l’ italia in rovina

Home Forum PIANETA TERRA l’ italia in rovina

Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni, 2 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 2,221 a 2,230 (di 3,615 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #69542
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [size=36]DIPENDENTI PUBBLICI

    La manovra Monti sopprime la causa di servizio nel pubblico impiego

    Tra i meandri del decreto, una piccola rivoluzione: l’abrogazione dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.

    Quasi nascosto tra le varie norme del decreto Monti, e non citato nel comunicato-stampa di accompagnamento, troviamo un art. 6, che compie una piccola rivoluzione: l’abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.
    Erano istituti di lunga tradizione, in particolare la pensione privilegiata; l’equo indennizzo risaliva al 1957.
    Essi avevano prodotto una mole imponente di contenzioso, con correlata vastissima giurisprudenza, amministrativa e contabile.
    Si comprende che lo scopo è di equiparare la tutela dei lavoratori pubblici a quelli privati, ritenendo evidentemente che i primi godevano di un trattamento più favorevole rispetto a quello dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.
    Il legislatore di fine 2011 ha ritenuto che questo trattamento più favorevole fosse un privilegio da eliminare.
    In effetti il trattamento assicurativo è più restrittivo rispetto a quello dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.
    Il primo non spetta a tutti i lavoratori (come i secondi) ma solo a quelli che siano applicati a determinati macchinari oppure a determinate attività, ritenute in via generale pericolose dal legislatore (art. 1 dPR 1124/1965).
    I lavoratori pubblici addetti a macchinari o ad attività pericolose erano già coperti dall’assicurazione obbligatoria (art. 9), quindi il senso dell’innovazione sta nella perdita radicale di copertura a favore degli altri lavoratori pubblici.
    Inoltre l’equo indennizzo era cumulabile con il trattamento di pensione privilegiata (art. 50 dPR n. 686/1957), mentre la rendita infortunistica non è cumulabile con la pensione d’invalidità: infatti quest’ultima copre la perdita di capacità lavorativa non conseguente ai rischi professionali tipici e perciò assicurati (cfr. art. 6 l. n. 222/1984).
    Infine, la copertura assicurativa esclude la responsabilità civile del datore di lavoro, tranne che questi abbia commesso un reato (art. 10), mentre l’equo indennizzo e la pensione privilegiata erano considerati dalla giurisprudenza compatibili con il risarcimento dei danni per responsabilità civile del datore di lavoro pubblico.
    [size=7]Che dire? L’impiego pubblico perde sempre di più il suo carattere di “sistemazione”: un mondo che va scomparendo. :lente:

    http://www.leggioggi.it/2011/12/06/la-manovra-monti-sopprime-la-causa-di-servizio-nel-pubblico-impiego/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69543

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/territorio/no_tav_8_dicembre_2011.html

    No Tav: “L'8 dicembre può succedere sempre”
    Dal movimento No Tav alcune considerazioni dopo un 8 dicembre di lotta contro il cantiere fantasma installato nel cuore della Val Susa, una valle che non si arrende. “Grande giornata di mobilitazione a sei anni precisi dalla tappa fondamentale della liberazione dei terreni di Venaus”.

    di Lele Rizzo – 9 Dicembre 2011

    L'8 dicembre è stata una giornata di mobilitazione per la Val di Susa, la valle resiste da vent'anni contro la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione
    A scanso di equivoci è meglio ricordare che l’8 dicembre del 2005 il Movimento Notav liberò Venaus dalla presenza del cantiere installato prima con l’inganno e poi con lo sgombero del presidio di Venaus dalle forze dell’ordine.

    Con la neve, nella data in cui nel 1943 i partigiani della Valle giurarono la resistenza in armi per la liberazione dal nazifascismo alla Garda di S.Giorio, un corteo compatto e determinato partito da Susa, dopo essersi scontrato ai Passeggeri invase letteralmente da ogni parte l’area del cantiere e si riprese tutto, calpestando le reti, mangiandosi il pranzo della celere e dimostrando a tutti come la lotta sia uno strumento efficace.

    Oggi, a distanza di sei anni sono cambiate molte cose, e soprattutto i nostri nemici hanno imparato molto da allora.

    Il non cantiere della Maddalena è un fortino a cielo aperto, un’area militare che nulla ha a che vedere con una zona di lavori pubblici. Difesa da ogni corpo armato dello stato e dagli alpini reduci dall’Afghanistan ed ora stanziali a Chiomontistan.

    Cambiato è cambiato poco, accordi e reti sono le stesse; forse la lobby del Tav è solo più “armata” e si è scelta meglio il campo di battaglia. Basti pensare che per quel fortino un’autostrada intera è a servizio completo dei cellulari delle ffoo e che la Maddalena diventerà area strategica militare dal primo gennaio.

    Sono in vantaggio? No non credo. Lo danno a vedere ma la realtà è un’altra e tutto questo mostrare muscoli, carte bollate, tribunali, filo spinato e lingue biforcute qua è là è solo un segno di debolezza, di un timore cosciente.

    A differenza del 2005 il Movimento Notav è molto più forte e più ampio. Se prima della Liberazione di Venaus i numeri erano quantificabili in poche centinaia, oggi contiamo su una base che supera le diverse migliaia, con un consenso più che significativo sul territorio, conosciuto in tutta Italia e in mezza Europa, che ha nella pratica e nella coscienza il suo punto di forza.

    Le ragioni della nostra lotta, se prima (per pochi) si potevano in qualche modo confondere con piccoli egoismi da cortile, oggi sono così chiare e palesi che solo chi è in malafede e ha spento il cervello non può non darci ragione.

    Del resto nell’era della crisi e del debito pubblico, la Torino-Lione è la dimostrazione di come s’intenda la spesa pubblica.

    Ho perso il conto, ma abbiamo visto passare così tanti governi che ci dicevano che ormai era tutto fatto che anche Monti, con il suo rigore, lo vedremo sfilare via senza prendere un treno super veloce per Lione.

    Quello che è cambiato è il senso che politica ed economia hanno dato alla Torino-Lione: oggi non è solo più una grande truffa ai danni di tutti, non è solo più il finanziamento pubblico ai partiti più grande della storia; è divenuta un vero e proprio simbolo per il potere che vuole vincere a qualsiasi costo. Domare la Valsusa significherebbe dimostrare a chiunque che decide solo il più forte, ragione o meno, decide la ragion di stato.

    Immaginatevi cosa sarebbe se mille Valle di Susa fiorissero, se mille Libere Repubbliche nascessero laddove c’è da difendere il posto di lavoro, combattere contro la crisi, decidere insieme del proprio destino. E no, non se lo potrebbero permettere, qui oggi si parla di sacrifici, responsabilità ed equità…

    A sei anni di distanza non ci sentiamo più deboli, siamo più forti di prima, consapevoli che nessuna scadenza sarà quella decisiva.

    Non so quando rifaremo un 8 dicembre, ma attenzione… l’8 dicembre può succedere sempre!

    Articolo tratto da: notav.info


    #69544

    Anonimo

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=281

    SARA’ UNA STRAGE
    Postato il Venerdì, 09 dicembre @ 01:16:04 CST di davide

    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info

    Piantatela di leggere i quotidiani e di guardare i TG. Non ha senso. Leggete qua.

    L’Italia già da tempo ha un surplus di bilancio primario. E se io ti dico questa cosa, a te signor Gino Franchi o a te signora Marta Fasini, a te studentessa di legge o a te studente di storia, rimanete lì a sbadigliare senza capirci niente. E invece sapete cosa vi ho appena detto? Vi ho appena detto che la manovra di lacrime e sangue di Mario Monti è un buffetto sulla guancia confronto a quello che dovrà arrivare. Sarà una strage, e qui lo scrivo, almeno qui, visto che questi allarmi salva-vita non saranno mai lanciati da Michele Santoro, per malafede, o da Jacopo Fo e Beppe Grillo, per desolante ignoranza. (non cito la CGIL perché sono analfabeti, quindi non è colpa loro)

    In parole semplici, già dai tempi di Berlusconi l’Italia ha un surplus di bilancio primario e questo significa che se si escludono dai conti dello Stato italiano gli interessi che deve pagare sul suo debito pubblico, esso già da tempo incassa ogni anno più di quanto spende. Quindi già da tempo l’Italia ha non solo raggiunto quel pareggio di bilancio che Draghi e Merkel vorrebbero nel nostro futuro, ma da anni l’Italia ha un surplus di bilancio in realtà. Questo surplus di bilancio significa che lo Stato da anni ci sta tassando più di quanto spende per noi; significa in altre parole che da anni lo Stato sta prelevando dai nostri conti correnti più denaro di quando ve ne versa, ed è in attivo. Ma a tutti i cittadini italiani viene raccontato, da TUTTI i media e da Monti, che abbiamo un deficit di bilancio cronico e che dobbiamo rimediarlo, cioè che siamo in passivo. Non è vero, siamo da anni in attivo. Ma aspettate, perché essere in attivo, come ho appena scritto, non è per nulla una bella notizia e quanto segue è orrendo.

    La situazione riassunta è questa: in realtà i conti annuali (entrate e uscite) del nostro Stato sono in attivo da tempo (surplus di bilancio), e questo significa che da tempo ci tolgono più denaro di quanto ce ne diano in stipendi, servizi pubblici, opere. I risultati di questo sono evidenti, e sia l’Istat che la Caritas hanno documentato nei dettagli l’impoverimento vertiginoso di milioni di famiglie italiane, fallimenti aziendali a catena e disoccupazione tragica, deflazione economica ecc. Ma a tutti i cittadini italiani viene raccontato, da TUTTI i media e da Monti, che la cura di quell’impoverimento scandaloso è… il pareggio e il surplus di bilancio! Certo, la cura per l’anemia è l’emorragia, certo. Ma di più.

    Adesso, a causa degli interessi sul debito pubblico che l’Italia dovrà pagare a breve, Monti dovrà aumentare ancor di più il surplus di bilancio che già abbiamo, cioè dovrà tassarci molto ma molto di più di quanto lo Stato già ci tassi oggi, ultima manovra inclusa. Capite? Già siamo in una condizione di automatico impoverimento (il surplus che già abbiamo = lo Stato toglie dai nostri c/c ogni anno di più di quanto vi versa), e da qui in poi l’automatismo di impoverimento si decuplicherà. In parole ancora più povere, significa che se finora ci è piovuto in casa, Monti sfonderà le dighe e in casa ci arriverà uno Tsunami. E tutto questo solo, ma SOLO, perché oggi con l’Euro non sovrano che lo Stato non può emettere ma solo prendere in prestito dall’esterno, per pagare quegli interessi sul debito pubblico il Tesoro è costretto a venire a batter cassa da noi, da te signor Franchi e da te signora Fasini, e da voi studenti. E sarà una strage.

    Ora pensate a questo: se l’Italia avesse avuto in questi ultimi anni la propria moneta sovrana, avrebbe potuto innanzi tutto evitare di portare avanti un surplus di bilancio primario, quindi per anni ci avrebbe tassati di meno di quanto spendeva per noi cittadini, e saremmo tutti più ricchi e protetti. E in secondo luogo, oggi se ne fregherebbe del mega debito e dei suoi interessi, esattamente come se ne frega il Giappone, che ha un debito doppio del nostro e ha Yen sovrano, però. E’ veramente tutto qui, semplice così. Ma nel nome dell’Euro inventato per gli interessi speculativi immensi di un migliaio di amici di Monti e Draghi, e per quelli degli industriali Neomercantili tedeschi protetti dalla Merkel, a milioni dobbiamo soffrire terrorizzati dall’isteria del deficit, che in realtà (e con moneta sovrana) sarebbe la nostra salvezza. Invece abbiamo un surplus di bilancio primario, che è un cappio che ci già soffoca, e dovrà soffocarci molto ma molto di più in futuro. E nel nome di questo, mentre soffochiamo e soffriamo, ci hanno anche tolto la democrazia, l’informazione non esiste, e io scrivo qui per niente.

    (consolazione: i concetti da me espressi qui sopra sono ormai di libero dominio nei blog di economisti, banchieri, traders, monetaristi, e speculatori di mezzo mondo, sulle pagine del Financial Times tutti i santi giorni, sul Wall Street Journal ogni mezza giornata, e i titoli sono sempre cose come “La catastrofe… L’agonia… Il suicidio… dell’Eurozona”, e in effetti ci sta succedendo una cosa epocale, devastante, mai come oggi da 80 anni, ma qui da noi… mistero. Chi è che aveva scritto “La scomparsa dei fatti” qualche tempo fa? Potremmo chiedere a costui di farli ricomparire)


    #69545
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69546

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Il-governo-italiano-rinuncia-ai.html

    Il governo italiano rinuncia ai soldi degli evasori!

    A un'interrogazione parlamentare di Donadi che chiede se, come hanno previsto Germania e Gran Bretagna, il governo italiano intende recuperare tasse di capitali italiani evase in Svizzera, il governo Monti risponde sottolineando le insufficienze di quegli accordi, ma non si ripromette di fare meglio: si ripromette di non fare niente.

    L'on. Donadi ha chiesto al governo se, come hanno fatto Germania e Gran Bretagna, intende stipulare un accordo con la Svizzera che permetterebbe di recuperare circa venti-trenta miliardi di evasione fiscale in quel paese.

    Il ministro Giarda, con orecchie e stile andreottiano, ha risposto leggendo un testo del capo di governo Monti in cui si rilevano i punti deboli di quegli accordi, che permetterebbero di mantenere l'anonimato degli evasori e che a questi farebbero pagare meno di quanto invece vorrebbe la politica della UE.

    La logica conclusione sarebbe la decisa volontà del nostro governo di stipulare con la Svizzera un accordo che sia migliore di quelli previsti con Germania e Gran Bretagna, e invece Monti e il nostro governo tacciono qualsiasi volontà sia di perseguire gli evasori che di recuperare parte delle tasse evase in Svizzera!

    Incredibile? Ma vero:

    Bersani dice a Di Pietro e all'IDV, se non approvano la manovra, di andarsene via, per la loro strada.

    L'Unità intervista Di Pietro che risponde: “troppi accordi sottobanco, noi così non ci stiamo


    #69547

    Anonimo
    #69548

    Anonimo

    http://www.altrainformazione.it/wp/2011/12/07/paga-o-lasciamo-bruciare-la-casa/

    Non solo IMU, la nuova ICI. C’è in cantiere di peggio: pagheremo tutti i servizi finora pubblici, e continueremo a pagare anche le tasse. Che serviranno solo per il debito, la casta e le armi

    La casa di una coppia di coniugi del Tennessee, USA, bruciata.

    La nuova IMU, che va a sostituire l’ICI, è la solita tassa sulla casa che colpisce poveri e ricchi. Ma i membri del governo che l’hanno presentata, se li avete ben ascoltati, hanno precisato che c’è altro in cantiere.

    Avrete sentito dire frasi quali “La città costa, chi ci vive deve pagare i servizi”. Come se avessimo scelta: anche chi abita in mezzo alla campagna fa parte di un Comune. Insieme all’IMU infatti arriva anche la RES (eredità intoccata del governo Berlusconi), un’altra gabella per pagare i rifiuti, ma anche la vigilanza, l’illuminazione, la viabilità e persino l’arredo urbano. La tassa sulle panchine. Vuoi la panchina al parco? Paga. In fondo ti è utile, dato che sei disoccupato o pensionato al minimo.

    E non finisce qui, cosa credete, il governo sta covando il piatto più succulento.

    La privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali: asili, trasporti, fognature, persino i rifiuti (la Totonno ‘o Curto spa già si frega le mani). Chissà se ci toccherà fare altri tre o quattro referendum per fargli entrare in zucca che almeno l’acqua deve restare pubblica.

    Si apre insomma un quadro apocalittico, se date la stura alla fantasia. Non ci credete? Guardate bene la foto qui sopra. E’ la casa di una coppia di coniugi del Tennessee, USA, bruciata da cima a fondo. I pompieri forse non sono arrivati in tempo? Certo che sì: ma se ne sono rimasti a cento metri a guardare lo spettacolo senza neppure tirar fuori le pompe. Avevano scoperto infatti che la coppia non aveva pagato la tassa annuale di 75 dollari ai Vigili del Fuoco locali, e quindi non hanno erogato il servizio.

    Sembra un racconto di fantascienza, una distopia di quelle da brividi, ma invece è la realtà. Negli USA le amministrazioni locali sono alla bancarotta, e questo è il risultato. Stiamo andando incontro ad un sistema in cui le tasse, sempre più salate, serviranno soltanto a pagare gli interessi sul debito, l’apparato politico e quello militare. Tutto il resto si pagherà extra, con altre gabelle e bollette apposite.

    Ce li avete i soldi? Trovateli perché vi tocca, anche se vi ritirerete eremiti in una grotta. E no, scappare all’estero non serve: sta andando così praticamente dovunque.


    #69549

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/spese_armamenti.htm

    E' ora di toccare gli intoccabili!
    A cura di Michele Dotti – http://www.micheledotti.it

    Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti?
    Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere.
    E infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguadare i privilegi di pochi potenti intoccabili.
    Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono!
    La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino.

    E così, in un momento di grandissima difficoltà per milioni di persone, si può valutare di tagliare qualunque cosa: sanità, istruzione, diritti dei lavoratori, tutele di base ai disabili, tutto… fuorché mettere in discussione gli enormi investimenti in armi.
    Come Ecologisti e Civici noi abbiamo scelto di non tacere su questo punto decisivo e qualche giorno fa a Piazza Montecitorio abbiamo presentato una contromanovra tutta incentrata sul disarmo, sui tagli agli sprechi e alle grandi opere inutili.
    Chiedo a tutti voi di diffondere queste informazioni a tutti i vostri contatti e con ogni canale possibile!

    ELENCO DELLE SPESE PER ARMAMENTI DA TAGLIARE:

    • CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)

    • EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.

    • AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.

    • ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO

    • NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO

    • SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.

    • SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO.

    Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

    Ma non basta perchè a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

    • SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.

    • OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.

    • OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.

    • SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.

    Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all'estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.

    IL TOTALE E' SCONVOLGENTE: Con 68,3 MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
    Basti pensare che con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 183 asili nido. Sarebbe praticamente risolto il problema delle liste d’attesa degli asili nido a Roma.
    La gente deve sapere!!! Anche il diritto ad un'informazione corretta è un bene comune da difendere.


    #69550
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Indennità, cinquemila euro in meno
    Tra i parlamentari scatta la rivolta …
    :hehe:
    http://www.repubblica.it/politica/2011/12/10/news/indennit_5mila_euro_in_meno_tra_i_parlamentari_scatta_la_rivolta_di_carmelo_lopapa-26369083/?rss


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69551
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Gettate il cuore oltre l’ostacolo. E anche se state mettendo a punto rigorose politiche di bilancio, con forti tagli alla spesa pubblica, prendete il coraggio a due mani e aumentate gli investimenti in ricerca scientifica e alta educazione.

    È questo il consiglio che la rivista scientifica Nature invia, con un editoriale, ai tre paesi – Italia, Spagna e Grecia – che in questo momento sono nell’occhio del ciclone della crisi finanziaria che sta investendo l’Europa.

    – Siete tre paesi molto diversi l’uno dall’altro- sostiene la rivista inglese, ma avete alcuni tratti in comune, oltre quello geografico che vi vede affacciare tutti sul Mediterraneo. Avete tutti bilanci pubblici in dissesto. Avete un’altissima disoccupazione giovanile. E avete tutti nuovi governi che si stanno insediando in questi giorni, anche sull’onda di una forte pressione del resto d’Europa.

    Proprio perché nuovi e dotati di un vasto consenso (popolare in Spagna, parlamentare in Italia e Grecia), sostiene Nature, i governi di Roma, Madrid e Atene possono e devono affrontare l’altro grande tema in comune: il rapporto con la scienza e l’alta educazione. Per pura coincidenza, i tre paesi hanno realizzato nei mesi scorsi una riforma delle loro leggi universitarie, all’insegna del merito. Le riforme approvate in Italia, Spagna e Grecia hanno natura diversa e una diversa probabilità di centrare l’obiettivo. Ma questa è la direzione giusta: puntare sul merito.

    L’altro tratto in comune tra i tre paesi mediterranei è la scarsa intensità della spesa in ricerca scientifica, che ammonta all’incirca all’1% del PIL. Molto lontana dalla media europea (1,7%) e dalla media mondiale (2,0%). Molto lontana, soprattutto, da quella dei paesi del Nord d’Europa (la Germania è al 2,5%), degli Stati Uniti (2,8%) e del Giappone (3,2%). Lontana anche da quella dei paesi a economia emergente (la Cina è all1,6%; la Corea del Sud al 3,4%).

    Ebbene, sostiene Nature, se volete uscire dalla crisi finanziaria in cui vi trovate dovete trovare il coraggio di recuperare il tempo perduto: di “fare come gli altri” e investire di più in ricerca e alta educazione. Non è una richiesta corporativa. Questo investimento è una necessità strutturale.

    È un’indicazione rara, quella di Nature: pochi analisti hanno colto nello sfilacciato rapporto con ricerca e università un ulteriore e decisivo tratto comune tra Italia, Spagna e Grecia. È un’indicazione giusta, quella della rivista inglese. Forse solo incompleta. Perché, probabilmente, deve essere accompagnata da un’altra richiesta: il rapido cambiamento della specializzazione produttiva del sistema paese.

    Le crisi finanziarie di Italia, Spagna e Grecia – pur così diverse per forma e origine – hanno infatti un forte aggancio con l’”economia reale”, con la produzione di beni e servizi. In nessuno dei tre paesi, infatti, esiste un’industria con una forte vocazione per l’alta tecnologia. Tutte, in un modo o nell’altro, perseguono un “modello di sviluppo senza ricerca”.

    Questo modello non è più sostenibile – non per i paesi europei, almeno – nell’era della nuova globalizzazione dell’economia. La produzione di beni e servizi hi-tech richiede grandi investimenti in ricerca e in alta educazione, però ripaga in termini di competitività sui mercati internazionali, produttività in fabbrica, offerta di lavoro ai giovani e remunerazione dei lavoratori. È possibile dimostrare che, salvo poche eccezioni, c’è una correlazione persino tra investimenti in ricerca e in alta educazione da una parte e integrazione sociale dall’altra.

    Ecco, dunque, il nostro modestissimo appello ai nuovi governi di Italia, Spagna e Grecia: fate come dice Nature, abbiate il coraggio di aumentate gli investimenti e l’attenzione al merito nei settori della ricerca e dell’università. E abbiate il coraggio di lavorare per il cambiamento della specializzazione produttiva dei vostri “sistema paese”. Perché se non entrate nell’economia della conoscenza e se non vi date solidità alla vostra economia reale, anche i problemi finanziari difficilmente troveranno una soluzione stabile.
    Pietro Greco
    Comunicazione e divulgazione scientifica
    http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/modesto-consiglio-ai-governi-di-italia-spagna-e-grecia

    #sang #sang


Stai vedendo 10 articoli - dal 2,221 a 2,230 (di 3,615 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.