LA VERITA' CHE NON CI VIENE RACCONTATA

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  • #85714
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #85715
    skorpion75
    Partecipante
    #85716
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [quote1379972159=Richard]
    La forza nucleare debole è l'unica forza che agisce su le coppie di particelle elementari. Ha raggio d'azione breve ed è 100.000 volte più debole della forza forte. Questa forza non è in grado di tenere unite delle particelle e, data la sua debolezza, permette al neutrone di scindersi in un protone, elettrone e neutrino(decadimento beta).
    http://knightstrife.altervista.org/Pagine/Forza_Debole.htm

    http://www.arrigoamadori.com/lezioni/Sintesi/Nucleare.htm
    La forza nucleare debole.

    Il nucleo atomico è una struttura generalmente stabile. In certi casi, però, un nucleo può essere instabile e
    decadere, rompersi in più parti. Questo è il fenomeno della radioattività naturale (esiste anche la radioattività
    artificiale prodotta bombardando atomi non radioattivi con particelle).

    Un fenomeno legato alla radioattività è il cosiddetto decadimento beta. Un neutrone di un nucleo può
    disintegrarsi formando un protone ed un elettrone. Un neutrone ha carica nulla e produce un protone
    positivo ed un elettrone negativo, per cui la carica totale rimane invariata prima e dopo la reazione (in natura
    nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma). L'elettrone prodotto dal decadimento beta fuoriesce
    a grande velocità dal nucleo e costituisce la cosiddetta radiazione beta (raggi beta). Il protone prodotto dalla
    reazione rimane nel nucleo.

    E' chiaro quindi che nel decadimento beta il numero atomico dell'atomo che la subisce aumenta di una unità
    mentre il numero di massa rimane costante.

    C'è però un grosso problema. In questa reazione l'energia non è conservata. L'energia prima della reazione
    non uguaglia quella dopo la medesima. Ci si rende conto di ciò notando che sperimentalmente si verifica
    che i raggi beta prodotti fuoriescono con velocità diverse (e quindi con energia diversa) mentre dovrebbero
    avere la stessa velocità (energia).

    Questo dipende dal fatto che, secondo la meccanica quantistica, l'energia a disposizione ha un valore ben
    determinato che corrisponde alla differenza di energia fra il nucleo del cobalto e quello del nichelio (che
    hanno strutture nucleari ben definite corrispondenti ad energie ben definite).

    Fermi e Pauli immaginarono allora che vi fosse in gioco un'altra particella, finora sconosciuta, che portava
    con sé l'energia mancante e chiamarono questa particella molto elusiva (a massa forse nulla e dotata forse
    della velocità della luce che non interagisce quasi mai con la materia) neutrino.

    Piuttosto che rinunciare al principio di conservazione dell'energia, ipotizzarono l'esistenza di una nuova
    particella che poi fu successivamente rilevata !!!
    Orbene, il decadimento beta è prodotto da una quarta forza fondamentale, la cosiddetta forza nucleare
    debole.

    Non ci addentriamo oltre nello studio di questa forza perché, fra le quattro, è la meno eclatante, forse la
    meno interessante per quanto riguarda lo scopo di questo corso divulgativo.

    Concludiamo dicendo che la forza nucleare debole è in effetti collegata alla forza elettromagnetica che per
    questo viene chiamata più precisamente forza elettrodebole. Il fisico Rubbia ricevette il premio Nobel per
    avere verificato sperimentalmente questo fatto previsto in precedenza solo teoricamente.

    ————
    Vittorio Marchi risponde alle domande dell’astrofisico Massimo Teodorani Può spiegarci qual è secondo lei la corretta interpretazione della “forza nucleare debole”, perché la ritiene così importante e per quale ragione secondo lei essa è stata trascurata o mal compresa dalla fisica ufficiale? La corretta interpretazione della forza nucleare debole è la seguente: è l’ unica forza ( ignota alla fisica ufficiale, impegnata ancora nella ricerca di unificazione di tutte le forze ) di cui tutte le altre sono manifestazioni. Muove il cuore delle stelle e commuove quello dell’ uomo. E’ impropriamente chiamata debole perché sfugge all’ analisi degli strumenti scientifici, mentre è rivelatrice per il sistema neurocerebrale umano. Fa parte del sistema della forza ED e ne rappresenta uno dei 2 lati. Presenta le seguenti caratteristiche: · Trasmette emozione ( emo=sangue + azione );
    ….
    http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/tutti-x-1-1-x-tutti.php

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    [youtube=350,300]oplx

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    Nel 2005, la Z machine ha prodotto plasma con temperature al di sopra dei 2 GK (109 K) o 2 miliardi di °C. Gli scienziati del progetto erano dubbiosi riguardo agli esiti delle sperimentazioni, ma dopo quattordici mesi di analisi con modelli computerizzati e ulteriori esami, hanno concluso che i risultati siano effettivamente validi. Si crede che il plasma ad alta temperatura sia stato prodotto dall'uso di una bobina leggermente più grande del normale, composta da fili di acciaio poco più spessi degli usuali fili di tungsteno.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Z_machine

    Una scoperta per caso. Come spesso accade la scoperta sembra essere stata casuale, stupendo gli stessi ricercatori del Sandia National Laboratories di Albuquerque (New Mexico). Nella Z-Machine transita una corrente elettrica di 20 milioni di ampère attraverso fili al tungsteno che bruciando all'istante producono gas ad elevata temperatura. L'esperimento è stato ripetuto più volte e i macchinari hanno registrato ogni volta le temperature stellari. Non sono ancora però chiari i nessi scientifici che hanno prodotto un tale calore. La Z-machine è un generatore di raggi X costruito originariamente per ricreare in laboratorio condizioni estreme e testare le conseguenze sui materiali.

    Un mistero termodinamico. Di fatto l'energia prodotta dalla macchina è, apparentemente, superiore a quella immessa. Un fenomeno difficilmente spiegabile con l'attuale conoscenza scientifica umana. Quasi inconcepibile. La fusione nucleare controllata realizzata in laboratorio è oggetto di studi da molti anni, finora nessun esperimento era però giunto alla fase di “Ignition” in cui la reazione nucleare si autosostiene, ossia non ha bisogno di altra energia esterna per continuare ad esistere.
    http://www.ecoage.it/la-z-machine-ricrea-una-stella-sulla-terra.htm
    [/quote1379972159]
    http://www.movisol.org/nuc3.htm

    All’inizio degli anni Settanta gli esperti del settore nucleare ritenevano molto ragionevolmente che nel giro di uno o massimo due decenni la fusione termonucleare avrebbe provveduto ovunque al fabbisogno di potenza elettrica e sarebbe stata ampiamente utilizzataanche nelle applicazioni industriali dirette. L’energia di fissione era considerata di conseguenza una soluzione transitoria, non tanto per i presunti rischi, quanto per i costi derivanti dalla sicurezza e dallo stoccaggio delle scorie. Il vero nucleare sarebbe dovuto essere la fusione, perché i grandi vantaggi tecnici ed economici che presentasono evidenti. A quell’epoca Lyndon LaRouche costituì la Fondazione per l’Energia di Fusione, acui aderirono ricercatori famosi, allo scopo di promuovere gli spunti più originali ed innovativi della ricercaed in particolare favorire una fruttuosacoordinazione trai diversi approcci, dato che alcuni dei problemi affrontati rappresentano una vera e propria sfidaalle concezioni vigenti dellafisica.
    Una nuova prospettiva, molto promettente, è stata aperta dall’impiego dell’effetto pinch nella fusione a confinamento inerziale. L’idea di fondo è semplice e geniale. Il plasmaè composto di particelle cariche negativamente e positivamente ed è quindi possibile farlo attraversare da corrente elettrica. Dato che una corrente elettrica genera un campo magnetico che l’avvolge, il campo magnetico prodotto dal plasma attraversato da corrente avvolge il plasma e lo “strizza”. Questo “strizzamento”, o “pinch”, comporta una maggiore concentrazione del flusso elettrico nel plasma che a sua volta induce un campomagnetico ancorapiù forte e quindi un “pinch” ancora maggiore, ecc.

    All’ideasi lavora al “SandiaNational Laboratory” negli USA. I ricercatori del centro impiegano un Plasmapinch in una cavità per produrre i raggi X con cui bruciare la pellet. L’energia immessa viene concentrata in energia raggiante, che è almeno tre volte più efficiente dei laser ad altapotenza, un fattore di notevole importanza per le applicazioni economiche del reattore.

    Nel laboratorio di Sandia, nel New Mexico, è stata messaa punto una “macchina Z”, capace di generare una scarica che può raggiungere i 20 milioni di Ampere. In tal modo sulla pellet vengono scaricati 290 terawatt di energia. Il pinch che si ottiene con i raggi X si è rivelato particolarmente stabile, tanto che i ricercatori sono convinti che si possa presto raggiungere una scarica della duratadi alcuni nanosecondi, quando l’intensità di corrente si portaa 60 milioni di Ampere, ciò che occorre per raggiungere la“ignizione” dellaFusione.

    All’atto pratico sarebbe già possibile progettare questo esperimento di accensione, il cui costo complessivo è stimato nell’ordine dei 400 milioni di dollari. È meno di quanto possa sembrare: il costo complessivo del salto di generazione dei computer per il fatidico anno 2000 per l’economia americana è stato 250 volte maggiore.
    http://www.movisol.org/nuc3.htm

    Movisol.org


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