io NON sono Charlie

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Questo argomento contiene 874 risposte, ha 17 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 1 anno, 11 mesi fa.

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    Articoli
  • #309829
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Religione, Denaro, desiderio di dominio e molto altro, questa è la miscela in gioco.
    In questi giorni Putin ha fatto uno strano discorso sulle armi nucleari.

    Il discorso sembra molto vago e allegorico;da tempo molti commentatori sostengono che il fanatismo di ISIS o Talebani o fanatici, in questi sedicenti credenti islamici rigorosi la questa fede cieca interiore è così deviata che probabilmente userebbero armi nucleari se solo potessero…
    Questa diceria era già presente con Osama Bin Laden e, voci di corridoio, dicevano che l’abbiamo scampata per poco.
    A quei tempi, si sussurrava, che la ritorsione naturale sarebbe stata una bomba sul complesso della Mecca e che solo questo tratteneva quei fanatici da spingersi oltre. Ovviamente erano fantasie o voci senza alcuna minima evidenza, ma c’erano.
    Il discorso di Putin che senso ha?


    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 11 mesi fa da camillo camillo.
    #309836

    Rebel
    Partecipante

    Secondo me il discorso di Putin ha molto senso, ha parlato di nucleare per far capire che non è disposto ad accettare oltre, questo è un serio avvertimento per tutti, probabilmente si sente forte perchè adesso hanno armi non convenzionali che non sono mai state usate ma che sono in grado di fermare qualunque attacco sulla Russia, per molti può sembrare fantascienza ma ci sono una grande quantità di brevetti sugli armamenti che sono sotto gli occhi di tutti, figuriamoci quelli che sono stati secretati, non oso nemmeno immaginare i brevetti Russi che non sono mai arrivati al pubblico, e qui su questo forum sappiamo per certo che la tecnologia sui campi di Torsione sviluppata dai Russi è anni avanti a tutto il resto del mondo.
    Insomma se PUTIN adesso fa la voce grossa non credo proprio che sia un bluff, e se la Russia non ha mai fatto una politica espansionistica e conquistatrice come quella americana è un gran segno che non vogliono la guerra ma la pace, almeno in casa loro.


    #309851
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Dietro la notizia
    Ragazza “austriaca” va con l’ISIS probabilmente rimane uccisa dai suoi stessi membri.
    Cominciamo col dire che era di genitori ex Iugoslavia di fede islamica. Quindi indottrinata poi mettiamo in luce le solite caratteristiche sia dell’ISIS che dell’islam in genere, si può entrare ma non uscirne. Maometto lo dice chiaramente in più parte lui stesso ha ammazzato chi è uscito dalla religione. Io guardo molto se una religione dona libertà o imprigiona il devoto. L’islam da questo punto di vista è tra le più coercitive e si vedono i frutti.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/25/isis-uccisa-samra-la-ragazza-austriaca-fuggita-di-casa-per-unirsi-alla-jihad/2251801/?utm_source=outbrain&utm_medium=widget&utm_campaign=obinsource


    #309905
    camillo
    camillo
    Partecipante

    «In Turchia vedo un processo di islamizzazione strisciante, Ataturk si starà rivoltando nella tomba». Così il presidente russo Vladimir Putin.
    Ma è vero?
    Ho chiesto a degli industriali che commerciano molto con la Turchia, risposta:
    effettivamente Erdogan ha investito moltissimo denaro per linea religiosa, moschee e annessi. Alcune cose sono state buone altre proprio nel senso di islamizzazione.
    I militari dovevano essere i garanti della linea laica impostata da Ataturk, ma è riuscito ad aggirarli.

    Per chi sa cogliere i segnali extra, guardi negli occhi Erdogan…
    Comunque sono solo sensazioni, il fatto è che l’aspetto religioso islamico anche qui in un paese a base laica è riuscito a demolire il laicismo, ricordate i fischi allo stadio nel momento del silenzio per Parigi?
    Erdogan non so come ha raggirato Obama (che sembra perso) e ricattato la Merkel che ha un enorme comunità turca da gestire.

    Riporto il messaggio di ieri su Palestina felix:
    “Quota 793 e Shay al-Sahaab conquistate dalle forze siriane, terroristi fuggono in Turchia!”
    Senza contare interviste dei combattenti ISIS della libia che dicono chiaramente di essere aiutati dalla Turchia.
    Morale: Non esiste islam accettabile entra in punta di piedi e finisce con l’eliminare il laicismo.


    #309910

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Caro Camillo,se ci pensi bene capirai che L’islamismo non è altro che uno strumento per i propri scopi.Per Erdogan,che non mi da l’impressione di essere un gran fedele, è il predominio politico del medio oriente.


    #309911
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Già Erdogan è tutto fuorché un santo.
    Oggi dicono che la Nato manderà aerei e navi in difesa della turchia… ??????
    Qualcuno ha capito da chi deve difendersi? Da Putin?
    La Nato… Pfui Gli USA dicono… Cosa nostra


    #309920

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Camillo,e questo non ti fa riflettere?La Nato(gli USA) affermano di voler distruggere l’Isis, ma poi accorrono ad aiutare la Turchia (che così può far la voce grossa contro la Russia),la quale Turchia protegge e fa affari con l’Isis.Non ti sembra che qualcosa non quadra?Il quadro generale è molto complesso,e gli attori coinvolti molteplici,ma di una cosa sono certo:i gendarmi del mondo,gli USA,vogliono i mussulmani sotto un unica bandiera,ma sotto il loro controllo.Il controllo del medio oriente darebbe il controllo pressoché totale del petrolio e del gas naturale.L’inizio visibile di questa strategia è iniziato con le famose primavere arabe,che dovevano portare al potere la cosidetta “fratellanza mussulmana”controllata dalla Cia. Altro che esportare la democrazia.Ma questo non era sufficiente, si doveva eliminare anche il potere dei paesi”brics”una spina nel fianco a chi vuole il nuovo ordine mondiale.Allora si fa scoppiare la rivoluzione in Ucraina per accerchiare la Russia.Ma Putin,che sarà anche un dittatore,non è uno stupido e prende tutti in contropiede con la Crimea prima,ed ergendosi deciso combattente del terrorismo in Siria poi.
    La tensione che si sta formando è sempre più alta e pericolosa.La guerra mondiale non è più una semplice fantasia.In gioco non ci sono solo questioni economiche,ma una guerra per l’egemonia mondiale.
    Altra cosa che mi spaventa,in tutto questo casino,è l’assordante silenzio della Cina,che nel frattempo controlla economicamente diversi pezzi dell’Africa.
    Sarò pessimista,ma la situazione la vedo male,molto molto male,e il terrorismo è l’ultima delle mie preoccupazioni.


    #309922

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Ma guarda un po’

    “Ad Aleppo, il governo turco ha contribuito al saccheggio della struttura industriale. Esperti turchi erano a fianco dei jihadisti ad indicare quali macchinari trasportare in Turchia”: l’accusatore è Farés el-Chehabi, imprenditore di Aleppo, presidente della Camera di Commercio e Industria di Siria; ed è un sunnita, non un alawita. Riuscito a tornare dopo quattro anni nella zona liberata dove aveva delle fabbriche, ne ha constatato il saccheggio. E lo ha detto in un’intervista a L’Orient Le Jour, il più importante giornale libanese.

    fonte http://www.maurizioblondet.it/erdogan-ordina-i-saccheggi-dellis-in-siria/

    Ma siamo sicuri che anche l’Italia, indirettamente, non stia finanziando l’Isis?

    Anche l’Italia finanzia l’ISIS
    2 dicembre 2015, di Daniele Chicca

    NEW YORK (WSI) – Non solo turchi, americani e sauditi. Anche i governi dei paesi europei finanziano l’ISIS. Come? Acquistando il petrolio che il gruppo armato terrorista vende sul mercato del nostro continente. Il greggio che scorre nei barili che vengono importati illegalmente in Turchia, caricati su file e file di navi e camion quotidianamente, finisce anche nei serbatoi delle nostre auto. E rende all’organizzazione di jihadisti anche 50 milioni di dollari al giorno.

    Il presidente russo Vladimir Putin ha denunciato per primo gli affari sporchi di sangue dell’Europa, osservando che il petrolio prodotto nei terreni conquistati dall’ISIS in Siria e Iraq viene contrabbandato tramite la Turchia per poi arrivare sul mercato internazionale compresa l’Europa e l’Italia.

    “Abbiamo informazioni che il petrolio dai depositi controllati dallo Stato islamico entra nel territorio turco su scala industriale. Avviene giorno e notte grazie a camion cisterna, che percorrono il tragitto fino ai porti dove è caricato sulle petroliere”.

    fonte http://www.wallstreetitalia.com/anche-litalia-finanzia-lisis/

    Che razza di ipocriti!Davanti agli interessi politico/economici,si puo’ calpestare tutto.
    Ora si spiega il perchè dei 3 miliardi di Euro alla Turchia da parte dell’Europa,cosi si spiega il viaggio della Merkel in Turchia,e cosi si spiega il crollo del prezzo del petrolio,tutto a discapito della Russia!.


    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 10 mesi fa da  orsoinpiedi.
    #309949

    orsoinpiedi
    Partecipante

    La Russia avverte che il massacro di Parigi prepara la 3° Guerra Mondiale
    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

    Un nuovo, splendido rapporto pubblicato oggi dal Ministero della Difesa (MoD) per i responsabili politici del Consiglio di Sicurezza (SC) afferma che gli attacchi di ieri a Parigi vanno paragonati a un “massacro rituale orchestrato/diretto” da una “cabala” segreta dei massoni ai vertici del potere di Central Intelligence Agency (CIA), Direzione generale francese per la sicurezza estera (Dgse), Secret Intelligence Service inglese (SIS/MI6), Direzione dell’Intelligence militare d’Israele (DMI) e Vaticano…

    Secondo la relazione, il Primo Direttorato dell’Intelligence (GRU) allertava il Ministero della Difesa sul possibile complotto di “Venerdì 13” quindici giorni fa (27 ottobre), dopo un incontro segretissimo tenutosi a Washington DC in cui partecipò il direttore della CIA John Brennan, quello della DGSE Bernard Bajolet, l’ex-capo dell’MI6 John Sawers e l’ex-capo del DMI e attuale capo per la sicurezza nazionale d’Israele Yaacov Amidror. Lo scopo evidente di questo straordinario incontro dei capi dell’intelligence occidentale, la relazione continua, era la discussione pubblica di un evento chiamato GW CIA Intelligence Conference: comitato sulla Missione internazionale condivisa del 21° secolo dove il futuro del Medio Oriente (almeno dal punto di vista occidentale) veniva deciso. La ragione segreta però di tale incontro, la relazione afferma, fu “scoperta” dal GRU quando tali capispioni s’incontrarono in segreto dopo la conferenza a casa del vicepresidente statunitense Joseph Biden, al vertice della Compagnia di Gesù degli USA, presieduta dal direttore della CIA John Brennan che, come il vicepresidente Biden, è un analista dell’intelligence di estrazione gesuita interessato alla teoria della guerra giusta. Subito dopo la riunione del 27 ottobre di questi capi dello spionaggio occidentali con il vicepresidente Biden, la relazione afferma, il rapporto del GRU presso il Ministero della Difesa su di esso “avvertiva e fortemente suggeriva” che un trucco di tale “cabala” gesuitico-massonica non escludeva una rappresaglia contro la Federazione, organizzata da tale gruppo, il 13 novembre, dato che tali organizzazioni segrete spesso, se non sempre, “programmano” i loro massacri false flag in concomitanza con “mistiche” date per loro importanti.

    Importante da notare è che, a differenza di molte altre nazioni, la Federazione dedica una quantità enorme di risorse monetarie e intellettuali a ciò che viene chiamata intelligence “esoterico-religiosa satanica” a causa dell’esperienza nella Grande Guerra Patriottica (seconda guerra mondiale) contro l’Impero nazista combattuta non solo contro gli eserciti, ma contro gli “invisibili sconosciuti”, le forze dietro quel regime mostruoso. Particolarmente allarmante in merito alla riunione del 27 ottobre di tali capi dello spionaggio a Washington DC, la relazione continua, era il direttore della DGSE Bernard Bajolet affermare che la nazione protetta dalla Federazione, la Siria, “sarà diversa da quello creata dopo la seconda guerra mondiale“, a sua volta spingendo il GRU ad avvertire il Ministero della Difesa che i “numeri maestri magici della massoneria, 11 e 13” sono in gioco. Ed esattamente come il GRU aveva avvertito ieri, il 13 novembre, l’ultimo dei “massacri rituali” dell’occidente destinati a plasmare il mondo intero a sua immagine si ebbe a Parigi, quando i terroristi dello Stato islamico (SIIL) sostenuto dall’occidente, effettuavano un attacco coordinato contro 6 bersagli indifesi uccidendo almeno 128 persone e ferendone 180 di cui 99 in condizioni critiche. Il senso di tale complotto massonico-gesuita che ha voluto il massacro a Parigi il venerdì 13, il rapporto spiega, è dovuto all’esilio, arresto e messa al bando di tutti i membri della loro organizzazione segreta, il venerdì 13 ottobre 1307, contro la loro dichiarazione d’innocenza e successivo martirio sul rogo del Gran Maestro Jacques de Molay, davanti la Cattedrale di Notre Dame, sette anni dopo, venerdì 13 marzo 1314. Importante notare anche, secondo il rapporto, i precedenti avvertimenti del GRU diffusi nel 2013, secondo cui i massoni-gesuiti si sarebbero vendicati dell’uccisione del Gran Maestro dopo l’elezione al papato romano cattolico di Papa Francesco (il primo gesuita divenuto Papa nella storia della Chiesa), il 13 marzo dello stesso anno, 699 anni dopo l’esecuzione di Jacques de Molay, nonostante il fatto che i gesuiti siano vincolati da giuramento a non cercare incarichi ai vertici della Chiesa cattolica romana per l’associazione in passato con la massoneria. La “connessione” tra gesuiti e massoni, la relazione spiega, fu documentata dal Congresso degli Stati Uniti nel 1913 (Congressional Record, House Bill 1523, impugnazione del caso di Eugen C. Bonniwell contro Thos. S. Butler, 15 febbraio 1913, pagine 3.215-3.216) quando i giuramenti adottati da tali organizzazioni segrete furono scoperte essere quasi esattamente le stesse, dove i membri promettevano fedeltà alla causa contro qualsiasi governo o nazione:

    Giuramento dei gesuiti
    Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, Beata Vergine Maria, beato Arcangelo Michele, beato Giovanni Battista, Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e i beati del cielo, e a voi, padre spirituale, Superiore Generale della Compagnia di Gesù fondata da Sant’Ignazio di Loyola nel Pontificato di Paolo III, e continuata ad oggi, nata dal grembo della vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vice-reggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono, date a Sua Santità dal Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, Stati, commonwealth e governi eretici, tutti illegali senza la sua conferma sacra e che possono tranquillamente essere distrutti.

    Giuramento dei Massoni (organizzazioni massoniche collegate e studiosi della Rhode adottano tale giuramento)
    Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, beata Vergine Maria, beato Giovanni Battista, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i santi del sacro esercito del cielo, e a voi, mio Spettrale Padre, superiore generale della Compagnia di Gesù fondata da S. Ignazio di Loyola nel pontificato di Paolo III e perpetrato fino ad oggi, nato dal grembo materno della Vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vicereggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono date a Sua Santità dal mio Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, regni, commonwealth e governi eretici che possono essere distrutti per sicurezza. Pertanto, al culmine del raggio del potere, proteggerò questa dottrina, e diritto e volontà di Sua Santità contro tutti gli usurpatori eretici o protestanti all’autorità e qualsiasi altra cosa, soprattutto dalla Chiesa luterana di Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e le pretese autorità delle Chiese di Inghilterra e Scozia, e i rami della stessa in Irlanda, America e altrove, e di tutti gli aderenti che possano essere usurpatori ed eretici contro la sacra Madre Chiesa di Roma.

    A parte il fattore vendetta in gioco nella strage di Parigi di venerdì 13, la presente relazione continua, può anche fungere da trampolino di lancio dell’obiettivo finale dei gesuiti-massoni nel causare la Terza Guerra Mondiale. Su come ciò sarà realizzato, secondo il rapporto, almeno i mandanti sperano sia la Francia che dichiari il massacro di ieri venerdì 13 atto di guerra, così attivando immediatamente l’articolo 5 del Trattato dell’Organizzazione del Nord Atlantico (NATO) cui la nazione francese ha aderito nel 2009 dopo 43 anni di assenza. L’articolo 5 del trattato NATO, la relazione spiega, dice che la risposta ad un attacco contro un membro può comprendere la forza armata, ma non approfondisce. Tutto ciò che la NATO promette realmente è prendere “le misure che ritiene necessarie” per ripristinare e mantenere la sicurezza. Questo potrebbe essere qualsiasi cosa, dalla guerra nucleare a una dura protesta diplomatica. L’unica volta che l’articolo 5 del trattato NATO venne invocato, afferma la relazione, fu il 12 settembre 2001 dopo gli attacchi agli Stati Uniti, in vigore fino ad oggi; ma per la Francia, al momento non essendo membro, necessiterebbe una seconda invocazione, in modo che la Francia possa legalmente (almeno agli occhi dell’occidente) impegnarsi in una guerra totale globale con i suoi alleati.

    Con il presidente francese Francois Hollande che dichiara la strage di questo venerdì 13 difatti “atto di guerra” perpetrato dallo Stato Islamico, dicono gli analisti del MoD nel rapporto, con lo SIIL che egualmente lo rivendica, i francesi promettono una “risposta spietata” ponendo le basi per un confronto militare diretto con la Federazione. E anche se il Ministero degli Esteri avverte sulle conclusioni sui principali motivi e obiettivi dei terroristi a Parigi, mentre tutte le informazioni devono provenire dagli inquirenti, la relazione nota, la propaganda occidentale è ormai in “corsa” spingendo i propri cittadini verso la guerra. Con la Federazione dal 30 settembre che annienta Stato islamico e suoi alleati terroristici, la peggiore paura di tali cospiratori gesuiti-massoni, la relazione avverte, è che il loro sostegno quasi palese a tali barbari con armi e risorse diventi sempre più evidente al mondo, smascherandoli quali mostri e rivelando chi sono veramente, e quali siano i loro piani globali. Ma seguendo il Ministero degli Esteri, dalla relazione emerge che i veri motivi di tale strage del venerdì 13 saranno, altresì, rivelati per quello che realmente sono, e lo stesso presidente Obama concordava appena il giorno prima dell’attentato, giustamente osservando che lo Stato Islamico non è più sempre forte e che ora viene contenuto.pres-obama-on-paris-attacks-2015-billboard-650Sull’esito finale di tale grande tragedia la presente relazione non specula, ma si può sperare che la verità sulla strage sia ampiamente nota prima, e comunque, che tali guerrafondai sprofondino il mondo in una guerra totale.

    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

    Non so quanto tutto questo sia vero,ma vale la pensa rifletterci e ricercare.
    Comunque,dire he la situazione attuale sia “tesa”,è un eufemismo.


    #309950

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Perché il governo d’unità nazionale libico fallirà: Washington e Londra tifano per una nuova Somalia

    Nel resort marocchino di Skhirat è stato firmato il 17 dicembre l’accordo per la nascita di un governo d’unità nazionale libico: il documento, non ratificato dai parlamenti di Tobruk e di Tripoli ha il valore della carta straccia ed il nuovo esecutivo patrocinato dagli angloamericani attraverso l’ONU ha l’unico scopo di chiedere un intervento militare internazionale in Libia. Washington e Londra non hanno alcun desiderio di pacificare il Paese e lavorano per la propagazione dell’ISIS nell’intero Nord Africa: come in Siria, Ankara e Doha collaborano introducendo i miliziani e contrabbandando petrolio. Solo l’Egitto e la Russia hanno l’interesse ad evitare l’implosione dell’ex-colonia italiana, mentre una coalizione internazionale a guida ONU la trasformerebbe in una nuova Somalia.
    Un accordo di facciata, per coprire le vere intenzioni di Londra e Washington

    Ha il sapore di una stanca riproposizione di un film già visto e rivisto, della messa in onda di un programma trito e ritrito, lo spettacolo proiettato il 17 dicembre nelle sale del resort di Skhirat, località balneare della Marocco bene: dopo mesi di estenuanti trattative è firmato l’accordo per la nascita di un governo d’unità nazionale libico, presieduto dal premier Faiez Al-Serraj.

    Uomo d’affari originario di Tripoli, già membro della Camera dei Rappresentati esiliata a Tobruk, Faiez Al-Serraj è designato premier non su pressione dei suoi colleghi parlamentari1, bensì è scelto dal precedente rappresentante dell’ONU per la Libia, lo spagnolo Bernardino Leon (a suo tempo cooptato dalla britannica Catherine Ashton per gestire la “Primavera Araba” in qualità di rappresentante dell’Unione Europea per gli affari mediterranei) per i suoi trascorsi negli Stati Uniti2.

    Nonostante siano adottate tutte le raffinatezze del caso (Consiglio Presidenziale composto tre rappresentanti per la Cirenaica, tre per la Tripolitania e tre per il Fezzan) l’accordo non è ratificato dai due Parlamenti che attualmente si contendono la Libia (quello laico di Tobruk sostenuto da Egitto e Russia e quello islamista di Tripoli sostenuto da Turchia, Qatar ed angloamericani) ma da singoli deputati dei due organi legislativi, più qualche rappresentante di Misurata e signorotti vari3. Il valore dell’accordo è, dal punto di vista formale e soprattutto sostanziale, nullo.

    Il compito del neonato Consiglio presidenziale è quello di formare entro 40 giorni un governo d’unità nazionale che nei piani dovrebbe traghettare il Paese a nuove elezioni legislative entro un anno. Nel frattempo, l’esecutivo sarebbe il solo rappresentante della Libia riconosciuto dalla comunità internazionale e già si parla di un probabile appello per il dispiegamento di contingenti militari internazionali, più volte categoricamente rifiutato da Tobruk e Tripoli.

    Un risultato gli angloamericani l’hanno già ottenuto: il governo islamista di Tripoli ha ricevuto una sostanziale legittimazione, essendo stata richiesta ed invocata la sua firma per l’accordo, quando fino a ieri l’unico esecutivo riconosciuto formalmente dalla comunità internazionale era quello esiliato a Tobruk. Passo dopo passo, avanza in sordina quindi una nuova realtà: la Libia unita non esiste più, ma è divisa almeno in due centri di potere, la Tripolitania e la Cirenaica.

    L’intera operazione di Shkirat ha il sapore della propaganda, uno sforzo mediatico per illudere l’opinione pubblica che si lavora alla pacificazione della Libia ed al ripristino di un governo centrale, quando in realtà l’obbiettivo di Londra e Washington è esattamente l’opposto, ossia la balcanizzazione dell’ex-colonia italiana ed il suo utilizzo come trampolino di lancio per esportare il caos in tutto il Magreb. Il premier Matteo Renzi è un ingenuo, oppure si comporta come tale, quando lamenta il mancato impegno della NATO dopo l’intervento militare che porta alla caduta ed all’uccisione di Muammur Gheddafi: “non possiamo permetterci una Libia bis” dice il presidente del Consiglio pressato per intervenire in Siria contro il Califfato. In verità, l’attuale scenario libico era proprio quello preventivato ed auspicato dagli strateghi angloamericani: la distruzione del potere centrale e la somalizzazione del Paese, da estendere in prospettiva ad Egitto ed Algeria.

    È lo stesso disegno perseguito in Siria ed Iraq: si sostituisce uno Stato capace di proiettarsi all’estero, stringere alleanze con Russia e Cina, difendere le proprie risorse naturali e minacciare potenzialmente Israele, con un vespaio di tagliagole e trafficanti, non solo innocui ma pure profittevoli perché come si è recentemente visto con l’affaire Erdogan, l’ISIS vende il greggio alla metà delle quotazioni di mercato. Per le compagnie occidentali è il ritorno all’età dell’oro, prima delle nazionalizzazioni delle risorse petroliferi degli anni ’50 e ’60 da parte dei governi arabi laici ed anti-britannici.

    Le analogie tra Libia e Siria meritano di essere sviluppate, perché ci consentono di capire meglio cosa avviene sulla Quarta Sponda e chi lavora per l’implosione dell’ex-colonia italiana.

    segue su http://www.luogocomune.net/LC/index.php/18-news-internazionali/4305-perche-il-governo-d-unita-nazionale-libico-fallira-washington-e-londra-tifano-per-una-nuova-somalia

    Solo opinioni,o tasselli di una maledetta verità?
    Il puzzle si va sempre più definendo.


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