l’ italia in rovina

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Questo argomento contiene 3,614 risposte, ha 101 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 4 anni, 4 mesi fa.

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  • #68162

    marì
    Bloccato


    [color=#ff0000]PROPOSTE DEI LETTORI[/color]

    Tutti in strada a sfottere le ronde

    Alla fine le ronde tanto desiderate dal ministro Maroni sono arrivate. Da questa notte in Italia “vigileranno” sulla nostra sicurezza gruppi di cittadini che si sono autonominati tutori dell'ordine pubblico: senza nessun addestramento, nessuna tutela. Ronde e forconi, come nel Medioevo. Mentre la polizia ha sempre meno mezzi e può quindi fare sempre meno per svolgere il suo ruolo costituzionale: quello di tutelare la convivenza civile e sociale nel rispetto della legge, con professionalità e rispetto per i cittadini.
    Sono arrivate le ronde, e già qualche volta hanno fatto a botte con le “contro ronde” di parte politica opposta. Per carità, ci manca solo questo. Alle ronde di questi seriosi idioti, che giocano a fare i militari, bisogna rispondere con creatività e ironia. Specie adesso che è estate. Io propongo che in tutte le città, dal nord al sud, si scenda in strada a prenderli in giro.

    Tipo: gli si regali delle pistole giocattolo, che vadano a giocare a casa; gli si canti dietro qualcosa di buffo e di ironico, sorridendo beffardi; ci si accosti a loro vestiti da centurioni romani o da arlecchini; le belle ragazze indossino minigonne e mostrino loro le gambe in modo provocatorio; gli si faccia fotografie con i cellulari chiedendo di dire “cheese”… le modalità sono infinite. Ma prendiamoli in giro, questi buffoni!

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/tutti-in-strada-a-sfottere-le-ronde/2106470&ref=hpstr2

    SU Su su lasciate tutti in coro un suggerimento/commento su L'Espresso hahaha hahaha hahaha forza non fate i timidoni :hehe:


    #68163

    marì
    Bloccato

    [quote1249830283=Marì]
    2009-08-09 13:11

    BERLUSCONI, GIUSTO AGGANCIARE SALARI A TERRITORIO

    ROMA – E' giusto “agganciare” i salari al costo della vita sul territorio: Silvio Berlusconi, intervistato da 'Il Mattino', dice sì alle gabbie salariali, tema caro alla Lega e rilanciato ieri sera proprio da Umberto Bossi a Pontida. Il premier, nel suo colloquio con il quotidiano napoletano nel quale anticipa i contenuti piano decennale di rilancio del Sud, afferma: “Quanto alle gabbie salariali tutti condividono l'esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia”.

    Il presidente del Consiglio Berlusconi annuncia i contenuti principali del piano per il Mezzogiorno, premettendo che “il Sud è sempre stato tra le priorità del nostro governo”, come dimostra l'impegno sulla questione rifiuti a Napoli. Il premier chiarisce che sarà lui a guidare la Agenzia per il Sud: “Dobbiamo concepire l'intervento straordinario come un grande[u] “New Deal rooseveltiano”[/u], come un [u]”piano Marshall”[/u] per il Sud. Negli Stati Uniti gli squilibri territoriali furono rimossi nel periodo del new deal attraverso un'agenzia di livello federale, non dei singoli Stati: la Tennessee Valley Authority fu messa in piedi dal governo di Washington e non dal governatore del Tennessee. Anche nel nostro caso il ruolo di guida non può essere che del premier”.

    In ogni caso non sarà una riedizione della vecchia “Cassa”: “No. Pensiamo ad un Istituto molto diverso anche se vorrei ricordare che la prima Cassa per il Mezzogiorno (quella di Gabriele Pescatore, grande giurista e uomo dedito al bene della Nazione che la guidò dal 1955 al 1976) ottenne risultati straordinari: fu cancellata la malaria, furono risanati 500mila ettari di palude, si realizzarono o resero più moderni circa 30mila km di strade, a 12 milioni di persone fu portata l'acqua potabile. Fu un ventennio straordinario cui seguì, purtroppo, un periodo di degenerazione”. Berlusconi lancia un'accusa alla classe dirigente del meridione e sottolinea l'importanza del federalismo fiscale. “Tra il 1998 (anno di avvio della 'nuova programmazione') e il 2004 è stata conferita al sud una massa di risorse pari a 120 miliardi di euro di spesa pubblica in conto capitale, di cui poco più di 55 miliardi di euro di spesa straordinaria. A fronte di tante risorse, le distanze fra il Centro-Nord e il Sud del paese sono rimaste inalterate; anzi l'economia meridionale é diventata, in questi anni, meno competitiva. evidente la responsabilità delle classi dirigenti meridionali e del cattivo funzionamento del Titolo V della Costituzione. solo con il federalismo fiscale che avremo una effettiva assunzione di responsabilità da parte delle classi dirigenti delle regioni meridionali”. “Alla nuova Banca del Mezzogiorno, che vorremmo operativa sin dalla ripresa dopo la pausa estiva, sta lavorando – sostiene il premier – il ministro Tremonti, che ha già reso note alcune coordinate dell'iniziativa”. Il governo, come ha detto Tremonti, è convinto del fatto che “le banche che operano nel territorio ma non sono del territorio non bastano” perché “solo un ceto bancario radicato nel territorio ed espressione della classe imprenditoriale locale è in grado di effettuare una politica selettiva del credito” tale da rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno. Il progetto si fonderà sulla rete creditizia delle banche di Credito cooperativo, che nelle regioni del Sud sono presenti con oltre 600 sportelli che nel 2008 hanno raccolto 14,6 miliardi e ne hanno impiegati 10″. Quanto alla vicenda dei fondi Fas, Berlusconi respinge le accuse: “I fondi non mancano, mancano i progetti in cui impiegare questi fondi. Il governo ha preferito utilizzare per servizi e attività a beneficio di tutto il Paese fondi che sarebbero rimasti ancora a lungo inutilizzati invece di introdurre nuove tasse ed alzare la pressione fiscale. Quanto al rapporto con le Regioni, siamo sempre aperti al dialogo. C'é piuttosto un atteggiamento preconcetto delle Regioni guidate dalla sinistra nei confronti del governo: è accaduto con il Piano Casa, sta accadendo con la riforma della Pubblica Amministrazione e con il piano per il Sud”. Berlusconi aggiunge: “Conosco imprenditori straordinari che hanno realizzato cose eccellenti al Sud e sono pronti a investire ancora per creare nuovi posti di lavoro. Quello che ci chiedono è un efficiente sistema di infrastrutture, un contrasto efficace alla criminalità organizzata (e non l'antimafia delle chiacchiere e della retorica) e una fiscalità di vantaggio che attiri nuovi investimenti. Sono tre obiettivi che abbiamo fatto nostri”. I settori su cui punterà il piano? “Infrastrutture, turismo, innovazione. Tutti settori che possono creare un gran numero di posti di lavoro anche per diplomati e laureati”, risponde il premier.
    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1624072975.html

    Attenzio', battaglio'…è 'sciut' pazz' o padrone!

    hahaha hahaha hahaha

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]5cA6yNzHpKA[/link]

    :hehe:
    [/quote1249830283]

    Sud: Pdci, Berlusconi Come Bossi, Antimeridionalismo Collante Governo

    [color=#ff0000]da 18 minuti[/color]

    Roma, 9 ago. (Adnkronos) – “Gabbie Salariali? Ormai e' chiaro: Berlusconi, come Bossi, vuole ridurre alla fame i lavoratori e le famiglie meridionali. Le gabbie salariali sono solo un ulteriore espediente per impoverire il Mezzogiorno e spaccare l'Italia in due. E' sempre piu' evidente che l'antimeridionalismo e' il collante politico di questo governo”. E' quanto afferma Pino Sgobio, responsabile Mezzogiorno del Pdci.
    http://it.notizie.yahoo.com/7/20090809/tpl-sud-pdci-berlusconi-come-bossi-antim-e9595f1.html


    #68164

    marì
    Bloccato

    La guerra di Ignazio

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]HyzlpHHWA2Q[/link]

    Ignazio La Russa da piccolo giocava con i soldatini. Gli è rimasta la passione, è rimasto bambino. Ora che è diventato ministro della Difesa si sente sminuito. Un ministro che deve difendersi è un insulto per uno come lui. Ignazio vuol fare il ministro della Guerra. Il conflitto abissino, la guerra di Spagna e le legnate del secondo conflitto mondiale, tutti di marca fascista, sono indimenticabili. Ignazio ha dichiarato http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-08-10_110408130.html
    che: “E' fondamentale che il nostro ordinamento giuridico sia adeguato e adattato alle missioni internazionali”. Deve decidere il Parlamento. Vuole un nuovo codice militare ''che somigli piu' ad un codice militare di guerra che di pace”. L'articolo 11 della Costituzione http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html però afferma: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Nessun problema per Ignazio, una legge incostituzionale in più o in meno non fa differenza. Tanto c'è sempre chi firma.

    http://www.beppegrillo.it/

    ~grrr


    #68166

    marì
    Bloccato

    E “Vanity Fair” mette online tutte le donne di Berlusconi. L'edizione Usa della rivista
    riproduce con intento ironico la lettera di scuse a Veronica del 2007
    “Scandali, divorzio e processi
    è un premier da barzelletta”

    di LUCIANO NIGRO



    ROMA
    – “Impantanato negli scandali sessuali, diretto verso un brutto divorzio, inseguito dagli investigatori, il primo ministro Silvio Berlusconi è a national joke, una barzelletta”. Un ritratto implacabile quello che l'edizione americana di Vanity Fair dedica al capo del governo. In un lungo articolo Michael Wolff racconta le avventure che “minacciano la carriera di uno degli uomini più ricchi e dei politici di maggior successo in Europa”. E sul sito on line una dissacrante foto gallery (“Tutte le donne del primo ministro”) in cui scorrono le immagini di Veronica, Noemi, Mara… con brani della lettera di Berlusconi alla moglie del febbraio 2007: “Cara Veronica, eccoti le mie scuse… “.

    A dir poco imbarazzante il profilo di Wolff. Titolo “Tutte le donne (o donnacce) portano a Roma”. “Negli anni Cinquanta – ricorda lo scrittore – era un crooner, un cantante da crociera”. Oggi “non è solo un miliardario immensamente potente, ma controlla il partito dominante, il più importante network televisivo e il governo. Ciò che più lo caratterizza, però, è la sua personalità da crooner. È un instancabile, e dozzinale, seduttore. Un Sinatra da grande magazzino. Un tipo. Uno stereotipo italiano”. E' “uno spaccone, cosa che è parte del suo fascino”. Quando uscirono le foto “di un baccanale nella sua casa in Sardegna, disse con una istrionica strizzatina d'occhi che la rossa e la bionda con cui andava a braccetto stavano solo ammirando le statue e le fontane”.

    Il fatto è, secondo Wolff, che la cultura popolare in Italia è la Tv. E Berlusconi “il lascivo produttore con uno dei più attivi divanetti di casting aveva un segreto: portare in tv ragazze dai grandi seni”. Le veline, ecco l'arma vincente: fanno moda, sposano i calciatori e “lo rendono ricco e famoso”. E quando “nel '93 Berlusconi fonda un partito e diventa presidente del consiglio le veline lo seguono”. Sembrava il futuro dell'Italia, scrive Wolff. “Il paese cambiava, ma non Berlusconi, entrato in politica per difendere il suo business televisivo extra legale” che “protegge i suoi interessi” con l'immunità delle cariche istituzionali, premier compreso, e con la legge sulle intercettazioni telefoniche.

    “Anche la moglie cambiava. Cresceva i figli e leggeva libri. Lei a Milano e lui a Roma, occupato in una vita politica e sessuale da capogiro (ci sono pure un trapianto di capelli, un lift e una liposuzione)”. Fino alla festa da Noemi, conosciuta su un book fotografico, alla cui festa Berlusconi arriva “mentre escono liste di probabili candidate europee, inclusa un'intera fila di veline”.

    La moglie lo definisce “un uomo che va con le minorenni e vuole il divorzio”. E altre donne raccontano “di essere state pagate per intrattenere il premier, senza che la tv italiana sfiori neppure l'argomento”. Perché agli italiani piace Silvio? si chiede Wolff. Che nota “la sua facile vittoria elettorale si poteva ascoltare la sua voce registrata dire a una donna “aspettami nel letto grande””. E in luglio al G8, “in assenza della moglie, l'accompagnatrice ufficiale era il ministro Mara Carfagna, già topless showgirl e velina che aveva scatenato l'ira della moglie di Berlusconi quando lui disse che avrebbe voluto fuggire su un'isola deserta con lei”.
    (11 agosto 2009)

    ***

    Le intercettazioni della modella Francesca Lana, agli atti del provvedimento
    di arresto di Verdoscia e Iacovelli, i due amici di Tarantini che gli procuravano la droga

    La soubrette e i party in Sardegna
    “La cocaina la portano da Bari”

    di GABRIELLA DE MATTEIS e GIULIANO FOSCHINI

    BARI – “Quelli di Bari”, li chiamavano lo scorso anno in Costa Smeralda. “Quelli stanno riempiendo di coca mezza Sardegna”. Così parlava lo scorso anno “a cornetta aperta con un interlocutore non identificato” Francesca Lana, una delle soubrette vicine al gruppo di Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese accusato dalla procura di Bari di aver portato prostitute al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. La Lana era intercettata dalla Guardia di Finanza e ora quella conversazione è agli atti del fascicolo che, venerdì mattina, ha portato in carcere Massimiliano Verdoscia, il socio di Gianpaolo Tarantini e Stefano Iacovelli. È il luglio del 2008, la prima estate che Gianpaolo Tarantini, per sua stessa ammissione davanti alle fiamme gialle, trascorre in Sardegna. Un'estate di feste e coca, “tanta che anche noi eravamo coscienti che si esagerasse – racconterà Alessandro Mannarini, collaboratore di Tarantini e anche lui indagato per coca – ci si riprometteva di smettere, ma le promesse venivano puntualmente disattese”.

    Una delle ospiti fisse di quell'estate a casa Tarantini era Francesca Lana, una “soubrette” – come la definiscono gli investigatori – nota alle cronache mondane soprattutto per essere l'amica del cuore di Manuela Arcuri. Bene, è una notte di luglio quando la Lana – “in stato confusionale” scrivono gli stessi finanzieri – non misura le parole e si lascia andare ad un'affermazione che, nell'indagine, diventa importante o comunque meritevole di essere citata. “Quelli di Bari danno la droga a tutti, lo sa anche Briatore (ndr, che non è né indagato né coinvolto nell'inchiesta, a nessun titolo)” dice, in sintesi, l'attrice così come riportato nel verbale agli atti dell'indagine.

    A questa ricostruzione segue una nuova conversazione, anch'essa intercettata, tra la Lana e Mannarini, nella quale si parla di alcune dosi di cocaina che l'uomo avrebbe dovuto portare. Il tenore delle feste sarde nella villa di Tarantini sono definite dal gip “inquietanti” per il giro di droga: l'imprenditore barese – che portò Patrizia D'Addario e altre signore a Palazzo Grazioli dal presidente – usava offrire coca ai suoi ospiti come fosse un bicchiere di vino.

    Tarantini ha però fatto al pm Giuseppe Scelsi, nell'interrogatorio del 28 luglio scorso, il nome di Massimiliano Verdoscia come colui che avrebbe portato la droga. Ed è stato sempre Tarantini a tirare in ballo Stefano Iacovelli. Dichiarazioni che la difesa di Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli contestano.

    Questa mattina, davanti al gip Sergio Di Paola, è in programma l'interrogatorio di garanzia dei due indagati. Il legale di Iacovelli, l'avvocato Rosario Greco non vuole fare alcun commento sull'indagine. Ieri però è stato in carcere dove ha incontrato il suo assistito che era sereno e certo, spiega il legale, “di poter dimostrare la sua assoluta estraneità ai fatti che gli vengono contestati”.
    (11 agosto 2009)

    http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]Vv4Z3fwCSos[/link]

    :hehe:


    #68167
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Che paese che siamo, siamo noi i colpevoli, la massa.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #68165

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1249994007=pasgal]
    Che paese che siamo, siamo noi i colpevoli, la massa.

    [/quote1249994007]

    Dici pas?


    #68168
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Credo spider, credo..


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #68169

    marì
    Bloccato

    Ehhhhhhhhh … di peggio non si poteva 😕


    #68170

    marì
    Bloccato


    Berlusconi Fininvest – Riciclaggio Mafia 1/4

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]5R0B3eZodQQ[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]D4oZlPblfAQ[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]fdsRrr3nJ4w[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]UA9cotSLyzo[/link]


    quando non erano cu*o e camicia

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]Rs6HKS92NBA[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]EJh09b1q4bc[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]N1FPnGzuXZU[/link]

    http://www.beppegrillo.it/

    Ho cercato un po in giro chi e' Fausto Cattaneo …

    http://www.bottegheoscure.it/rassegna/notdett.asp?quale=115

    http://www.swissinfo.ch/ita/archive.html?siteSect=883&sid=616101&ty=st

    http://www.ti.ch/can/argomenti/comstampa/archivio/2001/2001-03-15-DI-02.html

    http://web.ticino.com/mountain/Azzoni_Sergio/Index.htm

    http://www.nntp.it/politica-polo/1842719-fausto-cattaneo.html

    e qui mi fermo … il resto lo lascio a voi.

    #sich


    #68171

    marì
    Bloccato

    Zaia: Rai Tre ideologica, la smetta. Audience più alta se si dedica alle culture regionali
    Pd e Pdl: boutade estiva. Bocchino sferzante: un'autentica fesseria. Il no degli attori

    La Lega apre un nuovo fronte
    “Fiction in dialetto sulla Rai”

    di MAURO FAVALE

    ROMA – Il palinsesto Rai visto dalla Lega Nord: “”Capri” in napoletano, “Il commissario Montalbano” in siciliano, “Gente di mare” in calabrese, “Nebbie e delitti” in emiliano, “Cuori rubati” in piemontese, “Un caso di coscienza” in friulano”. E' un trionfo di dialetti, quello che Luca Zaia, ministro delle politiche agricole, senza alcuna voglia di scherzare, auspica per la tv pubblica. Il tormentone estivo della Lega, riproposto in salsa televisiva. Intervistato da Klaus Davi, Zaia attacca la Rai che “non fa nulla per promuovere la cultura locale”. E se la prende, anche lui, con RaiTre “un canale fortemente ideologizzato che si dedica al dibattito autoreferenziale della sinistra” invece di “dare spazio alle culture regionali”, grazie alle quali, “gli ascolti schizzerebbero a livelli molto significativi”.

    Sulla Rai Zaia vedrebbe con piacere “presentare un programma in dialetto”. E fa l'esempio di “quei programmi dove si presentano proprio la territorialità e i prodotti tipici, i piatti spiegati con l'idioma locale avrebbero altro gusto rispetto all'italianizzazione dei nomi di quei prodotti”. Per arrivare, infine, a “estendere la cultura dialettale anche ai programmi di prima serata”.

    La bufera di reazioni è assicurata. A partire da quelle che arrivano dalla stessa maggioranza. Italo Bocchino è presidente vicario dei deputati del Pdl. Definisce “un'autentica fesseria la proposta di Zaia, da classificare come una boutade estiva, senza alcuna possibilità di applicazione”. La linea, dunque, è quella delle parole in libertà. Nel Pdl, la segue anche Anna Maria Bernini, secondo la quale “la Lega, di questi tempi si diletta a misurarsi con il paradosso estivo”.

    L'opposizione prende sul serio le parole del ministro con Giorgio Merlo del Pd: “La tv pubblica non è secessionista. Zaia confonde ferragosto con carnevale”.

    Zaia non si tiene le critiche e risponde a tutti. A Merlo suggerisce di ripassare la storia di RaiTre, “ceduta al Pci in un contesto lottizzatorio e spartitorio e mai più restituita alla sua vocazione originaria: il racconto dei territorio, delle loro culture e delle loro società”. E liquida così Bocchino: “Mi duole che si sia distratto mentre leggeva le mie considerazioni: se fosse come dice lui il mondo si sarebbe perso De Filippo, Belli e Porta”. L'idea di Zaia, però, è bocciata anche dagli addetti ai lavori. “E' una sciocchezza – dice l'attore siciliano Lando Buzzanca – ormai dalla Lega mi aspetto di tutto”. “Quella di Zaia mi sembra una provocazione – afferma la romana Nancy Brilli – francamente mi pare poco interessante”.

    Ma il florilegio di Zaia non è finito, perché, nella sua “ristrutturazione” della Rai, il ministro prevede che la tv pubblica “promuova i valori della famiglia e non veicoli la cultura gay o le unioni gay. La Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”. Insorgono le associazioni gay. Franco Grillini, direttore di Gaynews: “Zaia vorrebbe una tv da Minculpop”. E Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay: “Il ministro ignora che in Italia vivono e pagano il canone milioni di persone omosessuali. Praticamente è fermo all'età del latifondo”.
    (12 agosto 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/lega-fiction/lega-fiction/lega-fiction.html

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]JCNO_ZAHfR8[/link]

    hahaha non sanno piu' cosa inventarsi …


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