Lo sapevi ???

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Questo argomento contiene 279 risposte, ha 26 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 3 anni, 10 mesi fa.

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  • #133474
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Nel documentario non viene fornito un ritratto chiaro della storia di Kony né della situazione ugandese. Di Kony si dice solo che “nessuno lo appoggia” e che combatte senza una causa: molta parte del video è in realtà una chiamata all’azione e un invito a impegnarsi personalmente. È ingenuo pensare che un ragazzo poco più che ventenne negli anni Ottanta sia potuto diventare capo di un esercito senza supporto finanziario e logistico, e la LRA ha avuto un ruolo importante durante la guerra civile ugandese del primi anni Ottanta, prima alleata e poi nemica della NRA dell’attuale presidente Yoweri Museveni (che è presidente dal 1986). Nel documentario si sorvola anche sul fanatismo religioso di Kony e si sostiene acriticamente il sostegno militare degli Stati Uniti all’esercito regolare del governo Museveni.
    http://www.ilpost.it/2012/03/08/il-documentario-contro-joseph-kony/


    #133475
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1331715022=prixi]
    [quote1331585612=brig.zero]

    [/quote1331585612]
    Grazie Brig !
    anche io non lo sapevo :VV:
    [/quote1331715022]
    ci è arrivata segnalazione di una critica al film.. http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kogliony-2012.html

    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kony-2012-ugandan-journalist-rosebell.html

    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kony2012-intervista-alla-giornalista.html


    #133476
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1331715881=Richard]
    [quote1331715022=prixi]
    [quote1331585612=brig.zero]

    [/quote1331585612]
    Grazie Brig !
    anche io non lo sapevo :VV:
    [/quote1331715022]
    ci è arrivata segnalazione di una critica al film.. http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kogliony-2012.html

    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kony-2012-ugandan-journalist-rosebell.html

    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kony2012-intervista-alla-giornalista.html

    [/quote1331715881]

    … non riesco ad aprirli … nella biblioteca pubblica … cosa è in parole povere … :lente:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #133477
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    La prima parte di questo articolo sarà una favoletta a cui potremo ripensare prima di addormentarci.
    La seconda parte sarà più reale.
    Saremo liberi di scegliere cosa credere: se alle favole tranquillizzanti o alla realtà, più subdola e difficile da accettare.

    PARTE PRIMA

    Il 5 marzo 2012 è stato caricato su Youtube questo video: KONY 2012. Dal titolo e dall'anteprima sembrerebbe un video anonimo ma non è così. In 5 giorni è stato visto da 63 milioni di utenti su Youtube e da 15 milioni di utenti su Vimeo. Mai nessun video, nella storia di internet, ha avuto tanto successo.
    In breve è la storia di un giovane padre americano che nel 2002, durante un viaggio in Uganda, conosce Jacob, un ragazzo che gli spiega che nel suo paese c'è un uomo molto cattivo che rapisce i bambini per farli diventare dei piccoli soldati. L'americano promette a Jacob che lui farà qualcosa per fermare Kony, l'uomo cattivo a capo dell'LRA (Esercito di Resistenza del Signore) che dal 1994 prova a prendere il potere in Uganda.

    Il giovane padre americano fonda, nel 2003, “Invisible Children”, un'associazione NO PROFIT con lo scopo di sensibilizzare l'opinone pubblica sulle cattiverie di Kony e salvare i bambini soldato.

    Inizialmente non riescono ad avere molto seguito ma piano piano la popolarità dei “bambini invisibili” aumenta finché, nel 2011, lo stesso Obama non può fare altro che mandare l'esercito americano a cercare di fermare Kony.

    Ma Kony, come ogni cattivo che si rispetti, non è scemo e con i suoi mezzi ugandesi ultratecnologici, riesce a non farsi acciuffare.

    Secondo il giovane padre americano, se dovesse calare l'attenzione su Kony, l'esercito americano, che ovviamente è andato in Uganda non per secondi fini ma solo per fermare un uomo cattivo, sarà costretto a ritirarsi e la sua promessa a Jacob non sarà rispettata.

    Allora il nostro eroe decide di fare questo film, KONY 2012, in cui alla fine chiede di tenere alta l'attenzione su Kony, di affiggere manifesti, di firmare la petizione, di donare soldi all'associazione NO PROFIT e di acquistare il braccialetto di Kony. …o, almeno, di condividere il video su Facebook.

    Personaggi famosi dello spettacolo e della politica si sono già schierati a fianco di “invisible children”: tante brave e buone persone come Bush e Justin Bieber, come Obama e Rihanna, come Ophra e Clooney.

    Considerati i risultati, alla nostra favoletta non manca il lieto fine: milioni di persone hanno condiviso il video e “KONY” è una delle parole più digitate in rete.

    A vincere non è stato il nostro eroe ma siamo stati tutti noi, con i nostri clic e le nostre condivisioni: i buoni, uniti, possono vincere il male!

    SECONDA PARTE

    Sapete cosa fanno i pubblicitari più bravi? Trattano i consumatori come fossero dei bambini. Dallo spot dei Gormiti allo spot della nuova BMW, cambia poco: entrambi fanno credere al consumatore che il nuovo giocattolino servirà a farli divertire e a farli stare meglio.

    KONY 2012 funziona come un grande spot di 30 minuti. A differenza delle pubblicità della Mercedes che si rivolgono a uomini maturi come se fossero dei bambini ma tentano di nascondere questo metodo, nel film di KONY il metodo è esplicito: il padre, per spiegare al consumatore la storiella dell'Uganda utilizza suo figlio e noi, insieme al bambino, scopriamo chi è Kony il cattivone.

    Tutto il film segue il classico intreccio di una fiaba dal lieto fine.

    C'è la tranquilla situazione iniziale in cui il padre e il figlio biondo sono felici e sorridenti negli Stati Uniti: paese in cui regna la serenità e che dona loro la possibilità di divertirsi con l'I-Phone e il nuovo diario di Facebook.

    C'è il classico imprevisto che arriva subito dopo: i colori cambiano e dai ragazzini bionidi e sorridenti si passa ai ragazzini neri e disperati.

    C'è il classico antagonista cattivo: Kony viene presentato come un nero che si diverte a rapire i bambini, fargli fare cose malvage e a far prostituire le ragazzine.

    C'è lo svolgimento in cui i buoni si organizzano contro il cattivo.

    C'è pure l'aiuto esterno dato da personaggi magici: invece della fata turchina abbiamo Rihanna e invece del grillo parlante abbiamo Bush.

    Veramente la realtà è così come ci viene descritta in KONY 2012? Proviamo ad analizzare la favoletta:

    1. Quanto è costato un film del genere? Il montaggio e gli effetti speciali non hanno nulla da invidiare ai film di Hollywood. possibile che dei ragazzi che vanno per caso in Uganda abbiano i fondi e le capacità per realizzare un simile capolavoro?

    2. Tutta l'attenzione è basata su Kony. Ma veramente crediamo che arrestare un uomo faccia cessare un fenomeno come quello dei bambini soldato? I bambini soldato non sono presenti solo in Uganda: ve ne sono in Etiopia, Somalia, Sierra Leone, Brasile, ecc. Come può l'arresto di un solo uomo far cessare un fenomeno internazionale che va avanti da anni?

    3. L'invio delle truppe americane in Uganda viene presentato come una vittoria. Razionalmente tutti sappiamo che i soldati americani (ma anche quelli di qualsiasi altro esercito) raramente si distinguono per i loro metodi rispettosi e pacifici…

    4. Nella seconda parte del film, lo spettatore è talmente tanto coinvolto che neppure si accorge che tra i “buoni” c'è George Bush! Vi racconto una chicca su Bush: nel 2006/2007 sono stato diverse volte in Burkina Faso. il Burkina è considerato uno dei paesi più poveri del mondo. I bambini non sono dei soldati ma muoino di fame e malnutrizione ogni giorno. Nessuno li considera. Parlando con le persone del posto venni a sapere che in Burkina vi erano 20 miniere d'oro. Nelle miniere facevano lavorare i bambini perché, essendo piccoli, potevano districarsi meglio nei cunicoli. I bambini passavano anche 48 ore di seguito sotto terra. L'unica sostanza da cui traevano l'energia per continuare a lavorare era la colla. Questi bambini, sniffando colla, riuscivano a rimanere svegli e a non sentire la fame e la stanchezza. La maggior parte di quei bambini non riesce a sopravvivere per più di qualche anno con quel tenore di vita. …e sapete chi era il proprietario di quelle miniere? La famiglia Bush! Ecco chi sono i “buoni” di Kony!

    5. Nella realtà l'LRA, l'esercito sovversivo di Kony non esiste più dal 2006. [Fonte]

    6. Tutta la propaganda serebbe utile a sostenere l'attuale e sanguinario dittatore ugandese filoamericano che è in carica da una trentina d'anni e di cui nel film non si fa cenno. [Fonte]

    7. Altro che NO PROFIT, gli autori del documentario a capo di “invisible children” sarebbero diventati milionari perché secondo diverse fonti si sarebbero già intascati più del 70% dei fondi che in passato hanno raccolto.

    8. Nella zona del lago Alberto sono stati scoperti ingenti quantità di petrolio. Attualmente è stata calcolata la presenza di 700 milioni di barili, mentre le stime parlano di un potenziale di 1,5 miliardi di barili da estrarre. [Fonte]. Che gli americani non siano interessati all'oro nero più che ai bimbi soldato?

    Con tutto questo non vogliamo certo sostenere KONY ma non ci piace nemmeno essere trattati da KOglioNY.
    Vi lascio con una foto del giovane paparino americano.
    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kogliony-2012.html


    #133478
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1331716824=Richard]
    …Saremo liberi di scegliere cosa credere: se alle favole tranquillizzanti o alla realtà, più subdola e difficile da accettare.

    SECONDA PARTE

    Sapete cosa fanno i pubblicitari più bravi? Trattano i consumatori come fossero dei bambini. Dallo spot dei Gormiti allo spot della nuova BMW, cambia poco: entrambi fanno credere al consumatore che il nuovo giocattolino servirà a farli divertire e a farli stare meglio.

    KONY 2012 funziona come un grande spot di 30 minuti. A differenza delle pubblicità della Mercedes che si rivolgono a uomini maturi come se fossero dei bambini ma tentano di nascondere questo metodo, nel film di KONY il metodo è esplicito: il padre, per spiegare al consumatore la storiella dell'Uganda utilizza suo figlio e noi, insieme al bambino, scopriamo chi è Kony il cattivone.

    Tutto il film segue il classico intreccio di una fiaba dal lieto fine.

    C'è la tranquilla situazione iniziale in cui il padre e il figlio biondo sono felici e sorridenti negli Stati Uniti: paese in cui regna la serenità e che dona loro la possibilità di divertirsi con l'I-Phone e il nuovo diario di Facebook.

    C'è il classico imprevisto che arriva subito dopo: i colori cambiano e dai ragazzini bionidi e sorridenti si passa ai ragazzini neri e disperati.

    C'è il classico antagonista cattivo: Kony viene presentato come un nero che si diverte a rapire i bambini, fargli fare cose malvage e a far prostituire le ragazzine.

    C'è lo svolgimento in cui i buoni si organizzano contro il cattivo.

    C'è pure l'aiuto esterno dato da personaggi magici: invece della fata turchina abbiamo Rihanna e invece del grillo parlante abbiamo Bush.

    Veramente la realtà è così come ci viene descritta in KONY 2012? Proviamo ad analizzare la favoletta:

    1. Quanto è costato un film del genere? Il montaggio e gli effetti speciali non hanno nulla da invidiare ai film di Hollywood. possibile che dei ragazzi che vanno per caso in Uganda abbiano i fondi e le capacità per realizzare un simile capolavoro?

    2. Tutta l'attenzione è basata su Kony. Ma veramente crediamo che arrestare un uomo faccia cessare un fenomeno come quello dei bambini soldato? I bambini soldato non sono presenti solo in Uganda: ve ne sono in Etiopia, Somalia, Sierra Leone, Brasile, ecc. Come può l'arresto di un solo uomo far cessare un fenomeno internazionale che va avanti da anni?

    3. L'invio delle truppe americane in Uganda viene presentato come una vittoria. Razionalmente tutti sappiamo che i soldati americani (ma anche quelli di qualsiasi altro esercito) raramente si distinguono per i loro metodi rispettosi e pacifici…

    4. Nella seconda parte del film, lo spettatore è talmente tanto coinvolto che neppure si accorge che tra i “buoni” c'è George Bush! Vi racconto una chicca su Bush: nel 2006/2007 sono stato diverse volte in Burkina Faso. il Burkina è considerato uno dei paesi più poveri del mondo. I bambini non sono dei soldati ma muoino di fame e malnutrizione ogni giorno. Nessuno li considera. Parlando con le persone del posto venni a sapere che in Burkina vi erano 20 miniere d'oro. Nelle miniere facevano lavorare i bambini perché, essendo piccoli, potevano districarsi meglio nei cunicoli. I bambini passavano anche 48 ore di seguito sotto terra. L'unica sostanza da cui traevano l'energia per continuare a lavorare era la colla. Questi bambini, sniffando colla, riuscivano a rimanere svegli e a non sentire la fame e la stanchezza. La maggior parte di quei bambini non riesce a sopravvivere per più di qualche anno con quel tenore di vita. …e sapete chi era il proprietario di quelle miniere? La famiglia Bush! Ecco chi sono i “buoni” di Kony!

    5. Nella realtà l'LRA, l'esercito sovversivo di Kony non esiste più dal 2006. [Fonte]

    6. Tutta la propaganda serebbe utile a sostenere l'attuale e sanguinario dittatore ugandese filoamericano che è in carica da una trentina d'anni e di cui nel film non si fa cenno. [Fonte]

    7. Altro che NO PROFIT, gli autori del documentario a capo di “invisible children” sarebbero diventati milionari perché secondo diverse fonti si sarebbero già intascati più del 70% dei fondi che in passato hanno raccolto.

    8. Nella zona del lago Alberto sono stati scoperti ingenti quantità di petrolio. Attualmente è stata calcolata la presenza di 700 milioni di barili, mentre le stime parlano di un potenziale di 1,5 miliardi di barili da estrarre. [Fonte]. Che gli americani non siano interessati all'oro nero più che ai bimbi soldato?

    Con tutto questo non vogliamo certo sostenere KONY ma non ci piace nemmeno essere trattati da [size=26]KOglioNY. #aggre
    Vi lascio con una foto del giovane paparino americano.
    http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/kogliony-2012.html
    [/quote1331716824]

    grazie Rich … riporterò #retris:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #133479

    Xeno
    Partecipante

    Caro Rich inizio a seguirti.

    La faccenda sta diventando diiversa da come è apparsa di primo acchito.
    Ho anche visto l'intervista (in inglese) fatta a Kony giusto per sentire l'altra campana.

    Per finire nota non da poco, sono stati disabilitati i commenti dal video http://www.youtube.com/watch?v=Y4MnpzG5Sqc
    Motivo: troppi commenti scettici sull'intera faccenda.

    :ummmmm:


    #133480
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1331719800=Xeno]
    Caro Rich inizio a seguirti.

    La faccenda sta diventando diiversa da come è apparsa di primo acchito.
    Ho anche visto l'intervista (in inglese) fatta a Kony giusto per sentire l'altra campana.

    Per finire nota non da poco, sono stati disabilitati i commenti dal video http://www.youtube.com/watch?v=Y4MnpzG5Sqc
    Motivo: troppi commenti scettici sull'intera faccenda.

    :ummmmm:
    [/quote1331719800]
    nessun problema
    è così che si fa in rete, si guarda, si commenta, si critica.. si conosce.


    #133481
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    … controllo della folla …


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #133482
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [size=22]Trifogli e rivoluzione per un San Patrizio nel segno di Maud Gonne MacBride

    San Patrizio, santo dei figli d’Irlanda e dei rivoluzionari che si battevano e si battono per la liberazione dell’Isola Verde dall’occupazione inglese. Nel giorno in cui si celebra il santo, il 17 febbraio (errore di stampa: [u]17 Marzo[/u] 😉 ), è giusto e doveroso ricordare Maud Gonne MacBride (1866-1953), una donna simbolo della causa irlandese cui dedicò tutta la sua vita. Un’eroina moderna del nazionalismo “irish”, ma anche e soprattutto una fervente sostenitrice del ruolo attivo che le donne dovevano avere nella scena politica della sua isola. Quello che oggi può sembrare normale, ai primi del Novecento era pura utopia o quasi. Per celebrare questa donna straordinaria, oltre che attivista politica fu giornalista, attrice e musa ispiratrice del premio Nobel per la letteratura William Butler Yeats, arriva in libreria il libro Al servizio della regina. Autobiografia di una rivoluzionaria irlandese (Iacobelli edizioni, 2012). Pubblicato per la prima volta nel lontano 1938 con il titolo di A Servant of the Queen, il libro esce per la prima volta in Italia.

    Combattere in qualsiasi luogo l'Impero – La vita di Maud Gonne MacBride diventa un viaggio nell'universo del movimento Sinn Féin e dell'Irish Republican Army dove nazionalismo, repubblica e cattolicesimo si mescolano insieme tra cesti di trifogli. Decontestualizzato dai riferimenti storici, il libro presenta tutti gli elementi chiave della lotta d'indipendenza irlandese. Significativo il capitolo La Saint Patrice dove la rivoluzionaria incontra gli irlandesi di Francia. “Se devo parlare di qualcosa, parlo dell’Irlanda. Non posso parlare dell’Irlanda senza trattare il problema degli sgomberi e dei detenuti” tuona Maud Gonne MacBride. E ancora la critica diretta all'imperialismo inglese: “Non ho alcun motivo di combattere se non per la terra che Dio ci aveva donato oppure, se si è un irlandese o un indiano o un egiziano, combattere in qualsiasi luogo contro l’Impero Britannico”.

    Donne irlandesi in prima linea – Ma l'Impero di sua Maestà la regina non è l'unico nemico che una donna irlandese si trova ad affrontare. MacBride denuncia il maschilismo che regna in tutte le organizzazioni nazionaliste e repubblicane. Anche in questo caso la sua indole battagliera la porta a bacchettare senza riserve i suoi compagni di lotta. “Voi non accettate l’impegno delle donne – scrive -. Nessuno dei partiti in Irlanda vuole le donne. La Lega nazionale, i feniani, la società letteraria celtica, il Club contemporaneo, tutti hanno rifiutato di iscrivermi nelle loro fila perché non accettano le donne”. Ma le porte in faccia non frenano l'azione della giornalista: “Devo impegnarmi tutta da sola, fin tanto che non riuscirò a fondare un’organizzazione femminile”.

    Rivoluzione contro parlamentarismo – La “Giovanna d'Arco d'Irlanda”, come amorevolmente veniva chiamata dai nazionalisti francesi, per via del proprio sostegno attivo alla causa anti-inglese è stata incarcerata due volte (nel 1918 e nel 1923). Il carcere però non aveva fatto altro che rafforzare i suoi propositi dichiaratamente rivoluzionari. La lotta di liberazione degli inglesi non può passare attraverso le concessioni di Londra, ma va conquistata con le armi. Per questo Maud Gonne MacBride critica duramente il percorso diplomatico, intrapreso da alcuni politici irlandesi, che lei definisce “parlamentarismo”. “Mi dissocio dalla loro politica – scrive -. Un ladro non cederà mai il suo bottino su richiesta a meno che la domanda non sia sostenuta con la forza. Per un partito costituzionale, una volta sconfessato l’uso della forza, perché, non essendo in grado di controllarla, se ne prova imbarazzo, i giorni di gloria sono finiti. Può continuare a vivere ma, incapace di perseguire i suoi obiettivi, cede spudoratamente alla corruzione del suo ambiente”. Maud Gonne MacBride è morta nel 1953 dopo aver visto la parziale indipendenza della nazione con la nascita della Repubblica d'Irlanda e l'uscita dal Commonwealth britannico. E' bello ricordarla con le parole dell'amato Yeats: “Ho steso i miei sogni sotto i tuoi piedi, cammina con passo lieve perché cammini sui miei sogni”.

    15 marzo 2012

    http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/12/03/al-servizio-della-regina-autobiografia-maud-gonne-macbride-recensione.html?libri


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #133483
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1332010527=Richard]
    La prima parte di questo articolo sarà una favoletta a cui potremo ripensare prima di addormentarci.
    La seconda parte sarà più reale.
    Saremo liberi di scegliere cosa credere: se alle favole tranquillizzanti o alla realtà, più subdola e difficile da accettare.

    [/quote1332010527]
    Guardando il video di Kony non riuscivo a non pensare a questo film…
    perchè così vanno le cose…se volete capire qualcosa guardatevelo:

    https://www.youtube.com/watch?v=FeMvpqGtBss


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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