l’ italia in rovina

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    Anonimo

    http://pauperclass.myblog.it/archive/2011/11/02/discussione-con-costanzo-preve-l-esperimento-greco-l-uscita.html

    L’ESPERIMENTO GRECO, L’USCITA DALL’EURO E LA CRISI ITALIANA
    Postato il Mercoledì, 02 novembre @ 16:34:46 CDT di davide

    DI EUGENIO ORSO
    pauperclass.myblog.it

    Discussione con Costanzo Preve

    Telefono al filosofo Costanzo Preve verso le 17.00 di martedì 1° novembre, giorno festivo di ognissanti, così possiamo parlare con una certa tranquillità per qualche decina di minuti dei “massimi sistemi”, ma soprattutto della crisi del debito che ha funestato la Grecia ed ora sta investendo in pieno anche l’Italia. Io vivo nei pressi di Trieste e lui a Torino, perciò, a parte qualche mia rara puntata nel capoluogo piemontese, possiamo sentirci soltanto grazie alla cornetta (Costanzo non possiede il cellulare). I temi discussi sono quelli “caldi” della situazione greca, della situazione italiana e dell’uscita dall’euro. Il grande filosofo hegeliano e marxiano conosce bene la situazione greca ed è favorevole, almeno quanto lo sono io, all’uscita dell’Italia dalla prigione della moneta unica.

    In relazione alla “fuga dall’euro”, faccio presente a Costanzo che nessun politico interno ad uno dei regimi liberaldemocratici europei – caratterizzati, nel concreto, dalla coercizione della popolazione e dalla sottomissione alla classe globale, avrà mai il coraggio e la volontà di portar fuori dell’euro il suo paese e di denunciare i trattati europei, andandosene dall’Europa unionista e globalista sbattendo la porta alle spalle, e questo anche se la maggioranza assoluta della popolazione lo vuole. Del resto, la semplice uscita dall’euro e del cerchio più interno dell’Unione Europea, quello monetario (UEM), può non bastare, se si vuole arrestare l’attacco globalista alle frontiere, ed è necessario voltare le spalle per sempre alla caricatura dell’Europa che ci sta trascinando verso il baratro sociale, uscendo totalmente da lei e dalle sue istituzioni.

    Costanzo controbatte dicendo che il referendum greco sull’accordo per il debito, proposto proprio da George Papandreou, nel caso che la maggioranza dei votanti respingesse l’accordo, potrebbe avere una grande importanza non soltanto per la piccola Grecia sotto ricatto, ma per tutta l’Europa. La Grecia, in conseguenza di ciò (il rifiuto da parte della maggioranza dell’accordo sul debito), potrebbe uscire dall’euro e così potrebbe innescarsi un processo di riorganizzazione politica e sociale complessiva della società di quel paese. Costanzo non lo dice in modo esplicito, ma io ho compreso che sta pensando ad un passo successivo, e cioè ad un possibile “effetto domino” oltre i confini dell’Ellade, in paesi come la Spagna, il Portogallo, o forse anche l’Italia, che avrebbero, a quel punto, un esempio da seguire e una possibile “via di fuga” già tracciata.

    Il referendum, istituto residuale della democrazia diretta, potrebbe avere effetti dirompenti sulla stabilità dell’euro e sulla stessa sopravvivenza dell’Unione europide, secondo Costanzo Preve, in caso di sconfessione dell’accordo sul debito da parte della maggioranza della popolazione greca. Però, come ammette il filosofo marxiano che è grande conoscitore della società ellenica, che legge e scrive in greco moderno ed è costantemente in contatto con gli ambienti intellettuali di quel paese, se un proconsole al servizio dei globalisti come Papandreou ha voluto il referendum, è perchè il suddetto è abbastanza sicuro di vincerlo (facendo digerire definitivamente l’accordo, a quel punto legittimato dalla “volontà popolare”, a tutto il popolo greco), e per vincerlo i greci saranno ricattati e terrorizzati, attraverso la minaccia di un ulteriore e drastico impoverimento, se non addirittura la fosca prospettiva della fame e della sete, la minaccia di un nuovo pericolo turco, che potrebbe investire una Grecia isolata e non più ben agganciata all’Europa unionista monetaria, eccetera, eccetera.

    Osservazione mia che non ho fatto a Costanzo durante la conversazione telefonica: curiosamente, si utilizza l’istituto referendario, che dovrebbe voler dire democrazia diretta e partecipazione popolare, per far passare – minacciando e terrorizzando la popolazione con prospettive apocalittiche, controriforme rivolte contro la grande maggioranza del popolo greco, ivi compresi i ceti medi impoveriti (medici, avvocati ed altri). La situazione greca è spaventosa, molto di più di quanto la fanno apparire i media da noi, mi dice Costanzo, perché ormai negli ospedali le famiglie portano da casa il cibo ai malati, cominciano a mancare le stesse medicine e i materiali sanitari, e si può rischiare anche di morire. E’ una situazione che un tempo si diceva da “terzo mondo”, e perciò nuova per un paese che in passato aveva conosciuto al più una dignitosa povertà, ma non la miseria nera. Da noi, invece, gli faccio presente (ma lui lo sa bene), è un po’ meno grave, anche se i genitori sono costretti a portare in edifici scolastici non di rado fatiscenti la carta per le fotocopiatrici e la carta per i cessi, che mancano a causa i tagli dei fondi destinati all’istruzione pubblica. Ma fra non molto anche in Italia (e in Spagna) la situazione potrebbe degenerare, approssimando quella di un paese del “terzo mondo”.

    Tornando al caso greco, lunghi mesi di manifestazioni partecipate, violente e non violente, di disordini di piazza, di occupazioni (come quella della simbolica Acropoli che sovrasta Atene), nonché di scioperi generali paralizzanti – dei quali sembra che non sia importato quasi nulla alla classe globale detentrice del capitale finanziario, hanno però indotto il Papandreou di terza generazione a fare questo “azzardo”, per chiudere la questione sperando che l’accordo passi, sia legittimato una volta e per tutte e cessino le proteste, altrimenti destinate a cronicizzarsi e forse a diventare tutte violente, cioè più incisive. Se il referendum si farà, dunque, è perchè il proconsole locale Papandreou e i dominanti che lo manovrano sanno che avranno buone possibilità di vittoria, pur con una maggioranza risicata. C’è da credere che Costanzo, in proposito, ha ragione, e i risultati della consultazione referendaria potrebbero confermarcelo.

    Ciò non toglie che l’annuncio del referendum greco ha dato l’occasione alla speculazione finanziaria globalista per provocare un’altra ondata di ribassi borsistici, a partire da Wall Street fino ad arrivare a Milano, e per rastrellare altre risorse finanziarie (con i put, le scommesse a ribasso, attraverso la finanza strutturata, acquistando azioni a prezzo stracciato che potranno rivalutarsi in futuro, fin dai cosiddetti rimbalzi tecnici, eccetera), e lo spread con il Bund tedesco del BTP nostrano è volato fin oltre i 450 punti, provocando un ulteriore aumento del tasso di interesse sui titoli del debito pubblico italiano (che ha ormai superato il 6%). I governanti liberaldemocratici, in particolare quelli di Francia e Germania, nonché i notabili che gestiscono le istituzioni europidi per conto della classe globale si sono infastiditi per l’annuncio del referendum greco, che ha permesso a Mercati e Investitori di “punire”, oltre all’Italia, anche le banche e le borse del vecchio continente con l’orgia speculativa a ribasso. Nel meccanismo infernale neocapitalistico in atto, alimentato dal ricatto del debito, dalle ondate di crisi e dalla speculazione finanziaria (quale fonte di Creazione del Valore), la prima vittima europea, che è la Grecia pronta al referendum, danneggia indirettamente la seconda, l’Italia già condannata, e avvantaggia comunque la classe globale, unica a beneficiare dei risultati della speculazione, non importa se a rialzo o a ribasso.

    A parere di Costanzo la Grecia è stata oggetto di un esperimento neocapitalistico destinato, se coronato da successo (come sembra, visti i risultati che ha già ottenuto), a diventare prassi di dominazione e di esproprio in Europa. La Grecia è stata perciò usata dai globalisti come una vera e propria cavia da laboratorio, posta sotto costante osservazione per studiarne le reazioni, prima di risolversi ad aggredire con maggior decisione i bocconi più grossi, cioè l’Italia e la Spagna. Ora c’è il “fastidio” del referendum, inscenato per dare l’illusione che la democrazia funziona, che il popolo è consultato e si esprime, ma la sostanza del discorso non cambia, e sull’evanescenza di quella che molti si ostinano a chiamare democrazia, difendendola e illudendosi di poterla riformare, Costanzo è sostanzialmente d’accordo con me. Del resto è lui stesso che ha scritto, introducendo il concetto del Nemico Principale capitalistico, che sul piano politico il nostro primo nemico assume il volto della liberaldemocrazia. E’ lecito, a questo punto, a giochi scoperti, parlare di regime liberaldemocratico e di uso abbondante della coercizione e dell’inganno, sotto la patina del suffragio universale e della libertà di pensiero, esattamente come faccio io da un po’ di tempo.

    Ma per quale motivo, tornando al discorso dell’esperimento neocapitalistico in Europa che ha la Grecia come cavia e l’Italia come prossima vittima designata, la classe globale sta facendo tutto questo? Come risposta, il grande filosofo marxiano espone brevemente, con semplicità, ma con estrema chiarezza una sua teoria: ci sono al mondo tre modelli di capitalismo, quello liberista anglosassone e americano, quello cinese – in una Cina che da lunga pezza non è più socialista (sciocchezza alla quale ancora qualcuno crede), caratterizzato dal controllo diretto sullo stato, sulla moneta, sulla popolazione e sul suolo da parte dell’oligarchia (ex)comunista, ed infine il modello europeo occidentale che non è mai stato socialista, ma che è (o meglio era) caratterizzato dallo stato sociale, da una significativa presenza dello stato nell’economia, dalla ridistribuzione dei redditi a vantaggio delle classi più povere ed esposte. L’obbiettivo globalista, secondo Costanzo, è di ridurre a due questi modelli, eliminando attraverso il ricatto, la paura ed uno shock sociale senza precedenti il modello europeo, nel tentativo – fino ad ora riuscito, di uniformare l’Europa agli Stati Uniti d’America, cioè imponendo a tutto il vecchio continente l’adozione del modello liberalcapitalistico, il che giustificherebbe, in particolare per quanto riguarda l’Italia, le future ondate di liberalizzazioni e privatizzazioni, nonché la probabile sostituzione dello storico ed “elefantiaco” welfare con la meno costosa e più ridotta flex security (di cui oggi non a caso si parla molto).

    Faccio presente a Costanzo che il cosiddetto modello capitalistico europeo non è unico, ma vi sono storicamente modelli differenti, come, ad esempio, le economie miste italiana e francese, il capitalismo renano tedesco, la socialdemocrazia nordica, però la cosa ha ben poca importanza, ed è soltanto una sottigliezza, nel momento in cui l’attacco è generale, distruttivo e l’imposizione del capitalismo ultraliberista avviene su vasta scala, dal nord al sud del vecchio continente, anche se gli attacchi per ora si concentrano a sud, ed in particolare nell’area mediterranea individuata da tempo dai globalisti come “l’anello debole della catena”. Ha ragione Costanzo, che pur schematizza al massimo al telefono, perchè lo shock sociale violentissimo e senza precedenti oggi lo stiamo vivendo anche noi, qui, in Italia, con diminuzioni continue di reddito e aumenti della disoccupazione (il trenta per cento o quasi di giovani “a spasso”), si sente in tutta la sua virulenza nella Spagna degli Indignados travolta dallo sboom immobiliare (venti per cento di disoccupati e oltre), e soprattutto in Grecia, la cavia dell’esperimento “normalizzatore” capitalistico.

    Aggiungo soltanto una considerazione a ciò che ha detto Costanzo Preve: se alla fine resteranno solo due “modelli” di capitalismo nel mondo – quello liberista anglo-americano nel nord e nell’occidente del pianeta e quello cinese che si diffonderà fra i cosiddetti paesi in via di sviluppo, è pur vero che siamo davanti ad un nuovo modo storico di produzione, e che vi è la convergenza a velocità diverse di questi “modelli capitalistici” verso un solo idealtipo di capitalismo postborghese e postproletario, il Nuovo Capitalismo finanziarizzato che dominerà il ventunesimo secolo (se non si verificheranno, nel corso della prima metà del secolo, gradite “sorprese” rivoluzionarie). In Cina, infatti, i miliardari entrano nel comitato centrale del partito comunista, il sistema bancario tende alla privatizzazione, le cooperative sono scomparse, i capitali occidentali sono in joint venture (leggi in comunella, “culo e camicia”) con lo stato del dragone ultracapitalista, il fondo sovrano acquista intere aree del mondo, e la classe globale orientale emergente difende i processi di globalizzazione in atto almeno quanto i globalisti occidentali. Anzi, fra qualche anno, vista la crisi in Europa e l’indebolimento degli USA, i cinesi potrebbero diventare i principali difensori della globalizzazione. Concorrenza sleale e protezionismo caratterizzano ancora il capitalismo cinese? Forse fra un decennio non sarà più così, nella tendenza generale ad una completa ed irreversibile “apertura al mercato”, volontaria o più spesso imposta, come accade oggi in Europa, che si accompagna alla nuova omologazione capitalistica (anche per quel che riguarda i modelli adottati).

    Saluto Costanzo dopo che siamo stati per oltre mezz’ora al telefono, con l’intenzione di risentirci alla prossima … brutta sorpresa che la storia e i globalisti sicuramente ci riserveranno!

    Eugenio Orso
    Fonte: http://pauperclass.myblog.it/


    #69275
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    …sono positivo #= siamo all'apice della megliocrazia :hehe: del non senso…

    :to:

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    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69276
    InneresAuge
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    Partecipante

    https://www.youtube.com/watch?v=kiDrugzSf5o

    Mah non fa nemmeno ridere, però non capisco, uno come lui… è proprio vero che quando la nave affonda…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #69277
    InneresAuge
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    Partecipante

    https://www.youtube.com/watch?v=kiDrugzSf5o

    Non fa nemmeno ridere, però non capisco, uno come lui… che attacca la casta?
    è proprio vero che quando la nave affonda i topi fuggono :hehe:


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #69278

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Prosciugati-a-morte-le-verita-sul.html

    Prosciugati a morte, le verità sul debito pubblico italiano

    Non sappiamo come finirà il G-20 di Cannes, né abbiamo conferme di crescenti pressioni internazionali su Berlusconi affinché si faccia da parte e tolga il tappo della mortale sfiducia nei confronti dell’Italia che sembra avere ormai avvinto i mercati finanziari.

    Ecco, i mercati finanziari: è curioso che, a sinistra, ci si entusiasmi per il catastrofico referendum greco, considerandolo la rivincita della democrazia stuprata dalla finanza e poi si sbandierino con entusiasmo i crescenti livelli di spread, manco fossero altrettante medaglie al valore della lotta di liberazione. Ma questo non stupisce, trattandosi della sinistra più imbelle del mondo occidentale, la stessa che nei giorni pari esalta la Bce e le sue missive ed in quelli dispari grida al golpe tecnocratico. Ma c’è soprattutto un’altra considerazione da fare.

    Oggi Deutsche Bank, in una nota del proprio strategist Jim Reid, ha riferito che la Bce sarebbe rimasto l’ultimo compratore di carta sovrana italiana realmente attivo sul mercato. Non abbiamo riscontro ma la cosa non ci stupirebbe. Questa è la classica discesa agli inferi delle crisi di debito sovrano già vista nel caso di Grecia, Irlanda e Portogallo.

    I compratori svaniscono, sia sul mercato primario che su quello secondario; la Bce decide di intervenire su quest’ultimo, non avendo autorità per farlo sul primario; iniziano le raccomandazioni all’austerità qui-ora-subito; la congiuntura si avvita, e si aprono nuovi buchi di bilancio; i compratori si diradano, mettendo pressione a rendimenti e spread; le banche commerciali diventano sempre più dipendenti dalla Bce per il loro funding; alla fine di questa sequenza, l’intero mercato dei titoli sovrani è completamente disfunzionale (o meglio, non funzionante) e la Bce, non avendo alcun mandato per inchiodare i tassi ad un livello predeterminato, finisce col comprare senza un perché, e soprattutto senza che ciò eviti una deriva rialzista dei rendimenti che alla fine rende il paese insolvente. Ebbene, l’Italia è nel pieno di questo percorso mortale.

    A ciò va aggiunto che gli investitori internazionali potrebbero essersi convinti che non vale più la pena di coprire il rischio-Italia comprando protezione tramite i credit default swap, perché alla fine i cds verranno disattivati come accaduto nel caso greco (vedasi questo eccellente articolo divulgativo di Morya Longo del Sole). E quindi, che fanno gli investitori che posseggono titoli di stato italiani, non potendo più coprirsi dal rischio mantenendo la posizione? Liquidano la posizione medesima e, se non trovano compratori, rompono i prezzi al ribasso. Ditelo ai politici che berciano “morte ai cds”, mi raccomando.

    Che implica, tutto ciò? Semplice: che quando l’avversione al rischio aumenta, i compratori spariscono, i flussi di mercato divengono unidirezionali e si giunge rapidamente alla profezia che si autoavvera: un paese solvibile, perché con avanzo primario, diventa progressivamente insolvente causa impennata dei costi di funding. Una cosa da tener presente, anche riguardo al ruolo di prestatore di ultima istanza che la Bce non ha e che dovrebbe avere.

    E questo con buona pace dei somari (accademici e non) che da due anni vi dicono che l’Italia è sicura perché ha elevata ricchezza privata e che il nostro debito è posseduto in larga parte da residenti. Non è mai stato vero, peraltro. Quando i compratori (di chiunque si tratti) scompaiono, tutto crolla. Se scompare la liquidità, l’orologio della morte comincia a ticchettare. E ne avete da ribellarvi contro il mercato cinico e baro, ma non vi servirà a nulla. In questi giorni potremmo aver scoperto che nel sistema globale non esiste più capienza per contenere il debito italiano, nelle sue dimensioni attuali.

    Per questo serve una banca centrale a garanzia del sistema, mentre risaniamo; non è possibile uscirne solo con le strette fiscali, che sono per definizione self-defeating, in assenza di un accomodamento monetario. Per quanto si possano imporre fantasiose patrimoniali ed espropriare la popolazione (e neppure abbiamo cominciato, sappiatelo), lo stock di debito da rinnovare supera le nostre fantasie. Se c’è sfiducia sul paese, niente compratori. Niente compratori, rendimenti in rialzo. Rendimenti in rialzo, insolvenza. E ora possiamo tornare a parlare dell’articolo 18.


    #69279
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1320398431=InneresAuge]
    https://www.youtube.com/watch?v=kiDrugzSf5o

    Non fa nemmeno ridere, però non capisco, uno come lui… che attacca la casta?
    è proprio vero che quando la nave affonda i topi fuggono :hehe:

    [/quote1320398431]
    … violazione del topy rait :hehe:
    video censurato … alè !


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #69272
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Avevamo visto giusto, quando in un nostro precedente articolo avevamo parlato di “attacco all’oro dell’Italia”.

    Romano Prodi scrive al Sole24ore e propone come soluzione alla crisi gli EuroUnionBond (Eb)! Scrive testualmente il Romano Prodi: “Noi crediamo invece che gli Eb servano all’unità, alla stabilità e alla crescita dell’Unione economica e monetaria (Uem) e all’euro e quindi alla Ue. Bisogna però progettare bene gli Eb partendo da una impostazione economico-istituzionale che adotteremo nel seguito (senza rinvii ad altre, salvo a una di Quadrio Curzio sul Mulino 2/2011)”
    http://attiliofolliero.wordpress.com/2011/08/30/avevamo-visto-giusto-vanno-all%e2%80%99attacco-dell%e2%80%99oro-dell%e2%80%99italia/


    #69269
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1320402939=prixi]
    [quote1320398431=InneresAuge]
    https://www.youtube.com/watch?v=kiDrugzSf5o

    Non fa nemmeno ridere, però non capisco, uno come lui… che attacca la casta?
    è proprio vero che quando la nave affonda i topi fuggono :hehe:

    [/quote1320398431]
    … violazione del topy rait :hehe:
    video censurato … alè !
    [/quote1320402939]
    … guardatelo qui http://ciaktube.com/video/NOG1BO8HR368/Le-Iene-2011-Enrico-Brignano-e-lo-stipendio-dei-politici :legg:

    :hehe:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69280

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/indignazione_concreta.htm

    Indignazione concreta Ing. Rodolfo Roselli
    intervento su Radio Gamma 5 del 2.11.2011

    Sui mezzi di stampa, ben disciplinati verso il potere, è stata condotta una violenta campagna di denigrazione verso coloro che, protestando contro l'attuale politica, venivano incasellati nella categoria degli antipolitici. E su questo tema ho già espresso il mio pensiero. L'antipolitica metteva sul banco degli imputati quei poveri politici incolpevoli, e la colpa non era chiaramente loro, ma di tutti noi che li avevamo eletti e fino ad oggi tollerati. Dunque degli innocenti perseguitati da tutti, colpa di tutti ,quindi colpa di nessuno, dunque il reato non esiste. Una sequenza logica usata da sempre e sempre ben redditizia.

    Ma se vogliamo imboccare la strada della logica, allora non si capisce perché tutti questi insoddisfatti non abbiano cambiato le loro scelte, mandando a casa coloro che non stimano. Non sarebbe la cosa più facile invece di persistere nel mugugno? Ma qualche cittadino, dall'anima candida, potrebbe dire, “ma io non li ho mai scelti, non li ho mai conosciuti, in quelle posizioni ci sono andati da soli o chiamati da qualche amico, mai sono stato consultato, quindi non solo non è colpa mia, ma è nel mio diritto dichiararmi insoddisfatto e scontento”. Del resto il “faccio tutto io” è stato un dogma, e si sono viste le conseguenze. Il ragionamento sarebbe corretto se la politica si basasse sulla scelta democratica, ma non è così, perché la politica italiana è basata sulla scelta per chiamata individuale. Una moderna simonia. Nessuna mente illuminata ha capito che chiamarla antipolitica o con altro nome non cambia la sostanza che è un diffuso scontento della gente ,e infatti oggi lo stesso scontento ha cambiato nome e si chiama indignazione.

    Quale sarà il prossimo nominativo ? Ma non importa il nome perché resta la sostanza che sfugge ad ogni tentativo di mascheramento e, se chi ci governa avesse un minimo d'intelligenza, non si preoccuperebbe degli effetti, ma agirebbe sulle cause di tutto questo. Gli indignati spagnoli hanno indotto a fare nuove elezioni e quindi potete immaginare quali brividi sono corsi per la schiena degli analoghi personaggi nostrani, e per questo sono stati costretti a demolire anche “questi indignati” paragonandoli agli antipolitici, dimenticando le ragioni e le cause concrete di questo dissenso. E le ragioni alla base del disastro economico del mondo sono molto concrete, tanto concrete da giustificare un profondo ripensamento dell'attuale sistema finanziario delle banche. L'indignazione è rivolta verso le banche colpevoli dei loro provvedimenti errati che hanno provocato la crisi economica, e che oggi costringono gli stati ad usare soldi pubblici per mantenersi a galla.

    Il pretesto apparente è sempre il solito, il crollo delle banche metterebbe in pericolo i risparmi dei correntisti , ma non tanto perché usando il loro denaro sono state fatte le speculazioni sbagliate, ma perché una legge ,che definisce la riserva frazionata delle banche, le obbliga a garantire i loro prestiti e le loro speculazioni con un fondo di garanzia irrisorio ,sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili. Questo modo di operare, anche se con modalità e forme diverse, è applicato da tutte le banche mondiali. E' infatti questa la causa principale del disastro attuale ed ha un nome ben definito, è chiamata riserva frazionaria che in Europa, secondo l'articolo 4 del regolamento 1745/2003 della BCE, è pari al 2% e può essere conteggiata , salvo eccezioni, su tutti i depositi bancari. Questo vuol dire che se un privato deposita in banca 100 euro, 98 euro vengono gestiti dalle banche centrali (es. Banca d'Italia) e i restanti 2 euro restano nelle casse delle banche per garantire che ogni banca sia solvibile rispetto alle altre banche quando effettuano prestiti, speculazioni etc. tra loro. Da notare che questo non serve per garantire i conti correnti privati, perché questi sono garantiti dalla riserva statutaria, decisa volontariamente dalla banca o da leggi locali. Già questo è molto strano, perché mentre un qualsiasi privato per garantire il prestito richiesto deve disporre di risorse pari a non meno del doppio di quanto richiesto, le banche per garantire il debito tra loro si accontentano solo del 2% della somma impegnata. In passato questa riserva frazionaria non era così bassa ma era di circa il 15%, e quindi una garanzia un po' più solida, ma questo è durato fino alla fine del 1997.

    Dopo tale anno, la gestione politica del bilancio dello stato divenne così disastrosa da richiedere alla Banca d'Italia di acquistare ancor di più BOT e CCT e allora questa richiese alle banche un ulteriore trasferimento del 13% dei depositi dei correntisti per questo scopo,naturalmente all'insaputa e senza il permesso di coloro che avevano depositato i loro soldi in banca. Quindi lo stato sperperatore, non solo cercava di succhiare soldi con le tasse crescenti, ma metteva le mani sui soldi reali dei correntisti per costringere la Banca d'Italia ad acquistare i titoli del debito pubblico. In cambio di questo le Banche ottennero l'autorizzazione di prestare 100 Euro pur avendone solo 2 in cassa. Quindi con i nostri 100 Euro reali, la Banca Centrale ha potuto acquistare 98 Euro di Titoli di Stato e la Banca Locale con i restanti 2 euro ha potuto prestare 100 Euro al tasso (per esempio) del 10% ai privati scambiando con altre banche queste operazioni finanziarie che, con una garanzia ridicola, diventano ovviamente ad altissimo rischio. Tutto il sistema bancario in questo modo si regge ora su una continua compensazione di fondi, ma assomiglia ad un castello di carte che sta in piedi quasi per scommessa. E la ragione è molto semplice, perché tali prestiti sono fatti con soldi inesistenti, mentre invece noi versiamo alla “nostra” Banca Locale soldi reali in quanto frutto nel nostro lavoro, ossia ore di vita impiegate per determinare un reddito mensile (il nostro stipendio). Questo vuol dire, ripeto, che una banca può arrivare a prestare 50 volte la liquidità obbligatoria che non deve toccare, cioè ad esempio ogni 100 euro depositati dai correntisti,deve tenerne 2 in attività liquide e prestare i restanti 98 euro che non ha.

    Questo meccanismo, anche se nato anticamente come strumento individuale dei gioiellieri, inserito nel sistema bancario, crea una reazione a catena che diviene un moltiplicatore monetario. Infatti una banca che presta i 98 euro ad un privato, ma questi li spende, cioè prima o poi vanno a finire in un'altra banca come deposito, la banca che li riceve ne deve trattenere 2 ma ne può prestare a sua volta altri 98 e così via e quindi il meccanismo si propaga fino a quando non ci sono nuovi prestiti e nuovi relativi depositi. Tutto questo crea una espansione fittizia del credito nel sistema delle banche che però corrisponde solo ad una piccola parte reale depositata presso le banche e di conseguenza il controvalore della moneta circolante risulta solo in minima parte formato da beni materiali e tangibili, da ricchezza reale, ed è in gran parte fatto di altro debito. Il credito al consumo è ad esempio una forma di crescita della moneta circolante priva di un controvalore in beni reali, la banca non richiede nessuna ipoteca o garanzia per la gestione di una carta di debito. L'analisi matematica dell'espansione del credito in questo modo dimostra che se la riserva è pari al 2%, la banca o il sistema bancario, possono prestare fino al 4900 % del capitale che effettivamente detiene in denaro liquido. Tutto questo spiega l'origine della crisi economica, perché finché i debiti sono stati regolarmente pagati, tutto funziona, ma se non vengono pagati le banche non possiedono il contante a garanzia necessario, perché la riserva frazionata è insufficiente.

    La crisi finanziaria è nata dal fatto che l'enorme volume del denaro fittizio creato con questo sistema diabolico, ha spinto le banche, per aumentare gli interessi da incassare sui debiti accordati, come è avvenuto negli Stati Uniti,ad accordare anche a chi non aveva sufficienti garanzie per pagarli, e questo è stato l'errore del sistema bancario che, con debiti insoluti, si trovato senza denaro reale nelle casse. A questo punto doveva essere applicato il vecchio principio, “chi rompe, paga ” cioè le banche avrebbero dovuto vendere i loro patrimoni o ricapitalizzare ogni azienda, emettendo nuove azioni, ma questo sarebbe stato possibile per importi e casi limitati, ma per il volume da sanare nessun investitore sensato avrebbe aderito all'aumento di capitale, e allora i soldi che mancavano sono stati richiesti agli stati, cioè ai cittadini, che non erano stati responsabili di tutto questo. La richiesta delle banche di per sé non è stata insensata, perché avendo gli stati utilizzato i depositi dei depositanti per comperare i titoli di stato, era lo stato che doveva restituire questi soldi alle banche ,per metterle in condizione di operare.

    Ma a questo punto gli stati quei soldi li avevano già dissipati ,e allora hanno usato sia i tributi ,sia i soldi destinati al funzionamento dei servizi dei cittadini per risanare le banche, quindi gli stati hanno pagato le banche aumentando le tasse, riducendo gli investimenti produttivi, riducendo le spese per i servizi sociali e per erogare le pensioni. I politici a capo dei vari esecutivi degli stati hanno compiuto la più colossale truffa o rapina a danno dei loro cittadini perché , prima hanno chiesto ai privati di acquistare i titoli di stato per sanare i loro debiti, poi non bastando, di nascosto, hanno messo le mani sui loro depositi bancari per lo stesso fine, quindi non bastando ancora hanno preteso dai cittadini altri soldi sottoforma di tasse, di servizi negati, di pensioni ridotte, e altri trucchi e infine, anche a chi non aveva denaro, hanno tolto anche il lavoro, l'istruzione, le cure mediche, etc. E quindi non mi pare manchino reali e concreti motivi per essere per lo meno profondamente indignati, se non furiosi. Tutto questo ha messo in crisi il livello di vita di tutti con disoccupazione, aziende e capitali che fuggivano, e drastico abbassamento del tenore di vita di tutti e aumento della evasione, per salvare il salvabile.

    Ma perché le banche non hanno potuto impegnare i loro patrimoni ? Perché il loro patrimonio, accumulato nel tempo, (immobili, partecipazioni azionarie etc.) in Italia, non è controllato dall'azienda bancaria ma dalle fondazioni, che ne sono azioniste. Le fondazioni bancarie, con un artifizio giuridico solo italiano, e creato da Giuliano Amato e perfezionato da Carlo Azelio Ciampi, fin dal 1990, con la legge 218, hanno ereditato il patrimonio secolare delle Casse di Risparmio, che ai valori odierni vale in Borsa circa 16 miliardi di euro, attraverso una mutazione che ha trasformato, quelli che erano sportelli bancari, in azionisti stabili delle tre più grandi banche nazionali, Unicredit, Intesa San Paolo e Monte dei Paschi di Siena, cioè sono proprietarie e condizionano il patrimonio di queste banche. I signori che sono a capo di queste fondazioni, sono loro ,che intoccabili e potentissimi condizionano la stabilità del sistema bancario, e detengono questo potere forte da decine di anni. Sono in effetti dei soci padroni e nei loro consigli di amministrazione siedono rappresentanti politici degli enti locali, delle università, della chiesa cattolica e amministrano grandi quantità di denaro finanziando soggettivamente ospedali, ricerche mediche etc. e per queste ragioni possono detenere legami fortissimi che condizionano tutto il loro territorio.

    Questo mostro giuridico non ha ucciso nessuno, anzi ha dato da vivere a molti perché ha finanziato iniziative artistiche e nei beni culturali , tuttavia,ad esempio, nel 2008 il totale degli investimenti in queste aree è stato solo del 29,3 % degli utili conseguiti, mentre del restante non se ne conosce l'uso, che comunque è soggettivo, e quando vi sono nei CdA esponenti politici,le perplessità non mancano. Queste fondazioni vivono dei dividendi bancari delle aziende e, sottoscrivendo aumenti di capitale, sia il valore delle azioni, sia i dividenti sarebbero diminuiti molto e quindi ,se l'aumento di capitale può essere a carico di altri , cioè allo stato o ai cittadini, tanto meglio. Anzi con tale sistema, quando le aziende saranno risanate, avranno importi di azioni e dividendi crescenti, che andranno a loro e non a quegli imbecilli dei cittadini che con le tasse hanno salvato le loro banche. E' noto che le fondazioni bancarie sono soggette ad una disciplina alquanto differenziata rispetto alle fondazioni ordinarie, tanto sul piano civilistico che su quello fiscale, ora contenuta principalmente nel D.lgs. 17 maggio 1999, n. 153.

    Alcuni aspetti di tale disciplina hanno sollevato molti dubbi di legalità. La giurisprudenza ha infatti precisato che le norme del codice civile sulle fondazioni ordinarie si applicano alle fondazioni bancarie solo in via residuale, ossia in mancanza di disposizioni specifiche, e solo in quanto compatibili. Quindi tutto da discutere ! Comunque anche il loro organo di controllo è nominato dalla stessa fondazione e, in attesa di una riforma organica sulla vigilanza delle fondazioni, è attribuita al Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, ora Ministero dell'economia e delle finanze, quindi proprio un organo, di quell'esecutivo politico e quindi pubblico ,causa di quanto sopra esposto. Le fondazioni bancarie hanno un controllo ferreo sulle banche di riferimento, se si pensa ad esempio che la Fondazione Monte dei Paschi possiede una quota azionaria del 55,48 % della Banca Monte dei Paschi, la genovese fondazione Carige controlla il 43 % della banca.

    Dunque questi patrimoni per varie ragioni divengono assolutamente intoccabili. E' anche per questa ragione, sia economica che soprattutto di opportunità politiche, che lo stato ha dovuto aiutare le banche con i soldi dei cittadini, facendo sprofondare il paese in una crisi economica. L'indignazione dunque è più che giustificata e questa è la condanna morale che precede il giudizio della legge,e questa condanna è tempestiva e completa. Non sempre le leggi sono giuste, non sempre sono efficaci, non sempre sono accettabili, basta pensare alle leggi razziali, o alla legge sul delitto d'onore, per comprenderne il perché. Ma l'indignazione è il consenso popolare negativo che, anche se può essere emotivo, è aderente allo scenario e arriva al momento giusto. L'indignazione del singolo conta poco, ma se diviene una manifestazione corale, allora non può essere sottovalutata, quando si arriva a questo punto, si è persa la fiducia nella politica di oggi, e in tutti quegli strumenti creati su misura per sostenerla, e soprattutto non si ha più fiducia nella competenza delle persone che governano. Se l'indignazione, e sua sorella l'antipolitica, possono servire è allora urgente e giusto che vadano a casa tutti quelli che ne sono stati la causa, e lascino fare a questi indignati di ripristinare il consenso e tutti gli strumenti conseguenti. Ma se invece costoro insistono nel restare avvinghiati ai loro immeritati posti di potere, allora saranno, solo loro, la causa dell'indignazione che crescendo, non si sa dove potrà portare. Quel che da tempo i politici hanno compiuto è gravissimo, perché non dimostra incompetenza o ignoranza, qualunque cretino avrebbe compreso che si era su una strada sbagliata, ma poiché cretini non sono, l'unica conclusione è che si è operato in mala fede, e lascio a voi indignati il relativo giudizio.

    PRIMO INCONTRO CON IL POPOLO SOVRANO

    E’ in fase organizzativa il primo INCONTRO CON IL POPOLO SOVRANO, organizzato dall’Unione per la Sovranità Popolare al quale sono invitati a partecipare tutti gli iscritti, i loro amici e famigliari. L’incontro avrà luogo circa alla metà del mese di Ottobre in una località da definire, e collocata comunque nei pressi di Padova, Ferrara o Verona. La scelta definitiva dipenderà dal numero di adesioni che da oggi potranno essere inviate o via e-mail a CHALLENGER@CHALLENGER.IT oppure via SMS al seguente numero telefonico 3423334827, e quindi a seconda del numero dei partecipanti potremo comunicare tutti i dettagli.
    L’incontro sarà di tipo conviviale, con relativa colazione, e sarà in linea di massima articolato come segue :

    1– Breve presentazione del programma del dr. Luigi Vitali
    2 – Intervanto del Presidente USP dr. Maurizio Anselmo
    3 – Intervento del Segretario Nazionale USP ing. Rodolfo Roselli
    4 – Libero dibattito con tutti i partecipanti per i necessari approfondimenti,proposte e decisioni


    #69281
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Il direttore del Fmi smentisce Berlusconi: non abbiamo offerto fondi all'Italia
    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=42312&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=146659
    G20, BERLUSCONI: “LA CRISI?
    DA NOI RISTORANTI PIENI”.
    IMBARAZZO TREMONTI

    (Io ieri ero verso le 9 in un ristorante molto grande su una strada molto trafficata, per portare via 2 pizze..era praticamente vuoto
    Ho lavorato nei ristoranti dal 95 al 2000 circa, in 4 o 5, mi ricordo che se si riempivano avveniva nel fine settimana o nei festivi, durante la settimana mi chiedevo come facessero a mantenersi..e comunque è un discroso ridicolo)


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