Keshe Foundation

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Questo argomento contiene 1,808 risposte, ha 73 partecipanti, ed è stato aggiornato da Hypercom Hypercom 1 anno, 9 mesi fa.

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  • #94685
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1357644655=camillo]
    Come dare a tutti un ipotetico generatore da 10 kW di potenza, senza creare disastrosi sconvolgimenti nella società?
    [/quote1357644655]

    Già, figure laorative che saltano e nuovi posti di lavoro che subentrano. Insomma non si può tutto in un botto…. Forse.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #94686

    Giacomino
    Partecipante

    basta cambiare tipo di produzone, alla fine i vari pezzi da qualche parte andran pure fatti.

    anzi ,io lavoro in una officina meccanica, se qualcuno ha bisogno di qualche pezzo per gli esperimenti basta che me lo dice e si fà!a gratis ovvio(oddio dipende dal materiale ehh)


    #94687

    littleflower
    Partecipante

    [quote1357648801=viandante]

    Sri Aurobindo – Aforisma n . 110 – Riuscire a scorgere la composizione del Sole o le linee di Marte è senz´altro una grande conquista; ma quando avrai lo strumento capace di mostrarti l´anima d´un uomo con la stessa facilità con cui guardi un quadro, i prodigi della scienza fisica ti faranno sorridere come giochi da bambini.

    Commento della Madre:

    Quanto alle meraviglie, benissimo, è affar loro (!). Ma è quella tracotante sicumera degli scienziati che mi fa sorridere. Si immaginano di sapere. S´immaginano di avere in tasca la soluzione, è questo che mi fa sorridere. Sì, fa sorridere. Credono di essere, grazie a quel che sanno, i padroni assoluti della Natura – è una puerilità. Invece, finché non saranno in contatto con la Forza creatrice e con la Volontà creatrice, ci sarà sempre qualcosa che gli sfugge.
    E un´esperienza che chiunque può fare con grande facilità: uno scienziato potrà spiegare tutti i fenomeni che vede, potrà magari usare le forze fisiche piegandole al suo volere (la scienza è arrivata a risultati sbalorditivi dal punto di vista materiale); ma basterà fargli questa domanda, questa semplice domanda: «Che cos´è la morte?» – e lui, in fondo, non saprà cosa rispondere. Gli scienziati descrivono il fenomeno così come si presenta materialmente, ma… se sono sinceri, sono costretti a dire che la loro spiegazione non spiega nulla.
    Si arriva sempre ad un punto in cui niente spiega più niente. Sapere, infatti.., sapere vuol dire potere.
    (silenzio)
    In fondo, quel che è più accessibile al pensiero materialista, alla concezione scientifica, è il fatto di non poter fare previsioni. Sanno prevedere tante cose, ma lo svolgersi degli avvenimenti terrestri va al di là delle loro previsioni. Credo sia l´unica cosa che riescano ad ammettere: c´è un´alea, una fascia d´imprevisto che sfugge a tutti i loro calcoli.
    Io non ho mai avuto occasione di parlare col tipico scienziato al corrente delle più recenti scoperte, sicché non posso sapere al cento per cento in che misura la scienza attuale ammetta un imprevisto o un incalcolabile.
    Quel che vuol dire Sri Aurobindo, io credo, è che essere in comunione con l´anima ed avere la conoscenza dell´anima è un sapere talmente più meraviglioso del sapere materiale da far venire quasi un sorriso di compatimento. Non credo voglia dire che la conoscenza dell´anima ci faccia conoscere quella vita materiale delle cose che la scienza non riesce a darci.
    L´unico punto (non so se la scienza ci sia arrivata) è l´imprevedibilità del futuro. Ma loro diranno magari che è perché non sono ancora arrivati a disporre di strumenti e di metodi perfetti! Ad esempio, penseranno forse che quando sulla terra è comparso l´uomo, se avessero avuto gli strumenti che hanno ora sarebbero stati in grado di prevedere la trasformazione dell´animale in uomo, oppure di prevedere la comparsa dell´uomo grazie alla presenza di `qualcosa´ nell´animale… Io non sono certo al corrente (Mère sorride) delle loro più moderne supposizioni. Comunque, però. adesso dovrebbero essere in grado di misurare o di constatare la differenza di atmosfera, spiegandola con l´intrusione di un `qualcosa´ che prima non c´era – un fenomeno simile, infatti, fa ancora parte del campo materiale

    Ma io non credo sia quel che voleva dire Sri Aurobindo. Io credo volesse dire che il mondo dell´anima e le realtà interiori sono talmente più meravigliose delle realtà fisiche che tutte le meraviglie `fisiche´ possono solo far sorridere – ecco piuttosto cosa vuoi dire.
    Ma la soluzione di cui parli, la chiave che la scienza non possiede, non è appunto l´anima? Un potere dell´anima sulla Materia, il potere di cambiare la Materia – di compiere anche meraviglie fisiche. Questo potere l´anima non ce l´ha?
    Sì che ce l´ha, e lo esercita DI CONTINUO; solo che la coscienza umana non ne è cosciente! Adesso la grande differenza è che la coscienza umana sta diventandone cosciente, ma sta diventando cosciente di qualcosa che c´è SEMPRE stato! E che gli altri negano solo perché non se ne accorgono.
    Per esempio, ho avuto modo di osservare come tutte le circostanze, i caratteri, gli avvenimenti, gli esseri, si muovano secondo certe `leggi´, se si può chiamarle così, non rigide ma che mi sono percepibili e che mi fanno vedere: «Questo porterà a questo, quest´altro a quest´altro, questa persona essendo così le succederà così e così, ecc.». Una visione che va precisandosi sempre di più. Al punto che, se occorresse, potrei mettermi a predire il futuro. Ma è un campo in cui per me la relazione tra causa ed effetto è più che evidente, e corroborata dai fatti; per gli scienziati, invece, che non hanno questa visione e questa coscienza dell´anima nel senso che intende Sri Aurobindo, le circostanze si svolgono secondo altre leggi, superficiali, che loro considerano conseguenze naturali delle cose. Si tratta di leggi assolutamente superficiali, incapaci di reggere a un´analisi profonda; ma poiché gli scienziati non hanno nessun potere interiore, la cosa non li turba affatto, anzi gli sembra evidente.
    Voglio dire che la conoscenza interiore non riesce certo a convincerli: ne ho un´esperienza quasi giornaliera. Al punto che quando a proposito di un avvenimento qualsiasi vedo qualcosa di assolutamente evidente per me: «Ah, ma lì ci ho visto agire la Forza del Signore, ho visto succedere la tal cosa, sicché dovrà ovviamente succedere così e così», per me è una cosa più che evidente e basta. Ma non vado a dire quel che so: perché non collima affatto con la loro esperienza, e a loro parrebbero solo vaghezze o pretese. Insomma, per chi l´esperienza non ce l´ha, l´esperienza di un altro non risulta convincente, non riesce a convincerlo.
    Si tratta non tanto di un potere di agire sulla Materia – questa è una cosa che succede di continuo -, ma… a meno di ricorrere a metodi ipnotici (che non valgono nulla e non portano a nulla), si tratta di spalancare la comprensione (indicando un aprirsi alla sommità del cranio), ed è questo che è ben difficile… Ciò di cui uno non ha esperienza è inesistente per lui.
    Anche se gli succedesse un miracolo davanti agli occhi, ne troverebbero subito la spiegazione materiale: sicché per loro non sarebbe un miracolo nel senso dell´intervento di un´altra forza, di un potere diverso da quelli materiali. Troverebbero la loro brava spiegazione materiale e niente riuscirà a convincerli altrimenti.
    Uno può capire una certa cosa solo se è entrato in quel determinato campo in prima persona, attraverso la propria esperienza.
    E chiarissimo – chiarissimo: esiste una possibilità di comprensione solo nella misura in cui si è svegliato qualcosa. E su quel qualcosa che si può contare, è quella la base.
    Insomma, non si tratterebbe tanto di una `trasformazione della Materia´ quanto di un prendere coscienza di come funzionano veramente le cose.
    È proprio quel che voglio dire io. La trasformazione, fino a un certo punto, può avere luogo senza neanche esserne coscienti!
    Si dice, non è così?, che adesso c´è una grande differenza: quand´è comparso l´uomo, l´animale non era in grado di accorgersene; beh, io dico esattamente lo stesso: nonostante tutto ciò che ha realizzato, l´uomo non ha i mezzi per farlo; possono succedere certe cose, ma l´uomo lo saprà solo molto dopo, quando in lui si sarà sufficientemente sviluppato `qualcosa´ in grado di far sì che se ne accorga.
    Perfino con uno sviluppo scientifico spinto all´estremo, fino al punto in cui si può aver proprio l´impressione che non ci sia quasi più nessuna differenza; per esempio a quel punto in cui, scoperta l´unità della materia, sembra si sia ormai solo a un passo, quasi inavvertibile o impercettibile, fra la condizione materiale e quella spirituale – beh, e invece non è così! Per percepire questa sorta d´identità bisogna aver già fatto esperienza dell´ALTRA COSA; altrimenti non si può percepirla.
    E proprio perché hanno acquisito la capacità di trovare sempre una `spiegazione´, gli scienziati si spiegano i fenomeni interiori in un modo che li tiene inchiodati a una negazione della realtà di fenomeni di questo tipo: dicono infatti che sono come il seguito di quel che loro hanno studiato.
    Però, dato che un essere umano è fatto com´è fatto (non ce n´è per così dire uno solo in cui non si annidi almeno un riflesso o un´ombra o l´inizio di un contatto col proprio essere sottile, con la propria `anima´), c´è sempre, proprio per questo, una qualche crepa nel suo negare. Loro la considerano una debolezza – ed è invece la loro unica forza!
    (silenzio)
    Solo quando uno ne ha davvero l´esperienza – l´esperienza e la conoscenza, identificandosi con le forze superiori – si rende conto quanto relative siano le conoscenze esteriori; ma finché non ne fa l´esperienza, niente da fare, continua a negare qualsiasi altra realtà.
    Penso sia questo che voleva dire Sri Aurobindo. Solo quando si sarà sviluppata l´altra coscienza lo scienziato sorriderà, potrà dire:
    «Sì, andava benissimo, però… »
    In fondo, quel tipo di conoscenza li non può portare a quest´altro. Tranne che per un intervento della grazia: se interiormente c´è una sincerità assoluta che gli fa vedere, presentire, percepire il punto in cui la cosa gli sfugge, allora anche uno scienziato potrà arrivare all´altro stato di coscienza; ma non lo potrà certo COI SUOI MEZZI.
    Bisogna… bisogna che qualcosa abdichi in lui – che qualcosa abdichi e accetti nuovi mezzi, nuove percezioni, nuove vibrazioni e uno stato d´animo nuovo.
    Si tratta quindi di un problema individuale, non certo di un problema di classe o di categoria: è un certo scienziato ad essere pronto a diventare.., un altro.
    (silenzio)

    Secondo me questo brano potrebbe essere di interesse anche per il topic “Keshe foundation”, perchè se ho ben capito, Keshe sostiene che per il funzionamento della sua tecnologia sia necessario l'intervento della coscienza dell'operatore.
    Quindi se qualcuno lo ritiene opportuno, puo' postarlo anche li'.
    [/quote1357648801]
    riporto questo messaggio apparso in thread di Sri Arubindo, accogliendo il suggerimento che forse quanto qui scritto ha delle attinenze con il messaggio di Keshe e della sua tecnologia. Mi piace soprattutto l'incipit del messaggio. Infatti da quello che ho capito dalle spiegazioni di Keshe durante la conferenza di Bologna, con il reattore ad uso medico, Keshe sarebbe in grado di “vedere” il campo come lo chiama lui della “magnetosfera” dell'individuo che rappresenterebbe in un certo senso l'anima. E' tramite l'ispezione di questo campo magnetosferico che Keshe individua e cura le malattie. Quindi… forse forse… ci siamo 🙂


    #94688
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://auraumana.altervista.org/visualizzazione.html
    La Visualizzazione Scarica di Gas Computerizzata

    Le ricerche del Prof. Korotkov sono iniziate a partire dai risultati ottenuti dal Kirlian per poi approdare a traguardi nuovi e totalmente autonomi. E' stato trovato che l'intero corpo di una persona è rappresentabile da un solo dito. Ne consegue che il sistema energetico del corpo umano presenta proprietà olografiche. Mediante la diagnostica GDV le immagini delle dita possono essere un'indicazione significativa sufficiente sulla condizione energetica dell'intero corpo.

    http://korotkov.org/tag/gas-discharge-visualization-gdv-technique/


    #94689
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Riporto quanto sopra detto da littleflower o meglio da Aurobindo:
    “Sì che ce l´ha, e lo esercita DI CONTINUO; solo che la coscienza umana non ne è cosciente! Adesso la grande differenza è che la coscienza umana sta diventandone cosciente, ma sta diventando cosciente di qualcosa che c´è SEMPRE stato! E che gli altri negano solo perché non se ne accorgono.
    Per esempio, ho avuto modo di osservare come tutte le circostanze, i caratteri, gli avvenimenti, gli esseri, si muovano secondo certe `leggi´, se si può chiamarle così, non rigide ma che mi sono percepibili e che mi fanno vedere: «Questo porterà a questo, quest´altro a quest´altro, questa persona essendo così le succederà così e così, ecc.». Una visione che va precisandosi sempre di più. Al punto che, se occorresse, potrei mettermi a predire il futuro. Ma è un campo in cui per me la relazione tra causa ed effetto è più che evidente, e corroborata dai fatti; per gli scienziati, invece, che non hanno questa visione e questa coscienza dell´anima nel senso che intende Sri Aurobindo, le circostanze si svolgono secondo altre leggi, superficiali, che loro considerano conseguenze naturali delle cose. Si tratta di leggi assolutamente superficiali, incapaci di reggere a un´analisi profonda; ma poiché gli scienziati non hanno nessun potere interiore, la cosa non li turba affatto, anzi gli sembra evidente.

    Voglio dire che la conoscenza interiore non riesce certo a convincerli: ne ho un´esperienza quasi giornaliera. Al punto che quando a proposito di un avvenimento qualsiasi vedo qualcosa di assolutamente evidente per me: «Ah, ma lì ci ho visto agire la Forza del Signore, ho visto succedere la tal cosa, sicché dovrà ovviamente succedere così e così», per me è una cosa più che evidente e basta. Ma non vado a dire quel che so: perché non collima affatto con la loro esperienza, e a loro parrebbero solo vaghezze o pretese. Insomma, per chi l´esperienza non ce l´ha, l´esperienza di un altro non risulta convincente, non riesce a convincerlo….

    Vorrei semplicemente farvi notare come la parte in neretto coincida con quanto da me detto, ma soprattutto verificato anche dagli sciamani. L'ho scritto quando ho parlato dell'azione dello “Spirito.” Adesso lo vado a cercare:
    Ecco cosa ho scritto sullo spirito osservate come coincida con quello si dice sopra:

    …Quindi lo ”Spirito” è indefinibile. Di una cosa sola io sono certo: c’è e si manifesta.
    Dove? Diranno i colleghi scienziati. Fatemelo vedere, fatemelo toccare ed io crederò.
    E qui… arriva la parte facile della questione, perché, cari miei, lo “Spirito” si mostra ad ogni essere individualmente, in mille modi, Egli inoltre si adatta ed usa il linguaggio del ricevente.
    Ma cosa dice questo Camillo? Mai visto niente!
    Non avete mai visto niente perché siete distratti, persi dietro i desideri, i ricordi, viaggiate continuamente nel tempo;
    la vostra attenzione si muove continuamente tra il passato e il futuro; del presente, cogliete solo brevi attimi.
    Ora sappiate che lo “Spirito” comunica sempre nel presente.Le distrazioni dell’uomo nascono dai desideri, dalle paure. I desideri lo spingono nel futuro, le paure sono ricordi del passato e lo tengono lì prigioniero.

    Cari ragazzi, lo “Spirito” vi ha attraversato la strada, tante di quelle volte… ma voi ve lo siete perso.
    Chi ha avuto la fortuna di leggere “Il potere del silenzio” di Carlos Castaneda, avrà preso atto di cosa sto dicendo.
    Nel libro si parla chiaramente dello “Spirito” una pagina sì e l’altra pure; gli sciamani sono individui estremamente pratici, concreti, utilitaristici in una parola sono pragmatici.
    Gli sciamani dicono: questa cosa funziona? Allora io intanto la uso anche se non capisco come. Se capirò benissimo, se non capirò come funziona la userò lo stesso.
    Quanto è diverso l’uomo comune! Se tu gli proponi un esercizio di ginnastica e gli dici apri il palmo e alza la mano destra, spesso ti ferma e ti chiede: perché la mano destra e non la sinistra? Cosa significa il palmo aperto? …
    Gli sciamani sono guerrieri meravigliosi, certo che se prendono la direzione del lato oscuro diventano molto pericolosi.
    Se però prendono la via dei guerrieri di luce, sono grandiosi.
    Gli sciamani osservando attentamente il mondo hanno colto questa presenza, hanno studiato lo “Spirito” a fondo, con lo scopo di utilizzarlo. Nel libro si parla delle manifestazioni dello “Spirito” nell’unico modo possibile: attraverso i racconti di potere che nascondono un simbolismo istruttivo anche se un po’ nascosto.

    Prima di farvi partecipi di qualche racconto dello “Spirito” vi devo ragguagliare di come si muove lo “Spirito” quando si manifesta all’uomo. Lo “Spirito” interviene purché nel suo agire sia fatta salva la libera creatività di tutti gli esseri coinvolti nel suo agire. Cerco di spiegarmi ma solo se vi sforzate potrete afferrare il concetto.
    Considerate un uomo, che cammina guardando il cielo, deve scegliere tra varie direzioni, egli RINUNCIA ad una sua decisione razionale riguardo la strada da prendere, decide invece di affidarsi allo “Spirito”.
    Lo “Spirito” conosce quest’uomo e sa che è coerente, sa che la sua richiesta nasce dal cuore, sa che NON è un fuggire dalle sue responsabilità, sa che il segno che darà sarà preso in considerazione. Ecco allora che una rondine che volava libera nel cielo proprio in quell’attimo cambia direzione e vola indicando una specifica strada, l’uomo presente e attento coglie la sincronicità del fenomeno. Ringrazia lo “Spirito” e si incammina nella direzione indicata. Il segnale è passato, non ci sono angeli che appaiono dal cielo ad indicare la strada, ma tutto avviene in un ambito naturale.
    Perché fa così lo spirito? Va precisato che per l’uccello non ci sono particolari intenzioni, gli altri presenti non sanno nulla e non mettono attenzione lì, insomma è fatto salvo il libero arbitrio di tutti. In tali circostanze poiché l’individuo “ha bussato alla porta dello Spirito”, questi risponde e apre la possibilità che lui entri nella scena in cui alzando gli occhi vede l’uccello che gli dà le informazioni.
    Certo chi non è consapevole o non crede ad un tale meccanismo, avrà un percorso di vita in cui tutto ciò non esiste.
    Gli esempi che potrei farvi sono tantissimi, mi ci vorrebbe un libro. Eppure anche dopo un numero innumerevole di esempi alcuni rimarrebbero scettici; vedete, i segni passano attraverso il linguaggio dei simboli, ed i simboli sono tremendamente soggettivi. Pertanto per gli altri sono opinabili.
    Per questo gli sciamani non amano esternare gli episodi e i simboli con cui comunicano con lo “Spirito”. L’interlocutore avrebbe spesso un sentimento di perplessità e cercherebbe di vedere piuttosto una spiegazione naturale. Certamente questa spiegazione naturale esiste sempre, se non ci fosse sarebbe una coercizione, un obbligo, uno scavalcare il libero arbitrio e in definitiva impedire la creatività.
    Ribadisco il concetto appena espresso facendo questa osservazione: se un angelo comparisse ad indicare la strada, quale uomo non ubbidirebbe? Con l’uccello invece si può seguire o non seguire l’indicazione a seconda della propria propensione.
    Cosa allora bisogna guardare? La sincronicità nel tempo e nello spazio, la stranezza, occorre anche molta attenzione cogliere quale sentimento, quale pensiero abitava entro di noi. Dobbiamo fare attenzione che non sia il nostro desiderio a farci vedere indicazioni dello spirito dove invece c’è solo esigenza di soddisfare un bisogno. Gli sciamani, e nel mio piccolo anch’io, lavorano duramente per capire se stessi, usando una spietatezza di giudizi nei propri confronti da veri guerrieri che non hanno paura di dirsi la verità, per quanto male possa farci. Dopo un po’ di lavoro su di sè ci si accorge di quanta, quanta importanza personale abita in noi, tale consapevolezza è il primo gradino importante che apre la strada ad una rivoluzione interiore che ci condurrà inevitabilmente verso la libertà, con conseguente esternazione della nostra creatività.


    #94690
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1357664755=camillo]
    Riporto quanto sopra detto da littleflower o meglio da Aurobindo:
    “Sì che ce l´ha, e lo esercita DI CONTINUO; solo che la coscienza umana non ne è cosciente! Adesso la grande differenza è che la coscienza umana sta diventandone cosciente, ma sta diventando cosciente di qualcosa che c´è SEMPRE stato! E che gli altri negano solo perché non se ne accorgono.
    Per esempio, ho avuto modo di osservare come tutte le circostanze, i caratteri, gli avvenimenti, gli esseri, si muovano secondo certe `leggi´, se si può chiamarle così, non rigide ma che mi sono percepibili e che mi fanno vedere: «Questo porterà a questo, quest´altro a quest´altro, questa persona essendo così le succederà così e così, ecc.». Una visione che va precisandosi sempre di più. Al punto che, se occorresse, potrei mettermi a predire il futuro. Ma è un campo in cui per me la relazione tra causa ed effetto è più che evidente, e corroborata dai fatti; per gli scienziati, invece, che non hanno questa visione e questa coscienza dell´anima nel senso che intende Sri Aurobindo, le circostanze si svolgono secondo altre leggi, superficiali, che loro considerano conseguenze naturali delle cose. Si tratta di leggi assolutamente superficiali, incapaci di reggere a un´analisi profonda; ma poiché gli scienziati non hanno nessun potere interiore, la cosa non li turba affatto, anzi gli sembra evidente.

    Voglio dire che la conoscenza interiore non riesce certo a convincerli: ne ho un´esperienza quasi giornaliera. Al punto che quando a proposito di un avvenimento qualsiasi vedo qualcosa di assolutamente evidente per me: «Ah, ma lì ci ho visto agire la Forza del Signore, ho visto succedere la tal cosa, sicché dovrà ovviamente succedere così e così», per me è una cosa più che evidente e basta. Ma non vado a dire quel che so: perché non collima affatto con la loro esperienza, e a loro parrebbero solo vaghezze o pretese. Insomma, per chi l´esperienza non ce l´ha, l´esperienza di un altro non risulta convincente, non riesce a convincerlo….

    Vorrei semplicemente farvi notare come la parte in neretto coincida con quanto da me detto, ma soprattutto verificato anche dagli sciamani. L'ho scritto quando ho parlato dell'azione dello “Spirito.” Adesso lo vado a cercare:
    Ecco cosa ho scritto sullo spirito osservate come coincida con quello si dice sopra:

    …Quindi lo ”Spirito” è indefinibile. Di una cosa sola io sono certo: c’è e si manifesta.
    Dove? Diranno i colleghi scienziati. Fatemelo vedere, fatemelo toccare ed io crederò.
    E qui… arriva la parte facile della questione, perché, cari miei, lo “Spirito” si mostra ad ogni essere individualmente, in mille modi, Egli inoltre si adatta ed usa il linguaggio del ricevente.
    Ma cosa dice questo Camillo? Mai visto niente!
    Non avete mai visto niente perché siete distratti, persi dietro i desideri, i ricordi, viaggiate continuamente nel tempo;
    la vostra attenzione si muove continuamente tra il passato e il futuro; del presente, cogliete solo brevi attimi.
    Ora sappiate che lo “Spirito” comunica sempre nel presente.Le distrazioni dell’uomo nascono dai desideri, dalle paure. I desideri lo spingono nel futuro, le paure sono ricordi del passato e lo tengono lì prigioniero.

    Cari ragazzi, lo “Spirito” vi ha attraversato la strada, tante di quelle volte… ma voi ve lo siete perso.
    Chi ha avuto la fortuna di leggere “Il potere del silenzio” di Carlos Castaneda, avrà preso atto di cosa sto dicendo.
    Nel libro si parla chiaramente dello “Spirito” una pagina sì e l’altra pure; gli sciamani sono individui estremamente pratici, concreti, utilitaristici in una parola sono pragmatici.
    Gli sciamani dicono: questa cosa funziona? Allora io intanto la uso anche se non capisco come. Se capirò benissimo, se non capirò come funziona la userò lo stesso.
    Quanto è diverso l’uomo comune! Se tu gli proponi un esercizio di ginnastica e gli dici apri il palmo e alza la mano destra, spesso ti ferma e ti chiede: perché la mano destra e non la sinistra? Cosa significa il palmo aperto? …
    Gli sciamani sono guerrieri meravigliosi, certo che se prendono la direzione del lato oscuro diventano molto pericolosi.
    Se però prendono la via dei guerrieri di luce, sono grandiosi.
    Gli sciamani osservando attentamente il mondo hanno colto questa presenza, hanno studiato lo “Spirito” a fondo, con lo scopo di utilizzarlo. Nel libro si parla delle manifestazioni dello “Spirito” nell’unico modo possibile: attraverso i racconti di potere che nascondono un simbolismo istruttivo anche se un po’ nascosto.

    Prima di farvi partecipi di qualche racconto dello “Spirito” vi devo ragguagliare di come si muove lo “Spirito” quando si manifesta all’uomo. Lo “Spirito” interviene purché nel suo agire sia fatta salva la libera creatività di tutti gli esseri coinvolti nel suo agire. Cerco di spiegarmi ma solo se vi sforzate potrete afferrare il concetto.
    Considerate un uomo, che cammina guardando il cielo, deve scegliere tra varie direzioni, egli RINUNCIA ad una sua decisione razionale riguardo la strada da prendere, decide invece di affidarsi allo “Spirito”.
    Lo “Spirito” conosce quest’uomo e sa che è coerente, sa che la sua richiesta nasce dal cuore, sa che NON è un fuggire dalle sue responsabilità, sa che il segno che darà sarà preso in considerazione. Ecco allora che una rondine che volava libera nel cielo proprio in quell’attimo cambia direzione e vola indicando una specifica strada, l’uomo presente e attento coglie la sincronicità del fenomeno. Ringrazia lo “Spirito” e si incammina nella direzione indicata. Il segnale è passato, non ci sono angeli che appaiono dal cielo ad indicare la strada, ma tutto avviene in un ambito naturale.
    Perché fa così lo spirito? Va precisato che per l’uccello non ci sono particolari intenzioni, gli altri presenti non sanno nulla e non mettono attenzione lì, insomma è fatto salvo il libero arbitrio di tutti. In tali circostanze poiché l’individuo “ha bussato alla porta dello Spirito”, questi risponde e apre la possibilità che lui entri nella scena in cui alzando gli occhi vede l’uccello che gli dà le informazioni.
    Certo chi non è consapevole o non crede ad un tale meccanismo, avrà un percorso di vita in cui tutto ciò non esiste.
    Gli esempi che potrei farvi sono tantissimi, mi ci vorrebbe un libro. Eppure anche dopo un numero innumerevole di esempi alcuni rimarrebbero scettici; vedete, i segni passano attraverso il linguaggio dei simboli, ed i simboli sono tremendamente soggettivi. Pertanto per gli altri sono opinabili.
    Per questo gli sciamani non amano esternare gli episodi e i simboli con cui comunicano con lo “Spirito”. L’interlocutore avrebbe spesso un sentimento di perplessità e cercherebbe di vedere piuttosto una spiegazione naturale. Certamente questa spiegazione naturale esiste sempre, se non ci fosse sarebbe una coercizione, un obbligo, uno scavalcare il libero arbitrio e in definitiva impedire la creatività.
    Ribadisco il concetto appena espresso facendo questa osservazione: se un angelo comparisse ad indicare la strada, quale uomo non ubbidirebbe? Con l’uccello invece si può seguire o non seguire l’indicazione a seconda della propria propensione.
    Cosa allora bisogna guardare? La sincronicità nel tempo e nello spazio, la stranezza, occorre anche molta attenzione cogliere quale sentimento, quale pensiero abitava entro di noi. Dobbiamo fare attenzione che non sia il nostro desiderio a farci vedere indicazioni dello spirito dove invece c’è solo esigenza di soddisfare un bisogno. Gli sciamani, e nel mio piccolo anch’io, lavorano duramente per capire se stessi, usando una spietatezza di giudizi nei propri confronti da veri guerrieri che non hanno paura di dirsi la verità, per quanto male possa farci. Dopo un po’ di lavoro su di sè ci si accorge di quanta, quanta importanza personale abita in noi, tale consapevolezza è il primo gradino importante che apre la strada ad una rivoluzione interiore che ci condurrà inevitabilmente verso la libertà, con conseguente esternazione della nostra creatività.

    [/quote1357664755]

    Grazie Camillo :salu:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #94691

    Rebel
    Partecipante

    [quote1357665111=Giacomino]
    basta cambiare tipo di produzone, alla fine i vari pezzi da qualche parte andran pure fatti.

    anzi ,io lavoro in una officina meccanica, se qualcuno ha bisogno di qualche pezzo per gli esperimenti basta che me lo dice e si fà!a gratis ovvio(oddio dipende dal materiale ehh)
    [/quote1357665111]
    E ti fai vivo adesso? a gratis, aggiudicato. :bravo:

    @camillo
    Grazie, e meno male che non hai ancora letto la legge dell'UNO. :si:


    #94692

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @richard
    non sono d'accordo con la citazione di Edgar Cayce,in quanto la ritengo fuorviante e limitativa
    “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, il tuo vicino come te stesso!’ Questa è l’intera legge, questa è l’intera risposta al mondo, per ogni singola anima. Quella è la risposta alle condizioni mondiali come esistono oggi”
    Mi spiego:quando si afferma”Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore”si cita un comandamento religioso.
    Qui,secondo me la religione non deve entrarci,od al limite,puo essere un mezzo,un aiuto per raggiungere una spiritualità intrinseca nell'uomo.
    La religione viene sempre intesa come un atto di ubbidienza davanti ad una divinità e sempre comporta, l'ubbidire o meno ,un premio od una punizione.
    L'uomo deve inchinarsi a cotanta superiorità.
    Nella religione l’uomo deve meritare l’amore di Dio,pertanto tutto ciò che l’uomo fa, lo fa per ricevere la Sua benevolenza.
    Invece,nella “fede”insegnataci da Gesu, è Dio che prende l’iniziativa,donando Amore incondizionato, e l’uomo deve soltanto accoglierla.
    Ciò indica un evidente distinguo:la religione si fonda sulla categoria del merito, la fede sulla categoria del dono, l’amore viene donato gratuitamente e va, semplicemente e volontariamente, accolto.

    La seconda parte”ama il tuo vicino come te stesso”l'ho definita limitativa in quanto,benche sia un precetto tratto dal “Levitico”,essa è stata “perfezionata” ed elevata,da Gesu, come vero comandamento in “amatevi tra di voi come io vi ho amato”
    La differenza è enorme.Un essere umano puo non amarsi,od amarsi un po o moltissimo,ma mai con un valore assoluto.
    Gesu ha Amato l'uomo in modo completo,totale,incondizionato.
    Ecco che questo ben si addice al comportamento a cui tutti noi dovremmo tendere.
    E non per un fatto religioso,ma come atto di “Fede”,un semplice accoglimento della verita.
    E questa è cosa giusta per tutti gli uomini di tutte le religioni o filosofie del mondo.


    #94693

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Charlie Chaplin – Discorso all'Umanità

    http://youtu.be/23639MzLJng

    per tutti noi


    #94694
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1357680412=orsoinpiedi]
    @richard
    non sono d'accordo con la citazione di Edgar Cayce,in quanto la ritengo fuorviante e limitativa
    “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, il tuo vicino come te stesso!’ Questa è l’intera legge, questa è l’intera risposta al mondo, per ogni singola anima. Quella è la risposta alle condizioni mondiali come esistono oggi”
    Mi spiego:quando si afferma”Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore”si cita un comandamento religioso.
    Qui,secondo me la religione non deve entrarci,od al limite,puo essere un mezzo,un aiuto per raggiungere una spiritualità intrinseca nell'uomo.
    La religione viene sempre intesa come un atto di ubbidienza davanti ad una divinità e sempre comporta, l'ubbidire o meno ,un premio od una punizione.
    [/quote1357680412]
    non ho dilungato
    Cayce da una idea di Dio diversa da quella della Chiesa
    è infatti stato scomunicato
    http://www.edgarcayce.it/media/Dio.htm

    piu che il resto mi riferivo a

    ““Il mondo come mondo … ha perso il suo ideale. Gli uomini possono anche non avere la stessa idea. L’uomo – tutti gli uomini – possono avere lo stesso ideale! … ”

    è stato un commento mio d'istinto

    dovresti approfondire

    http://unavitafantastica.com/la-storia-di-edgar-cayce-vi-e-un-fiume-thomas-sugrue-approfondimento/


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