l’ italia in rovina

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  • #68282
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [youtube=480,340]MR5_Yqf2y7s


    #68283

    marì
    Bloccato

    IL CASO. Il magistrato del verdetto Fininvest-Cir seguito da una telecamera Ironie sull'abbigliamento e la promozione ottenuta due giorni fa dal Csm

    E Canale 5 “pedina” il giudice Mesiano
    “Stravaganti i suoi comportamenti”

    di EMILIO RANDACIO

    MILANO – Il filmato viene rilanciato alle 10.04 di ieri da “Mattino 5”, contenitore di news e approfondimenti delle reti Mediaset. Il conduttore, Claudio Brachino, annuncia ai telespettatori le immagini “in esclusiva” dei presunti comportamenti “stravaganti” del giudice civile milanese, Raimondo Mesiano.

    Lo scoop si basa su un video di pochi minuti sulla vita privata del magistrato che, non più tardi di due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per lo “scippo” di Segrate: il lodo sul controllo del pacchetto azionario della Mondadori che si è risolto nel 1990 a favore del gruppo Fininvest in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani.

    Il video ritrae di nascosto l'interessato, mentre esce di casa, passeggia per le vie di Milano, attende il proprio turno dal barbiere. “Nel suo weekend – spiega la voce narrante nell'illustrare le presunte “stravaganze” di Mesiano – lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni del comune cittadino. Certo, non un cittadino qualunque”, spiega una voce femminile. E mentre lo spettatore pregusta scene clamorose o perlomeno inconsuete, ecco che lo zoom inquadra Mesiano fermo al semaforo.

    La giornalista, per non deludere l'attesa dello spettatore, chiosa: “Alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati”. Quali? A cosa allude? Il filmato prosegue con il giudice davanti alla bottega del barbiere. Qui, sempre secondo la cronaca televisiva, “è impaziente e non riesce a stare fermo. Avanti e indietro… “. Atteggiamento considerato anomalo, tanto da ribadire il concetto: “È impaziente, non riesce a stare fermo: avanti e indietro”. E poi ancora, in maniera insistente: “Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro”.

    Le immagini si soffermano sul giudice seduto sul seggiolone del barbiere, con la schiuma da barba sul viso. Il reporter commenta: “Forse non sa ancora che il Csm lo sta “promuovendo” con un bel sette, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario”. Il riferimento è alla promozione ottenuta da Mesiano, due giorni fa, dal Csm.

    Un naturale avanzamento di carriera in base all'anzianità. “Lui va avanti e indietro”, ripete, ancora, la giornalista. Poi, poco prima di concludere il servizio, la scena cambia e si concentra su “un'altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare”.

    Si torna in studio. E il conduttore sottolinea come dal video emerga come “tra la stravaganza del personaggio e la promozione del Csm, c'è qualcosa che non funziona”. Il nesso sfugge, ma subito dopo è il condirettore de il Giornale, Alessandro Sallusti, a chiarire meglio il concetto, perché, per chi non se ne fosse ancora accorto, quello che sarebbe emerso “non è soltanto una questione di stravaganza fisica”.

    E no. Le strane attitudini del giudice che ha condannato a un maxirisarcimento il gruppo Fininvest, si spostano anche sulle sue “stravaganze professionali”, rimarca Sallusti ricordando come, scavando nel passato di Mesiano, si sia scoperto che, in una causa tra vicini di casa per un tubo rotto in un appartamento, “questo giudice continui a rinviare il caso di anno e anno, fissando la prossima udienza nel 2011”. “Non c'era alcuna malizia – ha spiegato ieri Claudio Brachino -, ma solo il senso televisivo di dare un volto a un personaggio che la gente non conosceva di persona”.

    il video “Canale 5 ''pedina'' il giudice Mesiano”

    http://tv.repubblica.it/copertina/canale-5-pedina-il-giudice-mesiano/38042?video

    (16 ottobre 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/cir-fininvest/canale-5-mesiano/canale-5-mesiano.html

    Un classico … ora devono mettere in ridicolo un giudice, distruggere la sua credibilta' :hehe: anche mafiosi fanno cosi …

    Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilita' alle parole.
    ( Sant'Agostino )


    #68284
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.apcom.net/newscronaca/20091016_124901_18716a5_73392.shtml
    Consiglio d'Europa: Italia, corruzione sistemica,male Lodo Alfano

    Bruxelles, 16 ott. (Apcom) – La corruzione in Italia è un fenomeno pervasivo e sistemico, contro il quale bisogna portare avanti una lotta culturale. E' quanto scrive il Consiglio d'Europa nel suo rapporto sull' Italia, in cui “esprime preoccupazione per l'immunità di cui godono alcuni detentori di cariche pubblica, introdotta dal 'Lodo Alfano'”. Nel rapporto si spiega che “nonostante il chiaro impegno dei giudici e dei procuratori per lottare contro la corruzione, questo fenomeno è percepito, in Italia, come pervasivo e sistemico, con vari settori di attività colpiti”. Tra questi settori più vulnerabili il Greco, Gruppo di Stati membri dell'istituzione di Strasburgo contro la corruzione, enumera in particolare la pianificazione urbana, la gestione dei rifiuti, gli appalti e la sanità. Nel rapporto si evidenzia inoltre “la necessità di articolare una politica preventiva efficace contro la corruzione, il che richiederà un approccio di lungo termine e un impegno politico sostanziale”…


    #68285

    marì
    Bloccato

    Al servizio
    del capo

    di MICHELE SERRA

    IL VIDEO sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica. È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un'intenzione consapevole. Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un'arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere.

    Il testo, di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo, farebbe propendere per la seconda ipotesi: un gioco cretino sfuggito di mano. Ma la costruzione del servizio (pedinamento di un magistrato ritenuto “nemico” del proprio editore, così da indicarlo all'odio e al dileggio della propria curva tifosa), e la sua messa in onda nel programma mattutino della rete generalista di Mediaset, con tanto di commento demolitore (e “senza contraddittorio”, come dice l'onorevole Gasparri quando attacca la Rai) di due giornalisti del gruppo, impedisce di credere che si tratti di un banale incidente.

    Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi. Non è il cozzo delle idee, non la polemica ideologica a dettare questo genere di colpi sotto la cintura. È la volontà di attaccare e isolare personalmente, quasi uno per uno, quelli che il leader e padrone considera gli avversari veri e presunti, e dunque esercita, sui meno sereni e meno liberi dei suoi dipendenti, una doppia attrazione, politica ed economica.

    In una confusione oramai patologica, irreversibile e venefica (per il paese intero) tra patrimonio politico e patrimonio personale del Capo. È la voglia di andare a stanare dal barbiere Mesiano, sputtanarlo (verbo berlusconiano) con qualche sciatta considerazione sul suo abbigliamento del sabato mattina, dargli dello “stravagante” perché fuma (?!), evitare che anche una sola parola sia spesa in sua difesa (nel vituperato “Anno zero” i giornalisti e i politici di destra hanno una postazione fissa), perché distruggere la persona è il sistema più rapido per risolvere i contenziosi, e levare di mezzo l'ingombro.

    O si trova, come nel caso del già dimenticato Boffo, qualche vecchia carta per dare fuoco alla pira, o si confeziona qualcosa di comunque infamante, per esempio spacciando una promozione pregressa per un “premio” (e di chi?) per la sentenza Cir. Il tutto, per giunta, sotto l'equivoco, ipocrita pretesto della “legittima difesa”, perché l'argomento prediletto da chi pratica questo genere di pestaggio giornalistico è che anche l'attacco a Berlusconi è un attacco alla persona: come se la condotta di vita del presidente del Consiglio, i criteri con i quali dispensa le candidature, il genere di persone delle quali si circonda a palazzo, non fossero quanto di più pubblico si possa immaginare.

    Ma il clima è questo. È un clima nel quale chi governa, chi comanda, chi vanta la maggioranza dei voti e il controllo del Parlamento, si rivolge agli oppositori come se fossero insopportabili oppressori del cui giogo, finalmente, liberarsi. Così da udire il leghista Castelli (da Santoro) gridare a Curzio Maltese “tu vivi nel mondo marcio di Repubblica”, e in quel “marcio”, anche se Castelli non lo sa, c'è tutto il puzzo del fascismo. Così da leggere, su Libero di ieri, che “il Caimano non è un film, è una secrezione corporea di Moretti”, quello stesso Moretti accusato dal Giornale di avere “dirottato” fondi europei per il suo nuovo film, tacendo che più di quaranta registi, anche italiani, ne hanno avuto ugualmente diritto. Così da imbattersi (da anni a questa parte) in vere e proprie liste di proscrizione dei “rossi” che lavorano alla Rai, ovviamente tutti miracolati politici, tutti scrocconi di soldi pubblici, tutti nel calderone indistinto delle “élite di merda” che prima o poi la pagheranno.

    A furia di essere indicati con nome, cognome e stipendi (i guadagni dei “nemici” sono un'altra delle ossessioni di questo giornalismo ossesso), alcune di queste persone sono insultate per strada come “sporco comunista”. Ora toccherà, probabilmente, anche al giudice Mesiano.

    (17 ottobre 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/cir-fininvest-2/serra-video/serra-video.html

    Il video in questione
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]qeed7IQS9o4[/link]

    Chiaro no? … tutto procede secondo il programma 😉

    [link=hyperlink url][/link]
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]MAveryDlGmk[/link]

    http://www.byoblu.com/post/2009/10/17/P2-da-Sofia-il-rush-finale.aspx

    GIUSTO?

    UNDICESIMA DOMANDA

    “Premesso che il presidente del Consiglio, in piu' occasioni, ha affermato 'presto ne sentirete delle belle sul conto del giudice Mesiano', chiedo quali siano gli elementi in possesso del presidente medesimo che l'abbiano spinto ad una simile affermazione”. Lo chiede il portavoce dell'associazione Articolo 21, Giuseppe Giulietti, che ha firmato una interrogazione al presidente del Consiglio assieme a Bruno Tabacci dell'Udc, Rosa Calipari e Roberto Zaccaria del Pd, Leoluca Orlando e Fabio Evangelisti dell'Idv.

    “Da oggi -annuncia Giulietti- continueremo a porre questa domanda al premier: sara' l''undicesima' domanda'. Non e' assolutamente normale che un premier avverta un giudice che se ne sentiranno delle belle sul suo conto ed e' ancora meno normale che questa vicenda venga archiviata rapidamente”.

    http://www.articolo21.info/9095/notizia/undicesima-domanda.html

    Dite che rispondera' ?!


    #68286

    marì
    Bloccato

    Siamo alla delegittimazione del giudice e alla intimidazione di tutti i magistrati
    di Livio Pepino

    Piero Calamandrei (nel libro Elogio dei giudici scritto da un avvocato) racconta di un miliardario che non riesce a fermare il processo contro suo figlio, che con l'auto ha sfracellato contro un muro un povero passante. Al difensore il miliardario raccomanda ripetutamente di non guardare a spese, purché cessi lo “sconcio” del processo. L'avvocato cerca di spiegargli che «la giustizia non è una merce in vendita» e che «quel giudice è una persona per bene…». Allora il miliardario salta su sdegnato: «ho capito… lei non me lo vuol confessare: abbiamo avuto la sfortuna di cadere in mano di un giudice criptocomunista».
    La boutade di Calamandrei oggi – cinquant'anni dopo – è diventata una pericolosa deriva illiberale e disgregante. Ma ancora non basta. Accade persino che, oltre ad essere definiti “comunisti”, i magistrati autori di decisioni sgradite e indipendenti vengano indicati come bersagli (con numero telefonico e indirizzo di abitazione) su quotidiani prossimi a una delle parti interessate. È il caso del giudice Mesiano, autore della sentenza con cui la Fininvest è stata condannata a risarcire la Cir per i danni «a lei cagionati dalla corruzione del giudice Vittorio Metta», del quale una rete televisiva di proprietà del premier si è spinta a riprendere e mandare in onda i scene di vita quotidiana (accompagnando la diffusione con commenti sarcastici sul suo passeggiare da solo, sul suo aspettare il turno dal barbiere e sul colore dei suoi calzini).
    Non si tratta (solo) di un eccesso di servilismo, a cui pure troppa parte della stampa scritta e parlata ci ha da tempo abituati. Siamo a una svolta di sistema. La maggioranza di governo, il suo leader e i suoi cortigiani valutano sempre più la giustizia con il metro della utilità: «è giusto non ciò che rispetta le regole ma ciò che conviene». E, coerentemente, non badano ai mezzi per ottenere decisioni utili. Indipendentemente dal fatto che siano giuste e conformi alle regole. Dopo il rifiuto di sottoporsi al processo siamo alla delegittimazione del giudice e alla intimidazione di tutti i magistrati che dovranno occuparsi in futuro di vicende analoghe.
    Il salto di qualità è evidente e non può restare senza risposta da parte di tutti i cittadini onesti.

    http://www.articolo21.info/9108/notizia/siamo-alla-delegittimazione-del-giudice-e-alla.html


    #68287

    marì
    Bloccato

    [color=#0000ff]Anyway …[/color]

    Mediaset: filmato su Mesiano, Suber si dimette da cdr Videonews
    17 Ottobre 2009 18:15

    MILANO – Pietro Suber, membro del comitato di redazione di Videonews, ha confermato le proprie dimissioni irrevocabili dal sindacato, in seguito al servizio di 'Mattino 5' sul giudice Raimondo Mesiano, sul quale il giornalista ha espresso “profondo dissenso”. (RCD)
    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cultura_e_spettacolo/Mediaset-filmato-Mesiano-Suber-dimette-cdr-Videonews/17-10-2009/1-A_000054514.shtml

    :hehe:


    #68288

    Erre Esse
    Partecipante

    Un regime impazzito.
    Nei prossimi tempi ne vedremo delle belle.


    #68289
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    BARI – Su disposizione della magistratura barese la Guardia di finanza ha arrestato per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti il salentino Alessandro Mannarini, amico dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini il cui nome è legato alle indagini sul giro di escort inviate nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi. A Mannarini è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare firmato dal gip del tribunale di Bari su richiesta del pm inquirente Giuseppe Scelsi.
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/18/visualizza_new.html_988543555.html


    #68291

    marì
    Bloccato

    Bravo Travaglio :bravo: hai detto bene: Avvertimento di stampo “mafioso” :ok!:

    [link=hyperlink url][youtube=450,386]2384069[/link]

    OPSSSSS

    http://www.beppegrillo.it/

    🙂


    #68290

    marì
    Bloccato

    Il conduttore ammette che il servizio “non appartiene certo alla categoria dei capolavori” Ma poi ribadisce: “Non è stravagante decidere su 750 milioni senza tecnici e consulenti?”

    Brachino si scusa con il giudice Mesiano
    Alfano: “Ora si rispetti anche Berlusconi”

    Il Guardasigilli: “Il diritto alla privacy, valga anche per il capo del governo” La replica del magistrato: “Non ho nulla da commentare”

    l'articolo completo
    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/brachino-si-scusa/brachino-si-scusa.html

    LODO MONDADORI: GIUDICE MESIANO, NON PARLO

    ultimo aggiornamento: 19 ottobre, ore 16:14
    Milano, 19 ott. – (Adnkronos) – ''No, non parlo. Non rilascio nessuna intervista''. Si limita a dire questo il giudice del tribunale civile di Milano, Raimondo Mesiano, che nei giorni scorsi ha condannato Fininvest al maxi risarcimento da 750mln alla Cir, per il Lodo Mondadori e che e' stato oggetto di un video trasmesso da Canale 5 al centro, ora, di polemiche.
    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/LODO-MONDADORI-GIUDICE-MESIANO-NON-PARLO_3894512320.html

    Vergogna su Mesiano, Claudio in “brachine” di tela

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]LcE1V82vz6A[/link]

    Riporto integralmente l’intervista di Elsa Muschella a Claudio Brachino pubblicata sabato dal Corriere, dopo lo scandalo dello spionaggio mediatico a danno del giudice Raimondo Mesiano.

    L’intervista Brachino, direttore di Videonews

    «La vittima sono io Inviterò il giudice»

    MILANO — «Ma quale pedinamento, quale pestaggio mediatico? Qui c’è una so­la vittima: io». Claudio Brachino, direttore di Videonews e volto di Mattino 5 , non si capacita di «tutto questo caos» scatenato dal servizio sul giudice Mesiano.

    Com’è nato il servizio?

    «Ogni giorno, da diverse fonti e agenzie, ci arrivano immagini su personaggi di cro­naca o del gossip. A corredo di quelle ripre­se sul giudice, ho chiesto un pezzo privo di valutazioni professionali, politiche e tecni­che. Che Mesiano sia un personaggio pub­blico è fuori discussione».

    La giornalista Annalisa Spinoso parla­va di «stravaganze», ha sottolineato che «l’ennesima sigaret­ta della mattina» fos­se «uno spot all’in­contrario » e descrit­to i calzini del giudi­ce Mesiano come «un’altra stranezza».

    «Possiamo discutere dell’uso di un ag­gettivo o di una battuta, magari di cattivo gusto. Sbagliare si può, ma non per questo devono mobilitarsi la Fnsi o l’Anm».

    Oltre che per il contenuto, la polemica si è sviluppata perché il servizio è andato in onda su Mediaset, azienda della fami­glia Berlusconi interessata dalla sentenza sul Lodo Mondadori a firma del giudice Mesiano.

    «Ma andiamo… Non esiste nessun lin­ciaggio mediatico del giudice. Anzi, lo invi­terò in trasmissione, se accetterà di venire. Non mi ero mai occupato prima del Lodo Mondadori e la recente promozione di Me­siano per noi era solo la notizia del giorno all’interno di una rubrica di opinioni. Io in­viterei tutti a tornare a toni più sobri».

    Ha parlato con la sua giornalista?

    «Certo, l’ho tranquillizzata. Lei lavora qui dall’inizio: è una cronista, non una gior­nalista politica. A riprova che quello non era un servizio politico».

    Lo rimanderebbe in onda?

    «Sì. Lo curerei un po’ meglio, limando qualche aggettivo e lavorandoci con un po’ più di calma. Ma difendo la mia scelta».

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]NppJuTwhzcI[/link]

    http://www.danielemartinelli.it/?p=3122

    Bravo Daniele :ok!:


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