Lettera del Dott. Pindaro Mattoli medico omeopata

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Questo argomento contiene 11 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Medico omeopata 9 anni, 1 mese fa.

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  • #57841

    Medico omeopata
    Partecipante

    Cari amici,
    sono un medico omeopata, per tradizione familiare che data dal 1800, molto impegnato nella promozione della mia disciplina e ti invio questo messaggio per segnalare a tutti voi che periodicamente vengono organizzate ingiustificate campagne stampa contro l'Omeopatia.
    Vedo citata l'Omeopatia sul sito “Disinformazione” (articolo del Dott. Roberto Gava che conosco personalmente), che frequento spesso con molto piacere.
    Voi sapete che l'Omeopatia e' un metodo terapeutico molto efficace, privo di effetti collaterali e molto economico.
    Ha pero' il grande difetto di disturbare sempre più, data la sua diffusione progressiva, il mercato farmaceutico convenzionale.
    Percio', in coincidenza con fatti politici nazionali o internazionali favorevoli alla Omeopatia (ad es. pronunciamenti dell'OMS -Organizzazione Mondiale della Sanita'- favorevoli all'Omeopatia, audizioni al Senato italiano per la legge sulle medicine non convenzionali, attivazione della commissione per le medicine non convenzionali della FNOMCeO -Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri- che ha riconosciuto nel 2002 come “atto medico” la Omeopatia, etc) vengono organizzate campagne stampa contro l'Omeopatia attraverso articoli dai contenuti palesemente (per gli esperti) manipolati e tendenziosi.
    In genere il primo atto di aggressione avviene da parte del “Lancet”, la piu' importante rivista medica internazionale (finanziata dalle ditte farmaceutiche e persino dalle ditte fabbricanti di armi), e immediatamente dopo la notizia negativa sulla Omeopatia dilaga a macchia d'olio presso tutti i giornali piu' importanti nelle varie nazioni. In Italia il quotidiano piu' solerte in tal senso, portavoce degli interessi della grande industria farmaceutica, e' il Corriere della Sera, notoriamente di proprieta' della grande industria italiana.
    Il 28 novembre e' stato pubblicato l'ennesimo articolo contro l'Omeopatia.
    Noi omeopati, nonostante organizzati in una Federazione, non abbiamo la minima possibilita' di replicare degnamente alle menzogne propagate dall'apparato mediatico della grande industria farmaceutica.
    Ma una piccola grande cosa la possiamo fare, tutti insieme, con l'aiuto di voi amici che combattete ogni giorno a favore della Verita' e contro le sopraffazioni: subito dopo la pubblicazione dell'articolo e' stato attivato un sondaggio di opinione sul sito del Corriere stesso, nel quale si invitano i lettori a pronunciarsi pro o contro la Omeopatia.
    Ti prego quindi di pubblicare sul vostro notiziario il seguente appello:

    L'Omeopatia e', come molti sanno, un metodo terapeutico molto efficace, privo di effetti collaterali e molto economico.
    Nonostante cio' vengono periodicamente organizzate campagne stampa contro l'Omeopatia, in genere nell'imminenza di fatti politici nazionali o internazionali favorevoli alla Omeopatia (ad es. pronunciamenti dell'OMS -Organizzazione Mondiale della Sanita'- favorevoli all'Omeopatia; audizioni al Senato italiano per la legge sulle medicine non convenzionali; attivazione della commissione per le medicine non convenzionali della FNOMCeO -Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri- che ha riconosciuto nel 2002 come “atto medico” la Omeopatia; etc).
    In genere il primo atto di aggressione avviene da parte del “Lancet”, la piu' importante rivista medica internazionale (notoriamente finanziata dalle ditte farmaceutiche), e immediatamente dopo la notizia negativa sulla Omeopatia dilaga a macchia d'olio presso tutti i giornali piu' importanti nelle varie nazioni. In Italia il quotidiano piu' solerte in tal senso e' il Corriere della Sera, notoriamente di proprieta' della grande industria italiana.
    Il 28 novembre e' stato pubblicato sul Corriere l'ennesimo articolo contro l'Omeopatia, riportando un articolo del Lancet del 17 novembre, che pubblicava una ricerca sulla efficacia della Omeopatia palesemente manipolata e tendenziosa (giudicata come tale da esperti delle pubblicazioni scientifiche).
    Subito dopo la pubblicazione dell'articolo e' stato attivato un sondaggio di opinione sul sito del Corriere stesso, nel quale si invitano i lettori a pronunciarsi pro o contro la Omeopatia.
    Chi conosce l'Omeopatia sa quanto essa sia efficace e, senza essere esperto in campo scientifico, puo' manifestare il suo consenso.

    L'indirizzo web del sondaggio e': http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_1549.jsp

    Si invitano tutti gli amici che ricevono il notiziario a connettersi al sito del Corriere e manifestare il loro appoggio all'Omeopatia e, per chi volesse, anche protestare presso la Redazione per queste ingiuste campagne diffamatorie.

    Vi ringrazio infinitamente se riuscirete a fare qualcosa per una giusta causa che riguarda direttamente la qualita' della nostra civilta' e del nostro futuro.

    Pindaro Mattoli
    medico omeopata
    Perugia
    Responsabile del Comitato Legale della F.I.A.M.O.
    Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati
    http://www.fiamo.it

    http://www.ilnuovomondo.it/artomeopatialettera.htm


    #57842
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    The Journal of Alternative and Complementary Medicine
    Homeopathy and Conventional Medicine: An Outcomes Study Comparing Effectiveness in a Primary Care Setting

    Results: Four hundred and fifty-six (456) patient visits were compared: 281 received homeopathy, 175 received conventional medicine. The response to treatment as measured by the primary outcomes criterion for patients receiving homeopathy was 82.6%, for conventional medicine it was 68%. Improvement in less than 1 day and in 1 to 3 days was noted in 67.3% of the group receiving homeopathy and in 56.6% of those receiving conventional medicine. The adverse events for those treated with conventional medicine was 22.3% versus 7.8% for those treated with homeopathy. Seventy-nine percent (79.0%) of patients treated with homeopathy were very satisfied and 65.1% of patients treated with conventional medicine were very satisfied. In both treatment groups 60% of cases had consultations lasting between 5 and 15 minutes.

    Conclusions: Homeopathy appeared to be at least as effective as conventional medical care in the treatment of patients with the three conditions studied.
    http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089%2F107555301750164226

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    La dichiaro Dottore in omeopatia!
    Bruna Pelucchi Biologia | Articoli | ** | Italiano

    La lauree in medicine alternative offerte da alcune università britanniche stanno sollevando polemiche nella comunità scientifica internazionale.

    L'ultimo numerodi Nature (446) pubblica due editoriali [(1),(2)] dedicati al problema del difficile rapporto tra terapie alternative e scienza.

    Negli ultimi anni diverse università britanniche hanno aggiunto alla loro offerta didattica alcune lauree in medicine alternative.

    In particolare, in cinque Università inglesi è ora possibile diventare dottore in omeopatia.

    Anche in Paesi come la Germania e la Francia, dove pure questa disciplina gode di grande popolarità, l'omeopatia viene confinata nell'ambito di specifici corsi, all'interno delle tradizionali lauree in medicina e chirurgia.

    Alcuni scienziati intervistati da Nature si sono detti preoccupati del fatto che lauree in omeopatia attivate dalle istituzioni accademiche inglesi possano ammantare questa disciplina di una immeritata credibilità scientifica, dal momento che a tutt'oggi non esistono a loro parere prove sperimentali attendibili della sua efficacia e del suo meccanismo d'azione.
    http://www.lswn.it/biologia/articoli/la_dichiaro_dottore_in_omeopatia

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    EVIDENZE SULL'EFFICACIA DELL'OMEOPATIA .

    K. Linde, N. Clausius, G. Ramirez, et al.,
    “Are the Clinical Effects of Homeopathy Placebo Effects? A Meta-analysis of
    Placebo-Controlled Trials.” Lancet, September 20, 1997, 350:834-843.
    Questa pubblicazione fa un’analisi su 186 studi scientifici che riguardano
    l’efficacia dell’omeopatia. Di questi, 89 sono stati condotti in modo
    scientificamente accettabile. I risultati hanno mostrato che i pazienti
    che assumevano medicine omeopatiche avevano la possibilità di sperimentare
    un effetto positivo 2,45 volte rispetto al placebo.

    J. Kleijnen, P. Knipschild, G. ter Riet,
    “Clinical Trials of Homeopathy.” British Medical Journal, February 9, 1991,
    302:316-323.
    Questa è la meta-analisi di ricerche cliniche più citata. Questa
    pubblicazione analizza i dati di 107 studi sui rimedi omeopatici. Tra
    questi, 81 (il 77%) hanno mostrato effetti positivi. Tra i 22 studi
    migliori, 15 hanno mostrato con certezza efficacia. I ricercatori
    concludono così: “Le prove mostrate in questo lavoro probabilmente
    sarebbero sufficienti per stabilire che l’omeopatia è efficace per certe
    patologie” Inoltre, “La quantità di prove positive fornite dai migliori
    studi fu per noi una vera sorpresa”.

    C. N. Shealy, MD, R.P. Thomlinson, V. Borgmeyer,
    “Osteoarthritic Pain: A Comparison of Homeopathy and Acetaminophen.”
    American Journal of Pain Management, 1998;8:89-91
    Studio in doppio cieco, con protocollo ufficialmente approvato, per
    documentare l’efficacia dei rimedi omeopatici rispetto all’acetaminofene
    nel trattamento dei dolori da osteoartrite di 65 pazienti. I risultati
    dello studio hanno documentato un miglioramento dei dolori nel gruppo
    trattato con l’omeopatia (il beneficio fu del 55% nel gruppo trattato con
    l’omeopatia e del 38% nel gruppo acetaminofene). Tuttavia, la superiorità
    del trattamento omeopatico rispetto a quello con acetaminofene non
    raggiunse un significato statisticamente valido. I ricercatori conclusero
    che l’omeopatia nei dolori artrosici sembra sicura e almeno efficace quanto
    l’acetaminofene, ma priva degli effetti indesiderati sulla funzione renale
    ed epatica della molecola chimica. Molti dei pazienti hanno chiesto di
    continuare con l’omeopatia.

    M. Weiser, W. Strosser, P. Klein,
    “Homeopathic vs. Conventional Treatment of Vertigo: A Randomized
    Double-Blind Controlled Clinical Study.” Archives of Otolaryngology–Head
    and Neck Surgery, August, 1998, 124:879-885.
    Questo studio coinvolse 119 pazienti con vari tipi di vertigini. Metà dei
    pazienti fu trattata con l’omeopatia (sotto forma di un complesso), mentre
    l’altra metà con un farmaco convenzionale (betaistina idrocloridrato). In
    termini di efficacia, il farmaco omeopatico fu efficace quanto il prodotto
    chimico, ma più sicuro.

    D. Reilly, M. Taylor, N. Beattie, et al.,
    “Is Evidence for Homoeopathy Reproducible?” Lancet, December 10, 1994,
    344:1601-6.
    Questo studio ha preso in considerazione l’effetto immunoterapico
    dell’omeopatia nel caso di allergie da inalanti, replicando con successo
    due lavori simili pubblicati in precedenza. Nove degli undici pazienti
    trattati con l’omeopatia migliorarono, rispetto ai soli cinque dei tredici
    pazienti trattati con il placebo. I ricercatori conclusero che o le
    medicine omeopatiche funzionano o c’è qualcosa che non funziona negli studi
    scientifici controllati. Questo tipo di studio è stato di recente
    nuovamente replicato e sta per essere pubblicato.

    J. Jacobs, L. Jimenez, S. Gloyd,
    “Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A
    Randomized Clinical Trial in Nicaragua.” Pediatrics, May 1994, 93,5:719-25.
    Questo è stato il primo studio riguardante l’omeopatia ad essere pubblicato
    su di una rivista medica americana ufficiale. Lo studio ha preso in
    considerazione l’effetto di un rimedio unitario ad alta diluizione rispetto
    a placebo in 81 bambini, di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, affetti
    da diarrea acuta. Il gruppo trattato con l’omeopatia ebbe una riduzione
    statisticamente significativa del 15% nella durata degli attacchi. Inotre i
    bambini si sono disidratati di meno, la malnutrizione post-diarrea è stata
    modesta e significativa è stata la riduzione della morbilità.

    E. Ernst, T. Saradeth, and K.L. Resch,
    “Complementary Treatment of Varicose Veins: A Randomized
    Placebo-controlled, Double-Blind Trial.” Phlebology, 1990, 5:157-163.
    Questo studio, che ha coinvolto 61 pazienti affetti da varici venose, ha
    mostrato che il trattamento omeopatico migliorava il tempo di perfusione
    venosa rispetto al placebo.

    P. Fisher, A. Greenwood, E.C. Huskisson, et al.,
    “Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis.” British Medical Journal,
    August 5, 1989, 299:365-66.
    Questo studio in doppio cieco ha comparato l’effetto del Rhus toxicodendron
    al placebo in 30 pazienti sofferenti di fibromiosite. Si è visto che nei
    pazienti che assumevano il rimedio omeopatico i punti dolenti si riducevano
    del 25% rispetto al gruppo placebo.

    D. Reilly, M. Taylor, C. McSherry,”Is Homeopathy a Placebo Response?
    Controlled Trial of Homeopathic Potency with Pollen in Hayfever as Model.”
    Lancet, October 18, 1986, 881-86.
    Lo studio ha comparato un rimedio omeopatico di polline ad alta diluizione
    col placebo in 144 pazienti con rinite allergica primaverile. I parametri
    considerati sono stati la conta dei pollini, l’aggravamento dei sintomi e
    il ricorso agli antistaminici. In conclusione, si è visto che i pazienti
    che assumevano l’omeopatia mostravano un miglioramento dei sintomi
    superiore rispetto a coloro che assumevano il placebo e che la riduzione di
    sintomi si traduceva in un minore ricorso agli antistaminici. I risultati
    hanno confermato studi precedenti e dimostrano che l’omeopatia mostra
    effetti diversi da quelli del placebo.

    J. Lamont,
    “Homeopathic Treatment of Attention Deficit Hyperactivity Disorder: A
    Controlled Study.” British Homoeopathic Journal, October, 1997, 86:196-200.
    Quarantatré bambini affetti da sindrome da deificit attentivo sono stati
    assegnati a caso al gruppo trattato con omeopatici e al gruppo placebo.
    Poi, anche quelli del gruppo placebo sono passati all’omeopatia. I
    risultati mostrarono che i miglioramenti si manifestavano sempre con
    l’omopatia, sia che questa venisse assunta fin dall’inizio, sia nel caso
    fosse stata assunta dopo il placebo.

    K.H. Friese, S. Kruse, H. Moeller,
    “Acute Otitis Media in Children: A Comparison of Conventional and
    Homeopathic Treatment.” Biomedical Therapy, 60,4,1997:113-116, originally
    published in German in Hals-Nasen-Ohren (Head, Nose, and Otolyngarology)
    August, 1996:462-66.
    In questo studio è stata data la possibilità ai genitori di scegliere tra
    cura omeopatica e farmaci della medicina allopatica, somministrati dal loro
    otorino. 103 bambini hanno seguito la cura omeopatica, mentre 28 quella
    convenzionale. I ricercatori hanno constatato che nel gruppo trattato con
    l’omeopatia le ricadute erano del 40% per paziente, mentre tra i bambini
    che assumevano l’antibiotico erano del 70%. Tra i bambini curati con
    l’omeopatia che ebbero altre otiti, il 29,3% ebbero un massimo di 3
    ricorrenze, mentre tra quelli trattati con gli antibiotici, il 43,5% ebbero
    un massimo di 6 ricadute.

    Vittorio Elia and Marcella Niccoli
    “Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.” Annals of the New
    York Academy of Sciences, June 1999
    E’ stato realizzato uno studio approfondito di termodinamica su soluzioni
    acquose ottenute attraverso successive diluizioni centesimali (dall’1% fino
    a meno di 1×10-5 mol kg-1) e succussioni. Si è voluto misurare il calore
    prodotto miscelando varie concentrazioni di acidi e basi con l’acqua
    bidistillata o con le diluizioni etreme. Con le miscele estremamente
    diluite si sono ottenuti nel 92% dei casi reazioni esotermiche, rispetto
    alle soluzioni non trattate omeopaticamente. Nello studio si dimostra come
    la diluizione e la succussione (procedimenti tipici dellla preparazione dei
    rimedi omeopatici) possano alterare permanentemente le proprietà
    fisico-chimiche dell’acqua. La natura di questo fenomeno rimane
    sconosciuto, sebbene sia ampiamente indagato dal punto di vista
    sperimentali.

    J. Dittmann and G. Harisch,
    “Characterization of Differing Effects Caused by Homeopathically Prepared
    and Conventional Dilutions Using Cytochrome P450 2E1 and Other Enzymes as
    Detection Systems.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine
    1996 2:2,279-290.
    L’obiettivo dello studio era quello di accertare se vi fossero differenze
    negli effetti tra una diluizione omeopatica (D) e una diluizione
    convenzionale (V) di eguale concentrazione sulla formazione di
    p-nitrocatecolo catalizzato dal citocromo 2E1. Arsenicum album e Potassium
    cyanatum (D) furono comparati con una eguale diluizione di As203 e KNC (V).
    E’ stata trovata una differenza statisticamente significativa nei riguardi
    dell’attività enzimatica. Queste differenze potrebbero essere dovute al
    modo con cui si preparano le sostanze in omeopatia: diluizioni progressive
    e succussioni intermedie.

    K. Linde, W.B. Jonas, D. Melchart, D., et al.,
    “Critical Review and Meta-Analysis of Serial Agitated Dilutions in
    Experimental Toxicology,” Human and Experimental Toxicology, 1994,
    13:481-92.
    Questa meta-analisi di 105 studi di tossicologia ha mostrato che le
    medicine omeopatiche potrebbero essere utili nel trattamento
    dell’esposizione a sostanze tossiche.

    P.C. Endler, W. Pongratz, G. Kastberg, et al.,
    “The Effect of Highly Diluted Agitated Thyroxine on the Climbing Activity
    of Frogs.” Veterinary and Human Toxicology, 1994, 36:56.

    P.C. Endler, W. Pongratz, R. van Wijk, et al.,
    “Transmission of Hormone Information by Non-molecular Means.” FASEB
    Journal, 1994, 8, Abs.2313.

    Questi due studi hanno mostrato che una medicina omeopatica può influenzare
    la crescita e lo sviluppo dei girini di rana.

    E. Davenas, B. Poitevin, and J. Benveniste,
    “Effect on Mouse Peritoneal Macrophages of Orally Administered Very High
    Dilutions of Silica.” European Journal of Pharmacology, April, 1987,
    135:313-319.
    Questo studio ha mostrato che SILICEA 6CH e SILICEA 10CH sono state capaci
    in modo statisticamente significativo di aumentare le risposte immuni di
    macrofagi di topo.

    Paolo Bellavite and Andrea Signorini,
    Homeopathy: A Frontier in Medical Science. Berkeley: North Atlantic, 1995.
    E’ la pubblicazione più importante tra quelle che trattano la ricerca
    scientifica in omeopatia. In alcuni eccellenti capitoli vengono esposte le
    varie teorie che tentano di dare una spiegazione al funzionamento delle
    diluizioni omeopatiche, alla luce della biofisica, dei frattali, del caos e
    della teoria della complessità.

    P.C. Endler and J. Schulte (editors),
    Ultra High Dilution: Physiology and Physics. Dordrecht: Kluwer Academic,
    1994.
    Una raccolta di articoli sulla ricerca di base sulle alte diluizioni. Un
    secondo volume, intitolato Fundamental Research Ultra High Dilutions and
    Homeopathy, Dordrecht: Kluwer Academic, è stato pubblicato nel 1998.

    Roeland van Wijk and Fred A.C. Wiegant,Cultured Mammalian Cells in
    Homeopathy Research: The Similia Principle in Self-Recovery. Utrecht:
    University of Utrecht, 1994.
    Questo è un testo tecnico che riguarda studi sugli effetti delle diluizioni
    omeopatiche sulle cellule. E’ una verifica del principio dei simili.

    M. Doutremepuich (ed.),
    Ultra-Low Doses. Washington, DC/London: Taylor and Francis, 1991.
    Questa è un elenco di articoli sulle alte diluizioni.

    Benefici economici delle terapie omeopatiche.
    Costi e benefici delle terapie omeopatiche.
    Caisse Nationale de l’Assurance Maladie des Travailleurs Salaris, 1996.
    E’ uno studio su 130.000 prescrizioni che conferma i benefici e i vantaggi
    economici del metodo omeopatico. L’indagine ha anche mostrato che i giorni
    di assenza per malattia dal lavoro dei pazienti curati con l’omeopatia
    erano 3.5 volte inferiori (598 giorni/anno) rispetto ai pazienti sottoposti
    a cure allopatiche (2.017 giorni/anno). Sebbene le medicine omeopatiche in
    Francia rappresentino il 5% del totale prescritto, incidono solo del 1.2%
    sulle spese di rimborso dei farmaci, considerato il loro basso costo (in
    Francia l’omeopatia è rimborsabile dal servizio sanitario nazionale).

    Jacobs, J, Smith, N.
    “Charges, utilization, and practice patterns from a pilot insurance program
    covering alternative medical services.” American Public Health Association
    Conference, New York City, November 18-21, 1996.
    Questo è uno studio condotto a Seattle (USA) che ha messo a confronto
    l’impiego e il costo di alcune terapie alternative: omeopatia, naturopatia
    e agopuntura. L’omeopatia è risultata la meno costosa e, inoltre, i
    pazienti che si rivolgevano a questa metodica nel complesso facevano meno
    visite dal medico omeopata rispetto a chi si rivolgeva agli altri medici
    alternativi. (Tuttavia, questo studio non ha fatto confronti con la
    medicina convenzionale). Vedere anche: , W.B. Jonas and J. Jacobs, Healing
    with Homeopathy. New York: Warner, 1996.

    “Cost-effectiveness of homeopathic treatment in a dental practice,” British
    Homoeopathic Journal. January, 1993;82,1:22-28
    Questo studio ha preso in considerazione il lavoro di un dentista-omeopata
    e ha mostrato che i suoi trattamenti erano superiori in termini di rapporto
    costi e benefici rispetto ad un dentista convenzionale.

    Swayne, J., W. Feldhaus.
    “The cost and effectiveness of homeopathy.” British Homoeopathic Journal
    July 1992;81,3:148-150.5H.
    Questo studio ha mostrato che i medici che praticano l’omeopatia fanno meno
    prescrizioni e a costi inferiori rispetto ai loro colleghi convenzionali.

    Gerhard, I, G. Reimers, C. Keller, and M. Schmuck,
    “Weibliche fertiltitasstorungen. Vergleich homoopathischer einzelmittel–mit
    konventioneller hormontherapie.” Therapeutikon. 1991;7:309-315.
    Un piccolo studio sul trattamento omeopatico nell’infertilità. Ha mostrato
    che le cure omeopatiche, a parità di risultati, erano 30 volte meno costose
    rispetto alle cure convenzionali.

    French Government Report:
    Social Security Statistics.CNAM (National Inter-Regulations System) 61,
    January 1991.
    Studio statistico condotto dal governo francese nel 1991, che ha mostrato
    come le cure omeopatiche rimborsabili costino meno allo Stato di quelle
    allopatiche. Si è anche visto che più i medici omeopatici avevano
    esperienza e maggiore era il risparmio.
    http://www.lasalute.net/salute/38773-tagliamo-testa-toro-funziona/3.html

    ————
    Soprattutto negli ultimi 15 anni, un gran numero di lavori scientifici, pubblicati anche da riviste scientifiche non legate all’omeopatia quali Lancet, British Medical Journal, British Journal of Clinical Pharmacology, Human Toxico-logy, European J of Pharmacology, International J of Neurosciences, Microvascular Research, Nature, Rheumatologia, etc hanno dimostrato l’efficacia terapeutica dell’omeopatia e dell’omeotossicologia.

    Uno dei più recenti, dell’autunno 2006, ha dimostrato la presenza sui linfociti umani di recettori specifici per i principali rimedi omeopatici alle diluizioni omeopatiche.
    ..
    http://www.dottoremanuelarusso.it/prove-scientifiche-omeopatia.php


    #57843
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1253978397=Medico omeopata] :yesss:
    … Ma una piccola grande cosa la possiamo fare, tutti insieme, con l'aiuto di voi amici che combattete ogni giorno a favore della Verita' e contro le sopraffazioni: subito dopo la pubblicazione dell'articolo e' stato attivato un sondaggio di opinione sul sito del Corriere stesso, nel quale si invitano i lettori a pronunciarsi pro o contro la Omeopatia.
    Ti prego quindi di pubblicare sul vostro notiziario il seguente appello:

    L'Omeopatia e', come molti sanno, un metodo terapeutico molto efficace, privo di effetti collaterali e molto economico.
    Nonostante cio' vengono periodicamente organizzate campagne stampa contro l'Omeopatia, in genere nell'imminenza di fatti politici nazionali o internazionali favorevoli alla Omeopatia (ad es. pronunciamenti dell'OMS -Organizzazione Mondiale della Sanita'- favorevoli all'Omeopatia; audizioni al Senato italiano per la legge sulle medicine non convenzionali; attivazione della commissione per le medicine non convenzionali della FNOMCeO -Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri- che ha riconosciuto nel 2002 come “atto medico” la Omeopatia; etc).
    In genere il primo atto di aggressione avviene da parte del “Lancet”, la piu' importante rivista medica internazionale (notoriamente finanziata dalle ditte farmaceutiche), e immediatamente dopo la notizia negativa sulla Omeopatia dilaga a macchia d'olio presso tutti i giornali piu' importanti nelle varie nazioni. In Italia il quotidiano piu' solerte in tal senso e' il Corriere della Sera, notoriamente di proprieta' della grande industria italiana.
    Il 28 novembre e' stato pubblicato sul Corriere l'ennesimo articolo contro l'Omeopatia, riportando un articolo del Lancet del 17 novembre, che pubblicava una ricerca sulla efficacia della Omeopatia palesemente manipolata e tendenziosa (giudicata come tale da esperti delle pubblicazioni scientifiche).
    Subito dopo la pubblicazione dell'articolo e' stato attivato un sondaggio di opinione sul sito del Corriere stesso, nel quale si invitano i lettori a pronunciarsi pro o contro la Omeopatia.
    Chi conosce l'Omeopatia sa quanto essa sia efficace e, senza essere esperto in campo scientifico, puo' manifestare il suo consenso.

    L'indirizzo web del sondaggio e': http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_1549.jsp :VV:

    Si invitano tutti gli amici che ricevono il notiziario a connettersi al sito del Corriere e manifestare il loro appoggio all'Omeopatia e, per chi volesse, anche protestare presso la Redazione per queste ingiuste campagne diffamatorie.

    Vi ringrazio infinitamente se riuscirete a fare qualcosa per una giusta causa che riguarda direttamente la qualita' della nostra civilta' e del nostro futuro.

    Pindaro Mattoli
    medico omeopata
    Perugia
    Responsabile del Comitato Legale della F.I.A.M.O.
    Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati
    http://www.fiamo.it

    http://www.ilnuovomondo.it/artomeopatialettera.htm
    [/quote1253978397]

    :ok!:


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    #57844

    sephir
    Partecipante

    e che cavolo stanno vincendo i no in quel sondaggio!
    Ma non è possibile…anche se di poco (e questo vuol dire che molta gente ci crede sempre più)
    votate tutti! così non avranno solite scuse di finte statistiche!


    #57845
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    votate ragazzi votate 😉


    #57846

    Medico omeopata
    Partecipante

    [quote1254072778=sephir]
    e che cavolo stanno vincendo i no in quel sondaggio!
    Ma non è possibile…anche se di poco (e questo vuol dire che molta gente ci crede sempre più)
    votate tutti! così non avranno solite scuse di finte statistiche!
    [/quote1254072778]

    Grazie ragazzi, dobbiamo far sentire la nostra voce.

    Il Corriere è dichiaratamente un giornale di parte che sbandiera ogni volta ai 4 venti solo gli studi che non sono favorevoli all'omeopatia (da precisare che questo è normale negli studi scientifici in qualsiasi metodica terapeutica. In medicina convenzionale ci sono centinaia di studi che non hanno dimostrato la superiorità di un farmaco/trattamento rispetto al placebo e non per questo qualcuno si sogna di attaccare la medicina convenzionale, o di sbandierare ai 4 venti che sia inutile. In omeopatia ci sono ormai centinaia di studi favorevoli e il Corriere ha pubblicato solo le conclusioni di MEZZO studio in cui l'omeopatia non aveva mostrato risultati superiori al placebo. Da precisare che l'altra metà dello studio, quella che prendeva in considerazione molti più studi scientifici, dava un risultato nettamente superiore al placebo per l'omeopatia ma questo ovviamente non l'hanno citato. Questo è un clamoroso esempio di DISINFORMAZIONE!).

    Già mi immagino a chi avranno girato questo sondaggio per mettersi dalla parte della ragione: CICAP, Fondazione Veronesi ecc ecc.


    #57847

    Medico omeopata
    Partecipante

    LA VERITA' NASCOSTA SULLO STUDIO DEL LANCET DEL 2005

    Di seguito troverete tutta la verità sullo studio del Lancet del 2005 in cui si decretava l'inefficacia e la fine dell'omeopatia. Tale studio, che ha collezionato un vero record di critiche provenienti anche da ambienti scientifici e accademici non omeopatici, fu sbandierato su tutti i principali giornali di dominio pubblico, deformando completamente la corretta informazione.

    Si è trattato di un vergognoso esempio di screditamento dell'omeopatia mosso molto verosimilmente, come al solito, da interessi politici ed economici.

    Cercherò di essere breve e di spiegarvi quello che è REALMENTE successo in tutta questa vicenda e che non troverete riportato in nessun grande media.

    La rinomata rivista medica specializzata britannica «The Lancet» annuncia nel suo numero del 27 agosto 2005 la «fine dell’omeopatia». Essa pubblica infatti i risultati di uno studio sull’omeopatia effettuato nell’ambito del Programma di valutazione della medicina complementare PEK, realizzato sotto la direzione del prof. Matthias Egger dell’Istituto di medicina sociale e preventiva ISPM dell’Università di Berna. Lo studio giunge alla conclusione che l’azione dell’omeopatia si basa sull’effetto placebo. Nell’editoriale il Lancet scrive che, a partire da oggi, i medici dovrebbero parlar chiaro ai loro pazienti circa l’ «inesistenza di effetti». La Società svizzera dei medici omeopati SVHA aveva dimostrato che lo studio peccava di gravi carenze sul piano dei contenuti e della forma.

    Metodologia inadeguata
    I ricercatori del gruppo del prof. Egger hanno effettuato una cosiddetta meta-analisi delle ricerche esistenti. Essi confrontano i risultati di 110 studi omeopatici con quelli di 110 studi di medicina classica. Lo studio Egger esamina esclusivamente delle ricerche randomizzate controllate (randomised controlled trials RCT) che, come ben si sa, sono solo limitatamente attendibili in relazione ai sistemi terapeutici complessi. Gli studi non considerano la prassi dell’omeopatia, secondo la quale la scelta del rimedio avviene quasi sempre in modo individuale. La problematica scientifica è facilmente comprensibile. A titolo di esempio, il sintomo del mal di testa può avere molte cause. I medici classici combattono il mal di testa impiegando sempre gli stessi analgesici. Gli omeopati non combattono i sintomi, bensì cercano le cause del mal di testa e prescrivono per lo stesso sintomo rimedi diversi. Mentre il medicinale allopatico sopprime il mal di testa, quello omeopatico ha il compito di stimolare il processo di autoguarigione, con lo scopo di eliminare il disturbo. Gli studi in «doppio cieco», durante i quali si somministra ai pazienti dopo una scelta casuale sia il medicinale X sia il rimedio omeopatico Y, sono solo limitatamente idonei a misurare l’efficacia dell’omeopatia. Se il prof. Egger non riesce a provare l’esistenza di un effetto, ciò non significa che l’effetto non esista («the absence of proof is not the proof o absence»).

    Interpretazione di parte degli studi
    Pur avendo violato i principi basilari dell’omeopatia, numerosi studi sono riusciti a provarne l’effetto sperimentale e l’efficacia clinica. In quasi tutti i grandi studi panoramici, le meta-analisi e le rassegne sistematiche l’omeopatia si dimostra efficace. Esistono oltre 20 studi scientifici, alcuni dei quali anche ben più ampi dello studio bernese. I ricercatori guidati dal prof. Matthias Egger non spiegano né analizzano minimamente in modo critico i risultati diametralmente opposti che emergono dal loro studio, benché questo ricorra in ampia misura a materiali di studio assai analoghi.

    Risultati positivi dell’omeopatia nel PEK
    Nell’ambito del Programma di valutazione della medicina complementare PEK sono stati realizzati vari studi sull’omeopatia. Ad eccezione dello studio del prof. Egger, i ricercatori sono essenzialmente giunti a risultati positivi. Benché il rapporto conclusivo del PEK presenti in modo particolareggiato solo lo studio Egger, esso emette un parere positivo sull’omeopatia (cfr. rapporto conclusivo PEK, del 24 aprile 2005, p. 94 e segg.). Nella bozza del rapporto conclusivo PEK del 14 marzo 2005, la Commissione di valutazione propone di lasciare l’omeopatia nel catalogo delle prestazioni dell’assicurazione malattie di base. Per ragioni politiche e ideologiche le raccomandazioni sono in seguito state stralciate dal rapporto conclusivo del 24 aprile 2005.

    Spunto per la pubblicazione nel Lancet
    La rivista medica Lancet potrebbe dare tanto peso allo studio Egger perché la bozza di un rapporto dell’OMS di cui si è giunti a conoscenza di recente si esprime in modo positivo sull’omeopatia. Il Lancet cita il rapporto a pagina 705: «La maggior parte degli studi scientifici degli ultimi 40 anni hanno mostrato che l’omeopatia ha effetti maggiori dei placebo e che, per quanto riguarda il trattamento di persone e animali, può essere considerata alla pari con la medicina convenzionale». La concezione che molti ricercatori convenzionali si fanno del mondo è scossa dal fatto che l’omeopatia produca effetti univoci sui pazienti nonostante che il suo meccanismo d’azione sia difficilmente spiegabile con gli usuali procedimenti scientifici. La medicina classica e la medicina complementare sono separate da un divario ideologico che rende difficile un dibattito oggettivo. La medicina classica convenzionale, con il suo approccio naturalistico-materialistico e meccanicistico, si contrappone alla visione olistica della persona umana propria della medicina omeopatica, la quale considera anima, spirito e corpo in quanto unità.
    Il lato della vicenda che desta grande sospetto è la tempistica della pubblicazione dello studio del Lancet che, “casualmente” è uscito proprio poche settimane prima che la Commissione svizzera si riunisse per valutare se lasciare o meno l’omeopatia nel catalogo delle prestazioni rimborsate dal Sistema sanitario svizzero tramite l’assicurazione per le malattie di base (interessi economici? A pensar male si fa peccato ma a volte…).

    Le gravissime scorrettezze nelle conclusioni dello studio del Lancet e delle sue pubblicazioni in tutti i principali giornali
    Il fatto che lascia più sconcertati di tutta questa vicenda è la conclusione del famigerato studio che viene riportata in tutti i giornali (e dagli stessi autori del Lancet). Si legge infatti ovunque che sono stati confrontati 110 studi omeopatici e 110 studi di medicina convenzionale (MC) contro placebo e che in tali studi solo quelli di MC abbiano dato un risultati positivo. E questo è ASSOLUTAMENTE FALSO!

    La realtà dei fatti è che lo studio era diviso in 2 parti:

     Nella prima parte, la meta-analisi comparava 220 studi clinici (110 omeopatici e 110 presi casualmente tra studi con interventi biomedici), e portavano alla conclusione che i due gruppi di studi erano di qualità metodologica paragonabile, e che ENTRAMBE le classi di trattamento mostravano un’ efficacia superiore al placebo.

     Nella seconda parte i ricercatori hanno ristretto la loro meta-analisi a 6 studi omeopatici e 8 studi biomedici, selezionati tra tutti secondo degli standard di qualità e di numerosità di partecipanti (molto vaga questa spiegazione che di fatto non ci dice nulla!). Questo filtro, affermano gli autori, è stato compiuto per limitare la presenza di bias negli studi presi in considerazione. I risultati della seconda parte della meta-analisi mostrano che esiste una forte evidenza di efficacia dei metodi classici, ed una evidenza di efficacia più debole per i farmaci omeopatici.
    Gli autori concludono quindi che l'efficacia dei rimedi omeopatici è compatibile con l'ipotesi che derivino dall'effetto placebo.

    Potete rendervi conto quindi delle gravissime scorrettezze:

    1) degli Autori dello studio che fanno finta di ignorare completamente il risultato della prima parte dello studio (quella con il maggior numero di studi presi in esame e quindi verosimilmente la più significativa);

    2) dei media che decretano la fine dell’omeopatia scrivendo che sono stati valutati 110 studi omeopatici e che questi non hanno mostrato un’evidenza di efficacia superiore al placebo (FALSO, perché come già menzionato prima, prendendo in considerazione tutti i 110 studi, l’omeopatia dava lo stesso risultato positivo della medicina classica mentre era solo la seconda parte dello studio, quella completamente tagliata e con solo 8 studi presi in esame a non aver dato risultati significativi per l’omeopatia, ma ovviamente citare 110 studi fa più effetto che citarne solo 8).

    Tutto il giudizio su questa meta-analisi si basa quindi solo su 8 studi (ignorando completamente i risultati dei 110 di partenza) e con un numero così basso di studi preso in esame è IMPOSSIBILE dare un giudizio complessivo su un’intera metodica medica.
    Inoltre e qui vi prego di prestare la massima attenzione: di questi 8 studi SOLO 2 RIGUARDAVANO L’OMEOPATIA CLASSICA (quella cioè che usa un rimedio unico, “rimedio unitario”, e che si basa sulla Legge dei Simili). E con soli 2 studi neanche si può parlare di meta-analisi!!
    Altro fatto che gli Autori del Lancet non spiegano bene è in base a quale criterio abbiano selezionato quegli 8 studi omeopatici e i 6 di medicina convenzionale escludendo tutti gli altri. La scelta degli studi da confrontare, ed in particolare la scelta del filtro di numerosità, potrebbe essere stata fatta ad hoc per ottenere questo risultato ed è ovvio che in questo modo si può dimostrare tutto e il contrario di tutto.

    L’unica vera conclusione sullo studio del Lancet è che presenta tali errori metodologici e concettuali da impedire di trarre qualsiasi conclusione sull’omeopatia. Viceversa tutte le meta-analisi effettuate negli anni precedenti (tra cui una pubblicata proprio sullo stesso Lancet nel 1997) concludono tutte sostenendo che l’EFFETTO CLINICO DELL’OMEOPATIA E’ SUPERIORE A QUELLO DEL PLACEBO. Ma di queste meta-analisi ovviamente nessuno parla…

    Insomma da tutta questa triste vicenda si può solo intuire come l’omeopatia sia molto fastidiosa e scomoda ad alcuni “poteri forti” e che la sua diffusione tra la gente venga in tutti i modi ostacolata arrivando persino a deformare, in maniera vergognosa, la corretta informazione.

    Qui potete trovare il testo completo dello studio in questione:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16125589?ordinalpos=3&itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_DiscoveryPanel.Pubmed_RVAbstractPlus

    http://www.omeosan.it/forum/viewtopic.php?f=5&t=302


    #57848

    Medico omeopata
    Partecipante

    Attualmente il sondaggio mostra che quasi la metà dei votanti credono all'efficacia delle cure omeopatiche. Il risultato è straordinario considerando che l'omeopatia non è la medicina ufficiale e che non ha quasi nessun appoggio da parte dei media e delle istituzioni universitarie e scientifiche.


    #57849

    deg
    Partecipante

    Salve Medico. Se consideri incoraggiante questo risultato non sarò io a dire il contrario.
    Ma non nascondo che mi sarei aspettata qualche cosa in più, dopo tutto l'Italia, nonostante (e forse proprio per questo) tutte le sue “lacune” (è un eufemismo ovviamente) è il paese dove ci sono meno mangiatori di carne, per fare un esempio, per dire che qui ci sono scelte di percorsi alternativi ..

    Ma se anche i cani vengono curati con l'omeopatia!
    http://www.arturotv.tv/articolo/Omeopatia-e-agopuntura-per-i-nostri-animali

    “Secondo stime recenti sono circa 10 milioni gli italiani che preferiscono l’omeopatia alla medicina tradizionale, e ora, sembra che questa tendenza si sia allargata anche sugli animali domestici: pare, infatti, che sempre più proprietari di cani e gatti preferiscano far curare i loro amici a quattro zampe con terapie alternative.”
    http://www.tuttozampe.com/omeopatia-per-animali/1814/

    E c'è ancora chi parla di effetto placebo ….


    #57850
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1296144604=Medico omeopata]
    Attualmente il sondaggio mostra che quasi la metà dei votanti credono all'efficacia delle cure omeopatiche. Il risultato è straordinario considerando che l'omeopatia non è la medicina ufficiale e che non ha quasi nessun appoggio da parte dei media e delle istituzioni universitarie e scientifiche.
    [/quote1296144604]
    sono moltissime le sfide che mettono in discussione le attuali sante tavole della scienza e in vari campi anche se si fa di tutto per non ammettere nemmeno questo
    La “memoria dell'acqua” è uno di questi pesanti terremoti e ci sarà resistenza fino all'ultimo ma il tempo accelera, le vecchie tavole sacre si spezzeranno e questo porterà ad un mondo di abbondanza che ribalterà l'attuale stato di artificiale carenza.
    Sono pienamente del suo parere e ho i miei buonissimi motivi per dire di esserne certo.
    Questa sembra un'evidenza ulteriore non correlata con l'acqua ma il concetto della “struttura” è la chiave: https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.6294


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