La reincarnazione esiste?

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Questo argomento contiene 39 risposte, ha 13 partecipanti, ed è stato aggiornato da abuandre abuandre 5 anni, 7 mesi fa.

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  • #144480
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1397687273=.scorp]

    Io non mi fido ciecamente di nessun testo, semplicemente cerco tra i tanti le correlazioni, e quando i punti in comune si fanno tanti, fra libri scritti in ere diverse e con contenuti fenomeni che la scienza sta scoprendo solo negli ultimi anni, vuol dire che almeno un fondo di verità nel testo c'e'.

    Nel nostro caso, con the ra material ci sono molti punti illuminanti in comune, sia con altri libri channeling, sia con i vangeli apocrifi, con la dottrina segreta, che con i testi più classici, oltre che con l'esperienza personale di alcuni miei conoscenti che praticano fin da bambini viaggi astrali
    [/quote1397687273]
    sono d'accordo, anch'io unisco i vari puntini delle mie ricerche…e la matematica non è un'opinione :si:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #144481

    orsoinpiedi
    Partecipante

    L'anima è individuale?


    #144483
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1397757513=orsoinpiedi]
    L'anima è individuale?
    [/quote1397757513]

    Fasi dell’evoluzione individuale

    L’uomo abbraccia degli ideali ed a questi si vota: Non importa che siano giusti o che rispondano all’etica comune: sono suoi ideali e per quelli, in maniera diversa, vive. Da ciò, ha diverse esperienze in ordine alle quali modifica i suoi ideali e la sua vita. E’ questa proprio una tipica caratteristica dell’evoluzione: evolvere per l’uomo significa passare da un minimo ad un massimo, svolgere, ampliare, accrescere il proprio “sentire”. Ed è logico, quindi, che la strada di questa evoluzione sia proprio così concepita: una tappa dopo l’altra, un ideale morale che si raggiunge, un altro che ci viene prospettato. Sembra facile e breve a dirsi, ma voi sapete quanto questo costi, quanto significhi di interna riflessione e d’esterna azione. L’uomo che noi vediamo, dal punto di vista del “sentire”, è ancora una piccola creatura in confronto aol destino al quale è chiamato. Egli è un essere ai primi movimenti di “sentire”, per il quale non è sufficiente meditare, riflettere con la mente per evolvere. Ciò che egli pensa, l’ideale che egli concepisce ed intravede, deve tradursi in natura interiore, attraverso ad azioni nella vita del mondo fisico.
    Tutto ciò, ripeto, non è è che una prima fase di evoluzione di quell’essere che un giorno, superato il divenire, si riconoscerà nell’Assoluto.
    Noi abbiamo fissato delle fasi nell’evoluzione di questo essere che abbiamo chiamato “individuo”. Durante la prima di esse egli anima nel piano fisico forme di vita inferiori all’umana; durante questa fase si organizzano i corpi, gli strumenti che gli serviranno nella fase successiva. Si forma il corpo astrale che gli da la percezione delle sensazioni, emozioni, desideri; il corpo mentale che gli insegna a ricordare le esperienze vissute, a cercare di ripeterle o a prevenirle.
    Nella seconda fase di evoluzione l’individuo anima forme umane; durante questa, servendosi degli strumenti che si è formato nella trasmigrazione nelle vite inferiori all’umana, egli ha delle esperienze che formano la sua coscienza, quella che noi abbiamo chiamata coscienza individuale. Naturalmente la completa costruzione di essa occupa l’intero arco delle molteplici incarnazioni di un individuo come uomo ed il modo come si costituisce è quello che prima abbiamo accennato.
    Coscienza individuale costituita significa press’a poco avere fatto proprio, perché divenuto intimo “sentire”, l’insegnamento dell’altruismo, dell’amore al prossimo, epilogo del quale il senso del proprio dovere rappresenta la prima tappa.(….)
    A questo punto l’individuo è interamente costituito tanto che ha coscienza di sé, ma nello stesso tempo comprende di non essere il centro dell’universo; egli non è che una goccia in un infinito mare. (…)
    Noi abbiamo visto che la coscienza individuale costituita dà un profondo senso del dovere, un essere altruista, amare il prossimo nostro come se stessi; che cosa significa invece “coscienza cosmica”?
    Significa sentire in termini cosmici; sentire il Cosmo come un “tutto” del quale l’individuo fa parte in maniera viva. Significa non solo essere convinti di far parte del Cosmo, ma vivere di questa partecipazione, sentirsi sangue di questo Cosmo; partecipare in modo attivo ed inequivocabile alla vita del Cosmo; vederla nella sua eterna esistenza e nel suo mai trascorrere. Questo è il significato che si può dire con parole umane.
    Ma -ecco la vostra domanda- come si perviene a questa coscienza cosmica?
    Voi sapete che il Cosmo mai trascorre, ma che è l’individuo che ha l’illusione di trascorrere perché inserito in una gamma di “sentire “. Ed allora, quando sperimenta il “sentire” che corrisponde alla coscienza individuale costituita, tocca una tappa che prelude ad una fase del tutto diversa: immedesimazione coi “sentire” degli altri.(…)
    Così quando l’individuo è pervenuto a costituire la sua coscienza individuale, deve pervenire a leggere il senso della storia cosmica, e ciò significa vivere, compenetrare, scorrere come sangue nelle vene del cosmo al quale appartiene. “Sentire” non già come ha “sentito” fino ad allora attraverso ai suoi veicoli; ma “sentire” di coscienza costituita da tutti i “sentire” del Cosmo. Dall’alto verso il basso: non più dal basso verso l’alto. Questa è la terza fase dell’evoluzione individuale. Ma la meta finale non è ancora toccata. Lo sarà quando con lo stesso processo” sentirà” tutti i cosmi, perché l’individuo è chiamato ad avere una “coscienza assoluta”, a “sentire” tutti i Cosmi, il “tutto” cioè l’Assoluto stesso, attraverso ad analogo processo: dall’alto verso il basso. Come ultimo episodio di questo vivere e partecipare, è la “coscienza assoluta”, è Dio stesso, è il cessare di ogni scorrere che illusoriamente si può percepire. E’ l’Eterno Presente, è l’Infinita Presenza. E’ il Tutto, l’Assoluto.

    Kempis, Fasi dell’evoluzione individuale, Tratto da: Cerchio Firenze 77, Oltre l’illusione, Edizioni Mediterranee, pagg.253-255


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #144482
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum
    #144484
    abuandre
    abuandre
    Partecipante

    prixi scrive:”piuttosto propenderei per una bella risonanza con l'armonia universale ”
    aggiugo: “che ogni tanto si reincarna inqualche soggetto”.


    #144485

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @brig.zero
    Ho il sospetto che nel tuo discorso ci sia un pericolo.
    ti cito:”L’uomo abbraccia degli ideali ed a questi si vota: Non importa che siano giusti o che rispondano all’etica comune: sono suoi ideali e per quelli, in maniera diversa, vive. Da ciò, ha diverse esperienze in ordine alle quali modifica i suoi ideali e la sua vita”
    Il pericolo è rappresentato dal condizionamento delle esperienze stesse.
    Quanto siamo sicuri che il nostro pensare,la nostra “coscienza”non derivi dall'ambiente in cui viviamo e a cui le nostre esperienze fanno esclusivamente riferimento?
    Desidero postare una riflessione tratta da “Io sono quello” di Nisargadatta Maharaj:

    “M. Quando sarai calmo tutto comincerà ad accadere spontaneamente e in modo naturale, senza alcuna interferenza da parte tua.
    V. Posso evitare questa lunga battaglia con la mia mente?
    M. Sì che puoi. Ti basta vivere la vita come viene, rimanendo però attento e vigile, lasciando che tutto accada come deve accadere, facendo cose naturali in modo naturale, soffrendo e godendo i momenti di gioia così come la vita dispensa. Anche questa è una via. […]
    Prendila come viene, senza il minimo sforzo. […]
    Sii attento. Mettiti in questione, osserva, indaga, impara tutto ciò che puoi sulla confusione, studiane i meccanismi e guarda che effetti ha su di te e sugli altri. Quando hai ben chiaro cos'è la confusione, te ne sei liberato. […]
    Cerca di avere una mente chiara e un cuore puro. Ti basta rimanere tranquillamente attento, mentre indaghi sulla tua vera natura.
    […]
    La consapevolezza è primordiale. È lo stato originario, senza inizio, senza fine, non causato, senza base, non causato, senza base di sostegno, indiviso e immutabile. La coscienza è per contatto, è un riflesso su una superficie, uno stato di dualità. Non può esserci coscienza senza consapevolezza […]. La consapevolezza è assoluta, la coscienza è relativa al suo contenuto. La coscienza è sempre coscienza di qualcosa, è parziale e mutevole. La consapevolezza è totale, immutabile, quieta e silenziosa. È la matrice di ogni esperienza.
    V. Come si supera la coscienza, per entrare nella consapevolezza?
    M. Siccome è la consapevolezza a rendere possibile la coscienza, c'è consapevolezza in ogni stato di coscienza. Quindi, la coscienza stessa di essere coscienti è già un movimento nella consapevolezza. La tua attenzione al flusso della coscienza ti porta alla consapevolezza. Non è uno stato nuovo. È riconosciuto immediatamente come esistenza originale, fondamentale, che è la vita stessa, ed è anche amore” (pp. 20-27).

    Vorrei soffermarmi solo sulla seconda parte, dedicata al rapporto tra consapevolezza e coscienza. Non esiste la coscienza; esiste invece sempre e solo la coscienza di: coscienza di un suono, coscienza di una figura, coscienza di un toccare, ecc. Ed è la nostra situazione. Ma questo accade all'interno dello spazio più grande, più vasto della consapevolezza, quell'apertura che tutta contiene, in cui tutto accade, che tutto accoglie. E allora l'accorgersi di essere coscienti è già di per sé consapevolezza. Il continuo sentire ciò che ti accade, la tua attenzione a te stesso, ti fa ritornare alla presenza sempre presente del tuo essere, del tuo partecipare al flusso delle cose, alla realtà del mondo. Sei nell'essere, sei vivo, sei qui e ora: è sempre stato così, non è una inedita situazione, non è una novità. È invece un rammemorare, una scoperta, un'immersione nel tuo fondo originale.”

    Da qui la mia domanda:L'anima è individuale?Essa è una goccia di tale oceano di consapevolezza?Se si,perchè ha bisogno dell'esperienza della vita(coscienza)?
    Forse anche la consapevolezza universale ha bisogno di evolvere con sempre nuove esperienze.
    La creatività non passa forse dall'unione tra consapevolezza e coscienza?
    Una vita basta a soddisfare questa necessità?
    Come vedete sono molto confuso.


    #144487
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1397842781=Richard]
    http://translate.google.it/translate?sl=en&tl=it&u=http%3A//www.vivendodaluz.com/EN/articles/prana_has_weight.html

    Le stelle dunque nascono, vivono la loro vita stabile (tanto più rapidamente quanto maggiore è la loro massa), muoiono e…rinascono dalle loro ceneri (come il mitico uccello La Fenice).
    http://digilander.libero.it/sn1977d/Sistema%20solare/Sole/Evoluzione/M%201.htm

    http://scienze.fanpage.it/prima-del-big-bang-un-altro-universo-identico-la-teoria-di-roger-penrose-divide-i-cosmologi/

    [/quote1397842781]
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8565.9
    Una è la conoscenza avanzata che Cayce mi dimostra in astronomia, cosmologia, fisica quantistica e campi relativi.

    stella ..passaggio verso altre parti dell'universo e altri reami di coscienza
    il nostro posto come “cittadini dell'universo”
    Il nostro destino cosmico è tornare alle stelle da cui veniamo. Siamo letteralmente “figli delle stelle”, siamo fatti di polveri stellari! Secondo Cayce, le stelle furono fatte per noi
    quando lasciamo la nostra dimora terrena, diveniamo stelle nei cieli

    James Mullaney
    Curatore del Planetario Buhl e dell'Istituto di Scienza Popolare di Pittsburgh e Direttore del Planetario di DuPont a USCA, ha lavorato come astronomo presso l'Osservatorio di Pittsburgh dell'Università di Allegheny e come redattore per la rivista Sky & Telescope…

    La maggior parte degli elementi di cui siamo fatti o che ci consentono di vivere – carbonio, ossigeno, azoto e molti altri – sono stati creati nelle stelle. Addirittura il fluoro che rende forti i nostri denti! http://www.scienceinschool.org/print/351


    #144486

    Xeno
    Partecipante

    [quote1397851458=orsoinpiedi]
    Da qui la mia domanda:L'anima è individuale?Essa è una goccia di tale oceano di consapevolezza?Se si,perchè ha bisogno dell'esperienza della vita(coscienza)?
    [/quote1397851458]
    Per me Orso no non è individuale .Ciò che noi crediamo essere come individuale è solo l'indentificazione che spacciamo per il nostro Sè.
    Tu ci sarai sempre e sempre ci sei…. ad aeternum;Orsoinpiedi è quello che [u]poggia[/u] su di Te
    Orsoinpiedi è quello che sperimenta la chat,ma l'ineffabile (che sei Te) sperimenta tutta la baracca (l'universo) perchè da te proviene (e luce sia -fiat lux )
    Mi spingo oltre orso:
    In pratica diciamo che cambi continuamente vestito (luoghi corpi cose ecc..)ma non solo non te ne ricordi ma non è importante che tene ricordi.
    Quello che E' importante E' la sublimazione (chiamiamola così va) che ottieni dal cambiamento dei vestiti.
    Creare un “identità“eterna è ciò che manca, anche se siamo eterni…e finchè non la si realizza, si è costretti ad esserci senza sapere chi o cosa.
    [u]Ma questo può avvenire se c'è consapevolezza e non una macchina che dorme inconsapevole[/u] (Gurdjieff docet)
    Ecco perchè non è sufficiente,come molti dicono,vivere vita dopo vita per evolvere.
    Troppo bello sarebbe che in modo automatico realizzi (la chiamano evoluzione)ciò che sei semplicemente continuando a sbattere le corna contro il muro.
    Ci sono scienziati (è una battuta ne)che parlano di 100 vite 108 vite e chi ne ha più ne metta
    Ma quando mai!?
    Non sò se sono riuscito a fami capire
    [quote1397851458=orsoinpiedi]
    Forse anche la consapevolezza universale ha bisogno di evolvere con sempre nuove esperienze.
    La creatività non passa forse dall'unione tra consapevolezza e coscienza?
    Una vita basta a soddisfare questa necessità?
    Come vedete sono molto confuso.
    [/quote1397851458]
    Rimanendo in topic e dato che Nisargadatta ne parla metto l'estratto inerente tratto sempre dal libro da te citato:
    [color=#0000ff]
    I.: Tuttavia si deve credere nelle vite anteriori?
    M.: Le Scritture lo affermano, per me è lettera morta. Mi conosco come sono ora.
    Come fui o come sarò, non rientra nella mia esperienza attuale. Non ho neppure
    ricordi, perché non c'è nulla da ricordare. La reincarnazione presuppone un sé
    suscettibile di reincarnarsi. Ma questo sé non esiste. Il grappolo di memorie e
    speranze definito “io”, immagina di durare per sempre, e inventa il tempo per
    accogliere la sua falsa eternità. Per essere, il passato e il futuro non mi servono. Ogni
    esperienza, dalla nascita alla morte, è un prodotto dell'immaginazione. Io non
    immagino, perciò non sono nato e non morirò. Solo quelli che si reputano nati,
    possono pensare di rinascere. Tu m'imputi di essere nato, davvero non ne ho colpa!
    Tutto esiste nella consapevolezza, che non muore e non rinasce. È la stessa realtà
    immutabile.
    L'universo dell'esperienza nasce e muore con il corpo; inizia e finisce nella
    consapevolezza, che in sé non ha inizio né fine. Se vagli questo fatto e lo mediti a
    lungo, la luce della consapevolezza inonderà la tua vita e l'immagine del mondo
    svanirà. È come guardare un bastoncino d'incenso mentre brucia; prima vedi il
    bastoncino e il fumo; e quando scopri la punta che arde, capisci che potrebbe
    consumare un monte di bastoncini, e far ardere il mondo intero. Fuori del tempo il sé
    si realizza senza esaurire le sue possibilità che sono infinite. Nella metafora di prima,
    il bastoncino è il corpo, e il fumo è la mente. Finché è occupata nelle sue contorsioni,
    non riesce a percepire la fonte. Il maestro viene, e volge la tua attenzione alla scintilla
    che è dentro. La mente è naturalmente estroversa; il cuore delle cose tende a cercarlo
    in mezzo ad esse; sentirsi dire che la fonte è dentro, è in un certo senso l'inizio di una
    nuova vita. Alla coscienza subentra la consapevolezza. La coscienza è radicata
    nell'”io”, la consapevolezza è intera, e radicata in se stessa. La natura mentale dell'”Io
    Sono”, le è estranea; come dire, nella consapevolezza non c'è “io sono consapevole”,
    la consapevolezza non è dell'io. La coscienza è un attributo, so di essere conscio; la
    consapevolezza non è un attributo, non può esserci un io cosciente della consapevolezza.
    [/color]

    riferimento capitolo 56 (8 Maggio 1971)

    ps.
    che dire………un Grande
    pps.
    da leggere (studiare) anche “Io sono il non nato”sempre di Nisargadatta


    #144488
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Adriano Forgione parla della coscienza collettiva…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #144489
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1397865935=.scorp]

    Non esiste il caso, ogni cosa ha un suo perchè, quindi è conseguenza logica.
    E' proprio perchè si riesce ad accettarli che si comprende il loro ruolo di catalizzatori.

    Io non mi fido ciecamente di nessun testo, semplicemente cerco tra i tanti le correlazioni, e quando i punti in comune si fanno tanti, fra libri scritti in ere diverse e con contenuti fenomeni che la scienza sta scoprendo solo negli ultimi anni, vuol dire che almeno un fondo di verità nel testo c'e'.[/quote1397865935]

    Oppure significa che cerchiamo le stesse cose… le stesse “sicurezze”.

    [quote1397865935=.scorp]Nel nostro caso, con the ra material ci sono molti punti illuminanti in comune, sia con altri libri channeling, sia con i vangeli apocrifi, con la dottrina segreta, che con i testi più classici, oltre che con l'esperienza personale di alcuni miei conoscenti che praticano fin da bambini viaggi astrali
    [/quote1397865935]

    “L'idea” comune, può anche derivare dal fatto che spesso si rimescolavano idee precedenti, rinnovandole (vedi cristianesimo che ha assorbito usanze pagane ad esempio).
    Avendo sempre lo stesso problema (non tutti), il nostro cervello tende a crearsi la risposta per qualche motivo …

    Io sento una forte attrazione per i temi spirituali, ma contemporaneamente ho repulsione per la “fede”.
    Penso che solo l'esperienza, con tutti i limiti del caso, ci possa dare qualche risposta “personale”… anche se forse, poco attendibile perché soggettiva.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

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