l’ italia in rovina

Home Forum PIANETA TERRA l’ italia in rovina

Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni, 5 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 3,271 a 3,280 (di 3,615 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #70593

    Anonimo

    tra 1 anno, quando staremo peggio di oggi, allora si andrà alle elezioni con una legge elettorale had cod per fregare anche il M5S


    #70594
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #70595
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #70596

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/04/ministri_allo_sbaraglio1.html

    Ministri allo sbaraglio/1 – De Girolamo

    Capitan Findus Letta ha detto che i suoi ministri sono “competenze al servizio del Paese”. In alcuni casi queste sono nascoste, ma non vuol dire che non ci siano.
    Nunzia De Girolamo, laureata in giurisprudenza e avvocato, solo in apparenza non ha alcuna competenza in agricoltura. Lei stessa spiega: “Nasco in una famiglia di agricoltori. E poi sono del sud, vorrei fare del bene alla mia terra”. Competenze genetiche. Ha le idee chiare sul suo mandato: “Ancora devo studiare bene. Lo farò con umiltà e impegno. Per ora mi godo questa nomina.”. Ce la godiamo tutti signor ministro. Nel mentre con umiltà e impegno può iniziare e studiare qualcosa sulla sostenibilità alimentare e sugli OGM.


    #70597

    Xeno
    Partecipante

    .


    #70598

    Anonimo

    http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-se-letta-fallisce-ci-aspettano-i-manganelli-dell-eurogendfor-117388788.html

    Se Letta fallisce ci aspettiamo i manganelli dell’Eurogendfor

    Rieleggere Napolitano al Colle e puntare decisi a legittimare con una riforma costituzionale il presidenzialismo di fatto, svuotando di poteri e dignità il Parlamento in favore della Commissione Europea, della Bce e del Quirinale, serve a inasprire la crisi. Confermata la linea pseudo-neoliberista e fiscalista, gli uomini del Bilderberg, del Fmi e dell’Unione Europea sono i primi a congratularsi, annota Marco Della Luna. E Napolitano, col plauso di quasi tutti (inclusoBerlusconi) incarica di formare il governissimo “senza alternative” nientemeno che Enrico Letta, che «come economista e come politico è assolutamente improponibile per il ruolo di premier, dato ciò che ha fatto, ciò che è stato e ciò che è tuttora». Anche se, forse, «si capisce perché è stato scelto», e per fare cosa: completare l’economicidio italiano. Impossibile sperare in un miracolo. Più probabile che, invece, la protesta per il disastro economico venga sigillata da una inaudita repressione, affidata alla nuova super-polizia europea.

    Cresciuto alla scuola economica di Andreatta, primo grande privatizzatore del patrimonio pubblico italiano e «autore di quella riforma monetaria che gettò il nostro debito pubblico nelle grinfie della vorace speculazione internazionale, facendolo raddoppiare in rapporto al Pil nel giro di pochi anni», Enrico Letta è stato “allevato” anche da Romano Prodi, «autore con Draghi della deregulation bancaria del 1999, che ha consentito alle banche di giocare nella bisca dei mercati speculativi coi soldi dei risparmiatori». Di Prodi, il giovane Letta fu anche sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e attualmente è membro di organismi di area Rockefeller come l’Aspen Institute e la Trilateral Commission, nonché frequentatore del Bilderberg, «ossia dei fari illuminanti della finanziarizzazione e della globalizzazione dell’economia e del mondo intero», spacciata per “liberalizzazione”, quando invece non è altro che «la fiscalizzazione dei danni da frode».

    Già membro della commissione per l’introduzione dell’euro varata nel ’94, «coerentemente con questa linea di ingegneria finanziaria e sociale», nel ‘97 Enrico Letta ha persino scritto un libro intitolato “Euro sì. Morire per Maastricht”, edito da Laterza, in cui afferma che “vale la pena di morire” per l’euro e per Maastricht, e che non c’è paese che, come l’Italia, abbia tanto da guadagnare dall’adesione alla moneta unica, vero paradiso in terra per gli imprenditori nostrani. «Quindi Letta, come economista e come partecipe delle istituzioni di ambito monetario, o non capiva dove si stava andando – e allora è un pessimo economista – oppure voleva che le cose andassero così – e allora era ed è in palese conflitto di interessi con l’intera nazione», protesta Della Luna. In realtà, «non solo non aveva avvertito verso che cosa si andava con Maastricht, col blocco dei cambi, coi vincoli di bilancio e con la deregulation bancaria» ma, lungi dal lanciare l’allarme, «ha sempre spinto in quella direzione e ha professato un’obbedienza rigida, fino alla morte, verso quelle illuminate riforme», che pare abbia addirittura contribuito a pianificare.

    Siamo seri, aggiunge Della Luna: come si fa a non sapere che, se si blocca l’aggiustamento dei cambi tra alcuni paesi imponendo una moneta unica e li si priva degli strumenti monetari macroeconomici (regolazione del money supply, fissazione dei tassi), inevitabilmente si generano squilibri della bilancia dei pagamenti che crescono fino a determinare lo svuotamento di capitali, industrie e lavoratori qualificati a danno dei paesi meno competitivi? Così si avvantaggiano solo i più forti, e si aumenta irreversibilmente – anziché annullarlo – il divario tra gli uni e gli altri. «A meno che non si costituisca e si faccia funzionare un governo federale, con un bilancio federale che provveda alla redistribuzione dei surplus». E come fa, Letta, a “non sapere” che non può funzionare un sistema basato sulla Bce, che non può finanziare direttamente gli Stati ma solo proteggere il potere d’acquisto della sua moneta? «Non è credibile che l’enfant prodige Enrico non sapesse queste cose e neppure leggesse quegli economisti normalmente dotati e normalmente liberi che lo preannunciavano: perciò, quando scriveva “Morire per Maastricht”, non poteva non avere in mente questo esito infausto particolarmente per l’Italia».

    Quindi diffidenza radicale verso il premier incaricato: da “bocciare” «non solo come economista, ma anche come statista, come cristiano, come uomo di sinistra. Come uomo tout court». Ultimo frutto avvelenato del Parlamento dei “nominati”: «La partitocrazia poteva salvarsi solo garantendo gli interessi dei poteri forti internazionali sull’Italia», sostiene Della Luna: già nel 2006, Napolitano aveva apposto la sua firma accanto a quella del premier Prodi, sulla riforma dello Statuto della Banca d’Italia, «riforma reclamata da Draghi per legittimare la piena proprietà privata della stessa Banca d’Italia», che poi infatti «si è mossa o non mossa come abbiamo visto nel caso Mps». Siamo di fronte alla «avanzata privatizzazione di un potere pubblico sovrano, quello monetario». E arriviamo al fatidico novembre 2011. Sempre Napolitano, «su richiesta della Merkel e di altri», ha sostituito Berlusconi con Monti, sostenendo poi in modo vigoroso tutta la micidiale politica finanziaria ed economica dell’uomo della Goldman Sachs, «pur vedendo i disastri» inferti al paese dalla stretta “obbedienza” ai diktat della Germania.

    Poco dopo aver concesso la grazie all’agente Cia Joseph Romano, già condannato per il rapimento illegale sul suolo italiano del mullah Abu Omar, ferocemente torturato in Egitto nonostante fosse estraneo al terrorismo islamico, Napolitano proietta ora verso Palazzo Chigi un uomo come Letta, “allievo” di eurocrati protagonisti delle riforme più perniciose per il paese. Padrini occulti di Letta, i potentati supremi dell’élite mondiale: «Tutti organismi di segno neoliberista, legati alla grande finanza apolide e propugnatori dei progetti “illuminati” della migliore cultura massonica». Molti, aggiunge Della Luna, sentivano il bisogno di un presidente della Repubblica che facesse gli interessi del popolo rispetto a quelli del capitalismo privato, e dell’Italia rispetto a quella degli stranieri, ma «sono stati frustrati». E ora a Napolitano si chiede di farsi garante dei rottami della partitocrazia e, al tempo stesso, di assicurare «l’obbedienza dell’Italia alle potenze dominanti e a una politica economico-finanziaria suicida, che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani».

    E’ proprio a questa richiesta, sostiene Della Luna, che si deve il suo successo e la sua rielezione. La cattiva notizia è che tutto questo – al di là della volontà dello stesso Napolitano – deriva ineluttabilmente «dai vincoli gravanti sull’Italia nel contesto e nella gerarchia internazionale». Non è improbabile, aggiunge l’analista, che «Napolitano per primo deplori ciò che è costretto a fare», e che al tempo stesso «stia cercando di limitare le sofferenze degli italiani, nel corso di un processo che non ha avviato e che non può arrestare». La situazione intanto volge al peggio, l’economia italiana sta crollando e la nomenklatura mummificata dei partiti ha tempo «un anno e mezzo al massimo» per tentare di rilegittimarsi attraverso un rilancio dell’economia e dell’efficienza del sistema paese. Viceversa, potrebbe «allestire un apparato autocratico di repressione e di intimidazione poliziesche con cui domare l’inevitabile rabbia di popolo, chepotrebbe sfociare nella prima rivoluzione italiana», ovvero «la prima azione collettiva unificante e fondatrice di una unità nazionale italiana» vera e propria.

    Qualcuno pensa davvero che, fra altri sei mesi di peggioramento economico, si potrà governare gli italiani con le buone? «In Italia – ricorda Della Luna – la ragion di Stato è ricorsa alle stragi terroristiche per delegittimare il dissenso radicale su temi socio-economici in altri periodi critici». Premessa: «Vorrei poter pensare che un governissimo di scopo, o un governo di unità e salvezza nazionali, possa rilanciare l’Italia, forte della straordinaria ampiezza della sua maggioranza; e non posso escludere, onestamente, che sia questo il disegno anche di Napolitano, oltre che dei capi di Pd, Pdl e “Scelta Civica”». Ma si tratta, purtroppo, di una pia illusione, perché «la continuazione sulla linea del rigore suicida è stata confermata, il programma dei partiti in campo e quello dei “dieci saggi” è risibile in rapporto ai problemi economici, e del resto gli strumenti per una diversa politica finanziaria mancano, essendo stata ceduta la sovranità non solo monetaria, ma anche fiscale e finanziaria, ed essendo stato eretto a norma costituzionale il dogma monetarista».

    A questi partiti manca la necessaria competenza tecnico-economica: i loro uomini non provengono certo da una scuola virtuosa. Piuttosto, sono ferratissimi in materie come la spartizione delle poltrone, di cui un governissimo è l’habitat ideale. Abbondano, invece, gli strumenti operativi per il Piano-B, quello della repressione: messi a disposizione dal Mes, il Fondo salva-Stati, nonché dal Trattato di Lisbona. Si profila un ruolo inedito per l’Eurogendfor, il corpo di polizia militare polivalente. E’ una milizia europea anti-rivolte, approvata da tutto il Parlamento italiano il 9 marzo 2010 nel silenzio totale dei media. Di stanza in Italia, Eurogendfor è composta esclusivamente di corpi militari e non civili, è sottratta alla normale responsabilità e giurisdizione, e per ora può agire senza limitazioni, utilizzando anche armamenti sub-letali come i gas tossici e le armi elettromagnetiche e acustiche. «E’ sostanzialmente un corpo di polizia quasi-militare straniero che il Cimin, comitato dei ministri degli interni europei, farà invitare dai governi sul cui territorio vi siano tensioni sociali, specialmente dovute a proteste popolari contro le misure economiche e fiscali imposte a tutela della grande finanza, come già avvenuto in Grecia». Non è un esercito comune e paritario dei popoli europei, creato per difendersi da possibili attacchi esterni: «E’ l’esercito dei banchieri e dei paesi creditori, creato per tener sottomessi i popoli debitori, farli pagare e prendergli i risparmi e i redditi», dice Della Luna.

    «Immaginatevi reparti di polizia militarizzata formati di tedeschi mandati contro una sommossa popolare di italiani disperati e rovinati dalle politiche finanziarie fatte in obbedienza a Berlino e nel suo interesse». Militari tedeschi, che già «vedono gli italiani come gente con poca voglia di lavorare», gente che «minaccia il loro benessere e la loro egemonia». Soldati tedeschi che sanno benissimo che, «per ciò che faranno, non saranno soggetti a giudici italiani», consapevoli che il governo italiano dipende da quello di Berlino per poter continuare a sostenere il suo debito pubblico. «Quanti scrupoli avranno, a tirare il grilletto?». Quelli che hanno firmato l’adesione-sottomissione dell’Italia all’Eurogendfor, continua Della Luna, sono gli stessi che poi vanno solennemente a commemorare le vittime di Marzabotto, di Sant’Anna di Stazzema e delle Fosse Ardeatine. Da “Morire per Maastricht” a “Uccidere per Maastricht”? «L’Italia neorepubblichina fa leggi per legittimare chi la dovrà occupare». Conclude amaramente Della Luna: «I miei lettori sanno che io raccomando l’emigrazione e sono convinto che gli italiani siano incapaci di una ribellione politica – e proprio per questo i politici italiani possono permettersi di fare ciò che fanno. Con i francesi, gli inglesi o gli americani, non si azzarderebbero».

    Fonte: libreidee.org


    #70599

    Anonimo

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11777

    Profilo di Enrico Letta, alias Monti junior

    “Io ce la metterò tutta perché gli italiani non ce la fanno più dei giochetti della politica.”
    Enrico Letta

    Al di là del volto pulito, dei 47 anni ben portati e dei modi più o meno galanti di Enrico Letta, è bene conoscere alcune cose sul suo passato recente e remoto, per capire che cosa ci riserva il futuro.

    Posizioni politiche ed economiche:

    – Appoggio incondizionato a Napolitano-Monti, suoi compagni nella loggia segreta (“mega-P2 globale”) Gruppo Bilderberg e nella loggia semi-segreta e super-esclusiva creata da Rockefeller: la Commissione Trilaterale;

    – Euro sì. Morire per Maastricht, titolo e sottotitolo del suo libro edito da Laterza ( http://www.ibs.it/code/9788842052487/letta-enrico/euro-si-morire.html); Letta dunque è un eurocrate di lunga data, peraltro poco lungimirante, non avendo avvertito i pericoli dell’area euro; curiosamente, il “giovane” eurocrate Letta ha “trascorso parte dell'infanzia a Strasburgo http://it.wikipedia.org/wiki/Strasburgo dove frequenta la scuola dell'obbligo http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_dell%27obbligo” (dalla sua pagina di Wikipedia);

    – Pro austerity di Monti. Letta dice, il 9 ottobre 2012: “Noi abbiamo voluto per primi Monti, caricandoci anche responsabilità non nostre. Noi rivendichiamo la giustezza di quella scelta. La condivisione profonda di quanto è stato compiuto e la necessità di una continuità programmatica nel prossimo governo è sancita, peraltro, dalle conclusioni della Carta d’intenti, ribadite e votate dall’Assemblea di sabato all’unanimità” (http://www.liberoquotidiano.it/news/1094581/Nel-Pd-volano-stracci–Fassina-Monti-%C3%A8-da-rottamare–Letta-%C3%A8-in-contrasto-col-partito.html );

    – Chi critica l’austerity di Monti è cattivo. Per Letta, Fassina con le sue critiche a Monti, compagno di merende di Letta nel Bilderberg e nella Trilaterale, “ha passato il segno” ( http://www.liberoquotidiano.it/news/1094581/Nel-Pd-volano-stracci–Fassina-Monti-%C3%A8-da-rottamare–Letta-%C3%A8-in-contrasto-col-partito.html ); poco importa se oggi Letta si dichiara contrario all’austerity: ha già ampiamente dimostrato di essere ondivago e poco lungimirante.

    – La nomina di Mario Monti è stata “un miracolo” (v. sotto, sezione “Amicizie e parentele”, voce Monti);

    – Goldman Sachs è coraggiosa. “Goldman Sachs” “sembra avere più coraggio e lucidità di analisi” rispetto a “tanti rappresentanti dei poteri economici italiani che paiono timorosi nei confronti di una prospettiva di centrosinistra” ( http://www.asca.it/news-Pd__E_Letta__da_Goldman_Sachs_conferma_di_vocazione_europeista-1199195-POL.html ); NB: Mario Monti e lo zio Gianni Letta sono consiglieri per conto della Goldman Sachs. Goldman Sachs, la più grande banca d’affari statunitense (e del mondo), già nel 2007 è stata al centro di una inchiesta della Procura di Pescara per una frode al fisco per almeno 202 milioni di euro ( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/banche-daffari-e-di-truffe/1629089; http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=5770& , http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=5770& ). Goldman Sachs è ritenuta corresponsabile della crisi greca ed è stata additata come responsabile del crollo della lira agli inizi degli anni ’90, “dapprima annunciandone la sopravvalutazione ed indicando nel livello di 1000 lire al marco il tasso di cambio che essa riteneva realistico, poi buttandosi a vendere lire per contribuire a ottenere quel risultato.” ( http://www.movisol.org/draghi4.htm)

    – Privatizzazioni selvagge. Privatizzare tutto. Pro bono della Goldman Sachs. Letta annuncia: “È arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali” ( http://vocialvento.com/2011/07/12/i-repubblichini/ ); anche in questo senso le privatizzazioni di Letta saranno in continuità con i metodi del suo maestro Andreatta e del suo idolo Monti (consigliere per la Goldman), a favore di Goldman Sachs, in combutta con lo zio Gianni e quindi in pieno conflitto di interessi ( http://affaritaliani.libero.it/economia/privatizzazioni-il-tesoro-sceglie-goldman-sachs-e-soc-generale-valutazione-quote.html ); in caso di uscita dell’Italia dall’euro, con la conseguente svalutazione, e tramite il suo funzionario Letta, Goldman Sachs potrà acquisire i gioielli nazionali a prezzo molto ribassato. Il sogno di privatizzare l’Enel e altri gioielli nazionali, in parte realizzato, era già di Andreatta ( http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1993/03/13/Altro/PRIVATIZZAZIONI-ANDREATTA-2_184900.php).

    – Affidare a Goldman Sachs la valutazione delle partecipazioni statali ad aziende per vedersi ridurre poi drasticamente i bond italiani che aveva in portafoglio. Questo infatti è accaduto con il governo Monti: lui ha affidato a GS le valutazioni su “Fintecna, Sace e Simest in vista della cessione alla Cdp” e GS ha ridotto del 92% i bond italiani che aveva in portafoglio,” portandoli da 2 miliardi di euro a una misera quota di 155,2 milioni di euro. In pratica, le collusioni di Monti con Goldman Sachs sono controproducenti da ogni punto di vista e anche in prospettiva futura, perché invia un fortissimo segnale di sfiducia agli investitori. Lo stesso, si deve presumere, avverrà con il prossimo governo Napolitano-Letta ( http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-08-09/doccia-fredda-goldman-sachs-160710.shtml?uuid=Abtzo0LG ). Del resto appare chiaro a cosa potrebbero essere mirate quelle riduzioni di portafoglio: a una svalutazione di tutto il patrimonio industriale nazionale, che poi verrà acquistato a prezzi di favore dalla stessa Goldman Sachs.

    – Smembrare l’ENI. “Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni”: smembrare l’ENI e quindi privatizzarla togliendoci il controllo sulle autentiche fonti di approvvigionamento del gas, utili alla NATO nell’ambito di una strategia di indebolimento della Gazprom e quindi della Federazione Russa, che collaborano strettamente con ENI ( http://vocialvento.com/2011/07/12/i-repubblichini/ ); anche questa operazione sarà probabilmente un bel regalo a Goldman Sachs; lo smembramento e la privatizzazione dell’ENI seguirà il precedente dello smembramento e privatizzazione dell’IRI operata tramite l’intervento di Andreatta, il mentore di Letta. Tramite l’accordo con l’eurocrate Van Miert siglato nel 1993, Andreatta diede il via allo smantellamento dell'IRI, che dai tempi di Mattei era un complesso di aziende statali (regno per lo più di monopoli naturali) fra i più grandi al mondo, che ci era invidiato all'estero “perché era in grado di fare tutto, e moltiplicava ogni lira investita per sei-sette volte” ( http://www.movisol.org/draghi4.htm ).

    – Una delle poche iniziative promosse Letta diverse dal duetto austerity/privatizzazioni – ma patrocinata dai soliti Monti e da Goldman Sachs, evidentemente per i profitti che potrà trarne avendoli in gestione – è quella degli “euro project bond quale possibile pilastro della strategia di rilancio della crescita”, sostiene Letta. Però questa soluzione è controversa e di difficile applicazione. Contro gli Eurobond si è espresso anche Mario Draghi, secondo il quale non risolverebbero i problemi strutturali di fondo dei singoli paesi, oltre a introdurre problemi di natura giuridica dovuti alla necessità di modificare i trattati ( http://www.libertiamo.it/2010/12/17/eurobond-il-dado-e-tratto/ ).

    Principali appartenenze e affiliazioni:

    – Loggia segreta (“mega-P2 globale”) Gruppo Bilderberg, cui ha partecipato nel 2012; fra i pochissimi personaggi italiani che vi appartengono: Mario Monti, membro del suo consiglio direttivo;

    – Loggia semi-segreta e super-esclusiva Commissione Trilaterale, creata da Rockefeller; fra i pochissimi politici italiani che vi appartengono, oltre a Vittorio Grilli, i due compagni di Letta, Giorgio Napolitano e Mario Monti;

    – Loggia esclusiva “a porte chiuse” Aspen Institute, come recita il loro sito, «Il “metodo Aspen” privilegia il confronto ed il dibattito “a porte chiuse”.» Membri del suo comitato esecutivo italiano, guarda caso, sono, oltre a Enrico e Gianni Letta, Monti, Amato e vari altri; Napolitano non ha mancato di partecipare alle loro iniziative;

    – Goldman Sachs, la più grande banca d’affari del mondo (http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/9/22/26536-la-goldman-sachs-vota-per-il-pd/; vedi anche sotto, voce zio Gianni Letta);

    – Dal 1990 collabora con “l’Arel, Agenzia per le Ricerche e le Legislazioni fondata da Nino Andreatta, il più ultraliberista tra i ministri e gli economisti democristiani,” (… http://www.contropiano.org/news-politica/item/16124). Dal 1993 è segretario generale dell’Arel. Andreatta nel 1993 dichiarava quella delle privatizzazioni un’“emergenza nazionale” ( http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/03/Andreatta_privatizzare_emergenza_nazionale_co_0_9303039062.shtml ); conosciamo bene le dichiarazioni di Letta a favore delle privatizzazioni: è probabile dunque che anche con Letta le privatizzazioni diverranno emergenza nazionale, a vantaggio (solo provvisorio) del bilancio e di Goldman Sachs.

    – Fondatore del think tank bipartisan Vedrò, che vede fra i numerosi partecipanti l’amico di Monti Corrado Passera, Gianluca Comin, dell’Enel, ed Enrica Minozzi, dell’Eni, due aziende che Letta vuole smembrare e privatizzare ( http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/24/perche-hanno-scelto-il-giovane-enrico/ ).

    – PD. “Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell’Italia” ( http://vocialvento.com/2011/07/12/i-repubblichini/ ).

    Amicizie privilegiate e parentele:

    – Napolitano, membro, come Letta, della Trilateral Commission e dell’Aspen Institute, e amico degli amici. In fondo è lui che ha appena nominato Presidente del Consiglio il suo compagno di logge Letta. – Mario Monti, il Barone. Monti ha dunque come suo successore il suo compagno di logge ed estimatore Letta. Degno di nota è il cosiddetto “pizzino” di Letta a Monti – suo compagno di associazioni segrete ed esclusive quali il Bilderberg e la Trilateral Commission, e con interessi comuni in Goldman Sachs – un biglietto scambiato in Parlamento, la cui foto, assolutamente autentica, è stata pubblicata dal “Corriere della Sera” il 18 novembre 2011: «Mario, [si notino la confidenzialità e l’informalità, N.d.R.] quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!» ( http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2011/11/18/pop_monti-foglio.shtml ); In altre parole: Mario Monti ha ricevuto l’incarico il 16 novembre 2011; subito dopo l’incarico Letta, che lo chiama “Mario” (in amicizia) gli dà il suo appoggio, “sia ufficialmente”, sia “riservatamente” (parola sottolineata da Letta; leggasi: in segreto); poi grida al miracolo per l’incarico al suo amichetto Monti della Trilaterale/Bilderberg/Aspen. Curiosità: nella parte finale della lettera, Letta scrive di aver “tenuto” – contatti? – con Stefano Grassi]. Il riferimento non è facilmente decifrabile ma potrebbe essere a Stefano Grassi, consigliere di Mario Monti, che ha frequentato la stessa università di Letta, conseguendo anch’egli un dottorato di ricerca in diritto presso la Scuola Superiore S. Anna di Pisa e che condivide con Letta attività nell’ambito di istituzioni della Comunità Europea. Mesi fa era scoppiato un mini-scandalo perché Monti avrebbe chiesto il distaccamento di Grassi, in qualità di consigliere per le politiche comunitarie e per le riforme economiche pagato dalla Comunità Europea (con i nostri soldi), per farlo lavorare al suo fianco nella Lista Monti.

    – Beniamino Andreatta (1928-2007), il Guru delle Svendite. Economista democristiano ultraliberista, che già favorì la carriera universitaria del suo portaborse Prodi, è stato un vero mentore per Letta. Fra i suoi principali insegnamenti, la ricetta dello spezzatino. Lo spezzatino di colossi industriali nazionali, come l’IRI, che ora Letta vuole applicare a Finmeccanica, ENI eccetera. Andreatta «nel 1992 annunciò che per rientrare dal debito pubblico occorreva “ridurre il reddito delle famiglie italiane di almeno 5milioni di lire”». Andreatta, secondo alcune fonti, sarebbe stato presente sul panfilo Britannia il 2 giugno 1992 nella presunta trattativa segreta fra oligarchi angloamericani (dicesi anche: l’ubiquitaria Goldman Sachs) e membri della classe dirigente italiana per la privatizzazione e la svendita del patrimonio industriale italiano ( http://www.movisol.org/draghi4.htm ). Esistono fonti che suggeriscono che Andreatta avesse come obiettivo la svendita integrale di tutte le quote statali di tutti i patrimoni pubblici. Andreatta, in qualità di neo-ministro degli esteri, accolse subito entusiasticamente la proposta britannica di mandare gli eserciti in Bosnia ( http://www.movisol.org/draghi4.htm ).

    – Gianni Letta, lo Zio. Che il caso Letta sia un possibile caso di nepotismo (secondo varie possibili forme di favoritismo) è sotto gli occhi di tutti, ma in queste circostanze è il minore dei mali. Più problematiche sono le affiliazioni dello zio. Dal 18 giugno http://it.wikipedia.org/wiki/18_giugno 2007 http://it.wikipedia.org/wiki/2007 Gianni Letta è “membro dell'advisory board di Goldman Sachs International http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs con compiti di consulenza strategica per le opportunità di sviluppo degli affari, con focus particolare sull'Italia” ( http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Letta ). Si noti che un ruolo analogo è stato (è?) rivestito anche da Monti, il compagno di merende di Enrico Letta – che con lui frequenta il Bilderberg e la Trilaterale.

    – Pierluigi Bersani, l’amico che non vende più. Bersani, compagno di partito, e coautore di libri con Enrico Letta, nel 1992-1993, ha avuto un ruolo nelle vendite delle industrie di Stato e si è attirato critiche per certi versi simili a quelle che colpivano Andreatta, in merito all’abulia circa le svendite di gioielli industriali italiani. Nerio Nesi, su “Liberazione”, accusò l’allora ministro Bersani accomunandolo ai “bravi funzionari del Tesoro”, di cultura monetarista, capaci solo di “vendere e svendere”: “È possibile che il responsabile dell'Industria non abbia alcunché da dire sul futuro del secondo gruppo manifatturiero italiano? Faccia sentire la sua voce” ( http://archiviostorico.corriere.it/1997/aprile/28/Caso_Fabiani_Andreatta_contro_Iri_co_0_9704287286.shtml ). Tuttavia, Bersani il 14 febbraio 2013, pur essendosi dichiarato possibilista su una futura vendita di Finmeccanica, ha anche negato recisamente questa possibilità nel breve periodo, definendola “pazzesca” e quindi assumendo una posizione diametralmente opposta a quella di Letta. Evidentemente questo è uno dei motivi che l’hanno reso persona non grata ai poteri superforti, e quindi a Napolitano che non gli ha concesso incarichi ( http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE91D00920130214 ).

    – In sintesi, come lo ha definito L. Pistelli, Enrico Letta è “l’Amato del 2000” perché “è dentro tutti i giochi” (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/24/perche-hanno-scelto-il-giovane-enrico/ ).

    Conclusioni

    Il problema non è tanto che Letta sarebbe il responsabile di un governo di larghe intese.
    Per quanto molti lo ritengano scandaloso, un governo di larghe intese sarebbe pur sempre una situazione migliore di quella reale, perché un inciucio alla luce del sole sarà pur sempre inciucio, ma è meglio di un inciucio segreto; in altri tempi lo si sarebbe chiamato compromesso storico – non che si possano fare paragoni con quello degli anni Settanta, che peraltro vedeva protagonista una classe dirigente di caratura infinitamente superiore a questa. Questa classe che, probabilmente non sapendo quello che ha fatto, con la rielezione di Napolitano ha compiuto il peccato originale dei prossimi sette anni.
    Davvero sono stati così ingenui da credere che votando Napolitano avrebbero avuto in cambio qualcosa? Proprio quel Napolitano che “lavorava da tempo” alla sua rielezione, come afferma il deputato del PD Sandro Gozi ( http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/prodiani-allo-scoperto-contro-re-giorgio-lavorava-da-tempo-a-rielezione-54793.htm ).
    Ben difficilmente i membri del PD e del PDL otterranno qualcosa, né per sé né per il Paese. Infatti:

    – un vero governo di larghe intese probabilmente non ci sarà, eccettuate le intese su questioni secondarie e sul salvataggio di qualche gruppetto di politici da guai giudiziari. Saranno grandi intese di facciata. Le vere intese, quelle sulle questioni fondamentali, saranno prerogativa dei soli compagni di merende di Letta Junior: Letta Senior, Monti, Napolitano, la direzione della Goldman Sachs e della Trilateral Commission e gli altri poteri superforti dietro a questo gruppo.

    – Letta è il rappresentante di un Governo Monti 2, per l’austerity, per le privatizzazioni, per lo smembramento e la svendita dei gioielli nazionali, come nel ’92-’94.

    – Letta, fino a prova contraria, è Monti Junior, e potrà presto trasformarsi in Andreatta Junior. Questo è espresso per l’ennesima volta a chiare lettere dallo stesso Letta:
    “È chiaro – a chi è dotato di buon senso e responsabilità – che qualunque primo ministro si candidi a succedere a Monti dovrà farlo in continuità con Monti stesso.” (9 ottobre 2012, sito di Enrico Letta). Tutto ciò rende assolutamente non credibili i tranquillizzanti proclami dell’ultima ora di Letta contro l’austerità, diffusi anche dal “Financial Times”.
    Dunque, Letta, fino a prova contraria, deve essere considerato un nemico del patrimonio pubblico italiano. In altri termini, un nemico della Repubblica.

    Andrea Aliprandi
    Fonte: http://www.comedonchisciotte.org


    #70600

    Anonimo

    http://www.cadoinpiedi.it/2013/05/06/disoccupazione_il_2014_andra_peggio.html#anchor

    DISOCCUPAZIONE, IL 2014 ANDRA' PEGGIO
    di Redazione Cadoinpiedi.it – 6 maggio 2013
    L'Istat prevede un incremento degli inoccupati per il prossimo anno

    Nel 2013 il mercato del lavoro continuerebbe a manifestare ''segnali di debolezza'' con un ''rilevante'' incremento del tasso di disoccupazione all'11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012). E' quanto prevede l'Istat, aggiungendo che nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerebbe a crescere fino a raggiungere il 12,3%.

    La spesa delle famiglie è prevista in contrazione dell'1,6% nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014.

    Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo italiano pari all'1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero dell'attività economica, trainato prevalentemente dalla domanda interna, determinerebbe una moderata crescita dello 0,7%.

    Per quanto riguarda il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche verso i creditori privati, può avere moderati effetti espansivi nel 2014. Lo afferma l'Istat nelle Prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014, aggiungendo che “in particolare, l'immissione di liquidità nel sistema economico, potrebbe sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro condizioni economiche”.


    #70601

    Anonimo

    http://www.huffingtonpost.it/?ref=HRBH-1

    RIENTRANO I SENIOR

    Il risiko delle commissioni parlamentari: Finocchiaro agli Affari Costituzionali, Ferranti alla Giustizia… Ecco i nomi

    Il risiko delle commissioni parlamentari è quasi completo ma con bocconi indigesti da mandare giù per il Pd. Il Partito Democratico infatti deve accettare l’elezione di tre falchi berlusconiani alla presidenza di importanti commissioni permanenti: l’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma alla commissione Giustizia del Senato; Fabrizio Cicchitto alla commissione Esteri della Camera; Paolo Sisto, avvocato pugliese amico di Raffaele Fitto, alla commissione Affari Costituzionali di Montecitorio. E’ tris vincente per Silvio Berlusconi, che non è riuscito a piazzare Paolo Romani alla Trasporti e infrastrutture del Senato (con delega alla comunicazione): lì ci andrà l’ex An Altero Matteoli, pur sempre pidiellino. Per ‘controbilanciare’ Nitto Palma, alla Camera la commissione Giustizia sarà presieduta da Donatella Ferranti, ex magistrato, deputata del Pd, attivissima sulla materia durante il governo Berlusconi. E sempre a guida Pd sarà la prima commissione del Senato, la Affari Costituzionali, che verrà affidata alla presidenza di Anna Finocchiaro e diventerà centro nevralgico per le riforme istituzionali (visto che la nascita della convenzione extraparlamentare si fa sempre più incerta).

    Alla commissione Lavoro della Camera ci andrà il Democratico, Cesare Damiano, ex ministro. Il suo omologo al Senato sarà l’altro ex ministro del Pdl, Maurizio Sacconi. La presidenza della commissione Esteri del Senato andrà a Pier Ferdinando Casini. Il Democratico Giuseppe Fioroni sembra avviato verso la presidenza della commissione Difesa di Montecitorio, mentre Francesco Boccia, fedelissimo del premier Enrico Letta, presiederà la commissione Bilancio della Camera (la moglie, Nunzia De Girolamo del Pdl, è ministro dell’Agricoltura, come fa notare una velenosissima ‘Velina Rossa’, foglio distribuito in Parlamento da un anziano giornalista legato al Pd, Pasquale Laurito). Al Senato la Bilancio dovrebbe essere guidata dal senatore del Pdl Antonio Azzollini, il chiacchierato ex sindaco di Molfetta (città pugliese con più di 60mila abitanti) che ha mantenuto il doppio incarico di primo cittadino e senatore fino a ottobre del 2012, quando si è dimesso.

    Al Piddino Ermete Realacci dovrebbe andare la presidenza della commissione Ambiente della Camera, mentre Rosi Bindi sembrerebbe proiettata verso la commissione antimafia.


    #70602

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/viaggi/viaggio_italia_sta_cambiando_intervista_daniel_tarozzi.html

    Viaggio nell'Italia che sta cambiando, intervista a Daniel Tarozzi
    Celata dai mass media e non rappresentata dai partiti della politica tradizionale: esiste un'altra Italia, quella che porta avanti progetti e politiche rivoluzionarie e concrete. È l'Italia che ha conosciuto Daniel Tarozzi nel corso del suo viaggio in camper alla scoperta dell'Italia che cambia.

    di Olivier Turquet – 6 Maggio 2013

    Un giro per scoprire l'Italia che cambia. Abbiamo intervistato Daniel Tarozzi che ha cominciato il suo giro in camper il 9 settembre ed ha terminato il 16 aprile scorso. L’ultimo post del suo blog comincia così.

    “A tutti quelli che si stanno deprimendo per la vergognosa classe politica che ci governa e per il ritornare di loschi figuri, a tutti quelli che crollano dallo sconforto accendendo la televisione e osservando le solite facce sempre più decadenti, un invito: uscite di casa. Esiste un'altra Italia. Loro non vogliono raccontarcela, ma c’è. Quello che viene rappresentato dai media è un tentativo disperato di tenere in vita un mondo che non c’è più”.

    Daniel, parlaci di quest’altra Italia…

    Non è semplice parlarne. Ci vorrebbero ore. Ci vorrebbero centinaia di pagine, ore di video, migliaia di fotografie, mesi di incontri. E ancora non sarebbe abbastanza. Non so nemmeno se sia corretto chiamarla 'l’altra Italia'. Forse è semplicemente l’Italia vera. Mentre quella raccontata dai media, fatta di decadenza, disperazione, mancanza di visione, autocommiserazione è la vera 'altra Italia'. Io sono stato in giro sette mesi, ma avrei potuto stare in camper sette anni e ancora non avrei scalfito la quantità e la qualità delle esperienze che sono sorte e stanno sorgendo sui nostri territori.

    “Ovunque io sia stato ho ritrovato questa esigenza: costruire una rete che valorizzi al meglio le esperienze e che faccia sentire meno solo chi si è messo in movimento”
    Ho visto veramente di tutto: persone in grado di rendere possibile l’impossibile, progetti di occupazione e integrazione in terre di mafia, progetti di agricoltura ed economia sostenibile fiorenti e visionari, relazioni, comunità che si muovono, solidarietà, accoglienza. Ho visto bambini cresciuti in modo eccezionale, in grado di essere saggi come un anziano, leggeri come un infante e liberi come un’animale selvatico. Ho visto modelli di alimentazione, cura, istruzione, completamente ignorati dai mass media. Ho anche visto una burocrazia che strozza e limita ogni spunto creativo, una presenza mafiosa soffocante e diffusa, uno Stato cieco che continua a violentare il territorio e un senso di solitudine che spesso contraddistingue chi si muove per il cambiamento. Credo, però, che questi siano gli ultimi colpi di coda di un mondo che sta per essere spazzato via.

    La dimensione del viaggio è straordinaria. Descrivici un po’ il punto di vista del viaggiare

    Viaggiare, come molto meglio di me hanno spiegato molti scrittori del passato, è uno stato dell’anima. Viaggia il camper sulle strade d’Italia, viaggia il mio cuore, il pensiero, la passione. Viaggiano i compagni che condividono con te un certo percorso. Viaggia l’Italia tra un secolo ed un altro, un paradigma culturale obsoleto e uno che va ora formandosi.

    La dimensione del viaggio è stata straordinaria per me. La vita in camper non mi è pesata per niente e questo è stato possibile soprattutto grazie alla straordinaria accoglienza che ho ricevuto da nord a sud, sempre e comunque. Vivere in camper non ha significato vivere in uno spazio ridotto, bensì avere il mondo come salotto, le case italiane come cucina, la mia coscienza come camera da letto. Soprattutto ha significato essere coinquilino di centinaia di persone, annusare le loro vite, sentire i loro racconti, in alcuni casi lavorare con loro, camminare sui loro campi, respirare le loro lotte.

    “Io sono stato in giro sette mesi, ma avrei potuto stare in camper sette anni e ancora non avrei scalfito la quantità e la qualità delle esperienze che sono sorte e stanno sorgendo sui nostri territori”
    A volte mi capita di parlare con gli amici, di discutere temi 'più in là' della vita quotidiana. Immagino ti sia capitato nel viaggio. Mi capita anche di notare una certa 'distanza' tra quei temi e la vita di tutti i giorni. Tu che ne pensi?

    Non sono d’accordo. Credo che un certo approccio intellettuale o filosofico al cambiamento, all’altro mondo possibile, agli ideali che ci animano, abbia caratterizzato (negativamente) il 1900. Oggi, finalmente, il pensiero e l’azione vanno insieme. Chi affronta 'questi temi' in modo autentico, non può separarli dalla vita quotidiana per un motivo molto semplice: questi temi sono la sua vita quotidiana.

    Tutta questa Italia nuova e proiettata al futuro avrebbe forse bisogno di lavorare di più insieme? E, se sì, come, secondo te?

    Ovunque io sia stato ho ritrovato questa esigenza: costruire una rete che valorizzi al meglio le esperienze e che faccia sentire meno solo chi si è messo in movimento. Spesso in passato ci si è provato senza troppo successo. Credo però che i tempi siano maturi e personalmente mi adopererò per questo nei prossimi anni.

    “Viaggia il camper sulle strade d’Italia, viaggia il mio cuore, il pensiero, la passione. Viaggiano i compagni che condividono con te un certo percorso”
    È un'Italia che non ha rappresentanza politica o ce l’ha solo parzialmente. Ritieni invece che dovrebbe averla? È rappresentata dal Movimento 5 Stelle? Come si risolve il problema?

    Questa Italia, secondo me, ha un’ottima rappresentanza politica nelle tante amministrazioni comunali che, ancora una volta lontane dai riflettori dei mass media, portano avanti politiche rivoluzionarie e concrete; ha una rappresentanza politica nei movimenti per l’acqua, per i beni comuni, per la difesa del territorio e così via.

    Di sicuro non è rappresentata dai politici tradizionali. Il Movimento a 5 Stelle, secondo me, incarna molti dei temi cari alle persone che ho incontrato, ma le sensibilità sono diversissime e non possiamo certo dire che questo o quel movimento rappresenti esclusivamente un modo così vasto e complesso. Di sicuro, i partiti tradizionali (nessuno escluso) non solo non rappresentano questi mondi, ma nella gran parte dei casi non ne conoscono nemmeno l’esistenza. La responsabilità più grande io credo che risieda nei mass media, televisivi e cartacei, che – nella gran parte dei casi – per i motivi più disparati, hanno rinunciato al loro fondamentale ruolo.

    Quali sono le prossime mosse?

    Ora mi ritiro per un po’ a scrivere, ma una parte di me già scalpita. Nuovi progetti bollono in pentola e soprattutto, come detto, lavorerò per trasformare il racconto di questa Italia in un progetto permanente che non lasci solo chi lavora e agisce per una realtà degna di essere vissuta. Nel frattempo, potrete trovare mie notizie sul mio blog http://www.italiachecambia.org.


Stai vedendo 10 articoli - dal 3,271 a 3,280 (di 3,615 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.