Intervista a Franco Battiato

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Questo argomento contiene 48 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sephir 9 anni, 11 mesi fa.

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  • #84802
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1330957330=farfalla5]
    Grazie Inneres della bella intervista. Mi piace Battiato, forse un po' pieno di sè ma almeno sa quello che dice.
    [/quote1330957330]
    Credo sia apparenza, delle volte mi è sembrato totalmente spontaneo e semplice. Come tutti ha delle sue convinzioni 🙂


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84803
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    fonte: [link=http://www.ilfattoquotidiano.it]http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/condizionato-incondizionato/195128/[/link]

    [size=24]Condizionato, incondizionato
    Tulku Urgyen, buddhista vajrayana, nato nel Tibet orientale (1920-1996), è stato, senza dubbio uno dei più grandi maestri spirituali del nostro tempo. Iniziò a meditare, seguendo gli insegnamenti del padre, all’età di quattro anni. Ha scritto libri meravigliosamente utili per chi è sulla ‘via’. Un consiglio, per chi fosse interessato: “Dipinti di Arcobaleno”- Ubaldini Editore.

    Condizionato, incondizionato

    Tutto è raggruppato in relativo e ultimo, in condizionato e incondizionato. Il condizionato è relativo, l’incondizionato è l’ultimo. Il condizionato è concepibile. Ne puoi parlare, spiegarlo. L’incondizionato è inconcepibile. Noi possiamo parzialmente accennare alla natura dell’inconcepibile a parole. Possiamo accennarlo con termini come purezza primordiale e presenza spontanea; ma è attraverso la pratica che noi effettivamente sperimentiamo qual è l’inconcepibile. La padronanza sul condizionato può beneficiare una situazione attuale. Quando arriviamo nel bardo (l’intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta tra la morte e la rinascita), gli aggregati e gli elementi collassano, allora, solo l’incondizionato ci può aiutare. Fintantochè i modelli abituali oscurano l’incondizionato, noi non possiamo sperimentare la nostra inconcepibile natura del risveglio originale. Così, ora dobbiamo prendere confidenza con l’incondizionato, non c’è altra via.

    Franco Battiato


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84804
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1330966084=InneresAuge]

    fonte: [link=http://www.ilfattoquotidiano.it]http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/condizionato-incondizionato/195128/[/link]

    [size=24]Condizionato, incondizionato
    Tulku Urgyen, buddhista vajrayana, nato nel Tibet orientale (1920-1996), è stato, senza dubbio uno dei più grandi maestri spirituali del nostro tempo. Iniziò a meditare, seguendo gli insegnamenti del padre, all’età di quattro anni. Ha scritto libri meravigliosamente utili per chi è sulla ‘via’. Un consiglio, per chi fosse interessato: “Dipinti di Arcobaleno”- Ubaldini Editore.

    Condizionato, incondizionato

    Tutto è raggruppato in relativo e ultimo, in condizionato e incondizionato. Il condizionato è relativo, l’incondizionato è l’ultimo. Il condizionato è concepibile. Ne puoi parlare, spiegarlo. L’incondizionato è inconcepibile. Noi possiamo parzialmente accennare alla natura dell’inconcepibile a parole. Possiamo accennarlo con termini come purezza primordiale e presenza spontanea; ma è attraverso la pratica che noi effettivamente sperimentiamo qual è l’inconcepibile. La padronanza sul condizionato può beneficiare una situazione attuale. Quando arriviamo nel bardo (l’intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta tra la morte e la rinascita), gli aggregati e gli elementi collassano, allora, solo l’incondizionato ci può aiutare. Fintantochè i modelli abituali oscurano l’incondizionato, noi non possiamo sperimentare la nostra inconcepibile natura del risveglio originale. Così, ora dobbiamo prendere confidenza con l’incondizionato, non c’è altra via.

    Franco Battiato

    [/quote1330966084]
    🙂
    Grazie


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #84805
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    fonte: [link=http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/lessenza-della-vita/196674/]http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/lessenza-della-vita/196674/[/link]

    [size=24]L’essenza della vita
    Willigis Jäger, nato a Hösbach (Germania) nel 1925, monaco benedettino. Uno dei più grandi mistici viventi. Ha scritto un libro fondamentale: “L’Essenza della vita”, Edizione ‘La parola’.
    Nella seconda metà degli anni settanta diviene allievo del maestro zen Yamada Ko-un Roshi a Kamakura (Giappone).
    Nel 1981 Jäger torna in Germania. Accusato di falsare il concetto cristiano di Dio, nel 2001, la Congregazione presieduta dall’allora cardinale Ratzinger, gli vieta di svolgere ogni attività pubblica (cose da pazzi).
    Padre Willigis lascia la sua comunità, pur rimanendo benedettino.

    Da “L’Essenza della vita” pag. 190/191:

    “Lo scetticismo da parte della Chiesa nei confronti delle forme di preghiera contemplativa si è conservato fino ai giorni nostri. Addirittura gli scienziati sono più interessati all’argomento rispetto agli uomini di Chiesa, tanto che G. Zukav può scrivere: “Non ci sarà da meravigliarsi se nel XXI secolo tra i seminari di fisica si terranno anche dei seminari sulla meditazione”. (E questo è già accaduto).
    Ecco perchè non c’è da meravigliarsi che coloro che cercano un cammino verso l’esperienza transpersonale abbandonino le chiese, e che in tal modo la mistica lasci il cristianesimo.
    Non è un segreto che molti abbandonino la Chiesa anche perché non riescono più ad accettare affermazioni teologiche assolutizzate. La domanda sul senso della vita non trova più una risposta teorica soddisfacente, neanche da parte della religione.
    La nostra vita acquista un senso solo nel profondo del nostro essere, quando cogliamo un sentore divino”.

    Franco Battiato

    “La nostra vita acquista un senso solo nel profondo del nostro essere, quando cogliamo un sentore divino”

    Se solo ci riuscissi… non usando le meccaniche emozionali sempre ingannatrici, e nemmeno stratagemmi della mente… Trovare la Verità :medit:


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84806
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Intervista a Franco Battiato
    (5 gennaio 1986)
    BATTIATO PORTA UNA CANZONE ALLA “JUVE DELLE GALASSIE”.

    MILANO – Cappotto nero e collo di pelliccia; un'immagine antica: siperba,
    severa. Ma sguscia una cravatta a fiori. E, dietro la nuca, un codino di
    capelli. L'orologio è sopra il polsino della camicia, come fa Gianni
    Agnelli.
    “Io, imitare l'avvocato? No, no: è per i peli. Il cinturino me li tira. Sono
    dolori. Meglio appoggiarlo sul tessuto”.

    – BATTIATO, LEI HA DETTO: NON INVITEREI A CENA NE' AGNELLI NE' PLATINI; HO
    PAURA DI ANNOIARMI…

    “Che sciocchezza! Li ospiterei eccome, due fuoriclasse così!”

    E SILVIO BERLUSCONI?

    “Alcuni gradini in basso rispetto ad Agnelli. Forse qualche piano più giù.
    Poi, temo che le Tv private frenino la nostra crescita di persone. Troppe
    trasmissioni solleticano gli istinti più bassi”.

    L'ITALIA HA BISOGNO DI ARGOMENTI SERI?

    “Non si può affermare: adesso la gente ha bisogno di questo o di quello.
    Ognuno ha i propri cicli, i propri ritmi. Ciascuno rifletta su di sé, e
    scelga per sé. Io credo che si stia scherzando troppo, preferirei più
    rigore, competenza. Però, se altri vogliono così, contenti loro…”

    LEI E' STATO ATTORE DI CABARET…

    “Nel 1963, subito dopo essermi trasferito dalla Sicilia a Milano. Dovevo
    tirare avanti. Mi esibivo con la chitarra al Club 44. Poi il maestro Gino
    Negri mi presentò a Tino Carraro: ottenni una particina in “Molto rumore per
    nulla”. Poi recitai con Elsa Merlini, facevo la sentinella. Una sera,
    gridando: “Altolà! Chi va là?”, la spada mi sfuggì di mano, suscitando una
    risata generale. E smisi”.

    INTANTO INCIDEVA LE PRIME CANZONI…

    “Erano dischi di plastica che il settimanale Nuova Enigmistica Tascabile
    regalava ai lettori. Cantavo i motivi in voga a quell'epoca. Il primo fu “E
    più ti amo”, un successo di Alain Barrière. Mi davano 10mila lire per disco.
    Troppo poco, così mi aiutavo con il lavoro di magazziniere”.

    MILANO NEGLI ANNI '60 COM'ERA?

    “Arrivai in treno. Il classico treno dal sud. Mi accolse una nebbia
    impenetrabile. Ma non provai sgomento. C'era vitalità, affetto”.

    FU CHITARRISTA DI OMBRETTA COLLI…

    “Due anni tra una balera e l'altra. Divertentissimo”.

    HA DETTO: SCRIVO MUSICA CLASSICA PER POVERI…

    “Si, sono un proletario. Nello spirito. Significa riconoscere la proria
    sensibilità in quella gente. Ammirarne la solidità”.

    SOSTIENE CHE LA MUSICA LEGGERA E' PIU' COLTA DELLA MUSICA COLTA…

    “Più che altro la musica leggera è più “cotta” della musica colta. E'
    digeribile, non appesantisce. Poi è musica viva: scaturiscedalla realtà, e
    la raffigura. Colonna sonora della vita quotidiana”.

    CANTA: LA MUSICA CONTEMPORANEA MI BUTTA GIU'…

    “Mi riferisco allo stile di alcuni compositori: Salvatore Sciarrino, Sylvano
    Bussotti, Luigi Nono. Non mi piace. E' musica che non dà; toglie”.

    E LA SUA E' MUSICA DIGERIBILE?

    “Note da respirare più che da inghiottire. Musica nella quale bagnarsi,
    melodia biologica, trascurando la logica”.

    SI PARAGONA A RAFFAELLA CARRA'…

    “Anche tra Karlheinz Stockhausen e Amanda Lear non c'è differenza. Scherzo.
    Sono paradossi da opporre a coloro che pretendono di compiere distinzioni,
    graduatorie. La giornata è lunga: al mattino ci si lava i denti, si va al
    lavoro, si studia, si legge, si mangia. Momenti differenti, esigenze
    differenti. Ciascuna con la propria dignità”.

    DAL 1974 AL 1979 C'E' STATO UN BATTIATO PERDENTE CHE VENDEVA POCHE MIGLIAIA
    DI DISCHI; DAL 1979 IL BATTIATO VINCENTE E' STATO A LUNGO IN VETTA ALLE HIT
    PARADE…

    “Vincere non significa ricevere consensi, ma realizzare ciò che si desidera.
    Se l'applauso non ti interessa, non ci pensi neanche”.

    LEI CANTA: SIAMO SOMMERSI DA IMMONDIZIE MUSICALI. CHI RISCUOTE SUCCESSO E'
    PIU' IMMONDIZIA DEGLI ALTRI?

    “No. Al contrario. Quando milioni di persone indirizzano la loro
    soddisfazione su una persona o su un prodotto, li sublimano, li elevano.
    Ascolti una canzone prima che abbia successo e la riascolti dopo: è tutta
    un'altra cosa”.

    KARL MARX E LA HIT PARADE

    NEL 1978 HA VINTO IL PREMIO STOCKHAUSEN PER LA MUSICA SPERIMENTALE; NEL 1981
    HA COMPOSTO “PER ELISA”, CANZONE VINCITRICE AL FESTIVAL DI SANREMO,
    NELL'INTERPRETAZIONE DI ALICE. DUE TRIONFI DIFFERENTI, LA GIOIA E' LA
    MEDESIMA?

    “Assolutamente no. E' tutto diverso. E ho apprezzato più la vittoria a
    Sanremo: dietro c'era tutta l'Italia. Poi non dimenticherò più un successo
    in Bulgaria. Nel 1979, al festival di Burgas, sul Mar Nero: trasmesso in Tv
    da tutti i Paesi dell'est. Io vestivo una camicia bianca, e nel taschino il
    passaporto. L'avevo messo lì per caso, non sapevo dove tenerlo. Davanti alle
    telecamere cantai così, con quel documento che spuntava di due dita. Non
    potevo immaginare quel che sarebbe successo. In un attimo diventai un
    emblema, simbolo di libertà. Quel loro sistema impedisce alla gente di
    viaggiare, spostarsi da una città all'altra. E' inconcepibile, pazzia pura.”

    PERO' LE IDEE DI KARL MARX HANNO SUSCITATO CONSENSI…

    “Se Marx fosse un cantante, non riuscirebbe ad entrare tra i topo ten, cioè
    tra i dieci motivi in testa alla classifica di vendita. Con tutto il
    rispetto: Marx mi annoia, non riesco a leggerlo. Giudico la sua filosofia da
    quel che ho visto nei Paesi comunisti. Il risultato è contraddittorio:
    quella loro repressione genera una certa pulizia, onestà; ma non riesco a
    sopportare l'idea che l'uomo debba sopportare tanti soprusi.”

    E LE SOCIETA' OCCIDENTALI?

    “Da ragazzini ci si sfidava nella corsa. Così, senza allenamento, ed
    emergevano le differenti predisposizioni naturali. Un mio compagno bruciava
    tutti sui 100 metri. Non ne ero invidioso, restavo strabiliato, godevo di
    quello spettacolo. Invece la nostra società fraintende il significato della
    competizione. Non si corre per il gusto di correre, per confrontarsi,
    migliorarsi; si corre per vincere. E' una gara inquinata. Successo e potere
    si intrecciano ostacolando il talento. Così nesuno occupa il posto che gli
    compete. E gli errori si sovrappongono agli errori.”

    LEI HA SCRITTO: L'EVOLUZIONE SOCIALE NON SERVE AL POPOLO…

    “Se non è preceduta da un'evoluzione del pensiero. Prima bisogna capire, poi
    cambiare. Altrimenti si fa confusione. L'emancipazione dal bisogno,
    liberarsi dalla fame, arricchirsi, cercare le comodità: è importante ma è
    soltanto un mezzo, un'opportunità per vivere meglio. Non è lo scopo della
    vita. Oggi invece ci rendiamo schiavi del denaro e dei consumi. Chi non può
    acquistare gli oggetti che ci spingono ad acquistare, si sente male. E
    grida: sporco ricco, bastardo! Invece certe privazioni, certe sofferenze
    illuminano la comprensione della vita. Ed è meglio capire senza avere,
    piuttosto che avere senza capire (perchè se poi si perde ciò che si ha, non
    resta proprio nulla)”.

    E LA VIOLENZA?

    “Dentro c'è il vuoto, la disperazione. Quelle persone devono dimostrare che esistono. Nessuno ha dato loro un orientamento. E vagano nella vita, come indemoniati”.

    RENE' GUENON HA SCRITTO: LA SOCIETA' MODERNA E' UN'ANOMALIA, E' L'UNICA A TRASCURARE I PRINCIPI CHE SPINGONO VERSO ESSERI SUPERIORI, ENTITA' SOPRANNATURALI…

    “Oggi l'uomo crede di essere importante, s'immagina al centro dell'universo. Invece è zero, niente. E si rende ridicolo pensando di decidere, dominare. L'uomo diventa essere straordinario soltanto se si accetta come nullità, minuscolo ingranaggio del sistema naturale”.

    MA CIASCUNO E' PROTAGONISTA DELLA PROPRIA VITA, DEL PROPRIO DESTINO…

    “Ecco l'errore. Invece noi subiamo le nostre esistenze: dalla A alla Zeta. C'è qualcosa che le dirige”.

    ALLORA E' TUTTO INUTILE?

    “No. Perchè, a differenza delle piante e degli animali, l'uomo puòprendere coscienza della situazione: capire che non è in grado di governarsi, e godere della vita nel suo vero significato. Ma da secoli si ripetono gli stessi errori: l'uomo non sa ribellarsi da quei valori che lo hanno imprigionato nella sua gabbia senza speranza. Intanto l'universo, indifferente, si espande verso la meta designata”.

    CANTA: SIAMO PROVINCIALI DELL'ORSA MINORE. MA AL CENTRO DELLA GALASSIA CHE COSA C'E'?

    “Non una maggiore quantità di energia, ma una migliore qualità di energia”.

    LEI HA SCRITTO: SU PATRIOTI, ALLE ARMI. CHI SONO OGGI I PATRIOTI?

    “Coloro che si ribellano ai soprusi culturali”.

    ALLE ELEZIONI DEL 1974 SI PRESENTO' CANDIDATO NELLE LISTE DEL PARTITO RADICALE…

    “Errori di gioventù”.

    IL SILENZIO DEL RUMORE

    SI DEFINISCE: MUSICISTA MODALE. CHE SIGNIFICA?

    “Nella cultura indiana, il modo e l'atteggiamento nel quale ci si deve disporre per cantare una raga. Il raga è la base delle composizioni-improvvisazioni della musica indù. Ne esistono centinaia, e ciascun raga suggerisce le note adatte per esprimere differenti stati d'animo: preghiera, gratitudine, e cos' via. Musicista modale significa snodare una melodia attorno a uno schema base del raga”.

    PERCHE' TANTA ATTENZIONE ALLE FILOSOFIE ORIENTALI?

    “Il sole sorge a oriente e tramonta a occidente. E questo ha un significato”.

    A ORIENTE C'E' ANCHE KHOMEINI…

    “Tutte le civiltà alternano periodi contrapposti. In passato la Persia ha raggiunto vette elevatissime; oggi tocca il suo punto più basso”.

    DOBBIAMO AVERE PAURA DEI PAESI ARABI?

    “Popoli che attribuiscono assai poca importanza alla vita terrena: sia alla propria, sia a quella altrui. Credono nell'aldilà. Non possiamo far nulla: decideranno forze superiori, i giochi occulti del destino.”

    IL DESTINO HA GIA' DECISO ANCHE LO SCUDETTO DELLA JUVE?

    “Non so se vincerà la Juve. Ciò che appare chiaro, certo, viene smentito più facilmente. E sul Napoli non sventola bandiera bianca”.

    IL CALCIO E' UN CENTRO DI GRAVITA' PERMANENTE…

    “Una calamita che attira tutte le tensioni. Attenuerà la sua forza magnetica soltanto quando impareremo a stare meglio con noi stessi”.

    IL CALCIO E' SIMBOLO, RITO…

    “Lo stadio somiglia più a un sex-shop che a un tempio. E il gol ha l'effetto di una penetrazione”.

    E' UN'INTERPRETAZIONE PSICANALITICA…

    “La psicanalisi non m'interessa. E' una scienza comica: persone sbagliate dicono cose giuste, rendendole inaccettabili. So però che la gente va in chiesa per ragioni sessuali, va ai concerti per ragioni sessuali, va allo stadio per ragioni sessuali”.

    E CHI SI DEDICA A UNA ATTIVITA' SESSUALE VERA?

    “Non lo racconta. La gente parla, parla: il sesso diventa un'ossessione. Fatelo e vedrete che vi passa”.

    IL SUCCESSO PORTA IN SE' IL GERME DELLA SCONFITTA?

    “Il successo porta in sé il pareggio. C'è un contraccolpo, un ripensamento.
    Bisogna trovare un nuovo equilibrio”.

    LEI HA GIOCATO A SAN SIRO…

    “Il 6 giugno 1985. Libero della nazionale cantanti. Contro la
    rappresentativa di Lega femminile. Subito dopo essere sceso in campo l'ala
    sinistra avversaria mi è scappata via. E' sempre duro accettare di essere
    superato da una donna. Anche a 40 anni. Così per inseguirla, ci ho messo uno
    sforzo in più: ho visto il campo ruotarmi attorno e ho deciso di rientrare
    negli spogliatoi. Non giocavo da 22 anni”.

    E' STATO TERZINO DELL'AKRAGAS…

    “Nelle formazioni giovanili. Ma i miei campionati migliori li ho disputati
    con il Riposto, in prima divisione. Difensore d'intuito, d'anticipo; non
    toccavo mai l'avversario. Un Facchetti. E i tifosi spaventavano gli
    attaccanti rivali gridando 'posa a pipa', cioè ti conviene lasciare la
    palla. Ricordo anche un mio mitico gol. Contro l'Acireale, a tre minuti dal
    termine. Avevamo giocato sempre all'attacco. Ero l'unico a essere sempre
    rimasto indietro a baluardo della difesa, non avevo toccato neppure un
    pallone. D'improvviso scatta il loro contropiede, le due ali fuggono in
    coppia. Io, in mezzo. C'è il traversone. Volo e colpisco in acrobazia:
    autorete. Perdemmo 1-0, ma il campionato fu ugualmente nostro. Però smisi. E
    da allora il calcio l'ho seguito soltanto in Tv”.

    HA SCRITTO: A BEETHOVEN E FRANK SINATRA PREFERISCO L'INSALATA…

    “Una provocazione contro i luoghi comuni, le banalità. Non tutte le
    composizioni del musicista tedesco sono di livello superiore. Bisogna
    trovare il coraggio di dirlo”.

    C'E' IL SILENZIO NEL RUMORE?

    “In una stanza nella quale si ode soltanto il ronzio di un frigorifero o di
    un condizionatore d'aria, dopo alcuni minuti si dimentica quel rumore, non
    lo si percepisce più. Però quando smette, che sollievo!”

    E IL SUONO DELLE PAROLE?

    “Esprime il loro significato profondo. Differente dal senso imposto dalle
    consuetudini. Per capire bisogna ascoltare, serve animo sgombro:
    abbandonarsi, immergersi. E chi pretende di sapere già, rimane sordo”.

    ENRICO PARODI
    fonte: [link=]http://utenti.multimania.it/musikarmang[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84807
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Tracklist del nuovo album 'Apriti Sesamo':

    Ecco a lato la cover del nuovo album di Franco Battiato ''Apriti Sesamo'', in uscita alla fine di ottobre, precisamente il 26. Ecco invece la tracklist: 01- ''Apriti Sesamo''; 02- ''La dimenticanza''; 03- ''Vivo in ogni luogo''; 04- ''Eri con me''; 05- ''Sedimenti affini''; 06- ''La folla''; 07- ''Giochi di un tempo''; 08- ''Corro sa solo''; 09- ''Denaro e collera''; 10- ''Giacigli''.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84808
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote]

    [size=20]IL VANGELO SECONDO BATTIATO
    “Ho un certo disprezzo per le masse – Detesto DI piacere a tutti – a New York provai un'attrazione fortissima a buttarmi sotto la metro – La castità è fantastica. Non avere pulsioni sessuali è una fortuna”…

    Giancarlo Dotto per “La Stampa”

    [/quote1347398770]
    Solo ora ho letto questa intervista, certo pensare a Battiato suicida…da giovane … mi ha fatto pensare. Quanti traumi, quante ipocrisie, quanto troppo ha vissuto quest'uomo e poi arrivato a capirlo.

    Ho letto anche il resto…è tremendo. Ha una visione molto personale e sicura.
    Mi piace.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #84809
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1347402809=farfalla5]
    Solo ora ho letto questa intervista, certo pensare a Battiato suicida…da giovane … mi ha fatto pensare. Quanti traumi, quante ipocrisie, quanto troppo ha vissuto quest'uomo e poi arrivato a capirlo.

    Ho letto anche il resto…è tremendo. Ha una visione molto personale e sicura.
    Mi piace.
    [/quote1347402809]
    Anche a me :yesss:


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84810
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [size=26]Oggi sono contento della mia vita
    L’incontro con il maestro della musica italiana

    Sentirsi rispondere ad una domanda durante una intervista “me gusta mucho” non ha prezzo. Soprattutto quando a pronunciare questa frase è il maestro Franco Battiato. Dopo aver cantato ai suoi concerti, aver alzato le braccia al cielo mentre intona “E ti vengo a cercare”, dopo aver “pregato” con lui, perché le sue sono preghiere non canzoni, finalmente l’ho incontrato.

    Cantante, compositore e regista, ha da poco terminato la stesura di una sceneggiatura sul compositore tedesco Haendel.
    «Ho scritto una sceneggiatura sul compositore tedesco di nazionalità inglese, dopo aver studiato per circa 3 anni il Settecento, perché non sopporterei di lasciare delle ombre, come è successo a chi ha scritto quello spaventoso film che è “Amadeus”: un film che ha delle pretese storiche non può essere fatto così!».

    Lei viene considerato un musicista di nicchia, eppure ai suoi concerti ci sono moltissimi giovani e si registra, sempre il sold out.
    «Passo per musicista di élite, ma ho venduto milioni di dischi. è inaccettabile dire che non sono commerciale, perché vendo di più di chi si reputa commerciale. Quando canto le mistiche, c’è un silenzio impressionante. È così, diamoci pace, rassegniamoci!».

    Che rapporto ha con la felicità? Ha più a che fare con il divino o con il terreno?
    «Con il divino. Le mie felicità sono in quella zona: ho anche scritto una canzone che si chiama “Stati di gioia” che descrive questo. E ho cominciato questo percorso verso il divino partendo dai mistici indiani: mi sono abbeverato a tutte le correnti della spiritualità, nessuna esclusa, le più importanti, certamente non quelle americane».

    Cosa pensa delle imitazioni che fanno di lei?

    «Una volta Fiorello mi aveva invitato in Radio, durante la sua trasmissione, e sapevo che lui mi avrebbe imitato. Allora studiai le imitazioni che lui faceva di me. Quando arrivai lì, mi fecero proprio questa domanda e allora gli dissi che Fiorello sbagliava tre cose: per prima cosa usava un’altezza musicale che non esercitavo, mi faceva un fortissimo accento siciliano e mi dava un vibrato alla Bruno Lauzi che io non ho!».

    L’Italia sta attraversando un momento difficile, ma ne parlava già anni fa di questa povera patria…
    «Una canzone come “Povera patria”, se fosse stata scritta nell’antica Grecia, sarebbe stata uguale. Se uno si mette a leggere le lettere dei grandi imperatori romani, tu leggi “dobbiamo scegliere i più cretini, perché i più cretini sono manovrabili”. Quindi, il potere politico è sempre stato uguale: fatto di scemi e di persone che sanno quello che fanno e che pilotano gli altri».

    Che differenza tra voi, giovani degli anni Settanta, e i giovani di oggi?
    «C’è una cosa della nostra gioventù, che non c’è più: noi musicisti non volevamo guadagnare, non ci interessava il successo. Eravamo fanatici della musica e di qualche droghetta per allargare la coscienza! Lo scopo era la ricerca, alla maniera di certi sciamani. E vivevamo bene!».

    Come vede il futuro dei giovani?
    «Il futuro dipende da loro».

    Quanto sono stati importanti i viaggi per lei?
    «Ne ho fatti tanti e la causa era sempre la stessa: non andavo in giro per assaggiare nuovi piatti o per vedere gente strana, ma per imparare. I primi li ho fatti senza soldi. Con 100 dollari riuscivo a sopravvivere un mese: prendevo un traghetto, dormendo con sacco a pelo a prua. Allora c’era gente con pappagalli, donne grasse, curve, turche. Credo che la prima esperienza forte l’ho avuta arrivando dalla Grecia. Ricordo che ci avvicinammo a Istanbul, era l’alba e vidi un sole enorme dietro la moschea di Santa Sofia. È stato come un tuffo nel passato. Tutta la fatica del viaggio era passata. Una impressione fortissima fatta di colori. Ero andato lì per vedere i dervishi e quando vidi quel sole fu quello il primo insegnamento».

    Che rapporto ha con il palco?
    «Negli anni Settanta consideravo i cantautori delle schifezze. Ma poi lo sono diventato anche io e quindi non posso più dirlo! Io in realtà ero giusto per non esibirmi. Dovevo scrivere e basta. Poi negli anni Settanta ho deciso di fare concerti, per guadagnare… Certamente ancora oggi non mi taglio le vene quando mi esibisco. Io sto bene a casa».

    Che rapporto ha con la fede?
    «Io non ho fede, non so cosa sia. Io la vivo la spiritualità».

    Da dove nasce il suo immaginario?
    «Nel 1970 avevo un dubbio sugli umani. Salivo su un pullman e non capivo questi esseri. A poco a poco questa esperienza è diventata una prova. Avevo preso il diploma di maturità, ma mi ero accorto che gli studi erano finalizzati al titolo, ma che ero ignorante. Allora cominciai a leggere per capire gli umani con cui volevo riconciliarmi. Ho cominciato a leggere e, un giorno, mi buttai per terra chiudendo gli occhi. Non sapevo cosa fosse la meditazione. Però, ho cominciato a capire che avrei potuto viaggiare dentro il mio corpo e riempire tutti i vuoti. La gente cammina per strada, ma i pensieri della gente ti catturano. Tu scansi le macchine, ma dai pensieri sei rapito. Quando ti trovi in uno stato del genere, è questa la magia. Ho cominciato con i mistici. A poco a poco si è formata in me una via spirituale, ma anche una forte divisione tra essenza e personalità. Ho cominciato a capire che la mia personalità era violenta e diversa… Ho capito che i nemici sono dentro di noi, non vanno cercati fuori: quando qualcuno mi dice di che segno sei, io dico “ero dell’Ariete”, un segno che determina una testardaggine che può essere positiva, ma che diventa negativa se si trasforma in chiusura. Un giorno incontrai un signore che detestavo e io gli dissi che ero sempre d’accordo con lui. Alla fine lui se ne andò contento. Ed anche io: perché devo contrastare qualcuno con cui non c ‘è possibilità di intesa o dialogo? Io parlo con le persone con le quali c’è possibilità di comunicare. E oggi, a 67 anni, comincio ad essere molto contento della mia vita!».

    Come scrive le canzoni?
    «Le idee sono nell’aria. Non è necessaria l’urgenza di avere qualcosa da dire, ma è importante mettersi a lavorare ed avere la testa aperta: qualcosa arriva. Mi spiego. Avevo un incubo, che era la pittura. A scuola prendevo sempre uno, uno e mezzo. Una volta ho preso due, perché un mio compagno, fanatico di musica, mi chiese di passargli degli accordi. Io in cambio gli chiesi un disegno. Avevo 16 anni. Il disegno era bellissimo! Per non dare nell’occhio, lo normalizzai un po’… e presi due! Ecco, partendo dal presupposto che tutti siamo uguali, dal più cretino al più intelligente, che dobbiamo ritrovare la nostra natura originale e che è importante studiare per imparare ad essere disciplinati, siamo esseri che abbiamo delle possibilità enormi. Quindi, per ritornare alla pittura, io ho lavorato due anni e alla fine ho cominciato anche io a dipingere. Dopo un anno e 9 mesi di tele buttate, ho disegnato un dervisho in un attimo. Mi si era aperto tutto. Ho imparato da solo. Poi può piacere o non piacere. Ma ora sono un pittore!».

    fonte: [link=http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=1201]ioacquaesapone.it[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #84811
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    hahaha


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

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