La dieta vegetariana non è soltanto sana ma anche più sicura.

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Questo argomento contiene 925 risposte, ha 48 partecipanti, ed è stato aggiornato da J-new J-new 2 anni, 9 mesi fa.

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  • #50104
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1296073888=Spiderman]
    [quote1296065359=farfalla5]

    Spidi, ho capito ma dove compri questo olio?

    [/quote1296065359]

    Io lo trovo a Bologna in un negozio che vende varie cose di canapa, lo trovi di certo in rete oppure prova in qualche erboristeria ben fornita. Tu vivi a Livorno se ricordo bene, non dovresti avere difficoltà a reperirlo.
    [/quote1296073888]
    Ok, guardo se lo trovo a Piombino, in rete spesso costa addirittura di più…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #50109
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1296080140=Spiderman]
    [quote1296062938=farfalla5]

    Grazie Spidy, ma l'olio di lino o canapa si usa così come lì olio d'oliva?
    E, perchè questi oli dovrebbero essere meglio di olio d' oliva?

    [/quote1296062938]

    Si per quel che riguarda quello di canapa (quello di lino non l'ho mai usato), il problema è che ha costi davvero notevoli, usarlo per condire l'insalata non conviene dal punto di vista economico. Io ne prendo un cucchiaio al mattino a stomaco vuoto e il sapore ricorda un po' la nocciola. Perchè è meglio di quello di oliva? [link=http://www.integratori-benessere.com/alimenti-dieta/olio-di-canapa.html]leggi tu stessa[/link].
    [/quote1296080140]
    Fantastico!
    grazie Spiderman … non conoscevo le proprietà di questo olio …
    :salu:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #50110

    Spiderman
    Partecipante

    Pompieri vegan negli USA

    Varie squadre stanno iniziando a seguire un'alimentazione vegan per avere piu' energia e una salute migliore.

    Negli USA, sono stati da poco avviati nelle caserme dei pompieri in diversi stati, due programmi che hanno lo scopo di mantenere in forma i pompieri con una dieta 100% vegetale a basso contenuto di grassi. Ma allo stesso tempo estremamente gustosa, a giudicare dal video che mostra i pompieri che cucinano una succulenta pizza nella loro caserma.

    Il primo programma e' stato attivato a Bethesda, nel Maryland, dove l'azienda Whole Foods Market ha collaborato con una stazione dei pompieri per aiutare gli uomini a impostare sane abitudini che permetteranno loro di mantenersi in salute per tutta la durata delle loro vita.

    Coinvolgendo tutta la squadra, i pompieri si sostengono l'un l'altro per aiutarsi nel cambiamento di abitudini verso uno modo di alimentarsi salva-vita.

    Altre tre squadre di vigili del fuoco, a Detroit, in Michigan, hanno gia' iniziato ormai da qualche settimana e i benefici di una alimentazione basata sui vegetali stanno sorprendendo tutti i partecipanti. I livelli di colesterolo si abbassano di molto, tanti uomini sono dimagriti e tutti sostengono di avere molta piu' energia di prima, come non capitava piu' da anni.

    Queste squadre di pompieri sono state ispirate dal libro dell'ex-pompiere Rip Esselstyn, “The Engine 2 Diet”, che spiega come ottenere una salute migliore e piu' energia mangiando piatti buonissimi con ingredienti vegetali.

    http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1086


    #50111

    raistlin
    Partecipante

    [quote1296245216=farfalla5]
    [quote1296073888=Spiderman]
    [quote1296065359=farfalla5]

    Spidi, ho capito ma dove compri questo olio?

    [/quote1296065359]

    Io lo trovo a Bologna in un negozio che vende varie cose di canapa, lo trovi di certo in rete oppure prova in qualche erboristeria ben fornita. Tu vivi a Livorno se ricordo bene, non dovresti avere difficoltà a reperirlo.
    [/quote1296073888]
    Ok, guardo se lo trovo a Piombino, in rete spesso costa addirittura di più…
    [/quote1296245216]

    http://www.emuna.it/ vedi se questo ti conviene farfy, e se su facebook ti iscrivi al gruppo PREVENIAMO MALATTIE CON L'OLIO DI CANAPA e con la medicina naturale! hai uno sconto del 10%


    #50112
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1296301755=raistlin]

    Io lo trovo a Bologna in un negozio che vende varie cose di canapa, lo trovi di certo in rete oppure prova in qualche erboristeria ben fornita. Tu vivi a Livorno se ricordo bene, non dovresti avere difficoltà a reperirlo.
    [/quote1296073888]
    Ok, guardo se lo trovo a Piombino, in rete spesso costa addirittura di più…
    [/quote1296245216]

    http://www.emuna.it/ vedi se questo ti conviene farfy, e se su facebook ti iscrivi al gruppo PREVENIAMO MALATTIE CON L'OLIO DI CANAPA e con la medicina naturale! hai uno sconto del 10%
    [/quote1296301755]

    Tesoro, ho visto solo ora la tua risposta… 🙁
    no mi iscrivo a FB e intanto mi informo un po'. :yesss:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #50113

    Spiderman
    Partecipante

    [color=#000099]Osteoporosi: evitare i latticini[/color]

    [color=#cc0000]Più che latte e formaggi, l’osteoporosi si contrasta praticando attività fisica in maniera regolare e una dieta a base di verdure e cereali integrali.[/color]

    Secondo un recente studio epidemiologico svolto in Italia, a soffrire di osteoporosi è il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni. Si tratta dunque di una vera e propria malattia sociale, della quale la medicina allopatica finora non è riuscita a individuare con precisione le cause. Si tratta, com’è noto, di una riduzione della massa e della densità dell’osso, che in qualche caso può essere dovuta a una predisposizione ereditaria e che spesso si manifesta in forme secondarie dovute a farmaci corticosteroidi (cortisone ecc.), ipertiroidismo, diabete e insufficienza gonadica.

    Calcio e ormoni
    Per molto tempo, si è creduto che l’osteoporosi fosse legata alla carenza di calcio e all’incapacità delle ossa di fissarlo, di conseguenza la terapia era basata sulla supplementazione di questo minerale, un’alimentazione ricca di latticini e l’assunzione di calcitonina, ormone che stimola la fissazione del calcio sulle ossa. Più recentemente, alla luce di nuove ricerche e dei discutibili risultati registrati con la somministrazione di calcitonina si è cominciato a considerare come origine dell’osteoporosi un’insufficienza estrogenica, per cui oggi alla quasi totalità delle donne in menopausa viene consigliata una terapia a base di estrogeni, perlopiù sotto forma di cerotti. Ma anche rispetto alle cure ormonali è necessario fare delle considerazioni: l’osteoporosi è molto poco diffusa tra le donne asiatiche in età di menopausa; i medicinali per la menopausa tendono semplicemente a frenare e rimandare la comparsa dei segni e dei sintomi della menopausa; infine le donne che soffrono maggiormente di osteoporosi presentavano i «fattori a rischio» già da giovani.

    Una questione di pH
    Inoltre è interessante osservare che quasi sempre negli individui che soffrono di osteoporosi, i livelli di calcio nel sangue (calcemia) sono normali. Più che a una carenza di calcio nel sangue dunque, l’osteoporosi sembrerebbe dipendere da una sua scarsa disponibilità. Questo perché la fisiologia dell’organismo funziona in base a precise priorità; una di queste è quella di assicurare costantemente un tenore adeguato del calcio contenuto nel sangue, indispensabile per l’attività muscolare (cuore compreso), la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali. Quindi il calcio presente in questa forma non è utilizzato dall’organismo per rifornire la matrice ossea, ecco perché il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati non risolve il problema, ma anzi in alcuni casi può peggiorarlo, anche perché un’altra fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini, l’intervallo ideale è tra 7.39 e 7.41; in condizioni particolari si può arrivare a valori fino a 7.1 e 7.8. Con valori inferiori a 7.1 (eccesso di acidità) o superiori a 7.8 (eccesso di alcalinità) compaiono sintomi seri. Per questa ragione esistono una serie di meccanismi di compensazione che hanno la funzione di mantenere il pH a livelli adeguati. […]

    [link=http://www.aamterranuova.it/article5397.htm]Segue[/link]


    #50114

    deg
    Partecipante

    La longevità si conquista con la dieta ipoproteica

    Ridurre l'apporto di proteine nella dieta potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell'allungare la durata della vita umana, molto di più e molto meglio di una dieta ipocalorica o iperproteica, anche se ricca di nutrienti essenziali (vitamine e sali minerali). Il motivo ? Riesce ad abbassare significativamente i livelli del cosiddetto fattore di crescita insulino simile -1 (IGF-1), un potente fattore di crescita che gioca un ruolo cruciale nel modulare la durata della vita negli animali da esperimento.

    Ad affermarlo sono gli studiosi della Washington University School of Medicine di St. Louis, coordinati da Luigi Fontana, direttore del reparto di Nutrizione ed Invecchiamento presso l'Istituto Superiore di Sanità e visiting professor presso la Washington University School of Medicine negli USA, che hanno da poco pubblicato uno studio su Aging Cell, la più importante rivista di biologia dell'invecchiamento.

    “Nell'uomo, a differenza dei topolini da esperimento, potrebbe non essere necessario tagliare drasticamente le calorie per poter invecchiare in salute. Potrebbe esser sufficiente associare ad una lieve-moderata restrizione calorica una riduzione della quantità di proteine presente nella propria alimentazione. E oltretutto è anche più facile rispetto al dover elaborare e seguire tutta la vita un regime di restrizione calorica che taglia del 20-30 per cento l'apporto calorico giornaliero”, afferma Fontana.

    “In genere, i nutrizionisti non si preoccupano troppo se mangiamo molte proteine, dando più peso al quantitativo di grassi e zuccheri. Il nostro studio suggerisce invece di stare attenti proprio alla Razione Giornaliera Raccomandata (RDA) di proteine, che attualmente è di 0.82 grammi per chilo di peso, corrispondente a circa 56 grammi di proteine per un uomo adulto e a 46 per una donna. La nostra ipotesi, da verificare in ricerche future, è quella di limitare l'introito proteico a 0.7 o 0.8 grammi per chilo di peso al giorno se si vuole ridurre il rischio di sviluppare alcune forme di cancro ed aumentare le possibilità di vivere una vita lunga e in salute”.

    Nei loro precedenti studi, i ricercatori della Washington University avevano appurato che la restrizione calorica severa (RC) allungava del 50 per cento la vita degli animali da laboratorio e, sulla base di tali risultati, un gruppo di persone appartenenti alla Caloric Restriction Society, soprannominatesi CRONies (Calorie Restriction with Optimal Nutrition), avevano adottato un severo regime di RC per un periodo medio di 7 anni. Tuttavia, se in questo periodo gli indici del rischio cardiovascolare (la pressione arteriosa, la glicemia, il colesterolo, etc.) si sono tutti notevolmente abbassati, suggerendo anche in questo caso un vantaggio in termini di longevità, nello studio attuale i ricercatori hanno osservato per la prima volta che i livelli IGF-1, che negli animali in restrizione calorica si abbassano del 30-40 per cento, nei CRONIES rimanevano invariati e sostanzialmente identici a quelli di chi segue una tipica dieta occidentale e fa vita sedentaria.

    A questo punto, gli studiosi hanno organizzato un trial clinico, il CALERIE study (Comprehensive Assessment of the Long Term effects of Reducing Intake of Energy), per comparare la RC all'attività fisica e misurare così vari fattori biologici legati alla salute e alla longevità. Hanno suddiviso 48 persone in 3 gruppi: 18 hanno tagliato, seguendo una dieta di RC, del 25 per cento il loro introito calorico per un anno, altri 18 hanno cominciato a fare esercizio fisico giungendo a bruciare il 25 per cento di calorie in più sempre per un anno, e 10 non hanno cambiato le loro abitudini. Di nuovo il livello di IGF-1 non aveva subìto variazioni nel gruppo sottoposto a RC.

    “Ma noi sapevamo che 2 fattori influenzano i livelli circolanti di IGF-1: l'introito calorico e quello proteico – spiega Fontana – Sapevamo dai diari alimentari dei CRONies che questo seguivano una dieta ipocalorica però ricchissima in proteine (24 per cento delle calorie provenivano dalle proteine). Così abbiamo deciso di studiare il secondo: all'interno dei CROnies è stato selezionato un ristretto gruppo (6 persone) che per tre settimane hanno ridotto del 50 per cento l'apporto proteico. Non è stato facile tagliare le proteine, mantenendo invariate le stesse calorie, perché nella RC è necessario fare numerosi calcoli a garanzia di un regime che sia sì ipocalorico, ma al tempo stesso bilanciato. Questa volta però, dopo tre settimane, l'IGF-1 si è abbassato notevolmente”.

    “Con questo studio abbiamo dimostrato per la prima volta – continua Fontana – che l'introito proteico nell'uomo, a differenza dei topolini da laboratorio, è un fondamentale regolatore dei livelli circolanti di IGF-1”. Alti livelli di IGF-1 nel sangue sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare cancro al colon, alla mammella, e alla prostata. Recenti studi in animali da esperimento hanno ripetutamente dimostrato che bassi livelli di IGF-1 sono anche essenziali per rallentare i processi d'invecchiamento. “Il problema – conclude Fontana – è che la maggior parte degli italiani mangia il 30-50 per cento in più delle proteine che viene raccomandato dal RDA. Le implicazioni sul rischio di sviluppare cancro e sulla longevità potrebbero essere importanti. È un obiettivo primario del nostro Istituto capire a fondo le implicazioni di questi fattori dietetici sulla salute dei nostri cittadini”.

    Fonte: universonline.it
    http://www.ecplanet.com/node/2332


    #50115

    Anonimo

    Lo studio non regge, cosa indica la RDA?
    Non fa distinzione tra sedentario e agonista, tra amatoriale, bambino, adulto, anziano, sono tutti uguali?
    Altra cosa, si sparla dell'IGF-1, e gli altri ormoni?
    Siamo una macchina che gira insieme, non un muscolo sì a l'altro sta a guardare, così come gli ormoni, si influenzano, l'alimentazione non è l'unico fattore!
    E poi il problema è il rischio di sviluppare il tumore o indipendentemente da esso morire prima?
    Si fa disinformazione, si fa terrorismo mediatico, a favore dei grassi e carbo.

    Gli italiano sono famosi per pane, pizza e pasta, non proprio per l'introito proteico elevato.

    Mah


    #50116

    Spiderman
    Partecipante

    Studio scientifico italiano – Alimentazione vegetariana nei bambini: una scelta sicura

    Il prof. Leonardo Pinelli – pediatra, nutrizionista, già Direttore del Centro di Diabetologia Pediatrica, Nutrizione Clinica e Obesità dell'Università di Verona, nonché vice-presidente di Società Scientifica Nutrizione Vegetariana (SSNV) ospite della trasmissione “Uno Mattina” ha illustrato brevemente i risultati positivi di uno studio scientifico su 97 bambini vegetariani e vegani condotto a Verona, presso l’ ambulatorio pubblico di nutrizione vegetariana per neonati, bambini, e le loro famiglie, realizzato in collaborazione con l'UOC diabetologia pediatrica e nutrizione dell'ospedale di Borgo Roma (Verona)

    Dei 97 bambini, 86 erano latto-ovo-vegetariani, 11 erano vegani, e sono stati seguiti dall'ambulatorio di Verona nel primo e secondo anno di vita. Dai dati anamnestici e di laboratorio si è potuto rilevare che la crescita dei bambini era normale, solo in un caso di mancata integrazione di vitamina B12 da parte della madre di un bambino vegan allattato al seno si è evidenziato un iniziale problema di accrescimento, subito normalizzato con l'opportuna integrazione di vitamina B12 di sintesi batterica nella madre e nel bambino.

    [link=http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=260]Segue[/link]


    #50117
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1301926326=Spiderman]
    Studio scientifico italiano – Alimentazione vegetariana nei bambini: una scelta sicura

    Il prof. Leonardo Pinelli – pediatra, nutrizionista, già Direttore del Centro di Diabetologia Pediatrica, Nutrizione Clinica e Obesità dell'Università di Verona, nonché vice-presidente di Società Scientifica Nutrizione Vegetariana (SSNV) ospite della trasmissione “Uno Mattina” ha illustrato brevemente i risultati positivi di uno studio scientifico su 97 bambini vegetariani e vegani condotto a Verona, presso l’ ambulatorio pubblico di nutrizione vegetariana per neonati, bambini, e le loro famiglie, realizzato in collaborazione con l'UOC diabetologia pediatrica e nutrizione dell'ospedale di Borgo Roma (Verona)

    Dei 97 bambini, 86 erano latto-ovo-vegetariani, 11 erano vegani, e sono stati seguiti dall'ambulatorio di Verona nel primo e secondo anno di vita. Dai dati anamnestici e di laboratorio si è potuto rilevare che la crescita dei bambini era normale, solo in un caso di mancata integrazione di vitamina B12 da parte della madre di un bambino vegan allattato al seno si è evidenziato un iniziale problema di accrescimento, subito normalizzato con l'opportuna integrazione di vitamina B12 di sintesi batterica nella madre e nel bambino.

    [link=http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=260]Segue[/link]

    [/quote1301926326]
    la trasmissione è piuttosto penosa … il Prof. Pinelli lo conosco personalmente ed è un medico straordinario !
    Questa sera, con un pò più di tempo vi racconto … ora scappo :bay:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

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