INTERNET ADDIO? P2P ADDIO? WEB ADDIO?

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Questo argomento contiene 87 risposte, ha 29 partecipanti, ed è stato aggiornato da Quantico Quantico 10 anni, 1 mese fa.

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  • #79586
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.581
    La coscienza presume un cambio epocale che è prima di tutto individuale e poi anche sociale e culturale, nonché economico e politico. Bastano pochi, i pochi coscienti che, come il sale, saranno capaci di dare un nuovo sapore all’intera biosfera. Il sapore al quale mi riferisco è quello dei quark che compongono la materia nucleare.
    I credenti nello spirito non servono al cambio epocale che si impernia su un nuovo stato della materia nucleare, quel processo passato alla storia come miracolo, la resurrezione del corpo, che oggi sta avvenendo in tutta la biosfera.

    G.Conforto – astrofisica


    #79583
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis,
    “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
    Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60.
    Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

    In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

    Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
    Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi.
    Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

    Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
    Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!

    fonte: mail/passaparola

    …. 🙁 :aaaa: :aaaa: :aaaa:

    Sarkozy? Dàgli all'untore
    Roma – Siamo solo al primo passo. La vittoria in Francia delle major sui cittadini, avallata da un parlamento vittima dell'ignoranza e prono all'industria, è solo il primo sintomo del nuovo fronte della grande battaglia del diritto d'autore. Quella che viene combattuta per trasformare la rete, e renderla una cosa che abbia la forma e le aspettative delle industrie della musica, del cinema e affini. Ora le castronerie che abbiamo dovuto sentire anche in Italia in questo lungo periodo troveranno ulteriore spazio: l'approvazione anche in Senato della legge che impone la Dottrina Sarkozy ai francesi è un ricostitutente anche per quei parlamentari italiani che sono pronti a sacrificare il bene supremo dello sviluppo della rete e della libertà di informazione sull'altare dei propri interessi e di quelli delle corporazioni che li sostengono.

    Se non ne avessimo già parlato a sufficienza, anzi allo sfinimento, sarebbe utile ripercorrere le numerose ragioni per le quali una normativa come quella approvata ieri dai senatori transalpini vada rigettata in toto. Eviterò, dunque, sebbene nutra la speranza che alla nuova legge possa mancare, ma lo sapremo solo tra qualche settimana, l'appoggio del Consiglio Costituzionale. Questo dovrà scegliere infatti se dichiarare legittimo che un ente privato come Hadopi possa disporre la disconnessione degli utenti dalla rete, ossia che il diritto delle major a plasmare Internet secondo la propria volontà sia più rilevante del diritto all'informazione, all'accesso alla cultura, alla nuova socialità.

    Il punto chiave della decisione presa a Parigi è quello che abbiamo indicato fin dall'inizio di questa scandalosa avventura: le scelte francesi potrebbero influenzare l'Europa, la peste di una normativa concepita dai boss delle major e avallata dal premier transalpino potrebbe contagiare le istituzioni di altri paesi. A contenere fin qui la pandemia è solo l'orientamento del Parlamento Europeo, che vale però persino meno dell'orientamento dei ministri dei governi europei, e che quindi può essere ribaltato se vi è una sufficiente volontà politica. Il ministro francese della cultura Christine Albanel si è già rallegrata, sottolineando che non c'è alcuna violazione dei diritti fondamentali dei cittadini perché, ha detto, “Internet non è un diritto fondamentale”. E a pronunciare una sciocchezza di questa portata è un ministro di uno dei paesi più influenti in Europa.
    Dinanzi a tutto questo è quantomai urgente predisporre dei vaccini, ed è un compito che spetta a chi ancora è sano, a chi sotto le ascelle non ha ancor visto crescere bubboni mortiferi. Se è vero che nella storia alla peste si è riusciti a rispondere soltanto bonificando le città, oggi è necessario lavorare per bonificare l'ambiente digitale, la nuova città: ci sono virus potenti e pericolosi che vengono trasmessi da untori in giacca e cravatta, portatori di interessi che loro per primi non hanno saputo difendere e in nome dei quali oggi pretendono di fare a pezzi i diritti di tutti.

    I vaccini non nascono dall'oggi al domani, sono frutto di ricerca e di passione, soprattutto di volontà di ostacolare le future emergenze, si sostanziano in una cultura della difesa digitale, in scelte politiche ed elettorali, nella predisposizione di invalicabili barricate elettroniche, nella proposizione e affinamento di nuovi strumenti di rete capaci di sfuggire alle rapaci mire del controllo industriale.

    Su questo occorre lavorare, occorre essere consapevoli che la rete si sviluppa per sua natura come collegamento tra le persone, che soltanto la libertà di comunicare senza filtri può consentire l'accesso ad una nuova fase della comprensione e della socialità, occorre lavorare per l'affermazione del diritto all'accesso quale diritto supremo, che certo non può essere negato da una entità privata, che certo non può essere cancellato senza l'atto specifico di un magistrato. È necessario che noi tutti si sia consapevoli del valore assoluto dell'imprevedibilità di quanto la rete possa portare, di quanto possa accadere e girare su Internet, e di quanto gravemente i nuovi scenari possano essere infettati da chi anziché farli propri per costruire un mondo migliore da anni cerca di annichilirli, strascicando sulle nostre vie digitali pezze purulente, pestilenze che arrivano fino nelle case di noi tutti, avallate da una classe politica afflitta da colpevole ignavia quando va bene, e da impunita corruzione quando va male.

    fonte: http://punto-informatico.it/2622663/PI/Commenti/sarkozy-dagli-all-untore.aspx

    Che dire, a me pare che invece di un salto in su, stiamo per fare un salto nel buio della nostra incoscienza.
    Spero solo che siano gli ultimi scalpiti come dice qualcuno, sempre che non serva a renderci più mansueti la cosa…

    La perla “Internet non è un diritto fondamentale“,
    be nemmeno i diritti alle donne sono davvero fondamentali, vivevano lo stesso anche quando non potevano nemmeno fiatare… Il fatto poi che lo dica una donna è ancora più deprimente…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #79587
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    accelerazione della legge di causa-effetto (per semplificare)
    vedremo gli effetti..

    è sempre piu chiaro chi sta al tempo col battito centrale dell'universo e chi non vuole andare a tempo


    #79588

    Atreyu
    Partecipante

    Beh, vorrà dire che risparmieremo quei 40 euri per l'abbonamento! Sarà il mio primo provvedimento e così come me faranno in molti, procurando gravi danni alle società di providers. Per questo non credo che la legge verrà approvata. Inoltre non penso che Internet abbia portato reali benefici, quindi farne a meno, molto probabilmente ci arricchirà umanamente e vorrà dire che ritorneremo a comprare i cd masterizzati dai marocchini! :hehe:


    #79589
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    internet ha portato benefici ma nel nostro paese non c'è una buona copertura e diffusione..
    comunque ripeto..vediamo le conseguenze.


    #79590
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    [quote1242336108=Richard]
    internet ha portato benefici ma nel nostro paese non c'è una buona copertura e diffusione..
    comunque ripeto..vediamo le conseguenze.
    [/quote1242336108]
    Ma anche disgrazie……..

    vedi vari troll e disinformatori presenti in giro


    #79591

    altair
    Partecipante

    Dove sbaglia Sarkozy

    Roma – Questa è una di quelle notizie che non si sa davvero come accogliere:

    Martedì 12 maggio l'Assemblea Nazionale Francese ha deliberato una norma che prevede dure sanzioni per chi usa programmi “peer to peer”, ossia che permettono di scaricare gratuitamente musica e film dalla rete web, fino a prevedere la sospensione dall'accesso a internet in caso di recidiva.
    La legge prevede la costituzione di una nuova autorithy con il compito di ammonire i pirati, che verranno privati dell'utenza internet in caso di recidiva. Il soggetto sarà obbligato a continuare a pagare l'abbonamento.

    (Da Attacco ai diritti in rete, su L'Altro di ieri)

    Non si sa se indignarsi di fronte a tanta tracotanza o mettersi a ridere per tale follia. Ma lasciamo perdere per un attimo gli aspetti politici e riflettiamo sul punto centrale: questa legge può realmente bloccare o limitare il fenomeno del file sharing?
    Temo proprio di no…

    Caso 1: Il software client
    A quanto pare, Sarkozy mira direttamente a proibire l'uso di software P2P come eMule. Per scoprire chi usa software di questo tipo ci sono solo due modi: ispezionare i loro computer e rilevare il traffico P2P in ingresso ed uscita dalle loro connessioni ad Internet. Per ispezionare i PC degli utenti, però, è tuttora necessario un mandato di un giudice che deve essere basato su qualche indizio. Indizio che, a sua volta, può essere raccolto solo analizzando il traffico.
    A questo punto, resta solo da capire come pensa di riconoscere una rete P2P od una sua connessione, dall'esterno. Le reti tradizionali, come eMule, sono relativamente facili da identificare e filtrare ma… non sono certo gli unici strumenti adatti allo scopo. Anzi: non sono più, già da tempo, gli strumenti più adatti allo scopo.

    Caso 2: i proxy
    Ci sono servizi gratuiti (www.pagewash.com e http://www.anonymizer.com) e commerciali (www.relakks.com) che accettano di agire da proxy anonimizzante tra l'utente ed il servizio a cui esso accede. Questi server permettono a qualunque utente di accedere a contenuti ed a servizi “proibiti” senza il timore di poter essere riconosciuto, tracciato o intercettato. Il flusso di dati, infatti, è cifrato ed imperscrutabile. Gli indirizzi IP dei server che vengono raggiunti non sono visibili.

    Tutto questo, naturalmente, senza parlare di servizi ancora più avanzati, come TOR. Cosa pensa di fare Sarkozy per impedire ai francesi di usare questi servizi per scaricare ciò che vogliono? Intende forse proibirli? Come pensa di giustificare e di sostenere questa sua scelta di fronte agli operatori interessati, che pure operano nel pieno della legittimità? E come pensa di spiegarlo agli altri paesi europei che ospitano questi servizi? Come pensa di spiegarlo al Parlamento Europeo, che gli ha già votato contro almeno tre volte su questo tema? Come pensa di superare l'accusa, più che fondata, di censura e di comportamento anticoncorrenziale?
    Attendiamo risposte.

    Caso 3: le VPN
    Molte aziende utilizzano delle VPN (Virtual Private Network) per collegare tra loro le loro sedi remote o per consentire ai loro dipendenti di accedere da casa ai servizi interni dell'azienda. Queste tecniche e questi strumenti possono essere facilmente usati da privati cittadini per creare connessioni punto-punto ed intere reti che risultano completamente imperscrutabili dall'esterno.

    Cosa intende fare Sarkozy per impedirlo? Pensa forse di proibire la crittografia? In questo caso, sarebbe interessante sapere cosa pensa di fare con i server web delle banche e di molti altri servizi che sono protetti appunto da strumenti crittografici come SSL 3.0. O pensa forse di “regolamentare” l'uso della crittografia? In questo caso sarebbe interessante sapere chi decide quale applicazione è buona e quale è cattiva. E poi: chi controlla e come? Come si riconosce una connessione cifrata autorizzata da una non autorizzata? Si crea un registro nazionale degli IP autorizzati a cifrare le connessioni in ingresso ed uscita?

    Quanti soldi pubblici francesi è disposto a spendere Sarkozy per difendere gli interessi privati delle aziende (quasi tutte americane)? Quanto controllo pensa di imporre ai suoi cittadini per salvaguardare gli interessi di queste aziende?

    Caso 4: le P2P ed F2F cifrate (ed anonime)
    Tutte le reti di file sharing che sono entrate in servizio negli ultimi anni e tutte quelle che lo faranno in futuro sono di tipo cifrato ed anonimizzante. Il loro traffico è imprescrutabile dall'esterno. L'identità delle macchine (e quindi degli utenti) collegati è impossibile da determinare. Questo vale sia per le reti P2P di tipo aperto, come le ultime versioni di eMule o di BitTorrent (vedi oneswarm e anomos) che per le reti F2F, riservate ai soli utenti registrati (come antsp2p).

    Le connessioni create da queste reti sono identiche a quelle create dalle VPN per un osservatore esterno e si pongono quindi le stesse domande.

    Caso 5: il tunneling HTTP
    Sin dai tempi di BackOrifice e SubSeven, gli hacker hanno sempre avuto il problema di doversi collegare alla macchina “vittima” dall'esterno della rete aziendale, passando attraverso ogni sorta di sistemi di rilevamento e di blocco, tra cui i packet sniffer ed i firewall. Per risolvere questo problema, da almeno dieci anni si usano (tra l'altro) connessioni telnet (o simili) camuffate da connessioni web. Si applica cioè, il cosidetto “HTTP Tunneling” o, più esattamente “Reverse HTTP Tunneling” (vedi qui).

    Più in generale, qualunque tipo di connessione può essere camuffato da qualunque altro tipo. Per stanare uno di questi “impostori” è necessario un firewall in grado di analizzare a fondo il tipo di traffico che scorre sulla rete. Non basta fare affidamento sulle porte usate dalla connessione (che normalmente identificano il tipo di servizio e di traffico). Bisogna esaminare anche gli header dei pacchetti (che stabiliscono a chi debba essere consegnato ogni singolo pacchetto) ed a volte è persino necessario controllare che venga stabilito il dialogo corretto tra client e server. Insomma, ci vuole un firewall in grado di svolgere la cosiddetta “deep packet inspection”. Un sistema costoso, complesso e che rallenta parecchio il traffico.

    Quanto è disposto a spendere, in hardware, rallentamenti di traffico e stipendi di amministratori di rete Sarkozy per difendere gli interessi delle major? Ha chiesto ai suoi elettori cosa ne pensano di questa allocazione di risorse?

    Caso 6: Instant Messaging, USENET ed email
    Si possono scambiare file (anche crittografati) anche usando MSN Messenger, Jabber o altri sistemi di Instant Messaging. Si possono usare i newsgroup di USENET (che permettono un uso sostanzialmente anonimo) o, molto più semplicemente per posta elettronica (magari cifrata).

    Che cosa pensa di fare Sarkozy? Bloccare o sorvegliare tutti questi tipi di traffico?

    Caso 7: WiFi e WiMax
    Il 2006 è stato l'anno del WiFi. Il 2006, non il 2009. Ormai tutti i PC dispongono di una connessione WiFi (che ha una portata di qualche centinaio di metri). Molti hanno anche una “chiavetta” UMTS o HSDPA (o chissà quale altro acronimo). Tra un po' arriveranno sul mercato i primi PC dotati di scheda WiMax interna (con una portata di circa 5Km).

    WiFi e WiMax possono creare connessioni punto-punto (“ad hoc”) senza passare da Internet e senza passare da nessun router. WiFi e WiMax possono anche essere associati ad appositi router per creare vere e proprie reti. Reti che possono essere connesse tra loro con appositi PC “gateway” dotati di due schede. In ambienti affollati, come quelli tipici delle nostre città, ci sono sempre almeno due o tre reti raggiungibili da qualunque scheda WiFi. Tra un po' ce ne saranno migliaia raggiungibili con le schede WiMax (più o meno “taroccate”). Creare una rete di reti è sempre più facile.

    Cosa farà Sarkozy per fermare questi pirati? Intende forse piazzare un furgoncino attrezzato per la triangolazione radio ad ogni incrocio di strada? E per vedere cosa? Un traffico cifrato ed imperscrutabile che scorre tra due macchine di cui non è possibile determinare l'identità (perchè gli indirizzi IP non sono stati assegnati da IANA ma da un semplice, privato cittadino)?

    NOTA: Anche i telefoni cellulari di questa generazione (gli “smart phone”) sono dotati di connettività radio (WiFi o Bluetooth) ed esistono già programmi che sfruttano questo hardware per creare connessioni punto-punto o persino intere reti adatte al file sharing.

    Caso 8: WMN e MANET
    Le reti “gerarchiche” come quelle che ho appena descritto devono essere create, gestire e configurate da esseri umani. Un compito noioso e che non può tenere il passo con il continuo vai-vieni delle reti più dinamiche.

    Per questo sono state create delle reti “non gerarchiche” (WMN) e persino delle reti specifiche per le applicazioni mobili, le MANET. Queste reti sono molto simili a delle reti P2P e, come le reti P2P, si autorganizzano. A differenza delle reti P2P tradizionali, tuttavia, queste reti usano solo connessioni radio. Non passano da Internet e non sono rilevabili o bloccabili.

    Date un occhiata, per esempio, a Netsukuku ed a CuWIN.

    Si applicano quindi le stesse contestazioni che ho già mosso nel caso precedente, con l'aggravante della spettacolare mutevolezza di configurazione di queste reti.

    NOTA: Sono già state create delle apposite versioni di questo tipo di reti che funzionano sugli smartphone. Si possono già scambiare file con sconosciuti (via WiFi o Bluetooth) mentre si passeggia per il centro col cellulare in tasca.

    Caso 9: memorie flash e altri supporti
    Infine, c'è un modo ovvio, e sempre più diffuso, di scambiare abusivamente file coperti da copyright: le memorie flash ed i supporti ottici (CD e DVD). La pirateria, infatti, esiste sin dai tempi delle musicassette. Internet ha solo reso il problema ineludibile.

    Cosa pensa di fare Sarkozy per impedire questo tipo di scambio? Istituire il “porto di memoria flash” e dei controlli stradali della polizia?

    Conclusioni
    Non so se ridere o se piangere di fronte a questo genere di iniziative. La loro spettacolare inutilità mi spingerebbe e a liquidarle con una risata. Purtroppo, il loro tragico impatto sulla riservatezza delle comunicazioni e sulla loro libertà dei cittadini mi rattrista profondamente. E mi indigna.

    Alessandro Bottoni

    fonte: Punto Informatico 14.05.2009

    http://punto-informatico.it/2622670/PI/Commenti/dove-sbaglia-sarkozy.aspx


    #79592
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    bravo
    questi sono alcuni esempi dell'inutilità di voler fermare la rete, il nuovo tipo di pensiero che si diffonde..


    #79593
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    ……..eeeeee

    chi controlla …..

    chi controlla?


    #79594
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1242342862=Atreyu]
    Beh, vorrà dire che risparmieremo quei 40 euri per l'abbonamento! Sarà il mio primo provvedimento e così come me faranno in molti, procurando gravi danni alle società di providers. Per questo non credo che la legge verrà approvata. Inoltre non penso che Internet abbia portato reali benefici, quindi farne a meno, molto probabilmente ci arricchirà umanamente e vorrà dire che ritorneremo a comprare i cd masterizzati dai marocchini! :hehe:
    [/quote1242342862]

    Spero che scherzi…
    Internet, per uno come, è l'ossigeno!
    Quando sento 5 minuti di televisione mi comincia a bollire il sangue e la getterei dalla finestra, invece grazie a internet posso usufruire di notizie libere e lontano dagli influssi dei demoni che controllano il potere, ti pare poco?
    Sta a me decidere cosa vedere e quando vedere.
    È questo che gli fa tanta paura … non possono controllarlo/corromperlo? Allora lo uccidono, in pieno stile mafioso…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

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