Lampadine a basso consumo: contengono mercurio e sono cancerogene a breve distanza

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Questo argomento contiene 35 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 8 anni, 4 mesi fa.

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    farfalla5
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    Deputato al Parlamento Europeo esige il ritiro del divieto di vendita delle lampade tradizionali
    PAP(Agenzia della Stampa Polacca) | 2010/12/22 | 13:00

    Responsabile del Settore del commercio del Parlamento Europeo,Tedesco, Herbert Reul, esige il ritiro del divieto dell'Unione europea sulla vendita delle tradizionali lampadine. In un'intervista con il quotidiano “Die Welt”, deputato al Parlamento europeo ha avvertito che le lampadine a risparmio energetico possono rappresentare un rischio per la salute umana.

    – Farò tutto il possibile per rovesciare il divieto di vendita delle lampadine tradizionali nell'Unione europea – dice Reul, citato nell'edizione online del giornale tedesco.

    Egli si riferisce allo studio dell'Ufficio federale per l'Ambiente (UBA), che ha sottolineato i rischi connessi con l'uso di nuove lampadine ad alta efficienza energetica, con un presto per sostituire completamente quelli tradizionali. In caso di danni alle lampadine a risparmio energetico può liberare il mercurio è in un importo massimo di venti volte il livello di sicurezza. Pertanto, in particolare bambini e donne incinte devono stare lontano da lampadine a basso consumo energetico – egli scrive, “Die Welt”.

    – Mi aspetto che la Commissione europea di sospendere immediatamente il divieto di vendita delle lampadine normali – Reul ha detto, chiedendo un ulteriore esame di lampade a risparmio energetico. – La Commissione deve esaminare se, dato il pericolo per la salute comprovata fornito in alternativa alle lampade a basso consumo possono essere oggetto di ulteriore distribuzione – ha aggiunto deputato
    http://finanse.wp.pl/kat,104122,title,Eurodeputowany-zada-cofniecia-zakazu-zwyklych-zarowek,wid,12972004,wiadomosc.html?ticaid=1b96f


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59140

    sephir
    Partecipante

    Adesso ci si mette anche la radioattività… ormai io sono passato da molto (e finchè le venderanno) alle vecchie lampadine ad incandescenza…

    La composizione delle lampade a basso consumo
    manca di chiarezza

    Un recente comunicato della associazione Robin Hood ha confermato i pesanti dubbi a riguardo della composizione delle lampade a basso consumo. Oltre al mercurio, contengono infatti un [u]gas radioattivo [/u]con una emivita di 10 anni, il[u] krypton 85[/u], e il [u]thorium 23[/u]2, con una emivita 14 miliardi di anni.

    Sottoprodotto della fissione nucleare, il primo è commercializzato in Francia da Areva mentre il secondo è estratto da Rhodia nel sito di scorie radioattive di la Rochelle.

    Le lampadine non sono le uniche interessate, questi radionuclidi sono utilizzati anche per fari di automobili, fari da stadio, campi sportivi, spazi commerciali.
    Tuttavia, secondo le ONG, ai sensi del Codice della Sanità Pubblica, è vietato introdurre radionuclidi nei beni di consumo. Per ovviare a questo quadro regolamentare, le domande di deroga devono essere sottoposte al Ministero dell'Ecologia e alla Autorità sulla sicurezza nucleare (ASN).

    Nel caso delle lampade a basso consumo, si è dovuto attendere il 2009 perché l’ASN allertasse i fabbricanti sulla regolarizzazione di questa non conformità. Riuniti all'interno della Federazione delle Compagnie Europee di Fabbricanti di Lampadine, solamente qualche settimana fa questi ultimi hanno presentato le premesse di un dossier.

    Di fronte a questo statu quo, Robin Hood si rimette al buonsenso dei consumatori e li invita ad informarsi sul luogo di vendita e la composizione esatta delle lampade a basso consumo. Si raccomanda anche di optare per dei modelli senza additivi radioattivi, evitando specialmente il krypton 85 e il prométhéum 147.
    Cécile Cassier
    http://www.univers-nature.com/inf/inf_actualite1.cgi

    http://sois.fr/nouvelles_du_mois/?lang=it


    #59141

    Anonimo

    Le vecchie ormai sono in disuso e non le vendono +, passate a quelle a led che consumano anche meno e non sono dannose.


    #59143

    sephir
    Partecipante

    [quote1326104304=Pier72Mars]
    Le vecchie ormai sono in disuso e non le vendono +, passate a quelle a led che consumano anche meno e non sono dannose.
    [/quote1326104304]

    Si pier, sapevo del led ma per una sorta di pregiudizio che mi lega alle tecnologie più semplici (ai miei occhi) sto andando sul sicuro, ancora quelle ad incandescenza (qui a bologna) le trovo con molta facilità. NOn saprei dirti perchè. INoltre anche il led aveva qualcosa che non va…

    infatti ho trovato questo…per me ancora, fin quando non verranno stabilizzate come si deve queste tecnologie sicuramente utili, persisterò con il vecchio tipo anche se più costoso ed energivoro… soprattutto se si è fotosensibili o si hanno tendenze alla sensibilità verso i campi elettromagnetici è meglio così.

    Fattori di Rischio nell’illuminazione Pubblica a Led
    I principali fattori di rischio emersi sono l’elevata presenza di componente blu nello spettro delle lampade a LED usate per illuminazione e l’elevata luminanza che può produrre abbagliamento. Riguardo alla componente blu è stato appurato che il livello di rischio dipende dalla dose cumulata di luce alla quale la persona è esposta. Questo significa che non esiste una dose minima tollerabile e che l’effetto negativo è particolarmente evidente nei soggetti sensibili (bambini, persone fotosensibili, persone esposte per lunghi periodi ad illuminazione a LED). Si è riscontrata una particolare tossicità per le cellule della retina che subiscono un vistoso stress ossidativo in presenza di componente blu. Per queste ragioni l’ANSES consiglia di:

    • evitare l’uso dei LED a luce fredda in luoghi frequentati dai bambini e negli oggetti da loro utilizzati (per esempio i giocattoli);
    • informare i pazienti con particolari malattie o che utilizzano farmaci che aumentano la fotosensibilità, sui rischi dell’esposizione alla luce con componente blu;
    • realizzare appropriati dispositivi di sicurezza per i lavoratori che sono esposti per lunghi periodi ad illuminazione a LED.

    Per la luminanza ed il rischio di abbagliamento, si è visto che singole sorgenti LED possono superare anche di 1000 volte la soglia di comfort visivo sia a causa dell’errato design dei corpi illuminanti che per l’eccessiva direzionalità degli stessi. E’ quindi necessario realizzare lampade LED dal design (dal punto di vista della performance ottica) migliore e con caratteristiche ottiche in grado di rendere più diffusa la luce prodotta.
    Inoltre sono stati eseguiti studi basandosi sullo Standard Europeo per la Sicurezza Fotobiologica (NF EN 62471) che considera tutti i rischi (termici e fotochimici) che possono riguardare l’occhio esposto ad una radiazione luminosa. Secondo questo standard, esistono 4 classi di rischio (nullo, basso, moderato ed elevato). E’ stata evidenziata la presenza sul mercato di dispositivi a LED con un fattore di rischio superiore ad alcuni dispositivi tradizionali ancora in commercio. Per questi l’ANSES raccomanda che vengano tolti dal mercato e che rimangano a disposizione soltanto per uso professionale o medico. A causa della scarsità delle informazioni e della confusione riguardante i sistemi LED presenti sul mercato, l’ANSES suggerisce la realizzazione di sistemi di controllo della qualità ed etichettatura che assicurino la qualità e la sicurezza del prodotto per l’utente finale. In particolare, secondo l’ANSES, risulta necessario realizzare un’etichetta chiara che riporti tutte le caratteristiche tecniche, la classe di rischio fotobiologico ed ogni altro potenziale rischio per la salute, riguardo ai LED e ad ogni altra fonte di illuminazione.
    Grazie a questo lavoro, l’ANSES ha iniziato a colmare un vuoto informativo del quale, finora, hanno approfittato venditori senza scrupoli per promuovere dei prodotti di scarsa qualità e pericolosi per la salute. La strada del LED per illuminazione pubblica sembra ben avviata ma è necessario correggere il tiro e tornare con i piedi per terra, non facendosi trascinare dai falsi entusiasmi ma analizzando in maniera obiettiva le reali possibilità che la tecnologia offre. L’ANSES conclude il lavoro suggerendo una serie di tematiche di studio che dovrebbero essere sviluppate per comprendere al meglio la tecnologia LED e i suoi impatti. Grazie a lavori di questo tipo, anche la ricerca tecnologica potrà svilupparsi nella giusta direzione, correggendo quei problemi che oggi rendono gran parte dei LED per illuminazione pubblica pericolosi per la salute e per l’ambiente e quindi altamente sconsigliabili.

    Inoltre, vi è anche uno Studio Americano, commissionato dall’EPA (Ente Protezione Ambiente) il quale afferma che con i Led non si risparmia, potete trovare tutto su:

    http://ambienteitalia.name

    Se avete domande contattatemi pure.
    Cordialmente
    M.SC. BASIGLIO-RIBAUDO Ettore Guido
    Cell. 3346274558
    Scritto da: Ettore | domenica, 05 dicembre 2010

    http://consumatori.myblog.it/archive/2010/11/10/led-possibili-effetti-dannosi-per-la-salute.html


    #59142

    Anonimo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lampadina

    LED [modifica]

    Lampada a led
    Per approfondire, vedi la voce Lampada a LED.
    Alternative alle lampadine a filamento, sono costituite da uno o più diodi LED, alimentati da un apposito circuito elettronico, il cui scopo è principalmente quello di ridurre la tensione di rete ai pochi volt richiesti dai LED. La luce viene prodotta attraverso un processo fisico nella giunzione del diodo, chiamato “ricombinazione Elettrone-Lacuna” che dà origine all'emissione di fotoni, di colore ben definito dipendente dall'energia liberata nella ricombinazione. Sono ormai di uso consolidato i LED monocromatici come il rosso, il giallo, il verde e il blu, nonché tutte le loro combinazioni. Solo recentemente è stato possibile realizzare LED che producano luce bianca; per esempio, il dispositivo MT-G Easy White, progettato per sostituire i faretti standard MR16 alogeni, è disponibile in 4 tonalità di bianco, con temperature di colore da 2700 a 4000 kelvin. La luce bianca si può anche ottenere miscelando l'emissione dei led RGB, dispositivi realizzati all'incirca dall'anno 2000, costituiti da tre giunzioni emittenti luce verde, blu e rossa; in questo caso, la luce bianca si ottiene per addizione dei tre colori primari.
    Alternativamente, viene accoppiato un LED blu con uno strato di fosfori che emettono luce gialla e la combinazione dei rispettivi spettri di emissione produce anche in questo caso un effetto di luce bianca.
    Diversamente dalle lampadine a incandescenza, che terminano la loro vita con la bruciatura del filamento, i LED degradano lentamente, con una perdita della luminosità che scende al 20-30%. Da un punto di vista economico i LED sono più costosi delle lampadine a filamento, ma la durata di funzionamento di un LED, che si aggira intorno alle 50 000-80 000 ore, è ben superiore alla vita di una lampadina tradizionale.
    Dal punto di vista energetico, i LED sono molto più efficienti delle lampadine a filamento, poiché il 50% dell'energia assorbita produce illuminazione e pertanto la quantità di energia sprecata sotto forma di radiazione infrarossa e di calore rilasciato nell'ambiente è molto ridotta rispetto alle tecnologie di illuminazione tradizionali.


    #59144

    sephir
    Partecipante

    Certo, infatti so che la scelta, come ti ho scritto, è più dispendiosa consumando più energia.
    avevo scelto di eliminarle da quando furono introdotte le altre…
    ora parlo solo dei rischi per la salute, pensa che la mia compagna (molto sensibile) è stata malissimo con quelle classiche a risparmio (occhi soprattutto), male con quelle alogene, e per precauzione, dato ciò che ho letto anche sui led (vedi articoletto) mi becco una spesa maggiore e un consumo di troppo per avere risultati migliori sulla salute (nessun problema riscontrato).
    Per il resto perfettamente d'accordo sulla necessità di nuove soluzioni.
    un abbraccio e ti rifaccio i grazie (se non hai letto quelli dell'altra volta) per tutto quel che posti, spesso preziosissimi articoli per capire le nefaste vicende del presente.
    :bay:


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