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    Articoli
  • #68262
    marì
    Bloccato


    [color=#0000ff]Questa e' GROSSA … troppo grossa! … ora fa pure la vittima hahaha [/color]


    Berlusconi: “Sono il più perseguitato della Storia
    I giudici vogliono sovvertire il voto degli elettori”

    l'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/conf-berlusconi/conf-berlusconi.html


    NYT: “Mercoledì un bel giorno
    per la democrazia italiana”

    di ANGELO AQUARO e ENRICO FRANCESCHINI

    l'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/giustizia-13/giustizia-13.html


    #68263
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    dovessi vivere con sti gorilla sempre accanto….morirei


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #68264
    marì
    Bloccato

    [quote1255117776=Marì]

    [color=#0000ff]Questa e' GROSSA … troppo grossa! … ora fa pure la vittima hahaha [/color]


    Berlusconi: “Sono il più perseguitato della Storia
    I giudici vogliono sovvertire il voto degli elettori”

    l'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/conf-berlusconi/conf-berlusconi.html


    NYT: “Mercoledì un bel giorno
    per la democrazia italiana”

    di ANGELO AQUARO e ENRICO FRANCESCHINI

    l'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/giustizia-13/giustizia-13.html

    [/quote1255117776]

    Lapsus di Berlusconi: ''Speso 200 mln per i giudici''
    Il premier in conferenza stampa torna a parlare dei suoi guai con la giustizia. Nella foga, scambia gli avvocati con i magistrati
    (9 ottobre 2009)

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]cLxe58CoJ-E[/link]

    :hehe:


    #68265
    Spiderman
    Partecipante

    [youtube=425,344]t7QsxTeYEKo

    Questi “coppesus”!!


    #68266
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Dimmi come parli
    e ti dirò chi sei
    :hehe:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #68267
    Sephiroth
    Partecipante

    Il falso problema del Lodo Alfano

    Paolo Franceschetti

    In questi giorni i giornali sono stati presi dalla polemica sul Lodo Alfano e sullo scudo fiscale.
    Voglio spiegare in queste righe perché questi sono falsi problemi, che servono, tanto per cambiare, per sviare la cittadinanza dai veri problemi e prendere in giro tutti, mirando a ben altro.

    Lodo alfano. Non c’è dubbio che la legge sia incostituzionale. Ma il vero scopo della legge NON è salvare il premier dai processi, e rendere intoccabili i potenti di turno.

    Proviamo a ragionare e a fare queste riflessioni.

    Prima domanda. Pensiamo veramente che Berlusconi possa essere o non essere processato solo perché esiste il Lodo Alfano? In altre parole: per processare Berlusconi è necessaria una legge così?
    Risposta: No. Questa legge è del tutto inutile. Berlusconi ha subito una marea di processi, alcuni si sono risolti con la prescrizione, altri sono stati insabbiati e mai cominciati… inoltre la maggior parte dei reati commessi da Berlusconi non ha bisogno di una legge ad hoc perché vadano impuniti, perché c’è il nostro assurdo (e incostituzionale) regime della prescrizione che provvederebbe a fare il suo lavoro, facendo finire tutto a tarallucci e vino.
    Un’altra caratteristica del nostro assurdo sistema giuridico e politico, poi, è quello di non reagire minimamente a fatti gravissimi; ad esempio nonostante dell’Utri sia stato condannato ad otto anni per associazione mafiosa, fatto eccezionale in Italia, nulla è cambiato nella considerazione che il senatore ha agli occhi degli Italiani, e nel 2008 è stato addirittura rieletto; siede quindi in parlamento e legifera, magari, anche in tema di mafia o di poteri della magistratura.

    Ora, pensare che Berlusconi si senta più protetto solo perchè esiste una legge che dice che non può essere processato, è una cosa completamente fuori dalla realtà.

    Seconda domanda. Ammesso e non concesso che esista da qualche parte qualche giudice serio che voglia processare Berlusconi, pensiamo davvero che il modo corretto di fermarlo sia per mezzo di una legge come il Lodo Alfano?
    Risposta. No. Cerchiamo di essere realisti. Oggi i magistrati che vogliono indagare muoiono per infarto, per incidente, oppure vengono trasferiti. Basta vedere quello che è successo a De Magistris e alla Forleo.
    Per fermare un magistrato è sufficiente che questo subisca minacce e intimidazioni; ad esempio gli si fa morire i genitori in un incidente stradale come è capitato alla Forleo; dopodiché il malcapitato verrà chiamato da Santoro e Travaglio in trasmissione a dire che i poteri occulti ce l’hanno con lui e voilà… un bel trasferimento da parte del CSM non glielo toglierà nessuno, perché si sa, i bravi magistrati devono lavorare in silenzio e quelli sono cattivi magistrati.

    Terza domanda. Berlusconi è una persona intelligente. Tante cose gli mancano per essere un buon politico, ma certo non la caratteristica di non sapere come blandire le masse. Pensiamo forse che non sappia che la polemica sul Lodo Alfano serve a far calare ancora la sua popolarità? Per diventare ancora più popolare basterebbe che dica “non ho paura di essere processato, non ho nulla da nascondere”.
    Berlusconi sa, molto probabilmente, che una dichiarazione di questo tipo farebbe salire la stima che gli italiani hanno di lui senza correre alcun rischio reale di subire processi.
    Eventualmente, se poi qualcuno si decidesse a processarlo, si potrebbe sempre fare un ritocchino alla legge; è successo molte volte, ad esempio con il reato di attentato agli organi costituzionali (approvato in fretta e furia insieme ad altre norme, nelle more del processo ad alcuni alti gradi dell’esercito coinvolti nella vicenda Ustica), oppure con la cosiddetta “salva-Previti”, ecc…

    Quarta domanda. Giuristi e giornalisti spesso conoscono la legge. Sanno che ci sono molte leggi, molto più gravi, che nuocciono alla nostra democrazia. La norma in materia di prescrizione, quella in materia di falso in bilancio, quella che ha di fatto depenalizzato il reato di attentato alla Costituzione, la legge sulle intercettazioni, per non parlare dell’indegna legge elettorale, quella che non consente agli elettori di scegliere i suoi rappresentanti. E allora la domanda è: come mai tutti li, a parlare del Lodo Alfano, ben sapendo che in una vera democrazia una legge come quella sul Lodo Alfano non conta nulla, rispetto allo scempio che hanno fatto della Costituzione in questi anni destra e sinistra?
    Il Lodo Alfano è un moscerino, rispetto alla balena rappresentata dal Trattato di Lisbona e all’elefante rappresentato dalla legge elettorale, dalla legge sulla prescrizione ecc…

    Allora forse la polemica sul Lodo Alfano nasconde altro. Vediamo cosa.

    La polemica sul Lodo Alfano nasconde in realtà un dialogo tra quella parte della massoneria che vuole affossare Berlusconi, e che da tempo gli ha mandato diversi segnali negativi, anche a mezzo della moglie. In pratica si tratta di un segnale dei poteri forti su una prossima caduta di Berlusconi.
    E il premier, e coloro che lo difendono, quando dichiarano le loro posizioni, stanno solo dialogando con la controparte.

    La leggi, spesso, non sono fatte per una reale volontà di cambiare la legge, né sono fatte per dare all’Italia un diritto più equo. Le leggi nascondono in realtà dei segnali alla controparte, dei veri e propri messaggi in codice.
    La modifica del reato di attentato agli organi costituzionali, di cui abbiamo parlato in questo blog, ad esempio, non serviva certamente per evitare che un magistrato potesse indagare su eventuali complotti ai danni dello Stato; i complotti ci sono stati per decenni, in barba alla legge che prevedeva l’ergastolo, e tutti coloro che sono arrivati alla verità sono saltati in aria, Falcone e Borsellino, Occorsio, Alessandrini…

    Non occorreva una legge per difendere coloro che in segreto tramano per destabilizzare il paese.

    La polemica sul lodo Alfano, quindi, serve da una parte a far credere ai più ingenui che ci sia ancora un residuo di democrazia in Italia.
    Ma in realtà è un messaggio forte e chiaro a Berlusconi e significa: il tuo tempo sta per finire, e cadrai per uno scandalo giudiziario.

    Ai politici e ai giuristi, del Lodo Alfano, non interessa nulla. Loro sanno benissimo in che stato è la nostra democrazia.

    http://www.mentereale.com/News/il-falso-problema-del-lodo-alfano.html


    #68268
    sephir
    Partecipante

    mi pare che non ci sarebbe nulla di strano se fosse così, anzi in effetti si spiega un pò meglio il perchè di tanto rumore se poi i processi sospesi andranno sicuramente in prescrizione… questa visione inquieta perchè ricorda la verità storica… niente di istituzionale (se non per sparute/sparate presenze coraggiose) è esente dai poteri sottili sotterranei…. sette segrete ed altro guidano da sempre la politica… ma non è nessun complotto, anzi è la normalità del potere che semplicemente si cela.

    Ciao sephiroth.


    #68269
    marì
    Bloccato

    Il presidente del Consiglio a Benevento: “Io eletto dal popolo, basta insulti”
    Attacco alla stampa estera: “Accuse ridicole, non solo a me, ma anche alla democrazia”

    Benevento, Berlusconi contro i giudici
    “E' pronta la separazione delle carriere”

    “Il Pd non è democratico, il loro vero leader è l'editore dell'Espresso”

    BENEVENTO – Silvio Berlusconi torna ad accendere la miccia dello scontro politico e insiste: “Non si può insultare un premier eletto dal popolo”. Attacco anche alla stampa estera, che criticando il suo operato “sputtana il paese”. Ma l'affondo è sui giudici: “Pronta separazione delle carriere e riforma delle intercettazioni”.

    continua
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/discroso-benevento/discroso-benevento.html

    [link=hyperlink url][/link]

    http://tg24.sky.it/tg24/politica/2009/10/11/berlusconi_con_accuse_a_me_la_stampa_danneggia_italia.html

    … ma se a lui sta cosi a cuore l'Italia, perche' non si dimette? … [u]la vera vergogna E' lui (ed i Suoi scagnozzi) [/u]a capo di questo Paese.


    #68270
    marì
    Bloccato

    L'EDITORIALE

    Il caimano si prepara
    per l'ultima spallata

    di EUGENIO SCALFARI

    A ME sembra che Silvio Berlusconi sia sottovalutato dai suoi avversari e mal compreso nella logica con la quale persegue i suoi obiettivi. Vengono messi in risalto i suoi errori, le sue gaffe il suo parlarsi addosso e li si attribuiscono ad un prevalere della sua pancia (per dire dei suoi istinti) su una debole razionalità.
    Ebbene non è così. Lo conosco da trent'anni e nei primi dieci ho avuto con lui una frequentazione intensa e alquanto agitata.

    Non era ancora un uomo politico ma alla politica era già intimamente legato; sia la fase dell'immobiliarista sia quella successiva dell'impresario televisivo erano intrecciate e condizionate dai suoi rapporti politici. Imparò presto a muoversi come un pesce nell'acqua. Poi l'esperienza politica diretta ha perfezionato un innato talento. Perciò – lo ripeto – non è affatto uno sprovveduto in preda ad istinti irragionevoli, salvo quelli sessisti. In quel campo gli istinti lo dominano e l'hanno spinto a commettere errori inauditi; ma in tutto il resto no.

    Conosce il suo carattere e lo usa. Conosce la sua tendenza alla megalomania e all'egolatria e la usa. Usa perfino le sue gaffe. L'insieme di queste movenze costituiscono una miscela formidabile di populismo, demagogismo, culto della personalità. In altri Paesi un decimo se non addirittura un centesimo di ciò che dice e che fa avrebbero provocato la sua messa fuori gioco. In altri Paesi il suo mostruoso conflitto di interessi avrebbe impedito il suo ingresso nell'agone politico; non esiste infatti in nessun Paese del mondo un capo di governo proprietario di metà del sistema mediatico e contemporaneamente possessore dell'altra metà.

    Ma in Italia questo è possibile. Attenti però: non è un incidente di percorso. La vocazione degli italiani ad innamorarsi di personaggi come Berlusconi fa parte della storia patria. Per fortuna non è la sola vocazione; convive con caratteristiche differenti e anche opposte. Ma quell'innamoramento verso il demagogo è una costante che spesso è diventata dominante e alla fine ha precipitato il Paese nel peggio. Non è ancora avvenuto, ma siamo già abbastanza avanti nella strada che può portarci ad una catastrofe.
    * * *
    Da questo punto di vista le due sentenze emesse nei giorni scorsi rispettivamente dal Tribunale di Milano sul lodo Mondadori e dalla Corte costituzionale sulla legge Alfano hanno prodotto un'accelerazione che Berlusconi considera provvidenziale per l'attuazione dei suoi piani. L'ira iniziale che l'ha invaso – che viene dalla sua pancia – è stata rapidamente razionalizzata.

    L'attacco contro la Corte, contro la magistratura, contro il Csm, contro il Presidente della Repubblica, è proseguito a mente fredda. Non è più ira, è strategia pensata e messa in atto, la spallata finale che dovrà portare l'Italia istituzionale e costituzionale a cambiare volto radicalmente: da repubblica parlamentare a repubblica autoritaria dove tutti gli organi di garanzia siano cancellati o ridotti ad esanimi fantasmi e dove conti soltanto il plebiscito popolare incitato dagli appelli continui alle pulsioni populiste che covano nella pancia di molti. Questo spiega l'allarme esploso nell'opinione pubblica internazionale.

    Lo stupore e anche lo sberleffo che nei mesi scorsi si è manifestato sui giornali di tutto l'Occidente al di qua e al di là dell'Atlantico è diventato negli ultimi quattro giorni una preoccupazione generale e l'Italia è diventata il malato di una malattia infettiva.

    In altre circostanze questa reazione avrebbe indotto ad un sussulto di prudenza, ma sta invece accadendo l'opposto; il populismo contiene infatti un'abbondante dose di vittimismo che lo rafforza e lo indirizza verso forme di autarchia psicologica delle quali la Lega è da tempo il più esplicito rappresentante e che trovano nel berlusconismo un importante amplificatore.
    Le due sentenze sono impeccabili dal punto di vista tecnico – giuridico.

    Quella del Tribunale civile di Milano non fa che confermare quanto contenuto nella sentenza di condanna di Cesare Previti per corruzione di magistrati e di Berlusconi per la stessa ragione con il reato però caduto in prescrizione. Agli effetti penali ma non civili. La quantificazione del danno è secondaria.

    La sentenza della Corte che definisce incostituzionale la legge Alfano ha come caposaldo l'articolo 3 della Costituzione che stabilisce la parità dei cittadini di fronte alla legge. Questo è il punto di fondo; l'altro elemento invalidante, e cioè la necessità di procedere con legge costituzionale anziché con legge ordinaria, è secondario perché deriva necessariamente dal primo elemento.

    Chi accusa la Corte di incoerenza sostiene una tesi priva di senso; anche nella sentenza del 2004 sul cosiddetto lodo Schifani la Corte aveva infatti eccepito la violazione dell'articolo 3. E quindi, se l'articolo 3 risulta violato fin dal 2004, ne segue ineccepibilmente che per ristabilire l'equilibrio costituzionale bisogna procedere con legge costituzionale e non con legge ordinaria. Dov'è l'incoerenza? La legge Alfano aveva ripristinato l'adempimento all'articolo 3 o il suo emendamento? No.

    È quindi perfettamente coerente che, di fronte ad un nuovo ricorso, la Corte lo giudicasse ammissibile. Gli avvocati del premier che proclamano l'incoerenza mentono sapendo di mentire. E i media che non chiariscono un punto così fondamentale ai loro ascoltatori e lettori, sorvolano anzi tacciono del tutto su un punto di capitale importanza e danno adito ad una macroscopica disinformazione.
    * * *
    A questo proposito viene acconcio citare l'articolo uscito ieri sul “Corriere della Sera” e firmato dal suo direttore. L'ho letto e ne sono rimasto colpito e profondamente rattristato. Sono amico di Ferruccio De Bortoli anche se spesso in questi ultimi mesi ho dissentito dalla sua linea giornalistica. Ma in casa propria ciascuno decide liberamente a quale lampione e con quale corda impiccarsi.

    L'articolo di ieri va però assai al di là del prevedibile.
    Poiché Berlusconi il giorno prima aveva rimproverato il “Corriere della Sera” d'essere diventato di sinistra, il direttore di quel giornale manifesta il suo stupore e il suo dolore. Cita tutti gli articoli recenti da lui pubblicati che hanno sostenuto il governo e le sue ragioni; rivendica di non aver mai partecipato a campagne di stampa faziose, condotte da gruppi editoriali che vogliono pregiudizialmente mettere il governo in difficoltà con argomenti risibili; ricorda di aver approvato la politica economica e sociale del governo, la sua efficienza operativa, la sua politica estera; ammette di averlo criticato solo quando è stato troppo duro con la Corte costituzionale e con il Capo dello Stato; auspica una tregua generale tra le istituzioni; riconosce al presidente del Consiglio l'attenuante di essere perseguitato in modo inconsueto dalla magistratura. Infine ribadisce la natura liberale che storicamente il giornale da lui diretto ha sempre seguito e nello stesso numero pubblica un'intervista a piena pagina con Marina Berlusconi, con splendida foto nella quale la figlia del leader rivaleggia con una Ava Gardner bionda anziché mora, che in quel contesto assume inevitabilmente una funzione riparatoria per qualche birichinata di troppo.

    Mi procura sincero dolore un giornale liberale ridotto a pietire un riconoscimento al merito dal peggior governo degli ultimi centocinquanta anni di storia patria, Mussolini escluso. E ridotto ad attaccare noi di “Repubblica”, faziosi e farabutti per definizione, per marcare la propria differenza.

    Noi siamo liberali, caro Ferruccio. Liberali veri. Non abbiamo pregiudizi, ma vediamo sintomi ed effetti d'una deriva che minaccia le sorti del Paese.
    Vediamo anche la totale inefficienza di questo governo che non ha attuata nessuna delle promesse e degli impegni assunti con il suo elettorato salvo quelli che recano giovamento personale al premier e ai suoi accoliti.

    Voglio qui ricordare un non dimenticabile articolo di Barbara Spinelli pubblicato dalla “Stampa” di qualche settimana fa, che forse De Bortoli non ha letto. Mi permetto di consigliargliene la lettura. I giornali ricevono molte querele e molte citazioni per danni, ricordava la Spinelli. Fa parte della rischiosa professione giornalistica e degli errori che talvolta vengono compiuti.

    Ma quando è il potere politico e addirittura il capo del governo a tradurli in giudizio perché hanno osato porgli domande scomode, quando questo avviene – ha scritto la Spinelli – i giornali che sono in fisiologica concorrenza tra loro fanno blocco comune e quelle stesse domande le pongono essi stessi, le fanno proprie per togliere ogni alibi ad un potere che dà prova di non sopportare il controllo della pubblica opinione. La stampa italiana – concludeva – non ha fatto questo, mancando così ad uno dei suoi doveri.

    Si può non esser d'accordo con il codice morale e deontologico della Spinelli (peraltro seguito da tutta la stampa occidentale) e non mettere in pratica le sue esortazioni. Ma addirittura accusare noi d'una nefasta faziosità rivendicando a proprio favore titoli di merito verso il governo, questo è un doppio salto mortale che da te e dal tuo giornale francamente non mi aspettavo. A tal punto è dunque arrivato il potere di intimidazione che il governo esercita sulla libera stampa?

    Ricordo, a titolo di rievocazione storica, che Luigi Albertini incoraggiò il movimento fascista dal 1919 al 1922; gli assegnava il compito di mettere ordine nel Paese purché, dopo averlo adempiuto, se ne ritornasse a casa con un benservito. Ma nel 1923 Mussolini abolì la libertà di stampa e instaurò il regime a partito unico, le cui premesse c'erano tutte fin dal sorgere del movimento fascista. A quel punto Albertini capì e cominciò una campagna d'opposizione senza sconti, tra le più robuste dell'epoca. Purtroppo perfettamente inutile perché il peggio era già accaduto, il regime dittatoriale era ormai solidamente insediato e l'ex direttore del “Corriere della Sera” se ne andò a consolarsi a Torrimpietra.

    Ad Indro Montanelli è accaduto altrettanto, ma lui almeno se n'è accorto prima. Difese per vent'anni dalle colonne del “Giornale” le ragioni del Berlusconi imprenditore d'assalto. Si accorse nel 1994 di quale pasta fosse fatto il suo editore e lo lasciò con una drammatica rottura. Ma era tardi anche per lui. Se c'è un aldilà, la sua pena sarà quella di vedere Vittorio Feltri alla guida del giornale da lui fondato. Al “Corriere della Sera” quest'esperienza d'un giornalista di razza al quale dedicano un santino al giorno dovrebbero farla propria per capire qual è il gusto e il valore della libertà liberale.

    (11 ottobre 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-11-ottobre/scalfari-11-ottobre.html

    :bravo:

    Come sempre!


    #68271
    marì
    Bloccato

    MAPPE

    La leggenda del premier
    eletto dal popolo

    di ILVO DIAMANTI

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/mappe/eletto-popolo/eletto-popolo.html

    Ottimo anche questo articolo :hehe:


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