MATTATOIO

Home Forum L’AGORÀ MATTATOIO

Questo argomento contiene 191 risposte, ha 23 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Spiderman 9 anni, 6 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 181 a 190 (di 192 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #134033
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1276344310=Spiderman]
    Questo è un ragionamento che un codardo non farà mai. Le violenze e le ingiustizie non sono accettate sull'uomo. Accettarle, per il codardo, equivale a mettere in pericolo anche se stesso e questo è insostenibile. In passato è stato accettato quando si erano fatte razze tra gli uomini ed era diventato “giusto” (per loro ovviamente) sterminare gli indiani d'America, gli ebrei o i “negri”. Gli sono rimasti gli animali e, assieme a loro, tutte le baggianate e la retorica che hanno nella testa. [/quote1276344310]
    Hai ragione. Sempre gli esseri più indifesi e deboli.
    Mi hai fatto pensare a quell'essere (non so che di tipo), che insieme ad altri 2 esseri, tutti di giovane età, hanno spinto da un burrone un 60 enne in sedia a rotelle…
    Non ricordo chi lo ha detto, ma mi ha fatto riflettere: chissà come mai, questi esseri, non dicono, adesso spingo quell'uomo forzuto enorme dal dirupo… lo fanno sempre con i più deboli e indifesi. Quindi, una sola parola, vigliacchi.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #134034

    Anonimo

    [u]Prince[/u]

    Prince, vegano, ha vinto l'edizione del 2006 del concorso della PETA “I vegetariani piu' sexy del mondo”. Le sue convinzioni sul rispetto dovuto agli animali, e su quanto sia assurdo e ingiusto mangiare le loro carni e bere il loro latte sono ben descritte nella canzone “Animal Kingdom”. Eccone una strofa:
    No member of the animal kingdom nurses past maturity
    No member of the animal kingdom ever did a thing 2 me
    It's why I don't eat red meat or white fish
    Don't give me no blue cheese
    We're all members of the animal kingdom
    Leave your brothers and sisters in the sea

    In italiano:
    Nessun membro del regno animale succhia il latte una volta adulto
    Nessun membro del regno animale mi ha mai fatto nulla di male
    Ecco perche' non mangio carne rossa o pesce bianco
    Non datemi il formaggio
    Siamo tutti membri del regno animale
    Lascia i tuoi fratelli e sorelle nel mare

    http://www.vegfacile.info/vegan-famosi.html


    #134035

    Anonimo

    Bella gente. L'idea di essere UNO con questi, mi mette in agitazione.


    #134036
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Una famosa attrice è diventata vegetariana dopo l'11 settembre e per un semplice motivo. Vi chiedete quale?
    L'odore delle grigliate di carne che faceva con gli amici era lo stesso della carne umana “grigliata” nei pressi delle torri gemelle.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #134037

    ezechiele
    Partecipante

    [quote1276377942=Spiderman]
    Peccato ci sia sempre qualche bischero che i sensi unici li prende al rovescio.
    [/quote1276377942]

    Quanta saggezza nelle tue parole.

    🙂


    #134038

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1276441617=GUROSAURO]

    Dalla tua risposta non capisco se sei dalla parte dei “codardi” o di tutti gli assassini, potresti essere più chiaro?

    [/quote1276441617]

    Può Spiderman stare dalla parte di codardi e assassini?


    #134039

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1276441666=ezechiele]

    Quanta saggezza nelle tue parole.

    🙂
    [/quote1276441666]

    🙂


    #134040

    Anonimo

    Qui siamo alle occidentalissime isole Faeroer al largo della Danimarca.
    Annuale massacro di Balene.[/b

    Le Far Oer e il massacro delle balene
    Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»

    Le Far Oer e il massacro delle balene

    Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»

    Peter Hammarstedt, uno degli ecopirati di Sea Shepherd, autore dell'indagine sotto copertura alle Far Oer
    MILANO – Si è finto per giorni uno studente svedese aspirante regista in vacanza nelle isole Far Oer, un arcipelago che sta nel mezzo dell'Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda divenuto ormai quasi del tutto indipendente dalla Danimarca, a cui era storicamente legato dal punto di vista governativo. E con questa copertura è riuscito nel suo intento: documentare la Grindadrap, la mattanza delle pilot whale, i globicefali, conosciuti anche come balene dalle pinne lunghe – anche se in realtà sono mammiferi odontoceti, hanno cioè i denti, e appartengono dunque alla famiglia dei delfini -, che ogni anno avviene sulle coste dei villaggi di questo piccolo stato, sconosciuto ai più, che in Italia ha goduto di qualche momento di celebrità per avere ospitato la nazionale di calcio durante la fase delle eliminatorie dei campionati mondiali. Peter Hammarstedt è uno degli uomini di punta degli equipaggi di Sea Shepherd impegnati nelle azioni di contrasto alle baleniere giapponesi. E proprio per questo alla fine è stato costretto a fuggire a metà del lavoro, dopo essere stato riconosciuto da alcuni dei cacciatori di cetacei, che lo avevano visto nella serie tv «Whale Wars» (trasmessa anche in Italia da Animal Planet) e che lo hanno notato mentre fotografava e riprendeva le carcasse dei mammiferi allineati sulla spiaggia.

    «SPETTACOLO» PER BAMBINI -L'uccisione dei cetacei è considerata una tradizione irrinunciabile dagli abitanti delle Far Oer che, come si vede nelle foto scattate dallo stesso Hammarstedt e da quelle diffuse dall'agenzia Reuters, non si fanno remore nel portare anche i bambini piccoli ad assistere allo «spettacolo» (GUARDA la fotogallery; attenzione: immagini forti). Ma la macellazione di massa che viene compiuta ogni anno in questo sperduto angolo d'Europa è qualcosa di particolarmente cruento e ricorda la mattanza dei delfini che viene compiuta in Giappone nella baia di Taiji (i mammiferi sono sospinti in un piccolo golfo da cui non potranno scappare e poi sterminati), denunciata e documentata dal film «The Cove», premiato tra l'altro anche alla notte degli Oscar e all'ultimo Festival di Cannes. Le pilot whale vengono accerchiate e poi letteralmente sgozzate con coltelli, arpioni e lame affilate.

    Le balene allineate sulla banchina dopo essere state sgozzate (Reuters)
    LA MATTANZA – Hammarstedt ha raccontato dell'uccisione di un branco di 236 cetacei avvenuto nei pressi dell'abitato di Klaksvik. L'attivista di Sea Shepherd ha appreso dell'imminente massacro captando una conversazione via radio tra alcuni dei balenieri. Ha individuato l'area in cui sarebbe stato compiuto, è saltato sull'auto ed è arrivato nella cittadina, dove la mattanza era già cominciata. Da solo non ha potuto fare nulla per fermare quanto stava accadendo. Ha potuto solo cercare di documentare l'accaduto, per poi raccontarlo al mondo. Fino a quando, appunto, è stato riconosciuto e poi messo in fuga in malo modo. Hammarstedt ha anche spiegato di avere ricevuto delle minacce nelle ore successive alla sua identificazione, tanto che dal quartier generale della sua associazione gli è stato intimato di lasciare velocemente il Paese.

    SPECIE PROTETTA – Le pilot whales sono classificate come «rigorosamente protette» dalla Convenzione per la Conservazione della natura e degli habitat naturali. Ciò nonostante la caccia e la successiva mattanza si ripetono ogni anno. «A differenza di quanto avviene a Taiji – spiegano quelli di Sea Shepherd -, nelle Far Oer ci sono almeno una ventina di baie adatte a compiere questo tipo di mattanza. E questo rende difficile prevedere dove esse possano avvenire e quindi predisporre azioni preventive per impedirle». «Tra gli animali uccisi – ha raccontato Hammerstedt – c'erano anche femmine gravide e balenotteri ancora non nati e attaccati al cordone ombelicale delle loro madri. Un intero branco che fino a qualche giorno fa poteva nuotare libero nelle acque del Nord Atlantico è stato sterminato in un unico bagno di sangue».

    IL DOLORE DELLE MADRI – Gli abitanti delle Far Oer sostengono che il metodo da loro utilizzato per l'uccisione delle balene è quello più indolore possibile. Non la pensano così gli animalisti: «Ho visto cetacei con diversi tagli all'altezza del capo – ha detto ancora Hammerstedt -, alcuni sono stati colpiti più volte e hanno impiegato fino a quattro minuti prima di morire. I feti sono stati estratti dal ventre delle madri e lasciati morire sulla banchina. Questa razza è molto matriarcale: non posso immaginare la paura e il panico che queste madri hanno provato nel vedere le loro famiglie sterminate davanti ai loro occhi».

    Alessandro Sala
    23 luglio 2010(ultima modifica: 24 luglio 2010)
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Da il Corriere della Sera

    P.S.
    Non riesco nè a postare il link nè l'articolo. ~grrr


    #134041

    Anonimo

    Le Far Oer e il massacro delle balene

    Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»

    Peter Hammarstedt, uno degli ecopirati di Sea Shepherd, autore dell'indagine sotto copertura alle Far Oer
    MILANO – Si è finto per giorni uno studente svedese aspirante regista in vacanza nelle isole Far Oer, un arcipelago che sta nel mezzo dell'Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda divenuto ormai quasi del tutto indipendente dalla Danimarca, a cui era storicamente legato dal punto di vista governativo.
    http://www.corriere.it/animali/10_luglio_23/balene-faeroer-sea-shepherd_66d90298-969e-11df-852a-00144f02aabe.shtml
    © RIPRODUZIONE RISERVATA :legg:

    modificato da Richard

    da Il Corriere della Sera.


    #134042
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1280136068=Aldebaran]
    Qui siamo alle occidentalissime isole Faeroer al largo della Danimarca.
    Annuale massacro di Balene.[/b

    Le Far Oer e il massacro delle balene
    Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»

    Le Far Oer e il massacro delle balene

    Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»

    Peter Hammarstedt, uno degli ecopirati di Sea Shepherd, autore dell'indagine sotto copertura alle Far Oer
    MILANO – Si è finto per giorni uno studente svedese aspirante regista in vacanza nelle isole Far Oer, un arcipelago che sta nel mezzo dell'Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda divenuto ormai quasi del tutto indipendente dalla Danimarca, a cui era storicamente legato dal punto di vista governativo. E con questa copertura è riuscito nel suo intento: documentare la Grindadrap, la mattanza delle pilot whale, i globicefali, conosciuti anche come balene dalle pinne lunghe – anche se in realtà sono mammiferi odontoceti, hanno cioè i denti, e appartengono dunque alla famiglia dei delfini -, che ogni anno avviene sulle coste dei villaggi di questo piccolo stato, sconosciuto ai più, che in Italia ha goduto di qualche momento di celebrità per avere ospitato la nazionale di calcio durante la fase delle eliminatorie dei campionati mondiali. Peter Hammarstedt è uno degli uomini di punta degli equipaggi di Sea Shepherd impegnati nelle azioni di contrasto alle baleniere giapponesi. E proprio per questo alla fine è stato costretto a fuggire a metà del lavoro, dopo essere stato riconosciuto da alcuni dei cacciatori di cetacei, che lo avevano visto nella serie tv «Whale Wars» (trasmessa anche in Italia da Animal Planet) e che lo hanno notato mentre fotografava e riprendeva le carcasse dei mammiferi allineati sulla spiaggia.

    «SPETTACOLO» PER BAMBINI -L'uccisione dei cetacei è considerata una tradizione irrinunciabile dagli abitanti delle Far Oer che, come si vede nelle foto scattate dallo stesso Hammarstedt e da quelle diffuse dall'agenzia Reuters, non si fanno remore nel portare anche i bambini piccoli ad assistere allo «spettacolo» (GUARDA la fotogallery; attenzione: immagini forti). Ma la macellazione di massa che viene compiuta ogni anno in questo sperduto angolo d'Europa è qualcosa di particolarmente cruento e ricorda la mattanza dei delfini che viene compiuta in Giappone nella baia di Taiji (i mammiferi sono sospinti in un piccolo golfo da cui non potranno scappare e poi sterminati), denunciata e documentata dal film «The Cove», premiato tra l'altro anche alla notte degli Oscar e all'ultimo Festival di Cannes. Le pilot whale vengono accerchiate e poi letteralmente sgozzate con coltelli, arpioni e lame affilate.

    Le balene allineate sulla banchina dopo essere state sgozzate (Reuters)
    LA MATTANZA – Hammarstedt ha raccontato dell'uccisione di un branco di 236 cetacei avvenuto nei pressi dell'abitato di Klaksvik. L'attivista di Sea Shepherd ha appreso dell'imminente massacro captando una conversazione via radio tra alcuni dei balenieri. Ha individuato l'area in cui sarebbe stato compiuto, è saltato sull'auto ed è arrivato nella cittadina, dove la mattanza era già cominciata. Da solo non ha potuto fare nulla per fermare quanto stava accadendo. Ha potuto solo cercare di documentare l'accaduto, per poi raccontarlo al mondo. Fino a quando, appunto, è stato riconosciuto e poi messo in fuga in malo modo. Hammarstedt ha anche spiegato di avere ricevuto delle minacce nelle ore successive alla sua identificazione, tanto che dal quartier generale della sua associazione gli è stato intimato di lasciare velocemente il Paese.

    SPECIE PROTETTA – Le pilot whales sono classificate come «rigorosamente protette» dalla Convenzione per la Conservazione della natura e degli habitat naturali. Ciò nonostante la caccia e la successiva mattanza si ripetono ogni anno. «A differenza di quanto avviene a Taiji – spiegano quelli di Sea Shepherd -, nelle Far Oer ci sono almeno una ventina di baie adatte a compiere questo tipo di mattanza. E questo rende difficile prevedere dove esse possano avvenire e quindi predisporre azioni preventive per impedirle». «Tra gli animali uccisi – ha raccontato Hammerstedt – c'erano anche femmine gravide e balenotteri ancora non nati e attaccati al cordone ombelicale delle loro madri. Un intero branco che fino a qualche giorno fa poteva nuotare libero nelle acque del Nord Atlantico è stato sterminato in un unico bagno di sangue».

    IL DOLORE DELLE MADRI – Gli abitanti delle Far Oer sostengono che il metodo da loro utilizzato per l'uccisione delle balene è quello più indolore possibile. Non la pensano così gli animalisti: «Ho visto cetacei con diversi tagli all'altezza del capo – ha detto ancora Hammerstedt -, alcuni sono stati colpiti più volte e hanno impiegato fino a quattro minuti prima di morire. I feti sono stati estratti dal ventre delle madri e lasciati morire sulla banchina. Questa razza è molto matriarcale: non posso immaginare la paura e il panico che queste madri hanno provato nel vedere le loro famiglie sterminate davanti ai loro occhi».

    Alessandro Sala
    23 luglio 2010(ultima modifica: 24 luglio 2010)
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Da il Corriere della Sera

    P.S.
    Non riesco nè a postare il link nè l'articolo. ~grrr
    [/quote1280136068]
    probabilmente la rabbia e tristezza che provi non ti fa postare l'articolo.
    L' ho letto, è inutile dire come mi sento, da bambina che portavo tutti gli animali a casa per curarli…ora finalmente ho trovato la forza e volontà di diventare vegetariana, è il minimo che posso fare 🙁 -|-


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Stai vedendo 10 articoli - dal 181 a 190 (di 192 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.