Malattie mentali, come guarire ?

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Questo argomento contiene 132 risposte, ha 23 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Mukunda 10 anni, 4 mesi fa.

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    Articoli
  • #54833

    dos
    Partecipante

    [quote1238706691=Pyriel]

    Diciamo piuttosto che qui all'Inferno un bambino deve imparare a non toccare niente, perchè tutto fa male e smettiamola di dare a questa folle vita un significato didattico.
    [/quote1238706691]

    Si ma anche così ci sarebbe un significato implicito: visto che la vita non è tutta rose e fiori, allora meglio andare da qualche altra parte.
    Il problema diventa il come :hihi:


    #54834

    meskalito
    Partecipante

    Mukunda ti riporto un sistema per superare problemi mentali,non sò se è indicato per il problema per il quale hai postato,comunque questo è bello tosto come metodo portandoti in un viaggio a faccia faccia con i tuoi problemi…..

    Chiedo a chi vuole commentare di leggere tutto il possibile visto che come metodo si presta facilmente a illazioni negative!

    [link=http://www.tg5.mediaset.it/video/2007/02/vedivideo_13434.shtml]Filmato della trasmissione “Terra!” sull’utilizzo dell’ibogaina in Slovenia[/link]

    Ibogaine

    Il manifesto, Extra, 5 Febbraio 1996

    Iboga
    La soluzione psichedelica

    estratto da Andrea Rocco

    L'antefatto: 1962, Stati uniti, un giovane, hippie eroinomane decide di vedere che effetto fa quell'esotico allucinogeno che un suo amico ricercatore gli ha regalato, e dopo un “trip” di 32 ore scopre che non ha più bisogno né voglia di continuare a prendere eroina. In poco più di due giorni, e senza patire le pene della “rota” da astinenza, non è più un tossicodipendente.

    L'ibogaina è una sostanza naturale, estratta da una pianta dell' Africa equatoriale. Una singola dose vi permetterà di immergervi nelle profondità del vostro essere e dell'universo: un viaggio ai confini del tempo e dello spazio per uscire in poche ore, e senza sofferenza, da mesi o anni di tossicodipendenza.

    Potrebbe essere di questo tono il lancio pubblicitario dell'ibogaina, se i test ai quali è sottoposta saranno conformi alle attese e verranno superate le resistenze del regime proibizionista.Abbiamo intervistato lo “scopritore” di questo allucinogeno, Howard Lotsof, la professoressa Debora Mash, che da oltre tre anni sta studiando l'ibogaina in un laboratorio dell'Universita di Miami, e il chimico svizzero Albert Hoffmann, che 53 anni fa sintetizzo l'Lsd.
    Giorgio Samorini, presidente della “Società Italiana per lo studio degli stati di Coscienza”, racconta l'uso religioso che in Gabon viene fatto dell'iboga, la pianta all'origine di tutta questa storia. Che cosa aspetta il ministro della Sanità italiano e le alter autorità “competenti” a dare il via o a permettere una ricerca su questa sostanza?

    Andrea Rocco intervista Deborah Mash

    Al Dipartimento di Neurologia e Farmacologia Molecolare e Cellulare dell'Università di Miami, Deborah Mash sta conducendo da tre anni e mezzo una ricerca sull'ibogaina. E l'unica, ufficiale, in corso negli Stati Uniti. Cosa sappiamo di come agisce l'ibogaina?

    D.M.:Non sappiamo ancora tutto. Sappiamo che è un allucinogeno che interrompe la dipendenza da droghe come alcool, cocaina ed eroina, ma non conosciamo ancora a fondo il meccanismo, il come e dove agisce nel cervello.

    A.R.:Quali sono i risultati delle vostre ricerche a Miami?

    D.M.:Abbiamo individuato un metabolite dell'ibogaina, la idrossibogamina-12 che ha effetti prolungati e molte volte piu potenti dell'ibogaina stessa sui sistemi 5-HT. In parole semplici, l'effetto è doppio: da un lato blocca l'attività della dopamine, ritenuta responsabile del meccanismo di dipendenza dale droghe, dall'altro qualcosa di simile a quello del Prozac, un'azione sull'umore generale, riscontrata in chi si è sottoposto a terapie con l'ibogaina al di fuori degli Stati uniti. Questo vuol dire eliminazione della depressione che accompagna le crisi di astinenza e predisposizione alla terapia.

    A.R.:a che stadio è arrivata la ricerca?

    D.M.:Siamo entrati nella fase clinica, quella della sperimentazione sugli umani. E la sola esperienza negli Usa, e corre il serio rischio di venire eliminata.

    A.R.:Perché tanta ostilità nel mondo medico – scientifico verso l'ibogaina?

    D.M.:Perché è una “scoperta” che non arriva dal mondo medico – scientifico, ma dai gruppi self-help, dagli ex-tossicodipendenti, e questo da solo basta a far vedere l'ibogaina in modo critico, inoltre Lotsof viene considerato un imbonitore, un venditore di fumo, perché sta portando gente a Panama per farsi disintossicare con l'ibogaina, facendosi pagare un sacco di quattrini per una terapia che non ha ancora una validità provata scientificamente. Farsi pagare 20 000 dollari [32 milioni di lire] per una terapia di 4 giorni lo considero molto grave. E poi Lotsof possiede il brevetto, e quindi i diritti sull'eventuale sfruttamento commerciale della sostanza.

    A.R.:Quali sono allora le prospettive future?

    D.M.:In questi casi ci sono solo due possibilità. O si ha un programma di ricerca nelle università, finanziato dal governo federale, oppure si fa un'alleanza con l'industria farmaceutica. La ricerca sta per essere strangolata perché in questi tempi di tagli alla spesa pubblica lo studio di una sostanza per aiutare i tossicodipendenti non ha un alto livello di priorità. Stiamo cercando di convincere la comunità scientifica a cambiare idea, ma non sono ottimista. Dal canto suo Lotsof non è riuscito a concludere accordi con l'industria farmaceutica, perché questa non finanzia una ricerca di cui non può sfruttare commercialmente i risultati. E cosi anche lui sta arrivando a un punto morto.

    A.R.:Quale è la sua personale opinione sulle potenzialità dell'ibogaina nella cura delle tossicodipendenze?

    D.M.:Emotivamente sono molto coinvolta.Ho ricevuto migliaia di telefonate da tutto il mondo di gente che cerca disperatamente aiuto. Gente che ha provato ogni possibile cura e ogni possibile farmaco senza riuscire a rompere la dipendenza. Non so se l'ibogaina sarà la bacchetta magica, ma sembra che sia davvero in grado di dare a molta gente la possibilità di una uscita, di farli ripartire, “riprogrammarli” in modo che possano confrontarsi con il demone faccia a faccia.Forse non conosciamo ancora esattamente tutti i meccanismi d'azione dell'ibogaina, ma abbiamo sufficienti prove per dire che è una speranza per un gran numero di persone con gravi dipendenze da alcool, eroina e cocaina. Per questo penso che valga la pena di continuare le ricerche.

    L'albero del bene e del male

    Oggi Howard Lotsof è un signore sulla cinquantina che vive a Staten Island [New York], e che dedica tutto il suo tempo alla battaglia per il riconoscimento dell'ibogaina come terapia che permette di liberarsi dalle tossicodipendenze. Ma nel 1962 era una specie di hippie, “un college drop-out”, come lui stesso si definisce, dedito a tempo pieno a sperimentare tutte le droghe disponibili. “Come molti miei coetanei a quell'epoca ero senza freni, ho provato di tutto, Lsd, messalina, cocaina, eroina. Alla fine mi sono ritrovato eroinomane. Poi il caso o il destino ha voluto che trovassi sulla mia strada l'ibogaina”.
    Caso o destino: un ricercatore amico di Howard sta facendo pulizia nel suo laboratorio, e tra le sostanze destinate alla spazzatura ce n'è una che viene dall'Africa centro-occidentale. E un alcaloide derivato da un arbusto utilizzato dai seguaci dei culti Buiti del Gabon in riti di iniziazione e nella medicina tradizionale. La pianta è conosciuta con il termine scientifico di Tabernanthe iboga. E un allucinogeno, e Howard Lotsof ne prende un po' di dosi e la distribuisce ai suoi amici, tutti tossicodipendenti.Il “viaggio” di Lotsof e dei suoi amici durerà 32 ore.
    “L'esperienza è molto forte, dice Lotsof, e si divide in tre fasi. Nella prima si hanno sogni lucidi, ad occhi aperti, con una vivida visualizzazione di memorie represse. É come vedere un film proiettato a velocità doppia. Il secondo stadio è quello della valutazione cognitiva dell'esperienza. Molti lo definiscono come vivere da due a dieci anni di psicoterapia in 24 ore. La fase finale è chiamata di stimolazione residua ed ha effetti spiacevoli, perché si è spossati, ma non si riesce a dormire.”

    Ma l'effetto più inaspettato è quello successivo: Lotsof e i suoi amici si ritrovano liberi dalla loro tossicodipendenza. Per sei mesi nessuno di loro tocca più droghe dopo una sola somministrazione di ibogaina. “E prima nessuno di noi aveva la benché minima intenzione di smettere”, ricorda Lotsof. Poi per quasi vent'anni non succede più niente, almeno negli Stati Uniti[in Cile tra la fine dei'60 e i primi anni'70, Claudio Naranjo, psicoterapeuta, conduce interessanti esperienze con ibogaina associata a terapie analitiche].
    “Io nel frattempo ho cambiato vita. Sono tornato a scuola. Mi sono fermato un po'a riflettere sulla mia vita e mi sono reso conto che la cosa più importante che mi era capitata era stato il mio incontro con l'ibogaina. Ho deciso che studiare l'ibogaina dal punto di vista medico e farmacologico e presentarla al mondo scientifico sarebbe diventato il mio lavoro”.
    I primi risultati sono incoraggianti, e nel 1985 Lotsof richiede e ottiene il brevetto sull'ibogaina come “farmaco per interrompere la dipendenza da oppiacei” [nel 1986 otterrà un altro brevetto, quello per la disintossicazione da cocaina, e negli anni successivi per alcool e nicotina].
    “Dalle esperienze fatte con i gruppi di self-help con cui lavoravo uscivano fuori molto chiaramente le modalità e gli effetti dell'azione dell'ibogaina. In primo luogo, eliminazione delle crisi di astinenza: niente più diarrea, lacrime, sudorazioni, tremiti, spasmi muscolari e crampi addominali. E questo è vero sia per i dipendenti da eroina che da metadone. Secondo , eliminazione della dipendenza chimica, nel 70% dei casi per 3 mesi o più, dopo soli 3-4 giorni di trattamento con l'ibogaina. Tutto questo ha effetti eccezionalmente positivi per quanto riguarda la predisposizione del paziente a sottoporsi a psicoterapia. E la sostanza, a dosaggi moderati, ha pochissime controindicazioni: non produce assuefazione e ha effetti collaterali tutto sommato sopportabilissimi”.
    I primi incoraggianti risultati non aprono però a Lotsof le porte della medicina e della scienza ufficiali, né gli portano altri tipi di aiuto. “Per un po' ,dice, abbiamo cercato di raccogliere finanziamenti da organizzazioni benefiche. Ma mi sono presto reso conto che a nessuno importava nulla di sviluppare prodotti per aiutare i tossicodipendenti. Era, ed è, una causa molto impopolare. Nell'87 ho creato una società senza scopo di lucro, la NDA International. Ci abbiamo investito fino ad oggi quai due milioni di dollari, e siamo riusciti a far interessare all'ibogaina l'Agenzia governativa competente, il National Institute on Drug Abuse. Sembrava che stessero per dare una “corsia preferenziale” alla ricerca sull'ibogaina, ma poi hanno deciso di limitarsi agli esperimenti sugli animali, escludendo la sperimentazione clinica, anche se la massima autorità Usa in materia di farmaci, la Food and Drug Administration, aveva gia autorizzato gli esperimenti, e anche se la dottoressa Mash a Miami era gia partita con le sue ricerche”.
    Bloccato nel suo paese, Howard Lotsof non si scoraggia, in qualche modo entra in contatto con un gruppo di medici della Clinica del Niño di Panama. Questi ottengono un permesso del governo per iniziare la sperimentazione su soggetti umani. E qui la storia di Lotsof sembra entrare in una zona grigia, tra ricerca scientifica e speculazione commerciale. La clinica panamense è diventata negli ultimi anni meta di un continuo pellegrinaggio di persone che si rivolgono a Lotsof e che vengono sottoposti a una terapia di quattro giorni per cifre considerevoli [oltre i trenta milioni di lire]. Questo ha alienato da Lotsof il sostegno e le simpatie di alcuni dei suoi “compagni di strada” nel movimento del “self-help” dei tossicodipendenti. Lui, Lotsof, non ne sembra turbato, e assicura che una parte degli incassi andra a sviluppare la ricerca, che “è giunta a un punto morto e rischia di venire cancellata del tutto”.
    E fuori dagli Usa? “Anche se l'ibogaina resta illegale nella maggior parte dei paesi industrializzati, qualcosa si sta movendo” conclude Lotsof. “L'anno prossimo dovrebbe iniziare un progetto di ricerca in Israele, e alcune esperienze di disintossicazione con uso di ibogaina stanno andando avanti anche in Olanda”.

    http://www.ibeginagain.org/italian/manifesto2.shtml

    da un forum

    L'Ibogaina non è che nasconde i sintomi della dipendenza derivati dall'assunzione di droghe, ma proprio toglie ogni tipo di asuefazione e astinenza per chi usa ogni tipo di droghe,metadone o subotex,vari tipi di farmaci( la lista intera c'è l'ha il mio amico) tipo benzodiazepine, alcool , nicotina.Quindi non è vero che molte sostanze in contatto con l'ibogaina moltiplichino la loro pericolosità, come ad esempio l'alcol, xchè toglie proprio la voglia di bere e anche l'astinenza che da l'alcool.
    Quindi ti toglie la depressione, gli stati di panico, i tremori ecc… dovuti dall'uso prolungato delle cose che ho elencato sopra.
    Non è vero che la gente muore usando l'Ibogaina, ci sono stati mi sembra 3 casi di morte, ma non dovuti dall'uso di Ibogaina, ma xchè sti 3 tizzi dopo aver usato ibogaina hanno riusato l' eroina e sono morti di overdose.
    Dopo che fai la cura con l'ibogaina il tuo cervello e il corpo sono puliti, cioè disintossicati e se uno usa eroina in quantità che x lui prima era normale, ora lo manda in overdose, xchè troppa x il suo corpo disintossicato.
    Così x l'alccol se usi alcool dopo che hai fatto la cura vai subito in sbornia o comunque non ti dà il piacere che avevi prima nel bere .
    Così x le benzodiazepine, se prima esempio prendevi 10-15 mg di tavor solo x riuscire ad addormentarti alla sera, ora dopo la cura di ibogaina rischi di andare in overdose con quella quantità, cioè si, ti adormenti, ma x sempre ! o comunque stai male .
    Così anche x il fumo, dopo la cura….. ti da fastidio fumare, come quando si prova a fumare x la prima volta, non piace xchè è poi che viene il piacere e la dipendenza da nicotina.
    Insomma pulisce=disintossica il cervello e il corpo da molte sostanze , non solo droghe.

    http://www.fobiasociale.com/posts2490-0.html&postdays=0&postorder=asc&highlight=

    L’ibogaina è una tra le sostanze più “discusse”, nonostante questo è difficile reperire materiale scientifico attendibile e autorevole. Le ricerche condotte non sono molte: attualmente non è possibile prendere una posizione chiara, soprattutto per operatori che lavorano nel campo delle dipendenze. L’augurio è quello che la ricerca scientifica recuperi un serio interesse per lo studio della sostanza e delle sue possibili applicazioni.
    L’ibogaina e’ una pianta dell’Africa centro-occidentale (Gabon, Camerun, Zaire e Congo) usata dalle popolazioni locali per gli effetti curativi e durante riti sacrali e divinatori all'interno di culti sincretici; studiata e analizzata fuori del continente africano agli inizi del 1900 in Francia. A forti dosi è un allucinogeno, mentre a dosi basse è uno psicostimolante con impiego simile a quello del khat o delle foglie di coca. Nel 1980 Beal (Beal,che e’ stato un precursore delle cure alternative e sperimentali per le tossicodipendenze, si e’ opposto a qualsiasi tabù legato alla ricerca scientifica) iniziò con Howard Lotsof il progetto per rendere l’ibogaina disponibile ai tossicodipendenti, essendo una sostanza utile per interrompere la dipendenza e nel 1999 fu il co-promotore della “First International Ibogaine Conference” a New York.

    Da: http://www.arcipagania.org/dblog/articolo.asp?articolo=37 Questa sostanza ha scatenato un certo movimento nel campo scientifico. Colui che protese in avanti la ricerca fu appunto, un ex-consumatore di New York, Howard Lotsof: dopo averla provata per puro caso e uscendo senza sofferenza da anni e anni di dipendenza da ogni tipo di droga, cominciò seriamente a studiarla per offrire una soluzione concreta a tutti coloro i quali avessero voluto tornare a vivere dopo l'annientamento subìto a causa delle droghe, offrendo un'opportunità per ricominciare. Ottenne nel 1985 il brevetto come “Farmaco per interrompere la dipendenza dagli oppiacei” e nel 1986 quello per la disintossicazione dalla cocaina, dall’alcool e dalla nicotina; soddisfatto di questo successo, Lotsof cercò di raccogliere finanziamenti da organizzazioni benefiche ma non arrivò ad ottenere nulla: a nessuno importava aiutare i tossicodipendenti. Nel 1987 creò una società senza scopo di lucro, la “NDA International”, riuscendo così a scuotere il mondo scientifico; ma non ottenendo la sperimentazione clinica Lotsof scoraggiato si trasferì a Panama dove potè avviare la terapia, chiedendo però cifre considerevoli. Almeno era soddisfatto per le persone che ne uscivano come “riprogrammate”. Nel 1991 il NIDA statunitense (Istituto Nazionale per l'abuso di droghe) prese in considerazione l'ibogaina per valutarne la sicurezza e l'efficacia all'interno di possibili protocolli di trattamento.
    Nel 1993 la prof.ssa Mash, dell'Università di Miami al Dipartimento di Neurologia e Farmacologia Molecolare e Cellulare fu incaricata di portare avanti questa ricerca (l'unica sul territorio Statunitense); intervistata, la dott.ssa sostenne l'alta importanza della sostanza, la capacità di disintossicazione indolore nei 80%-100% dei casi e sottolineò il fatto che l'ibogaina non creava alcuna dipendenza, e per questo sarebbe potuto diventare il farmaco vincente contro i diversi stadi di tossicodipendenza. Continua la dott.ssa Mash: “L'ibogaina, bloccando l'attività della dopamina (ritenuta responsabile del meccanismo di dipendenza dalle droghe) e agendo anche sull'umore generale elimina la depressione che accompagna la crisi d'astinenza; negli Usa c'è tanta ostilità nel mondo medico-scientifico verso tale sostanza perché ritenuta non una scoperta scientifica ma come proveniente dai gruppi self-help (dagli ex tossicodipendenti) e questo basta per far vedere l'ibogaina in modo piuttosto negativo. Troppi tagli alla spesa pubblica, un'alta superficialità stanno strangolando la ricerca e non lo ritengo giusto”. Infatti il Governo federale non finanziò più il programma di ricerca e nel 1995 la prof.ssa Mash dovette abbandonare gli studi di ricerca questo per la morte sospetta di una giovane tossicodipendente olandese che durante il trattamento assunse una dose di eroina morendo per overdose, perché l'ibogaina annulla la tolleranza sviluppata verso la sostanza . Fu intervistato anche il chimico che scoprì l'Lsd: “l'ibogaina è un potente detossificante di tutto il corpo che aumenta il livello di enzimi legati al metabolismo rendendolo più attivo; il metabolismo va così a eliminare le tossine molto più velocemente scacciando la tossicodipendenza per almeno due mesi, periodo in cui il paziente viene seguito da psicologi e si impegna ad uscirne totalmente”.Tuttora negli Usa rimane una sostanza illegale.
    Puoi consultare:
    Dal Bollettino per le Farmacodipendenze e l'Alcoolismo, trimestrale del Ministero della Sanità del 2000 http://www.unicri.it/wwk/publications/dacp/journal/2000_1/j%20xxiii%2020… , “…..sono in corso ricerche finanziate dal NIDA per passare (………) agli ambulatori per tossicodipendenti. Non sembra comunque che vi sia un effetto costante per quanto si riferisce alla presa in carico di cocainomani, mentre discreti risultati si possono vantare per il trattamento dell’astinenza da oppiacei, anche come facilitazione nei confronti del trattamento psicoterapeutico. In Olanda la sperimentazione è stata interrotta a causa del decesso di tre pazienti arruolati senza che sia stato possibile individuarne la causa. (….) Vi sono anche sperimentazioni di impieghi dell’ ibogaina nella psicoterapia come inducente di sogni senza perdita di coscienza: (……) i soggetti provano impressioni fantastiche senza modificare la percezione dell’ambiente, per cui si ritiene che l’ibogaina possa essere utilizzata come catalizzatore nelle tecniche psicoterapeutiche.

    http://www.sostanze.info/domande/vorrei-sapere-tutto-il-possibile-sulla-ibogaina-soprattutto-cosa-ne-pensate-riguardo-al-suo-


    #54835

    Mukunda
    Partecipante

    Grazie meskalito per l'importantissima notizia che hai riportato !
    Se questa sostanza (Ibogaine) funziona e verrà commercializzata, molti problemi riguardanti la psiche e le dipendenze da droghe o farmaci potranno essere risolti. Da quello che capisco agisce come un reset del cervello e ti induce a sondare i meandri della mente. [u]FANTASTICO !!![/u] :uuuu:

    Alla faccia delle case farmaceutiche !!!!!!! :hehe:


    #54836

    perdi
    Partecipante

    ma speriamo!!! ce la faranno a mettere in circolo qualcosa di positivo ?


    #54837

    deg
    Partecipante

    Da seguire!
    Sperando che gli interessi non prevalgano. Dopo tutto c'è chi ci guadagna parecchio ora… anche se, apparentemente, non sono le case farmaceutiche…


    #54838
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    sarebbe un modo straordinario….chissà se ce la fanno…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #54839

    perdi
    Partecipante

    ho letto l'articolo da voi pubblicato , del metodo Calligaris , è interessante anche quello


    #54840
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.edgarcayce.it/media/levoluzionedellamenteedellamateria.htm

    LO SVILUPPO PSICHICO

    . . . il corpo fu dapprima una cellula per mezzo dell’unione del desiderio che portò attività in quell’influenza intorno alla quale la crescita incominciò.
    Poi alla nascita nella materialità la coscienza si svegliò gradualmente da sé alle influenze intorno ad essa di corpo, mente e anima, fino a raggiungere la coscienza della capacità per la riproduzione in sé di desiderio, speranza, paura.
    E l’insieme della creazione è quindi vincolato nella coscienza di sé. Quell’influenza, quella forza è il sé psichico.
    Per quanto riguarda quindi il come questo possa essere sviluppato nel sé:
    Ogni entità entra nella materialità per uno scopo. Che tutte le esperienze sulla terra sono come una sola viene indicato dai desideri, dalle brame che nascono nell’esperienza di ciò che determina la crescita, la conoscenza nel sé – la mente ! Così l’entità, nel suo insieme, diventa consapevole che essa, essa stessa, nel corpo, nella mente e nell’anima è il risultato – ogni giorno – dell’applicazione delle leggi pertinenti alla creazione, questa evoluzione, questa consapevolezza dell’anima nell’intimo, manifestate coscientemente. ..

    http://www.edgarcayce.it/media/losviluppopsichico.htm

    L’EVOLUZIONE DELLA MENTE E DELLA MATERIA

    C’è l’evoluzione dell’anima, l’evoluzione della mente, ma non l’evoluzione della materia –tranne attraverso la mente, e ciò che la costruisce. 262-56

    Ogni individuo dovrebbe riconoscere e comprendere che la Vita da ogni suo elemento o essenza è una crescita. 349-12

    Il destino dell’anima—come di tutta la creazione—è essere uno con Lui; in continua crescita, crescendo, per quell’associazione. 262-88

    D- Che cosa si intende per “vita eterna” ?
    R- La vita nella sua unità è una crescita continua, sia nel regno materiale, astrale o spirituale. 900-387
    http://www.edgarcayce.it/media/l%27evoldellamente.htm

    L’ANIMA E’ TUTTO QUELLO CHE L’ENTITÀ E’ STATA O PUÒ ’ ESSERE

    L’anima è tutto ciò che l’entità è, è stata o potrà essere. 2475-1

    L’uomo nel suo stato precedente, o stato naturale, o coscienza permanente E’ anima. 262-89

    Sappi che sei un’anima, e non soltanto ne raggiungi una. 2283-1

    L’anima è un individuo, individualità che può crescere per essere una con il tutto o separata dal tutto. 5749-3

    Siccome lo spirito è la sua porzione del Creatore, la sua anima è la porzione della sua entità stessa, rendendosi entità individuale, separata che può essere una con la Forza Creatrice da dove proviene — o la quale essa è, della quale è fatta, nelle sue forze atomiche o nella sua stessa essenza.
    364-10
    http://www.edgarcayce.it/media/anima%E8sar%E0.htm


    #54841

    perdi
    Partecipante

    grazie ric..
    bella lettura


    #54842

    deg
    Partecipante

    Dal profondo dell'anima
    Documentario dedicato a Carl Gustav Jung.
    Segnalato da skorpion75

    [youtube=445,364|border]Ey4T4HEnqho


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