l’ italia in rovina

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  • #69842
    brig.zero
    brig.zero
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    #69843

    Anonimo

    http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/03/19/la-crisi-economica-continua-e-monti-ha-salvato-l-italia-schi.html

    LA CRISI ECONOMICA CONTINUA E MONTI HA SALVATO L'ITALIA
    Postato il Lunedì, 19 marzo @ 18:10:00 CDT di davide

    SCHIZOFRENIA MASSMEDIATICA ?

    DI EUGENIO ORSO
    pauperclass.myblog.it

    Di questi tempi si può agevolmente notare, nell’apparato ideologico-massmediatico e accademico al servizio del sistema, un proliferare pensieri a volte disarticolati e in qualche misura contradditori, che riportano curiosamente, stando alle apparenze, ai sintomi caratteristici della schizofrenia.

    La cosa diventa sufficientemente chiara in relazione ai giudizi, talora contradditori, e all’atteggiamento, a volte doppio, nei confronti di Mario Monti, della sua figura e dell’azione del suo esecutivo, imposto all’Italia per neutralizzarla, colonizzarla e trasformarla in senso neoliberista.

    E’ bene premettere, però, che le (apparenti) contraddizioni in tali giudizi non sono propriamente il segno dell’emergere di una “doppia personalità” di natura schizofrenica, perché, al contrario, andando un po’ di più in profondità nell’analisi, si nota che le contraddizioni apparenti non sono più tali, ma, al contrario, ci rivelano le vere intenzioni di coloro che detengono il potere, controllano la disinformazione sistemica e manovrano l’apparato massmediatico. Vi è la consapevolezza, in costoro e nei loro addetti d’apparato, che la realtà non si può più nascondere con le cortine fumogene create ad arte dagli opinionisti dei grandi quotidiani, dai talk-show televisivi ben pilotati, dai sondaggi manipolati e finalizzati a creare consenso.

    Quando le difficoltà economiche, prodotte dalle politiche neoliberiste e nuovo-capitalistiche, rischiano di travolgere interi gruppi sociali, ri-plebeizzandoli rapidamente – come accade oggi in Italia e altrove, le cortine fumogene tendono a dissolversi, rivelando i contorni della dura realtà economica e sociale.

    E’ proprio questo esito che il potere vuole evitare, mettendo in campo tutte le sue risorse e continuando a dare un “habitus” adeguato, per dirla con il sociologo francese Pierre Bourdieu, ai dominati, in modo di poter continuare a manipolarli efficacemente per costringendoli a condividere, senza ribellarsi, un nuovo spazio sociale a loro totalmente sfavorevole, e per di più in via di rapida trasformazione.

    Da un lato, c’è l’osanna a Monti per aver ridotto con le sue manovre, sostanzialmente antisociali e antinazionali, indifferenti alla sorte di produzioni e consumi in questo paese o addirittura nocive, lo spread del BTP decennale con il Bund tedesco, quale supremo, truffaldino riferimento e strumento di dominio per privatizzare il privatizzabile, riducendo all’impotenza lo stato.

    Dall’altro lato, lungi dal nasconderli, si diffondono allarmi – che questa volta hanno una base reale, molto concreta, e sono verificabili nel vissuto quotidiano di molti, secondo i quali si torna rapidamente indietro di decenni, e precisamente di un trentennio, quanto a spesa alimentare delle famiglie, per non parlare poi della situazione generale, e delle prospettive future, riguardanti i consumi interni, i redditi e la fiscalità.

    Ciò non accade perché nell’apparato ideologico-massmediatico ed accademico al servizio del sistema c’è una spaccatura che lo rende schizofrenico, preda di una personalità divisa, ad esempio una frattura insanabile, destinata ad emergere con virulenza in situazioni di aperta crisi, fra “keynesiani” che guardano ai redditi, ai consumi, alla domanda, al sociale, e “neoliberisti” che idolatrano il finanziario disinteressandosi del reale.

    Al contrario, l’apparato è coeso e sembra godere di ottima salute.

    Da Repubblica agli editorialisti del Corriere o dell’Unità, da Ilvo Diamanti a Francesco Giavazzi, dal Gad Lerner dell’Infedele, ma fedelissimo e scodinzolante davanti ai suoi datori di lavoro, al Fabio Fazio delle interviste benevole e pilotate a Monti e alla Fornero, vi è una sostanziale unità d’intenti nell’appoggiare il governo di occupazione del paese e le sue politiche neoliberiste estreme.

    Tutto l’apparato, senza eccezioni, serve egregiamente i padroni che lo foraggiano e lo tengono in vita.

    Anche se Monti ha bacchettato, di recente ed in pubblico, in occasione di un convegno di Confindustria, l’editorialista del Corsera Giavazzi che ha definito le liberalizzazioni montiane una carta bruciata, ciò non significa che stanno emergendo spaccature rilevanti, dovute a visioni radicalmente differenti, fra i servitori della classe globale dominante, impegnati ai vari livelli della sub-gerarchia, e soprattutto ciò non significa che l’apparato massmediatico, o una parte significativa di esso, tenta di affrancarsi dagli interessi dei dominanti.

    L’apparato non è affatto schizofrenico, pronto a spaccarsi in due, in tre, in quattro, dotato di personalità doppie o multiple (come nelle credenze diffuse che riguardano gli schizofrenici), non è un pericolo per i suoi padroni, ma uno strumento fondamentale per mantenere il controllo sulle masse, per orientarne la vita ed i pensieri, e si mostra in grado di affrontare qualsivoglia situazione con il dovuto opportunismo, una buona dose di cinismo e una totale assenza di etica.

    L’apparente contraddizione fra la denuncia dei peggioramenti economico-sociali concreti e l’esaltazione dell’opera di un governo che “rende credibilità internazionale all’Italia” e riduce lo spead con il bund, sembra inevitabile, perché certe cose, che entrano nel vissuto quotidiano dei più e incidono nella carne viva della popolazione, non si possono più nascondere, e quindi devono essere trattate.

    Allora si deve correre ai ripari confondendo le idee alla popolazione, denunciando i rapidi peggioramenti in termini di occupazione, reddito, consumi (l’Italia torna indietro di trenta anni buoni, crolla la spesa), ma, nel contempo, esaltando quello stesso esecutivo la cui azione fa crollare occupazione, redditi, consumi.

    Tempo fa ho pubblicato in Pauperclass un articolo a tal fine rivelatore del sociologo di regime Ilvo Diamanti che scrive per Repubblica, in cui lo stesso, basandosi su sondaggi della Demos con la quale è intortato giustificava abilmente la palese contraddizione, emersa dai sondaggi effettuati, secondo la quale il 56% degli intervistati approvava le proteste contro il governo Monti, ma il 58% degli stessi approvava l’operato di Monti!

    [Gli italiani di lotta e di governo promuovono Monti e le proteste di Ilvo Diamanti, come esempio di mistificazione e manipolazione mediatica, link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/01/30/gli-italiani-di-lotta-e-di-governo-promuovono-monti-e-le-pro.html%5D

    In questi giorni, oltre a rilevare la crescita del gradimento di Monti, in quanto tale, a fronte della modesta performance di alcuni suoi ministri (Passera, Fornero), giornalisti e sondaggisti orientano il consenso di massa rivelando che se Monti si presenterebbe alle prossime (per ora ancora ipotetiche) elezioni politiche con una propria lista, avrebbe la maggioranza relativa dei voti, circa il 24%, ma gli stessi devono ammettere che la maggioranza assoluta degli italiani, circa il 60%, non gradisce la controriforma del mercato del lavoro, che è uno dei compiti principali assegnato dai dominanti globali al loro “impiegato di concetto” Mario Monti.

    Basso gradimento dei ministri del governo Monti e consenso stellare per Monti possono coesistere benissimo, nel mondo manipolatorio massmediatico, critica alle politiche dell’esecutivo Monti e apprezzamento per la figura e l’opera dello stesso possono essere contestuali, così come è naturale, sempre per gli addetti alla controinformazione sistemica, che l’Italia torna indietro di trenta anni per quanto riguarda i consumi alimentari (fra i quali quelli di generi di prima necessità), ma ormai è stata messa in salvo perché si è ridotto il differenziale con i titoli del debito pubblico tedesco (nonché il tasso d’interesse dei BTP), e Monti è molto considerato ed ascoltato in Europa.

    Non si è nascosto che la maggioranza degli interpellati ha manifestato simpatia per le proteste scatenate dalle controriforme montiane (la Sicilia dei Foconi e di Forza d’Urto, ad esempio), oppure che non gradisce la riduzione secca dei diritti dei lavoratori, privati della difesa dell’art. 18 dello Statuto del 1970, ma, nel contempo, si esalta capziosamente la figura di Monti, attribuendole un vasto gradimento di massa, anzi, contribuendo in modo sostanziale a costruire intorno a lui un ampio consenso, artificiale, piuttosto confuso, per non dire furbescamente estorto.

    Così si cerca di imporre la “doxa” sistemica, contribuendo a flessibilizzare e manipolare i subordinati perché si adattino a vivere negli spazi sociali neocapitalistici (ricordiamoci ancora una volta dell’”habitus” di Bourdieu), e questa volta si fa non negando una realtà che non può più essere negata, alla quale si dà qualche risalto, ma in modo equivoco e finalizzato a creare quel disorientamento necessario per generare consenso intorno al sistema, o almeno per ridurre al minimo i rischi di dissenso, antagonismo, rivolta, ed infine, per stendere una nuova cortina fumogena sulle grandi questioni politiche e sociali.

    Questo modo di procedere, con varianti e personalizzazioni da parte degli addetti di sistema che tendono “a confondere le acque”, a non far capire quando non si può più nascondere, è molto più comune di quanto si può credere all’interno dell’apparato ideologico-massmediatico ed accademico.

    Perciò, è vero che c’è una crisi (destinata a diventare crisi senza precedenti) che riporta indietro gli orologi della storia, quanto a lavoro, diritti, produzione e consumi (tutte cose concrete), ma finalmente c’è un governo, definito autorevole, che consente di riacquisire “credibilità” a livello internazionale (niente più pagliacciate berlusconiane durante i summit fra governanti, niente cucù alla Merkel), di avere un buon potere contrattuale nei confronti degli altri paesi (nonostante il caso dei marò in India o il blitz degli inglesi in Nigeria), e di ridurre i differenziali finanziari con la Germania (cose non troppo concrete, arbitrarie quanto i mercati, fumose ma efficaci mistificazioni del potere).

    Lo stesso governo che contribuisce con le sue politiche recessive ad alimentare la crisi economica e sociale in atto, che presto si aggraverà ancor di più superando limiti di impoverimento che soltanto ieri si credevano invalicabili, è quello che “salva” l’Italia, come dichiarano ai quattro venti giornalisti, intellettuali ed altri valletti, e moltissimi, non dotati di sufficiente coscienza critica e di buoni strumenti culturali per affrontare la situazione, si convinceranno che non ci sono alternative a Mario Monti, all’euro, alla UE, alla dominazione neocapitalistica (in una, T.I.N.A.), oppure ne usciranno ancora più confusi, talmente confusi che non vedranno da dove gli arrivano i colpi (da Monti e dalla classe globale finanziaria che lo manovra?).

    Altro che atteggiamento ipocrita della grande stampa, altro che contraddizioni da schizofrenico che si manifestano in situazioni difficili come le attuali, altro che “pluralità dell’informazione” che consente opinioni diverse, si tratta soltanto di un affinamento della disinformazione massmediatica al servizio (sempre e soltanto) del sistema!


    #69844
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    https://www.youtube.com/watch?v=lv-ahzRUhx8 #danc rò


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #69845
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Monti: su art. 18 questione chiusa.
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1345873/economia/monti-su-art-18-questione-chiusa.aspx
    E proprio il Parlamento, ricorda il premier, ''resta l'interlocutore principale del Governo''.

    :ummmmm:

    … Monti dice che l'interlocutore principale del governo è il Parlamento … 😕
    : nei sistemi democratici #secret è tendenzialmente il contrario . #sonno


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69846
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    http://www.legnanonews.com/news/25/19453/ :yesss:

    [color=#0033ff]LA DOTT.SSA CAMELLINI TORNA A RIFLETTERE SUL MOBBING[/color]

    In molti avete scritto per narrare storie di mobbing, accadute a voi, oppure a parenti e ad amici. Queste esperienze spaziano da aziende di piccole a grosse dimensioni, dall’edilizia ai supermercati, dagli operai ai dirigenti, a confermare che il mobbing non conosce “isole felici”.

    La crisi economica ha avuto sicuramente un peso importante nel dilagare del mobbing: il peggioramento delle condizioni economiche ha infatti portato nel mondo del lavoro esuberi e/o personale da ricollocare. Le risorse umane sono diventate per molte aziende un peso che deve essere smantellato anche attraverso il mobbing, cosicché sia il dipendente stesso a licenziarsi per porre fine alle angherie subite, [size=20]aggirando, di fatto, l’articolo 18. #atle
    http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=11839 :grrr: … per il rischio di ridurre le tutele sul fronte piu' sensibile nei casi di mobbing. :lente:
    Le donne sono l’elemento fragile del mondo del lavoro, e più spesso di quanto si creda si pratica mobbing su di loro, in particolare quando sono in maternità. Improvvisamente il dono di generare la vita viene vista come un danno all’azienda: Luisa racconta l’inizio del suo calvario, toccato prima di lei ad altre sue colleghe diventate mamme. Tre cambi di sede, minacce, per poi finire a lavorare in un ufficio da sola, senza computer, il bagno nell’edificio di fronte, nessun contatto con i colleghi, a fissare il soffitto tutto il giorno. E piangere, da sola.

    Le conseguenze sulla salute del mobbing sono molteplici: ad esempio può causare sintomi fisici, come cefalea, dermatosi, annebbiamenti della vista, tremore, tachicardia, sudorazione fredda, difficoltà di memoria o di concentrazione, disturbi del sonno, incubi, risvegli anticipati, problemi delle funzioni gastriche e digestive, come gastrite bruciori di stomaco, nausea, vomito, dolori muscolari, mal di schiena artriti e reumatismi, disturbi della sfera sessuale, ecc. Oppure si possono innescare sintomi psicologici, come ad esempio agitazione/irrequietezza, sindromi ansiose, disturbo post-traumatico da stress, disturbi dell’adattamento, depressioni con fissazione del pensiero sul proprio problema, disturbi comportamentali che impediscono la partecipazione alla vita lavorativa/sociale (attacchi di panico, disistima ecc), alterazioni della personalità, fino al suicidio. Non dimentichiamo, infine, che si possono verificare anche conseguenze sociali importanti a causa del persistere dei disturbi psicofisici: questi, infatti, portano di conseguenza ad assenze dal lavoro sempre più prolungate, e alla “sindrome da rientro al lavoro” sempre più accentuata, fino alle dimissioni o al licenziamento. Inoltre il mobbing può causare perdita dell'autostima e del proprio ruolo sociale: a cascata quindi comporta insicurezza, difficoltà relazionali e, per le fasce d'età più avanzate, l'impossibilità di nuovi inserimenti lavorativi.

    Di frequente la vittima del mobbing porta all'interno dell'ambito familiare il proprio stato di grave disagio: attenzione, però, a non diventare muti o logorroici, parlando sempre del mobbing né in azienda né in famiglia, in quanto si rischia di fissarsi ossessivamente sul proprio dramma. Non sono rari i casi di matrimoni andati in crisi, di contrasti con i figli/e, di amici o conoscenti che scompaiono per mesi. E quest’ulteriore solitudine può predisporre l’individuo a depressione, abuso di sostanze e in generale a sintomi psicopatologi.

    In Italia non esiste una legge in materia di mobbing e quindi tale abuso non è configurato come specifico reato a sé stante. Gli atti di mobbing possono però rientrare in altre fattispecie di reato, previste dal codice penale, quali le lesioni personali gravi o gravissime, anche colpose, che sono perseguibili d’ufficio e si ritengono di fatto sussistenti nel caso di riconoscimento dell'origine professionale della malattia. La legge italiana disciplina anche il risarcimento del danno biologico, associabile a situazioni di mobbing. Difendersi dal mobbing è possibile, identificando subito la situazione e cercando di prendere immediatamente le distanze [size=22]senza cadere nella trappola dei sensi di colpa. #secret

    [size=36][color=#0033ff]Il primo passo da compiere in questa circostanza è diventare consapevoli dell’origine dei propri disturbi, ovvero che il vostro malessere, con conseguenze sia psicofisiche che sociali, è causato dal mobbing, e non siete voi che state impazzendo. [/color] Se possibile, cercate di parlarne, in modo informale, con il capo – ovviamente se non è lui il mobber – così tentare un chiarimento e/o di informare della situazione: è un primo passo per affrontare il mobbing. E’ importante non essere impulsivi e/o aggressivi, e sarebbe meglio farsi accompagnare da un collega di lavoro. Il suggerimento poi è di non parlare delle persone (il sig. Rossi è sempre aggressivo, ecc), ma solo dei fatti, in quanto, se la persona con cui parlate ha un'altra opinione del mobber, molto probabilmente non crederà a quanto state raccontando. Può essere utile richiamarsi ai diritti di operare in condizioni di salute non solo fisica, ma anche mentale. Cercare un dialogo positivo e costruttivo con i capi, evitando di essere lamentosi o minacciosi di querele e denunce.

    Se i capi non rispondono, diventa necessario usare una strategia più incisiva: :ummmmm: … #aggre :hehe:
    oppure 😕 … andare ad un Sindacato, o da un legale di un Patronato, o da un legale giuslavorista, mettendo per iscritto le proprie rimostranze. Occorre trovare il coraggio di parlarne per ritrovare il proprio equilibrio psicologico, recuperare energie e informarsi per elaborare una possibile strategia d’azione. E’ possibile rivolgersi quindi ad uno degli sportelli antimobbing, presenti nel territorio milanese, organizzati sia dagli ospedali, dalle Asl, o dai sindacati, dove è possibile usufruire di servizi informativi o d’intermediazione presso l’azienda, di supporto psicologico competente, e dove è anche possibile conoscere le vie legali da intraprendere per l’eventuale richiesta di risarcimento conseguente all’accertamento del danno subito. Tutto questo va fatto sempre presentando delle prove oggettive, ovvero è necessario raccogliere un’ampia documentazione che possa provare la condotta mobbizzante del capo o del collega, insieme ai documenti che comprovino il proprio stato di salute, utili per un’eventuale e futura causa legale. Senza queste ultime nessuna causa può essere intentata, poiché è la parola dell’azienda contro la vostra.

    Di seguito troverete due indirizzi a cui rivolgervi in caso stiate subendo mobbing: Clinica del Lavoro “Luigi Devoto” Centro per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione del disadattamento lavorativo. Direttore: Dr. Renato Gilioli Via San Barnaba 8 – Milano, tel. 02 57 99 26 44; UIL Sportello Mobbing. Responsabile: Michela Rusciano Via Campanini 7 – 20124 Milano, tel. 02 67 11 03 401, cspmilano@uil.it.

    Non siate passivi a quest’abuso, se ne può uscire senza perderci in salute. Non pensate che se tenete duro il comportamento di capi o colleghi possa improvvisamente cambiare, in quanto il mobbing non finirà finché non avrà raggiunto il suo scopo: il vostro allontanamento dall’azienda. #oioi

    Resto a disposizione per domande o suggerimenti.

    Dott.ssa Federica Camellini

    federicacamellini@libero.ithttp://www.psicologolowcost.it


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #69847

    Anonimo

    http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/03/21/l-obbiettivo-di-monti-e-napolitano-e-licenziare-gli-italiani.html

    L'OBBIETTIVO DI MONTI E NAPOLITANO E' LICENZIARE GLI ITALIANI
    Postato il Mercoledì, 21 marzo @ 08:09:12 CDT di davide

    DI EUGENIO ORSO
    pauperclass.myblog.it ..


    #69848
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Il sistema immunitario dei vertebrati e quindi dell'uomo, è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari sviluppatasi nel corso dell’evoluzione per difendere l’organismo da qualsiasi forma di insulto chimico, traumatico o infettivo alla sua integrità.

    Una caratteristica fondamentale del sistema immunitario è quindi la capacità di distinguere tra le strutture endogene o esogene che non costituiscono un pericolo e che dunque possono o devono essere preservate (self) e le strutture endogene o esogene che invece si dimostrano nocive per l’organismo e che devono quindi essere eliminate (non-self).

    Secondo le più recenti teorie il sistema immunitario distingue dunque un non-infectious self (self non infettivo) da un infectious self (self infettivo). La discriminazione tra self e non self avviene a livello molecolare ed è mediata da particolari strutture cellulari (Toll-like receptor, recettori dei linfociti T, complessi MHC, anticorpi), che consentono la presentazione ed il riconoscimento di componenti dell’agente lesivo definite antigeni (letteralmente induttori di anticorpi).

    A seconda delle modalità di riconoscimento degli antigeni si possono distinguere due aree del sistema immunitario:

    immunità aspecifica o innata: comprende mediatori chimici (responsabili dell’infiammazione) e cellulari responsabili di una prima linea di difesa contro le aggressioni. È evolutivamente più antica e consente il riconoscimento di un repertorio limitato di antigeni. Riconosce una generica condizione di pericolo e pone il sistema immunitario in una condizione di “allarme”, che favorisce lo sviluppo dell’immunità specifica
    immunità specifica o adattativa: comprende mediatori chimici e cellulari responsabili di una risposta difensiva più potente e mirata (virtualmente in grado di riconoscere qualunque forma di antigene), ma più lenta. È evolutivamente più recente e poggia sulla risposta aspecifica per numerose funzioni di presentazione e distruzione degli antigeni.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_immunitario


    #69849

    Xeno
    Partecipante

    O sei tu Rich che sei complesso :hehe: oppure sono io che nn vedo il nesso con il post di Pier
    -|-


    #69850
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1332506500=Xeno]
    O sei tu Rich che sei complesso :hehe: oppure sono io che nn vedo il nesso con il post di Pier
    -|-
    [/quote1332506500]
    come in alto così in basso..
    riconosciuto il pericolo per l'organismo, dovrà svilupparsi l'”immunità specifica o adattativa”


    #69851

    Xeno
    Partecipante

    [quote1332507189=Richard]
    [quote1332506500=Xeno]
    O sei tu Rich che sei complesso :hehe: oppure sono io che nn vedo il nesso con il post di Pier
    -|-
    [/quote1332506500]
    come in alto così in basso..
    riconosciuto il pericolo per l'organismo, dovrà svilupparsi l'”immunità specifica o adattativa”
    [/quote1332507189]
    aaaah allora sei tu che sei complesso :hehe:

    Ho capito Rich la cosa.Ci sta.

    Cmq dato che ormai qui si parla in codice alla Trismegisto……dò il mio contibuto:

    lasciate fare all'organismo…..e niente aggregati virulenti

    :hehe:


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