Keshe Foundation

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Questo argomento contiene 1,808 risposte, ha 73 partecipanti, ed è stato aggiornato da Hypercom Hypercom 1 anno, 7 mesi fa.

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  • #95055
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    E a quello che dice pancia aggiungo che non è perchè lo dice Keshe, che visto così potrebbe sembrare un altro santone, Keshe dice cose che mille e mille altri santoni hanno detto da quando si ha memoria.

    Sono giorni che mi salta in testa questa frase “Prima di tutto l'uomo”.
    Credevo fosse il titolo di un libro di Levi (per evidente confusione con “Se questo è un uomo”), googlando trovo sia di Nazim Hikmet, nome a me non nuovo.
    Ho scoperto che quel titolo si riferiva ad una sua poesia, famosa, che di certo devo aver letto prima, magari proprio qui su AG, eppure non la ricordo.
    O forse, leggendola con animo che man mano si va trasformando, l'ho letta davvero per la prima volta.
    In fin dei conti, esprime perfettamente non solo il mio pensiero riguardo questo thread, ma anche me stesso.

    Non vivere su questa terra
    come un estraneo
    e come un vagabondo sognatore.

    Vivi in questo mondo
    come nella casa di tuo padre:

    credi al grano, alla terra, al mare,
    ma prima di tutto credi all’uomo.

    Ama le nuvole, le macchine, i libri,
    ma prima di tutto ama l’uomo.

    Senti la tristezza del ramo che secca,
    dell’astro che si spegne,
    dell’animale ferito che rantola,
    ma prima di tutto senti la tristezza
    e il dolore dell’uomo.

    Ti diano gioia
    tutti i beni della terra:

    l’ombra e la luce ti diano gioia,
    le quattro stagioni ti diano gioia,
    ma soprattutto, a piene mani,
    ti dia gioia l’uomo!

    Nazim Hikmet


    #95056
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367267622=giusparsifal]

    In fin dei conti, esprime perfettamente non solo il mio pensiero riguardo questo thread, ma anche me stesso.

    Non vivere su questa terra
    come un estraneo
    e come un vagabondo sognatore.

    Vivi in questo mondo
    come nella casa di tuo padre:

    credi al grano, alla terra, al mare,
    ma prima di tutto credi all’uomo.

    Ama le nuvole, le macchine, i libri,
    ma prima di tutto ama l’uomo.

    Senti la tristezza del ramo che secca,
    dell’astro che si spegne,
    dell’animale ferito che rantola,
    ma prima di tutto senti la tristezza
    e il dolore dell’uomo.

    Ti diano gioia
    tutti i beni della terra:

    l’ombra e la luce ti diano gioia,
    le quattro stagioni ti diano gioia,
    ma soprattutto, a piene mani,
    ti dia gioia l’uomo!

    Nazim Hikmet
    [/quote1367267622]
    stupenda :tesor:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #95057

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Questa lettera fu scritta dal capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce.
    Il documento qui integralmente riprodotto è senz’altro una delle più elevate espressioni di sintonia dell’uomo col creato ed esprime la ricchezza universale dei “popoli nativi”, dei veri “indigeni” di ogni luogo della terra ed è la risposta che il Capo Tribù di Duwamish inviò al Presidente degli Stati Uniti che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa.

    “Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni.

    Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?

    Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia. Perciò. Quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.

    Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con un fratello.

    L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.

    IL suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.

    Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce.

    Non c’è alcun posto quieto nelle città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?

    Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.

    L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.

    L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.

    Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.

    Perciò noi consideriamo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano sulla prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere.

    Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capiti agli animali presto capiterà all’uomo. Tutte le cose sono collegate.

    Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

    Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Ma noi consideriamo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace. Importa dove spenderemo il resto dei nostri giorni.

    I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune.

    Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.

    Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.

    Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra dell’uomo rosso. Questo destino è un mistero per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell’odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov’è la boscaglia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che cos’è dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

    Noi potremmo capire se conoscessimo che cos’è che l’uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. I sogni dell’uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti noi seguiremo i nostri pensieri.

    Perciò noi considereremo l’offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Lì forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l’ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.

    Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.

    Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!”

    Capriolo Zoppo, 1854

    C'è da aggiungere qualcosa?Credo proprio di no!


    #95058
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Mehran Keshe Interview by Shahriar Mazandi 30th January 2013 Part 6
    Guarda Sottotitoli (2)

    Inglese (100%)
    Italiano (100%)
    http://www.amara.org/it/videos/KZkRyBLeqBMe/info/mehran-keshe-interview-by-shahriar-mazandi-30th-january-2013-part-6/


    #95059
    Hypercom
    Hypercom
    Partecipante

    La Polonia ha aderito al programma spaziale Fondazione Keshe


    #95060
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Sul fronte Keshe per il momento tutto tace.
    Buone nuove arrivano dalla fusione fredda di Rossi.
    E' stato pubblicato il resoconto di due lunghi cicli di sperimentazione fatti da persone indipendenti.
    In parole povere Rossi ha dato in mano il reattore Hot-Cat ed ha lasciato mano libera ai ricercatori di testare con strumenti autonomi e per GIORNI il funzionamento ed il rendimento dell'apparato.
    L'Hot-Cat è il fratello maggiore dell'E-cat ha il grande vantaggio che produce calore ad alta temperatura. Una turbina con temperatura del vapore sopra i 550° può arrivare a rendimenti del 42%
    http://e-catalyzer.it/e-catalyzer/il-report-sulle-cat-e-finalmente-stato-pubblicato
    In tutte e due le prove durate 96 e 116 ore rispettivamente c'è stato l'eccesso di calore, con ordini di produzione ben oltre qualsiasi prodotto chimico fosse nascosto all'interno della cella. (la cella ovviamente non era apribile per conservare il segreto commerciale)
    La relazione è ben fatta e per criticarla dovranno arrampicarsi sugli specchi.

    Se il fenomeno fosse del tipo inquadrabile nella fisica classica, non ci sarebbero dubbi. Questa prova sarebbe sufficiente a dichiarare valido ufficialmente il fenomeno.
    Purtroppo il fenomeno è inspiegabile con le attuali conoscenze. Qui si apre una nuova frontiera, anzi la frontiera era già aperta dai tempi di Fleischman e Pons.
    Purtroppo vuoi per la bizzarria del fenomeno, vuoi per la stolta difesa del sapere da parte di molti scienziati (più o meno in buona fede) si è creato un muro.
    Se il fenomeno avesse avuto una decente ripetibilità, il muro sarebbe stato sgretolato subito. Invece succede che uno fa la prova vede che funziona crede di aver capito, chiama altri perché siano testimoni e … non funziona più. Così si prende anche dell'incompetente.
    Il grande merito di rossi è stato quello di aumentare così tanto il fenomeno che la sua ripetibilità è divenuta passabile.
    Purtroppo sulla ripetibilità e sui rendimenti di concreto si è visto poco.
    Ogni esperimento pubblico è un rischio potrebbe non funzionare. Rossi lo sa sicuramente. Infatti astutamente in commercio c'è solo un prodotto che funziona con un centinaio di celle indipendenti, nel congresso di Pordenone l'ingegnere che affianca Rossi ci ha detto che hanno aggiunto un 10% in più di celle che entrano in azione quando qualcuna si ferma misteriosamente. Nell'E-cat da 1 MW inoltre ci si accontenta di una temperatura modesta 90° 110° che non serve per produrre elettricità in modo concorrenziale con altre fonti.
    Il fenomeno della fusione fredda NON è stato capito, abbiamo più di 100° teorie. Ma quel che conta è solo che funziona.
    se comprendessimo il meccanismo su cui si basa forse avremmo in mano una ripetibilità elevata. che permetterebbe la commercializzazione e chiuderebbe la bocca a tutti quei denigratori che nulla hanno sperimentato e nemmeno letto eppure negano con l'arma dell'ironia e lo scudo dell'autorevolezza.

    Concludo dicendo che ho analizzato per bene il libro uno di Keshe, all'inizio non ci capivo nulla, poi… interessante. Keshe a differenza di Rossi ha una coerente teoria, se ha ragione il mondo non sarà più lo stesso questo è garantito. Però Rossi non ha teoria convincente ma sta convincendo gradualmente a suo di esperimenti pubblici o report da parte di indipendenti. Keshe ha una INTERESSANTE teoria ma come prove pubbliche siamo a zero, se però terze persone riusciranno a replicare quanto afferma il mondo della scienza sarà sconvolto.


    #95061

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @camillo,scusa la mia ignoranza,ma a pagina 14 si legge che per 360W di energia elettrica in ingresso per 96 ore, il dispositivo ha fornito un output di 2304W termici.

    Mi spieghi la differenza che c'è dagli scalda acqua che descrivono: potenza assorbita 700w, potenza termica resa 2700w
    E poi pensavo che l'energia elettrica in entrata fosse provvisoria e servisse solo come accensione del meccanismo,per poi staccarla essendo il dispositivo completamente autosostenente.

    Ciao


    #95062

    Lupino
    Partecipante

    orsoinpiedi mi spieghi quali sono gli scaldaacqua che menzioni??
    Nei normali a serpentina la potenza elettrica assorbita è praticamente uguale (99,9 %) alla termica resa.
    Gli unici “elettrodomestici” che possono sembrare, in virtù del principio su cui si basano, produrre una potenza termica maggiore (sia come calorie che frigorie) di quella elettrica consumata sono i climatizzatori.


    #95063
    camillo
    camillo
    Partecipante

    [quote1369631153=orsoinpiedi]
    @camillo,scusa la mia ignoranza,ma a pagina 14 si legge che per 360W di energia elettrica in ingresso per 96 ore, il dispositivo ha fornito un output di 2304W termici.

    Mi spieghi la differenza che c'è dagli scalda acqua che descrivono: potenza assorbita 700w, potenza termica resa 2700w
    E poi pensavo che l'energia elettrica in entrata fosse provvisoria e servisse solo come accensione del meccanismo,per poi staccarla essendo il dispositivo completamente autosostenente.

    Ciao

    [/quote1369631153]

    Ha ragione Lupino, il rendimento è quello, non esiste la situazione da te descritta, negli scaldabagni di uso comune in Italia.
    Diversa è la situazione in altri paesi ( forse anche recentemente in Italia?) esistono degli scaldacqua che funzionano con il principio della “pompa di calore“.
    Sono molto più costosi ed il loro funzionamento è sempre difficile da spiegare ai non addetti ai lavori.
    Se l'elettricità mette in moto un motore-pompa tipo quello del frigorifero o del condizionatore è possibile TRAVASARE il calore raffreddando un fluido da una parte e portando il calore sottratto dall'altra. In genere funzionano sfruttando il raffreddamento dell'aria, ed hanno COP di circa 2, ma si potrebbero avere rendimenti maggiori al prezzo di avere acqua da buttare.
    Uno scaldabagno a pompa di calore funzionerebbe così: in ingresso hai una sola entrata con acqua che per esempio ha una temperatura di 20° Hai invece due uscite da una parte esce acqua calda supponiamo a T° calda di 40° nella seconda uscita hai acqua raffreddata diciamo a T° fredda di 10°. Comunemente si crede che sia stato prodotto calore, invece NO! è stato sottratto il calore da una parte e portato dall'altra. (Il rendimento potrebbe essere innalzato nel caso che si istalli uno scambiatore di calore per cui l'acqua calda sporca sia collegata con uno scambiatore di calore a quella di ingresso, ma questo scherzo potrebbe valere anche con i normali boiler.)
    I rendimenti di una pompa di calore variano a seconda del salto termico dT°= T°calda – T°fredda nel nostro caso avresti un dT° =40-10 (più è piccolo il dT° più alto è il rendimento.)
    Le pompe di calore sono un argomento difficile da spiegare a scuola, servono esempi e schemi e.. buona volontà.
    Il rendimento assimilabile al COP di Rossi arriva facilmente a valore 4 con dT° piccoli Per cui potresti avere uno scaldabagno a pompa di calore che ti dice che hai potenza di 1000 W ma hai acqua calda con un calore equivalente ad una potenza di 4000 W.

    http://www.tuttogreen.it/come-funziona-lo-scaldacqua-a-pompa-di-calore/
    Raccomandazione utile:
    Se hai bisogno di riscaldare un ambiente provvisto di condizionatore, usa quello e non una stufetta elettrica a pura resistenza. Spenderai un terzo di elettricità.
    Questo è uno dei motivi che stanno frenando l'entrata in commercio dell'E-cat di Rossi. Lui garantisce un COP di 6 credi non è poi così vantaggioso in fin dei conti abbiamo pompe di calore con COP 4 Le usiamo per esempio per riscaldare le case con la così detta “geotermia”.


    #95064

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Grazie Lupino,grazie camillo.
    Un ultima cosa:nell' e-cat o Hot-cat l'energia elettrica continua ad essere erogata o viene,acceso il dispositivo,tolta, con conseguente autosostentamento?

    Un abbraccio


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