l’ italia in rovina

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  • #68662
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Italia, si pagano più tasse di tutta Europa
    ma siamo ultimi nelle spese del welfare
    Studio della Cgia di Mestre: gli italiani pagano in media 7mila 350 euro di imposte. Nel Vecchio continente solo la Francia chiede di più ai propri cittadini ma “restituisce” una spesa sociale pro capite pari a 10.776 euro contro gli 8mila 23 euro dell'Italia
    http://www.repubblica.it/economia/2010/08/21/news/gli_italiani_pagano_oltre_7_350_euro_di_tasse_pi_di_tutti_gli_altri_europei_eccetto_i_francesi-6410363


    #68663
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Brucia sul lavoro. A chi chiedere giustizia?

    http://sdp80.wordpress.com/2010/07/12/brucia-sul-lavoro-a-chi-chiedere-giustizia/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #68664
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Tra insulti, provocazioni, quisquilie e pinzillacchere affonda la politica italiana

    http://www.gliitaliani.it/2010/08/tra-insulti-provocazioni-quisquilie-e-pinzillacchere-affonda-la-politica-italiana/

    RESET


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #68665
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    DISTINTI [color=#6666ff]SALUMI[/color]

    Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l’Italia, non ci penserei un attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le operazioni finanziarie effettuate con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi bene quotato in una borsa valori. Fortunatamente, per voi che leggete, il valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all’arrivo di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.

    Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda. Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all’opposizione, le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in grado di risolvere i problemi che quest’ultima ha procurato allo stesso paese.

    Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un’età media oltre i sessant’anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni: tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di aizzarsi per le solite beghe di partito. Non me la prendo più di tanto con Berlusconi, Fini, D’Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si dimostra un fedele specchio del paese.

    Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia constatazione, tuttavia soffermiamoci a riflettere su come è strutturato questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti, assieme all’arredamento, a oltre trent’anni fa. Per non parlare delle logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono una con l’altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere il cliente: è la logica dell’orto di casa, quello che è mio non lo condivido con nessuno. Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l’imprimatur ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che “in teoria” vanta il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un “dream team” costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.

    Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell’evasione fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? Le forze giovanili attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con professionalità inesistente, tutto questo grazie a scuole superiori e laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi vent’anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli incapaci.

    Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all’estero, vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a 20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l’incapacità di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di ammodernizzarsi dell’intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste (purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche gli hanno insegnato.

    Tra vent’anni in Italia ci scontreremo con un’altra triste realtà, quella di non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle frontiere, saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno. Aumentano in continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l’impossibile per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti, proponendo addirittura bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto. Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli autoctoni).

    Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di qualche attivista per l’integrazione razziale stiamo serenamente lasciando che questa diventi la casa di qualcun’altro. Per le conseguenze che ci aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole, fregandosesene del paese che la ospita.

    Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel poco di buono che ancora rimane dell’Italia: tra quindici anni ci chiederemo come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in qualcosa, allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente, scomoda per l’attuale establishment industriale e politico, che abbia la capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le istituzioni statali dell’epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola.

    Tuttavia fin tanto che da quasi vent’anni in Italia continuano ad alternarsi a livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi a D’Alema, da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge.

    Riproduzione concessa con citazione della fonte

    EugenioBenetazzo.com

    http://www.mentereale.com/articoli/distinti-salumi


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #68666

    ezechiele
    Partecipante

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    #68667
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [youtube=500,405|border]XlUMKkoCcuI


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #68668
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    FISCO/CONTRIBUENTI.IT: L'ITALIA NON RISPARMIA NEANCHE I BEBE'.

    ROMA – In Italia si comincia prestissimo a fare i conti col fisco, tanto da poter parlare di 'baby-tartassati' già dai primi giorni di vita. La denuncia arriva da Contribuenti.it che ha calcolato come i piccolissimi 'versano' allo Stato – dalla nascita allo spegnimento della prima candelina – 1.280 euro di sola Iva sui generi di prima necessità: latte in polvere, biscotti, pappine, omogeneizzati, pannolini e tutto quanto può servire a nutrire, coprire e trasportare un bebè. Una cifra elevata, ma soprattutto sproporzionata rispetto a quanto pagano gli adulti per beni analoghi, rileva l'associazione in una nota spiegando che su generi alimentari di prima necessità come pane e latte si applica un'aliquota Iva agevolata pari al 4%, mentre nessuna agevolazione è prevista per i prodotti destinati all'infanzia, tutti soggetti all'aliquota ordinaria del 10 o 20%. Il risul tato è che i bimbi pagano, come detto, 1.280 euro in luogo dei 230 che verserebbero in caso di agevolazione. Una differenza di ben 1.050 euro che, moltiplicata per i 563.000 bambini che ogni anno nascono in Italia, porta nelle casse dello Stato un surplus annuo – secondo i calcoli dell'associazione – di oltre 591 milioni di euro all'anno. Contribuenti.it, l'Associazione contribuenti italiani, parla così di un ''quadro desolante''. Il presidente dell'associazione Vittorio Carlomagno ha commentato in una nota che ''è assurdo che l'amministrazione finanziaria faccia tale discriminazione, penalizzando ancora una volta le fasce più deboli''. Per correggere questa sperequazione, Contribuenti.it intende chiedere al governo che, nella prossima finanziaria, venga inserito un provvedimento di riduzione al 4% dell'Iva ''su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia'', come accade nei principali paesi europei dove addirittura, in alcuni, si applica l'IVA del 2% al posto del 4%, e di rendere i costi deducibili nella dichiarazione dei redditi. Secondo l'Associazione Contribuenti Italiani, con la riduzione dell'IVA al 4% su tutti i beni destinati ai bambini, come alimentari, pannolini, biberon, passeggini, seggiolini per auto e tanti altri, le neo famiglie italiane potrebbero risparmiare circa il 24% della spesa familiare.
    ''La riduzione delle tasse deve iniziare dai bambini – conclude Carlomagno – E' un dovere dello Stato sostenere le famiglie e permettere loro di procreare”.
    Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani


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    #68669
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    questa la farei girare
    http://archiviostorico.corriere.it/1993/febbraio/15/Vaticano_brucera_parola_Nostradamus_co_0_9302155697.shtml

    dal Corriere.it
    il Vaticano brucera' , parola di Nostradamus
    il libro ” les dernieres victoires de Nostradamus ” di Vlaicu Ionescu uscito a Parigi fornisce nuove interpretazioni del veggente di Salon: guerra civile in Italia, arrivera' un dittatore ma ci salvera' il re di Francia

    In Italia ci sarà un dittatore che il veggente cita come l'uomo dai capelli neri e ricciuti
    http://books.google.it/books?id=ZZmcFqyCS38C&pg=PA80&lpg=PA80&dq=nostradamus+profezia+italia+dittatore+uomo+dai+capelli+neri&source=bl&ots=mXqYE8Otte&sig=nbLOvIjboscrKjx2flDOW0lwexo&hl=it&ei=vtJ8TLryK5CTjAeVm_3TDg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBUQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false


    #68670
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/31/gheddafi-chiediamo-alleuropa-5-miliardi-per-fermare-limmigrazione/54885/
    Dure critiche alla visita del colonnello arrivano dai vescovi: secondo “Avvenire” il suo show è un “boomerang”

    [youtube=480,385]LuuCvvqFRVg


    #68671

    FREESPIRIT
    Partecipante

    A Como cè stata una manifestazione contro il tentativo di Dell'utri(pluricondannato in via definitiva per associazione mafiosa)di presentare in pubblico uno scritto riguardante Mussolini.
    Alla cacciata del “Barbaro” c'era la associazione ANPI parecchi ragazzi aderenti alla associazione Agenda Rossa di Borsellino. e al grido di “Via la mafia dallo stato” lo hanno fatto scappare,giustamente!!
    Ma ecco cosa riporta il giornale “corriere della sera” o “pompiere della sera” come dir si voglia.
    http://www.byoblu.com/post/2010/08/31/Ma-la-vergogna.aspx
    Ma mi chiedo i giornalisti dove ce la hanno la coscienza???
    :nono:


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