire questo. Ama il nemico che è dentro di te, perchè ciò che è dentro di te, è anche fuori di te.

    Se dentro di te combatti, fuori c'è combattimento.

    Se dentro di te integri, fuori c'è integrazione.

    Alcuni fenomeni possono perfino verificarsi rapidamente.

    Le dinamiche di massa poi si complicano, ma “aggiustando” un essere umano, poi si “aggiustano” tutti.

    [color=#0033cc]Perchè se non parti da te, chi partirà per Te al posto tuo?

    Nessuno. E le cose non cambieranno mai.[/color]

    [/quote1302184017]
    🙂


    #46848

    Anonimo

    [quote1302183986=deg]
    [color=#990033]Come immaginate voi l' Inferno ?[/color]
    [/quote1302183986]
    L'inferno interiore è non aver osato ammettere di non sapere.

    [quote1302193166=InneresAuge]
    ma non è che distruggendo l'ego, otterremo proprio quello schiavismo di chi non fa domande perfetto per il potere centrale!?
    [/quote1302193166]
    Nemmeno è possibile distruggere il non essere prima di Essere.


    #46849

    deg
    Partecipante

    [quote1302195387=♫nessuno♫]
    [quote1302183986=deg]
    [color=#990033]Come immaginate voi l' Inferno ?[/color]
    [/quote1302183986]
    L'inferno interiore è non aver osato ammettere di non sapere.

    [/quote1302195387]

    Diciamo che ammetterlo è un buon inizio per uscire dall'inferno interiore, niente di più..
    E' una condizione necessaria ma non sufficiente.
    Una volta che sai di non sapere, devi pure cominciare a imparare…
    E imparare non significa accumulare dati…. :vir:


    #46850

    Anonimo

    [quote1302195978=prixi]

    … quindi per te Conte, come vedi il dopo morte ?
    [/quote1302195978]
    Qualcuno disse che la morte non esiste – quindi non ci sarebbe “un dopo” ma un continuum eterno…

    Qualcun'altro disse che dopo la morte ognuno sceglie dove vuole andare, e sarà il luogo o condizione d'essere che vibra alla stessa frequenza della coscienza che lui è… dunque gli uomini gioiosi vanno nel luogo della gioia eterna, gli uomini tristi o negativi in un luogo infinitamente o esageratamente triste, mentre gli uomini criminali in un regno del terrore.

    [quote1302196784=deg]
    Diciamo che ammetterlo è un buon inizio per uscire dall'inferno interiore, niente di più..
    E' una condizione necessaria ma non sufficiente.
    Una volta che sai di non sapere, devi pure cominciare a imparare…
    E imparare non significa accumulare dati…. :vir:

    [/quote1302196784]
    Non per caso si chiama proprio “inferno”, perché è il prodotto di gravi e ripetuti errori, e qual'è l'errore più grave del rifiutarsi di imparare a Vivere secondo la Legge dell'Amore, cosa tra l'altro impossibile senza prima ammettere di non sapere?


    #46851

    tavani
    Partecipante

    Ho visto buona parte dello “sfidante”, devo finirlo… e non ho ancora visto i video che parlano dell'ego che avete postato… ma mi viene da pensare subito una cosa: ma non è che distruggendo l'ego, otterremo proprio quello schiavismo di chi non fa domande perfetto per il potere centrale!?

    [/quote1302204890]

    Questa è una bella riflessione.

    Per ego tuttavia si intende quell'insieme di “procedure” più o meno automatiche che noi come individui assumiamo in rapporto a situazioni/eventi della vita.

    Il discorso che l'ego sia una parte da “combattere”, da superare, non dovrebbe significare che tutto l'opposto va bene.

    Infatti potrebbe sembrare che annullare l'ego significa annullare quelle protezioni che abbiamo assunto per difenderci nelle situazioni della vita per “uscirne” al meglio. Se così fosse, non avrebbe senso proporsi l'idea di annullare l'ego, anzi.

    Il discorso cambia quando succede che il nostro ego è stato appositamente studiato da menti superiori o calcolatori/trici allo scopo di utilizzarci per uno scopo a noi non utile.
    Ovvero se il nostro ego è stato proiettato contro di noi per impedirci di ribellarci alle cose.

    Quindi, in un caso o nell'altro parliamo di una ribellione, ma forse, di una ribellione sottile.

    Dove non ci ribelliamo alle nostre autodifese, ma ai meccanismi che fanno di noi degli uomini/donne infelici.

    Certo, partiamo dal presupposto che noi non sappiamo cosa è meglio per noi. Questo ci viene detto, anche in ambienti religiosi dove releghiamo a Dio il sapere quello che è meglio per noi. Ma se Dio non mi parla, come faccio a saperlo e a fare ciò che è meglio per me. Questa informazione perciò non credo sia corretta. Anche perchè se le verità sono in noi, quindi noi sappiamo cosa è il meglio per noi.
    Ma se la massa ti dice che non lo sai, tu o sei un genio e resti sulle tue idee o finisci per crederci.
    Poi possiamo dire che la società ci insegna a curarci attraverso i medici e le medicine.
    E questo è falso perchè noi abbiamo capacità di sviluppare sistemi di auto-guarigione, così come attuiamo quotidianamente sistemi di auto-“ammalamento”

    Quindi, amico, la tua riflessione è importantissima e ci rifletto su e so che tutte le discussioni e dubbi vertono su questa verità da trovare.

    Mettiamo che il mondo stia facendo il tuo bene e il bene di tutti, non avrebbe senso porsi sulla difensiva.

    Invece queste nostre discussioni derivano proprio dal fatto che ci sentiamo “minacciati” dal fatto che le nostre opinioni come cittadini non hanno più valore, che il denaro possa comprare la libertà di chicchesia, che tra guerra e missione di pace non ci sia più differenza, che immigrati e criminali siano la stessa cosa.
    Insomma tanti esempi possono venire a mente e tu cosa fai?
    Difendi il tuo ego.
    Difendendo il tuo ego, difendi il sistema che te lo ha creato, sebbene tu abbia avuto il tuo ruolo e accettato più o meno tacitamente ciò che il mondo è fuori così come è e porti nelle situazioni “difendendo” giustamente te stesso.

    Quindi credo che annullamento dell'ego debba essere visto come un gesto d'amore prima per se stessi, quindi per il prossimo e poi per la Terra.

    Se questo non è esatto, allora è giusto diffidare di coloro che dicono che bisogna annullare l'ego.

    Credo che quando puoi cambiare le cose perchè senti che le situazioni sono una illusione e che in questa illusione sei nella gabbia che ti crei più o meno volontariamente, allora comprendi che puoi solo andare avanti e tornare indietro non è la giusta via.

    IN qualità di risvegliato sono costantemente colto da dubbi se questa sia la via corretta, ma comprendo che il mondo va avanti e così anche io devo andare avanti.
    D'altra parte se non avrò rischiato, a cosa sarà servito il mio passaggio qui?

    Credo che Dio ami più coloro che compiono delle azioni, se pur sbagliando, piuttosto che coloro che per paura di compierle, restano fermi.

    Credo che uomini e donne debbano sbagliare per imparare, e che facciano questo per diventare uomini/donne migliori.

    Se il mondo chiama uomini e donne migliori, noi dobbiamo rispondere.

    Comunque bella riflessione. Credo che questa necessiti ancora il raggiungimento alla sua verità, alla sua comprensione, e penso sia giusto discuterne ancora.


    #46852

    deg
    Partecipante

    [quote1302207797=tavani]

    Quindi credo che annullamento dell'ego debba essere visto come un gesto d'amore prima per se stessi, quindi per il prossimo e poi per la Terra.

    Credo che quando puoi cambiare le cose perchè senti che le situazioni sono una illusione e che in questa illusione sei nella gabbia che ti crei più o meno volontariamente, allora comprendi che puoi solo andare avanti e tornare indietro non è la giusta via.

    Credo che Dio ami più coloro che compiono delle azioni, se pur sbagliando, piuttosto che coloro che per paura di compierle, restano fermi.

    Credo che uomini e donne debbano sbagliare per imparare, e che facciano questo per diventare uomini/donne migliori.

    [/quote1302207797]

    Credo anch'io.

    A patto di migliorare la conoscenza di sé stessi e di imparare dai propri errori .. 🙂


    #46853

    tavani
    Partecipante

    [quote1302262809=deg]

    Credo anch'io.

    A patto di migliorare la conoscenza di sé stessi e di imparare dai propri errori .. 🙂

    [/quote1302262809]

    Conoscendo sè stessi non si commettono più errori, ma è difficile farlo.
    Ci sono alcune “scuole” che ti insegnano come conoscere te stesso/a”, ma poi non ci si fida di quelle scuole e di quegli insegnamenti, anche perchè dove si paga lì c'è qualcosa che può allontanarci.

    Quindi non è facile conoscere sè stessi, perchè noi stessi ci auto-ostacoliamo.

    Forse per difendere quel famoso ego di cui parlava Fratello Bianco.

    Quindi una volta che sai che devi conoscere te stesso/a devi iniziare ad agire.

    Conoscere se stessi può voler dire un sacco di cose, perchè anche provare il male e la sofferenza significa conoscere sè stessi.

    Quindi devo soffrire per conoscere me stesso/a?
    Devo solo gioire per conoscere me stesso/a?

    Quale è la risposta esatta, i comportamenti esatti che mi portano a conoscere me stesso/a e quindi a essere libero/a da tutti i pregiudizi errati?


    #46854

    deg
    Partecipante

    [quote1302267666=tavani]

    Quindi devo soffrire per conoscere me stesso/a?
    Devo solo gioire per conoscere me stesso/a?

    Quale è la risposta esatta, i comportamenti esatti che mi portano a conoscere me stesso/a e quindi a essere libero/a da tutti i pregiudizi errati?

    [/quote1302267666]

    Entrambe le cose possono “servire” la conoscenza di sé stesso.
    Secondo me conoscere sé stesso è ritornare all'Essere essenziale, “depurato” dall'identità costruita più o meno aderente all'io originale, è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due, prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo, rispettarlo.
    Non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere.
    Impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo la conoscenza e l'amore di noi stessi.

    Certo non è una cosa che si fa una volta per tutte, ogni giorno è un impegno.

    L'esperienza del dolore è un'occasione unica di scavare e di dare ascolto ai propri sentimenti, così come lo è l'esperienza della gioia.
    Non bisogna fermarsi alle emozioni superficiali, anche le più intense, che non sono altro che il “ricordo” richiamato di altre emozioni, più vecchie, quelle che ci hanno costretto a forgiare l'ego, l'identità.
    Le emozioni sono preformate, codificate, prendono il sopravvento sui veri sentimenti. Noi tendiamo a nutrire questo corredo, tutto sommato limitato, di emozioni, sempre le stesse, mentre in realtà siamo capaci di molto di più.
    In un mondo che ci sazia e si nutre di emozioni superficiali, anche a noi estranee ma che ci danno l'illusione di provarle (televisione ad esempio), non c'è più spazio per sentire ciò che abbiamo nel profondo .. Invece siamo capaci di sentimenti!

    Bisogna uscire dalla bolla di sicurezza che abbiamo creato intorno a noi e che gli altri ci rimandano immancabilmente, confortandoci .. Tu sei bravo a cucinare? DOVRAI essere bravo a cucinare sempre, perché è ciò che ci si aspetta da te. E più sei bravo più soddisfi l'ego e l'immagine che gli altri ti rimandano ti rassicura …. Sai ascoltare gli altri? Devi farlo sempre, per le stesse ragioni! .. E' la tua identità costruita, quella che ormai conosci!
    In realtà tu cucini oppure ascolti gli altri probabilmente perché è davvero il tuo essere profondo, ma forse no .. Forse qualche evento della tua vita ti ci ha portato, per difesa, o per paura di perdere qualcosa, o altro .. In ogni caso lo hai dimenticato.
    Bisogna riscoprirlo.
    Certo l'ignoto fa paura, perché è ignoto!
    Ma oltre la bolla, ci siamo noi …


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