l’ italia in rovina

Home Forum PIANETA TERRA l’ italia in rovina

Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 3 anni, 11 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 3,061 a 3,070 (di 3,615 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #70378

    Spiderman
    Partecipante

    #70384
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70385

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/01/chi_e_il_padre_del_redditometro.html#commenti

    Chi è il padre del redditometro?

    Il redditometro è in sostanza uno studio di settore sulle famiglie. Hai speso di più del tuo reddito? Come hai fatto? Ti ha prestato i soldi tuo zio? Dimostramelo! Ti ha aiutato tua mamma? Dimostramelo! Hai risparmiato i soldi tenendoli in casa in una cassetta, sotto le mattonelle? Dimostramelo! L’onere della prova è a tuo carico. L’unica difesa è non spendere più nulla, il redditometro già ora, con il suo solo annuncio, ha depresso i consumi, fatto aumentare i pagamenti in nero e diminuito il Pil. Una ricetta eccellente per uscire dalla crisi. Chi lo ha inventato? Chi lo ha votato? Monti nega “Una misura decisa dal precedente governo”, “Io non l'avrei messo”, Berlusconi pure. Bersani non si pronuncia. Allora chi lo ha votato? E’ figlio di padre ignoto. In un Paese incapace di fare pagare le tasse agli evasori è iniziata l’era del Terrore Fiscale per le famiglie.

    Intervento di Elio Lannutti (Presidente Adusbef).
    “Adusbef, l’associazione a difesa dei cittadini-consumatori-contribuenti, si è sempre battuta contro l'evasione e l'elusione fiscale, l'abuso di diritto, i condoni ed i “perdoni tombali” , gli scudi fiscali che hanno avuto lo scopo di reimmettere nel mercato, con la tassa del 5 per cento, capitali di provenienza illecita e probabilmente criminale, difendendo al contempo i diritti dei contribuenti nei confronti del Fisco, che negli ultimi anni ha utilizzato ganasce fiscali ed altri strumenti coercitivi vigenti in uno Stato di Polizia Fiscale, in aperta violazione dello Statuto dei diritti del contribuente, spesso derogato da disposizioni di legge.
    Ma il nuovo redditometro (sconfessato di recente dallo stesso presidente Monti), varato alla vigilia di Natale in palese violazione degli art. 3,24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l'onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all'amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali, non c’entra nulla con la lotta all’evasione, assomigliando ad uno strumento coercitivo teso a terrorizzare i contribuenti onesti piuttosto che gli evasori.
    La lotta all'evasione fiscale infatti, può già contare sui numerosi strumenti di cui dispone l'Agenzia delle Entrate e sulle nuove norme introdotte da Governo, dal controllo dei conti correnti bancari e postali in vigore dal primo gennaio di quest'anno al sistema informatico dell'Agenzia, che consente di incrociare, i dati dichiarati e quelli relativi alle spese realmente sostenute, con gli stessi conti correnti bancari: è solo una inutile vessazione addossare l’onere della prova sulle spalle dei contribuenti, se l’amministrazione finanziaria già dispone tutte le informazioni.
    Numerose pronunce consolidate di Cassazione (l’ultima n. 23/554 del 2012 depositata il 20 dicembre scorso), che fornisce nuovi chiarimenti sui controlli fiscali del nuovo redditometro, hanno stabilito che in merito al redditometro, è «il Fisco a dover provare l'incoerenza del reddito in ordine alla presunzione semplice dell'accertamento sintetico, essendo lo stesso redditometro uno strumento di accertamento sintetico che permette al Fisco di formulare solo una presunzione semplice non una presunzione legale, e quindi non può scaricare l'onere della prova sulle spalle del contribuente, stabilendo la Corte che non è il contribuente a doversi difendere sulla base dell'accertamento da redditometro, come previsto dalla nuova legge, ma è il Fisco a dover provare l'incompatibilità del reddito dichiarato con spese effettuate e tenore di vita.
    Per tali ragioni, Adusbef ha dato mandato ai propri legali di impugnare in tutte le opportune sedi, dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio,un decreto ministeriale, affetto da rilevanti vizi di illegittimità, anche di ordine costituzionale, che invece di contribuire alla lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, sta ottenendo l’effetto di un ulteriore risentimento dei contribuenti onesti, spesso perseguitati, verso il Fisco ed un vero e proprio Stato di Polizia fiscale.
    Del resto, quando si chiudono tutte e due gli occhi rispetto ad una seria lotta all'evasione fiscale, in particolare relativa all'abuso di diritto praticato da grandi corporation, note imprese e primarie banche,come accaduto con l'operazione Brontos, che ha visto il rinvio a giudizio di alcuni banchieri compreso Alessandro Profumo, l'ex amministratore delegato di Unicredit, premiato a Presidente del Monte dei Paschi di Siena, per decine di miliardi di euro, vessando e tartassando i contribuenti onesti con un aumento della pressione fiscale per salvare le stesse banche che hanno prodotto la crisi, diventano più palesi i vizi di irragionevolezza, art. 3 della Costituzione, e l’ eccesso di potere,la violazione del principio di capacità contributiva, in relazione all'art. 53 della Costituzione, la violazione del diritto di difesa, contemplato dall'art. 24 della Costituzione, che dovranno essere immediatamente sanati con l'annullamento in autotutela del decreto ministeriale.” Elio Lannutti (Presidente Adusbef).


    #70386

    Anonimo

    http://www.byoblu.com/post/2013/01/17/The-untouchable.aspx#continue

    The untouchable

    I poteri di Napolitano sono superiori a quelli di Dio. Egli è padrone del cielo e della Terra. E soprattutto: immune perfino al giudizio universale. Lo spiega bene l'ultimo professore di filosofia del diritto rimasto (ancora per poco?) libero, l'ultimo degli immortali della Costituzione: Paolo Becchi. Prendete appunti.

    di Paolo Becchi
    Ordinario di Filosofia del Diritto all'Università di Genova

    La Corte Costituzionale ha depositato il testo della sentenza sul conflitto di attribuzioni sollevato da Napolitano nei confronti della Procura di Palermo. Si chiariscono, così, alcuni degli interrogativi che, nel corso di una “querelle” a distanza con Eugenio Scalfari, avevo ritenuto sarebbero verosimilmente emersi con l’avvenuto deposito delle motivazioni (P. Becchi, Non siamo tutti uguali davanti alla legge: le prerogative di Re Giorgio, 6 dicembre 2012).

    Iniziamo dalla definizione, data dalla Corte, dei poteri e delle prerogative del Presidente della Repubblica. La novità, qui, è rappresentata dal fatto che – per la prima volta a quanto mi consta – la Corte stabilisce una piena corrispondenza tra poteri formali ed «attività informali» del Capo dello Stato:
    Per svolgere efficacemente il proprio ruolo di garante dell’equilibrio costituzionale e di “magistratura di influenza”, il Presidente deve tessere costantemente una rete di raccordi allo scopo di armonizzare eventuali posizioni in conflitto ed asprezze polemiche […]. È indispensabile, in questo quadro, che il Presidente affianchi continuamente ai propri poteri formali, che si estrinsecano nell’emanazione di atti determinati e puntuali, espressamente previsti dalla Costituzione, un uso discreto di quello che è stato definito il “potere di persuasione”, essenzialmente composto di attività informali, […]. Le attività informali sono pertanto inestricabilmente connesse a quelle formali.

    Il ruolo del Capo dello Stato sarebbe, pertanto, caratterizzato dall’ «intreccio continuo tra poteri informali e poteri formali» (E. Cheli, Tendenze evolutive nel ruolo e nei poteri del Capo dello Stato, in La figura ed il ruolo del Presidente della Repubblica nel sistema costituzionale italiano, Milano, 1985, p. 96. Cfr. anche G. Lucatello, Atti formali e attività informali nello svolgimento del ruolo del Presidente della Repubblica, in Studi in onore di Feliciano Benvenuti, Modena, 1996, pp. 985-1010).

    Incontri, comunicazioni, telefonate, sono tutte attività informali che sarebbero inestricabilmente connesse, e non separabili, dai poteri formalmente attribuiti dalla Costituzione al Presidente della Repubblica. La Consulta, tuttavia, si spinge al di là di questa corrispondenza. Queste “attività informali” , infatti, sono «fatte di incontri, comunicazioni e raffronti dialettici» che «implicano necessariamente considerazioni e giudizi parziali e provvisori da parte del Presidente e dei suoi interlocutori». Il Presidente dev’essere, pertanto, sostanzialmente libero nei mezzi, e la sua attività deve essere valutata soltanto in base al fine, allo scopo raggiunto:
    Le attività di raccordo e di influenza possono e devono essere valutate e giudicate, positivamente o negativamente, in base ai loro risultati, non già in modo frammentario ed episodico, a seguito di estrapolazioni parziali ed indebite […]. Non occorrono molte parole per dimostrare che un’attività informale di stimolo, moderazione e persuasione – che costituisce il cuore del ruolo presidenziale nella forma di governo italiana – sarebbe destinata a sicuro fallimento, se si dovesse esercitare mediante dichiarazioni pubbliche. La discrezione, e quindi la riservatezza, delle comunicazioni del Presidente della Repubblica sono pertanto coessenziali al suo ruolo nell’ordinamento costituzionale.
    Per la Corte questo principio risponderebbe alle «esigenze intrinseche del sistema, che non sempre sono enunciate dalla Costituzione in norme esplicite, e che risultano peraltro del tutto evidenti, se si adotta un punto di vista sensibile alla tenuta dell’equilibrio tra i poteri». Occorre, pertanto, garantire il segreto su tutte le attività del Capo dello Stato, e ciò «non in rapporto ad una specifica funzione, ma per l’efficace esercizio di tutte».
    Ciò, tuttavia, non elimina la distinzione, consolidatasi nella giurisprudenza della stessa Consulta, fra «atti e dichiarazioni inerenti all’esercizio delle funzioni» e «atti e dichiarazioni che, per non essere esplicazione di tali funzioni restano addebitabili, ove forieri di responsabilità, alla persona fisica del titolare della carica». L’art. 90 Cost., pertanto, non potrebbe comunque garantire alcuna immunità al Capo dello Stato per reati commessi al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni, in relazione ai quali egli «è assoggettato alla medesima responsabilità penale che grava su tutti i cittadini».
    Le intercettazioni, allora, dovrebbero essere ammissibili, come mezzo di ricerca della prova, quantomeno con riferimento ai reati extrafunzionali. In tali ipotesi, infatti, il Presidente della Repubblica non è né più né meno che un privato cittadino. La Consulta, tuttavia, risponde negativamente:

    Ciò che invece non è ammissibile è l’utilizzazione di strumenti invasivi di ricerca della prova, quali sono le intercettazioni telefoniche, che finirebbero per coinvolgere, in modo inevitabile e indistinto, non solo le private conversazioni del Presidente, ma tutte le comunicazioni, comprese quelle necessarie per lo svolgimento delle sue essenziali funzioni istituzionali, per le quali, giova ripeterlo, si determina un intreccio continuo tra aspetti personali e funzionali, non preventivabile, e quindi non calcolabile ex ante da parte delle autorità che compiono le indagini. In tali frangenti, la ricerca della prova riguardo ad eventuali reati extrafunzionali deve avvenire con mezzi diversi (documenti, testimonianze ed altro), tali da non arrecare una lesione alla sfera di comunicazione costituzionalmente protetta del Presidente.

    Qualcosa non torna, evidentemente. La Corte proibisce, infatti, l’utilizzo di un mezzo di ricerca della prova spesso indispensabile indipendentemente dalla distinzione tra reati funzionali ed extrafunzionali. Cosa accade se il Presidente della Repubblica dovesse commettere uno di quei reati di cui, di fatto, è impossibile acquisire la prova in altro modo dalle intercettazioni? Si pensi proprio alle indagini sulla mafia, o a reati come la turbativa d’asta, l’estorsione, etc. Quante volte, negli ultimi anni, i magistrati hanno ripetuto che «quello delle intercettazioni è uno strumento indispensabile per scoprire chi commette reati, per garantire e assicurare alla giustizia i criminali ed evitare che ci sia impunità nel Paese» (Luca Palamara, Presidente dell’ANM)? Se un Presidente della Repubblica dovesse investire con la propria automobile un passante, è verosimile che saranno sufficienti le testimonianze per inchiodarlo. Ma se fosse coinvolto in un’associazione di stampo mafioso?

    La conclusione è evidente: nessuna parità di trattamento, nessuna eguaglianza, tra il Presidente della Repubblica ed i privati cittadini, e ciò proprio in quelle ipotesi in cui, come ribadisce la Corte, il Capo dello Stato si deve ritenere «assoggettato alla medesima responsabilità penale che grava su tutti i cittadini». Alla stessa responsabilità, sì. Allo stesso tipo di indagini, no. E che cosa resta della “responsabilità”, se non vi è modo di accertarla?


    #70387
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1358514434=Richard]
    Ti consiglio due schiaffoni a mano aperta tipo [size=18]cioccapiatti
    [/quote1358514434]

    😀


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #70388
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1358521597=pasgal]

    [/quote1358521597]
    come si fa a non dire le parolacce…. :nono:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #70389
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Pirogassificatore … Inceneritore mascherato
    Democrazia … Dittatura mascherata :yesss:

    Data: 18/01/2013

    21:40 RIFIUTI: IMPUGNATIVA LEGGE VDA; GRILLO, DEMOCRAZIA E' MORTA

    (ANSA) – AOSTA, 18 GEN – ''Vi ricordate il referendum in Val d'Aosta? Bene. Sappiate che la democrazia in Italia e' morta''. Cosi' Beppe Grillo commenta la decisione di oggi del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale della Valle d'Aosta, approvata lo scorso novembre con un referendum propositivo, che vieta la costruzione di impianti di trattamento a caldo dei rifiuti. Il leader del Movimento 5 stelle aveva partecipato alla campagna referendaria tenendo anche un comizio ad Aosta. (ANSA).
    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=156060

    Data: 18/01/2013

    17:00 RIFIUTI:GOVERNO,REFERENDUM VDA NON DOVEVA ESSERE AMMESSIBILE
    (V. 'RIFIUTI: CDM IMPUGNA LEGGE V.D'AOSTA…' DELLE 16.20)
    (ANSA) – AOSTA, 18 GEN – Secondo le motivazioni addotte dal governo per l'impugnativa della legge regionale della Valle d'Aosta che vieta la costruzione di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, approvata lo scorso novembre attraverso una consultazione popolare ''il referendum non doveva essere dichiarato ammissibile'' in quanto la Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare ha ''erroneamente ricondotto la proposta di legge regionale in esame alla materia della 'tutela della salute'''.

    Inoltre, ''la disposizione regionale – si legge ancora nel dossier all'esame del Consiglio dei ministri di oggi – contrasta con la normativa statale in materia di rifiuti''.

    In particolare, ''l'esame complessivo di alcune disposizioni del codice dell'ambiente induce ad escludere che siano compatibili con la Costituzione normative regionali volte a vietare del tutto la realizzazione e la utilizzazione di determinate tipologie di impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti''. ''E' evidente – viene ancora specificato – che se le Regioni potessero vietare la realizzazione degli impianti nel loro territorio, l'esercizio di tale attribuzione statale ne risulterebbe compromessa''.

    Infine, precisa il governo, ''la disposizione censurata sovverte il principio generale per cui, di regola, le aree si ritengono idonee alla realizzazione degli impianti, salvo che non siano definite non idonee sulla base dei criteri fissati dalla normativa statale''. (ANSA).
    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=156032

    … è uno schifo.


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70390
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1358612352=brig.zero]
    Pirogassificatore … Inceneritore mascherato
    Democrazia … Dittatura mascherata :yesss:

    Data: 18/01/2013

    21:40 RIFIUTI: IMPUGNATIVA LEGGE VDA; GRILLO, DEMOCRAZIA E' MORTA

    (ANSA) – AOSTA, 18 GEN – ''Vi ricordate il referendum in Val d'Aosta? Bene. Sappiate che la democrazia in Italia e' morta''. Cosi' Beppe Grillo commenta la decisione di oggi del Consiglio dei ministri di impugnare la legge regionale della Valle d'Aosta, approvata lo scorso novembre con un referendum propositivo, che vieta la costruzione di impianti di trattamento a caldo dei rifiuti. Il leader del Movimento 5 stelle aveva partecipato alla campagna referendaria tenendo anche un comizio ad Aosta. (ANSA).
    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=156060

    Data: 18/01/2013

    17:00 RIFIUTI:GOVERNO,REFERENDUM VDA NON DOVEVA ESSERE AMMESSIBILE
    (V. 'RIFIUTI: CDM IMPUGNA LEGGE V.D'AOSTA…' DELLE 16.20)
    (ANSA) – AOSTA, 18 GEN – Secondo le motivazioni addotte dal governo per l'impugnativa della legge regionale della Valle d'Aosta che vieta la costruzione di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, approvata lo scorso novembre attraverso una consultazione popolare ''il referendum non doveva essere dichiarato ammissibile'' in quanto la Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare ha ''erroneamente ricondotto la proposta di legge regionale in esame alla materia della 'tutela della salute'''.

    Inoltre, ''la disposizione regionale – si legge ancora nel dossier all'esame del Consiglio dei ministri di oggi – contrasta con la normativa statale in materia di rifiuti''.

    In particolare, ''l'esame complessivo di alcune disposizioni del codice dell'ambiente induce ad escludere che siano compatibili con la Costituzione normative regionali volte a vietare del tutto la realizzazione e la utilizzazione di determinate tipologie di impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti''. ''E' evidente – viene ancora specificato – che se le Regioni potessero vietare la realizzazione degli impianti nel loro territorio, l'esercizio di tale attribuzione statale ne risulterebbe compromessa''.

    Infine, precisa il governo, ''la disposizione censurata sovverte il principio generale per cui, di regola, le aree si ritengono idonee alla realizzazione degli impianti, salvo che non siano definite non idonee sulla base dei criteri fissati dalla normativa statale''. (ANSA).
    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=156032

    … è uno schifo.
    [/quote1358612352]

    [color=#0033ff]ho appena sottoscritto [/color]questa lettera … sottoscrivete :fri: [color=#0033cc]facciamoci sentire [/color]

    Lettera aperta al Capo dello Stato sul Consiglio dei Ministri del 18 gennaio

    Posted on 19 gennaio 2013 by mariobadino

    In relazione alla decisione del Consiglio dei Ministri del 18 gennaio 2013 di impugnare la legge regionale della Valle d’Aosta uscita dalle urne del referendum propositivo dello scorso 18 novembre, che vieta il trattamento a caldo dei rifiuti prodotti sul territorio regionale e impedisce la costruzione del previsto impianto di pirogassificazione, ho scritto una lettera aperta al Capo dello Stato.

    Chiunque volesse sottoscriverla, può farlo qui sotto, tramite commento
    http://mariobadino.noblogs.org/post/2013/01/19/lettera-aperta-al-capo-dello-stato-sul-consiglio-dei-ministri-del-18-gennaio/, :legg:
    o scrivendo all’indirizzo levostremissive[chiocciola]autistici.org. Pubblicherò le firme in calce alla lettera (vanno indicati nome e cognome). Consiglio di inviare una copia della lettera, firmata a proprio nome, anche al servizio di posta del Quirinale.

    [color=#0033ff]Gentile Presidente,

    come ricorderà, lo scorso 18 novembre la popolazione valdostana ha approvato, con referendum propositivo, una legge che vieta qualsiasi trattamento a caldo dei rifiuti sul territorio regionale. Nonostante l’energica campagna pro astensione dei partiti della locale maggioranza di governo, favorevoli alla costruzione di un pirogassificatore, il quorum è stato raggiunto e il 94,02% dei votanti si è espresso a favore della proposta di legge.

    Oggi, 18 gennaio, a due mesi esatti da quella straordinaria mobilitazione popolare, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge regionale uscita dalle urne che, secondo il Governo, si porrebbe in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione e con lo Statuto di Autonomia della Valle d’Aosta in quanto «il trattamento e la gestione dei rifiuti sono riconducibili alla materia, di potestà legislativa esclusiva statale, della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema».

    Eppure, sia la Commissione regionale che aveva giudicato l’ammissibilità del referendum, sia il Tribunale ordinario della Valle d’Aosta, che aveva respinto un ricorso contro il medesimo, avevano sostenuto che la proposta di legge non riguardava la tutela dell’ambiente, [u]bensì quella della salute umana[/u].

    Ci rivolgiamo a Lei, come custode dell’ordine democratico, nella speranza che un Suo intervento possa contribuire a garantire il rispetto della volontà espressa dai cittadini, pacificamente e nelle forme previste dalla legge.

    Nel ringraziarLa per l’attenzione, Le porgiamo distinti saluti.

    Mario Badino, Devis Venturini, Cittadini italiani.[/color]

    :salu:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70391
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Fatto!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #70392
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    basta parole … [color=#0033ff] bisogna AGire [/color]anche nel nostro piccolo :fri: con [color=#0033ff]A[/color]ssoluta [color=#0033ff]D[/color]etermin[color=#0033ff]A[/color]zIOne


    https://www.facebook.com/brig.zero

Stai vedendo 10 articoli - dal 3,061 a 3,070 (di 3,615 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.