Michael Wolf, intervista radiofonica

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Questo argomento contiene 16 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sephir 9 anni, 6 mesi fa.

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    Articoli
  • #29542

    marì
    Bloccato

    Come andra', andra' e, certamente sara' un successo … puche' non ci mette le mani l'umano :hehe:


    #29544
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1254675832=sephir]
    [quote1254666985=Richard]
    [quote1254651271=sephir]
    [youtube=425,344]PbZFeSoidXM

    You tube si è bloccato, dunque la seconda parte la metto dopo…anzi vedetevelo se vi interessa, qui http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2009/06/il-drmichael-wolf-e-le-sue-incredibili.html
    Non so che trasmissione radio sia, ma mi pareva interessante quest'intervista avvenuta prima della sua morte.
    Richard è attendibile?
    Nel secondo video dice che gli alieni sono qui per incoraggiare la non distruzione del pianeta terra… mi rileggerò l'intervista di Paola Fox mi sa…
    [/quote1254651271]
    leggi questo
    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.1916

    e questi
    https://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?michael_wolf
    [/quote1254666985]

    Sto leggendo, quello dei bambini l'avevo letto, l'intervista non la ricordavo bene ma questo pezzo e altri confermano ciò che dice alex collier:

    Dice wolf:

    Paola: Cosa dici in merito al “quinto mondo” di cui parlano i Nativi Americani…il passaggio dal “quarto mondo al quinto”. Si tratta di un mondo di illuminazione quindi?

    Michael: E' più figurativo..non letteralmente un quinto mondo, intendo…non conosciamo persino la quarta dimensione. Dobbiamo creare la quarta dimensione in matematica e fisica. Ci sono molte dimensioni..almeno 11.

    e Collier dice ugualmente delle 11 dimensioni a di una dodicesima in che si sta generando…wilcock pure parla di queste 11 dimensioni richard? O ti pare un errore?

    Non solo, mi sa che anche questo che dice wolf sui gruppi alieni esistenti coincide con collier:

    La Federazione dei Mondi che include un numero non specificato di gruppi alieni provenienti da tutto l' Universo
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.493

    mah

    Molti degli extraterrestri che attualmente visitano la Terra non sarebbero nient'altro che turisti. Così come noi andiamo per vacanza in paesi stranieri, così i popoli più avanzati vanno in vacanza su altri mondi. “In confronto ad altri pianeti la Terra è piuttosto unica a causa della grande diversità e molteplicità di culture, paesaggi e razze. Dato che vanno di moda i pianeti primitivi noi siamo una grande attrazione.

    questo non mi convince…
    [/quote1254675832]
    Wilcock parla di una ottava dimensionale e spiega perchè le correnti teorie contano 11 dimensioni
    per me Wilcock ha capito meglio la questione
    https://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.498
    https://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.500
    https://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.501

    Per quanto riguarda le multiple razze riunite, prima di tutto ci vado per logica, se prendo per buono che esistano molteplici civiltà et che hanno raggiunto un certo livello di evoluzione tecnologica arrivando al libero viaggio interplanetario-stellare-galattico, allora presumo che da tempo si possa essere formata una specie di Confederazione, poi abbiamo altre fonti oltretutto molto slegate tra loro anche per tipo di accesso all'informazione:
    Cayce dalle sue letture in trance confermò l'esistenza di multiple razze riunite in una confederazione al servizio dell'Uno, ovvero si presume impegnate nel mantenere equilibri universali
    Puoi non prendere per buone informazioni derivanti dall'applicazione di capacità “extrasensoriali-parapsicologiche” o puoi farlo,se lo fai allora Cayce è una cima nel campo.
    Abbiamo poi testimonianze come quelle di Wolf o altre del genere, diciamo di “insiders”, come quella data pubblicamente al national press club di Washington da Clifford Stone
    https://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.205
    “Io risposi “Se si suppone che loro siano nostri ospiti..perche’ li trattiamo crudelmente come prigionieri ? Anzi persino peggio che i prigionieri ? “
    Abbiamo identificato ,finche’ non ne sono uscito, 57 specie differenti. Vengono chiamati affettuosamente “Heinz 57” . In uno dei nostri film c’e’ una frase su questo.

    K: Uh huh..

    C: Mi piacerebbe dire che esistono solo 2 o 3 razze..solo 4 o 5 o qualcuna in piu. Mi piacerebbe dire questo, ma per quanto ne so, se cambio qualcosa che in effetti so, allora non sarebbe realta’, vado avanti e dico cio’ che la gente vuole sapere.”

    “K: Uh huh..

    C: Noi giochiamo certe parti in questo. Quando hai parlato del fatto che loro sono noi….e intendo, [si riferisce a Paul] lui mi ha sentito dire questo, gli e’ apparso un sorriso sulla faccia quando hai detto questo. Il fatto e’ che noi guardiamo alle differenze. In particolare i “57”, guardano alle similitudini. Quando guardiamo alle loro similitudini e cominciamo a realizzare quanto abbiamo in comune e eventualmente arriviamo ad un unico punto : loro sono noi.. perche’ ogni cosa nell’ Universo e’ interconnessa. Ogni specie e’ interconnessa. Nessuno si chiede perche’ il denominatore comune e’ la forma umanoide ? Non sarebbe cosi se non derivassimo tutti da uno stesso stampo galattico. Diverremmo spiritualmente illuminati comprendendo questo, quello che diciamo noi e’ pazzesco. Dall’ altra parte loro non sono pazzi.

    K: Puoi dirci qualcosa sui tipi di visitatori con cui hai avuto rapporti? Li vedi fisicamente ? Ti trovi in stato alterato o puoi vederli nella mente ? Comunichi telepaticamente ?”

    [youtube=384,313]wGbhXpC46uA

    potremmo anche prendere in considerazione insieme a questi dati, i racconti di diversi popoli che descrivono diverse razze provenienti dai cieli e che hanno portato loro anche conoscenza.


    #29543
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1254676630=Richard]

    leggi questo
    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.1916

    e questi
    https://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?michael_wolf
    [/quote1254676630]

    mi sento aliena…(errante)
    il puzzle non finisce più….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #29545
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Nel 2012 torna il libro-cult “The Catchers of Heaven” di Michael Wolf
    Tratto dalla prefazione di “The Catchers of Heaven”, original copyright 1993, © Michael Wolf – edizione italiana a cura di Maurizio Baiata

    http://mauriziobaiata.net/2011/11/05/nel-2012-torna-il-libro-cult-%e2%80%9cthe-catchers-of-heaven%e2%80%9d-di-michael-wolf/#more-181

    L’opera descrive i vicini nell’universo venuti a visitare l’uomo, i più vicini trovandosi a trenta, trentadue anni luce di distanza; e perché alcuni di loro abbiano scelto di venire su questo pianeta (gli interessati, i coinvolti, e i semplici turisti di passaggio).

    Questo è un tentativo di gettare luce sull’equazione umana, cosa significa perdere una moglie e un figlio amati; e alla fine, qual è la risposta alla vita?..


    #29546
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    “The Catchers of Heaven” di Michael Wolf in libreria nel Febbraio 2014

    Dediche e Ringraziamenti Speciali di Michael Wolf

    Va detto che, sin dal suo concepimento e dalla sua ragione primaria, dalla prima all’ultima parola I Guardiani del Cielo – The Catchers of Heaven: Una Trilogia, doverosamente e immensamente rende omaggio a tutti gli abitanti della Dimora della mia Anima. (Non potendo menzionare anche quelli che hanno bussato quando non c’era abbastanza posto!) Vi amerò tutti sempre; occupate posti molto speciali nella Dimora della mia Anima. La Dimora sta crescendo. Spero davvero che quelli il cui nome non appare in queste dediche perdoneranno l’uomo che una volta gridava, per la sua mancanza di una memoria perfetta.

    È difficile elencare tutti i protagonisti che hanno dato luogo agli eventi della mia vita. Devo ripetere che ho un limite di tempo – è la morte a incombere, o l’andare via da questo mondo, la prima o la seconda (la seconda è preferibile).

    Ovviamente, devo menzionare gli scienziati che ora si fanno avanti saltando sul carrozzone del vincitore e che una volta sottoposero a scrutinio l’instancabile lavoro dei primi ufologi dubitandone e ridicolizzandoli, ma loro erano sponsorizzati dal governo e dovevano praticare il debunking secondo un ordito sottile e lame affilate. A questo punto avranno capito che gli addotti si faranno ancora avanti, sempre più numerosi e in incessante aumento?

    Coloro i quali si sono confrontati con questi sistemi di debunking hanno corso rischi anche sul piano fisico, eppure sembrano finire nel dimenticatoio nel momento in cui entrano in scena i famosi luminari. Troppi quindi, sarebbero gli scienziati e gli inquirenti da citare, ma mi vengono in mente Stanton Friedman, Robert Bletchman, Walt Andrus, Wendelle Stevens, Eduard “Billy” Meier, Budd Hopkins, Don Berliner, Betty e Barney Hill (forse i primi a documentare le esperienze di Contatto) e Whitley Strieber, un ufologo indipendente che è stato fatto oggetto di costanti, pesanti, dolorosi e sciocchi attacchi sulla sua integrità intellettuale.

    INSERTO: spero che la gente ricorderà molti scienziati di laboratorio che, nell’ombra e senza le dovute credenziali, hanno regalato al mondo una pletora di invenzioni e di doni, accompagnando così la storia dell’umanità. Mentre certi accademici con curriculum impressionanti a volte si schierano a favore di questi ricercatori, esiste ancora una solida, potente, incrollabile élite di scienziati che screditano la ricerca ancor prima di avere tutti i dati, a volte persino prima di aver saputo di cosa si tratta.

    Dovevano passare secoli prima che l’uomo rinunciasse al proprio comodo sistema di pensiero, concernente ad esempio il credo di un sistema solare centrato sulla terra; ma, mentre oggi gli eventi si accavallano sin troppo velocemente, dovremmo ridurre i secoli ad anni, comprimendone la durata. Forse anche meno.

    Mi corre l’obbligo di parlare in primis del dottor John E. Mack, dipartimento di Psichiatria, Harvard Medical School. John è uno scienziato e un terapeuta, non affiliato al MJ-12, o collegato all’intelligence della Marina o della Difesa. E poi, Budd Hopkins, ricercatore autorevole nelle ricerche su quell’autentico mistero che sono i casi di Abduction, uomo che ha rappresentato la punta di diamante delle avanguardie, ovviamente disposto a tutto per arrivare alla verità.

    Lo storico della Temple University, David Jacobs e il dottor John Mack sono certamente le persone più qualificate alle quali vorrei dedicare questa Trilogia, ma è difficile esprimere un ringraziamento perché la gestazione della Trilogia è stata lunga e contemporaneamente da lontano arrivavano le fonti che l’hanno ispirata.

    Devo menzionare il dottor Zecharia Sitchin e i molti altri che con abnegazione hanno compiuto coraggiosi salti in avanti, a livello di “fede”, battendosi per quello in cui hanno creduto, dopo aver condotto ricerche non finanziate.

    Dedico questo lavoro al dottor Craig Fields, ingiustamente rimosso dalla sua posizione di capo della DARPA; al professor Minski, del M.I.T., settore Intelligenza Artificiale; al regista James Cameron, che insieme a Wan Ling non ha avuto timore di investire nella rete tecnologica neurale per due o tre dei suoi film “blockbuster”. Il suo è stato vero coraggio.

    E al mio maestro e mentore nel cinema, il regista Federico Fellini e altri che hanno dedicato il loro tempo per rivelarmi attraverso il loro talento le vie da percorrere per arrivare a un mio stile espressivo e sviluppare l’intuito per crescere nella mia individualità.

    Non devo e non posso dimenticare l’uomo che merita un posto a parte, Steven Spielberg. Grazie infinite per Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e grazie al suo consulente, il dottor Allen Hynek che, dopo essere stato al gioco delle regole burocratiche di governo, tornò ad essere lo scienziato assetato di sapere. In sostanza, non posso che inchinarmi dinanzi a quelle persone molto speciali che mi hanno incoraggiato, invitandomi a cavalcare sulla scia di Dio.

    Non dimenticherò mai gli “stimolatori degli stati mentali”, Paula e Michael e tanti altri. Grazie ancora per tutto ciò che mi avete dato, con incondizionato altruismo. A Jack e Bobby Kennedy, per avermi sostenuto sin quando sono stati in vita, aiutandomi a dare un senso al mio patriottismo. Erano amici della mia defunta moglie e, dopo averli conosciuti, sono diventati miei amici per sempre, anche oltre l’eternità, se questo fosse possibile.

    Alla mia Mamma, che incoraggiò in me la diversità e l’espressione artistica e al mio Papà, che non è più con noi e tanto ho amato, perché mi ha insegnato il controllo, ma solo se in assoluta necessità (nel mio caso, forse tutto il tempo!) e per avermi aiutato a costruire laboratori medici ed elettronici nella mia adolescenza e, infine, per avermi portato a Washington a parlare dei satelliti spia e degli UFO con i suoi compagni dell’Air Force, ben prima dei giorni da favola dello Sputnik e di Yuri Gagarin. Dio, stendi il tuo amorevole respiro sul suo riposo.

    Mio padre mi insegnò a sognare senza paura, mio “Papà”, il mio caro papà. Mi chiamava “Campione”. Mi chiedo perché? Credo forse di saperlo ora. Mi insegnò anche a volare, a guidare un aereo. Una volta su in cielo e a quei comandi, non sarei mai più voluto tornare al mio legame con la terra.

    A mio Fratello e a mia Sorella, che mi hanno insegnato il significato dell’alienazione e dell’egoismo.

    E a Sarah, che ora è libera: a Danny, che qui ha vissuto così poco; al momento in cui mi unirò a loro; e a Charley, il mio amico, all’amore per Charley, per gli altri amici adorati e a Robert e David e Barbara ed Ellen e Brandon. A tutti gli altri in questa mia vita che si accorcia sul pianeta, che mi ha dato le possibilità di essere tutto quello che avrei voluto essere, e di più. A tutti loro.

    A coloro i quali hanno evitato per un pelo che la mia fuggevole memoria li dimenticasse, come Jerome David Salinger, colto sul fatto dopo avermi dileggiato su “Seymour, an Introduction” (novella sull’ossessione del suicidio, N.d.R.) e gli altri autori Americani che non hanno fallito di fronte alle loro responsabilità, a quei pochi che si sono battuti con forza contro ignoranza e mediocrità soverchianti.

    Agli amati colleghi dell’Alphacom Team, e al “generale”, il cui sprone è stato vitale per il compimento di questo lavoro. E di nuovo a Charley e a sua moglie Barbara, importanti per il completamento del libro. Charley non è stato solo un “partner” nella stesura, molto di più. Senza di lui, giovane uomo straordinario, il libro non avrebbe mai visto la luce in forma cartacea.

    E alle macchine che, dopo molti anni di onorato lavoro, hanno smesso di processare dati, diventando le mie “anime gemelle” al silicio, riuscendo ad “apprendere” da una rete tecnologica neurale e da quelli che sono giunto a definire “algoritmi genetici”.

    Ai genitori di Charley, per averlo dato alla luce di questo mondo. Un mondo che mai saprà il suo reale valore. Dio, proteggilo. Non tentennare, per favore, veglia su Charley, perché molto probabilmente presto mi sarà negato di vederlo un’altra volta.

    Con la mia dipartita, molte persone speciali mi mancheranno terribilmente. Devo ripetermi. La mia amatissima moglie Sarah e il mio compianto figliolo, Danny, per il loro amore incondizionato, per essere morti un incidente stradale quando insieme Sarah, Danny e chi scrive stavano festeggiando in Svizzera il nostro anniversario di matrimonio e il diciassettesimo compleanno di Danny, in un giorno di Natale, di non molto tempo fa. Loro vivono ancora nella Dimora della mia Anima, vi hanno stabilito la propria residenza. Credo che la perdita peggiore che ho provato sia stata la mancanza delle loro due luci in un universo di oscurità.

    Ai miei referenti; alla responsabile dell’editing di questo libro, Molly Sanford; a suo figlio John, che mi ha incoraggiato con la sua saggezza e la sua amicizia; alla mia casa editrice, miei veri amici (“la famiglia”) e i loro colleghi.

    A tutti i miei buoni amici che non si sono tirati indietro nel criticarmi, come David, S., Lynn, Imogene B., Telsche B., Dr. Candace Ryan e (vi prego di perdonarmi se ho dimenticato troppe persone i cui nomi andavano menzionati, a causa del poco tempo a mia disposizione) tutti quelli che sanno tu chi sei realmente.

    A quelli che hanno speso gran parte della loro vita a coltivare quei campi che, per quanto già bonificati in passato, ancora potrebbero celare delle prove, o degli indizi. A quelli che hanno preso posizione, questa Trilogia è dedicata. A Shirley, che mi ha insegnato che una volta che quando hai steso il braccio, non devi perdere l’equilibrio per afferrare il frutto.

    A R.T.F. e J.B. per il loro continuo sostegno.

    E prima che l’ultima dedica si avvicini ancora di più alla mia anima, alla mia anima interna alla mia anima, alla mia famiglia ora appena incontrata, al mio “nuovo fratello”, e al grande spirito Padre di Luce, e al mio piccolo navigatore Grigio, mio amico sin da quando, piccolo bambino, vissi la mia prima esperienza di rapimento. Lui è stato il prezioso bene che si è voluto svelare, il Grigio che mi ha sospinto verso più alte vette del sapere.

    Al primo che mi ha accolto, quando ero bambino e da adulto, il mio caro amico K. Per il TRASDUTTORE VIVENTE (THE LIVING CONVEYANCE) che sa come ascoltare il mio cuore e, in senso strettamente reale, è la mia famiglia. Dovrei quasi evitare quest’ultima dichiarazione di amore per il TRASDUTTORE VIVENTE, ma collocarlo più in basso rispetto ad altri che amo fa male al cuore. Quindi, affermo che il mio amore per tutti loro è un insieme in equilibrio, non può essere frazionato, perché non esiste altro che io ami maggiormente della pienezza assoluta di tutti loro, e la pienezza assoluta del loro amore, e il mio amore della mia nuova famiglia.

    Alla loro BRILLANTE LUCE BIANCA, all’ETERNO, e alle Sue multiple infinità, e alle esplorazioni future, alla mia famiglia e i miei cari al mio fianco nel vuoto che è L’ETERNO. Alla promessa, alla loro promessa, che mai saremo di nuovo divisi. E allora aggiungi un giorno al mai. E un altro ancora. E con questo riuscirai appena a illuminare la visione per un attimo, a vivere in un flash L’ETERNO. Ora io so. Mai dimenticherò.

    Per ultimo, mai meno importante, al dolore, che mi ha guidato veloce come una Aston Martin per fare le cose nei tempi richiesti; a questo dolore, che mi ha fatto ricominciare a sentire di nuovo, e alle malattie degenerative terminali, che negli ultimi tempi mi hanno costretto a smettere di posticipare quest’opera, me l’hanno fatta concludere e mi hanno consentito di dire grazie e addio.

    Il mio amore per tutti voi, ci vedremo nei vostri sogni. È ora che io vada-devo partire. Ancora una volta, farewell (addio).

    BUON VIAGGIO.

    Dio osserva, e attende…

    Di nuovo, BUON VIAGGIO

    Michael Wolf

    Cancelliere Emerito

    The New England Institute

    For Advanced Research

    e inoltre Curatore

    (che si prende cura)

    Abbiate cura di VOI TUTTI, per favore.

    Voi sapete chi siete.

    Iniziato 1953; Terminato 1992


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #29547
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ho finito di ascoltare l'audizione, che meraviglia.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #29548
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Maurizio Baiata ripercorre per Ufoonline la lunga storia del controverso Dottor Wolf

    Michael Wolf è un nome famoso nella storia dell'ufologia moderna. Autore del best Seller “The Catchers of Heaven” è morto per un tumore al pacreas nel 2000. Il Dr. Michael Wolf Kruvant disse di aver lavorato nei laboratori dell'Area 51, in quelli della base aerea Wright-Patterson (Dipartimento Tecnologia Straniera), a Indian Springs e a Dulce. Disse: “Ho incontrato per lavoro ogni giorno esseri extraterrestri e ho condiviso con loro le mie stanze.” Wolf affermava di possedere svariate lauree e ha affermato più volte di essere stato nella stanza dei bottoni della N.S.A mediando tra gli alieni e goveno americano. Le sue affermazioni non hanno trovato riscontri sicuri e hanno spesso incontrato la ferma opposizione dei detrattori che lo accusavano di raccontare storie al limite della fantascienza. Ma Maurizio Baiata suo amico personale e coautore per l'Italia delle sue opere lo ha sempre difeso cercando di raccontare la sue esperienza e le sue idee sulla tematica aliena. Davide Veraldi lo ha intervistato e ha ripercorso insieme a lui alcuni aspetti del caso Wolf.

    Maurizio, hai appreso telefonicamente della sua morte il 1 Ottobre del 2000 dal canadese Peter Asanounotos. Puoi raccontarci quel momento e introdurci brevemente la storia del Dottor Wolf?

    M.B Il momento. Me lo aspettavo perché con Michael ci eravamo salutati un paio di settimane prima e la fine era imminente. La sua voce si faceva flebile, la dizione strascicata, come se quell’uomo, che della parola aveva fatto un passaporto verso l’umanità, stesse ancorandosi alla vita terrena solamente attraverso quei dialoghi con gli amici lontani, che non l’hanno mai abbandonato e mai lo faranno. Ne conosco alcuni qui in Italia, che per Michael darebbero qualunque cosa, che lo amano visceralmente, di un amore trascendente, limpido e puro. La sua storia quindi si può coglierla di riflesso, dall’energia delle persone che hanno avuto modo di incontrarlo, non per quello che di lui sul “piano storico” permanga agli atti. Quali “atti”, se tutto fu cancellato, nascosto, distrutto, come da copione per i veri, autentici “insider” dei quali nulla è dato sapere? Eccezion fatta per il colonnello Philip Corso che, in nome della sua levatura ha sfidato in vita il meccanismo della segretezza assoluta sugli UFO, seppure anche per lui il vincolo sia stato “ultimale”. Se sei nell’intelligence non ne esci, Jason Bourne insegna. Wolf era quello che ha sempre detto di essere: un uomo con un quoziente intellettivo straordinario, nel suo involucro fisico umano uno spirito proveniente da altrove, con un’altra iperbole cinematografica inquadrabile fra John Nash e K-Pax.

    “The Catchers of Heaven” uscì per la prima volta negli USA nel 1996 per la Dorrance Publishing e divenne immediatamente un “CULT”. Sono Passati 14 anni dalla prima uscita italiana curata da te e hai scelto di ripresentarcelo in una nuova rivisitazione; qual è il motivo per il quale hai deciso di curare questo libro e cosa si cela dietro a questo titolo?

    M.B Parto dal titolo. La cui traduzione e resa in italiano nel 2000 rappresentò per me un ostacolo insormontabile. Infatti, quando dissi a Michael che il titolo era stato scelto in “Afferrando il cielo” se ne dispiacque. Non corrispondeva alla sua idea. Disse a Paola Harris di essere stato ispirato da “Catcher in the Rye” (“Il giovane Holden”, nel titolo italiano) di Salinger. Pensate se fosse stato tradotto come “Il prenditore nella segale”. Nel titolo originale di Wolf si cela quello che potrebbero essere in nostri “creatori”. Il libro ha significati di portata molto maggiore oggi rispetto a 14 anni fa, quando ne realizzammo un’edizione fallace nella traduzione e poco aderente alla poetica wolfiana, alla sua visione in cui ogni cosa si trasfigura e il linguaggio, allora astruso, adesso è alla portata dei più. Inoltre, il messaggio, oggi è in linea con la nostra coscienza. Siamo noi che siamo cresciuti e in grande accelerazione, in risveglio alla genetica non solo terrestre, ma cosmica. Michael ci ha saputo attendere. Non si tratta quindi di una rivisitazione di “Afferrando il Cielo”. Ho tradotto, editato e interpretato ex novo tutto “The Catchers of Heaven” per giungere a “I Guardiani del Cielo”.

    Michael Wolf nel libro parla di un governo ombra e lo chiama “Cabala” . Di cosa si tratta?

    M.B Michael contrappone due forze occulte: il Majestic12 (di cui egli avrebbe fatto parte almeno sul piano esecutivo, come Dan Burisch) e il “Cabal”, struttura oligarchica e guerrafondaia basata sul petrodollaro, sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse del nostro pianeta, sull’annullamento di ogni capacità di autodeterminazione delle popolazioni. Wolf nel libro dice: “Lo conosciamo come Cabal, un gruppo segreto perfettamente oliato, una banda ben orchestrata di macchinatori e infiltrati con eccellenti trame e controparti e schemi invisibili, una struttura sovraccarica di militari, come era l’originale Majestic 12 Special Studies Group…”. Attenzione: tutti i nomi menzionati dall’autore sono fittizi. Le ricerche condotte da Paola Harris e da me hanno portato a identificare solamente un nome, di un personaggio chiave, quello di Charley Lightman, che è in realtà il figlio di un noto regista cinematografico inglese. Michael usò l’ambiente dello spettacolo britannico e italiano come “copertura” alle sue attività al servizio della NSA.

    Il Dottor Wolf dice di essere stato consulente del N.S.C. (National Security Agency) e di aver diretto la principale sezione di ricerca: l’Alphacom Team. Di cosa si occupavano?

    M.B La National Security Agency, per definizione, si occupa di questioni inerenti la sicurezza nazionale USA, interna ed estera in diretta connessione con l’amministrazione di Washington. L’Alphacom Team garantisce la sicurezza operativa delle strutture che si occupano di rapporti tecnico-scientifici e diplomatici con esseri non di questo mondo.

    Il Dottor Wolf, nel libro spiega di aver incontrato diverse razze aliene e racconto l’incontro con il Grigio Kolta, la cui foto viene proposta in copertina. Ci vuoi raccontare qualche dettaglio?

    M.B Gli incontri fra Michael e Kolta sono sia fisici sia “metafisici”, in questo secondo caso appartengono al reame delle esperienze di contatto diretto con entità invisibili all’occhio umano, ma percepibili dalla coscienza e attraverso comunicazioni non verbali, ma telepatiche. Kolta è un essere Grigio proveniente da Zeta Reticuli che sarebbe stato “ospite” del governo americano e diviene il “Maestro” di Michael… la sua pelle è simile a quella dei delfini. La foto di Kolta sarebbe stata scattata in un’abitazione di Wolf da un ammiraglio suo amico.

    Scienza e Spiritualità frattura di una dicotomia profonda che ora separa il Mondo. Perché, secondo te, Michael Wolf ci esorta ad una crescita spirituale?

    M.B Per sanare le ferite del genere umano. L’età della ragione coincide con l’imbarbarimento, la perdita delle qualità che, dalla nascita, collegano il bambino al suo pianeta d’origine, in apparenza, la Terra. Come poter riacquisire questi valori naturali? Mediante la cancellazione di quel rumore di fondo che riempie la nostra mente di dati, di nozioni e di informazioni e vi crea le sovrastrutture razionali e ragionevoli secondo i parametri di comodo delle religioni e dei poteri il cui fine è mantenere ogni individuo sotto la loro influenza, o dominio. Nel libro, Wolf ingaggia duelli epici con i rappresentanti di tali poteri e ne esce vincitore, ma a caro prezzo. Innanzitutto quello della perdita della gioia e dell’amore per Sarah e Danny, la sua compagna e il figlio sedicenne uccisi in un attentato di cui egli si sentirà responsabile sino al compimento della catarsi, la Trilogia di “Catchers of Heaven” e l’abbandono del corpo fisico terrestre.


    Il Dottor Wolf sosteneva di essere portatore di marcatori genetici alieni e disse:” Molte delle persone attivamente coinvolte nella ricerca sugli UFO probabilmente possiedono questi geni alieni”. Ti sei mai rivisto nelle parole di Michael avendo avuto un’esperienza profonda, ampiamente raccontata nel tuo libro “Gli alieni mi hanno salvato la Vita”?

    M.B Assolutamente. Anche se non ne ho le prove. Sono solo all’inizio di un cammino, di cui l’essermi dedicato completamente al lavoro su questo libro costituisce una tappa fondamentale. Sono portato a pensare che non sia finita qui. Che “The Catchers of Heaven”, per come li intendeva Michael, sono i portatori di una fiaccola la cui fiamma brucia dentro di noi e mai si spegne. Secondo necessità, va alimentata, per unire la sua forza a quella innata del fuoco interiore che ognuno di noi possiede e risiede nell’Anima.

    C’è chi si avvicina da poco alla tematica ufologica, c’è chi è scettico, chi ha le proprie convinzione, chi è aperto al confronto, chi teme il cambiamento, chi aspetta il contatto, chi sostiene di averlo già avuto. In questa eterogeneità, che rappresentano una moltitudine di individui, cosa potrebbe spingerli a leggere questo libro?

    M.B Una sola cosa: il bene che dobbiamo dare a chi ci vuole bene e si attende da noi che non lo lasceremo mai.

    Vuoi chiudere questo “dialogo” con un pensiero ?

    M.B Se solo una pagina di Michael vi toccherà il cuore, le lacrime che accompagneranno la lettura sono il Grazie che giunge dall’Eterno.
    Si Ringrazia Maurizio Baiata per la disponibilità.
    Davide Veraldi per Ufoonline.it
    Bibliografia:
    Il cult book di Michael Wolf “The Catchers of Heaven – I Guardiani del Cielo: Una Trilogia” edito da Verdechiaro, è appena uscito nelle migliori librerie italiane. Lo potete trovare da Feltrinelli e Mondadori. Potete ordinarlo in libreria o al sito della casa editrice Verde Chiaro.
    Inoltre è disponibile presso i siti on line: Macrolibrarsi, Amazon, Giardino dei Libri, Fiori Gialli e Booxstore.

    Per la prefazione:
    http://mauriziobaiata.net/2014/03/10/il-mondo-che-ci-attende-la-mia-prefazione-a-the-catchers-of-heaven-una-trilogia-di-michael-wolf


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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