Miracolo a Ground Zero

Home Forum L’AGORÀ Miracolo a Ground Zero

Questo argomento contiene 36 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da giusparsifal giusparsifal 6 anni, 10 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 21 a 30 (di 37 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #141178
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1333747496=farfalla5]

    A dir la verità non capisco fino in fondo l' affermazione dei Maestri: – la vita è gioco, vivila. Tutto è maya, un'illusione.
    Quando soffri o gioisci è così tutto reale… :ummmmm:
    [/quote1333747496]

    non sono ancora riuscita a metterlo in pratica al 100% , ma teoricamente mi è ben chiaro …
    è il nostro attaccamento che ci fà vivere gioia e dolore

    per la gioia, passi… per il dolore che non ci piace, ho cercato di capire …

    l'esempio che cerco di ricordare è questo: (nulla di spirituale a dire la verità, ma per me funzionale)
    hai mai giocato per esempio a monopoli o a carte (ma non a soldi, a fagioli secchi) ?
    quando vinci sei felice … e di che ? perchè hai vinto fagioli ? e che te ne fai a fine gioco ?
    e se perdi .. che rabbia !!! ti agiti e cominci a dire che sei sfortunato o che gli altri barano … perchè ti immedesimi a tal punto che stai quasi male … ma di che ? sempre per i fagioli secchi ?

    la vita è uguale … non te li porti da nessuna parte i fagioli secchi o tutte le altre cose … compreso il tuo corpo e quello degli altri … dunque ?
    a che serve tutto questo accanimento/attaccamento ?

    :hihi:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #141179
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    il corpo non appartiene a noi, lo usiamo… poi dimentichiamo che lo usiamo e diventiamo il corpo.

    la via di mezzo del Buddha, ad esempio, è in pratica il non polarizzarsi, rabbia e gioia servono a chi ci fornisce l'abito, il corpo.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #141180

    Anonimo

    [quote1333753483=prixi]

    se perdi .. che rabbia !!! ti agiti e cominci a dire che sei sfortunato o che gli altri barano … perchè ti immedesimi a tal punto che stai quasi male … ma di che ? sempre per i fagioli
    [/quote1333753483]
    «CONDIVIDERE»

    «Il terzo passo è condividere. Quando è presente il negativo, tienilo per te. Quando è presente il positivo, condividilo. Normalmente, la gente condivide la propria negatività; non condivide mai la propria positività. L'umanità è semplicemente stupida. Quando le persone sono felici, non condividono mai la loro felicità: sono estremamente avare! Viceversa, quando sono infelici, sono estremamente prodighe: in questo caso, sono prontissime a condividere. Quando la gente ride, economizza; ride con delle riserve. Viceversa, quando è arrabbiata, va totalmente in collera.
    Il terzo passo è condividere la positività. Questo porterà il tuo amore a fiorire come un fiume che nasce dal tuo cuore. E quando condividi, il tuo cuore inizierà ad affiorare.
    (…) Quando hai qualcosa, donalo!
    Gurdjieff era solito dire: “Tutto ciò che ho accumulato, è andato perduto; mentre tutto ciò che ho donato, è rimasto mio. Tutto quello che ho dato è ancora mio; mentre tutto ciò che ho tenuto per me, è andato perduto!” E' vero, possiedi solo ciò che hai condiviso.
    L'amore non è una proprietà da accumulare, è irradiarsi, è una fragranza da condividere. Più condividi, più possiedi; meno condividi, meno possiedi.
    Più condividi e più qualcosa affiorerà dalla tua essenza più intima… è infinita, continuerà ad affiorare qualcosa di sempre più grande.
    Estrai acqua da un pozzo, e una quantità d'acqua fresca molto più grande lo riempirà. Non prendere mai acqua da un pozzo, chiudilo, ed esso si impoverirà, e dopo un po' di tempo, la sorgente si inaridirà. Col tempo, quella sorgente morirà… l'acqua del pozzo imputridirà, stagnerà, marcendo. L'acqua che scorre è fresca… l'amore che scorre è fresco.
    Perciò, il terzo passo verso l'amore è condividere la propria positività, condividere la propria vitalità, condividere tutto ciò che si ha: qualsiasi cosa hai di bello dentro di te, non accumularlo mai.
    Condividi la tua saggezza, condividi la tua preghiera, la tua felicità, il tuo amore… condividi! Certo, se non c'è nessuno, condividi con i cani… ma condividi. Condividi con i sassi… ma condividi. Quando hai delle perle, gettale… non preoccuparti che vadano ai porci o ai santi… gettale! Ciò che conta è dare.
    Accumulare avvelena il cuore. Ogni cosa accumulata è velenosa. Se condividi, il tuo organismo sarà libero da veleni. E quando dai, non preoccuparti che il tuo dare sia o non sia corrisposto. Non aspettare neppure un grazie. Sentiti riconoscente verso la persona che ti ha permesso di condividere ciò che avevi… non aspettarti nulla; non dire, in cuor tuo, che quella persona dovrebbe esserti riconoscente, perché tu hai condiviso qualcosa con lei… no, sentiti tu riconoscente, perché l'altro è stato disposto ad ascoltarti, a condividere con te un'energia: ha accettato di ascoltare il tuo canto; era disponibile a guardare la tua danza; non ti ha respinto, quando sei giunto con il tuo dono… avrebbe potuto farlo!
    Condividere è una delle più grandi virtù spirituali, una delle virtù più grandi.» OSHO :yesss:

    [quote1333753483=prixi]

    a che serve tutto questo accanimento/attaccamento ?
    [/quote1333753483]
    Forse credono di essere infallibili e onnipotenti per cui ad ogni perdita ritrovano la loro vera natura {di esseri umani}, ma, ahime non abituati, si spaventano quando riscoprono di essere quello che sono. Gli pare “poco”. :hehe:


    #141182
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1333755549=♫nessuno♫]
    [quote1333753483=prixi]

    se perdi .. che rabbia !!! ti agiti e cominci a dire che sei sfortunato o che gli altri barano … perchè ti immedesimi a tal punto che stai quasi male … ma di che ? sempre per i fagioli
    [/quote1333753483]
    «CONDIVIDERE»

    «Il terzo passo è condividere. Quando è presente il negativo, tienilo per te. Quando è presente il positivo, condividilo. Normalmente, la gente condivide la propria negatività; non condivide mai la propria positività. L'umanità è semplicemente stupida. Quando le persone sono felici, non condividono mai la loro felicità: sono estremamente avare! Viceversa, quando sono infelici, sono estremamente prodighe: in questo caso, sono prontissime a condividere. Quando la gente ride, economizza; ride con delle riserve. Viceversa, quando è arrabbiata, va totalmente in collera.
    Il terzo passo è condividere la positività. Questo porterà il tuo amore a fiorire come un fiume che nasce dal tuo cuore. E quando condividi, il tuo cuore inizierà ad affiorare.
    (…) Quando hai qualcosa, donalo!
    Gurdjieff era solito dire: “Tutto ciò che ho accumulato, è andato perduto; mentre tutto ciò che ho donato, è rimasto mio. Tutto quello che ho dato è ancora mio; mentre tutto ciò che ho tenuto per me, è andato perduto!” E' vero, possiedi solo ciò che hai condiviso.
    L'amore non è una proprietà da accumulare, è irradiarsi, è una fragranza da condividere. Più condividi, più possiedi; meno condividi, meno possiedi.
    Più condividi e più qualcosa affiorerà dalla tua essenza più intima… è infinita, continuerà ad affiorare qualcosa di sempre più grande.
    Estrai acqua da un pozzo, e una quantità d'acqua fresca molto più grande lo riempirà. Non prendere mai acqua da un pozzo, chiudilo, ed esso si impoverirà, e dopo un po' di tempo, la sorgente si inaridirà. Col tempo, quella sorgente morirà… l'acqua del pozzo imputridirà, stagnerà, marcendo. L'acqua che scorre è fresca… l'amore che scorre è fresco.
    Perciò, il terzo passo verso l'amore è condividere la propria positività, condividere la propria vitalità, condividere tutto ciò che si ha: qualsiasi cosa hai di bello dentro di te, non accumularlo mai.
    Condividi la tua saggezza, condividi la tua preghiera, la tua felicità, il tuo amore… condividi! Certo, se non c'è nessuno, condividi con i cani… ma condividi. Condividi con i sassi… ma condividi. Quando hai delle perle, gettale… non preoccuparti che vadano ai porci o ai santi… gettale! Ciò che conta è dare.
    Accumulare avvelena il cuore. Ogni cosa accumulata è velenosa. Se condividi, il tuo organismo sarà libero da veleni. E quando dai, non preoccuparti che il tuo dare sia o non sia corrisposto. Non aspettare neppure un grazie. Sentiti riconoscente verso la persona che ti ha permesso di condividere ciò che avevi… non aspettarti nulla; non dire, in cuor tuo, che quella persona dovrebbe esserti riconoscente, perché tu hai condiviso qualcosa con lei… no, sentiti tu riconoscente, perché l'altro è stato disposto ad ascoltarti, a condividere con te un'energia: ha accettato di ascoltare il tuo canto; era disponibile a guardare la tua danza; non ti ha respinto, quando sei giunto con il tuo dono… avrebbe potuto farlo!
    Condividere è una delle più grandi virtù spirituali, una delle virtù più grandi.» OSHO :yesss:

    [quote1333753483=prixi]

    a che serve tutto questo accanimento/attaccamento ?
    [/quote1333753483]
    Forse credono di essere infallibili e onnipotenti per cui ad ogni perdita ritrovano la loro vera natura {di esseri umani}, ma, ahime non abituati, si spaventano quando riscoprono di essere quello che sono. Gli pare “poco”. :hehe:
    [/quote1333755549]

    bello questo passo sulla condivisione 🙂
    Grazie Ness !heart
    … mi risuona molto bene … l'acqua del pozzo … bellissimo

    a dire la verità, stavo leggendo il reply di @ Pas … e mi chiedevo se metterei alla stessa stregua gioia e dolore …
    dal mio punto di vista, o meglio, ciò che sento, mi fà credere che la rabbia ed il dolore possano essere nutrimento per chi ci fornisce l'abito … mentre la gioia, l'amore, vada ad alimentare qualcosa di più “alto” … forse l'universo … forse il nostro spirito … o la nostra “vera sostanza” …

    quando mi sento “negativa” arrabbiata o triste … è come se mi svuotassi della mia energia vitale … al contrario, quando provo gioia, amore, gratitudine, mi riempio di energia … di forza …

    … cosa mi sfugge dell'insegnamento del buddha ? 😕


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #141181
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [quote1333778793=farfalla5]
    Scusatemi, ci ho fatto casso
    [/quote1333778793]

    Tesoro scusami se ti correggo,ma sono o non sono la tua “maestra” preferita?
    La parola “casso”non esiste.
    O la scrivi con una esse, e cioè “caso”…o con due zeta…a secondo di ciò che vuoi dire. hahaha hahaha hahaha

    Scusate per la battuta in un topic così bello e profondo..ma oggi ho voglia di ridere.
    :cor: :cor: :cor:


    #141183
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1333796013=sphinx]
    [quote1333778793=farfalla5]
    Scusatemi, ci ho fatto casso
    [/quote1333778793]

    Tesoro scusami se ti correggo,ma sono o non sono la tua “maestra” preferita?
    La parola “casso”non esiste.
    O la scrivi con una esse, e cioè “caso”…o con due zeta…a secondo di ciò che vuoi dire. hahaha hahaha hahaha

    Scusate per la battuta in un topic così bello e profondo..ma oggi ho voglia di ridere.
    :cor: :cor: :cor:
    [/quote1333796013]
    Proff mi deve scusare, lo giuro, questa volta è stato un errore di battuta §(°
    Grandissima, dolcissima Ely quanto mi fa piacere di rivederti a fare la spiritosa :cor: :cor: :cor:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #141184
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    #secret [size=8]Farfy … battitura, no battuta … sennò quella chi la sente !
    :hehe:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #141185

    Anonimo

    [quote1333796725=prixi]

    a dire la verità, stavo leggendo il reply di @ Pas … e mi chiedevo se metterei alla stessa stregua gioia e dolore …

    dal mio punto di vista, o meglio, ciò che sento, mi fà credere che la rabbia ed il dolore possano essere nutrimento per chi ci fornisce l'abito … mentre la gioia, l'amore, vada ad alimentare qualcosa di più “alto” … forse l'universo … forse il nostro spirito … o la nostra “vera sostanza” …

    quando mi sento “negativa” arrabbiata o triste … è come se mi svuotassi della mia energia vitale … al contrario, quando provo gioia, amore, gratitudine, mi riempio di energia … di forza …

    … cosa mi sfugge dell'insegnamento del buddha ? 😕
    [/quote1333796725]
    La cosiddetta “gioia” e il cosiddetto “dolore” come li conosciamo abitualmente nell'esistenza ordinaria sono entrambi parte di noi mentre siamo in cammino, non c'è il vincitore o il migliore, anche perché sentirci divisi tra spirito e corpo appesantisce la mente, la rende meno trasparente, al ché essa fa da barriera tra coscienza convenzionale e quella superiore (il vero essere). La separazione tra spirito e corpo genera una inutile battaglia interiore, dico inutile perché siamo l'Uno indivisibile, per me ogni divisione è illusione. Il fatto è che entrambi, gioia e dolore, arrivano senza essere stati chiamati (forse è il 'nostro' inConscio ad invitarli, segretamente).

    Quando provi gioia o dolore, non è qualcosa di voluto, almeno non direttamente ma semplicemente accade perché fa parte della realtà sia qui che in eventuali altri mondi, dunque a mio avviso più che combattere la propria sofferenza quando si appalesa, bisognerebbe prevedere l'effetto di una determinata causa (pensiero, parola, azione) ergo evitare le esperienze non necessarie. Comunque bisogna imparare a perdere, anche quello può essere gioia o una lezione.

    Il Buddha ha indicato una delle Vie per non soffrire (il non attaccamento, né all'apparente gioia né all'apparente sofferenza), e questa via è la Meditazione attraverso la quale Osservare la Realtà per quella che è (sunyata, o vacuità), perché soltanto in assenza di attaccamento il dolore e la falsa visione della Vita si estingue definitivamente. La diretta percezione della realtà (la nostra verità interiore, individuale, genetica detta anche Dharma) ci permette di saper dare importanza alle cose importanti e a non dare importanza alle cose non importanti: il discernimento, conoscere le priorità di ognuno.

    Io dico: La vera gioia spirituale non è possedere la gioia, ma crearla e ricrearla istante per istante, ogni attimo dell'Eternità.


    #141186
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1333811826=♫nessuno♫]
    La cosiddetta “gioia” e il cosiddetto “dolore” come li conosciamo abitualmente nell'esistenza ordinaria sono entrambi parte di noi mentre siamo in cammino, non c'è il vincitore o il migliore, anche perché sentirci divisi tra spirito e corpo appesantisce la mente, la rende meno trasparente, al ché essa fa da barriera tra coscienza convenzionale e quella superiore (il vero essere). La separazione tra spirito e corpo genera una inutile battaglia interiore, dico inutile perché siamo l'Uno indivisibile, per me ogni divisione è illusione. Il fatto è che entrambi, gioia e dolore, arrivano senza essere stati chiamati (forse è il 'nostro' inConscio ad invitarli, segretamente).
    [/quote1333811826]

    parto da ciò che ho evidenziato …
    mi piace il “forse” perchè non sò esattamente a chi/cosa si possa attribuire “l'invito”, ma convengo che ciò avviene … per permetterci di fare l'esperienza che ci occorre … e compreso (capito) questo “meccanismo”, l'accettazione del dolore (e non il rifiuto, nè tantomeno il crogiolarsi in esso) o della felicità (che secondo me, è differente dalla gioia), ci consente di apprendere ..
    ed arrivando all'inizio del tuo concetto …
    si può allargare quanto ho appena espresso, intendendo il termine accettazione, come l'armonizzazione di ogni nostro aspetto … e ciò avviene se capaci di evitare classificazioni usuali e standardizzate … che detto in altro modo, può essere tradotto in: assenza di pre-giudizio sugli eventi e assenza di giudizio sulle nostre conseguenti risultanze.

    [quote1333811826=♫nessuno♫]

    Quando provi gioia o dolore, non è qualcosa di voluto, almeno non direttamente ma semplicemente accade perché fa parte della realtà sia qui che in eventuali altri mondi, dunque a mio avviso più che combattere la propria sofferenza quando si appalesa, bisognerebbe prevedere l'effetto di una determinata causa (pensiero, parola, azione) ergo evitare le esperienze non necessarie. Comunque bisogna imparare a perdere, anche quello può essere gioia o una lezione.[/quote1333811826]

    le esperienze, si ripetono quando necessarie … se hai compreso la precedente, non si ripeterà, salvo per conferma della comprensione … ma se non hai ancora appreso, non credo si possa evitare la sua manifestazione.
    Imparare, è la chiave ed il senso di ogni esperienza/lezione

    [quote1333811826=♫nessuno♫]

    Il Buddha ha indicato una delle Vie per non soffrire (il non attaccamento, né all'apparente gioia né all'apparente sofferenza), e questa via è la Meditazione attraverso la quale Osservare la Realtà per quella che è (sunyata, o vacuità), perché soltanto in assenza di attaccamento il dolore e la falsa visione della Vita si estingue definitivamente. La diretta percezione della realtà (la nostra verità interiore, individuale, genetica detta anche Dharma) ci permette di saper dare importanza alle cose importanti e a non dare importanza alle cose non importanti: il discernimento, conoscere le priorità di ognuno.
    ][/quote1333811826]

    Ho evidenziato quella frase, perchè è da qui che è sorta la mia domanda …
    Il Buddha infatti definisce [u]apparente[/u] gioia e sofferenza …
    Ciò che per ora comprendo da questo insegnamento è che esiste un distinguo tra ciò che appare e ciò che è … nell'Osservazione se ne comprende il senso … (per “capirmi” utilizzo il termine felicità ad indicare uno stato apparente di gioia) …
    Nel nostro “cammino” (esistenza) si fanno esperienze utili ad apprendere … generalmente vengono classificate in un'alternanza di sofferenze e felicità … molte di queste in Realtà non esistono, ma siamo noi ad identificarle e ad identificarci come tali (il più delle volte per condizionamento socio-culturale e per mancanza di auto-Conoscenza)…
    Quando nell'Osservazione, inizi a Comprendere che nel dolore è presente la Gioia, cosi come nella felicità è insita la sofferenza … allora inizi a percepire la Realtà
    Il non polarizzarsi è la Comprensione che in ogni istante esiste Tutto (e che è Gioia)…
    Ciò che ne consegue, è che l'attaccamento perde senso, la polarizzazione è inutile …
    Emerge, che il lasciarsi pervadere dalla Vita è Gioia

    [quote1333811826=♫nessuno♫]

    Io dico: La vera gioia spirituale non è possedere la gioia, ma crearla e ricrearla istante per istante, ogni attimo dell'Eternità.
    [/quote1333811826]
    … e fluire con essa … e quoto !


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #141187
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1333822641=prixi]
    #secret [size=8]Farfy … battitura, no battuta … sennò quella chi la sente !
    :hehe:
    [/quote1333822641]
    :uuu: non c'è proprio la speranza per me :uuu:
    non imparerò mai :nono:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Stai vedendo 10 articoli - dal 21 a 30 (di 37 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.