LA VERITA' CHE NON CI VIENE RACCONTATA

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  • #85416
    NEGUE72NEGUE72
    Partecipante

    [quote1268222292=elerko]
    Fantasiosa storiella ma azzeccata visto la sue ultime iniziative:

    [youtube=480,385]nY5szxBzUDQ
    [/quote1268222292]

    che cavolo di sincronicità!
    ho passato 2 giorni a cercare di associale il 666 con il www degli indirizzi web…perchè mi era venua una idea (senza saperre nulla di questa teoria espressa nel video) che in una società governata da “altri” una delle cose che ogni uomo scrive e digita ogni giorno dovesse avere una importanza notevole.
    wow…ho avuto la risposta!


    #85418
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    Insostenibilità ambientale

    Con l'ultimo investimento dell'Eni in Congo si rischia una tragedia ambientale: ecco i dettagli più importanti dell'operazione da tre miliardi di euro
    Della maxioperazione da tre miliardi di euro della Eni in Congo per ora di concreto ci sono solo una serie di protocolli d’intesa fra l’azienda e lo stato africano e le promesse fatte e ribadite dall’amministratore delegato Paolo Scaroni (in foto) di operare rispettando ogni standard di sostenibilità ambientale. Il rischio, tuttavia, è che la Repubblica del Congo si possa trasformare, nel giro di pochi anni, in una zona ad alto rischio di inquinamento. È quanto prospettato nel rapporto “Energy Futures? Eni’s investments in tar sands an palm oil in the Congo Basin” stilato dalla Heinrich Böll Foundation, la fondazione del partito dei Verdi tedeschi. Un dossier di quaranta pagine nel quale, prima, sono elencati tutti i possibili rischi dell’ampliamento operativo del colosso energetico italiano nel paese con la seconda foresta tropicale più grande del mondo e, poi, vengono rivolte una serie di raccomandazioni all’Eni, alla Repubblica del Congo e al governo italiano in quanto azionista, al 30 percento, dell’ente idrocarburi.

    Il progetto. L’Eni, presente nella Repubblica del Congo dal 1968, ha sottoscritto lo scorso 19 maggio un piano di cooperazione con il governo di Brazzaville per integrare nella normale attività di produzione ed esportazione di idrocarburi nuove operazioni per l’uso di oli non convenzionali e delle energie rinnovabili che, tradotto nella lingua degli ambientalisti, vuol dire sfruttamento delle sabbie bituminose e dell’olio di palma nel bacino del Congo. Le aree che saranno interessate dall’attività della società sono quella di Tchikatanga e di Tchikatanga-Makola che insieme coprono un’estensione di 1790 chilometri quadrati. Vige ancora stretto riserbo, invece, su quello che sarà il territorio dove si produrrà olio di palma, anche se da piazzale Mattei si è sempre tenuto a specificare che che si tratterà di 70mila ettari di terre non coltivate (savane).
    Sabbie Bituminose. In pratica gli esperti insegnano che la lavorazione delle sabbie bituminose ha sempre comportato enormi rischi per l’ambiente nel quale sono state trattate. Le sabbie bituminose sono depositi di sabbia e argilla satura di bitume ovvero petrolio allo stato solido o semi-solido. Il procedimento per convertire il bitume in greggio può avvenire in due modi a seconda della profondità in cui si trova il materiale. A meno di 75 metri sotto terra si usa il metodo a miniera che consiste nello sradicare gli alberi presenti sull’area interessata e drenare il suolo per recuperare le sabbie bituminose. Queste, a loro volta, vengono caricate su grandi camion e trasportate in un impianto di estrazione dove, col calore e l’acqua, il bitume viene separato dalla sabbia. Per capire lo spreco di risorse naturali basti pensare che per produrre ogni barile di greggio sono necessari, in media, dai 2 ai 4.5 barili d’acqua. Gli scarti di questo processo vengono chiamati tailings e sono depositati in immense vasche di raccolta, visibili anche dallo spazio, che rilasciano nell’aria enormi quantità di vapori tossici. Oltre i 75 metri di profondità si usa il metodo cosidetto in situ che consiste nel separare il bitume dal resto degli elementi direttamente sotto terra e portarlo in superficie mediante l’uso di forti getti di vapore. Seppur meno dannoso a livello di impiego d’acqua – 0.8 barili per ogni barile di greggio prodotto – anche questo metodo è considerato estremamente inquinante.

    Olio di palma. L’area interessata dalla coltivazione dell’olio di palma in Congo è di 70mila ettari ovvero l’equivalente dell’area metropolitana di Milano. L’Eni ha ribadito che il progetto non coinvolgerà le foreste e le zone ad alta intensità di biodiversità. Inoltre, secondo quanto promesso dai dirigenti di EniCongo, il piano prevede l’assunzione di oltre 10mila lavoratori locali. Questi sono gli unici dati che, finora, è concesso conoscere. L’obiettivo dell’azienda è quello di unire l’utile, lo sfruttamento dell’olio per la produzione di biocarburanti, alla sostenibilità, ovvero adempiere alla responsabilità sociale d’impresa con la distribuzione di olio alimentare alle popolazioni locali. Queste, secondo quanto dice il dossier, non sono state ancora avvisate circa i rischi e le possibili richieste d’esproprio dei loro terreni per uso pubblico, che poi pubblico non sarebbe.
    Il rischio. La partecipata statale, vincitrice di diversi premi come azienda impegnata nel settore del sociale e della sostenibilità ambientale, dovrà stare attenta ai rigorosi standard di trasparenza imposti dalle convenzioni internazionali sia per quanto riguarda l’aspetto fiscale che per ciò che concerne le emissioni inquinanti. L’azzardo è proprio quello di lavorare insieme al Congo, paese che solo nel 2008 ha ricavato dall’export del petrolio 4,4 miliardi di dollari ma in cui il 70 percento della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà. Per avere un’idea di come vengono gestiti questi soldi basti pensare che la Repubblica del Congo risulta essere uno “dei peggiori dieci paesi” nell’Index of African Governance stilato dalla World Peace foundation. Nel 2007 un’indagine della polizia francese rivelò che il presidente Sassou Nguesso – ancora in carica – e la sua famiglia possedevano ventiquattro proprietà immoblliari in Francia per il valore di diversi milioni di dollari, tra cui una villa privata del presidente alla periferia di Parigi e un lussuoso appartamento intestato alla moglie in pieno centro del valore di 2,5 milioni di euro.

    http://it.peacereporter.net/articolo/18911/Insostenibilit%26agrave;+ambientale


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #85417
    Anonimo

    A I U T O!


    #85420
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #85422
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [youtube=480,385]sONhLi2RQi8
    [youtube=480,385]SD4kgGuJLic


    #85419
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    La forza nucleare debole è l'unica forza che agisce su le coppie di particelle elementari. Ha raggio d'azione breve ed è 100.000 volte più debole della forza forte. Questa forza non è in grado di tenere unite delle particelle e, data la sua debolezza, permette al neutrone di scindersi in un protone, elettrone e neutrino(decadimento beta).
    http://knightstrife.altervista.org/Pagine/Forza_Debole.htm

    http://www.arrigoamadori.com/lezioni/Sintesi/Nucleare.htm
    La forza nucleare debole.

    Il nucleo atomico è una struttura generalmente stabile. In certi casi, però, un nucleo può essere instabile e
    decadere, rompersi in più parti. Questo è il fenomeno della radioattività naturale (esiste anche la radioattività
    artificiale prodotta bombardando atomi non radioattivi con particelle).

    Un fenomeno legato alla radioattività è il cosiddetto decadimento beta. Un neutrone di un nucleo può
    disintegrarsi formando un protone ed un elettrone. Un neutrone ha carica nulla e produce un protone
    positivo ed un elettrone negativo, per cui la carica totale rimane invariata prima e dopo la reazione (in natura
    nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma). L'elettrone prodotto dal decadimento beta fuoriesce
    a grande velocità dal nucleo e costituisce la cosiddetta radiazione beta (raggi beta). Il protone prodotto dalla
    reazione rimane nel nucleo.

    E' chiaro quindi che nel decadimento beta il numero atomico dell'atomo che la subisce aumenta di una unità
    mentre il numero di massa rimane costante.

    C'è però un grosso problema. In questa reazione l'energia non è conservata. L'energia prima della reazione
    non uguaglia quella dopo la medesima. Ci si rende conto di ciò notando che sperimentalmente si verifica
    che i raggi beta prodotti fuoriescono con velocità diverse (e quindi con energia diversa) mentre dovrebbero
    avere la stessa velocità (energia).

    Questo dipende dal fatto che, secondo la meccanica quantistica, l'energia a disposizione ha un valore ben
    determinato che corrisponde alla differenza di energia fra il nucleo del cobalto e quello del nichelio (che
    hanno strutture nucleari ben definite corrispondenti ad energie ben definite).

    Fermi e Pauli immaginarono allora che vi fosse in gioco un'altra particella, finora sconosciuta, che portava
    con sé l'energia mancante e chiamarono questa particella molto elusiva (a massa forse nulla e dotata forse
    della velocità della luce che non interagisce quasi mai con la materia) neutrino.

    Piuttosto che rinunciare al principio di conservazione dell'energia, ipotizzarono l'esistenza di una nuova
    particella che poi fu successivamente rilevata !!!
    Orbene, il decadimento beta è prodotto da una quarta forza fondamentale, la cosiddetta forza nucleare
    debole.

    Non ci addentriamo oltre nello studio di questa forza perché, fra le quattro, è la meno eclatante, forse la
    meno interessante per quanto riguarda lo scopo di questo corso divulgativo.

    Concludiamo dicendo che la forza nucleare debole è in effetti collegata alla forza elettromagnetica che per
    questo viene chiamata più precisamente forza elettrodebole. Il fisico Rubbia ricevette il premio Nobel per
    avere verificato sperimentalmente questo fatto previsto in precedenza solo teoricamente.

    ————
    Vittorio Marchi risponde alle domande dell’astrofisico Massimo Teodorani Può spiegarci qual è secondo lei la corretta interpretazione della “forza nucleare debole”, perché la ritiene così importante e per quale ragione secondo lei essa è stata trascurata o mal compresa dalla fisica ufficiale? La corretta interpretazione della forza nucleare debole è la seguente: è l’ unica forza ( ignota alla fisica ufficiale, impegnata ancora nella ricerca di unificazione di tutte le forze ) di cui tutte le altre sono manifestazioni. Muove il cuore delle stelle e commuove quello dell’ uomo. E’ impropriamente chiamata debole perché sfugge all’ analisi degli strumenti scientifici, mentre è rivelatrice per il sistema neurocerebrale umano. Fa parte del sistema della forza ED e ne rappresenta uno dei 2 lati. Presenta le seguenti caratteristiche: · Trasmette emozione ( emo=sangue + azione );
    ….
    http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/tutti-x-1-1-x-tutti.php

    —————–

    [youtube=350,300]oplx

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    ————
    Nel 2005, la Z machine ha prodotto plasma con temperature al di sopra dei 2 GK (109 K) o 2 miliardi di °C. Gli scienziati del progetto erano dubbiosi riguardo agli esiti delle sperimentazioni, ma dopo quattordici mesi di analisi con modelli computerizzati e ulteriori esami, hanno concluso che i risultati siano effettivamente validi. Si crede che il plasma ad alta temperatura sia stato prodotto dall'uso di una bobina leggermente più grande del normale, composta da fili di acciaio poco più spessi degli usuali fili di tungsteno.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Z_machine

    Una scoperta per caso. Come spesso accade la scoperta sembra essere stata casuale, stupendo gli stessi ricercatori del Sandia National Laboratories di Albuquerque (New Mexico). Nella Z-Machine transita una corrente elettrica di 20 milioni di ampère attraverso fili al tungsteno che bruciando all'istante producono gas ad elevata temperatura. L'esperimento è stato ripetuto più volte e i macchinari hanno registrato ogni volta le temperature stellari. Non sono ancora però chiari i nessi scientifici che hanno prodotto un tale calore. La Z-machine è un generatore di raggi X costruito originariamente per ricreare in laboratorio condizioni estreme e testare le conseguenze sui materiali.

    Un mistero termodinamico. Di fatto l'energia prodotta dalla macchina è, apparentemente, superiore a quella immessa. Un fenomeno difficilmente spiegabile con l'attuale conoscenza scientifica umana. Quasi inconcepibile. La fusione nucleare controllata realizzata in laboratorio è oggetto di studi da molti anni, finora nessun esperimento era però giunto alla fase di “Ignition” in cui la reazione nucleare si autosostiene, ossia non ha bisogno di altra energia esterna per continuare ad esistere.
    http://www.ecoage.it/la-z-machine-ricrea-una-stella-sulla-terra.htm


    #85423
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    Ogm. Spunta il cavillo burocratico

    Il decreto 212 del 2001 che legifera in merito alle coltivazioni transgeniche, in ambito nazionale, e sulle sanzioni amministrative e penali non sarebbe mai stato notificato in Commissione europea. E quindi non può essere applicato. Lo denuncia il Velino. L'agricoltore che volesse coltivare organismi geneticamente modificati in Italia lo potrebbe fare domani stesso, senza essere passibile di nulla anche se i piani di coesistenza regionali non sono stati ancora applicati. “Il decreto 212 non ha mai avuto efficacia. È materia devoluta”, ha spiegato all'agenzia il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro secondo il quale, al momento, l'unico nodo è quello relativo ai piani di coesistenza anche se “a legiferare sulla coltivazione ogm sono le norme comunitarie che sono sempre norme di diritto superiore a quelle dei paesi membri”. “L'agricoltore che volesse coltivare oggi organismi geneticamente modificati in campo, non è passibile di alcuna sanzione”, spiegano da Futuragra l'associazione pro ogm che rincara la dose affermando che le norme nazionali in merito “sono tutte di ambito nazionale e servono solo a fare terrorismo. Anche perché il decreto 212 non è mai stato notificato a Bruxelles”. E quindi, nel caso in cui qualcuno volesse mandare i carabinieri da chi coltiva ogm in campo, “il decreto verrebbe automaticamente disapplicato”.
    Martedì 16 marzo la commissioni che dovrà esprimersi sulle coltivazioni ogm e sul caso dell'agricoltore di Pordenone si riunirà al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali questo a tre giorni dalla deadline entro cui il ministero deve ultimare la procedura autorizzativa. “Se questo fosse vero sarebbe un fatto grave”, è il commento preoccupato del presidente di Federbio Paolo Carnemolla. “Vorrebbe dire che siamo totalmente inermi di fronte alla possibilità di trovare a primavera del mais ogm vicino a prodotti biologici”.

    http://it.greenplanet.net/agroalimentare/ogm/26000-ogm-spunta-il-cavillo-burocratico.html


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #85424
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    Carlo Rubbia. Porto in Spagna la nuova energia solare. L’Italia ha detto no alla mia centrale solare. In questa intervista esclusiva il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia spiega perché è andato in Spagna a realizzare il suo innovativo impianto che ricava energia dal Sole.

    http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3554


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #85425
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    … impressionante è l'osservazione riferita durante il terremoto all'Aquila con la segnalazione di fulmini, lampi e bagliori, ma anche vere e proprie fiamme e fuochi in una zona tra L'Aquila e Paganica durante la scossa principale.
    Ma le persone testimoni dirette degli …eventi e coinvolti in prima persona dichiarano anche forti mal di testa e riportano l'abbaiare dei cani, un abbaiare addirittura ad intervalli molto regolari…
    La sera prima il terremoto dell'aquila… http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/330794.aspx
    Nelle settimane precedenti il terremoto dell'aquila… http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/339220.aspx


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #85426
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    è la haarp….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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