L’euro non è una moneta, l’euro è un metodo di governo!

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Questo argomento contiene 469 risposte, ha 23 partecipanti, ed è stato aggiornato da Richard Richard 4 anni, 2 mesi fa.

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  • #143194
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1389623500=Xeno]
    L'estratto video di cui sopra fa parte del convegno che si è tenuto a Benevento sabato scorso .4 ore di convegno di cui 20 minuti ha parlato il tipo in questione e che si chiama Fabio Masini un docente universitario.(pro pude al 100%)
    Io ho ascoltato l'intero intervento del tipo e ti posso assicurare che non ha ne capo ne coda non te lo consiglio Inneres ma se vuoi a tuo rischio e pericolo posso postare l'estratto. :hehe:
    Per questo Amodeo è sbottato alla fine dei 20 min,non ce la faceva più e la frase “la crisi è una manna”è stata la goccia…
    Fortunatamente più avanti nel convegno è intervenuto Antonio Maria Rinaldi e ha ricevuto diversi applausi dal pubblico diversamente dal tipo in questione.
    [/quote1389623500]

    Una parte di me, sarebbe curiosa, ma poi il mio karma/aura virerebbe sul rosso fiammeggiante… :hehe: :hehe:
    Si io sapevo, ma hai fatto bene a specificare comunque, anche per gli altri 😉


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143195
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143196
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Secondo me non siamo pronti a riprendersi la nostra sovranità…L'Italia ha perso la propria identità e lo si vede dappertutto. L'Italia aveva un suo fascino particolare in tutto, non sto a specificare di cosa parlo, si capisce. Ora dove ti giri sembra di essere in qualunque paese dell'Europa. Tutto è uguale e dannatamente brutto. Quello stile che c'è oggi è senza anima, senza colori e senza calore.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #143197
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1389915773=farfalla5]
    Secondo me non siamo pronti a riprendersi la nostra sovranità…L'Italia ha perso la propria identità e lo si vede dappertutto. L'Italia aveva un suo fascino particolare in tutto, non sto a specificare di cosa parlo, si capisce. Ora dove ti giri sembra di essere in qualunque paese dell'Europa. Tutto è uguale e dannatamente brutto. Quello stile che c'è oggi è senza anima, senza colori e senza calore.
    [/quote1389915773]

    …e quando lo dovremo fare, quando “sarà ancora più tardi”? Per un paese più bello, dobbiamo riscoprire le nostre peculiarità e smetterla di autoflagellarci… mandando un forte segnale ai media che ormai ci vogliono indistinti e asserviti. Senza sovranità economica e culturale tutto questo non solo non sarà possibile, [u]ma le cose peggioreranno[/u].


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143198
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143199
    InneresAuge
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    Partecipante

    Un video assolutamente da guardare: adesso per l'UE saremo più ricchi, per decreto!
    Cambieranno i metodi di calcolo del PIL! Senza parole…! :eyebro:

    https://www.youtube.com/watch?v=gMxEO7fSK7M

    Vi chiedo di leggere questo articolo, che serve a far capire l'inganno del “debito” pubblico…

    [u][size=20]La requisitoria contro il rigore del pm Varone[/u]
    Ecco le “motivazioni” sulla crisi finanziaria del magistrato della Procura di Pescara


    Oppure: “Vediamo la luce alla fine del tunnel…” ma, a parte l'immediato richiamo all'esperienza extrasensoriale del film Ghost, questo slogan non mi sollecita alcun ragionamento utile. Io non mi sottraggo alla normalità. E sono rimasto io stesso con una repulsione verso le questioni economiche; sino a che… per dovere professionale, non ho iniziato a capire che le imprese italiane (quelle oneste, dico), semplicemente, non ce la fanno: a pagare le tasse, a pagare i lavoratori, a pagare i contributi. E allora, ho smesso di leggere Repubblica e di ascoltare i Mantra e ho cercato di capire perché. Come siamo finiti in crisi? E come ne usciremo?

    IL DEBITO PUBBLICO

    Che cosa è, realmente, questo Debito Pubblico? Supponiamo lo Stato debba costruire un ospedale. Senza ospedali, si muore. Il Governo di uno Stato dell'Eurozona, se vuole denaro, per pagarsi l'ospedale, deve chiederlo in prestito alle banche private. Per chi avesse curiosità lo stabilisce l'articolo 21 dello Statuto del Sistema Europeo Banche Centrali. Per ottenere quel prestito deve emettere “cambiali”: si chiamano Titoli di Debito Pubblico, o Buoni Pluriennali del Tesoro. Alla scadenza, lo Stato restituirà capitale ed interessi: nessuno presta “per senza niente”.

    Supponiamo il Governo, quindi, emetta cambiali per 50 milioni di euro. Una Banca Privata offre 49 milioni e si aggiudica i Bpt. Il Governo ha ottenuto 49 milioni di euro; dovrà restituirne 50 alla scadenza; dunque, pagherà un milione di euro di interessi.

    Il Governo con quei 49 milioni di euro costruisce il suo ospedale, anzi il nostro ospedale. E quel denaro dovrebbe diventare reddito del costruttore; e reddito dei suoi dipendenti, che lo utilizzeranno presso commercianti; i quali, a loro volta, faranno altri investimenti. Dunque, lo Stato, ora, ha un debito di 50 milioni di euro; ma questo debito è diventato un investimento; la ricchezza reale è aumentata: dove c'erano terra e sassi, c'è una struttura che eroga benessere; i 49 milioni pagati al costruttore hanno alimentato una potente spinta all'economia. Quindi, il debito pubblico è un male? Ma niente affatto! Non è che il “negativo” di una pellicola il cui “positivo” è rappresentato dal corrispondente aumento di ricchezza reale nel paese, dalla nostra laboriosità e capacità produttiva.

    IL PAREGGIO DI BILANCIO

    E veniamo alle tasse. È mai possibile che lo Stato recuperi, in tasse, tutti i 49 milioni di euro che ha speso? Se lo facesse, andrebbe in pareggio perfetto: “Ho speso 49 milioni di euro, mi riprendo 49 milioni di euro, sono in pari”. Ma se lo Stato se li riprendesse tutti, a noi cittadini, di quei 49 milioni di euro, che cosa resterebbe? Nulla. Eppure, per il pareggio di bilancio, è questo che lo Stato deve fare. Sembra assurdo? Eppure è proprio questo che, per restare nella moneta unica lo Stato, deve fare: in base all'articolo 104 del trattato di Maastricht e in base al Regolamento del Consiglio d'Europa 1466 del 1997. Ed è questa la causa della crisi economica. Questa.

    Se lo Stato ci dà un reddito e, poi ce lo toglie tutto, a noi che rimane? Nulla. Siamo tutti poveri. E se ci rimane nulla, ciò significa che non possiamo comprare nulla con quei 49 milioni di euro.

    Lo chiamano anche Patto di stabilità. Si: perché, dal momento che dovrebbe riprenderseli, lo Stato dice: “Sai che c'è? Non ti pago! Ma le tasse, quelle le voglio …”. Tuttavia, le imprese che hanno lavorato e non vengono pagate, falliscono, licenziano, riducono i salari … Tutto questo, ci ricorda qualcosa? Questa è la principale causa della crisi che attanaglia l'Eurozona, ormai da molti anni: il pareggio di bilancio.

    È il tasto “pausa” sulla crescita economica; è la camicia di forza imposta alla capacità produttiva dei paesi aderenti. È il motivo della crisi (inutile illudersi: così dalla crisi non si esce); è lo strumento con il quale la crisi è stata deliberatamente prodotta.

    TASSE E INDEBITAMENTO

    Torniamo alle tasse. Supponiamo che lo Stato voglia tassare (per andare in pari) al 100%: in questo modo, si riprende tutti i 49 milioni di euro. È (quasi) in pari. “Ce lo chiede l'Europa”… E noi? Be', noi, avendo restituito tutti i 49 milioni, per vivere abbiamo una sola possibilità: chiedere noi denaro in prestito alle Banche (mutui, finanziamenti). Cioè dobbiamo indebitarci noi.

    Se non si indebita lo Stato, con il debito pubblico (che è tutto sommato, un debito “sostenibile”, perché forte di decine di milioni di lavoratori e dell'intera ricchezza della nazione), dobbiamo indebitarci, singolarmente, noi. Si chiama debito privato.

    IL DEBITO COME SISTEMA
    Bene, la possiamo mettere come vogliamo; ma, nel sistema attuale, il denaro è sempre un debito. Dal momento che nessuno ha la stamperia di banconote nella tavernetta, il denaro può essere creato a due condizioni: che si indebiti lo Stato (che può contare sul lavoro di decine di milioni di individui e sulla capacità produttiva di una intera nazione); che ci indebitiamo singolarmente noi, facendo mutui individuali. Ma attenzione: mentre il debito pubblico produce ricchezza reale, il debito privato, se contratto per sopravvivenza (“mi indebito per comprare il pane”) produce povertà, fallimenti individuali. Che è quello che accade in Italia oggi.

    Non sarà sfuggito al lettore attento che, se pure lo Stato dovesse tassare al 100% e riprendersi, dunque, tutti i 49 milioni di euro, gli mancherebbe, pur sempre, un milione di euro da restituire. Da dove lo prende?

    Se riflettiamo che il milione mancante è … denaro, sappiamo, ormai, che, per produrre quel milione mancante, le cose sono due: o si indebita lo Stato, “creando” un milione nuovo di euro, con l'emissione di Titoli del Debito Pubblico; o … ci indebitiamo noi, chiedendolo in prestito alle banche. Per la semplice ragione che nessuno può guadagnare il denaro che … non c'è, il debito può soltanto … aumentare.

    Quindi, dovremmo iniziare a capire: un conto è “controllare” il debito pubblico, pretendere che ci si indebiti a fronte di ricchezza reale e combattere e punire gli sprechi; cosa completamente diversa e suicida è dire che il debito pubblico deve essere frenato tutto, anche quando produrrebbe ricchezza reale!

    Le strade, i ponti, gli ospedali, le Questura, le scuole, i Tribunali … ogni cosa, ogni nostra ricchezza reale è debito. Se si tratta di opere pubbliche è debito pubblico. Non un male. Il male è impedire ad uno Stato Sovrano di decidere quanto debito contrarre per soddisfare i bisogni dei propri cittadini e i suoi fini Costituzionali. Ovvero, è un male contrarre debito per sprecare il denaro. Ma costruire un ospedale, o ricostruire la città dell'Aquila, non è affatto uno spreco.

    Uno Stato che ha abdicato al potere di spesa; uno Stato che, per pagare gli interessi, deve indebitarsi sempre di più e, dunque, spendere sempre meno, come potrà costruire tutte le scuole di cui ha bisogno, tutti gli ospedali di cui necessita? Come potrà venire incontro ai bisogni dei propri cittadini? Come potrà la Repubblica rimuovere gli ostacoli alla piena eguaglianza, così come prescritto dall'articolo 3 comma 2 della nostra Costituzione, se abbiamo stabilito che sarà la Banca Centrale Europea a decidere quanto denaro potrà essere messo in circolazione?

    Davvero il patto di stabilità dei prezzi è più importante della piena occupazione e della tutela della nostra dignità di uomini e donne lavoratori e lavoratrici, della nostra salute, della nostra istruzione, di tutto ciò che ci serve per una esistenza libera e dignitosa? È questo lo Stato, la Repubblica per la quale hanno dato la vita i nostri Partigiani? Il debito pubblico è un male soltanto dentro l'incubo in cui ci siamo messi con il pareggio di bilancio. Perché non svegliarsi?

    Gennaro Varone

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    fonte: http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/01/16/news/la-requisitoria-contro-il-rigore-del-pm-varone-1.8483622


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143200
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143201
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1390004991=Erre Esse]
    Il punto è questo: per la gente basta che siano “soldi”, non domandandosi mai la natura dei “soldi” che usa.
    [/quote1390004991]

    I soldi alla fine sono uno strumento di scambio del nostro lavoro e della nostra ricchezza reale.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #143202

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/moneta/sovranitamonetaria.html

    Barnard: “La soluzione? La sovranità monetaria”
    Perché si sta allargando così tanto il fronte anti-euro? Perché sempre più esperti a gran voce invocano la sovranità monetaria? Dalla crisi monetaria si può uscire facilmente? E da una crisi reale? Qual è la via d’uscita per una crisi che sta togliendo fiato al paese? Lo abbiamo chiesto a Paolo Barnard, co-fondatore della trasmissione Report, gionalista, saggista tra i più “scomodi”, scrittore e divulgatore della Mosler Economics MMT in Italia.

    Più la crisi morde, più si allarga il fronte anti-euro. Lei da tempo sostiene che l'euro e l'unione monetaria sono una disgrazia. Perché?
    «Perché si tratta di un sistema monetario che ha tolto al padre di famiglia (lo Stato) il conto in banca, il lavoro, la carta di credito, il bacomat e il libretto degli assegni (la propria valuta). Come fa questo disgraziato a mantenere i propri figli? S'indebita. E infatti con l'euro noi italiani siamo costretti a indebitarci con i mercati di capitali per ottenere ogni singolo euro che spendiamo per i servizi, sanità, lavoro, infrastrutture, e tutto il resto. Perché l'euro non lo stampiamo noi, non è nostro. L'Italia oggi deve restituire miliardi di euro a quei mercati con interessi impossibili per un'economia che non cresce, per cui il governo ci deve tassare a morte per trovare i fondi da restituire. E' un circolo vizioso mortale per qualsiasi economia».
    La crisi economica, strutturale, non colpisce solo l'Italia e l'Europa, ma tutto il mondo occidentale; forse l'euro non è il solo responsabile? C'è dunque un principio, un sistema che sta dietro all'euro, come sta dietro al dollaro e ad altri sistemi di agganciamento delle monete nazionali a valori sovranazionali da cui dipende la situazione attuale?
    «Sbagliato e giusto. Sbagliato: perché qualsiasi Paese colpito da una crisi, ma che sia sovrano nella moneta, può uscirne senza danni con un'espansione di spesa pubblica per ridare ossigeno all'economia. Lo stanno facendo il Giappone, la Cina, o anche gli USA, che crescono al 4,5% mentre in Eurozona la crescita langue sotto o sopra l'1%. Giusto: perché la deregolamentazione della finanza e delle banche in effetti è un pericolo costante per tutte le economie, una mina vagante perenne (si pensi ai derivati OTC, che hano raggiunto valori sopra ai 700 mila miliardi di dollari e possono collassare in ogni momento devastando i mercati). Questo testimonia che esistono pericoli sistemici in economia, ma ripeto che se uno Stato è sovrano nella moneta se la cava sempre. Noi con l'euro siamo disarmati di fronte a qualsiasi crisi».
    Crisi monetaria e crisi reale vanno sempre di pari passo e sono sempre inscindibili? La crisi della moneta potrebbe essere vista come un'opportunità per liberarsi di un sistema economico che si misura solo sulla base della carta (banconote) e della finanza?
    «No. Una crisi monetaria può essere rimediata con molto meno danno di una crisi reale. Una crisi reale può provenire da fattori esterni incontrollabili (crolli mercati asiatici, crisi petrolio, Cina in difficoltà, eccetera) e coinvolge tutti i parametri reali di un'economia. Dell'euro potremmo sbarazzarci in un attimo e tornare a crescere (si legga il Programma di Salvezza Economica su http://www.paolobarnard.info), ma se la crisi colpisce i mercati dei beni reali, il danno può essere assai maggiore. Immaginiamo una crisi energetica quanto può devastare tutta un'economia, visto che non esiste bene reale al mondo che si possa produrre senza energia. O una crisi alimentare, con inflazione dei prezzi di materie essenziali per vivere. Infine, liberarsi della moneta non è assolutamente utile a nulla. E' la politica che deve intervenire per regolamentare l'uso delle monete e la finanza nell'interesse pubblico. Sono le regole che vanno cambiate».
    Una via d'uscita? Se c'è.
    «L'Italia deve tornare sovrana nella sua moneta. Finché saremo strangolati dei mercati di capitali che dominano l'Eurozona non c'è scampo. Impossibile qui descrivere adeguatamente il perché di questa affermazione o come l'Italia rinascerebbe se di nuovo sovrana. Ribadisco, si legga il Programma di Salvezza Economica su http://www.paolobarnard.info, lì c'è tutto quello che serve sapere. Uno Stato deve poter utilizzare la propria valuta come bene finanziario per l'interesse pubblico, e fare leggi con lo stesso fine. Se non possiede più la valuta e non può più legiferare perché, come oggi in Eurozona, la legge europea è sovrana su quella nazionale, uno Stato perde tutta la sua ragione di esistere. L'euro, ribadisco, è per noi come una valuta straniera che dobbiamo sempre prendere in prestito a tassi non decisi dallo Stato, e la legge europea che ci vincola ormai in tutto (specialmente nel bilancio) è fatta dalla Commissione di Bruxelles che non è eletta da nessuno e che è infiltrata da oltre 250 lobby industriali e finanziarie. Ecco il disastro in due parole».

    C’è un libro scritto da Paolo Barnard, giudicato provocatorio e quindi non recensito dai media. Noi informiamo i lettori della sua esistenza, ai lettori la decisione.
    “Perché ci odiano” di Paolo Barnard, Rizzoli Bur. Il sottotitolo: “Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere terroristi. E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia.Le prove, le storie e i documenti. Con un contributo di Giorgio Fornoni sulla Cecenia”.
    Questa la retrocopertina:
    “Potrei chiamarli terroristi perché vengono nei nostri Paesi con il loro potere grande e fanno queste cose e le fanno in tutto il mondo. Ma per me sono semplice¬mente degli assassini. Rufina Amaya, unica sopravvissuta di 1200 contadini massacrati in Sal¬vador da terroristi addestrati e armati dagli americani, e mai puniti.Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i docu¬menti. Basta cercare. È quello che ha fatto l’autore di questo libro utilizzando fonti “non sospette”, spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi respon¬sabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammaz¬zati da quelli che oggi guidano la “Guerra al Terrorismo”. Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del “mondo libero” occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano”.
    Paolo Barnard è stato corrispondente dall’estero collaborando con i maggiori quotidiani italiani. Ha realizzato per la trasmissione “Report” (Rai 3) inchieste dedicate alla globalizzazione, al terro¬rismo internazionale, alla new economy. Attualmente collabora con Rai Educational. Ha curato per la Bur il libro di Bartoccioni, Bonadonna e Sartori, Dall’altra parte.


    #143203
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    InneresAuge
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    - Franco Battiato

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