l’ italia in rovina

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Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni, 4 mesi fa.

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  • #70002
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    MONTI, IMU, DISASTRO IMMOBILIARE :hehe:

    Il Censis stima che l’IMU produca una perdita di valore degli immobili italiani tra il 20 e il 50%, cioè tra 800 e 2.000 miliardi di Euro, stimando 4.000 il patrimonio ante IMU. E’ come se una serie di bombardamenti avesse distrutto un edificio e un terreno su tre.

    Quindi Monti, ha fatto un danno di circa 1.500 miliardi al patrimonio privato e pubblico del paese, per incassarne 10,5 all’anno. #fisc

    Ha fatto un danno di 2/3 del debito pubblico, senza ridurre il debito pubblico, ma aggravandolo e peggiorando il rapporto tra valore dei risparmi e debito pubblico e privato.

    Ha colpito in tal modo l’unico punto forte della situazione finanziaria italiana: il buon rapporto tra debito (pubblico e privato) e patrimonio (pubblico e privato). Davvero un genio dell’economia! Non basta la nomina a Senatore a Vita per alti meriti verso la patria. Merita un premio Nobel.

    Il danno così cagionato da Monti e da chi lo sostiene non sta solo nella perdita di ricchezza nazionale, perché la svalutazione degli immobili ha ben altri effetti:

    1)rende più difficile e meno fruttuosa la via di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio immobiliare dello Stato;

    2)taglia il valore delle garanzie immobiliari date da imprese e cittadini alle banche, quindi taglia il credito e l’attività economica; compromette così anche le linee di credito in essere;

    3)deprime il mercato immobiliare, già depresso da circa cinque anni;

    4)fa chiudere i cantieri delle costruzioni in corso, per la ragione al punto 2) e al punto 3); compromette la rimborsabilità dei crediti;

    5)fa chiudere o fallire molte imprese edili, con ricadute negative (insolvenze, cessazione degli ordinativi) sull’indotto e sull’occupazione, quindi anche sugli ammortizzatori sociali;

    6)moltiplica la recessione e la rende irreversibile, perché le recessioni e le riprese dei sistemi economici sono guidate e sostenute dal settore delle costruzioni, come ultimamente vediamo nel caso del Regno Unito.

    Possiamo facilmente immaginare che cosa sarebbe successo, che so, a Sarkozy, se avesse fatto una cosa simile alla Francia. Gli italiani, diversamente dai francesi, sono un popolo-materasso. :zzz: Monti ha coalizzato intorno a sé le forze del privilegio e delle rendite – partiti, banchieri, monopolisti, grandi burocrati strapagati – per portare avanti un politica senza investimenti e senza rinnovamento e senza crescita, di sola recessione, tassazione, disoccupazione e pagamento di interessi agli stranieri e di sostegno alla speculazione bancaria.

    Ma a chi può giova questa sua politica anti-italiana? Solo a un ceto bancario che vuole il paese ridotto in miseria e alla disperazione per far incetta delle sue ricchezze reali prezzi stracciati e approfittare del bisogno della gente per imporre tagli di diritti e ulteriore sottomissione al capitale di sfruttamento straniero. Solo a un disegno di sottomissione dell’Italia e di altri paesi europei al capitalismo soprattutto tedesco, e di loro riduzione a un ruolo servile di subcontinente europeo, di serbatoio di lavoro a basso costo e bassa qualificazione, a un mercato di sfogo per prodotti di basso prezzo e bassa qualità. La riforma Fornero, in diversi sensi, ne è un assaggio concreto.

    E se leggete l’ultimo libro di Nino Galloni, Chi ha tradito l’economia italiana?, avrete la storia, ben documentata, di come gli interessi economici stranieri, sin dagli anni ’60, si sono ingeriti nella politica italiana per bloccare la crescita della nostra economia, il risanamento delle nostre finanze, anzi per sabotarle e porre l’Italia in condizioni di dipendenza.

    Monti può essere in buona fede – non conosco il suo animo, non posso condannarlo– ma di fatto agisce come un Nemico a tutti gli effetti. Se si vuole sopravvivergli, bisogna considerarlo per quello che è e fa, assieme alle forze e ai partiti collaborazionisti, che lo sostengono e lo votano per interesse. Il suo governo sta facendo più danni materiali della precedente occupazione tedesca, quella di cui si festeggiava e ieri la ricorrenza della fine; e, suicidio dopo suicidio, rischia di fare anche altrettante vittime di quella, se lo si lascia andare avanti.

    Alle elezioni amministrative, non votate per i collaborazionisti.

    Mantova, 26.04.12

    Marco Della Luna

    http://marcodellaluna.info/sito/2012/04/27/monti-imu-disastro-immobiliare/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70004
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    QUANTI ERRORI PROFESSOR MONTI !!

    Quanti errori, professor Monti. Ha sbagliato i conti sugli esodati. Si è lasciato intimidire dalle lobby. Ha promesso di mettere mano alla Rai poi si è tirato indietro. Ha imposto il ticket sanitario ai disoccupati poi l'ha tolto parlando di un refuso. Per non dire del gran casino sulle aliquote Imu. Era stato chiamato per riparare i danni dei politici, ma ora chi riparerà i suoi?
    (02 maggio 2012) Mario MontiImmaginiamo un governo politico, di destra o di centro o di sinistra, che l'8 gennaio promette di mettere mano alla Rai “entro poche settimane” e poi non fa nulla per tre mesi e mezzo, anche dopo che il 28 marzo è scaduto il Cda; si dice “disponibile a un decreto” per tagliare i fondi pubblici ai partiti e poi non muove un dito; annuncia che le province saranno abolite, poi si scopre che restano, ma i consiglieri non li eleggono più i cittadini, bensì li nominano i consiglieri comunali; alza l'età pensionabile a 68 anni mentre ogni anno decine di migliaia di lavoratori vengono rottamati a 50, e poi s'accorge che così centinaia di migliaia di lavoratori restano senza stipendio né pensione; annuncia che gli “esodati” sono 65 mila perché i soldi bastano solo per questi, salvo scoprire che sono 350 mila; ripristina la tassa sulla prima casa (Imu), esentando le fondazioni bancarie, ma non le case di vecchi e invalidi ricoverati in ospizio; divide l'Imu prima in due poi in tre rate e annuncia aliquote più alte ma senza fissarle, gettando i contribuenti nel caos e beccandosi l'accusa di incostituzionalità dai tecnici della Camera.

    Ma non è finita: abolisce le imposte sulle borse di studio fino a 11.500 euro, ma non per i 25 mila medici specializzandi scippandogli il 20 per cento di quel poco che lo Stato concede loro per finire gli studi; abolisce dall'articolo 18 il reintegro giudiziario per i licenziati ingiustamente con la scusa dei motivi economici, poi annuncia che la riforma è immodificabile, infine fa retromarcia alla prima minaccia di sciopero; lancia il decreto liberalizzazioni e poi lo lascia svuotare in Parlamento dalle solite lobby, mentre la Ragioneria dello Stato segnala la mancanza di copertura finanziaria per alcune norme; dà parere favorevole a un emendamento Pd che cancella le commissioni bancarie, salvo poi accorgersene e cancellarlo con un altro decreto; lascia passare un altro emendamento Pd che tassa gli alcolici per assumere 10 mila precari della scuola, poi lo fa bocciare in extremis; annuncia la ritassazione dei capitali scudati, ma senza spiegare come si paga, così nessuno riesce a pagarla nemmeno se vuole; tassa le ville all'estero, ma si scorda quelle intestate a società, che sono la maggioranza, così non paga quasi nessuno; toglie ai disoccupati l'esenzione dal ticket sanitario e poi la ripristina scusandosi per il “refuso”.

    E ancora: vara il decreto “svuotacarceri” per sfollare le celle, col risultato che i detenuti aumentano (66.632 fine febbraio, 66.695 fine marzo); annuncia la tassa di 2 centesimi sugli sms per finanziare la Protezione civile, poi se la rimangia e aumenta le accise sulla benzina; annuncia due volte nella Delega fiscale un “fondo taglia-tasse” per abbassare le aliquote e abolire l'Irap coi proventi della lotta all'evasione, ma due volte lo cancella; depenalizza le condotte “ascrivibili all'elusione fiscale” con “abuso del diritto” che vedono imputati Dolce e Gabbana, indagati dirigenti di Unicredit e Barclays e multati dal fisco Intesa Sanpaolo per 270 milioni e Montepaschi per 260 (lodo salva-banche); inventa una tassa sulle barche di lusso, ma cambia tre volte le regole così pochi la pagano e quasi tutti portano gli yacht all'estero (“lodo Briatore”); nella riforma della Protezione civile scrive che “il soggetto incaricato dell'attività di previsione e prevenzione del rischio è responsabile solo in caso di dolo o colpa grave”, rischiando di mandare in fumo il processo in corso a L'Aquila contro la Commissione grandi rischi per omicidio colposo e le indagini sulla mancata prevenzione nel sisma del 2009 (lodo salva-Bertolaso & C.); nel pacchetto anticorruzione Severino cambia il nome e riduce la pena (e la prescrizione: da 15 a 10 anni) alla concussione per induzione, reato contestato a Berlusconi nel processo Ruby (lodo salva-Silvio).

    Ecco, in uno a caso di tutti questi casi, che si direbbe di questo governo politico? Che ci vogliono dei tecnici per ripararne tutti i guasti. Ma se questi guasti li fa il governo tecnico, chi li ripara?

    Marco Travaglio

    [link=hyperlink url]http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quanti-errori-professor-monti/2179580/1111?google_editors_picks=true[/link]


    #70003

    Anonimo

    Io l'ho fatto ieri, date anche voi la vostra opinione:

    http://www.beppegrillo.it/2012/05/esprimi_la_tua_opinione_al_governo/index.html

    Esprimi la tua opinione al Governo!

    Videocommenti (9) su: “Esprimi la tua opinione a …” Invia il tuo video

    Cittadini candidati al comune, …

    Franco franchi il giustiziere

    M5s grillo yoda

    Conferenza stampa – manifestaz …
    I partiti hanno fallito. Di fronte al baratro hanno chiamato i tecnici. I tecnici a loro volta hanno fallito. Di fronte alla prospettiva di essere inseguiti, insieme ai politici, da cittadini armati di forconi hanno chiamato i supertecnici. I supertecnici hanno mangiato la foglia, anche perché non gli resta più nessuno da chiamare.
    Amato, Bondi e Giavazzi sono rimasti con il cerino in mano. Devono tagliare, ma non sanno da dove iniziare. E allora perché non chiederlo on line alla casalinga di Voghera (“Italiani, segnalateci gli sprechi”)?
    Sul sito del governo è stato pubblicato un modulo per ricevere i contributi dei cittadini sui tagli alla spesa con il titolo “Esprimi la tua opinione”. Un titolo che di per sé è un'istigazione a delinquere. Paghiamo politici, tecnici e supertecnici per contenere i costi dello Stato e questi hanno la faccia di bronzo di chiedere consiglio a noi, quando sanno benissimo dove tagliare, iniziando da loro stessi.
    La pomposa “spending review” prevede un risparmio di 4,2 miliardi nel 2012 per evitare l'aumento dell'Iva di due punti a ottobre. Più che chiamarla “spending reviù”, con il solito malcostume di usare parole inglesi per darsi importanza, tipico dei provinciali, dovrebbero chiamarla “presa per il cù”. Infatti per tagliare non ci vuole nulla. Si possono risparmiare sette miliardi annui livellando le pensioni a un massimo mensile di 3.000 euro, recuperare i 98 miliardi evasi dalle società di slot machines, un miliardo non erogando finanziamenti pubblici ai partiti, 400 milioni annui tagliando contributi diretti e indiretti ai giornali, 600 milioni annui con il rientro dei nostri soldati dall'Afghanistan, 10 miliardi non comprando i cacciabombardieri F35, qualche miliardo con la soppressione delle Province, un centinaio di milioni annui di risparmio dal Quirinale che costa quattro volte Buckingham Palace, 22 miliardi rinunciando all'inutile TAV in Val di Susa, 3/4 miliardi annui con il ritorno allo Stato delle concessioni autostradali il cui utile va a società private come Benetton. Questi e altri punti sono contenuti nel sondaggio del blog di alcuni mesi fa “I 20 PUNTI DELLA MANOVRA ECONOMICA DEI CITTADINI”. Tralascio macchine blu, doppi incarichi, eliminazione dei vitalizi parlamentari, riduzione del 60% degli stipendi di deputati, senatori e consiglieri regionali, le scorte, un tetto massimo di 200.000 euro per i dirigenti di aziende statali, eccetera.
    Aiutate i supertecnici. Esprimete la vostra opinione a http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm (se volete, per condividere, mettete in copia il suggerimento come commento nel blog).


    #70005

    Anonimo

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/caserta-senza-lavoro-mesi-muratore-toglie-vita/216190/

    Caserta: non lavorava da sei mesi, muratore si toglie la vita
    Si è impiccato con un cavo elettrico nella sua abitazione di Casaluce. L’uomo è stato trovato dai familiari che hanno avvisato i carabinieri. Il lavoratore soffriva di crisi depressive. Lascia moglie e due figli: nei giorni scorsi altri casi di disperazione. Il sindaco chiede l'intervento del governo
    Un muratore di 56 anni, Alfonso Salzano, si è tolto la vita impiccandosi con un cavo elettrico nella sua abitazione di Casaluce, nel Casertano. L’uomo è stato trovato dai familiari che hanno avvisato i carabinieri. Secondo quanto riferito dai congiunti l’uomo, senza lavoro da circa sei mesi, soffriva di crisi depressive. Salzano ha lasciato un bigliettino ai familiari in cui chiedeva perdono per il gesto estremo. Il muratore si è tolto la vita nella sua abitazione di via Vittorio Emanuele a Casaluce. L’uomo lascia moglie e quattro figli.

    Salzano non aveva particolari in problemi economici, secondo quanto appurato dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, ma da gennaio non veniva più chiamato al lavoro. Salzano prima di togliersi la vita ha scritto un biglietto in cui chiedeva scusa ai familiari per quanto stava per compiere. L’uomo questa mattina avrebbe atteso che la moglie fosse uscita di casa per togliersi la vita. Sul caso il sindaco, Nazzaro Pagano, sottolinea che “in questo paese abbiamo il patto di stabilità da rispettare e, purtroppo, non possiamo investire sul lavoro. ‘Il governo deve intervenire: queste morti devono finire. E’ incredibile quanto sta accadendo soprattutto perché malgrado il nostro sia un Comune virtuoso, con soldi da spendere, a causa del patto di stabilità non possiamo dare corso ai nostri progetti e creare lavoro. Il settore edile della nostra zona è praticamente fermo – dice ancora Pagano – la nostra amministrazione ha soldi da spendere e, purtroppo, non possiamo farlo. Avrei potuto dare lavoro anche ad Alfonso e, forse, evitare che si uccidesse. Altro che patto di stabilità questo non è altro che un patto di stupidità”.

    Nei giorni scorsi sono stati diversi i casi di suicidi per colpa della crisi, la perdita del lavoro o anche cartelle esattoriale. A Napoli un portiere che avrebbe perso casa e lavoro si è tolto la vita impiccandosi e in Sardegna a Nuoro un imprenditore dopo aver licenziato i sui figli ha deciso di togliersi la vita. Il 22 aprile un artigiano edile di Bosa, 52 anni, si è ammazzato perché dopo aver perso il lavoro non riusciva a mandare avanti la famiglia. L’uomo aveva chiesto aiuto anche al sindaco. Il 13 aprile a Donnalucata, nel ragusano, un imprenditore agricolo in difficoltà a causa della crisi economica si è impiccato. L’uomo di 28 anni, titolare di impianti serricoli, ha lasciato moglie e due figli. Il 13 aprile un imprenditore, la cui azienda era in crisi, ha tentato tenta di uccidersi sparandosi un colpo di fucile in piazza a Montecchio Maggiore (Vicenza). Il giorno prima un agricoltore di 53 anni si era ucciso ad Altivole, in provincia di Treviso, perché non in grado di coprire una serie di debiti che gravavano sulle sue spalle. La crisi e un’annata di siccità, che avrebbe compromesso il raccolto, le cause del drammatico gesto.


    #70006
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    questo lo capisci #oioi


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70007
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70008

    Anonimo

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/05/05/news/martinelli_parla-34483378/?ref=HRER1-1

    “Vista la cartella sono impazzito
    tasse ingiuste, serviva un gesto”
    Bergamo, l'imprenditore del blitz all'Agenzia delle entrate parla dal carcere. “Non avendo più lavoro non avevo più soldi e questi continuavano a chiedermi di pagare”
    di PAOLO BERIZZI

    Luigi Martinelli al momento dell'arresto (ansa)

    Bergamo, il sequestratore rischia 8 anni
    E la Lega gli offre un avvocato di fiducia

    VIDEO
    Bergamo, il rapitore si arrende
    BERGAMO – “Ho fatto un bel casino eh… Ma qualcosa, pota, bisognava fare… È andata così, ho visto la cartelletta che mi hanno mandato a casa, con tutti quei fogli lì, quelle tasse ingiuste. Pagare pagare pagare, e sò 'ndacc fò de co'… (“sono andato fuori di testa”)”. Camicia fresca aperta sul petto, lo stesso gilet da caccia che aveva addosso nel suo pomeriggio di un giorno da cani, ben rasato. Piano terra del carcere di Bergamo, sezione “protetti”. Il sequestratore fai da te Luigi Martinelli alterna frasi in dialetto bergamasco a un italiano essenziale. È in cella da solo, legge un quotidiano locale. Ventiquattro ore dopo la stupidàda, la “stupidaggine”, secondo il suo avvocato Stefano Paganelli l'ha derubricata così, non si capisce bene se sia più preoccupato o più confuso: di certo, salvo chiedere “e ora che mi succede?”, il ribelle delle tasse non sembra particolarmente pentito di quello che ha fatto. I parlamentari leghisti Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi lo hanno incontrato in cella. Condannato il folle gesto, volevano capire i veri motivi che hanno portato Martinelli a fare irruzione armato nell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia e a tenere in ostaggio diciassette persone. Un blitz per il quale, capita anche questo, l'ex imprenditore adesso ha persino la sua claque (non solo il suo paese ma addirittura un pezzo d'Italia lo assolve) e in tanti fanno a gara a offrirgli assistenza e avvocati (la Lega Nord
    gli ha messo a disposizione Matteo Brigandì). Repubblica riporta il colloquio tra Martinelli e i due esponenti del Carroccio. L'uomo esordisce così: “Avete visto che casino ho combinato?”.

    Sì, ma perché l'ha fatto?
    “Sono senza soldi e mi sono arrivate tante di quelle tasse da pagare che non ce la facevo più. Tasse ingiuste. Ho pensato: qua bisogna fare qualcosa, un gesto dimostrativo… Sono andato in quell'ufficio e, ci ho pensato dopo, anzi adesso, mi sono sbagliato. Volevo andare da Equitalia, avrei dovuto andare da loro… E invece… Che stupido che sono stato…”.

    Perché tasse ingiuste, scusi?
    “Io le considero ingiuste. Il canone Rai, per esempio. Non lo pagavo da qualche anno, e poi il resto, le imposte del consorzio di bonifica e altre. Ero esasperato perché non avendo più lavoro non avevo più soldi e intanto questi continuavano a mandarmi cartelle esattoriali da pagare”.

    Un debito di 1.000 euro, dice il procuratore capo di Bergamo Massimo Meroni.
    “No, gli euro erano 44mila. Sono mancati pagamenti che ho accumulato negli anni. Non pagavo perché, appunto, ritenevo che fossero imposte ingiuste. E mano a mano il debito è cresciuto. Dopo la chiusura della ditta (un'impresa di pulizie) i pochi soldi che avevo li ho dovuti dare a mio fratello per liquidare una parte di eredità. E così sono finito sul lastrico”.

    Come le è venuto in mente di fare una pazzia del genere? Le armi, le persone in ostaggio, il colpo di fucile…
    “Volevo che qualcuno mi ascoltasse, che si conoscesse la mia situazione. Avevo in mente di fare una cosa dimostrativa ma non sono mai stato nemmeno sfiorato dall'intenzione di fare del male a qualcuno. Lo hanno detto anche gli impiegati, le persone che sono là dentro. Li ho trattati tutti bene, hanno capito anche loro che ero disperato ma non pericoloso” (Martinelli a questo punto critica alcune ricostruzioni stampa secondo le quali avrebbe usato anche modi violenti con gli ostaggi).

    Entrare in un ufficio con un fucile a pompa, due pistole, un coltello e cento pallottole nello zaino. Le sembra poco?
    “No ma, ripeto, volevo solo fare un gesto dimostrativo. Senza fare male a nessuno. Nemmeno a me stesso. Non è vero, come ho letto oggi sul giornale, che ho detto di volermi suicidare”.

    Perché ha sparato un colpo col fucile?
    “Per fare vedere che le armi non erano né finte né scariche. Qualche impiegato lo aveva pensato. E così per dimostrare che erano armi cariche ho esploso un colpo in aria”.

    È vero che voleva parlare con Monti (ieri il premier ha smentito la notizia secondo la quale giovedì sarebbe stato disponibile ad ascoltare Martinelli)?
    “Sì. Volevo incontrare i giornalisti e, tramite loro, rivolgermi a lui. È vero che c'è il debito pubblico ma Monti sta affamando la gente: basta leggere i giornali per vedere come è la situazione. Ogni giorno c'è qualcuno che si spara perché non riesce più a andare avanti, soprattutto piccoli imprenditori come ero io un tempo. Il problema mio, come di tanti altri, è che la ragione per cui vivo da quando avevo 14 anni – il lavoro – non c'è più. Però intanto le tasse aumentano. Succede che uno lavora tutta la vita e poi, di colpo, ti portano via tutto quel poco che ti è rimasto con le tasse”.

    Stava lavorando nell'ultimo periodo?
    “Chiusa l'azienda, in pratica ero rimasto solo io: andavo avanti e indietro da Milano col furgoncino a fare le pulizie, ma non ci stavo più dentro. Non sapevo più come andare avanti e nemmeno come saldare quei debiti. Quando mi sono trovato sotto il naso quei fogli con le somme da pagare allo Stato non ci ho più visto, sono andato fuori di testa e sono partito. Lo so che, dopo quello che ho fatto è difficile dimostrarlo, ma sono una brava persona…”.

    Mai avuto altri problemi con la giustizia o col fisco?
    “Una storia di evasione fiscale negli anni '90. Dovevo pagare una multa, c'erano ancora le lire. Alla fine, grazie al condono, me l'ero cavata con dieci milioni di lire”.

    Come l'hanno accolta gli altri detenuti?
    “Bene. Appena sono arrivato mi hanno offerto schiuma da barba, lamette, biscotti e acqua”.


    #70009

    Anonimo

    http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/04/equitalia_ovvero_come_operare_in_un_paese_ad_alta_criminalita_fiscale.html

    EQUITALIA, OVVERO COME OPERARE IN UN PAESE AD ALTA CRIMINALITÀ FISCALE
    di Claudio Donini – 4 maggio 2012
    La prima azienda nazionale, con un fatturato annuo pari a 150 miliardi di euro, dice la Guardia di Finanza, cioè l’Evasione Fiscale Spa, comincia a vedere i suoi lucrosi affari messi finalmente in discussione. Che si voglia cominciare a parlare di legalità come in un qualunque paese normale?

    Di solito, quando c'è molta criminalità dovrebbe esserci di conseguenza molta polizia. Sembra questo un assunto logico, quantomeno per tentare di arginare il fenomeno malavitoso. Liberati quindi i potenti freni inibitori dati dalla politica negli ultimi anni, l'Agenzia delle Entrate ha finalmente cominciato ad agire nei confronti dei furbetti che evadono il fisco. Più controlli, incrocio dei dati fiscali, verifiche sui patrimoni e anche azioni simboliche, come gli ormai famosi “blitz” a Cortina, plateali certo, ma utili perché rappresentano un segnale, il sintomo evidente anche al cittadino comune di un cambio di rotta, e perché no, anche un deterrente alla dilagante boria dei furbetti. La prima azienda nazionale, con un fatturato annuo pari a 150 miliardi di euro, dice la Guardia di Finanza, cioè l'Evasione Fiscale Spa, comincia a vedere i suoi lucrosi affari messi finalmente in discussione. Che si voglia cominciare a parlare di legalità come in un qualunque paese normale? Assolutamente no.

    Come era ovvio i milioni di furbetti che alimentando il malaffare tributario, gioiellieri, idraulici, avvocati, medici, gestori, autonomi e professionisti che dichiarano meno di un precario ma rubano come un consumato professionista, non sono certo stati a guardare. D'altro canto questa moltitudine di contribuenti ha anche il diritto di voto. Ecco allora che la lobby politica di riferimento è corsa in aiuto dei poveri ladruncoli proprio con la stessa arma già ampiamente collaudata da loro stessi. Il discredito, con l'aggiunta questa volta del terrorismo psicologico e del solito vittimismo di Calimero.Così come la politica si è sperticata attraverso i media a spiegarci che in fondo si sono solo utilizzati fondi pubblici per fini personali, niente di più, che il malaffare non esiste insomma ma è piuttosto una persecuzione dei giudici comunisti, così gli stessi politici si stanno ora sperticando a spiegarci che non è giusto disturbare i ladruncoli durante le loro sacrosante villeggiature, è un abuso che vengono fermati alla guida delle loro auto di lusso, che si tratta di violazione della privacy il controllo della emissione degli scontrini fiscali. Siamo in uno stato di polizia, il tintinnio delle manette è un attentato alla libertà, alla democrazia e di questo Equitalia è responsabile come il boia sul patibolo. I soldi delle vacanze, delle auto, dei ristoranti sono stati in fondo onestamente rubati alla collettività, allo stato vampiro, mentre i negozianti stanno solo facendo il loro lavoro, in nero certo ma come altro potrebbero fare. Dov'è quindi il problema. Alcuni comuni, e perfino la regione Piemonte, hanno addirittura ripudiato Equitalia recidendone con orgoglio il contratto, per operare la riscossione in maniera autonoma e, a loro dire, più vicina al cittadino. Non oso pensare il pantano che si creerà da questa gestione famigliare, quando gli amici degli amici convinceranno gli esattori comunali, amici pure loro, a chiudere un occhio o forse due.

    E' come se nella regione Lombardia, le eventuali pendenze fiscali del finanziere Daccò fossero gestite da Formigoni e Belsito, magari con la consulenza di Cristiani, pagata naturalmente. Con la scusa di avere uno stato dal volto umano, come nei migliori paesi d'Europa, ho il forte sospetto che sia in atto un vero e proprio colpo di stato in stile Gattopardesco. Si vuole demolire il semplice concetto che dove non si ruba non servono i poliziotti, ma dove si ruba invece si, eccome, e non devono guardare in faccia a nessuno, perché fra una società giustizialista ma con i ladri in carcere ed una garantista, ma con i ladri in libertà, io preferisco la prima. Almeno è democratica, e coi tempi che corrono non è cosa da poco.


    #70010
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Svolta epocale a Parma: il candidato del Movimento 5 stelle è sindaco

    Il candidato del Movimento 5 Stelle ha vinto con il venti per cento di scarto: 59,9 a 40,01. “Siamo pronti a governare”, ha detto il nuovo sindaco. “La prima cosa che farà sarà concentrarmi su quello che è il debito”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/svolta-epocale-parma-pizzarotti-vince-bernazzoli/236704/

    Proiezioni ballottaggi: a Parma 5 Stelle al 60%, in netto vantaggio Orlando e Doria

    Il candidato del movimento di Grillo verso la vittoria a sorpresa nella città emiliana. A Palermo e a Genova in testa l'ex sindaco e l'outsider di Sel. Anche le “conservatrici” Lucca e Monza verso un'amministrazione di centrosinistra. Il Viminale: affluenza al 54,03%, in calo del 13,25 rispetto al primo turno
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/ballottaggi-prime-proiezioni-orlando-testa-palermo-doria-genova/236623/

    Brindisi, uomo portato in Questura: potrebbe essere il fratello del killer

    L'uomo abiterebbe in piazza Tiepolo, nel quartiere popolare di Sant'Elia: gestirebbe insieme al congiunto una ditta di riparazione hardware e sarebbe stato incastrato da un problema alla mano emerso nel video. E potrebbe non aver agito da solo. Il Guardasigilli ha smentito l'iscrizione nel registro degli indagati di una persona il cui profilo sembra coincidere con quello del killer
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/strage-brindisi-primo-indagato-militare-pensione/236193/

    Mazzette e corruzione senza fine. Ecco come si ricostruisce nell’Aquila del dopo-sisma

    La denuncia di un imprenditore edile: “Soldi per avere voto favorevole in assemblea di condominio”. Sotto accusa il sistema scelto per gli interventi: nessuna gara pubblica e trattative private
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/mazzette-corruzione-senza-fine-ecco-come-ricostruisce-laquila-dopo-simsa/235728/


    #70011

    Erre Esse
    Partecipante

    Il quadro è chiaro. La voglia di cambiare è inarrestabile.


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