l’ italia in rovina

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Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni fa.

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  • #69652
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1325884879=Spiderman]
    [link=http://www.aamterranuova.it/article6632.htm]Buon Natale![/link]
    [/quote1325884879]
    :to:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #69654
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/ho-pagato-un-milione/181906/
    Piscicelli fa tremare Palazzo Chigi
    “Adesso mi incazzo e racconto tutto” Intervista esclusiva de Il Fatto Quotidiano al costruttore che rideva dopo il terremoto in Abruzzo e che ora ha deciso di collaborare con la magistratura che indaga sulla cosiddetta cricca. Dice. “Ho pagato un milione”. Tra i vari beneficiari anche l'attuale sottosegretario Carlo MalinconicoFrancesco de Vito Piscicelli riassume così al Fatto la molla che lo ha spinto a collaborare con la Procura di Roma: “Quelli che andavano in vacanza gratis o che ho pagato sono tutti ai loro posti al ministero e alla presidenza del Consiglio. Io che lavoravo e pagavo per non avere rotture, sono trattato come se fossi il mostro. Mi braccano le troupe di Mediaset perché atterro sulla spiaggia per il vento? Ora mi incazzo e racconto tutto”.


    #69644

    Anonimo

    http://www.chicago-blog.it/2012/01/06/2012-rivolta-fiscale-in-arrivo-%E2%80%93-di-aldo-canovari/

    2012: RIVOLTA FISCALE IN ARRIVO
    Postato il Venerdì, 06 gennaio @ 10:21:21 CST di davide

    DI ALDO CANOVARI
    chicago-blog.it

    L’oppressione fiscale e le vessazioni tributarie costituiscono il principale freno allo sviluppo e sono una delle prime cause della rovina delle nazioni.

    Questa importantissima lezione si può trarre leggendo For Good and Evil. L’influsso della tassazione sulla storia dell’umanità di Charles Adams, LIBERILIBRI (2007, 2008).

    Una carrellata lunga 5000 anni di storia fiscale, che può aprire gli occhi agli Italiani su tante cose, fra le quali:

    La gran parte degli eventi traumatici della storia furono causati da rivolte fiscali.
    Il cittadino ha il sacrosanto diritto ad opporsi alle rapine tributarie (diritto di appello al cielo di Locke).
    I cittadini di una nazione si dividono in due categorie fondamentali: 1) I Consumatori di tasse (tax consumers); 2) I Pagatori di tasse (tax payers).
    I primi rappresentano una minoranza composta dai parlamentari, consiglieri regionali e loro clientele, alti burocrati, vertici degli organi istituzionali, amministratori di aziende e agenzie pubbliche e para-pubbliche, di società partecipate. Il loro numero può essere stimato in un ordine di grandezza di 500.000 individui (circa l’1% dei contribuenti).
    I secondi rappresentano circa il 99% dei contribuenti.
    L’evasione è perlopiù effetto dell’abuso del potere impositivo.
    La propensione media all’evasione è direttamente proporzionale alla pressione tributaria.
    La vera causa del deficit non è l’evasione, ma l’eccesso di spesa.
    La formula No Taxation without Representation è ormai inadeguata (perché i rappresentanti al Parlamento rappresentano in realtà solo i propri interessi e quelli delle proprie clientele).
    È necessario quindi separare il potere di spendere da quello di tassare.
    La proporzionalità è un principio. La progressività è un arbitrio.
    I governanti dovrebbero conoscere, capire, e avere sempre davanti agli occhi la Curva di Laffer e tendere alla Flat Tax.
    Questi sono gli insegnamenti che la storia delle nazioni ci offre.

    In Italia, la pressione tributaria è ai massimi livelli tra le nazioni civili. Le angherie tributarie, l’incomprensibilità delle norme, l’incertezza giuridica, le arbitrarie presunzioni a favore del fisco, l’inversione generalizzata dell’onere della prova a carico del contribuente pongono i cittadini alla mercé del fisco degradandoli al rango di servi della gleba.

    In Italia, a fronte di una tassazione spoliatrice lo Stato non rende i servizi in nome dei quali sottrae al cittadino molto più della metà del suo reddito e confisca risparmi già tassati, per destinarli agli sperperi delle oligarchie parlamentari, burocratiche, giudiziarie, clientelari.

    In Italia, attraverso una norma di recente introduzione (art. 29, D.L. n. 78/2010, e D.L. n.138/2011), gli atti di accertamento (che per più del 60% in sede contenziosa risultano infondati) daranno luogo a riscossione immediata di un terzo della maggiore imposta pretesa, pur in pendenza di ricorso, e quindi pur nella consapevolezza che nel 60% dei casi la pretesa tributaria è illegittima e il pagamento da parte del contribuente non dovuto.

    In Italia, quindi, è stato reintrodotto il principio del solve et repete: un principio incivile, dispotico, contrario al diritto e alla dignità del cittadino, un principio inaccettabile, micidiale sul piano etico e giuridico, che provocherà danni incalcolabili all’economia e alla sopravvivenza delle imprese e dei privati contribuenti.

    Con l’entrata in vigore di questa folle legge la situazione economica del nostro Paese, già seriamente pregiudicata, verrà ulteriormente aggravata e spinta al collasso.

    A tutto questo si è aggiunta l’ultima follia del nuovo governo il quale in luogo di tagliare drasticamente le spese ha saputo solo imporre ulteriori pesanti inasprimenti fiscali che hanno esasperato ancor più il cittadino.

    Questo avvilente quadro sintetizza solo alcuni aspetti della dissennatezza-cecità del legislatore. Pretendere, in tale assetto di rapina legalizzata, che i cittadini assolvano correttamente all’obbligo tributario, e scandalizzarsi se non lo fanno, è ipocrisia o idiozia. E, poiché è stata valicata ogni ragionevole soglia di sopportazione, potrà innescarsi in tempi brevi una vera e propria rivolta.


    #69655
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [size=36]la finanza creativa


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69656
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante


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    #69657

    Anonimo

    Debiti, diseguaglianze, solitudine: la crisi è sempre più assassina

    Non solo Cortina, con l'infinita orda di infami truffaldini giustamente scovati dal “famelico fisco” e abituati a campare nel lusso a spese dei cittadini onesti. E non solo Lele Mora, iscritto per meriti acquisiti sul campo al predetto club di furbastri impenitenti, al quale mi sento di suggerire con una punta di cinico entusiasmo, la prossima volta che sarà percorso da impeti di generosità verso il mondo, di ricorrere a metodi ben più efficaci degli innocui cerottini per la bua. No, lorsignori tutto sono fuorché vittime e non meritano alcuna indulgenza. Perché la crisi, purtroppo, sta continuando a mietere vittime reali aggredendo soprattutto quei settori della società più esposti ed indifesi.

    continua

    http://www.agoravox.it/Debiti-diseguaglianze-solitudine.html


    #69658

    Anonimo

    http://www.6aprile.it/news/tributi/2012/01/08/fiorello-torturato-per-giorni-a-cortina-rilasciato-video.html

    FIORELLO TORTURATO PER GIORNI A CORTINA. RILASCIATO! (VIDEO)
    Inserito da Patrizio Trapasso – 8 gennaio 2012 – 0 Commenti
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    8 gennaio 2012 – Anche Fiorello è a Cortina, dove ha passato le vacanze, e scherza in rete sui controlli dell’Agenzia delle Entrate. Tre minuti di gag postati su Twitter e YouTube in cui lo showman dice scherzando di essere stato “sequestrato” per sette giorni dagli uomini del fisco in un Porsche Cayenne.
    “Mi hanno frustato con il 740 – racconta ridendo il presentatore – E poi mi hanno torturato. Mi facevano ingoiare scontrini non emessi e mi hanno obbligato a imparare a memoria tutte le partite Iva di tutti i negozi di Cortina”

    https://www.youtube.com/watch?v=http://www.youtube.com/embed/hyiFUx2NoOM?fs=1&hl=en&modestbranding=1&loop=0&iv_l oad_policy=3&showsearch=0&rel=1&theme=dark


    #69659

    Anonimo

    Europa, la falsa amica

    di Claudio Martini.

    Sono ormai diversi mesi che un nutrito gruppo di intellettuali, tra cui l'economista Alberto Bagnai, il filosofo Costanzo Preve, il giornalista Paolo Barnard, il gruppo di Rivoluzione Democratica e quello di Rivista Indipendenza, nonché ovviamente i compagni di Alternativa Marino Badiale, Fabrizio Tringali e Stefano D'Andrea, insistono con forza sulla necessità vitale che l'Italia rompa i rapporti con L'Unione Europea. Lo fanno per sciovinismo, per nostalgia del passato, o magari per amore del paradosso? Niente affatto. Lo fanno in quanto coscienti del fatto che l'Euro e l'Europa ci stanno ammazzando, e perché pensano che il nostro Paese non meriti la terribile fine che i cuochi di Bruxelles stanno cucinando.

    continua

    http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/7470-europa-la-falsa-amica.html


    #69660

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9656

    L' ITALIA E' DIVENTATA FASCISTA ?
    Postato il Lunedì, 09 gennaio @ 14:10:00 CST di davide

    FONTE: ZEROHEDGE.COM

    Nel mese di agosto di quest'anno, Russell Napier del gruppo finanziario CLSA ha scritto: “L’Italia fa paura – i rendimenti saliranno quando i governi sceglieranno di prendere soldi dai loro risparmiatori – ciò che Russell chiama IL GRANDE FURTO – Aspettatevi una fuga massiccia di capitali”. Eppure, mentre Russell commentandova la mossa di apertura italiana di repressione del capitale privato, tramite l’applicazione di una tassa sui redditi di capitale, ma non sugli utili del debito pubblico, la situazione è cambiata con tale velocità negli ultimi 5 mesi che la nascita del primo regime fascista dopo le crisi del 2008 probabilmente può ora essere associata con il nuovo governo Monti.

    

E mentre Doug Casey da consigli su come non restare fregati su queste pagine ( http://www.zerohedge.com/news/doug-casey), potrebbe essere il momento per gli italiani di portare se stessi ed i loro capitali il più in fretta possibile fuori da Pizzaland.



    Di seguito sono elencati gli ultimi sviluppi che sono arrivati a velocità straordinaria:

    • La nomina a dicembre di un governo non eletto. Questo governo non ha alcuna responsabilità e non si sa nemmeno quanto durerà il suo mandato. Viene presentato come “tecnocratico”, ma è in realtà è guidato da un professore universitario che si è distinto per: (i) essere stato a capo della Commissione Europea del Mercato Interno dove ha usato il potere dello Stato per porre restrizioni a Microsoft e ad altri gruppi aziendali perché stavano “diventando troppo grande per i loro stivali”; (ii) essere un buon amico di Romano Prodi, un altro professore universitario dell'Università di Bologna dal cuore comunista e ideatore dell’Euro (parleremo di più su di lui in seguito), (iii) un buon amico al soldo di Goldman Sachs nonchè amico di Mario Draghi, un altro pupazzo di Goldman che ha liquidato il governo di Berlusconi pochi giorni prima di prendere il timone della BCE, (iv) un fervente credente nella preminenza dello Stato sull'individuo;

    • Prodi, l'architetto originario di questa catastrofe, fece questo famoso commento nel 2001, indicando che questa cricca di professori sta giocando un gioco davvero molto lungo nel tempo:

“Sono sicuro che l'euro ci obbligherà ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica. Ciò è politicamente impossibile da proporre adesso. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati.” –

    
Romano Prodi, presidente della Commissione europea, dicembre 2001


    • Grazie alla sua amicizia con Monti e l'attuale governo, è ancora molto coinvolto proprio nelle decisioni su quello che questi nuovi strumenti potrebbero essere;

    • Il passaggio di un editto straordinario che rende le operazioni di cassa superiori ai 1.000 euro illegali (non oggetto di segnalazione – semplicemente illegali). Seguendo un desiderio di Prodi, l'attuale regime ha affermato che questo livello sarà progressivamente ridotto al limite di Euro 300. Quindi il denaro contante forse per la prima volta nella storia non avrà più valore legale (almeno oltre i 1.000 euro, per ora);

    • L’obbligo che le aziende di carte di credito segnalino tutte le operazioni effettuate dagli italiani, in Italia e all'estero, alle autorità fiscali;

    • Ritardi e rifiuti da parte delle banche nel consentire ai clienti di ritirare saldi di cassa di un minimo di 10.000 euro;

    • La Guardia di Finanza ha messo le telecamere ai confini fisici con la Svizzera (vedi sotto) per registrare tutte le targhe. In aggiunta, cani addestrati per riconoscere l’odore della carta moneta sono stati dispiegati al confine ( http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/.)

    
 Quello che sta accadendo in Italia deve essere oggetto di attenta osservazione. Il paese che ha fatto conoscere al mondo il Fascismo nel 1930 è stato ampiamente ammirato anche da Franklin Delano Roosevelt, il quale aveva grande considerazione di Mussolini e si ispirò senza dubbio a lui in molte delle sue scelte politiche. L'Italia apre ancora una volta la strada, quindi i politici sia europei che statunitensi osservano cosa in essa sta accadendo per vedere cosa possa comportare l’attuazione di politiche oppressive.

 E mentre Russell Napier (correttamente) prevede che saranno imposti controlli sui capitali e ha suggerito di depositare i propri dollari a Singapore, gli italiani potrebbero sottrarsi a tutto ciò purchè lo facciano prima che l’attuale gruppo di Professori chiuda tutte le porte. Le cose si muovono più velocemente perfino di quanto uno degli storici leader finanziari del mondo possa prevedere.

    Fonte: http://www.zerohedge.com/
    Link: http://www.zerohedge.com/news/guest-post-has-italy-gone-fascist
    6.01.2012

    Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ALESSIA


    #69661

    Anonimo

    http://www.megachip.info/component/content/article/42-in-evidenza/7479-ha-senso-fare-delluscita-dalleuro-la-propria-bandiera.html

    Ha senso fare dell’uscita dall’Euro la propria bandiera?

    di Romano Calvo e Ettore Macchieraldo.

    (Contributo alla discussione nella II Assemblea Nazionale di Alternativa)

    La reazione di molti compagni di Alternativa all’intervento di Giulietto Chiesa sulla questione “Euro Sì o No”, sta producendo interessanti riflessioni di merito ma pone anche il quesito su quale idea di lotta politica debba svilupparsi dentro al nostro movimento. In questo nostro contributo non aggiungeremo parole sulla questione euro Sì o No, perché ci vogliamo concentrare sul senso di questo dibattito, sulle sue modalità e sull’idea di Partito, di Stato e di Cambiamento che ci sta dietro.

    Una premessa: il metodo di sviluppare le conseguenze logiche di una asserzione fino a farne apparire l’assurdità o la contraddittorietà, ha certamente la sua validità a patto che poi qualcuno si preoccupi di recuperare i cocci rotti. Il compito di un dirigente politico è quello di selezionare le idee-forza in grado di unire e produrre consenso.

    1. Alternativa non è (ancora) un’organizzazione di massa e pertanto non è nelle condizioni di determinare nell’immediato futuro le scelte politiche di questo Paese o, addirittura, del Continente. Se dobbiamo ragionare in termini di Partito, di certo non possiamo farlo pensando di riprodurre le forme di organizzazione di massa della seconda metà del ’900.

    Il Partito che servirebbe è, invece, più simile alle forme di organizzazione dell’inizio del movimento operaio, quando ancora non c’era una classe operaia di fabbrica organizzata. I soggetti sociali erano allora molto compositi, uniti però da forme comuni di mutualismo e di lotta. I partiti di allora erano formati da persone, da intellettuali, che erano in grado di parlare a questi diversi soggetti. Formavano un composito quadro di organizzazioni e forme di pensiero che costituiva il potenziale di emancipazione degli oppressi.

    Nella forma organizzativa del nostro movimento, non crediamo che le divisioni debbano essere per forza risolte, con la necessaria conseguenza dell’esclusione di una parte dall’altra. Anzi riteniamo che si dovrebbe tornare alla riflessione di Franco Fortini, che conosceva bene i Partiti e le loro eresie (Franco Fortini, Le minoranze possono farci uscire dal secolo dell’orrore, 1986).

    2. Una esplicita presa di posizione sul fatto di uscire dall’Euro non è opportuna in questo momento. Se all’assemblea saremo costretti a votare pro o contro, lo faremo ma quel voto NON chiuderà la discussione. Anzi la vera iattura sarebbe quella di definire una linea e pensare che questa diventi per ciò stesso definitiva. Come nei Partiti di massa di cui sopra, appunto.

    L’Euro e l’UE non sono la causa ma la conseguenza di 20 o 30 o 40 anni di progressivo trasferimento di potere dagli Stati alle centrali finanziare globalizzate. E non è con il semplice ritorno alla Lira che i problemi saranno risolti. Anzi, potremmo trovarci a scegliere se prenderlo nel culo dalla finanza globalizzata via UE oppure direttamente dalla Goldman Sachs.

    Da questo punto di vista invitiamo tutti i militanti a leggersi con molta attenzione l’intervento di Piero Pagliani ed a ragionare sul concetto di eterogenesi dei fini. La politica non segue sempre la linearità logica del rapporto causa-effetto: un cambiamento originato da una intenzionalità (positiva) può produrre esiti che sono esattamente l’opposto (negativi). Perché nel processo di cambiamento intervengono altri attori, altri interessi, altri alleati che non si è in grado di governare e spesso nemmeno di prevedere.

    3. Siamo una piccola comunità di persone pensanti che vorrebbero cambiare il mondo senza possedere tutte le informazioni importanti, quelle geo strategiche che contano.

    Siamo forti solo perché uniti su una idea che abbiamo imparato dai No Tav: “Loro – con i loro progetti e business pensati solo per accrescere il Loro capitale – non passeranno sul nostro territorio, sul nostro corpo, sul nostro lavoro e sulla nostra vita”.

    In questo breve anno di vita di Alternativa sono stati fatti importanti passi in avanti verso la costruzione di un pensiero politico unificante. Ma siamo appena all’inizio.

    Il popolo che aderisce ad Alternativa proviene da mondi assai variegati. A ben vedere stiamo cercando di coagulare un pensiero coerente attorno ad idee “sparse” e non sempre coerenti che provengono dall’ecologia, dal pensiero delle decrescita, dall’analisi marxiana sulle logiche del capitale, dalla riflessione sul grande inganno bancario e finanziario, da una rivisitazione risorgimentale dello Stato-nazione, dalla cultura anni 70 dei diritti civili e sociali, dall’operaismo, dal sindacalismo di base…

    Il faticoso lavoro di emendamento alla bozza di programma ha rivelato il contrario di quanto ingenuamente ci si proponeva: dobbiamo cioè ammettere che su ognuno dei grandi temi sollevati, noi oggi non abbiamo la ricetta pronta e nemmeno il programma di governo ideale.

    In positivo vi deve però essere la consapevolezza per cui noi siamo già oggi in grado di enucleare i temi-sorgente, le grandi questioni che la crisi pone all’ordine del giorno e su questo tentare di fissare le traiettorie per una possibile uscita.

    Non è un caso se Alternativa ha scelto di qualificarsi NON come partito ma come Laboratorio Politico. E’ un work in progress, un cantiere permanente, dove l’opera cresce, nel tempo, grazie al contributo di competenze ed apporti plurimi.

    4. Come dice Costanzo Preve, stiamo per essere investiti da una colossale carica di rinoceronti e sarebbe già buono tentare di scansarci per non essere travolti.

    Ed infatti guardiamo con rispetto ed interesse a chi già ora tenta modi di vita sganciati dalla finanza e dal ricatto occupazionale, come le transition town e le pratiche della decrescita, insegnano.

    Noi però ci siamo assunti un compito ancor più ambizioso: quello di accompagnare le tante possibili vie “individuali” verso la transizione, con una azione esplicitamente politica che cioè ancora crede che un cambiamento possa essere favorito da decisioni statali vincolanti per tutti.

    In ciò vi deve però essere la consapevolezza per cui, ai tempi dell’individualismo, della complessità e della globalizzazione, non vi è alcuna decisione statale che di per sé sia in grado di produrre cambiamenti positivi e duraturi. A meno che si accompagni a comportamenti consensuali di massa, cioè originati e motivati da milioni di micro decisioni individuali.

    Nel nostro caso italiano non è necessario sprecare troppe parole per dimostrare i limiti di una posizione che facesse leva sul risveglio nazionale: dove sta la classe dirigente italiana a cui si vorrebbe affidare la sovranità economica, monetaria e giuridica? Siamo forse noi?

    5. Forse nel retro-pensiero di alcuni è presente l’idea del colpo di Stato. Ed allora parliamone. In un precedente intervento abbiamo cercato di sviscerare la questione del Debito e del Default.

    Da qualsiasi parte la si voglia vedere, si tratta in ogni caso di dichiarare guerra ai poteri forti, gli stessi che siedono contemporaneamente nei cda delle Banche, nel board della Trilaterale e nelle redazioni dei grandi mass media. Gli esempi dell’Argentina e dell’Islanda dimostrano che quella guerra può essere vinta (provvisoriamente e parzialmente) grazie a specifiche contingenze storiche cioè a qualche baco presente nel sistema. Una distrazione da parte dei potenti che apre finestre di opportunità che alcune avanguardie possono sapientemente sfruttare.

    Sia che si tratti di ripudiare il debito pubblico o di uscire dall’Euro o di nazionalizzare le grandi banche, ciò potrà avvenire soltanto in uno scenario di sconvolgimento politico radicale. Uno scenario, si badi bene, che non saranno poche migliaia di volenterosi come noi a determinare. A meno che ci si organizzi come nucleo combattente con forti entrature nei servizi segreti.

    Il capitale è mobile ed in caso di cambiamenti seri negli assetti del potere, nell’arco di pochi minuti, i sistemi informativi delle grandi banche italiane sono in grado di spostare nei paradisi fiscali quantità di capitali superiori al PIL. Lasciando alla nuova classe dirigente una manciata di mosche in mano.

    A meno che il colpo di stato avvenga nel week end, magari a ferragosto, e riesca a muovere in simultanea alcune migliaia di agenti armati e ben istruiti in grado di impadronirsi delle chiavi di accesso ai sistemi informativi delle banche e di bloccare per parecchio tempo tutte le frontiere, di terra, di mare e di cielo, per impedire la fuga dei capitali.

    Ma se l’ottica fosse questa, non sarebbe molto saggio metterlo per scritto in un programma politico. Bisognerebbe semmai preoccuparsi di costruire alleanze con qualche frazione dei servizi segreti e delle forze armate. Qualcosa che in genere non si fa sbandierandolo ai quattro venti.

    Conclusione

    Ed allora, visto che a noi non è stato chiesto di decidere sull’uscita dall’Euro e che per il colpo di Stato ci dobbiamo ancora organizzare, cerchiamo di fare la parte che ci spetta: osservare, leggere il cambiamento, analizzare le mosse dei dominanti, spiegare che cosa sta succedendo e denunciare l’inganno, anche quello dell’Euro e della BCE, ovviamente.

    Ed intanto aggregare consenso, raccogliere la rabbia, tentare di fornire risposte di solidarietà e vicinanza. Indicare vie di sopravvivenza comunitaria ma anche fornire indicazioni su come funziona Matrix, per rendere quante più persone possibili preparate a prevederne i comportamenti e quindi a difendersi ed organizzarsi in Comitato di Liberazione.

    In questo senso è possibile lavorare da subito sulla proposta dell’audit sul debito pubblico ed attorno ad essa aggregare consenso. E vedere se si riesce ad aprire un varco nelle contraddizioni del sistema e magari connettersi con movimenti analoghi all’estero.

    Le cose sono in rapido movimento. Lavoriamo sull’aggregazione, allarghiamo il consenso e teniamoci uniti, considerato che, come su Matrix, noi siamo pochi e Loro sono molto potenti.


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