LA VERITA' CHE NON CI VIENE RACCONTATA

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  • #85396
    brig.zerobrig.zero
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    #85397
    brig.zerobrig.zero
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    [youtube=425,344]Eg8E3Djm1Cw


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    #85398
    brig.zerobrig.zero
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    Fabrizio, condannato per curarsi con cannabis

    La canapa indiana, più consosciuta come cannabis, è la foglia comunemente usata per fumare lo spinello.
    La cannabis ha anche proprietà curative. Il suo utilizzo terapeutico è adatto alla cura di molte malattie, anche gravi.
    Siccome in Italia la cannabis è considerata uno stupefacente non si può coltivare. La cannabis si può importare dall’estero per uso terapeutico, ma spesso costa troppo per un operaio un precario o peggio, un disoccupato.

    Fabrizio Pellegrini, pianista di pianobar di Chieti, è affetto dalla sindrome fibromialgica che gli provoca forti dolori alle articolazioni. Siccome non si poteva permettersi di importare la cannabis ha deciso di coltivarsela in casa.
    Nel 2001 la polizia fece irruzione in casa sua e gli sequestrò le piantine, che Fabrizio utilizzava per fumarsi, senza spacciare. Da allora per Fabrizio sono iniziati i guai: arresti, controlli, qualche mese di detenzione e una condanna in primo grado a 6 anni di carcere per detenzione di sostanze stupefacenti.

    Secondo Marco Cappato, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, la legge che viete la coltivazione di cannabis è il frutto di un proibizionismo puramente ideologico.
    Marco Di Paolo, avvocato che assiste gratuitamente Fabrizio, dice che la Fini-Giovanardi è una legge gravemente lacunosa, che si inserisce in una legislazione confusa e contradditoria in materia di sostanze stupefacenti.

    Anche il romano Pino Cucci ha avuto qualche problema in passato. Ora per curare la sua sclerosi multipla che lo condanna alla sedia a rotelle usa la cannabis regolarmente importata. Ma siccome a Pino non piace fumarla l’ha fatta trasformare a sua moglie in biscotti frollini.
    Una storia italiana fra le tante che si possono conoscere tra canne e frollini di cannabis. Assieme a qualche utile informazione per chi ritenesse di aver bisogno di inoltrare domanda per farne uso.

    [youtube=425,340]X7ek6q4qdd8 .

    http://www.danielemartinelli.it/2009/11/29/fabrizio-condannato-per-curarsi-con-cannabis/


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    #85399
    zret
    Partecipante

    Non dimentichiamo che sia belzebusconi sia bertolasssso appartengono all'O.D.


    #85400
    Anonimo

    Non riesco a credere che per qualche spinello ad un malato si faccia tanto can can.
    Si vergognino se non peggio.
    Si informino meglio sulla versatilità della Cannabis, deficienti.


    #85401
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #85402
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,340]T925A7OGVe4.


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    #85403
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    A: PARLAMENTO :si:

    NO ALL’USURA BANCARIA, IL MALE DEI MALI !

    PROPOSTA DI LEGGE AD INIZIATIVA POPOLARE

    Blocchiamo l'usura bancaria: “Il male dei mali”; la vera leva di controllo nella società occidentale. Spezziamo insieme le catene di questa schiavitù che determina sofferenza e morte in tutto il mondo. L’usura bancaria è un crimine contro l’umanità; è la vera responsabile di crisi, disoccupazione, precarietà. I debiti delle famiglie sono FALSI perché costruiti grazie all’interesse composto, all’anatocismo, che è vietato dall’articolo 1283 del codice civile.
    Per capire e cogliere la fondatezza di quanto sopra un solo esempio: per restituire un prestito di £1.000.000 con l'interesse semplice del 30% e dopo 50 anni bisogna restituire £ 16.000.000; restituire lo stesso 1.000.000,sempre al 30% e dopo 50 anni, ma con l'interesse composto e come fanno banche e finanziarie, comporta restituire £ 497.929.222.900,cioè,circa 500 miliardi .

    E’ per questo che l’usura bancaria è la causa della grande crisi economica in atto. Svegliamoci prima che sia troppo tardi…

    Basta pigliare per i fondelli e pannicelli caldi: LIBERATE IL POPOLO SCHIAVO.
    La stragrande maggioranza degli Italiani che ha avuto necessità di un prestito è in sofferenza ed una sparuta minoranza gode dei benefici di una rendita infinita grazie al vietato anatocismo. La rendita da capitale non può essere infinita ma, come tutte le altre, deve stare nel mercato. Basta alla possibilità di un liberismo sfrenato e senza limiti.
    Non serve bloccare la rata di mutuo e nemmeno non far pagare il mutuo per un anno. Diciamo la verità al popolo: sono solo meccanismi che fanno lievitare ulteriormente il costo del prestito; è solo un modo per alzare il tasso d’interesse praticato nel finanziamento.
    BASTA! Ci vogliono soluzioni risolutive e drastiche;ci vuole il rispetto della legge che vieta l’anatocismo.

    Il PLUB: Partito Lotta Usura Bancaria con il presente appello lancia una petizione per una proposta di legge ad iniziativa popolare affinché vengano:

    Art 1 – DICHIARATI NULLI TUTTI I CONTRATTI CHE PREVEDONO ANATOCISMO CON TASSO SUPERIORE AL 4%;

    Art 2 – DICHIARATE SOSPESE TUTTE LE PROCEDURE ESECUTIVE FONDATE SU CONTRATTI CHE PREVEDONO ANATOCISMO CON TASSO SUPERIORE AL4%;

    Art 3 – IN CASO DI DICHIARAZIONE DI NULLITA’ DEL CONTRATTO, SALVO SOPRAVVENUTA USURA, IL TASSO DA PRATICARSI E’ QUELLO LEGALE CALCOLATO AD INTERESSI SEMPLICI SUL CAPITALE RIVALUTATO ANNUALMENTE.

    FIRMA LA PETIZIONE, SPEZZIAMO LE CATENE DELLA SCHIAVITU’ E LIBERIAMO IL POPOLO.
    BASTA CRISI, DISOCCUPAZIONE E PRECARIETA’. RIDATECI LA VITA! :uuuu:

    FIRMA : http://firmiamo.it/usurabancariauncriminecontrolumanita 😉


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    #85404
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,385]obgxuCBPriM :VV:


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    #85405
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    ARTICOLO CHE DERESPONSABILIZZA I MILITARI

    INTRODOTTO NELLA LEGGE PER LE MISSIONI ALL’ESTERO

    Un articolo (precisamente il comma 4 dell’Art. 9 della legge che rinnova le missioni all’estero) sovverte il principio di responsabilità dei militari, ad ogni livello di comando, in totale contrasto con la Legge 382/78 sui “Principi della Disciplina Militare” per la quale il concetto di responsabilità è un concetto cardine. Non possono tra l’altro sussistere delle differenze tra ciò che riguarda i comportamenti all’estero e i comportamenti in Patria. Anzi semmai nell’impiego all’estero deve vigere in modo ancor più cogente il concetto di responsabilità, specie per quanto attiene al “principio di precauzione” a tutela dei propri dipendenti. A Nassirya infatti non venne applicato il principio di precauzione e ne derivò un processo per i responsabili. L’assicurare la massima protezione possibile ai dipendenti è uno specifico compito del superiore (dal generale al caporale). Vale in merito l’Art. 117 del Codice Militare di Pace riguardo al dovere di svolgere i compiti assegnati. Quanto introdotto viene dunque a modificare sostanzialmente leggi esistenti e principi consolidati senza che ciò sia stato nemmeno oggetto di precisazioni nel citato Articolo aggiunto nella legge per le missioni all’estero. L’Anavafaf si rivolgerà al Capo dello Stato, che è anche il Capo delle forze Armate, chiedendo il suo intervento in merito alle modifiche che sono state introdotte con la su menzionata legge.
    Il testo dell’Articolo citato recita: “Non è punibile a titolo di colpa per violazione delle disposizioni in materia di tutela dell’ambiente e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro […] per fatti commessi nell’espletamento del servizio connesso ad attività operative o addestrative svolte nel corso di missioni internazionali, il militare dal quale non poteva esigersi un comportamento diverso da quanto tenuto, avuto riguardo alle competenze ai poteri e ai mezzi di cui affidatigli”.

    Falco Accame
    (Presidente Anavafaf)

    P.S. Il concetto che tutto possa essere giustificato a priori e che comunque è possibile negare qualsiasi addebito, era già noto ai latini che lo espressero con i detti “fac et excusa” e “si fecisti nega”, ma è l’espressione dell’antietica militare. Infatti, al limite, l’etica militare è quella per cui il comandante che si sente colpevole del fatto che la propria nave affondi perché colpita dal nemico si inabissa con essa.

    http://stop-u238.blogspot.com/2010/03/articolo-che-deresponsabilizza-i.html


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