La Benevolenza nel Potere Dell'intenzione

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Questo argomento contiene 20 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da  spiritualcoach 10 anni, 2 mesi fa.

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  • #39197
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Ciao spiritual, benvenuto innanzitutto.
    Mi riprometto di leggere il tuo secondo intervento, ora volevo solo chiarire, nel caso poi ce ne fosse bisogno, quello che io intendevo.
    Ti riconfermo che di fondo sono d'accordo con te, la mia preoccupazione è che la gente, idealizzando l'Amore e portandola perciò ad un piano quasi irraggiungibile, non riesca ad arrivare dove tutti invece vorremmo arrivare.
    Il mio suggerimento perciò, era di volare virtualmente “basso”, virtualmente perchè concetti (ed esercizi) che all'apparenza sembrano più “terreni” e meno mitici, di fondo portano poi all'Amore, Amore che, nella mia visione, è l'unica e sottolineo Unica Verità Fondante.
    In definitiva ero in disaccordo con te solo per il modo di comunicare, ma per il resto sono con te al 100%.
    Grazie ancora per avermi dato la possibilità di ribadire il mio pensiero 🙂


    #39203

    spiritualcoach
    Partecipante

    [quote1221734804=giusparsifal]
    Ciao spiritual, benvenuto innanzitutto.
    Mi riprometto di leggere il tuo secondo intervento, ora volevo solo chiarire, nel caso poi ce ne fosse bisogno, quello che io intendevo.
    Ti riconfermo che di fondo sono d'accordo con te, la mia preoccupazione è che la gente, idealizzando l'Amore e portandola perciò ad un piano quasi irraggiungibile, non riesca ad arrivare dove tutti invece vorremmo arrivare.
    Il mio suggerimento perciò, era di volare virtualmente “basso”, virtualmente perchè concetti (ed esercizi) che all'apparenza sembrano più “terreni” e meno mitici, di fondo portano poi all'Amore, Amore che, nella mia visione, è l'unica e sottolineo Unica Verità Fondante.
    In definitiva ero in disaccordo con te solo per il modo di comunicare, ma per il resto sono con te al 100%.
    Grazie ancora per avermi dato la possibilità di ribadire il mio pensiero 🙂
    [/quote1221734804]

    Ciao giusparsifal, ho ben compreso cosa vuoi dire, vedi è molto difficile “stare nel mezzo”, la mia capacità di comunicare è inficiata dalle parole che avendo significati “rigidi” e fungendo da etichettatrici non aiutano molto alla comprensione di temi profondi e quindi si ha bisogno di utilizzare altri “modi ” di comunicare”.

    Invece poi altre volte cambiando la prospettiva di osservazione cambia anche il giudizi, quello che chiamiamo la realtà relativa, per cui come puoi leggere nell'intervento di windrunner2012 egli afferma invece per lo stesso post:

    “Condivido assolutamente quello che stai scrivendo… è ciò che si trova in molte filosofie orientali… ma lo hai spiegato talmente bene… ed in modo così semplice che è proprio dura fraintendere… grazie per questo!”

    Al di là di tutto la comunicazione deve essere dinamica per cui partendo dalle percezioni intuitive riesco, quasi sempre, ad entrare “nel mondo” interiore di chi mi sta di fronte, caso per caso, per potergli poi, con una chiave d'ingresso a lui più “familiare”, stimolare l'attenzione su quello che voglio fargli conoscere.

    Grazie di cuore anche a te, a presto.


    #39204

    mudilas
    Partecipante

    La sofferenza e le intenzioni, per quanto mi riguarda sono agli antipodi.

    Il sacrificio poi, ha un valore intrinseco negativo, non vedo come si possa scegliere arbitrariamente di sacrificare o sacrificarsi, proprio dal punto di vista intenzionale.


    #39202

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221744969=mudilas]
    La sofferenza e le intenzioni, per quanto mi riguarda sono agli antipodi.

    Il sacrificio poi, ha un valore intrinseco negativo, non vedo come si possa scegliere arbitrariamente di sacrificare o sacrificarsi, proprio dal punto di vista intenzionale.

    [/quote1221744969]

    Secondo me… ed è un mio parere non dobbiamo intepretare le cose con questi nostri limiti tridimensionali… secondo me sacrificarsi significa cedere il proprio EGO materiale e lasciarlo andare via per far spazio al Sè. Questo processo per poterlo creare fa si che si crei dell'attrito dentro sè stessi in quanto è una cosa innaturale… insomma il nostro corpo, per istinto di conservazione, negerà con tutto sè stesso di lasciar andare il proprio EGO… ogni volta che lo facciamo è come se due ferri si striciassero tra loro… intendo che c'è un forte attrito…

    Lo stesso secondo me vale per la sofferenza… io soffro perchè … per motivi magari tipo non sto bene con me stesso oppure mi hanno trattato male… ma continuo a vederlo con occhi tridimensionali… ma se cambio prospettiva allora mi rendo conto che quella sofferenza mi sta aiutando ! Magari la sofferenza che provo perchè litigo con una persona mi porta a ragionare e vedere in maniera più larga… facciamo parte di un progetto che è di gran lunga mooolto più grande dell'immaginazione nostra tridimensionale… tutti… e siamo tutti interconnessi…

    MA ORA MI CHIEDO… come faccio a cambiare la mia prospettiva? Come posso fare?

    Semplice… devo averne l'intenzione !!!

    Questo è il mio personale pensiero !!!
    Ciao ! 🙂


    #39191

    mudilas
    Partecipante

    [quote1221745759=windrunner2012]
    [quote1221744969=mudilas]
    La sofferenza e le intenzioni, per quanto mi riguarda sono agli antipodi.

    Il sacrificio poi, ha un valore intrinseco negativo, non vedo come si possa scegliere arbitrariamente di sacrificare o sacrificarsi, proprio dal punto di vista intenzionale.

    [/quote1221744969]

    Secondo me… ed è un mio parere non dobbiamo intepretare le cose con questi nostri limiti tridimensionali… secondo me sacrificarsi significa cedere il proprio EGO materiale e lasciarlo andare via per far spazio al Sè. Questo processo per poterlo creare fa si che si crei dell'attrito dentro sè stessi in quanto è una cosa innaturale… insomma il nostro corpo, per istinto di conservazione, negerà con tutto sè stesso di lasciar andare il proprio EGO… ogni volta che lo facciamo è come se due ferri si striciassero tra loro… intendo che c'è un forte attrito…

    Lo stesso secondo me vale per la sofferenza… io soffro perchè … per motivi magari tipo non sto bene con me stesso oppure mi hanno trattato male… ma continuo a vederlo con occhi tridimensionali… ma se cambio prospettiva allora mi rendo conto che quella sofferenza mi sta aiutando ! Magari la sofferenza che provo perchè litigo con una persona mi porta a ragionare e vedere in maniera più larga… facciamo parte di un progetto che è di gran lunga mooolto più grande dell'immaginazione nostra tridimensionale… tutti… e siamo tutti interconnessi…

    MA ORA MI CHIEDO… come faccio a cambiare la mia prospettiva? Come posso fare?

    Semplice… devo averne l'intenzione !!!

    Questo è il mio personale pensiero !!!
    Ciao ! 🙂
    [/quote1221745759]
    in quanto essere umano percepisco, rappresento ed intenziono
    fare finta che questi aspetti non esistano con un entusiasmo buonista non aiuta, secondo me…

    e poi, di chi sarebbe questo progetto, avrei molto da obiettare!
    la sofferenza non mi aiuta affatto, anzi! “i cani in gabbia, come gli umani, diventano spesso cattivi” e non mi voglio preoccupare delle motivazioni del mio carceriere, innanzitutto devono smettere di imprigionare e dobbiamo sia dare libertà che pretenderla.

    Siamo tutti interdipendenti, esseri simbiotici, per questo, nuocere è decisamente stupido.

    Sinceramente, detesto anche quelle visioni karmiche passive, secondo cui dobbiamo scontare vite passate…
    non si discostano dalle visioni cattoliche del dio, padre-padrone, che punisce con l'inferno.
    è tutto una colpa e punizione ?
    è il fato? il destino?

    tutto questo è lungi dalla rivoluzione interna trascendentale per cui si rimedia e si dà la possibilità di rimediare.
    il perdono non avviene per magia.

    questo è il mio personale pensiero.


    #39205

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221748974=mudilas]
    […]
    questo è il mio personale pensiero.

    [/quote1221748974]

    E lo rispetto !!! 🙂

    In quanto essere umano percepisci… è vero… ma con i tuoi 5 sensi… non puoi obbiettare su questo… ok. Allora partiamo dal fatto che percepisci con i tuoi 5 sensi.
    Cosa ti fanno vedere? Cosa ti fanno percepire? Cosa rappresenti? Cosa intenzioni?

    Ti faccio un esempio banale… tu sei in grado con i tuoi occhi fisici di vedere i raggi infrarossi?
    Io no… e credo neanche tu… ma questi esistono… è stato dimostrato anche scientificamente !!! Allora mi chiedo e mi domando… sono così “perfetti” questi occhi fisici? Mi permettono davvero di vedere la realtà?

    Non sono per nulla buonista… ed in un certo senso mi dispiace che mi si interpreti così ma capisco che ognuno percepisce in base alla propria coscienza ma spero tu ti renda conto che non ho MAI detto che questi aspetti NON ESISTONO. ANZI
    Ho affermato che ci sono ma che non siamo in grado di percepirli correttamente con i nostri organi di senso. Tutto qui 😉

    Frase tua: Siamo tutti interdipendenti, esseri simbiotici, per questo, nuocere è decisamente stupido.
    Chi ha mai parlato di nuocere? Puoi spiegarmelo? Grazie !!! 🙂

    Affermazioni tue:
    Sinceramente, detesto anche quelle visioni karmiche passive, secondo cui dobbiamo scontare vite passate…
    non si discostano dalle visioni cattoliche del dio, padre-padrone, che punisce con l'inferno.
    è tutto una colpa e punizione ?
    è il fato? il destino?

    In realtà la visione è ben più ampia… il fatto del Karma è un tentare di spiegare cosa in realtà c'è ma come vedi ti crea dei dubbi… questo perchè spiegando con i nostri sensi e quindi con parole del nostro mondo qualcosa che NON E' di questo mondo (parlo dei mondi superiori) diventa difficile perchè non percepiamo correttamente la realtà.

    Tua frase: tutto questo è lungi dalla rivoluzione interna trascendentale per cui si rimedia e si dà la possibilità di rimediare.
    il perdono non avviene per magia.

    Vedi non c'entra nulla la magia… ed anche se si parla di alcune cose come di “magia” io personalmente scarterei quel termine… LA VERA RIVOLUZIONE, SECONDO ME, avviene quando noi ci opponiamo alla nostra natura di vibrazione più bassa come odio, rancore, gelosia e così via. Quando ci opponiamo a questo allora è la nostra ANIMA che sta intervenendo. Ma secondo te un'ANIMA può provare ODIO?
    l tuo Sè può provare ODIO? Oppure è una cosa tipicamente mentale/emotiva che con l'anima non ha nulla a che vedere?

    Frase tua:
    e poi, di chi sarebbe questo progetto, avrei molto da obiettare!

    Caro Mudilas… è il progetto di DIO ! Lo chiamo progetto ma sarebbe meglio chiamarla, secondo me, la manifestazione di DIO … Yogananda lo chiamava “il sogno di DIO”…

    Cerchiamo di crescere insieme !!! Non siamo interdipendenti… siamo interconnessi… ma te ne sei dimenticato !!!

    Ora obbietta pure 😉

    Ciao ciao 🙂


    #39207

    mudilas
    Partecipante

    la mia è un'obiezione in piccola parte; è una riflessione, per cui, quando dico che il nuocere è negativo, non sto opponendo, ma formulando una riflessione….
    parlare di dio è sempre difficile…
    dire che è dio che pianifica e poi parlare di intenzione umana è piuttosto strano;
    come dire che la sofferenza è una creazione divina e nel vero sè, cioè l'essere interconnesso con dio, non c'è sofferenza è contradditorio…ma forse non capisco cosa intendi.
    ci sono altri due sensi, il cinestesico e il chinestesico, a riguardo, posterò qualcosa in seguito…

    i raggi infrarossi sono stati percepiti anche visivamente con apparecchiature particolari, in seguito a studi..

    e siccome non percepiamo tutto, può esistere tutto?

    mi pare che il genere umano sia piuttosto sconnesso che interconnesso.


    #39206

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221754131=mudilas]
    la mia è un'obiezione in piccola parte; è una riflessione, per cui, quando dico che il nuocere è negativo, non sto opponendo, ma formulando una riflessione….
    parlare di dio è sempre difficile…
    dire che è dio che pianifica e poi parlare di intenzione umana è piuttosto strano;
    come dire che la sofferenza è una creazione divina e nel vero sè, cioè l'essere interconnesso con dio, non c'è sofferenza è contradditorio…ma forse non capisco cosa intendi.
    ci sono altri due sensi, il cinestesico e il chinestesico, a riguardo, posterò qualcosa in seguito…

    i raggi infrarossi sono stati percepiti anche visivamente con apparecchiature particolari, in seguito a studi..

    e siccome non percepiamo tutto, può esistere tutto?

    mi pare che il genere umano sia piuttosto sconnesso che interconnesso.

    [/quote1221754131]

    Ciao Mudilas ! Ora ho capito meglio !!! 😉

    Allora secondo me “nuocere” nel senso di arrecare molestia ad altri è chiaramente sconveniente… in nessun modo si dovrebbe “nuocere” verso gli altri e verso Sè stessi sopratutto perchè farlo agli altri significa farlo anche a Sè stessi e farlo a Sè stessi significa farlo agli altri.

    Condivido che parlare di Dio è difficile e condivido anche che il genere umano sia apparentemente sconnesso ma questo è dovuto al senso di separazione che ci è dato proprio dai nostri sensi che sono limitati.

    “Vedere” con apparecchiature i raggi infrarossi non è uguale (secondo me) a percepirli… nel senso che vedere e percepire dentro di Sè qualcosa è diverso che rilevarlo con delle macchine (anche se questo è un esempio… c'è una gamma di colori infinita che non possiamo percepire…). Ad ogni modo la rilevazione con la macchina ci dice che l'infrarosso esiste… capisci Mudilas? ESISTE solo che con i nostri sensi non lo possiamo percepire.

    Ed è in base a ciò che posso rispondere alla tua domanda “e siccome non percepiamo tutto, può esistere tutto?” in questo modo:

    Secondo me SI. Ed è stato dimostrato che cose che non percepiamo esistono.

    Percepisci gli atomi? Eppure esistono e compongono tutto ciò che vedi.
    Eppure non li percepisci in quanto atomi… eppure hanno scoperto che ogni atomo è interconnesso con gli altri atomi… ma se allora il mio atomo è interconnesso con quello del mio ambiente e tu nel tuo ambiente… ma siamo nello stesso ambiente allora cosa accade?

    Accade che siamo noi stessi in qualche modo interconnessi solo che i nostri sensi non ci permettono di percepirlo…

    Mi dispiace di essere poco chiaro alle volte Mudilas ed ho un altro difetto… leggo velocemente e spesso rispondo con quello che credo di aver capito… quindi se ogni tanto trovi delle “uscite” strane… è forse per quello… e mi dispiace… 😉

    Mi piace molto confrontarmi con te sai !
    A presto 🙂


    #39208

    spiritualcoach
    Partecipante

    Come avevo previsto, la parola sofferenza indica ciò che l'uomo non accetta, infatti la sofferenza morale (psicologica) nasce proprio dalla mancata accettazione di ciò che krishnamurti chiamava il “quel che è”, cioè ciò che inevitabilmente (beninteso che può essere evitato prima e non quando accade) sta accadendo nell'attimo presente.

    Avevo già detto nel mio ultimo post:

    “Premetto, poichè non è la prima volta che affronto discussione sul tema sofferenza, che bisogna esser molto attenti a non fraintendere cosa si vuol intendere con essa e spesso, a distanza e con pochi scambi di pensieri, non è facile far comprendere a pieno cosa s'intende e quale è il suo grande valore.

    Al momento voglio solo sottolineare che non si sta parlando, almeno in tale contesto, della sofferenza ricercata ma di quella che ordinariamente la vita ci pone davanti e quindi del modo migliore per valorizzarla.”

    Detto questo e quanto più su, vorrei far comprendere che non si sta parlando di masochismo o gusto del soffrire ma di saper accettare l'inevitabilità dell'evento che può farci soffrire sia perchè il lavoro per evitarlo va fatto prima sia perchè l'accettazione diventa per due motivi ben precisi la modalità migliore per affrontare tale situazione di vita:

    1) l'accettazione non aumenta l'attrito provocato dall'evento non gradito dal nostro io/ego ma riesce perfino a smussarlo

    2) l'accettazione è segno di provata e coerente consapevolezza profonda dell'essere che avendo più luce, riesce a comprendere in quel momento che se soffre è perchè deve crescere nell'ambito delle situazioni stesse che provocano sofferenza poichè questa origina proprio dalla sua limitatezza.

    Per quest'ultima è bene spiegare ancora che la realtà che abbiamo davanti è in gran parte il riflesso[u][/u] di quello che noi siamo, quindi l'evento che ci fa soffrire non fa altro che rivelarci quali sono le situazioni per le quali “non riusciamo ad essere all'altezza”, perciò l'origine della “nostra” sofferenza è dentro di noi!

    Attenzione qui per origine s'intende quale reazione a soffrire e non quale causa dell'evento che la provoca.

    Ancora una volta vedete come le parole possono essere mal interpretate.

    A presto, grazie per l'attenzione!


    #39209

    mudilas
    Partecipante

    sei stato chiaro spiritualcoach, ma poichè viviamo in un grande condominio vivo, interconnesso, interdipendente,
    simbiotico che dir si voglia, la soluzione, -poichè la sofferrenza non la si accetta a priori, ma come conseguenza/riflesso- è globale, non individuale.
    amenochè non si vogliano accettare anche le cause che generano la sofferenza, perchè così sarebbero un valore? (in cui io non crederei)


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