Metodo Stamina

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Questo argomento contiene 35 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Genio Genio 5 anni, 8 mesi fa.

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  • #61720
    farfalla5
    farfalla5
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    Così Stamina sbarcò a Brescia “I primi malati? Raccomandati”
    Un alto dirigente della Regione che voleva provare le cellule fu decisivo per la sperimentazione

    Da uno scantinato torinese a uno dei più importanti ospedali pubblici italiani. La storia di Stamina prosegue così, con un incredibile e improvviso salto di qualità che proietta il misterioso preparato del professor Davide Vannoni dalle cliniche estetiche di San Marino e dai laboratori nei sottoscala di un call center, agli Spedali Civili di Brescia, considerati un centro di eccellenza sanitaria in Italia.

    Avviene nel settembre 2011, quando ormai è già pubblico da almeno 4 mesi che la Procura di Torino indaga con ipotesi di reato che suggerirebbero la massima cautela: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla somministrazione pericolosa di farmaci. Come è possibile che tutto ciò sia accaduto? Come ha fatto, cioè, una pratica che tutta la comunità scientifica italiana e internazionale considera priva di fondamenti ad approdare in uno degli ospedali migliori d’Italia? E perché proprio in Lombardia?

    Per capirlo, bisogna scorrere la lista dei primi 12 pazienti trattati agli Spedali Civili con il metodo Stamina (8 adulti, 4 bambini), dove si scopre che ci sono almeno due malati «eccellenti»: ovvero l’uomo che per primo decide di sottoporsi ai miracolistici effetti di Stamina, cioè il direttore vicario della Sanità lombarda, Luca Merlino, affetto da una malattia degenerativa a lenta progressione come da lui stesso dichiarato in un’intervista alle «Iene», e il cognato della direttrice Sanitaria dell’Ospedale, Ermanna Derelli.

    Quanto la presenza di questi due malati abbia pesato nella decisione dell’Ospedale di Brescia di aprire i battenti a una terapia che non aveva alcun presupposto scientifico certificato e da alcuni mesi nel mirino della Procura torinese, lo spiega il dottor Marino Andolina, il principale socio di Vannoni, vicepresidente di Stamina e parimenti indagato per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute:

    «A Brescia – racconta in un’intervista a Presadiretta che andrà in onda questa sera – c’era un interesse di importanti personaggi di vedere curati se stessi e i propri congiunti.

    Un dirigente della Regione Lombardia aveva un problema, una malattia neurologica progressiva. Ha pensato che potevamo curarlo e ha favorito l’ingresso del nostro metodo negli Spedali di Brescia. Anche i dirigenti locali avevano qualche fratello, cognato o marito da curare, col morbo di Parkinson. Abbiamo perciò deciso di curare prima i raccomandati, così poi saremmo riuscire a far entrare i nostri bambini».

    Dunque, nella migliore tradizione italica, «prima i raccomandati». In modo da aderire alla mission sbandierata fin dal 2010 da Vannoni nel suo blog Cellule staminali adulte: «Ottenere la prosecuzione delle terapie già intraprese… fare pressione affinché tali cure divengano applicabili in Italia presso ospedali pubblici e rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale». Un progetto che, se messo in pratica, stando ai dati forniti da Stamina sulle richieste di pazienti, 25 mila domande, costerebbe allo Stato circa 4 miliardi di euro (fonte: Sole 24 ore).

    Che il metodo Stamina non sia precisamente un fiore all’occhiello degli Spedali Civili, lo si capisce dagli imbarazzi di medici e infermieri appena si chiedono informazioni a riguardo: nessuno sembra saperne più nulla. E dalle chiacchiere che corrono su malati «fantasma» che sarebbero entrati senza neppure essere registrati all’accettazione. E che dunque, sospettano gli inquirenti, avrebbero pagato sottobanco le cure miracolistiche promesse da Vannoni. Eppure, per poco meno di un anno, tra l’ottobre 2011 e il maggio 2012, quando la convenzione con il metodo di Davide Vannoni è stata disdetta in seguito a una decisione dell’Aifa che ha considerato la cura «pericolosa per la salute», queste mura circolari di epoca fascista sono state meta di pellegrinaggi della speranza e di entusiasmi un po’ troppo precoci, delusi dalle relazioni degli esperti nominati dalla Procura di Torino: «I miglioramenti che alcuni famigliari dei pazienti, nel corso delle cure, avevano creduto di rilevare, non sarebbero suffragati dai primi test».

    E ancora adesso che alcuni giudici ordinano ogni tanto al nosocomio bresciano di riaprire i battenti per interventi eccezionali quanto sporadici (l’ultimo, su un bambino, non più di una settimana fa), con costi esorbitanti per le spese legali, è difficile trovare tracce concrete di Stamina o del laboratorio dell’ospedale dove venivano trattati i prelievi di midollo osseo, che una relazione dei Nas e dell’Aifa ha giudicato «assolutamente inadeguato sia dal punto di vista strutturale sia per le cattive condizioni di manutenzione e pulizia».
    Nessun cartello, nessuna indicazione, risposte vaghe e infastidite. Un solo mantra: chiedete alla direzione sanitaria. Ma la direzione sanitaria, nella persona della dottoressa Ermanna Derelli, stimata manager e moglie di un altrettanto stimato pm della Procura di Brescia, attraverso una gentile segretaria, fa sapere di non avere risposte da dare. A quasi trecento chilometri di distanza, un’altra procura, quella di Torino, l’ha iscritta sul registro degli indagati nell’inchiesta sulla truffa di Stamina insieme a un’altra decina di persone dell’ospedale di Brescia. Quanto a Merlino, dal suo ufficio, nega di aver fatto pressioni per fare aprire le porte del Civile a Vannoni: «In questa vicenda sono solo un paziente e come tale vorrei venire trattato».

    Nella relazione di 39 pagine compilata dai Nas e dall’Aifa dopo un’ispezione a Brescia si legge però che Merlino veniva tenuto al corrente della corrispondenza tra il direttore del Civile (deceduto nel febbraio del 2013) Cornelio Coppini e Carlo Tomino dell’Aifa e che avrebbe anche risposto «ringraziando» a una mail del 5 agosto 2011. «Ricevo centinaia di mail al giorno – si è difeso Merlino – per quel che ne so, potrebbe anche aver risposto la mia segretaria per cortesia». Inoltre Merlino ottiene di essere trattato da Stamina presso l’ospedale bresciano prima ancora che questi firmi la convenzione.

    Ma la relazione, che adesso è alla base del filone dell’inchiesta torinese su Brescia, sostiene anche che «il laboratorio cellule staminali degli Spedali Civili non aveva la richiesta pregressa esperienza di preparazione di medicinali per terapia cellulare somatica». E non ce l’aveva nemmeno la responsabile del laboratorio, Arnalda Lanfranchi, moglie di Fulvio Porta, direttore dell’oncoematologia pediatrica e coordinatore del progetto di collaborazione con Stamina. Il quale a sua volta ha fatto presente agli ispettori «di avere avuto contatti con il dottor Luca Merlino, dirigente dei servizi sanitari della Regione e che era a conoscenza del fatto che il dottor Andolina… aveva trattato pazienti con cellule staminali mesenchimali secondo il protocollo Stamina…».
    E qui, per il momento, il cerchio si chiude. In attesa che il pm Guariniello stabilisca il grado di buona o cattiva fede che ha guidato certe scelte. E soprattutto, quanto tutto ciò sia costato alle casse pubbliche.
    http://www.lastampa.it/2014/01/13/italia/cronache/cos-stamina-sbarc-a-brescia-i-primi-malati-raccomandati-Yao4LJm43l5jvt7mLtNsBN/pagina.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61721
    abuandre
    abuandre
    Partecipante

    Questa sera su Rai 3 alle ore 21,00 circa c'è un servizio su cosa ne pensa il servizio sanitario riguardo all'affare stamina.


    #61722
    Genio
    Genio
    Partecipante

    Bene Farfy, stasera la trasmissione Presa Diretta, nella quale si parlerà del Metodo Stamina, può essere interessante per conoscere ulteriori informazioni che riguardano la controversa terapia del Dr. Vannoni.
    Da parte mia continuo a dire, essendone certissimo che, le cellule staminali mesenchimali non servono per produrre la rigenerazione di nuovi neuroni, anzi possono essere dannose a causa per esempio della scarsa sterilizzazione delle stesse.
    Quello che stimola un pò la crescita neurale è l'ACIDO RETINOICO presente in minima quantità nella soluzione di coltura dove sono immesse le cellule staminali, l'Acido Retinoico infatti, agendo nella vasodilatazione arteriosa Cerebrale, produce quella maggiore energia elettrochimica dovuta all'aumento dell'ossigeno disciolto paramagnetico nel sangue che fluisce nel Cervello, stimolando una minima Rigenerazione di Nuove Cellule Cerebrali.
    Se iniettassero solo l'Acido Retinoico escludendo totalmente le cellule staminali, i medici si accorgerebbero subito qual'è il vero meccanismo di azione che stimola la Rigenerazione Cellulare.


    #61723
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ieri sera ho visto la trasmissione. Allora la prima cosa che mi viene da dire, che l'argomento è cosi delicato e noi non possiamo offrire nulla.
    Secondo, mi viene però da pensare perché si accettano solo le ricerche scientifiche fatte negli Usa e e in Europa. Esiste anche la ex Unione sovietica che di ricerche ne ha fatto veramente tante. E terzo, perché si curava i raccomandati?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61724
    Genio
    Genio
    Partecipante

    Ciao Farfy, un Saluto ai Visitatori di AG, questa volta ci siamo, stamattina ho deciso una volta per tutte di andare a parlare della mia ricerca con i NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) dei Carabinieri della mia Città, ho raccontato quello che ho capito riguardo alla terapia Metodo Stamina, i Carabinieri hanno verbalizzato tutta la documentazione che ho presentato, alla fine del colloquio hanno detto che avrebbero trasmesso il tutto al Tribunale e ai loro Colleghi NAS di Torino i quali stanno indagando sul Metodo Stamina.

    Penso proprio che ora i medici dovranno per forza controllare le certissime realtà descritte nella ricerca, presto sapremo il risultato.


    #61725
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Io penso che il miglior modo di fare qualcosa sarebbe di contattare qualche ricercatore che si esprime favorevolmente su questo tipo di sperimentazione. Non c'è, secondo me, altra via fattibile. Infatti, ieri accanto ai genitori si è presentato un neurologo incuriosito dall'insistenza delle mamme. E lui infatti è uno dei primi che è stato catturato per curiosità.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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