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Questo argomento contiene 33 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  GialloKa 6 anni, 1 mese fa.

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    Articoli
  • #48644
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    … riesco a comprendere lo spirito, la visione del sacrificio di sangue, all'interno della “danza del sole” … un sacrificio di ringraziamento per la vita donata … è lo stesso danzatore a donare in cambio il suo dolore fisico, consapevole, consenziente, onorato …

    certamente, rito molto lontano da una visione di spiritualità dove si celebra la gioia come essenza della vita stessa

    assolutamente incomprensibile, per me, il sacrifico praticato su altri esseri viventi… che diventano vittime sacrificali (animali o uomini che siano)
    … in questo, avverto una “deformazione della radice”

    certo è, che “il sangue” fin dalle origini, ha avuto una valenza spirituale molto forte….mi sembra banale attribuirlo alla sola componente vitale … e fatico a capire dove sia la matrice di questa conoscenza … un “suggerimento” o un tentativo di “imitazione di un evento” ?

    mi vengono in mente i “patti di sangue” … sono cosi antichi, che non si conosce neppure quando e dove abbiano avuto inizio

    ho la sensazione che mi sfugga “qualcosa”


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #48645
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    non riesco nemmeno io a capire come certe tribù per il bene comune potessero effettuare sacrifici col sangue…magari avranno avuto sicuramente uno spirito di 'fratellanza' maggiore di quello presente ai nostri tempi,però mi è difficile accettare il fatto che un uomo sacrifichi un altro uomo o un animale per il bene comune..non lo concepisco proprio


    #48646

    sephir
    Partecipante

    Infatti è una di quelle cose che mi tolgono dal dubbio e mi fanno dire: è distorto, punto.
    Dev'esserci una realtà metafisica sottile in cui questi tipi di sacrifici portano dell'energia in direzioni e modi che non so, ma questi risultati penso non siano minimamente giustificanti la sofferenza di un essere vivente: un po' come non credo che gesù in croce sia un immagine catartica.

    E' vero che il dolore (segno di ignoranza resistente) può portare il risveglio spirituale (comprensione), ma provocarlo su di un altro essere per il bilanciamento universale mi pare terribile. Un tempo ero molto più relativista ma adesso qualsiasi cosa vedo provochi o possa provocare sofferenza mi porta alla conclusione che sia errato nel profondo, nonostante venga accettato normalmente.

    Se vediamo tutto con l'occhio universale divino, certo, ogni cosa ha il suo perchè, ogni gesto è capibile nell'infinita serie di concatenazioni causa/effetto (vittima e carnefice nell'estremizzazione di alcune dottrine diventano tutt'uno, e forse non è sbagliato) ma non sono ancora buddha…per un pochettino di vite.


    #48647

    GialloKa
    Partecipante

    Spero di non aver dato l’idea di voler giustificare i sacrifici umani e animali anche solo in parte. Certe pratiche in alcuni casi(la minoranza, i popoli dediti ai sacrifici umani si contano sulle dita di una sola mano) erano assurde. Mi rendo conto che ho generalizzato troppo e che è normale che si faccia fatica a capire. Mi sarei preoccupato del contrario. Ho solo cercato di contestualizzare in una visione più ampia, ma solo per aiutare a comprendere quel passaggio del video. Probabilmente ho date per scontate, sbagliando, molte cose. Tentare di addentrarsi in certi meandri, anche quelli più atroci, può aiutare a comprendere certi aspetti della vita ma ovviamente non implica come conseguenza naturale l’approvazione o addirittura la tentazione di emulazione di rituali così violenti. Braschi dice semplicemente che non si sente di condannarli, non certo di approvare certe usanze. E io lo capisco. E’ tenendo presente una serie cose e cercando di analizzare con il giusto approccio che si può provare a rispondere alla domanda: come mai popolazioni così rispettose della Vita in tutti i suoi innumerevoli aspetti erano altresì capaci anche di una tale brutale violenza contro i propri simili?

    Anche stavolta ho fatto un discorso generale. Va da sé che gli inuit sono diversi dai popoli delle praterie che sono diversi da quelli del Messico o dell’est o della costa ovest, ma erano tutte popolazioni guerriere con, soprattutto spiritualmente parlando, cose in comune. E la conoscenza dei più ‘miti’ può agevolare la comprensione dei più ‘aggressivi’. Ma non certo per giustificarli, né giudicarli. Solo per capire. Almeno dal mio punto di vista.


    #48648
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1350056667=GialloKa]
    Spero di non aver dato l’idea di voler giustificare i sacrifici umani e animali anche solo in parte. Certe pratiche in alcuni casi(la minoranza, i popoli dediti ai sacrifici umani si contano sulle dita di una sola mano) erano assurde. Mi rendo conto che ho generalizzato troppo e che è normale che si faccia fatica a capire. Mi sarei preoccupato del contrario. Ho solo cercato di contestualizzare in una visione più ampia, ma solo per aiutare a comprendere quel passaggio del video. Probabilmente ho date per scontate, sbagliando, molte cose. Tentare di addentrarsi in certi meandri, anche quelli più atroci, può aiutare a comprendere certi aspetti della vita ma ovviamente non implica come conseguenza naturale l’approvazione o addirittura la tentazione di emulazione di rituali così violenti. Braschi dice semplicemente che non si sente di condannarli, non certo di approvare certe usanze. E io lo capisco. E’ tenendo presente una serie cose e cercando di analizzare con il giusto approccio che si può provare a rispondere alla domanda: come mai popolazioni così rispettose della Vita in tutti i suoi innumerevoli aspetti erano altresì capaci anche di una tale brutale violenza contro i propri simili?

    Anche stavolta ho fatto un discorso generale. Va da sé che gli inuit sono diversi dai popoli delle praterie che sono diversi da quelli del Messico o dell’est o della costa ovest, ma erano tutte popolazioni guerriere con, soprattutto spiritualmente parlando, cose in comune. E la conoscenza dei più ‘miti’ può agevolare la comprensione dei più ‘aggressivi’. Ma non certo per giustificarli, né giudicarli. Solo per capire. Almeno dal mio punto di vista.

    [/quote1350056667]
    .. il tuo discorso, a me, è sembrato chiarissimo e non trovo nulla su cui tu debba scusarti

    Un buon imput che ha fatto sorgere le nostre rispettive considerazioni e dubbi … non su quello che hai detto tu, ma sull'argomento che di per sè non è semplice da affrontare e comprendere

    :fri:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #48649

    renae
    Bloccato

    Una donna tolowa un giorno uscì a raccogliere cibo, portando con sé anche il suo bimbo.
    Per poter lavorare, aveva fissato la punta dell'asse della culla al terreno e lasciato il bimbo solo.
    Una grande farfalla le volò vicino e lei cominciò ad inseguirla ed a cacciarla per molto tempo.
    Ma ogni volta che stava quasi per prenderla, la mancava d'un soffio.
    Pensò: « Forse non corro abbastanza veloce a causa di questa cosa pesante », e gettò via il vestito di pelle di daino.
    Ma ciononostante non riusciva mai a raggiungere quell'insetto.
    Alla fine gettò via anche il grembiale e si precipitò all'inseguimento della farfalla sino a che fu notte.
    Allora, dimenticando il suo bimbo, si coricò sotto un albero e si addormentò.
    Quando al mattino si svegliò, trovò coricato accanto a lei un uomo.
    << Mi hai seguito sin qui », le disse, « forse ti piacerebbe seguirmi per sempre. Se è così, sappi che dovrai passare attraverso un gran numero d'individui del mio popolo ».
    Senza pensare affatto al suo bimbo, la donna si alzò e seguì l'uomo farfalla.
    In breve arrivarono ad un'ampia valle, il cui lato meridionale era pieno di farfalle.
    Quando i due raggiunsero l'orlo della valle, l'uomo disse: « Nessun essere umano è mai riuscito ad attraversare questa valle. Ma tu sarai salva se non mi perderai di vista. Seguimi da presso ».
    Viaggiarono per molto tempo.
    « Continua a tenerti stretta a me; non lasciarti andare », diceva di continuo l'uomo farfalla.
    Quando arrivarono a metà della valle, altre farfalle sciamarono in gran numero intorno a loro.
    Volavano in ogni direzione, tutto attorno alla testa della coppia e sui loro visi, perché volevano avere per loro la donna tolowa.
    Lei le osservò a lungo, tenendosi stretta al suo nuovo marito.
    Ma alla fine, incapace di resistere, lo lasciò andare e si allungò per afferrare un'altra farfalla.
    La mancò, ed allora cercò di afferrarne un'altra ed un'altra ancora, ma sempre senza riuscirvi, e così vagò per sempre nella valle, intontita e perduta.
    Morì là, e l'uomo farfalla che lei aveva perduto proseguì attraverso la valle sino alla sua dimora.
    Ed oggi, quando la gente parla dei tempi antichi, dice che quella donna perse il suo amante, e cercò di prenderne altri ma li perse tutti, ed alla fine diventò pazza e morì.

    FONTE: Basata su una leggenda riportata da Roland Dixon nel 1904.


    #48650
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1350058418=GialloKa]
    Spero di non aver dato l’idea di voler giustificare i sacrifici umani e animali anche solo in parte. Certe pratiche in alcuni casi(la minoranza, i popoli dediti ai sacrifici umani si contano sulle dita di una sola mano) erano assurde. Mi rendo conto che ho generalizzato troppo e che è normale che si faccia fatica a capire. Mi sarei preoccupato del contrario. Ho solo cercato di contestualizzare in una visione più ampia, ma solo per aiutare a comprendere quel passaggio del video. Probabilmente ho date per scontate, sbagliando, molte cose. Tentare di addentrarsi in certi meandri, anche quelli più atroci, può aiutare a comprendere certi aspetti della vita ma ovviamente non implica come conseguenza naturale l’approvazione o addirittura la tentazione di emulazione di rituali così violenti. Braschi dice semplicemente che non si sente di condannarli, non certo di approvare certe usanze. E io lo capisco. E’ tenendo presente una serie cose e cercando di analizzare con il giusto approccio che si può provare a rispondere alla domanda: come mai popolazioni così rispettose della Vita in tutti i suoi innumerevoli aspetti erano altresì capaci anche di una tale brutale violenza contro i propri simili?

    Anche stavolta ho fatto un discorso generale. Va da sé che gli inuit sono diversi dai popoli delle praterie che sono diversi da quelli del Messico o dell’est o della costa ovest, ma erano tutte popolazioni guerriere con, soprattutto spiritualmente parlando, cose in comune. E la conoscenza dei più ‘miti’ può agevolare la comprensione dei più ‘aggressivi’. Ma non certo per giustificarli, né giudicarli. Solo per capire. Almeno dal mio punto di vista.

    [/quote1350058418]

    No no, sei stato chiarissimo sia prima che ora, infatti quoto come prixi il tuo reply.

    Il fatto che alcuni debbano versare il sangue non lo concepisco, come non concepisco millemila altre cose. Questa è la conoscenza, null'altro. Cercare di capire, conoscere, vivere.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #48651

    sephir
    Partecipante

    [quote1350069646=prixi]
    [quote1350056667=GialloKa]
    Spero di non aver dato l’idea di voler giustificare i sacrifici umani e animali anche solo in parte. Certe pratiche in alcuni casi(la minoranza, i popoli dediti ai sacrifici umani si contano sulle dita di una sola mano) erano assurde. Mi rendo conto che ho generalizzato troppo e che è normale che si faccia fatica a capire. Mi sarei preoccupato del contrario. Ho solo cercato di contestualizzare in una visione più ampia, ma solo per aiutare a comprendere quel passaggio del video. Probabilmente ho date per scontate, sbagliando, molte cose. Tentare di addentrarsi in certi meandri, anche quelli più atroci, può aiutare a comprendere certi aspetti della vita ma ovviamente non implica come conseguenza naturale l’approvazione o addirittura la tentazione di emulazione di rituali così violenti. Braschi dice semplicemente che non si sente di condannarli, non certo di approvare certe usanze. E io lo capisco. E’ tenendo presente una serie cose e cercando di analizzare con il giusto approccio che si può provare a rispondere alla domanda: come mai popolazioni così rispettose della Vita in tutti i suoi innumerevoli aspetti erano altresì capaci anche di una tale brutale violenza contro i propri simili?

    Anche stavolta ho fatto un discorso generale. Va da sé che gli inuit sono diversi dai popoli delle praterie che sono diversi da quelli del Messico o dell’est o della costa ovest, ma erano tutte popolazioni guerriere con, soprattutto spiritualmente parlando, cose in comune. E la conoscenza dei più ‘miti’ può agevolare la comprensione dei più ‘aggressivi’. Ma non certo per giustificarli, né giudicarli. Solo per capire. Almeno dal mio punto di vista.

    [/quote1350056667]
    .. il tuo discorso, a me, è sembrato chiarissimo e non trovo nulla su cui tu debba scusarti

    Un buon imput che ha fatto sorgere le nostre rispettive considerazioni e dubbi … non su quello che hai detto tu, ma sull'argomento che di per sè non è semplice da affrontare e comprendere

    :fri:

    [/quote1350069646]

    quoto, assolutamente nulla di personale, anzi è bello cogliere l'occasione di riflettere assieme su di un problema… il discorso come dici tu è molto complesso da affrontare. :bay:


    #48652
    Siberian Khatru
    Siberian Khatru
    Partecipante

    [quote1350150200=prixi]
    … riesco a comprendere lo spirito, la visione del sacrificio di sangue, all'interno della “danza del sole” … un sacrificio di ringraziamento per la vita donata … è lo stesso danzatore a donare in cambio il suo dolore fisico, consapevole, consenziente, onorato …

    certamente, rito molto lontano da una visione di spiritualità dove si celebra la gioia come essenza della vita stessa

    assolutamente incomprensibile, per me, il sacrifico praticato su altri esseri viventi… che diventano vittime sacrificali (animali o uomini che siano)
    … in questo, avverto una “deformazione della radice”

    certo è, che “il sangue” fin dalle origini, ha avuto una valenza spirituale molto forte….mi sembra banale attribuirlo alla sola componente vitale … e fatico a capire dove sia la matrice di questa conoscenza … un “suggerimento” o un tentativo di “imitazione di un evento” ?

    mi vengono in mente i “patti di sangue” … sono cosi antichi, che non si conosce neppure quando e dove abbiano avuto inizio

    ho la sensazione che mi sfugga “qualcosa”
    [/quote1350150200]

    Ti sfugge il martirio e la crocifissione di Gesu' Cristo finita nel sangue.
    Il sangue e' lo spirito, lo spirito e' la vita pulsante del cuore, il cuore che pompa il sangue, fa' la vita.
    Il sangue non e' acqua perche' porta lo spirito il sangue e' acqua con lo spirito.
    Mi e' sfuggita volevo dire una cosa che era nei vangeli ma mi si e' dimenticata riguardo a questo peccato, peccato, le rivelazioni sono attimi. Non frustatevi e non mortificate la carne che non serve a nulla il sangue non ha bisogno di uscire dal corpo abbiamo lo stesso sangue lo spirito uguale non deve uscire dal corpo.. se esce il sangue esce lo spirito.


    « Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
    E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
    Jean Baudrillard

    #48653

    renae
    Bloccato

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