l’ italia in rovina

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  • #69503

    Anonimo

    http://crisis.blogosfere.it/2011/11/i-debiti-vanno-pagati-no-se-sono-illegittimi.html.

    I debiti vanno pagati? No, se sono illegittimi

    Scritto da Debora Billi
    Martedì 29 Novembre 2011 00:44
    Democrazia nella comunicazione
    Valutazione attuale: / 30
    ScarsoOttimo
    di Debora Billi.

    Non sempre i debiti vanno pagati. Lo hanno dimostrato Ecuador e Islanda, ma anche il Consiglio di Stato e la Provincia di Pisa che blocca i pagamenti alle banche. Ad un debito illegittimo, si può dire di no.

    E' uno dei tanti mantra che i cittadini ripetono senza capire davvero che le implicazioni sono anzitutto psicologiche. “I debiti vanno pagati”, un po' come “Equitalia punisce solo gli evasori” e “Mario Monti promette equità”. Ma è vero che “i debiti vanno pagati”? Oppure è solo un meccanismo di autoconsolazione, che ci aiuta a rassegnarci alla spremitura generale che ci attende? Ripetendo questo mantra, ci siamo messi in fila ordinatamente come le mucche al macello in attesa dell'inevitabile fine.

    Eppure, c'è chi ha voluto andare fino in fondo alla questione del debito del proprio Paese. Come Rafael Correa, Presidente dell'Ecuador, che ha istituito una commissione apposita che lo esaminasse fin nei dettagli. Ne avevamo parlato qui, e qui trovate l'intera relazione della commissione. Il responsabile della commissione ha dichiarato:

    oltre l'80% del debito corresponde a re-finanziamento e solo il 20% è destinato a progetti di sviluppo. E' una violazione alla sovranità e alla dignità. Questo percorso di 30 anni di indebitamento non è servito agli interessi dell'Ecuador ma solo alle necessità dei paesi creditori; ci sono notevoli indizi di un'attività fraudulenta che ha convertito il debito in un mostro impagabile.

    Oltre all'Ecuador abbiamo l'esempio dell'Islanda, che ha istituito un'analoga commissione, non ha pagato nessuno e per giunta ha fatto arrestare i banchieri responsabili del disastro.

    Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di esempi estremi, esotici, da palme tropicali o paesaggi artici, impraticabili qui da noi. E invece, qualcosa si è già mosso: la provincia di Pisa ha riscontrato che il proprio debito in derivati, contratto con alcune istituzioni bancarie, ha tutte le caratteristiche dell'illegalità ed ha annullato unilateralmente tutte le operazioni in derivati. E il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Tra le motivazioni, che trovate qui nei dettagli, vediamo che le banche pretendevano di far valere qui la giurisdizione inglese, e che nei contratti esistevano “costi impliciti” di cui l'ente non era a conoscenza e di cui avrebbe subito l'aggravio per anni.

    Insomma, i debiti si pagano, ma non quando sono stati creati con l'imbroglio. E questo vale sicuramente per moltissimi enti locali italiani, che stanno affogando in debiti su operazioni incomprensibili e talvolta fraudolente. D'altronde, nessuno è tenuto ad essere esperto in questioni finanziarie e per questo ci si fida dei consulenti. Se il medico dà una cura sbagliata, la colpa non è del paziente che “non si è informato prima”.

    Forse il nostro ultragoverno magico dovrebbe istituire una commissione di esperti, super partes (che non hanno lavorato per Goldman Sachs, per intenderci), allo scopo di dissezionare il debito italiano. Probabilmente ne scoprirebbero delle belle.


    #69504

    Anonimo

    E se invece delle banche salvassimo la gente?


    #69505

    Anonimo

    http://www.cobraf.com/blog/

    PRESTITO DEL FMI? PER L'ITALIA UN RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE
    Postato il Mercoledì, 30 novembre @ 07:00:00 CST di davide

    DI GZ
    cobraf.com

    Leggere e mandare a memoria questa frase

    (“…Una volta accettata la linea di credito del Fmi per l'Italia si chiuderebbe la via di accesso al mercato, perché tutti, perché tutti i prestiti effettuati dal Fondo sono ‘senior' cioè hanno il diritto ad essere pagati prima di ogni altra obbligazione dello Stato debitore. Con questa condizione chi comprerebbe più un Btp?)
    Verstehst Du ? Avez-vous compris ? Did you understand ? Capisc' ? E poi leggere e meditare anche questa:

    (..Il Fondo Monetario costringerebbe l'Italia a privatizzare tutte le aziende e le infrastrutture pubbliche oltre che a varare a misure fiscali draconiane che deprimerebbero il paese per i prossimi dieci anni. Ma anche questo non servirebbe a tirarci fuori dai guai. Gli interventi del Fmi hanno avuto successo solo quando sono stati accompagnati da massicce svalutazioni della moneta del Paese in crisi, non si è mai verificato nella storia il salvataggio di un Paese a cambio fisso….)

    Il meccanismo per cui un paese “viene salvato dal Fondo Monetario” perchè offre una linea di credito come adesso all'Italia al 4% invece che all'8%, è il copione classico utilizzato in Brasile, Messico, Argentina, Filippine ecc… in passato per succhiare la ricchezza di un paese. I passaggi sono sempre quelli, se leggi qualcosa sulla “Tequila Crisis” del Messico del 1992 e ci ritrovi il copione della crisi dell'Italia del 2011 già scritto.

    1) Scegli un paese che abbia accumulato molto debito verso l'estero e quando è il momento adatto affondi con rumors, report allarmistici e speculazione al ribasso i suoi bonds per cui i rendimenti schizzano dal 4 all'8% ad esempio per i BTP. Se il governo eletto non è malleabile (vedi Berlusconi che solo un mese aveva rifiutato il Fondo Monetaroi) spingi il “panico sui mercati” e sui media mondiali che chiedono tutti un nuovo governo e lo si ottiene perchè altrimenti “le banche falliscono” (di nazionalizzarle come ha fatto la Svezia nel 1992 non viene in mente a nessun “esperto” o mass media)

    2) Dopo un altro momento o due di panico ancora, per fiaccare tutte le resistenze politiche e psicologiche, ecco il colpo di scena, arriva il Fondo Monetario (in combinazione con la FED o BCe o Banca Mondiale), che generosamente offre credito… agli stessi rendimenti che il paese pagava… solo tre mesi prima. Thank You ! Ma come siete buoni voi del Fondo a Washington ! Ovviamente i soldi del FMI hanno poi precedenza su qualunque altro credito, per cui d'ora in poi sai che in caso di crisi i tuoi titoli di stato sono passati di categoria, prima si rimborseranno i 600 miliardi del FMI e poi si penserà ai tuoi CCT o BOT. In questo modo nessuno (tra chi capisce di queste cose) compra più titoli di stato. Soprattutto ora comanda il Fondo Monetario, dato che ti ha dato generosamente soldi al 4%, quando come stato sovrano potresti finanziarti allo 0% stampando moneta come fanno gli inglesi, americani, giapponesi e cinesi. E quindi ti fa vendere a interessi finanziari esteri connessi al FMI beni, infrastrutture e società importanti dello stato in questione

    3) Ma il Fondo Monetario non vuole assolutamente che tu invece svaluti, assolutamente no, devi tenere la tua valuta ancora al dollaro USa (se sei le filippine, messico, argentina..) oppure al marco/fiorino, non devi avere voce in capitolo sulla tua valuta. E vuole sacrifici ed austerità, la massa della popolazione deve ridurre il reddito per pgare gli interessi alle istituzioni finanziarie estere e stati esteri che finanziano il Fondo

    4) Dato però che mantenere un tasso di cambio artificialmente elevato riduce le esportazioni che sono l'unica vera risorsa del paese, che pagare interessi e rate di debito in una valuta troppo cara ti strozza finanziariamente e l'austerità fiacca l'economia nazionale dopo un poco sei di nuovo in crisi perchè sei sempre più intrappolato. I conti del paese peggiorano, sia come bilancia commerciale che come reddito che come debito pubblico. E inizia la seconda crisi, quella vera e definitiva, in cui alla fine dai default e svaluti in modo secco dall'oggi al domani. Ma sempre mentendo al pubblico fino all'ultimo in modo che si fidi a tenere i soldi nelle banche locali fino all'ora X in cui arriva il crac


    #69506

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Il-taglio-delle-pensioni-ai.html

    Il taglio delle pensioni ai parlamentari? E’ già pronto il trucco

    I Presidenti di Camera e Senato hanno annunciato interventi sui “vitalizi” dei parlamentari, ma si tratta soltanto di annunci, in quanto le misure devono ancora essere approvate. Ad ogni modo, se le modifiche verranno approvate, nessun parlamentare potrà mandare in pensione prima del compimento dei 60 anni di età, o dei 65 per chi abbia fatto una sola legislatura.

    Sui vitalizi in essere, invece, nessun intervento: ha vinto la logica dei “diritti acquisiti”. Altra novità per i futuri parlamentari pensionati è il passaggio al sistema contributivo (dal retributivo), ma sarà valido soltanto a partire dal 2012. In pratica solo chi verrà eletto nella prossima legislatura avrà ridotto il vitalizio (con appunto il passaggio al nuovo sistema).

    Si passerebbe, secondo alcuni calcoli della Camera, da un vitalizio di 2800 euro (per una legislatura) a poco più di 900. Un bel taglio, non c’è che dire, grazie al passaggio al sistema contributivo.

    Ma attenzione. Perché c’è il trucco, ed è semplicissimo (e disarmante). Lo rivela Antonio Borghesi, deputato dell’Italia dei Valori, e ne scrive anche il Fatto. Di che si tratta?

    Attualmente i deputati versano soltanto l’8,6% dell’indennità in contributi per la pensione, ma la riforma prevede che vengano equiparati ai lavoratori dipendenti. Che versano il 33%. Aumenteranno i contributi, ma per un terzo a carico dei parlamentari, e per due terzi a carico del Parlamento. Si tratta di contributi figurativi, quindi non gravano sul bilancio delle Camere, ma in quello dello Stato sì (questo sistema costerà a noi contribuenti più di quello precedente, altro che taglio).

    In pratica: i parlamentari passeranno sì al sistema contributivo, ma si sono aumentati i contributi (non a carico loro, ma del Parlamento). Il trucco, quindi, è servito: e con più contributi la pensione non sarà tanto diversa dall’attuale. Alla faccia degli annunci a reti unificate.

    Viva l’Italia.


    #69507
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [color=#0033ff][size=36]equo[/color] :— …
    è :hehe: …. [size=7]s[size=8]pppprrreaa[size=18]d[size=22]d[size=26]d[size=30]d[size=36]d [size=36]
    la supposta
    #sich

    [color=#0033ff][size=7]libertà[/color] :lente:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69508
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1322743095=brig.zero]
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    la supposta
    #sich

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    Brig, oltre alle 3 nuove malattie dell'altro topic, ti sei inventato anche un farmaco !
    Lo spread in supposta ! hahaha


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #69502
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [size=20]Le nuove misure pensionistiche che preoccupano i parlamentari: dimissioni di massa entro dicembre?

    A chi non piace la riforma delle pensioni? Non c'è dubbio che l'annunciata revisione del sistema previdenziale faccia storcere più di un naso. “Sacrifici” è la parola d'ordine che soggiace alla riforma promessa da Mario Monti, mentre non è chiaro quale sarà il contenuto della parola “equità”, più volte indicata dal premier quale cardine della manovra finanziaria. Ed allora ecco che – in attesa di capirne in toto i contenuti oltre il lessico – qualche sacrificio arriverà anche per i parlamentari, eletti ad honorem membri della famigerata “casta”.

    Per loro il premier tecnico ha previsto una riforma del sistema pensionistico che si sostanzia – secondo le indiscrezioni – nell'entrata in vigore del sistema contributivo a partire dal primo gennaio 2012 anche per i parlamentari in carica. A questa misura va ad aggiungersi il limite di età per i beneficiari: l'assegno vitalizio arriva solo al compimento del sessantesimo anno di età se si ha collezionato più di un mandato e addirittura 65 se si è stati eletti una volta sola.

    A sentire puzza di bruciato sono soprattutto quei 350 neoeletti che rischiano di perdere l'assegno per non aver ancora raggiunto quei 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura che con il sistema in corso avrebbero costituito titolo utile per il vitalizio. Regole valide, infatti, solo per l'ultimo anno di legislatura. E qui casca l'asino. Giusta o no (si contravviene alla regola sulla retroattività delle leggi) la misura andrebbe a colpire i parlamentari in carica. E molti di loro già starebbero pensando alla contromossa: dimettersi entro il 31 dicembre (indiscrezione di Sky Tg24) per evitare di incappare nel nuovo regime, decisamente sfavorevole rispetto all'attuale.

    Se ai più appare inverosimile l'ipotesi delle dimissioni di massa, dall'altra c'è chi già prefigura una norma transitoria che salvi i diritti degli eletti in carica. Al premier Monti o all'iniziativa parlamentare la parola, mentre comunque appare inverosimile la fuga di massa. Che tra l'altro dovrebbe ottenere il beneplacito dell'Aula, la stessa chiamata a dire sì alle misure di austerità ideate dalla squadra di governo. Sarà interessante scoprire le puntate sul tavolo. Intanto il piatto piange.

    01 dicembre 2011

    http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/11/12/01/parlamentari_dimissioni_pensioni.html

    :hehe: … fosse vero che se ne vanno :bravo:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #69509
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    :hehe:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69510

    Anonimo

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=277

    NON E' FANTA HORROR !
    Postato il Giovedì, 01 dicembre @ 05:15:58 CST di davide

    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info

    Quelli che vediamo oggi sono le Camice Brune, le SS devono ancora arrivare”
    P. B.

    Nulla di quanto è scritto di seguito è Fanta Horror. Sono un giornalista con delle responsabilità, non un folle che ama spaventare la gente.
    Dovete andare in Africa per sapere cosa vi aspetta. Africa sud sahariana. I pacchetti di austerità di cui oggi si parla come ‘rimedio’ alla crisi di credibilità dei nostri governi in Eurozona, furono disegnati, esattamente come si disegna un motore, 35 anni fa dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

    Non si chiamavano austerità, ma Structural Adjustment Programmes (SAPs). Tagli a tutto il settore pubblico e spesa pubblica, privatizzazioni, tasse, isteria da deficit, allungamento età pensionabile, finanziarizzazione della società, ecc. Lo scopo: depredare alla morte i Paesi africani che stavano organizzando il proprio riscatto col New International Economic Order all’inizio degli anni ’70. E così fu. Non li hanno cambiati di una virgola quei programmi, solo il nome: austerità. Oggi gli esecutori di questi crimini sociali in Europa rispondono ai nomi di Ollin Rehn, Herman Von Rompuy, Draghi, Monti ecc. Essi sono le Camice Brune. Ora torniamo in Africa, perché dovete conoscere le nostre prossime SS.

    Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, la prima presidente africana, ha da tempo incontrato le SS finanziarie. Sei anni fa esse hanno impugnato il debito sovrano e privato della Liberia, e oggi stanno uccidendo il Paese, letteralmente. Sono i Vulture Funds, tradotto: I Fondi degli Avvoltoi, gruppi di speculatori specializzati in recupero crediti su scala gigantesca. Ecco cosa possono fare all’Italia.

    L’Italia farà default, fallirà e uscirà dall’Euro. Questo è certo nell’ordine del 99,9%. Se in un mondo magico l’Italia che torna alla lira si armasse di Modern Money Theory, programmi di piena occupazione, pieno Stato Sociale, spesa a deficit in moneta sovrana (la nuova lira), e tutte le altre misure descritte a fondo ne Il Più Grande Crimine, non avrei più ragione di scrivere oltre. Sonni tranquilli per 60 milioni di italiani. Ma è una favola. Accadrà l’esatto contrario, e quindi continuo a scrivere.

    Le solite Camice Brune saranno al timone a Roma. Uno dei problemi più gravi sarà come onorare il debito bancario e privato, ovvero: i debiti delle banche italiane verso creditori esteri e italiani, e soprattutto i debiti di cittadini e aziende (mutui, prestiti ecc…) verso le banche in generale. Ci saranno frotte di creditori furiosi, da placare. In breve tempo sarà chiaro che l’Italia del default non potrà ripagare il 100% dei debiti sopra descritti. Per i creditori le strade saranno due: o ficcarsi in litigi legali per 20 anni e più, oppure vendere i propri crediti ai Vulture Funds, i Fondi degli Avvoltoi. Questo accadrà, non sappiamo in quale misura, ma accadrà, e inaugurerà l’entrata delle SS finanziarie in Italia. Per me e per voi saranno dolori veri, ma veri, vita di tutti i giorni nella pena di una povertà mai più vista dagli anni ‘50. Ecco come lavorano le SS finanziarie.

    Prima cosa, le Camice Brune al governo immediatamente si piegheranno al diktat del FMI di sostenere il più possibile le richieste dei creditori. Palazzo Chigi darà il semaforo verde, nessun reale intervento di politica sovrana a difesa dei cittadini, se non misure ‘cosmetiche’. Una quota di creditori, a quel punto, venderanno il proprio credito verso di noi cittadini e aziende agli Avvoltoi, scontato del 50-70% circa. Cioè: i Vulture Funds pagheranno 30.000/50.000 euro un credito che valeva 100.000 euro. In quel momento essi diverranno i legali proprietari del debito di un italiano, di un’azienda italiana, di centinaia di migliaia di italiani e migliaia di aziende. Di seguito: agiranno come un clan di Camorristi che ha comprato il debito di un barista da un prestatore privato. Gli piomberanno addosso con ogni mezzo legale e terrorismo economico per succhiargli tutto ciò che possono, sempre però sulla base del 100% del debito. Cioè: il beneficio della resa del creditore originale, che si è accontentato di incassare solo del 30% del suo credito, non verrà trasferito al debitore.

    Voi persone per bene non capite cosa significhi trovarsi debitori di un Vulture Fund, di un avvoltoio. Siete abituati al volto del vostro cassiere all’Unicredit, al Monte dei Paschi. Anche tu, imprenditore, non sai come prende allo stomaco il fiato di un SS finanziario quando lo devi ricevere nel tuo ufficio. E sarà inutile dall’interno del Lager economico Italia volgere lo sguardo al governo, ai sindacati, alle Regioni. Il debito sovrano dell’Italia del default sarà stato trasferito, con decisione del Consiglio Europeo, sotto la giurisdizione britannica o dello Stato di New York, per cui a Roma sarà la Notte dei Lunghi Coltelli, cioè il resto delle SS finanziarie del FMI, della UE dei tecnocrati alla Rompuy e Draghi, saranno impegnate a ripulire i palazzi governativi per sempre. Inutile neppure pensarci a loro.

    Questo è il quadro assai probabile, vicino al certo. L’economista americano Michael Hudson ha scritto: “C’è ora il pericolo che i Vulture Funds si stabiliscano in cima alla piramide della legalità internazionale, da dove possono opprimere intere nazioni”.

    Non ci credete? Liberia e Islanda, andateci, basta un volo. Lì è accaduto, ora, now. And they are bleeding.

    (Lo so che svelare queste cose vi causa ancor più impotenza e disperazione. So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco. Ma il mio mestiere è raccontare ciò che vedo.)


    #69511

    Anonimo

    http://www.cadoinpiedi.it/2011/12/01/la_bce_fa_fallire_litalia.html#anchor

    LA BCE FARA' FALLIRE L'ITALIA
    Postato il Giovedì, 01 dicembre @ 17:10:00 CST di davide

    DI GIULIETTO CHIESA
    cadoinpiedi.it

    Questo è un disastro organizzato, ma gli stessi organizzatori si sono resi conto che senza l'Euro la situazione si complica, specie nel fronteggiare lo yuan cinese. Monti è immobilizzato dalla maggioranza politica. Dovrebbe andare a Bruxelles e dire: “Noi il debito non lo paghiamo”

    Credo fondamentalmente che l'Euro non svanirà, perché ci sono troppi interessi consolidati per mantenerlo. In primo luogo, credo che ci sia un forte interesse americano ad avere l'Euro come moneta ancillare, come moneta di sostegno, perché tutti guardano all'Euro, ma io continuo a pensare che il vero centro della crisi siano il dollaro e gli Stati Uniti d'America. Dunque questa mi sembra una cortina fumogena per nascondere il fatto che la crisi non è solo europea soltanto, ma è una crisi della finanza mondiale irrimediabile.

    In questo contesto, ritengo che alla fine le forze che salvaguardano l'Euro rimarranno prevalenti, almeno per un certo periodo di tempo. Gli attori che hanno scatenato il disastro, sono in qualche maniera perfino autonomi rispetto agli Stati Uniti, è la finanza mondiale, diventata una specie di mostro che agisce anche largamente in autonomia, sono i veri padroni del mondo, quelli che ho definito i proprietari universali, che badano in modo preliminare ai loro propri interessi di gruppo, di struttura. Quindi il vero disastro è certamente targato Stati Uniti, ma non solo, perché in primo luogo c'è la cupola di cui parlò anche Scalfari e di cui ho parlato nel mio libro “Super clan”.

    A questo punto, tuttavia, questo mostro dimostra di avere i piedi d'argilla, perché senza avere un sostegno europeo non sta in piedi e dovrà fronteggiare direttamente il vero dirimpettaio di questa situazione che è lo yuan cinese. Questo è il vero problema e io credo che agli stessi organizzatori di questo disastro, adesso appaia chiaro che l'Euro sia necessario a fronteggiare il rapporto con lo yuan e quindi ad avere una qualche triangolazione che alleggerisca uno scontro inevitabile.”

    E poi c'è l'immobilismo del governo Monti…

    “Sì, perché basta guardare la maggioranza che lo sostiene per capire che Mario Monti non può prendere una serie di decisioni che pure vorrebbe assumere, che sono sostanzialmente quelle scritte nella lettera che Trichet e Draghi mandarono al Governo italiano nell'agosto scorso. Le sue decisioni non sono misteriose, sono le decisioni cosiddette lacrime e sangue, misure impopolari come si dice di regola. Questo programma di Monti però deve essere scritto in termini di decreti e di leggi e qui viene il problema, perché questa maggioranza formata dai partiti della Casta che si sono messi d'accordo per salvare sé stessi, tuttavia non è capace neanche di realizzare questo obiettivo, per cui i contrasti lo stanno già paralizzando. In una situazione come questa quindi si va allo scontro sociale con un governo debolissimo che prenderà misure antipopolari, e con i partiti che lo dovrebbero sostenere che si azzanneranno gli uni con gli altri accusandosi reciprocamente di aver voluto prendere misure antipopolari. Siamo quindi in una condizione di estrema instabilità. Altro che equità e rigore? Non c'è all'orizzonte nessuna equità innanzitutto perché si è subito cominciato a toccare le pensioni che è il massimo delle iniquità, inoltre non vedo quale rigore possa essere adottato da un governo sostenuto da questa maggioranza e da un governo di fatto 'etero-italiano', che detta condizioni dall'esterno.

    Cito ancora una volta Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica scorsa: questo governo ha due cartucce, la crescita e il rigore; ho già detto prima del rigore, quindi una di queste due cartucce già è stata sparata a salve, è una cartuccia inesistente, inoltre non ci sarà nessuna crescita e noi stiamo andando a una recessione programmata, doppia, perché sarà una recessione italiana, europea e probabilmente una recessione mondiale di tutto l'Occidente.

    Quindi la prima cartuccia di Mario Monti è già stata sparata e non è servita a nulla, la seconda cartuccia non potrà spararla, quindi noi sostanzialmente andremo verso una vera e propria crisi istituzionale. Questa Repubblica così com'è non può funzionare, bisogna sentire il parere del popolo, devo dire con tutta franchezza che credo occorra un'assemblea nazionale, costituente per decidere come uscire da questo disastro.”

    L'Italia fallirà?

    “Non credo che fallisca. Certo, se la lasciamo nelle mani della Banca Centrale Europea l'Italia va in default, perché questi non sono più capaci di evitarci il disastro. Ritengo invece che dovremmo impugnare la questione, un vero governo che risponda agli interessi del paese dovrebbe prendere l'aereo immediatamente, andare a Francoforte e a Bruxelles e dire: noi questo debito non lo pagheremo perché è un debito iniquo, ingiusto e illegale, vogliamo rinegoziare, volete rinegoziare con noi?

    Siccome l'Italia è indispensabile per il mantenimento dell'Euro e dell'Europa, se volete rinegoziare rinegoziamo e rinegoziare vuole dire fare i conti reali con quello che è possibile pagare, con quello che è giusto pagare e con un programma di risanamento che tenga conto degli interessi del paese in primo luogo.

    Se l'Europa accetta la rinegoziazione, naturalmente bisogna rimettere in discussione il Trattato di Lisbona, il Trattato di Maastricht, cioè ridisegnare i confini dell'Europa, i confini istituzionali. A queste condizioni l'Italia potrebbe avviare un programma di risanamento partecipandovi, altrimenti dovremmo uscire e andare per conto nostro per un certo periodo di tempo. Non saremmo gli unici, la Gran Bretagna è fuori, la Svizzera è fuori, ci sono diversi Paesi che non hanno adottato l'Euro, non moriremmo certo se dovessimo uscire dalla moneta unica per un certo periodo e se agissimo secondo i nostri interessi.”


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