l’ italia in rovina

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  • #68272

    marì
    Bloccato

    Sulla stampa britannica durissimi commenti sullo scontro istituzionale italiano
    Sunday Times: “Le sue sfortune politiche lo stanno trascinando in basso”

    Observer: “Europa codarda con Berlusconi
    una dittatura dei nostri tempi”



    LONDRA
    – Nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la stampa estera (“Sta sputtanando l'Italia”) http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/discroso-benevento/discroso-benevento.html , sui giornali domenicali britannici compaiono ancora articoli e commenti molto critici.

    Particolarmente duro, nei confronti dell'Europa oltreché del presidente del consiglio italiano, il commento dell'Observer. Sotto il titolo “La risposta dell'Europa a Berlusconi è stata la codardia” Nick Cohen ricorda come i paesi europei abbiano superato gli anni del totalitarismo con “convenzioni sui diritti umani e trattati di pace”. “Ma lo scambio non vale più. Le dittature dei nostri giorni si presentano in forme diverse, ma quella dominante è un capitalismo di stato o un'oligarchia in cui il capo controlla la cosa pubblica e le sinecure che ne derivano. Non si può parlare di dittature in senso stretto. I capi tollerano le elezioni a patto che i risultati possano essere manipolati e permettono le critiche, basta che non raggiungano le masse”. Cohen sta parlando “non della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez, ma dell'Italia di Berlusconi”. I tentativi dei socialisti europei di portare a Strasburgo il tema del rotten state italiano si sono scontrati contro la mediazione dei conservatori. “Il silenzio dell'Europa democratica su Berlusconi – conclude l'Observer – mette seriamente a rischio la sua abilità di ergersi contro qualsiasi tipo di politica corrotta in Europa. Per la prima volta nella sua storia, la reputazione dell'Europa come forza del bene appare precaria”.

    Sempre sull'Observer, una breve nota satirica legata alla vittoria del Nobel per la pace da parte di Barack Obama. Il presidente Usa, si legge nell'editoriale del domenicale, ha un'opportunità per mettere a tacere i critici: “Garantire a Berlusconi, il più perseguitato di tutti i tempi, [u]asilo politico negli Usa.[/u] Ma perché fermarsi qui? Berlusconi dice di non sentirsi inferiore a nessuno nella storia. Un candidato per il premio Nobel 2010?”.

    Torna sulle vicende giudiziarie del premier italiano anche il Sunday Times. In un lungo e approfondito articolo sulla sentenza Mills – l'avvocato condannato a 4 anni e mezzo per essere stato corrotto dal premier per prestare falsa testimonianza – Camilla Long ricostruisce passo passo le frequentazioni tra il premier e l'avvocato. Il quale “dovrebbe languire in un carcere italiano invece di starsene languidamente sdraiato sul divano… Dovrebbe? Chi lo sa. La giustizia italiana è così tortuosa che sembra che Mills non dovrà andare in prigione finché due appelli non siano completati… Per il momento è libero dall'amo. Forse lo stesso non si può dire del suo compare Berlusconi”. Dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano, continua la giornalista britannica, “Papi tornerà processo per corruzione e truffa fiscale. O no?”.

    Il Sunday Times rincara poi con un secondo articolo, sempre dedicato alle vicende del premier italiano: “Le speculazioni sulla sua vita privata continuano… Le sfortune politiche del generalmente esuberante Berlusconi sembra lo stiano trascinando al fondo”.

    (11 ottobre 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/rassegna-11-ottobre/rassegna-11-ottobre.html

    … il riferimento al Nobel e all'asilo polito e' troppo bella hahaha


    #68273

    marì
    Bloccato


    Abbiamo interpellato il Segretario del Partito Democratico sulla fastidiosa faccenda delle assenze strategiche in Parlamento da parte dell'opposizione proprio quando si votava la pregiudiziale di costituzionalità (prima) e la fiducia al decreto (poi) alla vergognosa amnistia fiscale. Franceschini parla di “sanzioni”. L'impressione è che sia stato l'ennesimo favore al corruttore Berlusconi.

    I Monaci di Monza
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]xQf2di_zNmU[/link]

    pubblicato da
    http://www.beppegrillo.it/

    Il SOLO commento che mi viene facile E' in questo video :hehe:
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]HweU-Nc__HE[/link]

    ma basta … oramai abbiamo capito tutti … fuori TUTTI! Destra e Sinistra.


    Grande Gaber!

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]SzUoAfcyPsk[/link]

    #=


    #68274
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Le parole di Rutelli erano state chiare: “In attività investigative di alcune settimane fa erano state colte conversazioni su una caserma che veniva identificata come caserma Perrucchetti”. E qualche ora dopo ha aggiunto: “Già i due marocchini arrestati nel 2008 stavano programmando degli attentati, propositi che però sono stati stroncati, per fortuna, tempestivamente. Non sottovalutiamo il fatto che già in quella circostanza, tra i bersagli che erano stati ipotizzati, c'era anche la stessa caserma su cui si è registrato l'attacco individuale di oggi”.

    Secca la risposta di Armando Spataro: “La caserma di piazzale Perrucchetti non è mai stata nominata in tutte le indagini milanesi sul terrorismo islamico”. E sottolinea: “Posso dire con certezza che escludiamo che ci sia mai arrivata una notizia da qualsiasi fonte preannunciante progetti di attentato ai danni di quella caserma”.

    La dichiarazioni di Rutelli è stato smentita anche dalla Digos, mentre un altro membro del Copasir, Emanuele Fiano, si è sentito in obbligo di precisare: “Il Copasir non ha mai ricevuto alcun allarme specifico riguardo alla caserma Santa Barbara di Milano, probabilmente Rutelli si riferiva genericamente a intercettazioni telefoniche su possibili minacce terroristiche”.

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/esplosione-caserma-milano/polemica-rutelli-spataro/polemica-rutelli-spataro.html


    #68275

    marì
    Bloccato

    Il Lodo dei quadrumani – Marco Travaglio

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]0ORfOi9jyo4[/link]

    … ma come si fa a dare torto a Travaglio, come?

    Napolitano … non lo capisco.


    #68276

    marì
    Bloccato


    Il Quirinale: “Mai stipulato patti”


    Napolitano, rispettiamo la Corte Costituzionale

    di Chiara Scalise

    ROMA – Cinque giorni dopo la bocciatura da parte della Corte costituzionale del Lodo Alfano la tensione nel mondo politico resta alta. Nessun patto, né con il governo né con la Consulta: il Quirinale smentisce con una nota ufficiale alcune ricostruzioni giornalistiche, tra cui quelle del Giornale diretto da Vittorio Feltri. Non solo, Giorgio Napolitano ribadisce il monito affinché tutti rispettino gli organi di garanzia previsti dalla Costituzione.

    Dalla assemblea degli industriali di Monza, dove è ospite di Confindustria, Silvio Berlusconi, che avrebbe accolto con un certo disappunto il comunicato del Colle, evita però di replicare direttamente al Capo dello Stato, con l'obiettivo di inaugurare – secondo la lettura di alcuni esponenti della maggioranza – una fase due che punti alla ricomposizione del conflitto con il Colle. Quella del Quirinale, d'altro canto notano in molti nel Pdl, é una sponda necessaria per il governo qualora si volesse procedere sul fronte delle riforme e a maggior ragione nel caso in cui si volesse trovare un modo per riproporre, anche se sotto vesti diverse da quelle del Lodo Alfano, lo scudo per le più alte cariche dello Stato. Questa consapevolezza non vuol dire che il Cavaliere abbia rinunciato alle proprie convinzioni: il premier esalta infatti dal palco della Confindustria del Nord ancora una volta il proprio ruolo di 'vittima', certo che sia necessario tenere alta la tensione per ribattere colpo su colpo a chi lo accusa. E soprattutto incita alla “ribellione” gli imprenditori contro gli attacchi “antitaliani” di una parte della stampa.

    Anche se non tarda a rassicurare la platea: “Voi imprenditori pensate al benessere, per la democrazia e la libertà 'ghe pensi mi'”. E dell'intervento del presidente di Confindustria Emma Marcegalia, che invita ancora una volta a rispettare tutte le istituzioni e alla quale il premier tributa riconoscimenti (“mi piacerebbe venisse a fare il vicepremier”), Berlusconi ammette infatti di non condividere un punto solo: il mettere “sullo stesso piano chi attacca e chi è attaccato. Io – afferma il Cavaliere – non ho mai attaccato nessuno perché il governo non attacca nessuno. Vorrei che fosse chiaro”. Al contrario i colpevoli ci sono e sono noti: sono alcuni settori delle toghe e nella vicenda del lodo Alfano, dice la maggioranza, la decisione della Corte costituzionale è “stata immotivata”.

    Il Quirinale invece, sottolinea Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori del Pdl, non solo non ha fatto alcuna vittima ma “é vittima come il Parlamento e il governo di una decisione politica”. Peccato che, è l'attacco del Pd, “il presidente del Consiglio, la maggioranza e i suoi giornali” hanno trascinato “il Capo dello Stato e i più alti organi costituzionali in una deriva di veleni e sospetti”. Ergo, commenta il presidente dei senatori Democratici Anna Finocchiaro, “la nota del Quirinale non fa che ribadire quello che tutti coloro che sono in buona fede sanno: l'operato del Capo dello Stato è stato ineccepibile”. Il Colle, aggiungono gli uomini dell'Italia dei Valori, “ha messo fine ad una polemica dissennata”. Ora è tempo che, dicono ancora gli esponenti del Pd, il ministro della Giustizia Angelino Alfano “venga in Parlamento a riferire su quali sono le reali intenzioni del governo”.

    12 ottobre, 23:33
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/12/visualizza_new.html_986820264.html

    :eyebro:


    #68277
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1255446382=Richard]
    Le parole di Rutelli erano state chiare: “In attività investigative di alcune settimane fa erano state colte conversazioni su una caserma che veniva identificata come caserma Perrucchetti”. E qualche ora dopo ha aggiunto: “Già i due marocchini arrestati nel 2008 stavano programmando degli attentati, propositi che però sono stati stroncati, per fortuna, tempestivamente. Non sottovalutiamo il fatto che già in quella circostanza, tra i bersagli che erano stati ipotizzati, c'era anche la stessa caserma su cui si è registrato l'attacco individuale di oggi”.

    Secca la risposta di Armando Spataro: “La caserma di piazzale Perrucchetti non è mai stata nominata in tutte le indagini milanesi sul terrorismo islamico”. E sottolinea: “Posso dire con certezza che escludiamo che ci sia mai arrivata una notizia da qualsiasi fonte preannunciante progetti di attentato ai danni di quella caserma”.

    La dichiarazioni di Rutelli è stato smentita anche dalla Digos, mentre un altro membro del Copasir, Emanuele Fiano, si è sentito in obbligo di precisare: “Il Copasir non ha mai ricevuto alcun allarme specifico riguardo alla caserma Santa Barbara di Milano, probabilmente Rutelli si riferiva genericamente a intercettazioni telefoniche su possibili minacce terroristiche”.

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/esplosione-caserma-milano/polemica-rutelli-spataro/polemica-rutelli-spataro.html
    [/quote1255446382]

    Milano: attentato caserma, smentiti riferimenti ad Afghanistan

    12 Ottobre 2009 10:46 CRONACHE

    MILANO – I testimoni che questa mattina hanno visto l'attentatore che cercava di entrare dal passo carraio della caserma Perrucchetti di Milano smentiscono che l'uomo abbia pronunciato slogan contro i nostri militari in Afghanistan. Il libico avrebbe urlato solo alcune frasi in arabo. Lo confermano anche gli investigatori. (RCD)
    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Milano-attentato-caserma-smentiti-riferimenti-Afghanistan/12-10-2009/1-A_000053241.shtml


    #68278

    marì
    Bloccato

    La Procura di Roma apre fascicolo sul leader Idv che accusò Napolitano di “viltà” sullo scudo fiscale
    Il giornalista scrisse che il Presidente ritardò il rientro delle salme dei 6 parà uccisi per rimanere a Tokyo

    Offese al capo dello Stato
    indagati Belpietro e Di Pietro

    ROMA – Accusare il presidente della Repubblica di “viltà” perché ha firmato la legge sullo scudo fiscale è un'offesa al prestigio del Capo dello Stato. Secondo la Procura di Roma non c'è dubbio. Antonio Di Pietro, che quelle parole pronunciò subito dopo la firma di Giorgio Napolitano in calce alla legge, è imputabile di vilipendio, reato che il codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni.

    continua
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/napolitano-3/indagati-belpietro-di-pietro/indagati-belpietro-di-pietro.html

    :hehe:


    #68279
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1255537694=Marì]

    La Procura di Roma apre fascicolo sul leader Idv che accusò Napolitano di “viltà” sullo scudo fiscale
    Il giornalista scrisse che il Presidente ritardò il rientro delle salme dei 6 parà uccisi per rimanere a Tokyo

    Offese al capo dello Stato
    indagati Belpietro e Di Pietro

    ROMA – Accusare il presidente della Repubblica di “viltà” perché ha firmato la legge sullo scudo fiscale è un'offesa al prestigio del Capo dello Stato. Secondo la Procura di Roma non c'è dubbio. Antonio Di Pietro, che quelle parole pronunciò subito dopo la firma di Giorgio Napolitano in calce alla legge, è imputabile di vilipendio, reato che il codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni.

    continua
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/napolitano-3/indagati-belpietro-di-pietro/indagati-belpietro-di-pietro.html

    :hehe:
    [/quote1255537694]

    :yesss:

    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=74642

    #fisc


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #68280

    Erre Esse
    Partecipante

    La procura di Roma ha da sempre fama di stare dalla parte del potere più retrivo.


    #68281

    marì
    Bloccato

    Dietro le quinte

    Berlusconi pensa ai decreti:
    «Non mi faranno fare la fine di Craxi»

    Cena con Bossi, già oggi l’incontro con il presidente della Camera

    ROMA — La parola d’ordine è accelerare. A ogni costo. Perché, come dicono i fedelissi­mi di Berlusconi «se evitassimo la resa dei conti con i magistrati, faremmo lo stesso er­rore della sinistra con il conflitto di interes­si ». E perché i tempi sono stretti, i possibili «agguati» tanti — le procure sono «attive» e la più minacciosa è considerata «quella di Pa­lermo » — ed è giunta l’ora di contare i nemi­ci e gli amici, visto che «loro vorrebbero far­mi fare la fine di Craxi, ma io non ho alcuna intenzione di farmi distruggere, e se servirà saranno i cittadini a decidere chi deve guida­re questo Paese».

    Ha rotto gli indugi Silvio Berlusconi, e ieri notte ha deciso che incontrerà già oggi, e non la settimana prossima Gianfranco Fini per un chiarimento: bisogna passare ai fatti, subito. Portando immediatamente in Parlamento la legge sulle intercettazioni, sulla quale il capo dello Stato aveva chiesto cautela e condivisio­ne. Passando una volta per tutte alla separa­zione delle carriere, e alla riforma del proces­so penale. Partendo dall’esame del Senato, do­ve si spera in un percorso meno accidentato di quello della Camera. E ricorrendo, se neces­sario, anche a «strumenti d’urgenza» come i decreti legislativi, non per fare riforme costi­tuzionali (che non possono essere varate dal governo ma solo dal Parlamento) ma per mo­dificare le norme che disciplinano il proces­so, a partire dai tempi di prescrizione. Silvio Berlusconi quello che pretende dalla sua maggioranza l’ha detto in maniera chiaris­sima nei giorni scorsi a chi gli ha parlato, e anche ieri quando ha ricevuto a Palazzo Gra­zioli il guardasigilli Alfano nel pomeriggio e soprattutto Umberto Bossi a cena, per tre ore assieme a Tremonti, al suo avvocato Ghedini e a Calderoli, che al termine dell’incontro ha assicurato che «come con Fini, anche stasera c’è stata grande sintonia tra Bossi e Berlusco­ni su tutte le maggiori tematiche: siamo uniti, il fatto che i leader tornino a vedersi conta moltissimo».

    Insomma, il premier ha deciso che è que­sto il momento di capire chi sta con lui, ed è pronto a seguirlo nella sua linea di attacco sul­le riforme della giustizia come istituzionali, e chi no. Perché su Fini qualche sospetto resta, visto che anche ieri le parole del presidente della Camera hanno colpito il premier. Ma se non dovessero arrivare le risposte che si attende, e che Sandro Bondi ha ripetuto due giorni fa («Bisogna essere falchi in que­sto momento, dobbiamo essere più cattivi»), il premier è pronto a ricorrere all’estrema ar­ma: le elezioni anticipate, che vengono evoca­te in questi giorni come via d’uscita estrema se non si dovesse ottenere l’okay sul percorso delineato. Intanto però si discute anche del prossimo futuro, di Regionali in primo luogo. Ieri Berlu­sconi ha incontrato il presidente del Veneto Galan, per sondare il terreno sulla sua dispo­nibilità a un passo indietro. La Lega pretende la presidenza della Regione, e si capisce che sul piatto della trat­tativa con Bossi questa è una moneta che vale molto. Ma il go­vernatore non avrebbe ceduto, tanto che il colloquio è stato de­finito interlocutorio. Anche di questo si è discusso ieri sera a Palazzo Grazioli, e l’intesa secon­do i leghisti è possibile, mentre con l’ex An c’è da risolvere la questione Lazio, dove Fini ve­drebbe bene Renata Polverini ma la candidata che avrebbe più chance risulta Giorgia Meloni, e nell’ex FI c’è chi continua a spon­sorizzare l’imprenditrice Luisa Todini. Ma a cena, la coda ha riservato forse il mo­mento più importante della serata: Berlusco­ni e Tremonti infatti sono rimasti soli, a tu per tu, per oltre un’ora, e se si siano chiariti sulle recenti frizioni o se resti il malumore, so­no solo in due a saperlo.

    Paola Di Caro
    15 ottobre 2009
    http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_15/riforma-berlusconi-decreto-dicaro_8fd6363e-b954-11de-880c-00144f02aabc.shtml

    … nienteniente sente l'avvicinarsi del: Il viale del tramonto? :hehe:


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